Una intervista all'autore qui http://bibliotecadisraele.wordpress.com/2011/10/17/saggi-scrittura-come-liberta-scrittura-come-testimonianza-quattro-scrittori-italiani-e-lebraismo-conversazione-con-sergio-parussa/
[In realtà quattro stelle e 3/4, per via del finale leggermente stiracchiato a mio parere] Chi non ha mai giocato da fanciullo in una casa abbandonata dando libero sfogo alle più ardite immaginazioni non può capire e indubbiamente si è perso qualcosa di prezioso della propria infanzia. Questi tre ra
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[In realtà quattro stelle e 3/4, per via del finale leggermente stiracchiato a mio parere] Chi non ha mai giocato da fanciullo in una casa abbandonata dando libero sfogo alle più ardite immaginazioni non può capire e indubbiamente si è perso qualcosa di prezioso della propria infanzia. Questi tre ragazzini sembrano sbucati in parte da The body (ambientato all'incirca nello stesso periodo) di Stephen King, in parte dalle storie di Mark Twain e un po' da Io non ho paura di Ammaniti. Ma molto meglio di Ammaniti e quasi a un livello kinghiano (trarre ispirazione NON è copiare). Ciò che colpisce oltre all'intreccio è l'uso della lingua sia nel discorso diretto che nella narrazione attraverso il filtro della terza persona, ottenendo un effetto molto naturale ed efficace dietro una apparente semplicità. Bella storia, ben scritta ( e immagino anche frutto di un accurato lavoro di editing, come è giusto che sia); un filino di rammarico per il titolo, generico e che ha un po' il sapore "ultima neve di primavera" e varie altre storie strappalacrime. Poco incisivo, e poi nel romanzo si allude una sola volta (mi pare) al gioco dei pirati, non mi pare un elemento sufficientemente connotativo rispetto all'intera trama. Peccato, ma ho apprezzato molto tutto il resto. Complimenti all'autore e, come qualcun altro ha scritto in un commento precedente, è un vero sollievo che Mondadori investa anche sulla qualità.
Figli piccoli, grandi, gravidanze più o meno cercate, aborti voluti e no, sesso coniugale ed extra, lettere anonime, tradimenti amorosi e amicali, corna più o meno meritate, madri, padri e suoceri tremendi, la gente mormora ma non si limita a ciò, la gente, il paesello ostracizza, la gente è lieta d
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Figli piccoli, grandi, gravidanze più o meno cercate, aborti voluti e no, sesso coniugale ed extra, lettere anonime, tradimenti amorosi e amicali, corna più o meno meritate, madri, padri e suoceri tremendi, la gente mormora ma non si limita a ciò, la gente, il paesello ostracizza, la gente è lieta di trovare qualcuno peggiore di sè, eccetera eccetera. Molto bello. Brava Caterina, scusa il ritardo ma alla fine ci sono arrivata :)
Una serie di forti e profondi pugni nello stomaco. Prosa impeccabile e straordinariamente distaccata, immagino per dover necessariamente prendere le distanze da tanto orrore. Una storia che ti entra dentro.
Scrittura come libertà, scrittura come testimonianza. Quattro scrittori italiani e l'ebraismo
Una intervista all'autore qui http://bibliotecadisraele.wordpress.com/2011/10/17/saggi-scrittura-come-liberta-scrittura-come-testimonianza-quattro-scrittori-italiani-e-lebraismo-conversazione-con-sergio-parussa/
L'ultima estate che giocammo ai pirati
[In realtà quattro stelle e 3/4, per via del finale leggermente stiracchiato a mio parere] Chi non ha mai giocato da fanciullo in una casa abbandonata dando libero sfogo alle più ardite immaginazioni non può capire e indubbiamente si è perso qualcosa di prezioso della propria infanzia. Questi tre ra ... (continue)
[In realtà quattro stelle e 3/4, per via del finale leggermente stiracchiato a mio parere] Chi non ha mai giocato da fanciullo in una casa abbandonata dando libero sfogo alle più ardite immaginazioni non può capire e indubbiamente si è perso qualcosa di prezioso della propria infanzia. Questi tre ragazzini sembrano sbucati in parte da The body (ambientato all'incirca nello stesso periodo) di Stephen King, in parte dalle storie di Mark Twain e un po' da Io non ho paura di Ammaniti. Ma molto meglio di Ammaniti e quasi a un livello kinghiano (trarre ispirazione NON è copiare). Ciò che colpisce oltre all'intreccio è l'uso della lingua sia nel discorso diretto che nella narrazione attraverso il filtro della terza persona, ottenendo un effetto molto naturale ed efficace dietro una apparente semplicità. Bella storia, ben scritta ( e immagino anche frutto di un accurato lavoro di editing, come è giusto che sia); un filino di rammarico per il titolo, generico e che ha un po' il sapore "ultima neve di primavera" e varie altre storie strappalacrime. Poco incisivo, e poi nel romanzo si allude una sola volta (mi pare) al gioco dei pirati, non mi pare un elemento sufficientemente connotativo rispetto all'intera trama. Peccato, ma ho apprezzato molto tutto il resto. Complimenti all'autore e, come qualcun altro ha scritto in un commento precedente, è un vero sollievo che Mondadori investa anche sulla qualità.
Libero arbitrio
Figli piccoli, grandi, gravidanze più o meno cercate, aborti voluti e no, sesso coniugale ed extra, lettere anonime, tradimenti amorosi e amicali, corna più o meno meritate, madri, padri e suoceri tremendi, la gente mormora ma non si limita a ciò, la gente, il paesello ostracizza, la gente è lieta d ... (continue)
Figli piccoli, grandi, gravidanze più o meno cercate, aborti voluti e no, sesso coniugale ed extra, lettere anonime, tradimenti amorosi e amicali, corna più o meno meritate, madri, padri e suoceri tremendi, la gente mormora ma non si limita a ciò, la gente, il paesello ostracizza, la gente è lieta di trovare qualcuno peggiore di sè, eccetera eccetera. Molto bello. Brava Caterina, scusa il ritardo ma alla fine ci sono arrivata :)
Morire per le idee
Uno striminzito saggio che non aggiunge nulla di nuovo. Mi pare una di quelle pubblicazioncine accademiche, tanto per fare curriculum. Niente di che.
Una donna a Berlino
Una serie di forti e profondi pugni nello stomaco. Prosa impeccabile e straordinariamente distaccata, immagino per dover necessariamente prendere le distanze da tanto orrore. Una storia che ti entra dentro.