In questo lavoro, sorta di testamento spirituale del semiologo russo, Lotman si dedica allo studio della vita dei processi culturali. La cultura, secondo Lotman, è uno spazio semiotico attraversato da un conflitto incessante ed inevitabile tra processi di carattere statico (siano essi ciclici o line
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In questo lavoro, sorta di testamento spirituale del semiologo russo, Lotman si dedica allo studio della vita dei processi culturali. La cultura, secondo Lotman, è uno spazio semiotico attraversato da un conflitto incessante ed inevitabile tra processi di carattere statico (siano essi ciclici o lineari) e processi di carattere esplosivo. Tale dicotomia organizza l'alternanza tra l'elemento tradizionale e quello innovativo di una cultura e si pone come il momento fondativo, un vero e proprio soffio vitale, della vita di un'organismo culturale. L'arte, oggetto privilegiato delle osservazioni di Lotman, funziona, in tutte le sue dimensioni, come un campo privilegiato in cui osservare all'opera tali dinamiche. In quanto essa agisce non sullo "spazio reale", bensì su di uno spazio che è "come reale", spazio la cui caratteristica è quella di portare al suo interno un'ampio orizzonte di possibilità.
Nel saggio, Esposito analizza, in tutte le sue variazioni, la metafora immunologica che informa di se una quantità di discorsi assai notevole. Dal lessico politico, all'antropologia filosofica, il sistema immunitario ed il suo funzionamento sembrano caratterizzare l'orizzonte di senso entro cui una
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Nel saggio, Esposito analizza, in tutte le sue variazioni, la metafora immunologica che informa di se una quantità di discorsi assai notevole. Dal lessico politico, all'antropologia filosofica, il sistema immunitario ed il suo funzionamento sembrano caratterizzare l'orizzonte di senso entro cui una vasta congerie di fenomeni viene compresa e pensata. Ma il problema è che, fin dalla sua formulazione in ambito medico, il funzionamento del paradigma di immunizzazione viene costruito in base ad una metafora di carattere bellico, che ricomprende il rischio di auto-distruzione proprio di ogni logica immunitaria. Come sfuggire a questa rappresentazione apparentemente onnicomprensiva. Solo operando un radicale mutamento nelle categorie semantiche e semiotiche con le quali pensiamo ai paradigmi immunitari. Lungi dall'essere una difesa del corpo da agenti interni, capace di rovesciarsi contro il territorio che dovrebbe proteggere, il sistema immunitario dovrebbe essere pensato, secondo Esposito, come il meccanismo che regola la costitutiva apertura del sé all'altro, dell'interno all'esterno. Solo in questo modo il rischio di auto-distruzione che la metafora comporta può essere scongiurato ed il paradigma immunitario riportato alla sua essenza "alterante", che lo rende indispensabile per la costruzione dell'identità umana.
La città nella storia è un lavoro monumentale. Mumford ripercorre la storia dell'uomo attraverso quella forma del vivere in comune che si chiama città. Per il sociologo americano gli edifici riflettono la psicologia di coloro che le hanno volute e costruite. Così la città, nel corso della s
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La città nella storia è un lavoro monumentale. Mumford ripercorre la storia dell'uomo attraverso quella forma del vivere in comune che si chiama città. Per il sociologo americano gli edifici riflettono la psicologia di coloro che le hanno volute e costruite. Così la città, nel corso della sua evoluzione, diventa una concrezione significante. Gli edifici, la forma della loro organizzazione e la loro disposizione ci raccontano il pensiero dominante in una determinata società, la forma dei rapporti umani, e quella dei rapporti di potere. Si tratta di un lavoro affascinante e complesso, che forse risente un po' del passare del tempo, ma dalla cui lettura non si può prescindere.
Se l'immagine che avete del '68, e degli anni che ne seguono, comprende esperienze lisergiche, amore libero e chitarre suonate sotto le stelle, forse dovreste leggere questo libro. Phliopat continua la sua (auto)biografia milanese, raccontandoci la storia di Andrea Bellini del Casoretto. Figura car
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Se l'immagine che avete del '68, e degli anni che ne seguono, comprende esperienze lisergiche, amore libero e chitarre suonate sotto le stelle, forse dovreste leggere questo libro. Phliopat continua la sua (auto)biografia milanese, raccontandoci la storia di Andrea Bellini del Casoretto. Figura carismatica di uno dei più temuti servizi d'ordine degli anni '70 milanesi. Ne emerge un'affresco violento e metallico di un periodo altrettanto violento e metallico. Ma la violenza non è mai estetizzata, non si respira mai compiacimento per la violenza. La violenza, per Andrea e i suoi compagni, è una necessità di sopravvivenza che esige, inevitabilmente, un prezzo da pagare. Chi ha letto Costretti a Sanguinare ritroverà stessa la scrittura ritmica e forsennata, chi non lo ha letto dovrebbe farlo...
Un volume veramente divertente, quello di Scarlini, che ricostruisce il profilo di una città attraverso le parole che su di essa hanno scritto personalità famose che si sono trovate a passare o risedere nel capoluogo altoatesino. Un viaggio nel tempo e una passeggiata per le strade di una città che
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Un volume veramente divertente, quello di Scarlini, che ricostruisce il profilo di una città attraverso le parole che su di essa hanno scritto personalità famose che si sono trovate a passare o risedere nel capoluogo altoatesino. Un viaggio nel tempo e una passeggiata per le strade di una città che nel tempo è cambiata, senza perdere mai il suo carattere. Indimenticabile le parole con cui la descrisse Wolfgang Amadeus Mozart: "Bolzano buco di culo da porci/ piuttosto che andare a Bolzano meglio battersi l'ano"
Cercare la strada
In questo lavoro, sorta di testamento spirituale del semiologo russo, Lotman si dedica allo studio della vita dei processi culturali. La cultura, secondo Lotman, è uno spazio semiotico attraversato da un conflitto incessante ed inevitabile tra processi di carattere statico (siano essi ciclici o line ... (continue)
In questo lavoro, sorta di testamento spirituale del semiologo russo, Lotman si dedica allo studio della vita dei processi culturali. La cultura, secondo Lotman, è uno spazio semiotico attraversato da un conflitto incessante ed inevitabile tra processi di carattere statico (siano essi ciclici o lineari) e processi di carattere esplosivo. Tale dicotomia organizza l'alternanza tra l'elemento tradizionale e quello innovativo di una cultura e si pone come il momento fondativo, un vero e proprio soffio vitale, della vita di un'organismo culturale. L'arte, oggetto privilegiato delle osservazioni di Lotman, funziona, in tutte le sue dimensioni, come un campo privilegiato in cui osservare all'opera tali dinamiche. In quanto essa agisce non sullo "spazio reale", bensì su di uno spazio che è "come reale", spazio la cui caratteristica è quella di portare al suo interno un'ampio orizzonte di possibilità.
Immunitas
Nel saggio, Esposito analizza, in tutte le sue variazioni, la metafora immunologica che informa di se una quantità di discorsi assai notevole. Dal lessico politico, all'antropologia filosofica, il sistema immunitario ed il suo funzionamento sembrano caratterizzare l'orizzonte di senso entro cui una ... (continue)
Nel saggio, Esposito analizza, in tutte le sue variazioni, la metafora immunologica che informa di se una quantità di discorsi assai notevole. Dal lessico politico, all'antropologia filosofica, il sistema immunitario ed il suo funzionamento sembrano caratterizzare l'orizzonte di senso entro cui una vasta congerie di fenomeni viene compresa e pensata. Ma il problema è che, fin dalla sua formulazione in ambito medico, il funzionamento del paradigma di immunizzazione viene costruito in base ad una metafora di carattere bellico, che ricomprende il rischio di auto-distruzione proprio di ogni logica immunitaria.
Come sfuggire a questa rappresentazione apparentemente onnicomprensiva. Solo operando un radicale mutamento nelle categorie semantiche e semiotiche con le quali pensiamo ai paradigmi immunitari. Lungi dall'essere una difesa del corpo da agenti interni, capace di rovesciarsi contro il territorio che dovrebbe proteggere, il sistema immunitario dovrebbe essere pensato, secondo Esposito, come il meccanismo che regola la costitutiva apertura del sé all'altro, dell'interno all'esterno. Solo in questo modo il rischio di auto-distruzione che la metafora comporta può essere scongiurato ed il paradigma immunitario riportato alla sua essenza "alterante", che lo rende indispensabile per la costruzione dell'identità umana.
La città nella storia
La città nella storia è un lavoro monumentale. Mumford ripercorre la storia dell'uomo attraverso quella forma del vivere in comune che si chiama città. Per il sociologo americano gli edifici riflettono la psicologia di coloro che le hanno volute e costruite. Così la città, nel corso della s ... (continue)
La città nella storia è un lavoro monumentale. Mumford ripercorre la storia dell'uomo attraverso quella forma del vivere in comune che si chiama città. Per il sociologo americano gli edifici riflettono la psicologia di coloro che le hanno volute e costruite. Così la città, nel corso della sua evoluzione, diventa una concrezione significante.
Gli edifici, la forma della loro organizzazione e la loro disposizione ci raccontano il pensiero dominante in una determinata società, la forma dei rapporti umani, e quella dei rapporti di potere.
Si tratta di un lavoro affascinante e complesso, che forse risente un po' del passare del tempo, ma dalla cui lettura non si può prescindere.
La banda Bellini
Se l'immagine che avete del '68, e degli anni che ne seguono, comprende esperienze lisergiche, amore libero e chitarre suonate sotto le stelle, forse dovreste leggere questo libro.continue)
Phliopat continua la sua (auto)biografia milanese, raccontandoci la storia di Andrea Bellini del Casoretto. Figura car ... (
Se l'immagine che avete del '68, e degli anni che ne seguono, comprende esperienze lisergiche, amore libero e chitarre suonate sotto le stelle, forse dovreste leggere questo libro.
Phliopat continua la sua (auto)biografia milanese, raccontandoci la storia di Andrea Bellini del Casoretto. Figura carismatica di uno dei più temuti servizi d'ordine degli anni '70 milanesi.
Ne emerge un'affresco violento e metallico di un periodo altrettanto violento e metallico. Ma la violenza non è mai estetizzata, non si respira mai compiacimento per la violenza. La violenza, per Andrea e i suoi compagni, è una necessità di sopravvivenza che esige, inevitabilmente, un prezzo da pagare.
Chi ha letto Costretti a Sanguinare ritroverà stessa la scrittura ritmica e forsennata, chi non lo ha letto dovrebbe farlo...
Bolzano
Un volume veramente divertente, quello di Scarlini, che ricostruisce il profilo di una città attraverso le parole che su di essa hanno scritto personalità famose che si sono trovate a passare o risedere nel capoluogo altoatesino. Un viaggio nel tempo e una passeggiata per le strade di una città che ... (continue)
Un volume veramente divertente, quello di Scarlini, che ricostruisce il profilo di una città attraverso le parole che su di essa hanno scritto personalità famose che si sono trovate a passare o risedere nel capoluogo altoatesino. Un viaggio nel tempo e una passeggiata per le strade di una città che nel tempo è cambiata, senza perdere mai il suo carattere.
Indimenticabile le parole con cui la descrisse Wolfgang Amadeus Mozart: "Bolzano buco di culo da porci/ piuttosto che andare a Bolzano meglio battersi l'ano"