-
All books
-
-
-
- Splendente come una padella (686)
-
By Amélie Nothomb -
Finished on May 13, 2013 




-
-
-
-
- Diario di Rondine (1256)
-
By Amélie Nothomb -
Finished on May 8, 2013 




-
-
-
-
- Il viaggio d'inverno (897)
-
By Amélie Nothomb -
Finished on May 7, 2013 




-
-
-
-
- Acido solforico (2471)
-
By Amélie Nothomb -
Finished on May 6, 2013 




-
-
-
-
- Il figlio dell'imperatore (115)
-
By Kenzaburo Oe -
Finished on Apr 20, 2013 




-
-
-
-
- 1Q84 (3190)
- Libro 3: Ottobre-dicembre
-
By Haruki Murakami -
Finished on Apr 9, 2013 




-
-
-
-
- Il seggio vacante (3214)
-
By J.K. Rowling -
Finished on Mar 25, 2013 




-
-
-
-
- La cena degli addii (82)
-
By Ito Ogawa -
Finished on Mar 12, 2013 




-
-
-
-
- Alice nel paese della vaporità (872)
-
By Francesco Dimitri -
Finished on Feb 19, 2013 




-
-
-
-
- Stabat mater (3241)
-
By Tiziano Scarpa -
Finished on Feb 11, 2013 




-
-
-
-
- Estranei (386)
-
By Taichi Yamada -
Finished on Feb 5, 2013 




-
-
-
-
- La tigre nel pozzo (391)
-
By Philip Pullman -
Finished on Jan 30, 2013 




-
-
-
-
- L'ombra di quel che eravamo (1336)
-
By Luis Sepulveda -
Finished on Jan 4, 2013 




-
-
-
-
- Il cimitero senza lapidi e altre storie nere (2464)
-
By Neil Gaiman -
Finished on Nov 21, 2012 




-
-
-
-
- Il figlio del cimitero (1992)
-
By Neil Gaiman -
Finished on Nov 11, 2012 




-
Il seggio vacante
Ammetto di essere partita con una vena scettica. Preferisco partire in negativo e poi lasciare che un libro si riscatti da solo, piuttosto che essere prevenuta con un autore solo perché ho adorato le sue precedenti opere.continue)
Ciò premesso, vediamo di guardare un po' quel che è passato sotto gli occhi. ... (
Ammetto di essere partita con una vena scettica. Preferisco partire in negativo e poi lasciare che un libro si riscatti da solo, piuttosto che essere prevenuta con un autore solo perché ho adorato le sue precedenti opere.
Ciò premesso, vediamo di guardare un po' quel che è passato sotto gli occhi.
Lo stile della tanto amata Rowling ha avuto una brusca contrazione. Si riconosce grazie alla cura di certi dettagli in alcune descrizioni, questo è sicuro, ma è di certo qualcosa di anomalo rispetto alla saga che ha appassionato grandi e piccini. I motivi sono molto semplici e sono due: spazio e genere.
Perchè spazio? Perchè non è una saga, quindi a differenza di una trama che può essere districata in molte più pagine e in molto più tempo ha bisogno di un altro tipo di strutturazione, sia personale dell'autore che poi dell'editore. Ciò ovviamente va a modificare la percezione di stile avuta in precedenza, ma in un modo che già si può notare passando da un'opera all'altra di un autore come Philip Pullman, come di qualsiasi altro stampo.
Poi c'è la questione di genere. Inutile dire che si tratti di un libro per adulti, profondamente crudo. Qualcuno ha fatto notare che sia più volgare rispetto a quanto ci si potesse aspettare. Tuttavia, è per l'appunto un libro che tenta di essere verosimile e, se vogliamo essere onesti fino in fondo, sappiamo perfettamente che in ognuno di noi si cela un piccolo scaricatore di porto dalla parola facile. Quindi, la questione volgarità può essere archiviata, anche alla luce del fatto che il genere non solo è sullo stampo di un "adult novel", ma mostra il perenne confronto intergenerazionale tra adolescenti e adulti, in un contesto ristretto come può essere l'ambiente occlusivo e da paraocchi della cittadina di Pagford. Quindi, vi si adatta di conseguenza e, considerata la caratterizzazione di certi personaggi e per l'appunto un'ambientazione stimolante, calza a pennello.
Può anche darsi che la Rowling abbia sfogato tutto quel che non ha potuto mettere nel magico mondo Potteriano, ma ovviamente è solo una supposizione, molto labile.
Mi sento in dovere di fare un'ultima annotazione, prima di andare oltre, che più che altro è un'esasperazione: ho odiato le parentesi. Interi paragrafi lunghi più di mezza pagina racchiusi tra parentesi. No, le parentesi servono per elidere parti poco significative, non per richiamare il passato. Per quello usi il corsivo, usi un altro font, non le stramaledette parentesi.
Sfogo finito.
Bando alle questioni di stile e passiamo all'impatto di questa storia.
L'inizio del libro è, in sostanza, la prova su cellulosa che la scusa del "sei il protagonista, quindi non puoi morire" è una balla.
Ebbene sì, nel primissimo capitolo (oltre che nella quarta di copertina molto criptica, come sempre) il Consigliere comunale di Pagford e padre di famiglia Barry Fairbrother, uomo stimato e odiato al contempo, viene a mancare nel giorno del suo anniversario di matrimonio per una sorta di aneurisma fulminante - i medici o futuri tali mi perdonino, non riesco a ricordare la causa esatta.
Per quanto non compaia più in carne ed ossa (funerale a parte), è innegabile che sia lui il motore di tutto e che sia da considerarsi il principale personaggio. Ma andiamo per gradi.
Le prime 100-150 pagine sono fatte da una sciorinata interminabile in cui ci viene presentata la miriade di personaggi che popola il libro e che, in un primo momento, pare esagerata e fatta di individui che ben poco potrebbero aver a che fare l'uno con l'altro, se non per il fatto di risiedere nella circoscrizione Pagfordiana.
Tutto ciò che ci viene proposto fa da premessa per la storia vera e propria, che si trova a ruotare attorno alla necessità di trovare un nuovo Consigliere e del conseguente scontro di interessi personali o di gruppo da preservare.
- Da un lato, la fazione che vorrebbe riprendere le orme del caro estinto Fairbrother, con la sua battaglia per i Fields, una zona poco amata e apparentemente mal frequentata di Pagford in cui lui stesso ha trovato i natali, per evitare che vengano esclusi dai confini e lasciati alla vicina città grande, Yarvil. Figura di rilievo è la dottoressa Parminder Jawanda, amica di Barry e fredda madre di famiglia.
Candidato: Colin "Cubicolo" Wall, vicepreside della scuola superiore Winterdown di Yarvil (frequentata da Pagfordiani e Fieldsiani), affetto da gravi attacchi d'ansia e molto turbato dalla morte di Fairbrother.
- Dall'altra, il gruppo appoggiato dal Sindaco-salumiere-plurifaccia Howard Mollison, sostenuto dall’affabile moglie Shirley, uomo obeso, falsamente amichevole e piuttosto subdolo, che secondo principi conservatori campanilistici (e non solo) lotta per l'espulsione dei Fields dai territori cittadini e la loro reintegrazione in Yarvil, con annessa chiusura di un centro di disintossicazione, Bellchapel.
Candidato: Miles Mollinson, avvocato, figlio del suddetto sindaco e uomo dalla dubbia volontà personale, sposato con Samantha, inizialmente avversa alle questioni politiche, con cui ha due figlie.
- In più, un altro candidato emerge, senza sostenitori oltre alla propria (obbligata e maltrattata) famiglia. Si tratta di Simon Price, uomo dalla mano lunga, affarista scaltro e poco istruito, il quale intende correre da solo, prevalentemente per interessi personali di natura finanziaria - ovvero: entriamo in politica perché abbiamo sentito che ci passano le mazzette, mica per la comunità (questa l'ho già sentita).
Insomma, un bel po' di cose da memorizzare. Senza contare tutti gli altri personaggi che nelle fazioni non rientrano, alcuni parte delle famiglie dei sopra citati, altri appena trasferiti.
In particolare, svariati appartengono a una diversa generazione. Un gruppo di adolescenti della medesima età, infatti, emerge dal gruppo, come ad esprimere un generale e variegato fronte avverso a questi adulti, tutti concentrati a farsi la guerra per un seggio. Tra essi, quella che può essere considerata forse come la co-protagonista del romanzo, ovvero Krystal Weedon, sedicenne dei Fields con una situazione delicata a livello familiare e un trascorso poco felice, che ha trovato sfogo nella figura di Fairbrother come incoraggiante capitano della squadra di canottaggio. Sua madre è Terri, ragazza madre più volte, in passato, oltre che ancora prostituta e tossicodipendente, seguita dagli assistenti del centro di Bellchapel soprattutto per via dei figli minori in affido (Krystal, appunto e Robbie, di tre anni e mezzo). Tra le due, spicca la figura
della bisnonna Cath, da molto acciaccata da malesseri ed età, che però ha una predilezione per Krystal.
Troviamo anche altri suoi coetanei: Andrew “Arf” Price, figlio di Simon, chiaramente avverso ai modi cafoni del padre e poco comprensivo nei confronti di sua madre, Ruth, che lo lascia fare; Stuart “Ciccio” Wall, amico di Arf, studente sveglio e dalla filosofia estremamente pratica, se non cinica, in conflitto con il padre, Colin, e la madre, Tessa, psicologa della scuola; Sukhvinder Jawanda, figlia di Parminder, ragazza poco attraente, emarginata e probabilmente affetta da dislessia, svilita dalla stessa madre come dai compagni di scuola (Ciccio in prima linea).
Potrei andare avanti citando Gaia Bawden, splendida ragazzina Londinese di cui Arf si invaghisce e che ha un buon rapporto con Sukhvinder ; Gaia è figlia di Kay, assistente sociale trasferitasi a Pagford per cercare di far andare bene una storia con Gavin Hughes, socio di Miles, miglior amico di Barry, che però è innamorato di Mary, moglie del defunto.
Piccola pausa, scusate. Sì, so che sembra molto Beautiful, in questo momento, ma giuro che poi mi chiarisco. Sto lasciando per mia volontà da parte molte cose, altrimenti non ne esco.
Tutte queste singole storie si connettono tra loro, man mano che si prosegue con la storia, incastrandosi perfettamente come le tessere di un Puzzle, pronte a comporre la scena compiuta.
Difatti, dopo questa parte che, oltre che un pochino pesante, risulta piuttosto complicata da fissare nella mente, si passa ai fatti veri e propri. Si dipana tutta una serie di eventi, caratterizzata da spietati colpi bassi sia tra una fazione e l’altra che, soprattutto, tra figli e genitori. Emblematico, infatti, il modo in cui tre dei ragazzi si diano da fare per affondare chi hanno in famiglia, tramite atti diffamatori (che poi corrispondono a verità) sul forum comunale – nello specifico, mi riferisco ad Andrew, Ciccio e Sukhvinder.
“Il Seggio Vacante” si mostra per quel che è solo a metà libro. Può essere spacciato per uno spaccato di vita quotidiana a metà con la satira verso le politichine da paese, all’inizio, ma va ben oltre. Certo, possiamo trovare fin troppi riferimenti alla realtà in cui viviamo, cruda, effettiva, molto poco romanzata. In questo caso, siccome di un romanzo si tratta, ovviamente alcune cose sono portate all’estremo, tant’è che ci sono risvolti drammatici non da poco, spesso inattesi.
Chiunque ha i suoi scheletri nell’armadio, che magari ai nostri occhi non paiono molto, ma sono sufficienti a scuotere i benpensanti Pagfordiani, con chiacchiere e quant’altro; nel frattempo, preconcetti e chiusura mentale la fanno da padrona, trovando sfogo nella maturazione di qualche raro personaggio. Sarebbe troppo bello che finisse in maniera idilliaca, tanto amena quanto lo era la cittadina in partenza. Perché? Perché la realtà non è così.
Uno scenario verosimile, quindi, portato su un altro piano. Di certo, dopo un po’ riusciamo a cogliere i sottili fili che intercorrono tra i vari attori in scena e iniziamo a seguirne la storia, rimettendo a posto ogni dettaglio che sembrava abbandonato per caso dall’autrice, marionettista esperta.
Non voglio fare spoiler di alcun tipo, quindi mi fermerò alle considerazioni sulla trama. Di certo, dopo lo stato di confusione iniziale, il testo si riprende alla grande e ciò mi ha dato modo di apprezzare il libro come non avrei pensato.
La Rowling dà una grande prova di sé, ancora una volta, abbandonando le magiche e disilluse vesti della fantasia per catapultarci al cospetto della realtà, nelle sue accezioni più brusche. Certo, rimangono alcune cose che non faranno de “Il Seggio Vacante” un pezzo fondante della letteratura contemporanea, come delle macchioline di sporco sulla camicia buona della domenica. Ma non tutto può diventare oro colato.
La lettura è caldamente consigliata. Tuttavia, un piccolo appunto: leggete questo romanzo in un momento tranquillo e possibilmente spensierato della vostra vita, perché la sua inclemenza verso la natura umana, in certe parti, può avere l’effetto di un pugno sotto il mento. Molto, molto secco.