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- L'iguana non vuole (121)
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By Giusi Marchetta -
Finished on Oct 5, 2011 




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- Il Paradiso è altrove (438)
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By Mario Vargas Llosa -
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- La storia dell'arte raccontata da Flavio Caroli (110)
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By Flavio Caroli -
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- Jane Eyre (10638)
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By Charlotte Brontë -
Finished on Nov 2, 2011 




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La pietra angolare di ogni goth romanticismo successivo -
Mi sono accorta di non averlo mai letto integralmente, così ho approfittato della bella riedizione Giunti per rimediare. Se si limitasse ad essere l'estetica "sceneggiatura" delle innumerevoli trasposizioni filmiche che ne sono state tratte, varrebbe la metà del suo mito. In realtà la parte migliore ... (
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Nov 3, 2011 |
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- Miele nero (109)
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By Alice Winchester -
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- Tulipani rossi (17)
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By Luana Cappelletto -
Finished on Sep 28, 2011 




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4 people find this helpful ***
This comment contains spoilers! *** 



Ma che c'ha fatto Tuailait? -
Premetto che non leggo mai romanzi rosa e questo mi è venuto per le mani per puro caso. Non sono snob, semplicemente dopo averci provato da ragazzina con Nicholas Sparks mi sono stancata di spendere soldi per leggere sempre la stessa storia. Tulipani rossi, nel suo genere, è un esordio di tutto risp ... (
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Sep 29, 2011 |
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- La collina più alta (129)
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By Sara Aldegheri -
Finished on Sep 20, 2011 




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3 people find this helpful ***
This comment contains spoilers! *** 



Affresco austenbrontiano -
Delicato e incalzante feuilleton d'ambientazione tardo settecentesca e di ispirazione "austenbrontianalcottiana": un'eroina ispida e spavalda, che è molto Jane Eyre, po' Elizabeth Bennet, un po' Fanny Price, e un po' Jo March. Un protagonista maschile che è un Edward Rochester con l'orgoglio brubero ... (
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Sep 20, 2011 |
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- Sex and the city (917)
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By Candace Bushnell -
Finished on Oct 18, 2011 




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1 person find this helpful 



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Più che Sex and the city sembra Cruel Intentions. Solo senza interesse. Dimenticabile
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Oct 18, 2011 |
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- Volevo essere una farfalla (633)
- Come l'anoressia mi ha insegnato a vivere
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By Michela Marzano -
Finished on Sep 12, 2011 




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6 people find this helpful 



Sull'utilità e i danni dell'amore filiale -
Ho adorato "Sii bella e stai zitta", dove già si intuiva un collegamento con i disturbi alimentari: la Marzano indicava l'anoressia come il "male generazionale inevitabile" della sua generazione. Ma da qui a immaginare che dietro ai successi e alla vita da prodigio di questa ordinaria di Filosofia M ... (
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Sep 12, 2011 |
3 feedbacks
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Quindi-
ci giorni d'esta-
te -
- Quindici giorni d'estate (2)
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By Federico Manassero -
Started on 2008 




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Quindi-
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- Dizionario dei sogni per negati (9)
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By Penney Peirce -
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- A me le guardie! (1907)
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By Terry Pratchett -
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- Red (2173)
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By Kerstin Gier -
Abandoned on Aug 25, 2011
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2 people find this helpful -
In 50 pagine non è riuscito ad interessarmi e non ho più la pazienza di una volta, che mi spingeva a insistere per scovare qualcosa di interessante anche nei libri di puro intrattenimento. Quindi abbandono, senza troppi rimpianti
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Aug 25, 2011 |
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- Nessun dove (4450)
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By Neil Gaiman -
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- Immagina (45)
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By Yami -
Finished on Sep 2, 2011 




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5 people find this helpful 



La lunga notte di Feo il sognatore -
Il fantasy è stato il mio genere d’elezione per tutta l’adolescenza: l’ho amato, letto a vagoni e ne ho addirittura scritto uno. Col risultato che ora, dopo tanti anni, sono diventata esigentissima, feroce nelle critiche e poco paziente, quando mi capita tra le mani un fantasy. In soldoni: ne leggo ... (
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Sep 3, 2011 |
2 feedbacks
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L'iguana non vuole
Questo è un libro che mi ha cagionato sensazioni contrastanti: da un lato la bellezza della storia, la profondità delle riflessioni e il tono (vivaddio!) politicamente scorretto; dall'altro, questo stile franto, anzi, frantissimo, in cui i campi temporali si intrecciano di continuo senza una logica ... (continue)
Questo è un libro che mi ha cagionato sensazioni contrastanti: da un lato la bellezza della storia, la profondità delle riflessioni e il tono (vivaddio!) politicamente scorretto; dall'altro, questo stile franto, anzi, frantissimo, in cui i campi temporali si intrecciano di continuo senza una logica e nel giro di dieci righe ci troviamo nel flashback del flashback del flashback. Tanto che spesso si rischia di perdersi nel vortice degli avvenimenti, senza più discernere cosa avviene prima e cosa dopo. Possibile che sia stata una scelta dettata dalla volontà di costruire un intreccio postmodernista? O che l'autrice abbia voluto così raffigurare l'eterno presente magmatico, apocalittico e impreciso in cui sembrano vivere i disabili? Comunque sia, per espressivo e voluto che possa essere, a me non piace e mi ha impedito di gustarmi parte dell'intreccio. Comunque sentita e sofferta la testimonianza di questi insegnanti, che per decenni hanno spaccato il capello in quattro tra Tacito e Tucidide, per poi ritrovarsi a trent'anni a insegnare la tabellina del 2 a eterni bambini sputacchianti. E inquietante il famoso Santojanni, assaltatore di prof e assassino di uccelli, chiuso in una stanza dei piani alti come una moderna Bertha Mason. Mi piacerebbe leggere un saggio dell'autrice in proposito, sarebbe ancora più illuminante, specie alla luce di quanto poco noi futuri insegnanti (sic!) sappiamo di disabilità e dintorni.
Ad aleggiare sullo sfondo (ma anche no) il tema di grande attualità della mia generazione sradicata, affetta dal gene dell'irrequietezza, che ci spinge a lasciare gli affetti, a cercare (non si sa bene cosa) altrove, in una città "straniera" che in questo caso è Torino.
Tre stelle e mezza
PS: aneddoto personale: alle medie avevo in classe una quindicenne ritardata, amabile e innocua, Federica. Grazie alla sua presenza la nostra classe aveva usufruito di uno splendido laboratorio triennale di manualità, che nelle intenzioni doveva favorire l'integrazione. In terza media, quando ci fu chiesto di scrivere una relazione su questo laboratorio, tutti ci perdemmo a descrivere le opere d'arte realizzate, i cartelloni, i castelli di cartapesta, i premi ricevuti. E nessuno menzionò Federica.