E due. Il secondo punteggio pieno che do a questi Mercanti di Borgomago. Rimasto per la seconda volta senza fiato, anche se stavolta a differenza del primo capitolo non c'è stata la faticosa introduzione di personaggi e contesto. La Hobb fa convivere splendidamente caratteri a tre dimensioni, backg
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E due. Il secondo punteggio pieno che do a questi Mercanti di Borgomago. Rimasto per la seconda volta senza fiato, anche se stavolta a differenza del primo capitolo non c'è stata la faticosa introduzione di personaggi e contesto. La Hobb fa convivere splendidamente caratteri a tre dimensioni, background complesso ma verosimile, e un intreccio mostruosamente complicato che tuttavia viene fuori come un fiore che sboccia. Alla fine di questo romanzo le carte sono in tavola, c'è poco altro da scoprire delle meraviglie del mondo di Borgomago ma è salita al massimo l'aspettativa per capire cosa riserverà il futuro ai tanti protagonisti (umani e non). 'Sta donna è una grande.
Romanzo cattivissimo. I personaggi di paese di Ammaniti non hanno proprio nulla da invidiare a quelli sotto stress fantascientifico del Kinghiano "The Dome", e Ammaniti li gestisce con un pov ballerino ma estremamente preciso. Si fanno odiare più o meno tutti per un motivo o per un altro, e l'autore
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Romanzo cattivissimo. I personaggi di paese di Ammaniti non hanno proprio nulla da invidiare a quelli sotto stress fantascientifico del Kinghiano "The Dome", e Ammaniti li gestisce con un pov ballerino ma estremamente preciso. Si fanno odiare più o meno tutti per un motivo o per un altro, e l'autore non si fa remore a pescare nell'assurdo per delineare meglio i caratteri, con un risultato finale sorprendentemente "vero" anche quando non verosimile. Dopo "Io non ho paura" e questo, penso proprio che mi leggerò tutta la bibliografia comprese le liste della spesa...
E' la storia di una battaglia spaziale. Ma è anche la storia di una rivoluzione. Ed è pure la storia di un grande inganno. Il tutto descritto dai punti di vista di parecchi personaggi, che si alternano con lo snocciolarsi dei capitoli. Conclude degnamente tutto ciò che "The risen empire" aveva lasci
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E' la storia di una battaglia spaziale. Ma è anche la storia di una rivoluzione. Ed è pure la storia di un grande inganno. Il tutto descritto dai punti di vista di parecchi personaggi, che si alternano con lo snocciolarsi dei capitoli. Conclude degnamente tutto ciò che "The risen empire" aveva lasciato in sospeso (originariamente erano un unico libro) e riesce a tenere col fiato sospeso anche se l'autore, scriteriatamente, ci anticipa nel recap iniziale come andrà a finire. Westerfeld ai massimi assoluti.
Bello, profetico, incredibilmente attuale. Un classico della fantascienza che leggo colpevolmente in ritardo. Scritto in periodo di guerra fredda, e si sente molto, ma in qualche modo la tematica viene sviscerata e superata. Inoltre gli elementi fantascientifici, pur essendo il romanzo datato, sono
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Bello, profetico, incredibilmente attuale. Un classico della fantascienza che leggo colpevolmente in ritardo. Scritto in periodo di guerra fredda, e si sente molto, ma in qualche modo la tematica viene sviscerata e superata. Inoltre gli elementi fantascientifici, pur essendo il romanzo datato, sono perfettamente plausibili e coerenti. Solo un appunto sul finale... un po' telefonato, e mi aspettavo reazioni meno ovvie da parte del protagonista, che stando così le cose fa più o meno tutto ciò che ci si aspetta da lui dalla prima all'ultima pagina. Ma non è grave.
Difficilotto, per me, da leggere in inglese. Tanto che a metà ho deciso di switchare all'italiano. Ciò non toglie che sia un mirabile esempio di ottima fantascienza, che al giorno d'oggi è davvero raro. Come "sapore" ha qualcosa del ciclo di Hyperion di Dan Simmons, anche se è più pragmatico e meno
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Difficilotto, per me, da leggere in inglese. Tanto che a metà ho deciso di switchare all'italiano. Ciò non toglie che sia un mirabile esempio di ottima fantascienza, che al giorno d'oggi è davvero raro. Come "sapore" ha qualcosa del ciclo di Hyperion di Dan Simmons, anche se è più pragmatico e meno poetico. Ma l'azione è mirabilmente descritta, il continuo salto di pov è convincente e si riesce a cambiare opinione su alcuni personaggi man mano che la storia progredisce. Sempre ad alti livelli Westerfeld.
La nave della pazzia
E due. Il secondo punteggio pieno che do a questi Mercanti di Borgomago. Rimasto per la seconda volta senza fiato, anche se stavolta a differenza del primo capitolo non c'è stata la faticosa introduzione di personaggi e contesto. La Hobb fa convivere splendidamente caratteri a tre dimensioni, backg ... (continue)
E due. Il secondo punteggio pieno che do a questi Mercanti di Borgomago. Rimasto per la seconda volta senza fiato, anche se stavolta a differenza del primo capitolo non c'è stata la faticosa introduzione di personaggi e contesto. La Hobb fa convivere splendidamente caratteri a tre dimensioni, background complesso ma verosimile, e un intreccio mostruosamente complicato che tuttavia viene fuori come un fiore che sboccia. Alla fine di questo romanzo le carte sono in tavola, c'è poco altro da scoprire delle meraviglie del mondo di Borgomago ma è salita al massimo l'aspettativa per capire cosa riserverà il futuro ai tanti protagonisti (umani e non).
'Sta donna è una grande.
Ti prendo e ti porto via
Romanzo cattivissimo.continue)
I personaggi di paese di Ammaniti non hanno proprio nulla da invidiare a quelli sotto stress fantascientifico del Kinghiano "The Dome", e Ammaniti li gestisce con un pov ballerino ma estremamente preciso. Si fanno odiare più o meno tutti per un motivo o per un altro, e l'autore ... (
Romanzo cattivissimo.
I personaggi di paese di Ammaniti non hanno proprio nulla da invidiare a quelli sotto stress fantascientifico del Kinghiano "The Dome", e Ammaniti li gestisce con un pov ballerino ma estremamente preciso. Si fanno odiare più o meno tutti per un motivo o per un altro, e l'autore non si fa remore a pescare nell'assurdo per delineare meglio i caratteri, con un risultato finale sorprendentemente "vero" anche quando non verosimile. Dopo "Io non ho paura" e questo, penso proprio che mi leggerò tutta la bibliografia comprese le liste della spesa...
Risen lo sterminio dei mondi
E' la storia di una battaglia spaziale.continue)
Ma è anche la storia di una rivoluzione.
Ed è pure la storia di un grande inganno.
Il tutto descritto dai punti di vista di parecchi personaggi, che si alternano con lo snocciolarsi dei capitoli. Conclude degnamente tutto ciò che "The risen empire" aveva lasci ... (
E' la storia di una battaglia spaziale.
Ma è anche la storia di una rivoluzione.
Ed è pure la storia di un grande inganno.
Il tutto descritto dai punti di vista di parecchi personaggi, che si alternano con lo snocciolarsi dei capitoli. Conclude degnamente tutto ciò che "The risen empire" aveva lasciato in sospeso (originariamente erano un unico libro) e riesce a tenere col fiato sospeso anche se l'autore, scriteriatamente, ci anticipa nel recap iniziale come andrà a finire.
Westerfeld ai massimi assoluti.
Il gioco di Ender
Bello, profetico, incredibilmente attuale. Un classico della fantascienza che leggo colpevolmente in ritardo. Scritto in periodo di guerra fredda, e si sente molto, ma in qualche modo la tematica viene sviscerata e superata. Inoltre gli elementi fantascientifici, pur essendo il romanzo datato, sono ... (continue)
Bello, profetico, incredibilmente attuale. Un classico della fantascienza che leggo colpevolmente in ritardo. Scritto in periodo di guerra fredda, e si sente molto, ma in qualche modo la tematica viene sviscerata e superata. Inoltre gli elementi fantascientifici, pur essendo il romanzo datato, sono perfettamente plausibili e coerenti.
Solo un appunto sul finale... un po' telefonato, e mi aspettavo reazioni meno ovvie da parte del protagonista, che stando così le cose fa più o meno tutto ciò che ci si aspetta da lui dalla prima all'ultima pagina. Ma non è grave.
The Risen Empire
Difficilotto, per me, da leggere in inglese. Tanto che a metà ho deciso di switchare all'italiano.continue)
Ciò non toglie che sia un mirabile esempio di ottima fantascienza, che al giorno d'oggi è davvero raro. Come "sapore" ha qualcosa del ciclo di Hyperion di Dan Simmons, anche se è più pragmatico e meno ... (
Difficilotto, per me, da leggere in inglese. Tanto che a metà ho deciso di switchare all'italiano.
Ciò non toglie che sia un mirabile esempio di ottima fantascienza, che al giorno d'oggi è davvero raro. Come "sapore" ha qualcosa del ciclo di Hyperion di Dan Simmons, anche se è più pragmatico e meno poetico. Ma l'azione è mirabilmente descritta, il continuo salto di pov è convincente e si riesce a cambiare opinione su alcuni personaggi man mano che la storia progredisce. Sempre ad alti livelli Westerfeld.