cinque stelle a smullyan, che non è solo riuscito a selezionare i problemini da sottoporre ai suoi lettori senza stancare, ma è riuscito a dare un crescendo alla storia e far sì che si addentri mano a mano sempre più nella logica matematica con esempi semplici e calzanti, in grado di cogliere la par
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cinque stelle a smullyan, che non è solo riuscito a selezionare i problemini da sottoporre ai suoi lettori senza stancare, ma è riuscito a dare un crescendo alla storia e far sì che si addentri mano a mano sempre più nella logica matematica con esempi semplici e calzanti, in grado di cogliere la parte più profonda del problema e semplificarla senza tradirla. una stella al traduttore. motivazioni: una, i nomi italianizzati non sono necessari e rimandano ai tempi del fascismo; la seconda è, se traduci un testo di logica, almeno chiedi un po' di lessico a qualcuno del settore. se non sai come si dice "singleton" in italiano, chiedi, anche uno studente del primo anno ti sa suggerire "singoletto". e non dire "conversa" per dire "il viceversa" di qualcosa.
scrivo la recensione un po' in ritardo, ho preferito lasciar decantare il romanzo. dunque. ha molti difetti sicuramente. ci sono alcune parti approfondite di cui, a posteriori, non si capisce bene il motivo e l'inserimento nel romanzo: su tutti la testimonianza del sogno erotico della maestra. anche
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scrivo la recensione un po' in ritardo, ho preferito lasciar decantare il romanzo. dunque. ha molti difetti sicuramente. ci sono alcune parti approfondite di cui, a posteriori, non si capisce bene il motivo e l'inserimento nel romanzo: su tutti la testimonianza del sogno erotico della maestra. anche eliminato dal romanzo non cambia nulla. poi, lo stile-non stile. lo ammetto, ho letto poco dei giapponesi, ma trovo che scrivano tutti in modo molto impersonale e piuttosto scolastico. frasi corte, linguaggio molto semplice-può essere che sia tutto lo zampino del traduttore? non hanno un linguaggio tipico, uno stile di composizione delle frasi, parole preferite, metafore ricorrenti. ho letto poco di murakami, quindi non saprei cosa dire riguardo alle situazioni simili nei suoi romanzi. ma buona parte degli scrittori tende a riproporre situazioni e personaggi simili: come diceva il buon nietzsche, si scrive sempre di sé stessi.
detto tutto questo: mi è proprio piaciuto, nonostante i difetti, o forse per via di questi. nonostante lo stile poco personale di scrittura, la struttura un po' singhiozzata del romanzo. la fantasia e l'aura di mistero mai sciolta, i personaggi-forse in particolare nakata che è adorabile.
ah, io credo che la signora saeki NON sia la madre di kafka. è nell'immaginario, nei sogni di kafka, che la profezia si compie. e dato che il confine tra il sogno e la realtà è assai labile e pieno di varchi, ecco che l'atmosfera si riempie di allusioni e indizi che suggeriscono che sia stato lui a uccidere il padre (il sangue di cui si trova coperto), che saeki sia sua madre (l'indagine dei fulmini, il matrimonio) e sakura sua sorella (lo stupro in sogno). ma poi la parte onirica viene parzialmente ridimensionata, anche se mai persa, e sappiamo che è stato nakata a uccidere il padre di kafka, e saeki parla con nakata di "quel ragazzo" con una lucidità che non dovrebbe lasciare molti dubbi - sta "confessando", non avrebbe motivo di nascondere che è suo figlio- e sakura ci dice che lo stupro è stato solo un sogno. sempre il sogno torna alla ribalta con l'entrata di kafka nella foresta, e lui si trova al bivio con il vivere nel proprio sogno, o tornare alla realtà.
-1 stella invece alla quarta di copertina, che come tutte le quarte fa proprio schifo (menzionare la prostituta che cita hegel e non sakura, ma come fai? un personaggio che appare in una pagina lo nomini e uno che invece ricompare a tratti in tutto il romanzo lo eviti, vorrei capire se è stato fatto per poter dire "hegel" o per dire "prostituta", o se per l'accostamento? sono termini molto scic nell'immaginario dei redattori, evidentemente.)
a differenza di "self reference and modal logic" qui la springer ha adottato un tipografo più serio ed il libro si legge molto più volentieri. smorynski scrive sempre benissimo, non tralasciando mai l'aspetto storico, e qui è particolarmente preciso e chiaro.
premesso che non mi piacciono le intossicazioni da femminismo, il voler vedere dietro ogni questione una motivazione maschilista o di discriminazione di genere. ma questo libro è veramente sessista in modo nauseabondo. non che ci sia da aspettarsi altro, da un testo scritto nel seicento. ma mi pare
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premesso che non mi piacciono le intossicazioni da femminismo, il voler vedere dietro ogni questione una motivazione maschilista o di discriminazione di genere. ma questo libro è veramente sessista in modo nauseabondo. non che ci sia da aspettarsi altro, da un testo scritto nel seicento. ma mi pare anche ora di abbandonarlo, anziché cercare di riadattarlo ai tempi moderni. non voler vedere l'evidente e terrificante condizione subordinata della donna inglese del seicento esposta come ideale costringe ad arrampicarsi sugli specchi con fastidiosissimi stridìi.
intendiamoci: william è un grande commediografo. "la bisbetica domata" non toglie assolutamente nulla alla sua grandezza. nulla. ma è appunto per questo che sarebbe meglio lasciar dormire caterina e petruccio.
non saprei votarlo: mi ha lasciato serie perplessità. capisco che vorrebbe essere grottesco e ironico, ma non mi fa proprio ridere. sarà l'umorismo francese o la traduzione?
Satana, Cantor e l'infinito e altri inquietanti rompicapi
cinque stelle a smullyan, che non è solo riuscito a selezionare i problemini da sottoporre ai suoi lettori senza stancare, ma è riuscito a dare un crescendo alla storia e far sì che si addentri mano a mano sempre più nella logica matematica con esempi semplici e calzanti, in grado di cogliere la par ... (continue)
cinque stelle a smullyan, che non è solo riuscito a selezionare i problemini da sottoporre ai suoi lettori senza stancare, ma è riuscito a dare un crescendo alla storia e far sì che si addentri mano a mano sempre più nella logica matematica con esempi semplici e calzanti, in grado di cogliere la parte più profonda del problema e semplificarla senza tradirla.
una stella al traduttore.
motivazioni: una, i nomi italianizzati non sono necessari e rimandano ai tempi del fascismo; la seconda è, se traduci un testo di logica, almeno chiedi un po' di lessico a qualcuno del settore. se non sai come si dice "singleton" in italiano, chiedi, anche uno studente del primo anno ti sa suggerire "singoletto". e non dire "conversa" per dire "il viceversa" di qualcosa.
Kafka sulla spiaggia
***This comment contains spoilers! ***
scrivo la recensione un po' in ritardo, ho preferito lasciar decantare il romanzo.continue)
dunque.
ha molti difetti sicuramente.
ci sono alcune parti approfondite di cui, a posteriori, non si capisce bene il motivo e l'inserimento nel romanzo: su tutti la testimonianza del sogno erotico della maestra. anche ... (
scrivo la recensione un po' in ritardo, ho preferito lasciar decantare il romanzo.
dunque.
ha molti difetti sicuramente.
ci sono alcune parti approfondite di cui, a posteriori, non si capisce bene il motivo e l'inserimento nel romanzo: su tutti la testimonianza del sogno erotico della maestra. anche eliminato dal romanzo non cambia nulla.
poi, lo stile-non stile. lo ammetto, ho letto poco dei giapponesi, ma trovo che scrivano tutti in modo molto impersonale e piuttosto scolastico. frasi corte, linguaggio molto semplice-può essere che sia tutto lo zampino del traduttore? non hanno un linguaggio tipico, uno stile di composizione delle frasi, parole preferite, metafore ricorrenti.
ho letto poco di murakami, quindi non saprei cosa dire riguardo alle situazioni simili nei suoi romanzi. ma buona parte degli scrittori tende a riproporre situazioni e personaggi simili: come diceva il buon nietzsche, si scrive sempre di sé stessi.
detto tutto questo: mi è proprio piaciuto, nonostante i difetti, o forse per via di questi.
nonostante lo stile poco personale di scrittura, la struttura un po' singhiozzata del romanzo. la fantasia e l'aura di mistero mai sciolta, i personaggi-forse in particolare nakata che è adorabile.
ah, io credo che la signora saeki NON sia la madre di kafka.
è nell'immaginario, nei sogni di kafka, che la profezia si compie. e dato che il confine tra il sogno e la realtà è assai labile e pieno di varchi, ecco che l'atmosfera si riempie di allusioni e indizi che suggeriscono che sia stato lui a uccidere il padre (il sangue di cui si trova coperto), che saeki sia sua madre (l'indagine dei fulmini, il matrimonio) e sakura sua sorella (lo stupro in sogno).
ma poi la parte onirica viene parzialmente ridimensionata, anche se mai persa, e sappiamo che è stato nakata a uccidere il padre di kafka, e saeki parla con nakata di "quel ragazzo" con una lucidità che non dovrebbe lasciare molti dubbi - sta "confessando", non avrebbe motivo di nascondere che è suo figlio- e sakura ci dice che lo stupro è stato solo un sogno.
sempre il sogno torna alla ribalta con l'entrata di kafka nella foresta, e lui si trova al bivio con il vivere nel proprio sogno, o tornare alla realtà.
-1 stella invece alla quarta di copertina, che come tutte le quarte fa proprio schifo (menzionare la prostituta che cita hegel e non sakura, ma come fai? un personaggio che appare in una pagina lo nomini e uno che invece ricompare a tratti in tutto il romanzo lo eviti, vorrei capire se è stato fatto per poter dire "hegel" o per dire "prostituta", o se per l'accostamento? sono termini molto scic nell'immaginario dei redattori, evidentemente.)
Logical number theory
a differenza di "self reference and modal logic" qui la springer ha adottato un tipografo più serio ed il libro si legge molto più volentieri.
smorynski scrive sempre benissimo, non tralasciando mai l'aspetto storico, e qui è particolarmente preciso e chiaro.
La bisbetica domata
ingiudicabile ai tempi modernipremesso che non mi piacciono le intossicazioni da femminismo, il voler vedere dietro ogni questione una motivazione maschilista o di discriminazione di genere.continue)
ma questo libro è veramente sessista in modo nauseabondo.
non che ci sia da aspettarsi altro, da un testo scritto nel seicento.
ma mi pare ... (
premesso che non mi piacciono le intossicazioni da femminismo, il voler vedere dietro ogni questione una motivazione maschilista o di discriminazione di genere.
ma questo libro è veramente sessista in modo nauseabondo.
non che ci sia da aspettarsi altro, da un testo scritto nel seicento.
ma mi pare anche ora di abbandonarlo, anziché cercare di riadattarlo ai tempi moderni.
non voler vedere l'evidente e terrificante condizione subordinata della donna inglese del seicento esposta come ideale costringe ad arrampicarsi sugli specchi con fastidiosissimi stridìi.
intendiamoci: william è un grande commediografo. "la bisbetica domata" non toglie assolutamente nulla alla sua grandezza. nulla.
ma è appunto per questo che sarebbe meglio lasciar dormire caterina e petruccio.
Zazie nel metrò
non saprei votarlo: mi ha lasciato serie perplessità.
capisco che vorrebbe essere grottesco e ironico, ma non mi fa proprio ridere.
sarà l'umorismo francese o la traduzione?