Sul finire degli anni '80, un giornalista chiese a Paul McCartney se i Beatles si fossero mai resi conto di cosa stessero facendo. "Macca" rispose: "Non eravamo così consapevoli che saremmo entrati nella Storia, ma nemmeno così stupidi da non renderci conto di cosa stessimo facendo". Credo che ques
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Sul finire degli anni '80, un giornalista chiese a Paul McCartney se i Beatles si fossero mai resi conto di cosa stessero facendo. "Macca" rispose: "Non eravamo così consapevoli che saremmo entrati nella Storia, ma nemmeno così stupidi da non renderci conto di cosa stessimo facendo". Credo che questa identica risposta possano darla quelli che (noi) hanno vissuto il '68. Da sinistra, da destra, in comune, a casa o per la strada. Non c'erano alternative: potevi viverlo, oppure far finta che quel periodo fosse soltanto "un po' di caciara". Ivan (protagonista del romanzo "Soprassotto" di Fabio Ciriachi, edito da Palomar) scelse la comune, l'amore libero (?!), la droga libera. Comunque la libertà. Libertà dagli altri, forse, perché poi le catene e i vincoli ti tengono legato alla tua realtà. E' un romanzo che per certi versi non ti lascia scampo. Il lettore non può interpretare perché il libro è la storia di Ivan da giovane e di Ivan 40 anni dopo. Possiamo approvare o disapprovare. Possiamo, forse, giudicare. Ma poi, allora, bisognerebbe avere l'onestà intellettuale di giudicare se stessi. Il denominatore comune di "Soprassotto", allora, diventa la scrittura. Poetica, evocativa e meticolosa. Una cura dei particolari nelle descrizioni e nell'uso dei vocaboli che lasciano spesso esterrefatti. Una prosa nella quale spunta quel poeta che Ciriachi è. "Soprassotto" non è un saggio e, forse, nemmeno un'autobiografia in senso stretto. E' la storia di una vita. Di una delle tante vite che nel 1968 ti potevano toccare in sorte.
A volte le cose prendono il volo sfuggendoci di mano. Come il volo della ”donna volante” del fotografo Jerry Uelsmann, considerato il Salvador Dalì della fotografia. Da questa immagine hanno preso spunto cinquanta autori per scrivere racconti e poesie confluiti nel blog della scrittrice e traduttric
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A volte le cose prendono il volo sfuggendoci di mano. Come il volo della ”donna volante” del fotografo Jerry Uelsmann, considerato il Salvador Dalì della fotografia. Da questa immagine hanno preso spunto cinquanta autori per scrivere racconti e poesie confluiti nel blog della scrittrice e traduttrice Gaja Cenciarelli. L’editore ”Zona”, poi, capita sul sito e ha l’illuminazione di pubblicare l’antologia “Auroralia” con tutti gli scritti usciti su quel blog. Curatrice dell’antologia è proprio Gaja Cenciarelli che, come ogni autore, ha devoluto ogni provento a “Libera-Associazione, Nomi e Numeri contro le mafie”, fondata e guidata da Don Luigi Ciotti. Alla Associazione andrà anche un euro per ogni copia venduta.
c'è una corrente di pensiero secondo la quale "Suttree" sarebbe il capolavoro di Cormac McCarthy. Mi adeguo e taccio. Di fronte a certe cose ogni parola stona. INSUPERABILE... (credo)
quando ho detto all'autore che questo libro mi ricordava (metaforicamente) Pinocchio, mi ha risposto "uh, cazzo. ora che me lo dici...". Un bel viaggio, un bel colpo.
non sono un esperto di poesia, ma rispetto alle due precedenti raccolte, qui Cristina Bove ha fatto un salto di qualità "atterrando" su sentimenti e rappresentazioni più carnali e tangibili. poesia "vera".
Soprassotto
Sul finire degli anni '80, un giornalista chiese a Paul McCartney se i Beatles si fossero mai resi conto di cosa stessero facendo. "Macca" rispose: "Non eravamo così consapevoli che saremmo entrati nella Storia, ma nemmeno così stupidi da non renderci conto di cosa stessimo facendo".continue)
Credo che ques ... (
Sul finire degli anni '80, un giornalista chiese a Paul McCartney se i Beatles si fossero mai resi conto di cosa stessero facendo. "Macca" rispose: "Non eravamo così consapevoli che saremmo entrati nella Storia, ma nemmeno così stupidi da non renderci conto di cosa stessimo facendo".
Credo che questa identica risposta possano darla quelli che (noi) hanno vissuto il '68.
Da sinistra, da destra, in comune, a casa o per la strada. Non c'erano alternative: potevi viverlo, oppure far finta che quel periodo fosse soltanto "un po' di caciara".
Ivan (protagonista del romanzo "Soprassotto" di Fabio Ciriachi, edito da Palomar) scelse la comune, l'amore libero (?!), la droga libera. Comunque la libertà. Libertà dagli altri, forse, perché poi le catene e i vincoli ti tengono legato alla tua realtà.
E' un romanzo che per certi versi non ti lascia scampo. Il lettore non può interpretare perché il libro è la storia di Ivan da giovane e di Ivan 40 anni dopo. Possiamo approvare o disapprovare. Possiamo, forse, giudicare. Ma poi, allora, bisognerebbe avere l'onestà intellettuale di giudicare se stessi.
Il denominatore comune di "Soprassotto", allora, diventa la scrittura. Poetica, evocativa e meticolosa. Una cura dei particolari nelle descrizioni e nell'uso dei vocaboli che lasciano spesso esterrefatti. Una prosa nella quale spunta quel poeta che Ciriachi è.
"Soprassotto" non è un saggio e, forse, nemmeno un'autobiografia in senso stretto. E' la storia di una vita. Di una delle tante vite che nel 1968 ti potevano toccare in sorte.
Auroralia
A volte le cose prendono il volo sfuggendoci di mano. Come il volo della ”donna volante” del fotografo Jerry Uelsmann, considerato il Salvador Dalì della fotografia. Da questa immagine hanno preso spunto cinquanta autori per scrivere racconti e poesie confluiti nel blog della scrittrice e traduttric ... (continue)
A volte le cose prendono il volo sfuggendoci di mano. Come il volo della ”donna volante” del fotografo Jerry Uelsmann, considerato il Salvador Dalì della fotografia. Da questa immagine hanno preso spunto cinquanta autori per scrivere racconti e poesie confluiti nel blog della scrittrice e traduttrice Gaja Cenciarelli.
L’editore ”Zona”, poi, capita sul sito e ha l’illuminazione di pubblicare l’antologia “Auroralia” con tutti gli scritti usciti su quel blog. Curatrice dell’antologia è proprio Gaja Cenciarelli che, come ogni autore, ha devoluto ogni provento a “Libera-Associazione, Nomi e Numeri contro le mafie”, fondata e guidata da Don Luigi Ciotti. Alla Associazione andrà anche un euro per ogni copia venduta.
Suttree
c'è una corrente di pensiero secondo la quale "Suttree" sarebbe il capolavoro di Cormac McCarthy. Mi adeguo e taccio. Di fronte a certe cose ogni parola stona. INSUPERABILE... (credo)
Strane cose, domani
quando ho detto all'autore che questo libro mi ricordava (metaforicamente) Pinocchio, mi ha risposto "uh, cazzo. ora che me lo dici...". Un bel viaggio, un bel colpo.
Attraversamenti verticali
non sono un esperto di poesia, ma rispetto alle due precedenti raccolte, qui Cristina Bove ha fatto un salto di qualità "atterrando" su sentimenti e rappresentazioni più carnali e tangibili. poesia "vera".