Un po' didascalico, forse troppo politicamente corretto. Ma potrebbe essere questa la chiave di volta: lo straniero è accettato e benvoluto proprio per la sua eccezionalità. Perché non sembra nemmeno straniero, e al contempo è al di sopra degli italiani. Forse è questa l'amarezza di fondo che vuol c
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Un po' didascalico, forse troppo politicamente corretto. Ma potrebbe essere questa la chiave di volta: lo straniero è accettato e benvoluto proprio per la sua eccezionalità. Perché non sembra nemmeno straniero, e al contempo è al di sopra degli italiani. Forse è questa l'amarezza di fondo che vuol comunicare: essere costretti a categorizzare, lo straniero buono e quello cattivo. Non sono contemplate vie di mezzo.
Brava brava, buttati su Sciascia (mentre eviterei Pasolini, o meglio: leggerei gli articoli che Pasolini ha scritto per il Corriere, ma lascerei perdere il modello pasoliniano).
Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio
Un po' didascalico, forse troppo politicamente corretto. Ma potrebbe essere questa la chiave di volta: lo straniero è accettato e benvoluto proprio per la sua eccezionalità. Perché non sembra nemmeno straniero, e al contempo è al di sopra degli italiani. Forse è questa l'amarezza di fondo che vuol c ... (continue)
Un po' didascalico, forse troppo politicamente corretto. Ma potrebbe essere questa la chiave di volta: lo straniero è accettato e benvoluto proprio per la sua eccezionalità. Perché non sembra nemmeno straniero, e al contempo è al di sopra degli italiani. Forse è questa l'amarezza di fondo che vuol comunicare: essere costretti a categorizzare, lo straniero buono e quello cattivo. Non sono contemplate vie di mezzo.