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- Rumore bianco (2794)
- La biblioteca di Repubblica - Novecento, 61
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- La terza rivoluzione industriale (62)
- Come il «potere laterale» sta trasformando l'energia, l'economia e il mondo
- By Jeremy Rifkin
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- L'ultima riga delle favole (2580)
- By Massimo Gramellini
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- Armi, acciaio e malattie (2969)
- Breve storia del mondo negli ultimi tredicimila anni
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- Middlesex (4450)
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- Confessioni di un sicario dell'economia (430)
- La costruzione dell'impero americano nel racconto di un insider
- By John Perkins
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- Ragazzi di vita (5323)
- La biblioteca di Repubblica - Novecento, 40
- By Pier Paolo Pasolini
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- Le perfezioni provvisorie (6164)
- By Gianrico Carofiglio
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- Il sergente nella neve: Ricordi della ritirata di Russia (3669)
- I grandi della narrativa - Novecento italiano Vol. 12
- By Mario Rigoni Stern
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Finished on Sep 10, 2011





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- Il delta di Venere (2840)
- Racconti erotici
- By Anais Nin
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- Momenti di trascurabile felicità (2720)
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Confessioni di un sicario dell'economia
Dal prologo:
<< L’astuzia con cui si costruisce quest’impero moderno fa sfigurare i centurioni romani, i conquistadores spagnoli e le potenze coloniali europee del diciottesimo e diciannovesimo secolo. Noi sicari dell’economia siamo furbi; abbiamo imparato dalla storia. Oggi non portiamo spade ... (continue)
Dal prologo:
<< L’astuzia con cui si costruisce quest’impero moderno fa sfigurare i centurioni romani, i conquistadores spagnoli e le potenze coloniali europee del diciottesimo e diciannovesimo secolo. Noi sicari dell’economia siamo furbi; abbiamo imparato dalla storia. Oggi non portiamo spade. Non indossiamo armature o abiti che ci distinguono. In paesi come l’Ecuador, l’Indonesia e la Nigeria ci vestiamo come gli insegnanti e i negozianti locali. A Washington e a Parigi sembriamo burocrati e banchieri. Abbiamo un aspetto semplice, normale. Facciamo sopralluoghi nei siti dei progetti e gironzoliamo per i villaggi ridotti in miseria. Professiamo l’altruismo, parliamo con la stampa locale delle meravigliose opere umanitarie che stiamo compiendo. Ricopriamo i tavoli delle commissioni governative con i nostri computi e le nostre proiezioni finanziarie, e teniamo conferenze alla Harvard Business School sui miracoli della macroeconomia. Siamo in regola, agiamo alla luce del sole. O almeno così ci descriviamo e così veniamo accettati. E’ così che funziona il sistema. Raramente ricorriamo ad azioni illegali, perché il sistema stesso è fondato sul sotterfugio, e il sistema è lecito per definizione.
Tuttavia – e questa è una grossa responsabilità – se falliamo, entra in gioco una razza assai più sinistra, quelli che noi sicari dell’economia chiamiamo gli sciacalli, uomini il cui retaggio deriva direttamente da quegli imperi precedenti. Gli sciacalli sono sempre lì, in agguato nell’ombra. Quando spuntanp fuori, i capi di stato vengono rovesciati o muoiono in “incidenti” violenti. E se per caso lo sciacallo fallisce, come è accaduto in Afghanistan e in Iraq, allora si rispolverano i vecchi modelli. Se anche lo sciacallo fallisce, giovani americani vengono mandati ad uccidere e a morire.>>
E’ un racconto di prima mano, di un uomo che è stato non solo parte ma soprattutto ai vertici del cosiddetto “sistema”.
In questo libro si dipanano i fili di quello che tutti da sempre sospettano, che l’economia capitalista non sia altro che il pretesto per instaurare un impero globale guidato da una sola superpotenza. Un Paese che ha tradito da tempo gli ideali di chi l’ha fondato e che vive sulle spalle di una sterminata moltitudine di persone rese schiave e povere, attraverso il meccanismo del debito pubblico e delle grandi opere.
Una Nazione che ancora si stupisce quando subisce attacchi terroristici, chiedendosi perché nel mondo ci sono miliardi di persone che la odiano.
Dovrebbe essere testo scolastico.
Illuminante.
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