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La conservazione metodica del dolore
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Denso, ritmato, scritto in una lingua ricca e saporita, "bluespadana" e sensuale. Ma forse non del tutto centrato; ogni tanto si rischia di annegare nei dettagli. Nelle ultime cento pagine il ritmo diventa forsennato e a sospendere la lettura sembra di far peccato, come a guardare un film d'autore a ... (
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Dec 9, 2012 |
1 feedback
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Un polpo alla gola
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C'è il tratto fulminante, va bene, c'è la vignetta esilarante, c'è la battuta brillante quando non geniale, ma c'è molto di più: la bravura di narratore, i dettagli che sembrano buttati lì ma poi si caricano di senso, la precisione dello sguardo su quei mondi fitti di trappole che sono l'infanzia e l'adolescenza, età per niente facili da ricordare e rievocare davvero nella loro vivezza che per gli adulti è quasi sempre insostenibile. Ecco, per me Zerocalcare è un mago in questo. E anche se la sua infanzia è collocata in un tempo diverso rispetto alla mia, capisco e sento tutto come se fossi stata lì, bambina, con lui. Leggo testo e disegno, lo rileggo, lo imparo a memoria in attesa di una nuova storia. Che ti sei perso, Kurt Cobain!