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Cover of Guerra agli umani
Cover of Manituana
Cover of Sette pezzi d'America
Cover of Los Angeles
Cover of Dreams from My Father
Cover of La pioggia deve cadere
Cover of Le correzioni
  • 1 person find this helpful

    Quando è sera, qualunque sia il tempo meteorologico, s’accendono le luci elettriche e si sentono i rumori attutirsi e morire. La malinconia di un giorno che finisce ha il retrogusto dell’eccitazione per uno che si aspetta. La giornata si sedimenta, mi vengono in mente le abitudini che lottiamo per s ... (continue)

    Quando è sera, qualunque sia il tempo meteorologico, s’accendono le luci elettriche e si sentono i rumori attutirsi e morire. La malinconia di un giorno che finisce ha il retrogusto dell’eccitazione per uno che si aspetta. La giornata si sedimenta, mi vengono in mente le abitudini che lottiamo per sradicare o ci battiamo per conservare e che reiteratamente si ripropongono.

    Pensare che c’è sempre tempo per la pietà, o occasione di perdono dato o ricevuto, che dei sentimenti istituzionalizzati non abbiano necessità di essere coltivati. Farsi sopraffare dall’indolenza dell’egocentrismo. Ignorare la malattia, e poi pretendere di accettarla. Perdersi nel desiderio di evasione, e la spaventata ottusità, l’inquietudine, la bulimia dell’edonismo. La solitudine senza compassione. Le spalle voltate anche da chi ti è più caro. La pena di desideri semplici eppure negati.

    È così che le persone sono reali. Identiche meccaniche per spiriti stanchi, gli stessi copioni nell’illusione di essere unici ed originali. E poi a volte si sa, la realtà è più bizzarra dell’immaginazione. Così il caleidoscopio di assurdità ti coinvolge fino a sembrarti normale.

    Forse la genetica mi può rendere scettica di fronte a tre fratelli così diversi, ma ci sono delle cose in questo libro che ti sorprendono come uno schiaffo in faccia quando sei incolpevole. Se Coe fosse ancora bravo, e avesse un po’ più di talento, lo avrebbe scritto lui.

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    Posted on Oct 15, 2009 | 2 feedbacks

Cover of Memoirs of a Geisha
  • 2 people find this helpful

    Un giorno mi colpì l'epifania che il mondo gira intorno al sesso. So che questo è abbastanza ovvio, e in tal senso non vi sembrerà una grande scoperta, ma per me fu sconvolgente non tanto la cosa in sè, ma lo scoprire in me una convizione così radicata e severa. Spesso mi chiedo se sia veramente cos ... (continue)

    Un giorno mi colpì l'epifania che il mondo gira intorno al sesso. So che questo è abbastanza ovvio, e in tal senso non vi sembrerà una grande scoperta, ma per me fu sconvolgente non tanto la cosa in sè, ma lo scoprire in me una convizione così radicata e severa. Spesso mi chiedo se sia veramente così, sperando romanticamente in un dissenso, ma sempre, come in questo libro, trovo l'ennesima congruenza.
    Sayuri nella realtà è un uomo; nella carta è una geisha d'acqua, di seta e di acciaio, affascinante e soprattutto seducente, manipolatrice delle meccaniche maschili dominate da una dittatura ormonale e schiave del potere. Sayuri incanta indulgendo in descrizioni poetiche che sottendono la pulsione fisica e l'ipocrisia. L'inconguenza latente è l'ammirare un corpo o un movimento come se fosse solo un'opera d'arte, e insieme desiderarlo sessualmente; così come Sayuri sembra vivere sottomessa agli eventi, mentre in realtà la sua bellezza sostiene una fibra che le permette di ottenere qualsiasi cosa. A Gion ogni pensiero ha due letture, che vanno ben oltre il semplice doppio senso.
    Ogni essere umano in questo libro è vivo paradosso dell'essere un animale sociale; la tensione sessuale è in ogni riga, e le donne sono le silenziose padrone del mondo, che amministrano il loro potere proprio mistificandolo con fascino e provocazione. Gli uomini sono gli stucchi, le facciate in vista, alla ricerca di una posizione da ricoprire e da un potere da esercitare, perchè si dia spessore e senso alla loro esistenza. Sono pusillanimi che comprano o pensano di poter comprare qualsiasi cosa, che desiderano il possesso esclusivo senza aver cura dell'onore o dell'amicizia; ingannati non dalle donne ma dalla schiavitù delle loro stesse pulsioni. Cento anni fa come ora.
    Per aver scritto questo libro bisogna conoscere la Storia e la Psiche, e poi astrarsi e porsi al di sopra della propria epoca, della propria società ed del proprio sesso; così sembra leggero e profumato di Giappone in ogni pagina, sebbene con un'unica sbavatura, nella scena del mizuage inspiegabilmente privo di dolore fisico.
    In Sayuri c'è molto di ciascuna donna, debole o determinata; c'è soprattutto la quasi condanna che nonostante tutto è inspiegabilmente radicata in ciascuna di noi: il desiderio di compiacere un uomo, e di essere compiaciuta, e quello a volte inspiegabilmente disperato di essere oggetto del desiderio, inconfessabile anche a noi stesse, moderne Amazzoni. E poichè la natura e l'anatomia ci hanno fatte "casa dell'anguilla", siamo città aperta, contesa tra i nostri desideri e quelli degli uomini. Andando avanti con un sospiro, talvolta il caso vuole che si incontrino e coincidano, e tra le fantasie irrealizzate ed effimere fioriscono stupore e meraviglia, e afferiamo l'amore pretendendo di negare la sua volubile natura.

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    Posted on Aug 31, 2009 | 1 feedback

Cover of Mi raccomando: tutti vestiti bene
  • 1 person find this helpful

    Quanto vorrei scrivere come Sedaris!
    E lo dico perchè non è un grande scrittore, tipo Hemingway, e per questo è alla mia portata desiderare di scrivere come lui. Ha uno stile mordace e sarcastico, ironico eppure garbato.
    Ora, questo è il primo suo libro che leggo (non lo conoscevo fino ad un mese ... (continue)

    Quanto vorrei scrivere come Sedaris!
    E lo dico perchè non è un grande scrittore, tipo Hemingway, e per questo è alla mia portata desiderare di scrivere come lui. Ha uno stile mordace e sarcastico, ironico eppure garbato.
    Ora, questo è il primo suo libro che leggo (non lo conoscevo fino ad un mese fa), e magari è particolarmente riuscito, ma io l'ho trovato fantastico. Probabilmente, anzi sicuramente, è così carino anche per via del fatto che Sedaris ha una famiglia piena di spunti così abbondanti da poterci andare avanti qualche anno senza alcun problema. Questo per tornare al fatto che non è un grande scrittore.
    Quello che ho trovato straordinario è l'attenzione ai piccoli particolari, la maniera curiosa di osservare persone, oggetti e situazioni trasformandoli nei veri protagonisti dei suoi pezzi. Suppongo che questo sia il suo vero talento, perchè anche una semplice conversazione sulle usanze natalizie con uno straniero (che chiunque di noi, sono pronta a scommettere, ha fatto almeno una volta nella vita) diventa esilarante ("Tra i sei e gli otto uomini neri", per me il migliore del volume).
    E mentre sghignazzi, ti colpisce alle spalle:

    ”Il vero amore consiste nel tacere la verità anche quando ti viene offerta l’occasione perfetta per ferire i sentimenti dell’altro. […] E allora ho avvicinato la mia sedia alla sua di qualche centimetro, e siamo rimasti lì, seduti in silenzio al nostro tavolino sulla piazza, con l’aria, agli occhi di chiunque, di due persone innamorate”.

    In quel ”agli occhi di chiunque” c’è tutto quello che si sa e si impara dopo tanti anni che si sta insieme. Geniale.

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    Posted on Jul 16, 2009 | 1 feedback

Cover of Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte
Cover of Tu più di chiunque altro
  • Mi si dice che questa è un'artista poliedrica. Io, di poliedrico, ho trovato prevalentemente la copertina. Ci sono dei buoni spunti ma scrivere è un'altra cosa.. e infatti forse dovrebbe fare "solo" la regista.

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    Posted on Aug 2, 2009 | Add your feedback

Cover of Uomini che odiano le donne
  • 10 people find this helpful

    Non ci vuole poi molto a scrivere 676 pagg. Basta specificare che la borsa era "a tracolla" OGNI SINGOLA VOLTA che il protagonista tira fuori da essa il computer. O copiare e incollare il file delle specifiche hardware di un PowerBook quando l'altra protagonista medita di comprarsene uno. O specific ... (continue)

    Non ci vuole poi molto a scrivere 676 pagg. Basta specificare che la borsa era "a tracolla" OGNI SINGOLA VOLTA che il protagonista tira fuori da essa il computer. O copiare e incollare il file delle specifiche hardware di un PowerBook quando l'altra protagonista medita di comprarsene uno. O specificare la marca di qualsiasi cosa, dall'automobile all'apparecchio telefonico (neppure in Mission Impossible si era arrivati a tanto). O aggiungere particolari estremamente fastidiosi nella loro inutilità come "s'infilò la tuta e andò a correre" oppure "fece shopping e comprò (segue elenco tipo lista della spesa)" etc etc etc. Ecco, "etc etc etc" è una buona sintesi per questo libro. Passi la trama, improbabile come in molti misteri e nel codice genetico della maggior parte dei thriller, ma in effetti accattivante. Passi la banalità delle citazioni bibliche (ma "Il codice da Vinci" si vede fa scuola). Passi per i personaggi di plastica, stereotipi ambulanti. Passi per la buona dose di sesso alla Ken Follett. Ma vale sempre la buona regola: quando leggete un libro, trama a parte, chiedetevi: lo avrei potuto scrivere così anche io? Se la risposta è si (o peggio, "si, e anche meglio"), allora è una VERA merda. Con tutto il rispetto per il morto (..ma avrebbe venduto poi così tanto se non fosse morto?).

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    Posted on Jun 16, 2009 | 13 feedbacks

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