Un libro interessantissimo per gli appassionati di cultura pop, sotto ogni punto di vista. Questo saggio, scritto magistralmente, racconta di quel periodo di grande fermento culturale che furono gli anni 60 a Londra. Illustra la scena e ne presenta i personaggi di spicco e i luoghi emblematici. Il t
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Un libro interessantissimo per gli appassionati di cultura pop, sotto ogni punto di vista. Questo saggio, scritto magistralmente, racconta di quel periodo di grande fermento culturale che furono gli anni 60 a Londra. Illustra la scena e ne presenta i personaggi di spicco e i luoghi emblematici. Il tutto gira intorno alle riprese di "Blow Up", il celebre film di Michelangelo Antonioni ambientato proprio nella Swinging London. Il primo capitolo parla dell'evoluzione della fotografia in quegli anni, i fotografi che ispirarono il personaggio di Thomas (David Hemmings) e il loro lavoro con le modelle più celebri, che ispirò alcune delle scene centrali del film. Nel secondo capitolo si parla invece di moda e degli stilisti più all'avanguardia del periodo (Vivianne Westwood, Mary Quaint, ecc.). Nel terzo capitolo l'autrice ci porta in giro per Londra a scoprire le location di "Blow Up" e tutti i luoghi più importanti della Swinging City: il World's End, King's Street, Maryon Park, Carnaby Street e il Royal Court Theatre, che dagli anni 50 metteva in scena le opere più provocatorie della scena teatrale britannica. Proprio nel 1966 debuttava la celebre "Saved" di Edward Bond. Questo drammaturgo collaborò in seguito alla sceneggiatura di "Blow Up". Nel quarto e quinto capitolo protagonista è la scena musicale: dai Beatles ai Rolling Stones, passando per gli Who, i Kinks e Marianne Faightfull, fino ad arrivare agli Yardbirds, che fecero anche un cameo nel film di Antonioni, e i Pink Floyd, che con la loro celebre performance alla Roundhouse di Chalk Farm impressionarono tanto il regista italiano, che questi gli commissionò la colonna sonora del suo film successivo, "Zabriskie Point".
Sin dall'inizio colpisce un linguaggio estremamente immaginifico, attraverso il quale la voce narrante ci trasmette dettagliatamente ogni sua sensazione. L'autrice sembra dimostrare una grande padronanza della lingua e uno stile già ben definito, ma procedendo nella lettura ci accorgiamo che non è c
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Sin dall'inizio colpisce un linguaggio estremamente immaginifico, attraverso il quale la voce narrante ci trasmette dettagliatamente ogni sua sensazione. L'autrice sembra dimostrare una grande padronanza della lingua e uno stile già ben definito, ma procedendo nella lettura ci accorgiamo che non è così. Le metafore finiscono col diventare ridondanti e ripetitive e alla fine ci rendiamo conto che questo virtuosismo formale è fine a se stesso, forzato e va a discapito dei contenuti, praticamente inconsistenti. Forzato anche il finale, inaspettato ma poco coerente. In definitiva un romanzo estremamente pretenzioso ma deludente.
Fortissimo, intenso, brutale, shoking, impressive. Così tanto che mi tocca ricorrere all'inglese per esprimere ancora meglio quello che voglio dire. Solo aggettivi estremi e declinati al superlativo si adattano a queste opere estreme e superlative! Malgrado le apparenze nulla di tutto quello che c'è
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Fortissimo, intenso, brutale, shoking, impressive. Così tanto che mi tocca ricorrere all'inglese per esprimere ancora meglio quello che voglio dire. Solo aggettivi estremi e declinati al superlativo si adattano a queste opere estreme e superlative! Malgrado le apparenze nulla di tutto quello che c'è in questo volume e gratuito, anzi, rivelano tutta la sensibilità di questa grandissima artista! Deludente la traduzione e, come tutto il teatro, è molto meglio vederlo rappresentato che leggerlo. Il mio consiglio quindi è quello di andare a vedere le opere della Kane se ne avete l'occasione e leggere questo volume solo se siete grandi appassionati di teatro contemporaneo.
Un affresco meraviglioso. Le tradizioni, la musica, i vestiti e la quotidianità di un posto dove passeresti al massimo due giorni, senza sapere cosa ti perdi. Ma sopratutto le persone e le loro storie, e narratori come gli irlandesi al mondo ne esistono davvero pochi. Le superstizioni, i riti funebr
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Un affresco meraviglioso. Le tradizioni, la musica, i vestiti e la quotidianità di un posto dove passeresti al massimo due giorni, senza sapere cosa ti perdi. Ma sopratutto le persone e le loro storie, e narratori come gli irlandesi al mondo ne esistono davvero pochi. Le superstizioni, i riti funebri e sullo sfondo sempre quel mare meraviglioso e spaventoso allo stesso tempo, fonte di sostentamento e a volte causa di morte. Mi ha toccato davvero tantissimo, sopratutto per la gran quantità di somiglianze che ho notato con la mia terra di origine, la Sicilia (tranne il clima). La mia curiosità verso quei luoghi è aumentata a dismisura. Il quadro estremamente suggestivo di uno scenario di un secolo fa che è diventato anche lo sfondo di alcune piéce di Synge.
L'idea era bella, peccato che poi sia stata sviluppata malissimo. Non approfondisca un sacco di aspetti importanti della storia principale, per non parlare di quelli "secondari" assolutamente insignificanti. I personaggi sono piatti. Il risvolto prometteva veramente bene ma si è rivelato un bluff. M
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L'idea era bella, peccato che poi sia stata sviluppata malissimo. Non approfondisca un sacco di aspetti importanti della storia principale, per non parlare di quelli "secondari" assolutamente insignificanti. I personaggi sono piatti. Il risvolto prometteva veramente bene ma si è rivelato un bluff. Mi aveva fatto pensare a "L'assasino cieco", capolavoro di Margaret Atwood, e secondo me O'Farrel è stata in parte influenzata dall'autrice canadese, ma non c'è assolutamente paragone tra le due. La Atwood vince. Un libro di cui si fa tranquillamente a meno.
Swinging city. Londra, centro del mondo
Un libro interessantissimo per gli appassionati di cultura pop, sotto ogni punto di vista.continue)
Questo saggio, scritto magistralmente, racconta di quel periodo di grande fermento culturale che furono gli anni 60 a Londra. Illustra la scena e ne presenta i personaggi di spicco e i luoghi emblematici. Il t ... (
Un libro interessantissimo per gli appassionati di cultura pop, sotto ogni punto di vista.
Questo saggio, scritto magistralmente, racconta di quel periodo di grande fermento culturale che furono gli anni 60 a Londra. Illustra la scena e ne presenta i personaggi di spicco e i luoghi emblematici. Il tutto gira intorno alle riprese di "Blow Up", il celebre film di Michelangelo Antonioni ambientato proprio nella Swinging London.
Il primo capitolo parla dell'evoluzione della fotografia in quegli anni, i fotografi che ispirarono il personaggio di Thomas (David Hemmings) e il loro lavoro con le modelle più celebri, che ispirò alcune delle scene centrali del film.
Nel secondo capitolo si parla invece di moda e degli stilisti più all'avanguardia del periodo (Vivianne Westwood, Mary Quaint, ecc.).
Nel terzo capitolo l'autrice ci porta in giro per Londra a scoprire le location di "Blow Up" e tutti i luoghi più importanti della Swinging City: il World's End, King's Street, Maryon Park, Carnaby Street e il Royal Court Theatre, che dagli anni 50 metteva in scena le opere più provocatorie della scena teatrale britannica. Proprio nel 1966 debuttava la celebre "Saved" di Edward Bond. Questo drammaturgo collaborò in seguito alla sceneggiatura di "Blow Up".
Nel quarto e quinto capitolo protagonista è la scena musicale: dai Beatles ai Rolling Stones, passando per gli Who, i Kinks e Marianne Faightfull, fino ad arrivare agli Yardbirds, che fecero anche un cameo nel film di Antonioni, e i Pink Floyd, che con la loro celebre performance alla Roundhouse di Chalk Farm impressionarono tanto il regista italiano, che questi gli commissionò la colonna sonora del suo film successivo, "Zabriskie Point".
Settanta acrilico trenta lana
Sin dall'inizio colpisce un linguaggio estremamente immaginifico, attraverso il quale la voce narrante ci trasmette dettagliatamente ogni sua sensazione. L'autrice sembra dimostrare una grande padronanza della lingua e uno stile già ben definito, ma procedendo nella lettura ci accorgiamo che non è c ... (continue)
Sin dall'inizio colpisce un linguaggio estremamente immaginifico, attraverso il quale la voce narrante ci trasmette dettagliatamente ogni sua sensazione. L'autrice sembra dimostrare una grande padronanza della lingua e uno stile già ben definito, ma procedendo nella lettura ci accorgiamo che non è così. Le metafore finiscono col diventare ridondanti e ripetitive e alla fine ci rendiamo conto che questo virtuosismo formale è fine a se stesso, forzato e va a discapito dei contenuti, praticamente inconsistenti. Forzato anche il finale, inaspettato ma poco coerente. In definitiva un romanzo estremamente pretenzioso ma deludente.
Tutto il teatro
Fortissimo, intenso, brutale, shoking, impressive. Così tanto che mi tocca ricorrere all'inglese per esprimere ancora meglio quello che voglio dire. Solo aggettivi estremi e declinati al superlativo si adattano a queste opere estreme e superlative! Malgrado le apparenze nulla di tutto quello che c'è ... (continue)
Fortissimo, intenso, brutale, shoking, impressive. Così tanto che mi tocca ricorrere all'inglese per esprimere ancora meglio quello che voglio dire. Solo aggettivi estremi e declinati al superlativo si adattano a queste opere estreme e superlative! Malgrado le apparenze nulla di tutto quello che c'è in questo volume e gratuito, anzi, rivelano tutta la sensibilità di questa grandissima artista!
Deludente la traduzione e, come tutto il teatro, è molto meglio vederlo rappresentato che leggerlo. Il mio consiglio quindi è quello di andare a vedere le opere della Kane se ne avete l'occasione e leggere questo volume solo se siete grandi appassionati di teatro contemporaneo.
Le isole Aran
Un affresco meraviglioso. Le tradizioni, la musica, i vestiti e la quotidianità di un posto dove passeresti al massimo due giorni, senza sapere cosa ti perdi. Ma sopratutto le persone e le loro storie, e narratori come gli irlandesi al mondo ne esistono davvero pochi. Le superstizioni, i riti funebr ... (continue)
Un affresco meraviglioso. Le tradizioni, la musica, i vestiti e la quotidianità di un posto dove passeresti al massimo due giorni, senza sapere cosa ti perdi. Ma sopratutto le persone e le loro storie, e narratori come gli irlandesi al mondo ne esistono davvero pochi. Le superstizioni, i riti funebri e sullo sfondo sempre quel mare meraviglioso e spaventoso allo stesso tempo, fonte di sostentamento e a volte causa di morte. Mi ha toccato davvero tantissimo, sopratutto per la gran quantità di somiglianze che ho notato con la mia terra di origine, la Sicilia (tranne il clima).
La mia curiosità verso quei luoghi è aumentata a dismisura.
Il quadro estremamente suggestivo di uno scenario di un secolo fa che è diventato anche lo sfondo di alcune piéce di Synge.
Quando Esme Lennox svanì
L'idea era bella, peccato che poi sia stata sviluppata malissimo. Non approfondisca un sacco di aspetti importanti della storia principale, per non parlare di quelli "secondari" assolutamente insignificanti. I personaggi sono piatti.continue)
Il risvolto prometteva veramente bene ma si è rivelato un bluff. M ... (
L'idea era bella, peccato che poi sia stata sviluppata malissimo. Non approfondisca un sacco di aspetti importanti della storia principale, per non parlare di quelli "secondari" assolutamente insignificanti. I personaggi sono piatti.
Il risvolto prometteva veramente bene ma si è rivelato un bluff. Mi aveva fatto pensare a "L'assasino cieco", capolavoro di Margaret Atwood, e secondo me O'Farrel è stata in parte influenzata dall'autrice canadese, ma non c'è assolutamente paragone tra le due. La Atwood vince.
Un libro di cui si fa tranquillamente a meno.