Quando pubblicò il suo primo romanzo, "Le ragioni del sangue" (Garzanti, 1995), che gli valse il premio Bagutta opera prima, Alessandro Gennari era già noto al grande pubblico, per la sua attività di assistente alla regia con Pier Paolo Pasolini e come critico letterario. Amico di Alberto Moravia, a
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Quando pubblicò il suo primo romanzo, "Le ragioni del sangue" (Garzanti, 1995), che gli valse il premio Bagutta opera prima, Alessandro Gennari era già noto al grande pubblico, per la sua attività di assistente alla regia con Pier Paolo Pasolini e come critico letterario. Amico di Alberto Moravia, aveva frequentato l'ambiente dei circoli intellettuali e letterari romani, sui quali aveva scritto un primo romanzo, rimasto inedito, e con pungente ironia intitolato "Il falso diario", come a segnalare un suo definitivo distacco da quella esperienza che lo aveva portato ad avvicinarsi piu' al cinema che alla sua vera vocazione: quella dello scrivere storie e romanzi, per il gusto di raccontare e costruire intrecci di altre vite, diverse da quelle possibili nella realtà. E' morto nel 2000 a soli 50 anni. Si tratta di una amicizia vecchia di vent'anni. Avevo conosciuto Gennari a Mantova, nel 1975, perché la sua faccia era identica a quella di mio figlio Cristiano.
"Anche se non ci sei più, continui ad essere nel ricordo di quelli che ti hanno visto in quelli che so io, ai quali chiedo un'entrata attraverso i loro occhi, per potermi acquistare la tua presenza". Così recita la poesia di Manuel Altolaquirre che Alessandro Gennari aveva inserito in un'antologia.
Le ragioni del sangue
Quando pubblicò il suo primo romanzo, "Le ragioni del sangue" (Garzanti, 1995), che gli valse il premio Bagutta opera prima, Alessandro Gennari era già noto al grande pubblico, per la sua attività di assistente alla regia con Pier Paolo Pasolini e come critico letterario. Amico di Alberto Moravia, a ... (continue)
Quando pubblicò il suo primo romanzo, "Le ragioni del sangue" (Garzanti, 1995), che gli valse il premio Bagutta opera prima, Alessandro Gennari era già noto al grande pubblico, per la sua attività di assistente alla regia con Pier Paolo Pasolini e come critico letterario. Amico di Alberto Moravia, aveva frequentato l'ambiente dei circoli intellettuali e letterari romani, sui quali aveva scritto un primo romanzo, rimasto inedito, e con pungente ironia intitolato "Il falso diario", come a segnalare un suo definitivo distacco da quella esperienza che lo aveva portato ad avvicinarsi piu' al cinema che alla sua vera vocazione: quella dello scrivere storie e romanzi, per il gusto di raccontare e costruire intrecci di altre vite, diverse da quelle possibili nella realtà. E' morto nel 2000 a soli 50 anni.
Si tratta di una amicizia vecchia di vent'anni. Avevo conosciuto Gennari a Mantova, nel 1975, perché la sua faccia era identica a quella di mio figlio Cristiano.
"Anche se non ci sei più, continui ad essere
nel ricordo di quelli che ti hanno visto
in quelli che so io,
ai quali chiedo
un'entrata attraverso i loro occhi,
per potermi acquistare la tua presenza".
Così recita la poesia di Manuel Altolaquirre che Alessandro Gennari aveva inserito in un'antologia.