Questo è uno di quei libri la cui fine rende un pochino amareggiati. Non mi riferisco al fatto che la conclusione sia lasciata all'interpretazione del lettore, cosa che nell'immediato non posso negare mi abbia stranita e forse un po' delusa (ma che in seguito sono riuscita ad afferrare e comprende
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Questo è uno di quei libri la cui fine rende un pochino amareggiati. Non mi riferisco al fatto che la conclusione sia lasciata all'interpretazione del lettore, cosa che nell'immediato non posso negare mi abbia stranita e forse un po' delusa (ma che in seguito sono riuscita ad afferrare e comprendere come il giusto tassello che va a rendere perfetta l'architettura di questo romanzo). Ciò che intristisce è il semplice fatto che vorresti un libro così avvincente ed esilerante non finisse. David Foster Wallace è indubbiamente uno degli scrittori americani contemporanei più (meritatamente) osannati e, causa la sua recente e tragica dipartita, forse ora più che mai (del resto come sempre avviene, pare che molti ritengano più doveroso tessere lodi alla bravura di uno scrittore, un cineasta o un artista soprattutto al momento della scomparsa - meccanismo che personalmente non concepisco ma che d'altra parte mi incuriosisce...). Pertanto non starò qui a spendere ulteriori parole sul suo genio e sul gran vuoto che il prematuro andarsene ha lasciato nel panorama letterario proprio perchè ce ne sono a bizzeffe di articoli su questo. Al contempo però sento la volontà di condividere il piacere che ho trovato nel leggere "La scopa del sistema" nella speranza di estendere ad altri il desiderio della sua lettura. La costruzione è impeccabile, l'intreccio perfetto, ed è ininterrotta fonte di amarezza e riso. Inoltre la formazione filosofica di Wallace ed il fantasma di Wittegenstein che aleggia nel testo giocano un ruolo importante e, a mio dire, non poco accattivante. Le digressioni apparentemente insignificanti possono rivelarsi le più cariche di riferimenti emotivi: penso ad esempio alla nonnina dai capelli bianchissimi di Andrew Lang che attende ogni giorno i suoi familiari sul portico della casa di cura nonostante il freddo di novembre. E d'altra parte infiniti sono gli episodi che fanno ridere come pazzi, dal Dr Jay (di gran lunga più spostato dei suoi pazienti) con la sua maschera antigas ed il suo psicanalismo spicciolo o Mr Bombardini ed il suo progetto di incommensurabilità o ancora il Dr Bloemker e la sua fidanzata gonfiabile ma soprattutto il superbo Vlad L'impalatore ed i suoi sproloqui.
Dire "bello" di questo saggio risulta certamente inappropriato perciò mi è sembrato più consono lasciare un commento. Letto per una relazione al liceo, con mia grande sorpresa, ne rimasi molto soddisfatta. Il testo tratta della strumentalizzazione dell'olocausto nazista e di una vera e propria mis
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Dire "bello" di questo saggio risulta certamente inappropriato perciò mi è sembrato più consono lasciare un commento. Letto per una relazione al liceo, con mia grande sorpresa, ne rimasi molto soddisfatta. Il testo tratta della strumentalizzazione dell'olocausto nazista e di una vera e propria mistificazione dei fatti storici ad opera di Stati Uniti, Stato di Israele ed élites ebraiche americane per giustificare politiche aggressive, estorsioni e privilegi. Non è un testo negazionista come di comodo si vuol far credere, contiene invece semplici dati reali.
La scopa del sistema
Questo è uno di quei libri la cui fine rende un pochino amareggiati.continue)
Non mi riferisco al fatto che la conclusione sia lasciata all'interpretazione del lettore, cosa che nell'immediato non posso negare mi abbia stranita e forse un po' delusa (ma che in seguito sono riuscita ad afferrare e comprende ... (
Questo è uno di quei libri la cui fine rende un pochino amareggiati.
Non mi riferisco al fatto che la conclusione sia lasciata all'interpretazione del lettore, cosa che nell'immediato non posso negare mi abbia stranita e forse un po' delusa (ma che in seguito sono riuscita ad afferrare e comprendere come il giusto tassello che va a rendere perfetta l'architettura di questo romanzo). Ciò che intristisce è il semplice fatto che vorresti un libro così avvincente ed esilerante non finisse.
David Foster Wallace è indubbiamente uno degli scrittori americani contemporanei più (meritatamente) osannati e, causa la sua recente e tragica dipartita, forse ora più che mai (del resto come sempre avviene, pare che molti ritengano più doveroso tessere lodi alla bravura di uno scrittore, un cineasta o un artista soprattutto al momento della scomparsa - meccanismo che personalmente non concepisco ma che d'altra parte mi incuriosisce...). Pertanto non starò qui a spendere ulteriori parole sul suo genio e sul gran vuoto che il prematuro andarsene ha lasciato nel panorama letterario proprio perchè ce ne sono a bizzeffe di articoli su questo. Al contempo però sento la volontà di condividere il piacere che ho trovato nel leggere "La scopa del sistema" nella speranza di estendere ad altri il desiderio della sua lettura.
La costruzione è impeccabile, l'intreccio perfetto, ed è ininterrotta fonte di amarezza e riso. Inoltre la formazione filosofica di Wallace ed il fantasma di Wittegenstein che aleggia nel testo giocano un ruolo importante e, a mio dire, non poco accattivante. Le digressioni apparentemente insignificanti possono rivelarsi le più cariche di riferimenti emotivi: penso ad esempio alla nonnina dai capelli bianchissimi di Andrew Lang che attende ogni giorno i suoi familiari sul portico della casa di cura nonostante il freddo di novembre. E d'altra parte infiniti sono gli episodi che fanno ridere come pazzi, dal Dr Jay (di gran lunga più spostato dei suoi pazienti) con la sua maschera antigas ed il suo psicanalismo spicciolo o Mr Bombardini ed il suo progetto di incommensurabilità o ancora il Dr Bloemker e la sua fidanzata gonfiabile ma soprattutto il superbo Vlad L'impalatore ed i suoi sproloqui.
Reduce
Ferretti si è bevuto il cervello.
È davvero lo stesso che cantava "Allah è grande, Gheddafi è il suo profeta"?!
L' industria dell'Olocausto
Dire "bello" di questo saggio risulta certamente inappropriato perciò mi è sembrato più consono lasciare un commento. Letto per una relazione al liceo, con mia grande sorpresa, ne rimasi molto soddisfatta.continue)
Il testo tratta della strumentalizzazione dell'olocausto nazista e di una vera e propria mis ... (
Dire "bello" di questo saggio risulta certamente inappropriato perciò mi è sembrato più consono lasciare un commento. Letto per una relazione al liceo, con mia grande sorpresa, ne rimasi molto soddisfatta.
Il testo tratta della strumentalizzazione dell'olocausto nazista e di una vera e propria mistificazione dei fatti storici ad opera di Stati Uniti, Stato di Israele ed élites ebraiche americane per giustificare politiche aggressive, estorsioni e privilegi. Non è un testo negazionista come di comodo si vuol far credere, contiene invece semplici dati reali.