Fumetto è riduttivo. Gipi riesce a farti penetrare nella sua situazione atipica, strana e borderline, con la forza dei suoi acquerelli di pirata e le sue forti matite nere. Ne escono molto male medici, dentisti e neurologi :D :D :D
Niente da dire. Il libro mi ha tenuto compagnia in un periodo 'particolare' della mia vita. E mi ha aiutato. Adesso questa copia è piena di 'segni' del mio passaggio...
Jean Téulè insegue Arthur Rimbaud per riscoprirlo e amarlo
Jean Téulè, già autore di pregio di fumetti in Francia, ha appena pubblicato in Italia il primo capitolo della sua trilogia dedicata agli autori maledetti con “Rainbow per Rimbaud”( Ed. Nutrimenti). Ed è davvero un buon inizio. Il romanzo, stampato in Francia già nel 1991, diventato un film premiato
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Jean Téulè, già autore di pregio di fumetti in Francia, ha appena pubblicato in Italia il primo capitolo della sua trilogia dedicata agli autori maledetti con “Rainbow per Rimbaud”( Ed. Nutrimenti). Ed è davvero un buon inizio. Il romanzo, stampato in Francia già nel 1991, diventato un film premiato a Cannes Junior nel 1996, racconta il viaggio che Robert intraprende sulle orme di Arthur Rimbaud, ripercorrendone pregi, vizi, difetti, virtù e soprattutto luoghi. Robert parte da Charleville-Mézières, lasciandosi alle spalle un armadio nero, nel quale ha dormito per 15 anni, ormai distrutto dal padre. Il lettore lo segue insieme ad Isabelle, la donna dalla pelle che risplende come un biancospino, al Cairo, a Dakar e a Tarrafal. Tutti luoghi in cui incontrerà o, semplicemente,verrà notato o sentito da personaggi che sembrano essere stati dipinti per l’occasione(come Téulè racconta di aver fatto con Isabelle), prima che pensati per poi essere messi in parole. La famiglia di Moufid del Cairo, lo zoppetto a Parigi, Paul a Mauritius: perfette interruzioni nella apparente linearità della storia che apportano al racconto il necessario ritmo per seguirne fino in fondo, fino al fiorire di una pianta di talipot dal ginocchio del nostro ad emulare la malattia del suo eroe, la naturale evoluzione della fine della vita di Robert. E di Arthur Rimbaud. Téulè ci racconta questa storia, questo viaggio, in maniera da lasciarci intravedere il suo essere fumettista prima che scrittore. Disseminando tracce da seguire e rimandi da tenere a mente lungo tutta la narrazione, facendoci annusare, presagire l’evento dietro l’angolo,masenza mai lasciarci in bocca il sapore del già visto, dello scontato, del vecchio spacciato per nuovo. Questa freschezza però non lo rende immune da alcune incongruenze che incontriamo lungo il racconto. Incongruenze che nulla tolgono alla qualità della sua scrittura. E così, con questo stile sincopato, saremo capaci perfino di innamorarci del biancospino omicida che sarà il protagonista, sicuramente non a sua insaputa, dell’ultimo lievissimo quadro dipinto da Téulè in conclusione di questa storia per niente scontata. http://www.francescodicandia.com/recensioni/rainbow-per…
Luis Miguel Rocha, i misteri del Vaticano e "La Santa Verità"
Ancora una volta tra le mura del Vaticano. Ancora una volta il portoghese Luis Miguel Rocha, l’autore di ‘La morte del Papa’ bestseller per il NYT e di ‘Pallottola Santa’, ci porta in giro con il suo nuovo libro ‘La Santa Verità’ dentro e fuori le mura dello stato che custodisce più segreti al mondo
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Ancora una volta tra le mura del Vaticano. Ancora una volta il portoghese Luis Miguel Rocha, l’autore di ‘La morte del Papa’ bestseller per il NYT e di ‘Pallottola Santa’, ci porta in giro con il suo nuovo libro ‘La Santa Verità’ dentro e fuori le mura dello stato che custodisce più segreti al mondo. Ma questi segreti, stavolta, mettono in discussione addirittura la figura sacra di Gesù Cristo, scuotendo dal basso le convinzioni che sono alla base del cattolicesimo. Nulla a che vedere con Dan Brown, sia chiaro. L’incipit ci porta immediatamente al centro dell’azione: veniamo subito a conoscenza di un rituale che si ripete immutato nel tempo dopo ogni conclave, e che coinvolge il Pontefice appena eletto. E’ la notte in cui Joseph Ratzinger diventa Papa Benedetto XVI ed il suo confessore, Ambrosiano, gli fa leggere un documento segretissimo che si tramanda di papa in papa, le cui informazioni riservate metterebbero in crisi tutta la dottrina sulla quale si fonda la Chiesa Cattolica. Un miliardario israeliano custodisce, grazie ad un accordo rinnovato ogni 25 anni con la chiesa, dei documenti che proverebbero che Gesù Cristo sia stato a Roma nel 45 d.C. (parliamo di un atto notarile che recita ‘Roma, Anno Quarto dell’era di Claudio, Ieshua ben Joseph, immigrato dalla Galilea, precedentemente giudicato e assolto da Ponzio Pilato…’) e vi avrebbe addirittura scritto un Vangelo in vecchiaia. Questi documenti stanno per essere divulgati e per evitare ciò, il Vaticano incarica un sacerdote/agente segreto, Rafael, di mettere in ordine tutto quanto, coadiuvato da una affascinante ed enigmatica giornalista inglese, Sarah. Lo ‘Status Quo’, il gruppo di persone che sovrintende affinchè questi segreti non vengano divulgati, viene rotto. Rotto fisicamente perchè alcuni dei componenti che ne fanno parte vengono uccisi. Ed uno di questi, dal momento in cui legge il documento la notte della sua elezione, è il nuovo Papa Benedetto XVI, anche lui perciò a rischio assassinio. Vari personaggi sono coinvolti in questa corsa contro il tempo, tesa al ripristino dello ‘Status Quo’ recuperando i documenti trafugati, condita da rapimenti, assassini e qualche tradimento finto, vero o supposto. Gli ingredienti, amalgamati per bene anche grazie ad una analisi storica ricercata, per un thriller che ci coinvolga sin dalle primissime pagine, ci sono tutti. Manca, positivamente secondo noi, qualsiasi richiamo alla metafisica, al sovrannaturale come risoluzione dei problemi, come comoda e veloce scorciatoia che ci accompagni fino al termine della storia, dell’avventura. Rocha invece opera in maniera corretta con il lettore che da lui si aspetta, appunto, altro. La storia che si dipana dalla non tanto fantasiosa ipotesi storica, è costruita interamente con l’apporto degli uomini, del loro pathos e partecipazione emotiva e ci accompagna fino alle ultime pagine del libro in un crescendo di eventi e di attesa. Sicuramente un thriller in grado di coinvolgere anche i palati più raffinati ed inclini alla ricerca stilistica.
Quanto c’è di Sarah la giornalista e quanto di Rafael il sacerdote/agente segreto in lei? Questa è davvero una bella domanda. Dubito che Rafael abbia qualcosa di me. Lui è sempre più avanti, di solito. Lui è dentro i problemi. Sarah, invece, è una questione diversa. Voglio che Sarah sia connessa con il lettore. Voglio che sia la persona che ha bisogno di trovare la verità. Lei ha un senso assoluto di verità e onestà. Quindi lei parte dallo stesso punto del lettore, dall’inizio. Non conosce molto, o addirittura nulla, e scopre nuove cose pagina dopo pagina.
Le è mai capitato di pensare o dire ‘Avrei voluto che JC non mi avesse mai rivelato questi segreti’? Si. Ma poi sono andato avanti. Considero il mio lavoro anche come una missione. Ma si, ci sono quei momenti in cui vorrei abbandonare tutto.
E’ stato difficile evitare ogni implicazione mistica oppure la storia è così vera che non era necessario aggiungere nulla di sovrannaturale? La mia principale preoccupazione era quella di mettere a nudo il Cristo storico quindi, in questo senso, non è stato affatto difficile. Se guardiamo la nostra società odierna non c’è nulla di mistico o soprannaturale. Solo cose materiali e ragione. Perciò ho lasciato il Cristo dei miracoli alla teologia e alla chiesa.
Cosa si aspetta da questo libro? Polemiche, shock o semplicemente lettori? Come nei miei precedenti libri voglio che le persone pensino con la loro testa e non con quella altrui. Dobbiamo avere la nostra opinione sulle cose e non seguire quella degli altri. Se riuscissi a fare ciò anche in un solo lettore, sarebbe una vittoria. So già che in Italia i lettori stanno parlando di questo libro perché solleva nuove domande e risponde ad alcune delle vecchie. Se la storia ti rimane in testa anche dopo che hai finito di leggerla è positivo. Significa che ti ha toccato e questo è il mio principale obiettivo. http://www.francescodicandia.com/recensioni/la-santa-ve…
LMVDM
Fumetto è riduttivo. Gipi riesce a farti penetrare nella sua situazione atipica, strana e borderline, con la forza dei suoi acquerelli di pirata e le sue forti matite nere. Ne escono molto male medici, dentisti e neurologi :D :D :D
Le Fiabe di Beda il Bardo
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leggere e tenerelibro che, per chi ama la Rowling ed Albus Silente, non può mancare.
Lo stato delle cose
Niente da dire. Il libro mi ha tenuto compagnia in un periodo 'particolare' della mia vita. E mi ha aiutato. Adesso questa copia è piena di 'segni' del mio passaggio...
Rainbow per Rimbaud
Jean Téulè insegue Arthur Rimbaud per riscoprirlo e amarloJean Téulè, già autore di pregio di fumetti in Francia, ha appena pubblicato in Italia il primo capitolo della sua trilogia dedicata agli autori maledetti con “Rainbow per Rimbaud”( Ed. Nutrimenti). Ed è davvero un buon inizio.continue)
Il romanzo, stampato in Francia già nel 1991, diventato un film premiato ... (
Jean Téulè, già autore di pregio di fumetti in Francia, ha appena pubblicato in Italia il primo capitolo della sua trilogia dedicata agli autori maledetti con “Rainbow per Rimbaud”( Ed. Nutrimenti). Ed è davvero un buon inizio.
Il romanzo, stampato in Francia già nel 1991, diventato un film premiato a Cannes Junior nel 1996, racconta il viaggio che Robert intraprende sulle orme di Arthur Rimbaud, ripercorrendone pregi, vizi, difetti, virtù e soprattutto luoghi.
Robert parte da Charleville-Mézières, lasciandosi alle spalle un armadio nero, nel quale ha dormito per 15 anni, ormai distrutto dal padre. Il lettore lo segue insieme ad Isabelle, la donna dalla pelle che risplende come un biancospino, al Cairo, a Dakar e a Tarrafal. Tutti luoghi in cui incontrerà o, semplicemente,verrà notato o sentito da personaggi che sembrano essere stati dipinti per l’occasione(come Téulè racconta di aver fatto con Isabelle), prima che pensati per poi essere messi in parole. La famiglia di Moufid del Cairo, lo zoppetto a Parigi, Paul a Mauritius: perfette interruzioni nella apparente linearità della storia che apportano al racconto il necessario ritmo per seguirne fino in fondo, fino al fiorire di una pianta di talipot dal ginocchio del nostro ad emulare la malattia del suo eroe, la naturale evoluzione della fine della vita di Robert.
E di Arthur Rimbaud.
Téulè ci racconta questa storia, questo viaggio, in maniera da lasciarci intravedere il suo essere fumettista prima che scrittore. Disseminando tracce da seguire e rimandi da tenere a mente lungo tutta la narrazione, facendoci annusare, presagire l’evento dietro l’angolo,masenza mai lasciarci in bocca il sapore del già visto, dello scontato, del vecchio spacciato per nuovo. Questa freschezza però non lo rende immune da alcune incongruenze che incontriamo lungo il racconto. Incongruenze che nulla tolgono alla qualità della sua scrittura. E così, con questo stile sincopato, saremo capaci perfino di innamorarci del biancospino omicida che sarà il protagonista, sicuramente non a sua insaputa, dell’ultimo lievissimo quadro dipinto da Téulè in conclusione di questa storia per niente scontata.
http://www.francescodicandia.com/recensioni/rainbow-per…
La santa verità
Ancora una volta tra le mura del Vaticano. Ancora una volta il portoghese Luis Miguel Rocha, l’autore di ‘La morte del Papa’ bestseller per il NYT e di ‘Pallottola Santa’, ci porta in giro con il suo nuovo libro ‘La Santa Verità’ dentro e fuori le mura dello stato che custodisce più segreti al mondo ... (continue)
Ancora una volta tra le mura del Vaticano. Ancora una volta il portoghese Luis Miguel Rocha, l’autore di ‘La morte del Papa’ bestseller per il NYT e di ‘Pallottola Santa’, ci porta in giro con il suo nuovo libro ‘La Santa Verità’ dentro e fuori le mura dello stato che custodisce più segreti al mondo.
Ma questi segreti, stavolta, mettono in discussione addirittura la figura sacra di Gesù Cristo, scuotendo dal basso le convinzioni che sono alla base del cattolicesimo. Nulla a che vedere con Dan Brown, sia chiaro.
L’incipit ci porta immediatamente al centro dell’azione: veniamo subito a conoscenza di un rituale che si ripete immutato nel tempo dopo ogni conclave, e che coinvolge il Pontefice appena eletto. E’ la notte in cui Joseph Ratzinger diventa Papa Benedetto XVI ed il suo confessore, Ambrosiano, gli fa leggere un documento segretissimo che si tramanda di papa in papa, le cui informazioni riservate metterebbero in crisi tutta la dottrina sulla quale si fonda la Chiesa Cattolica.
Un miliardario israeliano custodisce, grazie ad un accordo rinnovato ogni 25 anni con la chiesa, dei documenti che proverebbero che Gesù Cristo sia stato a Roma nel 45 d.C. (parliamo di un atto notarile che recita ‘Roma, Anno Quarto dell’era di Claudio, Ieshua ben Joseph, immigrato dalla Galilea, precedentemente giudicato e assolto da Ponzio Pilato…’) e vi avrebbe addirittura scritto un Vangelo in vecchiaia. Questi documenti stanno per essere divulgati e per evitare ciò, il Vaticano incarica un sacerdote/agente segreto, Rafael, di mettere in ordine tutto quanto, coadiuvato da una affascinante ed enigmatica giornalista inglese, Sarah.
Lo ‘Status Quo’, il gruppo di persone che sovrintende affinchè questi segreti non vengano divulgati, viene rotto. Rotto fisicamente perchè alcuni dei componenti che ne fanno parte vengono uccisi. Ed uno di questi, dal momento in cui legge il documento la notte della sua elezione, è il nuovo Papa Benedetto XVI, anche lui perciò a rischio assassinio.
Vari personaggi sono coinvolti in questa corsa contro il tempo, tesa al ripristino dello ‘Status Quo’ recuperando i documenti trafugati, condita da rapimenti, assassini e qualche tradimento finto, vero o supposto.
Gli ingredienti, amalgamati per bene anche grazie ad una analisi storica ricercata, per un thriller che ci coinvolga sin dalle primissime pagine, ci sono tutti. Manca, positivamente secondo noi, qualsiasi richiamo alla metafisica, al sovrannaturale come risoluzione dei problemi, come comoda e veloce scorciatoia che ci accompagni fino al termine della storia, dell’avventura. Rocha invece opera in maniera corretta con il lettore che da lui si aspetta, appunto, altro. La storia che si dipana dalla non tanto fantasiosa ipotesi storica, è costruita interamente con l’apporto degli uomini, del loro pathos e partecipazione emotiva e ci accompagna fino alle ultime pagine del libro in un crescendo di eventi e di attesa.
Sicuramente un thriller in grado di coinvolgere anche i palati più raffinati ed inclini alla ricerca stilistica.
Quanto c’è di Sarah la giornalista e quanto di Rafael il sacerdote/agente segreto in lei?
Questa è davvero una bella domanda. Dubito che Rafael abbia qualcosa di me. Lui è sempre più avanti, di solito. Lui è dentro i problemi. Sarah, invece, è una questione diversa. Voglio che Sarah sia connessa con il lettore. Voglio che sia la persona che ha bisogno di trovare la verità. Lei ha un senso assoluto di verità e onestà. Quindi lei parte dallo stesso punto del lettore, dall’inizio. Non conosce molto, o addirittura nulla, e scopre nuove cose pagina dopo pagina.
Le è mai capitato di pensare o dire ‘Avrei voluto che JC non mi avesse mai rivelato questi segreti’?
Si. Ma poi sono andato avanti. Considero il mio lavoro anche come una missione. Ma si, ci sono quei momenti in cui vorrei abbandonare tutto.
E’ stato difficile evitare ogni implicazione mistica oppure la storia è così vera che non era necessario aggiungere nulla di sovrannaturale?
La mia principale preoccupazione era quella di mettere a nudo il Cristo storico quindi, in questo senso, non è stato affatto difficile. Se guardiamo la nostra società odierna non c’è nulla di mistico o soprannaturale. Solo cose materiali e ragione. Perciò ho lasciato il Cristo dei miracoli alla teologia e alla chiesa.
Cosa si aspetta da questo libro? Polemiche, shock o semplicemente lettori?
Come nei miei precedenti libri voglio che le persone pensino con la loro testa e non con quella altrui. Dobbiamo avere la nostra opinione sulle cose e non seguire quella degli altri. Se riuscissi a fare ciò anche in un solo lettore, sarebbe una vittoria. So già che in Italia i lettori stanno parlando di questo libro perché solleva nuove domande e risponde ad alcune delle vecchie. Se la storia ti rimane in testa anche dopo che hai finito di leggerla è positivo. Significa che ti ha toccato e questo è il mio principale obiettivo.
http://www.francescodicandia.com/recensioni/la-santa-ve…