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Alan Weisman
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- Il mondo senza di noi (866)
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By Alan Weisman -
Finished on May 24, 2008 




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MiKappa, ho dato due stelle ("deludente") perché rispetto agli altri suoi libri questo è molto "tecnico" e non aggiunge molto a quanto già raccontato e spiegato.
Due stelle a Damasio.....
Interessanti commenti i tuoi. Diffido sempre da critiche o recensioni troppo lunghe!
bella libreria, complimenti! ti aggiungo come vicino
"merci" e' d'uopo...ca va sans dire!
Il mondo senza di noi
E' vero, ci vorranno centinaia, se non migliaia o milioni di anni prima che sul pianeta non resti più traccia di noi, delle nostre conquiste, dei nostri errori, delle nostre creazioni, quelle belle, quelle brutte, quelle pericolose. Abbiamo causato cambiamenti profondi nell'ecosistema globale. Abbia ... (continue)
E' vero, ci vorranno centinaia, se non migliaia o milioni di anni prima che sul pianeta non resti più traccia di noi, delle nostre conquiste, dei nostri errori, delle nostre creazioni, quelle belle, quelle brutte, quelle pericolose. Abbiamo causato cambiamenti profondi nell'ecosistema globale. Abbiamo condannato all'estinzione migliaia e migliaia di specie, ne abbiamo favorito altre migliaia. Abbiamo immesso nell'ambiente sostanze tossiche per molti abitanti dell'attuale biosfera che, invece, probabilmente potrebbero risultare gradite a forme di vita prossime venture. Abbiamo prodotto cambiamenti climatici preoccupanti per alcune specie - prima fra tutte la nostra-, favorevoli per altre.
La vita nel suo complesso è sopravvissuta su questo pianeta a catastrofi inimmaginabili. Tutti i danni che può causare l'uomo possono venire, alla lunga, riassorbiti ed il cammino evolutivo ricominciare da qualche altra specie.
Quando le prime cellule in grado di effettuare la fotosintesi hanno cominciato ad avvelenare il pianeta con l'ossigeno hanno condannato a morte tutte gli organismi non in grado di adattarsi.
Lo stesso hanno fatto, per esempio, le angiosperme - le piante da fiore - che hanno relegato nei sottoboschi le fino ad allora dominanti gimnosperme (felci, per esempio).
Ogni grande "cambiamento di paradigma" evolutivo ha i suoi vincitori e vinti.
L'unica differenza è che nel caso del genere "homo" chi ha iniziato il cambiamento rischia di esserne la vittima principale...