Nella vita di tre giovani donne piomba un tizio a cui piace giocare coi sentimenti femminili. Solo che è bello, (apparentemente) ricco e famoso e quindi non è un bastardo, ma un rubacuori al quale il difettuccio si può tranquillamente perdonare. Una soap opera in forma scritta, ma non per questo mig
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Nella vita di tre giovani donne piomba un tizio a cui piace giocare coi sentimenti femminili. Solo che è bello, (apparentemente) ricco e famoso e quindi non è un bastardo, ma un rubacuori al quale il difettuccio si può tranquillamente perdonare. Una soap opera in forma scritta, ma non per questo migliore delle altre. Non il mio genere, decisamente.
Tre stelle al libro, perché ogni tanto si perde a descrivere cose che secondo me sono secondarie. Abbandonato l'"epilogo all'edizione italiana" dopo il primo paragrafo. L'anonimo autore sostiene che Reagan non avesse una politica estera e che ha "restaurato il potere militare" per contrastare
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Tre stelle al libro, perché ogni tanto si perde a descrivere cose che secondo me sono secondarie. Abbandonato l'"epilogo all'edizione italiana" dopo il primo paragrafo. L'anonimo autore sostiene che Reagan non avesse una politica estera e che ha "restaurato il potere militare" per contrastare l'Unione Sovietica. Orrore!!
McNab è bravo. Le avventure del soldato Stone sono sempre realistiche e coinvolgenti, ma c'è una cosa che si può dare per scontata fin dall'inizio della lettura: qualche amico o persona legata al protagonista ci lascerà crudelmente le penne. Succede sempre, anche se ormai il serbatoio da cui attinge
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McNab è bravo. Le avventure del soldato Stone sono sempre realistiche e coinvolgenti, ma c'è una cosa che si può dare per scontata fin dall'inizio della lettura: qualche amico o persona legata al protagonista ci lascerà crudelmente le penne. Succede sempre, anche se ormai il serbatoio da cui attingere si sta prosciugando. È quello che gli ha fatto perdere la quinta stella!
Per sfortuna nostra e del suo cane, Paola Mastrocola è una di quelle persone che non tollerano i cambiamenti. Ha una concezione dell’insegnamento, e più nello specifico dell’insegnamento di lettere e della letteratura, che risale a quando lei frequentava il liceo e lì è rimasta. Tutto ciò che si dis
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Per sfortuna nostra e del suo cane, Paola Mastrocola è una di quelle persone che non tollerano i cambiamenti. Ha una concezione dell’insegnamento, e più nello specifico dell’insegnamento di lettere e della letteratura, che risale a quando lei frequentava il liceo e lì è rimasta. Tutto ciò che si discosta da quei canoni è sbagliato, negativo, dannoso. Cara ex-collega, Lei avrebbe dovuto nascere due o tre secoli fa. Invece no, e in questo libro si sfoga con una requisitoria su ciò che non va nella scuola, ma in realtà si scaglia contro tutto ciò che non le permette di lavorare come vuole lei. Intendiamoci: quel che dice in parte è condivisibile, e da qui le tre stelle. La condanna dell’eccessivo buonismo verso alcuni alunni (e docenti, aggiungo io), i vari POF, funzioni obiettivo, progetti, debiti formativi eccetera. Però nel libro il livore prende il sopravvento ed esce il ritratto di una persona concentrata su se stessa e sulla sua passione (e lo ammette lei stessa. Per esempio, a pag. 64, lei è in terza media e parla del professore di lettere: “Noi lo guardavamo rapiti. O almeno io. Gli altri non so, non li vedevo.”) che non capisce perché i suoi sistemi non funzionano più. Ma è sicura che la colpa è “degli altri”. Tristissimi, per esempio, gli strali lanciati contro le griglie di valutazione, che invece sono sacrosante per proteggere gli alunni da quei docenti che danno voti a caso o a simpatia. O i piagnistei perché nessuno si appassiona più alla letteratura, non considerando minimamente il fatto che un certo modo di propinarla fa fuggire i ragazzi del XXI secolo a gambe levate. Beh, il mondo cambia. E le persone cambiano di conseguenza. Non puoi pretendere che siano sempre gli alunni ad adattarsi a te. Anche tu devi capire l’ambiente in cui vivono, il loro background. Invece, niente. Letteratura e basta. E ci sono passaggi desolanti a dimostrarlo, oltre a quello già citato. Un altro è quando parla (delira?) dell’atletica e della staffetta sostenendo che il testimone è un pezzo di legno qualsiasi, o ancora quando dice chè è giusto non far entrare in casa un amico dei figli se ha il piercing al naso… Come fai ad attirare l’attenzione considerando gli altri una nullità solo perché non sono come te e non si appassionano all’annidamento delle subordinate di Tolstoj? O solo perché si appassionano a qualcosa che tu non apprezzi? Oggi come oggi non puoi pretendere che l’alunno ti sia deferente perché tu sei il professore. Adesso il rispetto devi conquistartelo, e non mi sembra una cosa del tutto sbagliata.
(*) Il titolo è la citazione di un modo di dire tipico dei miei ex-alunni, usato per ribattere ad un soliloquio semi-delirante di un'altra persona.
Aspirapolvere di stelle
***This comment contains spoilers! ***
Nella vita di tre giovani donne piomba un tizio a cui piace giocare coi sentimenti femminili. Solo che è bello, (apparentemente) ricco e famoso e quindi non è un bastardo, ma un rubacuori al quale il difettuccio si può tranquillamente perdonare.continue)
Una soap opera in forma scritta, ma non per questo mig ... (
Nella vita di tre giovani donne piomba un tizio a cui piace giocare coi sentimenti femminili. Solo che è bello, (apparentemente) ricco e famoso e quindi non è un bastardo, ma un rubacuori al quale il difettuccio si può tranquillamente perdonare.
Una soap opera in forma scritta, ma non per questo migliore delle altre. Non il mio genere, decisamente.
Reagan
Tre stelle al libro, perché ogni tanto si perde a descrivere cose che secondo me sono secondarie.continue)
Abbandonato l'"epilogo all'edizione italiana" dopo il primo paragrafo. L'anonimo autore sostiene che Reagan non avesse una politica estera e che ha "restaurato il potere militare" per contrastare ... (
Tre stelle al libro, perché ogni tanto si perde a descrivere cose che secondo me sono secondarie.
Abbandonato l'"epilogo all'edizione italiana" dopo il primo paragrafo. L'anonimo autore sostiene che Reagan non avesse una politica estera e che ha "restaurato il potere militare" per contrastare l'Unione Sovietica. Orrore!!
Nome in codice Dark Winter
***This comment contains spoilers! ***
McNab è bravo. Le avventure del soldato Stone sono sempre realistiche e coinvolgenti, ma c'è una cosa che si può dare per scontata fin dall'inizio della lettura: qualche amico o persona legata al protagonista ci lascerà crudelmente le penne. Succede sempre, anche se ormai il serbatoio da cui attinge ... (continue)
McNab è bravo. Le avventure del soldato Stone sono sempre realistiche e coinvolgenti, ma c'è una cosa che si può dare per scontata fin dall'inizio della lettura: qualche amico o persona legata al protagonista ci lascerà crudelmente le penne. Succede sempre, anche se ormai il serbatoio da cui attingere si sta prosciugando. È quello che gli ha fatto perdere la quinta stella!
Relic
Sarebbero tre stelle e mezzo, se vogliamo essere pignoli. Una bella idea, ma la storia la trovo prevedibile ed a tratti esagerata.
La scuola raccontata al mio cane
Per sfortuna nostra e del suo cane, Paola Mastrocola è una di quelle persone che non tollerano i cambiamenti. Ha una concezione dell’insegnamento, e più nello specifico dell’insegnamento di lettere e della letteratura, che risale a quando lei frequentava il liceo e lì è rimasta. Tutto ciò che si dis ... (continue)
Per sfortuna nostra e del suo cane, Paola Mastrocola è una di quelle persone che non tollerano i cambiamenti. Ha una concezione dell’insegnamento, e più nello specifico dell’insegnamento di lettere e della letteratura, che risale a quando lei frequentava il liceo e lì è rimasta. Tutto ciò che si discosta da quei canoni è sbagliato, negativo, dannoso. Cara ex-collega, Lei avrebbe dovuto nascere due o tre secoli fa.
Invece no, e in questo libro si sfoga con una requisitoria su ciò che non va nella scuola, ma in realtà si scaglia contro tutto ciò che non le permette di lavorare come vuole lei.
Intendiamoci: quel che dice in parte è condivisibile, e da qui le tre stelle. La condanna dell’eccessivo buonismo verso alcuni alunni (e docenti, aggiungo io), i vari POF, funzioni obiettivo, progetti, debiti formativi eccetera.
Però nel libro il livore prende il sopravvento ed esce il ritratto di una persona concentrata su se stessa e sulla sua passione (e lo ammette lei stessa. Per esempio, a pag. 64, lei è in terza media e parla del professore di lettere: “Noi lo guardavamo rapiti. O almeno io. Gli altri non so, non li vedevo.”) che non capisce perché i suoi sistemi non funzionano più. Ma è sicura che la colpa è “degli altri”. Tristissimi, per esempio, gli strali lanciati contro le griglie di valutazione, che invece sono sacrosante per proteggere gli alunni da quei docenti che danno voti a caso o a simpatia. O i piagnistei perché nessuno si appassiona più alla letteratura, non considerando minimamente il fatto che un certo modo di propinarla fa fuggire i ragazzi del XXI secolo a gambe levate.
Beh, il mondo cambia. E le persone cambiano di conseguenza. Non puoi pretendere che siano sempre gli alunni ad adattarsi a te. Anche tu devi capire l’ambiente in cui vivono, il loro background. Invece, niente. Letteratura e basta. E ci sono passaggi desolanti a dimostrarlo, oltre a quello già citato. Un altro è quando parla (delira?) dell’atletica e della staffetta sostenendo che il testimone è un pezzo di legno qualsiasi, o ancora quando dice chè è giusto non far entrare in casa un amico dei figli se ha il piercing al naso…
Come fai ad attirare l’attenzione considerando gli altri una nullità solo perché non sono come te e non si appassionano all’annidamento delle subordinate di Tolstoj? O solo perché si appassionano a qualcosa che tu non apprezzi?
Oggi come oggi non puoi pretendere che l’alunno ti sia deferente perché tu sei il professore. Adesso il rispetto devi conquistartelo, e non mi sembra una cosa del tutto sbagliata.
(*) Il titolo è la citazione di un modo di dire tipico dei miei ex-alunni, usato per ribattere ad un soliloquio semi-delirante di un'altra persona.