Di solito non sono così tranchant nei giudizi. Premetto che ho gli strumenti culturali per giudicare il saggio. Se conosci Geertz, invece di semplificarti le cose, non rispetta la premessa di essere la summa teorica del grande antropologo che in non ha mai concretizzato in un testo la sua teoria e i
... (continue)
Di solito non sono così tranchant nei giudizi. Premetto che ho gli strumenti culturali per giudicare il saggio. Se conosci Geertz, invece di semplificarti le cose, non rispetta la premessa di essere la summa teorica del grande antropologo che in non ha mai concretizzato in un testo la sua teoria e il suo metodo di lavoro (sempre che sia vera questa affermazione). Se son conosci Geertz, meglio che tu legga direttamente Geertz, capisci meglio il suo pensiero. Io lo definirei come un esercizio per dimostrare che si hanno conoscenze, le citazioni a volte sono tronche (complicandoti la vita se già non conosci Geertz o gli autori citati); insomma dimostra che la tesi corrente per cui quello che conta è il numero delle pubblicazioni non vale nulla; si dimentica anche la qualità, e, tra gli elementi importanti della qualità, vi è la comprensibilità del testo. Oh certo se ti concentri il testo lo capisci, ma concentrandoti perdi l'obiettivo che è di capire il pensiero di Geertz.
Da un ritrovamento archeologico vero, una ipotesi sul Viaggio dei fratelli genovesi Ugolino e Vadino Vivaldi nel 1294 nell'Africa nera. Ma anche una scusa per parlare un po' di tutto sulla vita, la filosofia, l'uomo, ecc.
Ben documentato, attraverso la storia di 3 amici, il figlio di un vecchio comunardo e di un "anti-comunardo", i cui padri sono morti su opposti fronti ma ambedue per la repubblica, e una donna alsaziana, esule a Parigi dopo l'occupazione da parte dei prussiani dell'Alsazia e dalla Lorena, la storia
... (continue)
Ben documentato, attraverso la storia di 3 amici, il figlio di un vecchio comunardo e di un "anti-comunardo", i cui padri sono morti su opposti fronti ma ambedue per la repubblica, e una donna alsaziana, esule a Parigi dopo l'occupazione da parte dei prussiani dell'Alsazia e dalla Lorena, la storia della terza repubblica, dell'arte, della musica dei "faits-divers" puntigliosamente ricostruita attraverso i documenti d'epoca. Quanto è cambiato e quanto è rimasto uguale. Ben scritto, si legge d'un fiato, anche se la necessità di inserire i fatti che avvenivano penalizza la componente "emozionale" della narrazione.
Altai
ma merita assolutamente
Clifford Geertz. Il lavoro dell'antropologo
Di solito non sono così tranchant nei giudizi.continue)
Premetto che ho gli strumenti culturali per giudicare il saggio.
Se conosci Geertz, invece di semplificarti le cose, non rispetta la premessa di essere la summa teorica del grande antropologo che in non ha mai concretizzato in un testo la sua teoria e i ... (
Di solito non sono così tranchant nei giudizi.
Premetto che ho gli strumenti culturali per giudicare il saggio.
Se conosci Geertz, invece di semplificarti le cose, non rispetta la premessa di essere la summa teorica del grande antropologo che in non ha mai concretizzato in un testo la sua teoria e il suo metodo di lavoro (sempre che sia vera questa affermazione).
Se son conosci Geertz, meglio che tu legga direttamente Geertz, capisci meglio il suo pensiero.
Io lo definirei come un esercizio per dimostrare che si hanno conoscenze, le citazioni a volte sono tronche (complicandoti la vita se già non conosci Geertz o gli autori citati); insomma dimostra che la tesi corrente per cui quello che conta è il numero delle pubblicazioni non vale nulla; si dimentica anche la qualità, e, tra gli elementi importanti della qualità, vi è la comprensibilità del testo. Oh certo se ti concentri il testo lo capisci, ma concentrandoti perdi l'obiettivo che è di capire il pensiero di Geertz.
Ubik
la fantascenza come era, uno strumento per pensare alla nostra società. Un libro senza tempo.
Due vele per un sogno
Da un ritrovamento archeologico vero, una ipotesi sul Viaggio dei fratelli genovesi Ugolino e Vadino Vivaldi nel 1294 nell'Africa nera.
Ma anche una scusa per parlare un po' di tutto sulla vita, la filosofia, l'uomo, ecc.
L'Alsacienne
Ben documentato, attraverso la storia di 3 amici, il figlio di un vecchio comunardo e di un "anti-comunardo", i cui padri sono morti su opposti fronti ma ambedue per la repubblica, e una donna alsaziana, esule a Parigi dopo l'occupazione da parte dei prussiani dell'Alsazia e dalla Lorena, la storia ... (continue)
Ben documentato, attraverso la storia di 3 amici, il figlio di un vecchio comunardo e di un "anti-comunardo", i cui padri sono morti su opposti fronti ma ambedue per la repubblica, e una donna alsaziana, esule a Parigi dopo l'occupazione da parte dei prussiani dell'Alsazia e dalla Lorena, la storia della terza repubblica, dell'arte, della musica dei "faits-divers" puntigliosamente ricostruita attraverso i documenti d'epoca.
Quanto è cambiato e quanto è rimasto uguale.
Ben scritto, si legge d'un fiato, anche se la necessità di inserire i fatti che avvenivano penalizza la componente "emozionale" della narrazione.