(da una lettera del 1955 inviata al direttore del Giornale del Mattino Ettore Bernabei) Guai se non avremo almeno mostrato cosa vorremmo fare… Peccatori come gli altri, passi. Ma ciechi come gli altri no… Che i legislatori cattolici prendano dunque in mano la Rerum Novarum e la Costituzione e s
... (continue)
(da una lettera del 1955 inviata al direttore del Giornale del Mattino Ettore Bernabei) Guai se non avremo almeno mostrato cosa vorremmo fare… Peccatori come gli altri, passi. Ma ciechi come gli altri no… Che i legislatori cattolici prendano dunque in mano la Rerum Novarum e la Costituzione e stilino una 991 molto più semplice in cui sia detto che l’acqua è di tutti. Quando avranno fatto questo, poco male se poi non si riuscirà a mandare due carabinieri a piantar la bandiera della Repubblica su quella sorgente. Morranno di sete e di rancore nove famiglie di contadini. Poco male. Manderanno qualche accidente al governo e ai preti che lo difendono. Poco male. Partiranno per il piano ad allungarvi le file dei disoccupati e dei senza tetto. Non sarà ancora il maggior male. Purché sia salva almeno la nostra specifica vocazione di illuminati e di illuminatori. Per adempire quella basta il solo enunciare leggi giuste, indipendente dal razzolar poi bene o male. Chi non crede dirà allora di noi che pretendiamo di saper troppo, avrà orrore dei nostri dogmi e delle nostre certezze, negherà che Dio ci abbia parlato o che il Papa ci possa precisare la parola di Dio. Dicendo così avrà detto solo che siamo un po’ troppo cattolici. Per noi è un onore. Ma sommo disonore è invece se potranno dire di noi che, con tutte le pretese di rivelazione che abbiamo, non sappiamo poi neanche di dove veniamo o dove andiamo, e qual è la gerarchia dei valori, e qual è il bene e quale il male, e a chi appartengono le polle d’acqua che sgorgano nel prato di un ricco, in un paesino di poveri.
"Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al poter
... (continue)
"Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. La fatalità che sembra dominare la storia non è altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo. Dei fatti maturano nell'ombra, poche mani, non sorvegliate da nessun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa. I destini di un'epoca sono manipolati a seconda delle visioni ristrette, degli scopi immediati, delle ambizioni e passioni personali di piccoli gruppi attivi, e la massa degli uomini ignora, perché non se ne preoccupa. Ma i fatti che hanno maturato vengono a sfociare; ma la tela tessuta nell'ombra arriva a compimento: e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto, del quale rimangono vittima tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. E questo ultimo si irrita, vorrebbe sottrarsi alle conseguenze, vorrebbe apparisse chiaro che egli non ha voluto, che egli non è responsabile. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi anch'io fatto il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, il mio consiglio, sarebbe successo ciò che è successo? Ma nessuno o pochi si fanno una colpa della loro indifferenza, del loro scetticismo, del non aver dato il loro braccio e la loro attività a quei gruppi di cittadini che, appunto per evitare quel tal male, combattevano, di procurare quel tal bene si proponevano."
...Il mio augurio a tutti voi, a ciascuno di voi, è che abbiate un motivo per indignarvi. E' fondamentale. Quando qualcosa ci indigna come a me ha indignato il nazismo, allora diventiamo militanti, forti e impegnati. Abbracciamo un'evoluzione storica e il grande corso della storia continua grazie
... (continue)
...Il mio augurio a tutti voi, a ciascuno di voi, è che abbiate un motivo per indignarvi. E' fondamentale. Quando qualcosa ci indigna come a me ha indignato il nazismo, allora diventiamo militanti, forti e impegnati. Abbracciamo un'evoluzione storica e il grande corso della storia continua grazie a ciascuno di noi. Ed è un corso orientato verso una maggiore giustizia, una maggiore libertà, ma non la libertà incontrollata della volpe nel pollaio... ...Spetta a noi, tutti insieme, vigilare perché la nostra società sia una società di cui andare fieri. Non questa società dei sans-papiers, delle espulsioni, del sospetto nei confronti degli immigrati, non questa società che rimette in discussione le pensioni e le conquiste dello Stato sociale, non questa società in cui i media sono monopolio dei ricchi: tutte cose che, se fossimo stati gli eredi del Consiglio Nazionale della Resistenza, ci saremmo rifiutati di avallare.
93 anni e una grande lezione, un libro da leggere e far leggere, oggi più che mai.
Quella che lasciava scorrere via dal suo essere attraverso gli occhi era tutta la stanchezza accumulata in quarantotto anni, e se quelle lacrime erano così dolci era perché ora la battaglia era finita. Si era arreso. Non lottava più. Era corso lì da lontano - il treno non contava, c'era solo un i
... (continue)
Quella che lasciava scorrere via dal suo essere attraverso gli occhi era tutta la stanchezza accumulata in quarantotto anni, e se quelle lacrime erano così dolci era perché ora la battaglia era finita. Si era arreso. Non lottava più. Era corso lì da lontano - il treno non contava, c'era solo un immenso movimento di fuga -, era corso verso il mare che, sconfinato e azzurro, più vivo di qualsiasi creatura, anima della terra, anima del mondo, respirava placido accanto a lui. Perché, a dispetto del cuscino, la cui realtà non aveva alcuna importanza, al termine della corsa si era sdraiato in riva al mare, si era accasciato lì, esausto ma già rasserenato; se ne stava lungo disteso sulla sabbia tiepida e dorata, e in tutto l'universo non esisteva più nulla oltre il mare, alla sabbia e a lui che parlava. Parlava senza aprire la bocca, perché non ce n'era bisogno. Raccontava della sua stanchezza infinita che non era dovuta al viaggio in treno, ma al suo lungo viaggio di uomo.
... per molto tempo aveva portato in sé la propria condizione di uomo senza esserne consapevole, come altri si portano addosso senza saperlo una malattia. Era stato un uomo tra gli uomini e si era dato da fare come loro, sgomitando, a volte svogliatamente, a volte con accanimento, del tutto ignaro di dove stesse andando. E ora, a un tratto, alla luce della luna, vedeva la vita in modo diverso, come se avesse dei portentosi raggi X. Tutto ciò che prima aveva valore, la pelle, la polpa e la carne, ora non esisteva più, come d'altronde le apparenze e quasi tutto il resto, e al loro posto... Ma appunto, non valeva la pena parlarne, né a Julie né a nessuno. Oltretutto sarebbe stato impossibile. Non era una cosa che si poteva comunicare.
Tutto il senso di questo bellissimo libro è racchiuso in questi due periodi, raccolti all'inizio e alla fine del racconto, il resto è umanità, vita vissuta, con le sue storie, i suoi drammi e personaggi che non si dimenticano facilmente. Altro non aggiungo, perché c'è chi ha già trovato parole migliori (leggete lo splendido commento di Pipaluk63) e anche perché, come dice il signor Monde, non tutto è cosa che si possa comunicare.
"E' SPAVENTEVOLE pensare ad una persona senza libri... Soltanto grazie ai libri gli uomini e le donne riescono ad emanciparsi da un'esistenza squallida. Vivere senza libri! Eppure, gran parte dell'umanità condivide un simile destino. In verità, è possibile classificare il prossimo in due specie -
... (continue)
"E' SPAVENTEVOLE pensare ad una persona senza libri... Soltanto grazie ai libri gli uomini e le donne riescono ad emanciparsi da un'esistenza squallida. Vivere senza libri! Eppure, gran parte dell'umanità condivide un simile destino. In verità, è possibile classificare il prossimo in due specie - coloro che leggono e coloro che non leggono." [da una raccolta della rivista "Temple Bar" del 1881]
A che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca
(da una lettera del 1955 inviata al direttore del Giornale del Mattino Ettore Bernabei)continue)
Guai se non avremo almeno mostrato cosa vorremmo fare… Peccatori come gli altri, passi. Ma ciechi come gli altri no… Che i legislatori cattolici prendano dunque in mano la Rerum Novarum e la Costituzione e s ... (
(da una lettera del 1955 inviata al direttore del Giornale del Mattino Ettore Bernabei)
Guai se non avremo almeno mostrato cosa vorremmo fare… Peccatori come gli altri, passi. Ma ciechi come gli altri no… Che i legislatori cattolici prendano dunque in mano la Rerum Novarum e la Costituzione e stilino una 991 molto più semplice in cui sia detto che l’acqua è di tutti. Quando avranno fatto questo, poco male se poi non si riuscirà a mandare due carabinieri a piantar la bandiera della Repubblica su quella sorgente. Morranno di sete e di rancore nove famiglie di contadini. Poco male. Manderanno qualche accidente al governo e ai preti che lo difendono. Poco male. Partiranno per il piano ad allungarvi le file dei disoccupati e dei senza tetto. Non sarà ancora il maggior male. Purché sia salva almeno la nostra specifica vocazione di illuminati e di illuminatori. Per adempire quella basta il solo enunciare leggi giuste, indipendente dal razzolar poi bene o male. Chi non crede dirà allora di noi che pretendiamo di saper troppo, avrà orrore dei nostri dogmi e delle nostre certezze, negherà che Dio ci abbia parlato o che il Papa ci possa precisare la parola di Dio. Dicendo così avrà detto solo che siamo un po’ troppo cattolici. Per noi è un onore. Ma sommo disonore è invece se potranno dire di noi che, con tutte le pretese di rivelazione che abbiamo, non sappiamo poi neanche di dove veniamo o dove andiamo, e qual è la gerarchia dei valori, e qual è il bene e quale il male, e a chi appartengono le polle d’acqua che sgorgano nel prato di un ricco, in un paesino di poveri.
http://www.referendumacqua.it/
Odio gli indifferenti
"Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al poter ... (continue)
"Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare.
La fatalità che sembra dominare la storia non è altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo. Dei fatti maturano nell'ombra, poche mani, non sorvegliate da nessun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa. I destini di un'epoca sono manipolati a seconda delle visioni ristrette, degli scopi immediati, delle ambizioni e passioni personali di piccoli gruppi attivi, e la massa degli uomini ignora, perché non se ne preoccupa.
Ma i fatti che hanno maturato vengono a sfociare; ma la tela tessuta nell'ombra arriva a compimento: e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto, del quale rimangono vittima tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. E questo ultimo si irrita, vorrebbe sottrarsi alle conseguenze, vorrebbe apparisse chiaro che egli non ha voluto, che egli non è responsabile. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi anch'io fatto il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, il mio consiglio, sarebbe successo ciò che è successo? Ma nessuno o pochi si fanno una colpa della loro indifferenza, del loro scetticismo, del non aver dato il loro braccio e la loro attività a quei gruppi di cittadini che, appunto per evitare quel tal male, combattevano, di procurare quel tal bene si proponevano."
Indignatevi!
...Il mio augurio a tutti voi, a ciascuno di voi, è che abbiate un motivo per indignarvi. E' fondamentale. Quando qualcosa ci indigna come a me ha indignato il nazismo, allora diventiamo militanti, forti e impegnati. Abbracciamo un'evoluzione storica e il grande corso della storia continua grazie ... (continue)
...Il mio augurio a tutti voi, a ciascuno di voi, è che abbiate un motivo per indignarvi. E' fondamentale. Quando qualcosa ci indigna come a me ha indignato il nazismo, allora diventiamo militanti, forti e impegnati. Abbracciamo un'evoluzione storica e il grande corso della storia continua grazie a ciascuno di noi. Ed è un corso orientato verso una maggiore giustizia, una maggiore libertà, ma non la libertà incontrollata della volpe nel pollaio...
...Spetta a noi, tutti insieme, vigilare perché la nostra società sia una società di cui andare fieri. Non questa società dei sans-papiers, delle espulsioni, del sospetto nei confronti degli immigrati, non questa società che rimette in discussione le pensioni e le conquiste dello Stato sociale, non questa società in cui i media sono monopolio dei ricchi: tutte cose che, se fossimo stati gli eredi del Consiglio Nazionale della Resistenza, ci saremmo rifiutati di avallare.
93 anni e una grande lezione, un libro da leggere e far leggere, oggi più che mai.
La fuga del signor Monde
Quella che lasciava scorrere via dal suo essere attraverso gli occhi era tutta la stanchezza accumulata in quarantotto anni, e se quelle lacrime erano così dolci era perché ora la battaglia era finita.continue)
Si era arreso. Non lottava più. Era corso lì da lontano - il treno non contava, c'era solo un i ... (
Quella che lasciava scorrere via dal suo essere attraverso gli occhi era tutta la stanchezza accumulata in quarantotto anni, e se quelle lacrime erano così dolci era perché ora la battaglia era finita.
Si era arreso. Non lottava più. Era corso lì da lontano - il treno non contava, c'era solo un immenso movimento di fuga -, era corso verso il mare che, sconfinato e azzurro, più vivo di qualsiasi creatura, anima della terra, anima del mondo, respirava placido accanto a lui. Perché, a dispetto del cuscino, la cui realtà non aveva alcuna importanza, al termine della corsa si era sdraiato in riva al mare, si era accasciato lì, esausto ma già rasserenato; se ne stava lungo disteso sulla sabbia tiepida e dorata, e in tutto l'universo non esisteva più nulla oltre il mare, alla sabbia e a lui che parlava.
Parlava senza aprire la bocca, perché non ce n'era bisogno. Raccontava della sua stanchezza infinita che non era dovuta al viaggio in treno, ma al suo lungo viaggio di uomo.
... per molto tempo aveva portato in sé la propria condizione di uomo senza esserne consapevole, come altri si portano addosso senza saperlo una malattia. Era stato un uomo tra gli uomini e si era dato da fare come loro, sgomitando, a volte svogliatamente, a volte con accanimento, del tutto ignaro di dove stesse andando.
E ora, a un tratto, alla luce della luna, vedeva la vita in modo diverso, come se avesse dei portentosi raggi X.
Tutto ciò che prima aveva valore, la pelle, la polpa e la carne, ora non esisteva più, come d'altronde le apparenze e quasi tutto il resto, e al loro posto...
Ma appunto, non valeva la pena parlarne, né a Julie né a nessuno. Oltretutto sarebbe stato impossibile. Non era una cosa che si poteva comunicare.
Tutto il senso di questo bellissimo libro è racchiuso in questi due periodi, raccolti all'inizio e alla fine del racconto, il resto è umanità, vita vissuta, con le sue storie, i suoi drammi e personaggi che non si dimenticano facilmente. Altro non aggiungo, perché c'è chi ha già trovato parole migliori (leggete lo splendido commento di Pipaluk63) e anche perché, come dice il signor Monde, non tutto è cosa che si possa comunicare.
Al paese dei libri
"E' SPAVENTEVOLE pensare ad una persona senza libri... Soltanto grazie ai libri gli uomini e le donne riescono ad emanciparsi da un'esistenza squallida. Vivere senza libri! Eppure, gran parte dell'umanità condivide un simile destino. In verità, è possibile classificare il prossimo in due specie - ... (continue)
"E' SPAVENTEVOLE pensare ad una persona senza libri... Soltanto grazie ai libri gli uomini e le donne riescono ad emanciparsi da un'esistenza squallida. Vivere senza libri! Eppure, gran parte dell'umanità condivide un simile destino. In verità, è possibile classificare il prossimo in due specie - coloro che leggono e coloro che non leggono."
[da una raccolta della rivista "Temple Bar" del 1881]