Le case e le librerie descritte in questo libro appartengono a persone che, oltre ad avere in comune un grande amore per i libri, nella maggior parte dei casi hanno anche... possibilità economiche non indifferenti. Nonostante la distanza da noi "comuni mortali", sfogliando il libro non si può non ri
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Le case e le librerie descritte in questo libro appartengono a persone che, oltre ad avere in comune un grande amore per i libri, nella maggior parte dei casi hanno anche... possibilità economiche non indifferenti. Nonostante la distanza da noi "comuni mortali", sfogliando il libro non si può non rimanere estasiati e sognare con un pizzico di invidia, che però il vero bibliofilo proverà, non tanto per il tenore di vita e la ricchezza degli arredamenti, quanto per le magnifiche biblioteche contenenti migliaia di volumi. Ce ne sono per tutti i gusti, da quella pomposa stile vecchia Inghilterra, all'ex fabbrica dismessa con 450 mq di librerie, passando anche per un'intera città-libreria che oltre ad essere un idea bellissima, potrebbe essere anche ripensata e realizzata nel nostro paese magari da una società di lettori di aNobii (io la butto lì, magari qualcuno raccoglie...). Il libro oltre alla "pura voluttà" contiene anche consigli preziosi su come organizzare, catalogare e censire una biblioteca, su come aver cura delle raccolte, sul restauro e la conservazione dei libri, sulla ricerca di opere non più in stampa e su mobili, illuminazione e scaffalature. E ancora indirizzi di librerie, rivenditori, rilegatori e negozi dove acquistare accessori. Per finire, l'elenco delle più grandi biblioteche e delle principali fiere librarie in italia e nel mondo. Magari non tutto sarà aggiornatissimo visto che la pubblicazione risale al 1995, ma "Vivere con i libri" resta sicuramente una preziosa guida per un vero bibliofilo.
"Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al poter
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"Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. La fatalità che sembra dominare la storia non è altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo. Dei fatti maturano nell'ombra, poche mani, non sorvegliate da nessun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa. I destini di un'epoca sono manipolati a seconda delle visioni ristrette, degli scopi immediati, delle ambizioni e passioni personali di piccoli gruppi attivi, e la massa degli uomini ignora, perché non se ne preoccupa. Ma i fatti che hanno maturato vengono a sfociare; ma la tela tessuta nell'ombra arriva a compimento: e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto, del quale rimangono vittima tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. E questo ultimo si irrita, vorrebbe sottrarsi alle conseguenze, vorrebbe apparisse chiaro che egli non ha voluto, che egli non è responsabile. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi anch'io fatto il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, il mio consiglio, sarebbe successo ciò che è successo? Ma nessuno o pochi si fanno una colpa della loro indifferenza, del loro scetticismo, del non aver dato il loro braccio e la loro attività a quei gruppi di cittadini che, appunto per evitare quel tal male, combattevano, di procurare quel tal bene si proponevano."
Che meravigliosa nostalgica malinconia sprigiona questa scrittura che ci restituisce il bisogno di rientrare in contatto con il nostro passato ormai sbiadito, eppure a volte dolorosamente vivo nella dolcezza dei ricordi. Ho scoperto De Luca da poco, probabilmente in un momento in cui sentivo la nece
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Che meravigliosa nostalgica malinconia sprigiona questa scrittura che ci restituisce il bisogno di rientrare in contatto con il nostro passato ormai sbiadito, eppure a volte dolorosamente vivo nella dolcezza dei ricordi. Ho scoperto De Luca da poco, probabilmente in un momento in cui sentivo la necessità di confrontarmi con le mie origini, e sono rimasto colpito, rapito, da una scrittura che ho trovato in qualche modo consolatoria e che è riuscita ad alleviare la mia inquietudine di fondo.
"Sono nato e cresciuto in mezzo ai libri. Mi hanno cantato la ninnananna. Sono stati la mia nutrice, la mia governante, una compagnia discreta, silenziosa e indispensabile. Benedico le molte, noiose e a volte misteriose malattie infantili. Ne ho sofferto. Ma ne valeva la pena.. Mi hanno salvato dagl
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"Sono nato e cresciuto in mezzo ai libri. Mi hanno cantato la ninnananna. Sono stati la mia nutrice, la mia governante, una compagnia discreta, silenziosa e indispensabile. Benedico le molte, noiose e a volte misteriose malattie infantili. Ne ho sofferto. Ma ne valeva la pena.. Mi hanno salvato dagli amici, dai compagni di scuola, dagli interminabili giochi dell'infanzia. A letto, fra le lenzuola, scoprivo e conquistavo con i libri mondi inaccessibili... ...Confesso senza pudore di amare i libri di un amore sensuale, fisico. Adoro la loro polvere. Si insinua ovunque. Provoca il prurito alle mucose nasali e scorre come cipria sotto le avidi falangette. Amo accarezzarne lentamente la carta ruvida, quella delle vecchie edizioni, granulosa, come "carta da formaggio". Detesto la carta patinata che sa di rivista da intrattenimento per signori che aspettano rassegnati nell'anticamera del dentista. Mi avvicino al libro come a un pasto prelibato. Gli giro intorno. Lo annuso. Adoro tagliarne i fogli.E' una sorta di prima, furtiva lettura, uno sbirciare di straforo, qua e là. L'impazienza di un piacere differito. So che è un piacere sospetto agli occhi delle femministe ardenti. Sa di penetrazione, di invasione di un territorio che non è proprio. Ma leggere vuol dire uscire da sé solo per rientrarvi, tornare dentro di sé arricchiti, scossi, forse per essere strappati al torpore quieto e stagnante, svegliati dal sonnambulismo del quotidiano. Non mi vanno i libri di oggi. Sopporto male le loro pagine già ritagliate e geometricamente allineate col taglierino. Al di là di queste preferenze, amo in realtà tutti i libri, di ogni formato, in ottavo o tascabili, di ogni spessore e dimensione, patinati, colorati, agghindati come cioccolatini per conquistarsi un posto e resistere in vetrina, attrarre come invecchiate prostitute l'occhio distratto del passante occasionale, non sfigurare accanto ai giocattoli e agli aggeggi di un mondo alla disperata ricerca di emozioni che non si merita e che non avrà. Amo tutti i libri senza distinzioni, rilegati con fregi in oro e in umile brossura, ricchi e poveri. Sono gli amici cui devo tutto."
Dalla quarta di copertina: ...Leggere come leggersi. Vale a dire: leggere nei libri l'immagine di se stessi, cogliere in essi, riflessa, la propria interiore consapevolezza nel suo magmatico farsi. Leggere e rubare libri come l'affamato ruba e mangia il pane... Diamo il benvenuto ad un altro "fratello" bibliofilo o "bibliofolle" che dir si voglia...
Vivere con i libri
Le case e le librerie descritte in questo libro appartengono a persone che, oltre ad avere in comune un grande amore per i libri, nella maggior parte dei casi hanno anche... possibilità economiche non indifferenti. Nonostante la distanza da noi "comuni mortali", sfogliando il libro non si può non ri ... (continue)
Le case e le librerie descritte in questo libro appartengono a persone che, oltre ad avere in comune un grande amore per i libri, nella maggior parte dei casi hanno anche... possibilità economiche non indifferenti. Nonostante la distanza da noi "comuni mortali", sfogliando il libro non si può non rimanere estasiati e sognare con un pizzico di invidia, che però il vero bibliofilo proverà, non tanto per il tenore di vita e la ricchezza degli arredamenti, quanto per le magnifiche biblioteche contenenti migliaia di volumi. Ce ne sono per tutti i gusti, da quella pomposa stile vecchia Inghilterra, all'ex fabbrica dismessa con 450 mq di librerie, passando anche per un'intera città-libreria che oltre ad essere un idea bellissima, potrebbe essere anche ripensata e realizzata nel nostro paese magari da una società di lettori di aNobii (io la butto lì, magari qualcuno raccoglie...). Il libro oltre alla "pura voluttà" contiene anche consigli preziosi su come organizzare, catalogare e censire una biblioteca, su come aver cura delle raccolte, sul restauro e la conservazione dei libri, sulla ricerca di opere non più in stampa e su mobili, illuminazione e scaffalature. E ancora indirizzi di librerie, rivenditori, rilegatori e negozi dove acquistare accessori. Per finire, l'elenco delle più grandi biblioteche e delle principali fiere librarie in italia e nel mondo. Magari non tutto sarà aggiornatissimo visto che la pubblicazione risale al 1995, ma "Vivere con i libri" resta sicuramente una preziosa guida per un vero bibliofilo.
Tre cavalli
Purtroppo aNobii prevede solo quattro stellette come valutazione massima...
Odio gli indifferenti
"Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al poter ... (continue)
"Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare.
La fatalità che sembra dominare la storia non è altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo. Dei fatti maturano nell'ombra, poche mani, non sorvegliate da nessun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa. I destini di un'epoca sono manipolati a seconda delle visioni ristrette, degli scopi immediati, delle ambizioni e passioni personali di piccoli gruppi attivi, e la massa degli uomini ignora, perché non se ne preoccupa.
Ma i fatti che hanno maturato vengono a sfociare; ma la tela tessuta nell'ombra arriva a compimento: e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto, del quale rimangono vittima tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. E questo ultimo si irrita, vorrebbe sottrarsi alle conseguenze, vorrebbe apparisse chiaro che egli non ha voluto, che egli non è responsabile. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi anch'io fatto il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, il mio consiglio, sarebbe successo ciò che è successo? Ma nessuno o pochi si fanno una colpa della loro indifferenza, del loro scetticismo, del non aver dato il loro braccio e la loro attività a quei gruppi di cittadini che, appunto per evitare quel tal male, combattevano, di procurare quel tal bene si proponevano."
Non ora, non qui
Che meravigliosa nostalgica malinconia sprigiona questa scrittura che ci restituisce il bisogno di rientrare in contatto con il nostro passato ormai sbiadito, eppure a volte dolorosamente vivo nella dolcezza dei ricordi. Ho scoperto De Luca da poco, probabilmente in un momento in cui sentivo la nece ... (continue)
Che meravigliosa nostalgica malinconia sprigiona questa scrittura che ci restituisce il bisogno di rientrare in contatto con il nostro passato ormai sbiadito, eppure a volte dolorosamente vivo nella dolcezza dei ricordi. Ho scoperto De Luca da poco, probabilmente in un momento in cui sentivo la necessità di confrontarmi con le mie origini, e sono rimasto colpito, rapito, da una scrittura che ho trovato in qualche modo consolatoria e che è riuscita ad alleviare la mia inquietudine di fondo.
Leggere, leggersi
"Sono nato e cresciuto in mezzo ai libri. Mi hanno cantato la ninnananna. Sono stati la mia nutrice, la mia governante, una compagnia discreta, silenziosa e indispensabile. Benedico le molte, noiose e a volte misteriose malattie infantili. Ne ho sofferto. Ma ne valeva la pena.. Mi hanno salvato dagl ... (continue)
"Sono nato e cresciuto in mezzo ai libri. Mi hanno cantato la ninnananna. Sono stati la mia nutrice, la mia governante, una compagnia discreta, silenziosa e indispensabile. Benedico le molte, noiose e a volte misteriose malattie infantili. Ne ho sofferto. Ma ne valeva la pena.. Mi hanno salvato dagli amici, dai compagni di scuola, dagli interminabili giochi dell'infanzia. A letto, fra le lenzuola, scoprivo e conquistavo con i libri mondi inaccessibili...
...Confesso senza pudore di amare i libri di un amore sensuale, fisico. Adoro la loro polvere. Si insinua ovunque. Provoca il prurito alle mucose nasali e scorre come cipria sotto le avidi falangette. Amo accarezzarne lentamente la carta ruvida, quella delle vecchie edizioni, granulosa, come "carta da formaggio". Detesto la carta patinata che sa di rivista da intrattenimento per signori che aspettano rassegnati nell'anticamera del dentista.
Mi avvicino al libro come a un pasto prelibato. Gli giro intorno. Lo annuso. Adoro tagliarne i fogli.E' una sorta di prima, furtiva lettura, uno sbirciare di straforo, qua e là. L'impazienza di un piacere differito. So che è un piacere sospetto agli occhi delle femministe ardenti. Sa di penetrazione, di invasione di un territorio che non è proprio. Ma leggere vuol dire uscire da sé solo per rientrarvi, tornare dentro di sé arricchiti, scossi, forse per essere strappati al torpore quieto e stagnante, svegliati dal sonnambulismo del quotidiano.
Non mi vanno i libri di oggi. Sopporto male le loro pagine già ritagliate e geometricamente allineate col taglierino. Al di là di queste preferenze, amo in realtà tutti i libri, di ogni formato, in ottavo o tascabili, di ogni spessore e dimensione, patinati, colorati, agghindati come cioccolatini per conquistarsi un posto e resistere in vetrina, attrarre come invecchiate prostitute l'occhio distratto del passante occasionale, non sfigurare accanto ai giocattoli e agli aggeggi di un mondo alla disperata ricerca di emozioni che non si merita e che non avrà.
Amo tutti i libri senza distinzioni, rilegati con fregi in oro e in umile brossura, ricchi e poveri. Sono gli amici cui devo tutto."
Dalla quarta di copertina:
...Leggere come leggersi. Vale a dire: leggere nei libri l'immagine di se stessi, cogliere in essi, riflessa, la propria interiore consapevolezza nel suo magmatico farsi. Leggere e rubare libri come l'affamato ruba e mangia il pane...
Diamo il benvenuto ad un altro "fratello" bibliofilo o "bibliofolle" che dir si voglia...