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La solitudine dei numeri primi
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Una bella canzone codificata in mp3 a 128kb/s -
Ho avuto l'impressione di leggere qualcosa scritto da un autore giovane, una sensazione che ahimé (o per fortuna) capita troppe poche volte ultimamente.
Ho visto in questo libro una funzione matematica quasi perfetta della quale però sono state riportate solo le soluzioni esatte, senza andare o ... (continue) - — Mar 9, 2009 | Add your feedback
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Corea in fiamme
*** This comment contains spoilers! ***
Sia questo libro, scritto da un inviato russo della Pravda, sia il film americano omonimo sono una buona testimonianza della propaganda che a quei tempi vigeva nella zona di influenza delle due superpotenze. In questo libro gli americani sono gli invasori, i coreani del nord i partigiani: quant'è fa ... (continue)
Sia questo libro, scritto da un inviato russo della Pravda, sia il film americano omonimo sono una buona testimonianza della propaganda che a quei tempi vigeva nella zona di influenza delle due superpotenze. In questo libro gli americani sono gli invasori, i coreani del nord i partigiani: quant'è facile riscrivere la storia. Il conflitto in Corea è stato molto sottovalutato dall'attenzione pubblica che in quei tempi pensava solo a ricostruire la vecchia europa, senza pensare troppo a quella che poteva benissimo essere l'inizio di una terza guerra mondiale (sicuramente nucleare) con uno scacchiere affollato in prima linea da paesi come Cina, Unione Sovietica, USA e Commonwealth. Alcune frasi del tipo "Si odono canzoni nelle quali Stalin viene paragonato al sole e il suo nome al vessillo della libertà per tutti i paesi del mondo" hanno un sapore amaro dopo più di 50 anni, soprattutto pensando a tutte le persone che hanno vissuto e sono morte per queste povere illusioni. E' interessante però anche il punto di vista degli sconfitti, la visione dei coreani del nord, i loro ideali e i loro sogni (sfumati in una delle peggiori dittature al mondo). Facendo un rapido confronto odierno tra Corea del Nord e Corea del Sud è facile capire chi in quei lontani mesi del 1953 aveva il futuro migliore davanti, e le testimonianze lasciate in questa (brutta e scritta male) agenda di guerra ci lasciano proprio un punto di vista di un possibile contendente al futuro di quel paese. Unica nota positiva: nella nostra società livellata e filoamericana è molto difficile trovare testimonianze di atrocità commesse dai nostri: in questo libretto, seppur vadano prese con le pinze per sciacquare via gli ingigantimenti e la propaganda palesemente falsa, ci sono alcune testimonianze tanto macabre quanto verosimili. Stupri giornalieri, uccisioni di massa, napalm, edifici pieni di persone fatti saltare con esplosivi, foibe, torture con asportazione di unghie, gente lasciata morire di fame in campi di concentramento, malati di tifo usati come untori nelle carceri e chi più ne ha più ne metta. Senza tv e senza reporters di sicuro delle facili scorciatoie anche per il civilissimo esercito a stelle e strisce, cosa che ci fa capire che da una parte o dall'altra la guerra è sempre un atto incivile pur rimanendo alcune volte l'unica via percorribile (o la più conveniente).
In conclusione: molto meglio leggersi wikipedia a riguardo.
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