Una bellissima e breve riflessione, molto ben scritta, sulla lettura, e più in particolare sul ruolo attivo che il lettore prende in questo incontro unico ed eccezionale con l'altro nascosto fra le pagine di un libro. La lettura che permette di comprendere se stessi attraverso la conoscenza di una s
... (continue)
Una bellissima e breve riflessione, molto ben scritta, sulla lettura, e più in particolare sul ruolo attivo che il lettore prende in questo incontro unico ed eccezionale con l'altro nascosto fra le pagine di un libro. La lettura che permette di comprendere se stessi attraverso la conoscenza di una soggettività diversa, e le cautele, il rispetto, l'etica che questo confronto comporta: in breve, l'esigenza della filologia. Ben argomentato, a tratti fin troppo denso ma sempre intelligente e ricco di riferimenti e citazioni brillanti (purtroppo manca una bibliografia). Talvolta ricorda le pagine migliori dello Steiner di "Nessuna passione spenta".
Uno strano oggetto ibrido. Il testo della Commedia è quello dell'edizione di Petrocchi (secondo "l'antica vulgata"); le note sono poche ma curiosamente chiare e ben scritte. Non servono a leggere la "lettera" del testo, ma a capirne il disegno generale; le illustrazioni sono un elegante miscuglio di
... (continue)
Uno strano oggetto ibrido. Il testo della Commedia è quello dell'edizione di Petrocchi (secondo "l'antica vulgata"); le note sono poche ma curiosamente chiare e ben scritte. Non servono a leggere la "lettera" del testo, ma a capirne il disegno generale; le illustrazioni sono un elegante miscuglio di didascalico e creativo. Nel complesso è un bell'oggetto e un'idea interessante. E dimostra l'incredibile versatilità e resilienza dei capolavori letterari.
Ormai Augé è così: in questo libro c'è di tutto un po', e così a occhio direi contiene anche qualche bel riciclo; il capitolo su Madame Bovary, per esempio, direi che potrebbe stare benissimo a parte. Il discorso non è affatto lineare, e forse il libriccino nel suo complesso si sarebbe giovato di qu
... (continue)
Ormai Augé è così: in questo libro c'è di tutto un po', e così a occhio direi contiene anche qualche bel riciclo; il capitolo su Madame Bovary, per esempio, direi che potrebbe stare benissimo a parte. Il discorso non è affatto lineare, e forse il libriccino nel suo complesso si sarebbe giovato di qualche scrupolo in più nell'editing. Rimane il fatto che in questa frittata ci sono tanti sapori interessanti e ricchi, e che se nulla è chiarissimo, si chiude il libro con la voglia di approfondire tanti spunti brillanti e intelligenti. Forse, a dirla tutta, finale un po' moscio, che per un libro sul futuro non è il massimo.
Il diario di cinque giorni di trekking in compagnia della musica di Bach e delle Dolomiti scritto da un bambino in viaggio con la mamma separata, incorniciato da un breve racconto di prologo e un brevissimo epilogo 'storico'. Il prologo è il Longo del Mangiatore di pietre, che personalemnte trovo in
... (continue)
Il diario di cinque giorni di trekking in compagnia della musica di Bach e delle Dolomiti scritto da un bambino in viaggio con la mamma separata, incorniciato da un breve racconto di prologo e un brevissimo epilogo 'storico'. Il prologo è il Longo del Mangiatore di pietre, che personalemnte trovo inimitabile (o meglio, tanto forte da essere molto imitabile, che è una gran cosa per uno scrittore). La voce del bambino a dire la verità la trovo più leziosa e scolastica. Ma il libro è molto piacevole, e qua e là, come sempre succede nelle pagine di Longo, sono disseminati con delicatezza degli enigmatici momenti di riflessione e bellezza. Il signor Mario è naturalmente Brunello; nel libro si incontra anche Cesare Maestri, lo scalatore.
Un'etica del lettore
Una bellissima e breve riflessione, molto ben scritta, sulla lettura, e più in particolare sul ruolo attivo che il lettore prende in questo incontro unico ed eccezionale con l'altro nascosto fra le pagine di un libro. La lettura che permette di comprendere se stessi attraverso la conoscenza di una s ... (continue)
Una bellissima e breve riflessione, molto ben scritta, sulla lettura, e più in particolare sul ruolo attivo che il lettore prende in questo incontro unico ed eccezionale con l'altro nascosto fra le pagine di un libro. La lettura che permette di comprendere se stessi attraverso la conoscenza di una soggettività diversa, e le cautele, il rispetto, l'etica che questo confronto comporta: in breve, l'esigenza della filologia. Ben argomentato, a tratti fin troppo denso ma sempre intelligente e ricco di riferimenti e citazioni brillanti (purtroppo manca una bibliografia). Talvolta ricorda le pagine migliori dello Steiner di "Nessuna passione spenta".
L'inferno di Dante
Uno strano oggetto ibrido. Il testo della Commedia è quello dell'edizione di Petrocchi (secondo "l'antica vulgata"); le note sono poche ma curiosamente chiare e ben scritte. Non servono a leggere la "lettera" del testo, ma a capirne il disegno generale; le illustrazioni sono un elegante miscuglio di ... (continue)
Uno strano oggetto ibrido. Il testo della Commedia è quello dell'edizione di Petrocchi (secondo "l'antica vulgata"); le note sono poche ma curiosamente chiare e ben scritte. Non servono a leggere la "lettera" del testo, ma a capirne il disegno generale; le illustrazioni sono un elegante miscuglio di didascalico e creativo. Nel complesso è un bell'oggetto e un'idea interessante. E dimostra l'incredibile versatilità e resilienza dei capolavori letterari.
Futuro
Ormai Augé è così: in questo libro c'è di tutto un po', e così a occhio direi contiene anche qualche bel riciclo; il capitolo su Madame Bovary, per esempio, direi che potrebbe stare benissimo a parte. Il discorso non è affatto lineare, e forse il libriccino nel suo complesso si sarebbe giovato di qu ... (continue)
Ormai Augé è così: in questo libro c'è di tutto un po', e così a occhio direi contiene anche qualche bel riciclo; il capitolo su Madame Bovary, per esempio, direi che potrebbe stare benissimo a parte. Il discorso non è affatto lineare, e forse il libriccino nel suo complesso si sarebbe giovato di qualche scrupolo in più nell'editing. Rimane il fatto che in questa frittata ci sono tanti sapori interessanti e ricchi, e che se nulla è chiarissimo, si chiude il libro con la voglia di approfondire tanti spunti brillanti e intelligenti. Forse, a dirla tutta, finale un po' moscio, che per un libro sul futuro non è il massimo.
Il signor Mario, Bach e i settanta
Il diario di cinque giorni di trekking in compagnia della musica di Bach e delle Dolomiti scritto da un bambino in viaggio con la mamma separata, incorniciato da un breve racconto di prologo e un brevissimo epilogo 'storico'. Il prologo è il Longo del Mangiatore di pietre, che personalemnte trovo in ... (continue)
Il diario di cinque giorni di trekking in compagnia della musica di Bach e delle Dolomiti scritto da un bambino in viaggio con la mamma separata, incorniciato da un breve racconto di prologo e un brevissimo epilogo 'storico'. Il prologo è il Longo del Mangiatore di pietre, che personalemnte trovo inimitabile (o meglio, tanto forte da essere molto imitabile, che è una gran cosa per uno scrittore). La voce del bambino a dire la verità la trovo più leziosa e scolastica. Ma il libro è molto piacevole, e qua e là, come sempre succede nelle pagine di Longo, sono disseminati con delicatezza degli enigmatici momenti di riflessione e bellezza. Il signor Mario è naturalmente Brunello; nel libro si incontra anche Cesare Maestri, lo scalatore.
Crepuscolo di un idolo
http://www.fierrabras.com/2011/05/16/freud-onfray-mozar…