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rapporti fam…
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- Il faro di Blackwater (99)
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By Colm Tóibín -
Finished on May 14, 2012 




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- La famiglia vuota (34)
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By Colm Tóibín -
Finished on Mar 6, 2012 




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- Fun home (631)
- Una tragicommedia familiare
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By Alison Bechdel -
Finished on Jul 4, 2010 




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Lesbica da tenere d'occhio -
Io capisco che una graphic novel funziona perfettamente quando mi domando perché l'autore non ha scritto un romanzo vero. Del miglior romanzo, tutta la profondità dei personaggi e l'esattezza delle situazioni, c'è tutto, passa tutto (e paradossalmente, a dispetto della mia reazione istintiva, passa ... (
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Jul 4, 2010 |
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- L'esercito della salvezza (83)
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By Abdellah Taia -
Finished on Jul 23, 2010 




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- Un giorno questo dolore ti sarà utile (6588)
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By Peter Cameron -
Finished on Jan 25, 2008 




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Un giorno questo dolore ti sarà utile
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Per una mezza stelletta in più -
Ma mi è piaciuto, eh, ci vorrebbe mezza stelletta in più "bello ma con riserve", ecco.
La lettura è scorsa via bene. James, il ragazzo di diciotto anni protagonista della storia, è convincente, adorabile e complicato: un gay facilmente si identifica. Perché James passa tutto il tempo a difend ... (
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Jan 27, 2008 |
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- La madre di tutti i dolori (67)
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By Richard McCann -
Finished in Sep 2007 




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Chiuso il libro mi è sembrato di aver letto un capolavoro. Non sono passati due mesi e me lo ricordo male. E' un romanzo o un libro di racconti? L'io narrante è sempre lo stesso, stessa famiglia, stessa madre. Sono disposti cronologicamente, ma potrebbero essere letti ognuno per sé, un po' come ... (
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Nov 11, 2007 |
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- Fenicotteri in orbita (254)
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By Philip Ridley -
Finished in 1996 




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Una raccolta di racconti inaspettati, bizzarri a volte, ma sempre animati da una interna necessità espressiva. Faccio molta fatica a parlare astrattamente di un libro che ha contato molto per me, soprattutto per un racconto struggente e arcano, Abbracciando Verdi, che narra dell'incontro di u ... (
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Nov 10, 2007 |
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- Gli occhi di Mr Fury (210)
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By Philip Ridley -
Finished in 1994 




Finished (re-read) in 1996 




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Dawson's Creek prodotto da Lynch -
Uscito inizialmente in una collana per adolescenti (mutuando dall'inglese anche qui li si chiama a volte con l'equivoca locuzione "giovani adulti") viene ora più propriamente proposto a tutti questo romanzo di formazione un po' sghembo e visionario, diciamo Dawson's Creek riscritto completamente dag ... (
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Nov 9, 2007 |
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- Ballo di famiglia (1409)
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By David Leavitt -
Finished on Apr 6, 1986 




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Soccorso alpino -
Sento spesso contrapporre un oggi, in cui i personaggi letterari gay sono collocati in un contesto di normalità e quotidianità, alle macerazioni di ieri. Un oggi che sembra appena iniziato. Ma per me questo passaggio ha una data precisa di quasi vent'anni fa. Allora scrivevo sul frontespizio dei lib ... (
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Nov 4, 2007 |
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- Luoghi naturali (75)
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By Mario Fortunato -
Finished in 1989 




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Una parola gentile e precisa -
Di Luoghi naturali ho amato soprattutto la forma. Sapevo che c'erano storie gay dentro e l'ho acquistato per quello, ma a rendermelo caro è stato l'uso della lingua, come se Mario riuscisse a parlare anche per me e proprio con il tono di cui avrei voluto servirmi. Dire senza nessuna parola di troppo ... (
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Nov 4, 2007 |
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- La lingua perduta delle gru (1662)
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By David Leavitt -
Finished in 1987 




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Dopo i racconti, probabilmente il più bello dei libri di Leavitt. Ma i suoi ultimi mi hanno talmente allontanato che finisco probabilmente per svalutare anche questo che pure, all'epoca, ricordo come una delle letture più emozionanti in assoluto. La storia mi parve molto ben congegnata, i caratteri ... (
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Nov 4, 2007 |
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La famiglia vuota
Questi racconti mi hanno riconciliato con Toibin, che avevo un po' lasciato da parte dopo vari inizi dei suoi libri poi sempre naufragati (mentre F. continuava a leggere appassionatamente). Al punto che adesso sto leggendo la precedente raccolta di racconti, Madri e figli, anche quella inizia ... (continue)
Questi racconti mi hanno riconciliato con Toibin, che avevo un po' lasciato da parte dopo vari inizi dei suoi libri poi sempre naufragati (mentre F. continuava a leggere appassionatamente). Al punto che adesso sto leggendo la precedente raccolta di racconti, Madri e figli, anche quella iniziata anni fa ma interrotta al racconto segnalato in un suo commento qui su Anobii da Orpheus. Il fatto è, credo, che non sono quasi mai dell'umore di leggere storie in cui le persone fanno i conti con se stessi, con il proprio passato, con le scelte fatte o quelle subite. Non in questo modo dolente, impietoso, non nelle circostanze irrevocabili che Toibin sceglie sempre per il momento in cui il suo sguardo si posa su un personaggio, in un racconto. In questo Toibin ha qualcosa della tragedia greca, senza tuttavia parere. I suoi racconti sono appuntamenti con il destino privati dei segnali di solennità che hanno di solito nella letteratura.
Il "clic" che ha riaperto il dialogo però non l'ho sentito al primo racconto. E' partito con In silenzio, nel quale sviluppa una paginetta di un taccuino di appunti di Henry James, e che Toibin mette in epigrafe. Lo scrittore vi ha annotato lo spunto narrativo che finirà in Ritratto di signora (che non ho letto ma ricordo, più o meno, dal film di Jane Campion). Il racconto immagina la vita di questa confidente di James. Tutto il succo di questo splendido racconto sta nel mostrare come siano sfilacciati e insieme formidabili i legami fra le storie che raccontiamo e quelle che viviamo, in che modo uno sviluppo immaginato nutra la realtà, nella vita non solo nei romanzi.
Nel racconto la protagonista ha una breve relazione extraconiugale. Il marito non l'ha mai scoperta, lei ha gestito la cosa con accortezza, ma la paura di esserlo, certe circostanze in cui immaginava il disvelamento - che non si è mai realizzato - sono paradossalmente ciò che ricorda meglio di tutta la faccenda. Una sera si ritrova a cena accanto allo scrittore Henry James, che conosce di vista, di cui ha letto e moderatamente apprezzato i romanzi. "Lady Gregory gli si rivolse a bassa voce, chiedendogli se fosse stanco della gente che gli raccontava storie che avrebbe potuto usare nei suoi romanzi, o se considerasse tali offerte come un elemento essenziale della sua arte. Le rispose che spesso, una volta tornato a casa, si annotava ciò che di interessante gli era stato raccontato, e che certe volte il germe di una storia gli era giunto dalla fonte più inattesa, mentre altre, naturalmente, da quella più ovvia e gradita. Gli piaceva inventare i suoi personaggi, disse, ma gli piaceva anche che fossero già vissuti, magari solo fino ad un certo punto, prima che dipingesse per loro un nuovo sfondo e creasse un nuovo scenario. La vita, disse, la vita, questo era il materiale che usava e di cui aveva bisogno. La vita non era mai troppa. Ma era solo l'inizio, naturalmente, perché la vita era inconsistente" (p. 42).
Condivido questa visione delle storie che circondano le storie, si intrecciano con la vita, la quale in definitiva non è più vera ma solo casualmente accaduta. Come spesso succede quando trovo un punto di contatto di questo tipo, poi leggere mi diventa molto facile, e veloce, sono arrivato alla fine del libro in pochissimo tempo, tutto quello che potevo portare via al resto delle occupazioni normali, sempre un po' con la sensazione, tipica dei libri che mi stanno piacendo molto, che sto leggendo troppo distrattamente, che se mi soffermassi di più, oppure se mi prendessi il tempo di rileggere, scoprirei cose importantissime per me e per tutti. Ma l'urgenza di conoscerne gli sviluppi mi ha fatto attraversare quasi di corsa il libro, le storie della scenografa di film di successo che incontra la seconda moglie del suo ex marito, dell'attivista politica antifranchista tornata da Londra dopo la morte del dittatore, soprattutto la storia senza parole, quasi irrappresentabile, di Malik, giovanissimo gay pakistano che non ha nome per ciò che prova verso il molto più anziano Abdul, emigrato come lui a Barcellona; quest'ultimo racconto mi ha impressionato molto: non è forse del tutto riuscito, ma che coraggio tentarlo per Toibin!
L'omosessualità è presente in molti racconti, la maggioranza direi, come sempre in Toibin non è il tema principale della storia, ma uno degli ingredienti, un elemento rilevante ma spesso, volutamente, tenuto sullo sfondo, non so bene se per ostentare distacco o per non farsi ingabbiare in un genere. Entrambe le motivazioni comunque rivelano proprio il contrario di ciò che questo atteggiamento vorrebbe dimostrare (si rassegni: il suo pubblico è al 90 per cento di gay - e il restante di frociarole). Pur considerandolo uno scrittore più raffinato e complesso per esempio di Edmund White, questa posizione leggermente insincera che assume finisce quasi per invalidarne del tutto gli ottimi risultati letterari, ai miei occhi. Ci devo riflettere meglio su.