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narrativa
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L'ho letto tutto d'un fiato e mi sono commossa più di quando l'ho letto in italiano, non so dire se è perché in originale si comprende meglio cosa vuole trasmetterci un autore o se perché è la versione integrale (quelle lette finora mancavano in effetti di alcune cose).
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Aug 31, 2007 |
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A me è piaciuto molto. Do ragione in pieno a chi dice che fin dall’inizio si può facilmente indovinare come andrà a finire (e chi sia la ragazza delle arance), però ho trovato che, nonostante le apparenze di un romanzo scritto in fretta e furia quando ha avuto l’ispirazione, pur di non perdere l’ ... (
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Sep 23, 2007 |
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Il gabbiano Jonathan Livingston
Jonathan è il protagonista, rappresenta chi si ostina a volare alto perché è questo che sente di dover fare, e non si fa abbattere psicologicamente quando gli dicono di lasciar perdere; non trovo affatto che rappresenti quelle persone che vivono di sogni, queste sono passive invece lui è molto attiv ... (continue)
Jonathan è il protagonista, rappresenta chi si ostina a volare alto perché è questo che sente di dover fare, e non si fa abbattere psicologicamente quando gli dicono di lasciar perdere; non trovo affatto che rappresenti quelle persone che vivono di sogni, queste sono passive invece lui è molto attivo - non resta ad aspettare - semplicemente lui è di quelli con una sensibilità particolare per le cose, che gli permette di andare oltre al visibile, e di apprezzare di più le piccolezze. E' avendo appreso molto su ciò che è importante che ha basi tanto solide da poter osare spingersi oltre e "spiccare il volo".
Cioè chi è come lui, per sentirsi felice ha bisogno di dar forma al suo io interiorie, con lo stile di vita che trova adatto a sé. E non gli si può chiedere di rinunciare! Avere un sogno da realizzare significa avere un punto di partenza per imparare ad essere se stessi, e questo sogno è così importante che di fronte alle troppe critiche bisogna: o rinunciare per non venire emarginati; o autoescludersi/lasciarsi escludere, ma rinunciare equivarrebbe a rinunciare a se stessi, alla propria interiorità, che fa sentire vivi.
Jonathan è un ottimista, ma gli ottimisti nella società sono d'intralcio: come quelle persone che siccome vivono in modo diverso dagli altri vengono giudicate male quando se ne stanno buone per i fatti loro [per esempio in una casa di non lettori, chi legge dà fastidio in quanto se ne sta in silenzio in un angolino - perché non è invadente] :) lui di ogni cosa guarda sempre il lato positivo, in un certo senso la sua mentalità è: vivi e lascia vivere; chi mi ama mi segua; mai rinunciare; se riesci a realizzare il tuo sogno più grande nessun sacrificio sarà stato inutile.
Perché è bello porsi uno scopo nella vita e non solo è bello cercare di realizzarlo, ma è una cosa sana e giustissima.
Lui poi non è in competizione con gli altri, la sua storia non è da intendere in questo modo, lui che è giovane, per crescere e diventare adulto ha bisogno di mettersi alla prova: è in competizione solo con se stesso, per sperimentare e per migliorarsi.
Non è nemmeno da vedere come un egocentrico o come un egoista, tutt'altro: il Gabbiano Jonathan è scritto come se la sua storia (come ogni storia speciale) sia destinata a ripetersi: c'è lui che vola così alto da apprendere alcune nozioni sul volo che gli altri suoi simili non avranno mai (non hanno "sensibilità percettiva", le capacità fisiche le avrebbero), ma anche se cacciato dal gruppo non sarà mai solo perché pochi che comprendono il suo punto di vista ci sono.
Alla fine questo libro è una scuola di vita che insegna a trovare il coraggio in se stessi al di là dei pregiudizi, e in cui ad ogni maestro seguono gli allievi fedeli, che poi diventeranno maestri di altri allievi fedeli, ecc.
Il volo era la sua vita, ma la sua vocazione vera e propia era di insegnare partendo dalla sua stessa esperienza.
Questo libro fa riflettere molto sulla nostra società alienante e del favoritismo: Non si può chiedere a qualcuno di essere diverso da come sente, ma gli altri gabbiani hanno cercato (invano) di uniformarlo! Avevano capito che lui aveva una marcia in più, potevano prenderlo da esempio invece di esiliarlo!
Se lui si fosse uniformato, non ci sarebbe stato maestro per lui e lui non avrebbe fatto da maestro a nessuno, lui con un grande sogno si sarebbe visto tarpare le ali e non sarebbe più stato capace di volare.