"Non puoi non leggere On the Road!!", mi diceva una mia cara amica al liceo. Eppure è così. Io c'ho provato eh, l'ho iniziato mille volte e mille volte l'ho abbandonato. Sempre allo stesso punto. Non saprei neanche spiegare perché, ma con alcuni libri è come con certe persone: proprio non ti vanno.
Bello bello bellissimo, soprattutto se si è appassionati della storia italiana dal dopoguerra. Giorgio Bocca racconta se stesso e l'Italia dall'8 settembre '43 al 1990, anno della pubblicazione del libro, attraverso la sua esperienza di giornalista. Certe pagine dovrebbero essere studiate a scuola,
... (continue)
Bello bello bellissimo, soprattutto se si è appassionati della storia italiana dal dopoguerra. Giorgio Bocca racconta se stesso e l'Italia dall'8 settembre '43 al 1990, anno della pubblicazione del libro, attraverso la sua esperienza di giornalista. Certe pagine dovrebbero essere studiate a scuola, incredibili per quanto sono attuali, per quanto servano a fare un po' di luce sul paese in cui viviamo senza troppa ideologia. Da leggere.
A un certo punto mi è sembrato di avere davanti uno di quei film in cui ci si imbatte ogni tanto di pomeriggio su canale 5 (donne perse, super-donne e uomini affascinanti e misteriosi con delusioni d'amore alle spalle, il tutto immerso in scenari naturali suggestivi). O meglio, di stare leggendo uno
... (continue)
A un certo punto mi è sembrato di avere davanti uno di quei film in cui ci si imbatte ogni tanto di pomeriggio su canale 5 (donne perse, super-donne e uomini affascinanti e misteriosi con delusioni d'amore alle spalle, il tutto immerso in scenari naturali suggestivi). O meglio, di stare leggendo uno dei libri da cui li prendono. Non ce l'ho fatta e l'ho lasciato lì. Peccato perché "Arrivederci piccole donne" mi piace molto, come la grande sensibilità della Serrano per i suoi personaggi. Proverò più avanti con "Antigua, vita mia" a vedere se questo può essere un incidente di percorso nella sua produzione :).
Certamente non è un romanzo memorabile ma mi piace tantissimo il modo misurato e "rispettoso" (non so in che altro modo dirlo :P) che ha la Chevalier di descrivere le emozioni e i pensieri dei suoi personaggi. Niente di urlato, di sbattuto in faccia, è sussurrato quasi, ma in un modo che non si dime
... (continue)
Certamente non è un romanzo memorabile ma mi piace tantissimo il modo misurato e "rispettoso" (non so in che altro modo dirlo :P) che ha la Chevalier di descrivere le emozioni e i pensieri dei suoi personaggi. Niente di urlato, di sbattuto in faccia, è sussurrato quasi, ma in un modo che non si dimentica, che ti fa affezionare a loro.
Sulla strada
"Non puoi non leggere On the Road!!", mi diceva una mia cara amica al liceo. Eppure è così. Io c'ho provato eh, l'ho iniziato mille volte e mille volte l'ho abbandonato. Sempre allo stesso punto. Non saprei neanche spiegare perché, ma con alcuni libri è come con certe persone: proprio non ti vanno.
Il tamburo di latta
Mi sa che ci devo riprovare prima o poi.
Il provinciale
Bello bello bellissimo, soprattutto se si è appassionati della storia italiana dal dopoguerra. Giorgio Bocca racconta se stesso e l'Italia dall'8 settembre '43 al 1990, anno della pubblicazione del libro, attraverso la sua esperienza di giornalista. Certe pagine dovrebbero essere studiate a scuola, ... (continue)
Bello bello bellissimo, soprattutto se si è appassionati della storia italiana dal dopoguerra. Giorgio Bocca racconta se stesso e l'Italia dall'8 settembre '43 al 1990, anno della pubblicazione del libro, attraverso la sua esperienza di giornalista. Certe pagine dovrebbero essere studiate a scuola, incredibili per quanto sono attuali, per quanto servano a fare un po' di luce sul paese in cui viviamo senza troppa ideologia. Da leggere.
L'albergo delle donne tristi
A un certo punto mi è sembrato di avere davanti uno di quei film in cui ci si imbatte ogni tanto di pomeriggio su canale 5 (donne perse, super-donne e uomini affascinanti e misteriosi con delusioni d'amore alle spalle, il tutto immerso in scenari naturali suggestivi). O meglio, di stare leggendo uno ... (continue)
A un certo punto mi è sembrato di avere davanti uno di quei film in cui ci si imbatte ogni tanto di pomeriggio su canale 5 (donne perse, super-donne e uomini affascinanti e misteriosi con delusioni d'amore alle spalle, il tutto immerso in scenari naturali suggestivi). O meglio, di stare leggendo uno dei libri da cui li prendono. Non ce l'ho fatta e l'ho lasciato lì. Peccato perché "Arrivederci piccole donne" mi piace molto, come la grande sensibilità della Serrano per i suoi personaggi. Proverò più avanti con "Antigua, vita mia" a vedere se questo può essere un incidente di percorso nella sua produzione :).
L'innocenza
Certamente non è un romanzo memorabile ma mi piace tantissimo il modo misurato e "rispettoso" (non so in che altro modo dirlo :P) che ha la Chevalier di descrivere le emozioni e i pensieri dei suoi personaggi. Niente di urlato, di sbattuto in faccia, è sussurrato quasi, ma in un modo che non si dime ... (continue)
Certamente non è un romanzo memorabile ma mi piace tantissimo il modo misurato e "rispettoso" (non so in che altro modo dirlo :P) che ha la Chevalier di descrivere le emozioni e i pensieri dei suoi personaggi. Niente di urlato, di sbattuto in faccia, è sussurrato quasi, ma in un modo che non si dimentica, che ti fa affezionare a loro.