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Perché in Sicilia si legge poco?

Secondo voi perché la cultura del libro (e della lettura in genere) in Sicilia non è diffusa come al nord (d'Italia e d'Europa)?
Dipende dalle condizioni economiche (la soglia di benessere diffuso nn è così ampia da generare una massa critica di "mercato") o più socio-culturali?

Mushin | Feb 23, 2008 Report abuse

Uhmm... ma il nord italia, confrontato al resto d'Europa non ha comunque una quantità di lettori bassissima?
Penso che sia un problema italiano.
Nelle nostre scuole gran parte dei docenti non ama leggere, ed imposta l'insegnamento sulla letteratura come oggetto di studio (e quindi fatica) invece che come oggetto ludico.
Ad esempio sarebbe fondamentale, per come la vedo io, che i professori d'italiano sappiano leggere in maniera efficace un testo.
Leggere Ariosto a qualcuno in maniera piatta e odiosa è un ottimo modo per insegnare il disgusto verso i libri.
Ma come arrivano ad insegnare nei licei gran parte di questi signori?

Lazarus - Villaggio Maori Edizioni | Feb 23, 2008 Report abuse

Non sono completamente d'accordo con nessuno dei due: mi chiedo quanta parte di questo "leggere" sia composto da libri di Totti. Quanto ai docenti credo che in molti casi (quindi nella struttura della scuola) manchi capacità e voglia di aggiornarsi e andare oltre i programmi ministeriali. Mi sarei invariabilmente discostata dalla lettura se mi avessero iniziata ad essa con Manzoni. Credo che iniziare leggendo un intero libro (oh mio Dio!) alle elementari, un libro semplice e allegro, sarebbe un approccio migliore.
Ciò detto ritengo sia un problema socio-culturale. Leggere per piacere a volte è percepito come un perdere tempo: si legge ciò che si deve perché si deve. Inoltre non ci sono incentivi "strutturali" alla lettura, come biblioteche pubbliche accessibili, conosciute a livello locale e diffuse.

Piccola nota campanilistica: il "nord" italia che legge è spesso composto da "sudici" che dopo gli studi emigrano per carriera o altro.

Livia | Feb 24, 2008 Report abuse

@Laz: chiaramente intendevo che al nord si "consumano" più libri che al sud, e che al nord europa ancora di più.

@Livia: non credi però che almeno l'idea di passare del tempo con un libro in mano (anche se di totti) "esponga" comunque al pericolo di trovarsi un giorno per sbaglio fra le mani un libro "edificante"? O come minimo supporti l'editoria, dando modo agli editori di operare sul mercato sostenendo con le pubblicazioni commerciali i costi dei mercati di nicchia (di qualità)?

Mushin | Feb 24, 2008 Report abuse

Non escludo la possibilità, ma mi sembra improbabile. O meglio, non ho visto nessun caso di questo tipo, ma ho ancora tempo per stupirmi.

Per quanto riguarda l'editoria sarebbe bello se si utilizzassero le "cash cow" per dare sviluppo a esordienti/mercati di qualità/nicchie, portandoli ad un prezzo accessibile, ma così non è. I mercati di nicchia sono portati avanti da editori di nicchia, che non hanno accesso a risorse tali da poter contattare e pubblicare i famosi e pagare con quelli altre edizioni (e come ben sai a me, Laz e Max consta personalmente).

Livia | Feb 24, 2008 Report abuse

vi spiego velocemente come si arriva ad insegnare nei licei? laurea, scuola di specializzazione di durata biennale con l'obbligo della frequenza e a numero chiuso (in sicilia più chiuso che altrove, nel senso che se non conosci non entri, tanto che io ho dovuto farla in statale a milano) e poi tanta, ma tanta pazienza. è verissimo che gli insegnanti non leggono e questo, gravisissimo per ogni categoria, nel nostro caso è catastrofico. non leggono neanche gli insegnanti di lettere, che finita l'università spesso disertano le librerie. avendo insegnato in lombardia e in toscana per diversi anni, posso confermarvi che è così ovunque. io leggo più che posso, per onestà intellettuale, per deontologia professionale, ma soprattutto per il spudorato godimento. i colleghi mi guardano e dicono "beata te, che non hai famiglia, bambini e puoi farlo", i ragazzi pure, prendono in mano i miei libri e mi chiedono "di che parla? ma non si scoccia a leggere sempre?"
vi dico di più, regalo quasi esclusivamente libri. appena posso anche ai miei alunni! voi mi insegnate, leggere è una sana abitudine e in certi momenti della vita, un'ancora di salvezza. certo che far capire ai ragazzi di IV e quindi di 17 anni che la lettura è un piacere spiegando alfieri, vi assicuro che è impresa ardua!

tentenna | Feb 24, 2008 Report abuse

Sul capitolo libri al liceo: sono d'accordo sul fatto che gli insegnanti dovrebbero essere i primi a suscitare la lettura, magari integrando la lettura di libri nel programma, ma l'impressione generale che ne ho ricevuto è che spesso quei pochi che si sforzano di far leggere i propri alunni riescono a rendere il tutto una palla mortale, non riuscendo a suggerire testi (magari più recenti dei promessi sposi) che seppure non considerati "classici" sicuramente renderebbero meglio dal punto di vista del diffondere la voglia di leggere. Insomma, leggere sempre e solo Manzoni e Dante non so fino a che punto, oggi, apra la mente. Non pensate che si dovrebbe svecchiare l'offerta?

Mushin | Feb 25, 2008 Report abuse

Assolutamente NO! Ci sono autori che sono senza tempo. Per fortuna. Chi vorrebbe dire che Platone o Dante siano inattuali?
Certo, sicuramente non è facile parlare di Platone a dei ragazzi di 16 anni. Ne leggere Dante o Alfieri o Campanella a 17.
Eppure, proprio da li inizia tutto. IMHO, il vero problema è che gli autori non si leggono, o si leggono male. Ormai pure all'università non si leggono, ma si studiano i riassunti (sic!). O peggio ancora si sviliscono: come, per esempio, fa Benigni con Dante, volgarizzandolo fino all'inverosimile, riducendolo ad un fenomeno di costume con delle interpretazioni, sicuramente teatrali, ma che fanno accapponare la pelle!

Ma sono due problemi, uno è quello dell'insegnare e un altro è quello del leggere.
Per il primo affido il mio pensiero ad Edoardo Sanguinetti, che per quanto non sia certo un mio modello, ha scritto delle parole sull'argomento che condivido fino a farle mie e sottoscriverle con il sangue, e, che vi riporto in chiusura.

Per il secondo invece, credo che sia solo un problema di ritmo! Si ritmo. Un problema di lentezza, per la precisione. Il mondo di oggi non è il mondo della lettura. Non è neppure il mondo della tradizione orale, dove serve cmq lentezza ad ascoltare il senex. Non voglio scadere nel banale, ma oggi c'è troppa fretta. Oggi la gente si 'annoia'. Oggi la gente è 'stressata'. Questo non concede spazio alla lettura. L'ozium non esiste più, la morte dell'ozium, la morte della 'contemplazione' in favore di un correre, di un fare a tutti i costi ha letteralmente ucciso la 'lettura'. E se ne potrebbero scrivere di libri, o, meglio se ne potrebbe chiacchierare di fronte ad una tazza di tea, preparato con lentenzza secondo i ritmi della tradizione cinese (Gong fu cha).

Scrive Edoardo Sanguinetti:
"Insegnare e' impossibile. Imparare, invece, no. Dal punto di vista squisitamente (e genericamente) didattico, non si può fare, e non si è fatto in effetti, un passo oltre Socrate. Il docente è maieuta, levatore, ostretico, Sterile, non ingravida niente e nessuno. Insegnare è possibile. Questa attività appartiene, teste sempre il Socrate, all'arte erotica, capitolo della seduzione. Teste soprattutto la socratica cicuta, il docente valente corrompe il giovine discente. Lo spinge ad ingravidarsi di corsa, lo induce ad amorazzare con questa o con quella pratica intellettuale. L'importanza della lezione, del seminario, della discussione, è tutta qui. Occorre, al possibile, scatenare una specifica libido disciplinare. E suscitare immane vergogna per ogni possibile debolezza relativa all'eros cognitivo. E produttivo. Oltre Adamo, in proposito, non si è fatto, e non si puo' fare in effetti, un passo in più. Si puo' stimolare la perdita dell'innocenza e dell'ignoranza, indurre una casta mente a sverginarsi, non altro. Provocarla a procreare. La seduzione è connessa all'oralità (lectio, oratio, dialogus). L'arte maieutica interviene dopo, a cose fatte, è ovvio, in condizioni di avanzata gravidanza. Il docente valente assomma in se le virtu' del corruttore e del levatore. Il docente sufficiente possiede l'una delle due virtu'. Gli altri docenti non servono."

Quest | Feb 25, 2008 Report abuse

Bellissima citazione.
Non si legge perchè nessuno pensa ai bambini. Da piccolissimi. Solo così si sviluppa l'amore per la lettura.

Estrella | Feb 25, 2008 Report abuse

Sono d'accordo . L'amore per i libri e per la lettura dev'ssere inoculato da piccoli...
Oggi troppi pc e troppi giochi veloci distolgono dalla lettura. Io ho iniziato a leggere da piccolissima. La lettura è una passione, e come tutte le passioni dev'essere alimentata...

Cinzia Zerbini | Feb 25, 2008 Report abuse

@Quest: d'accordo, ma non trovi che proprio perché insegnare e leggere possono considerarsi due cose autonome (ancorché interdipendenti: la seconda può essere metodologia della prima), sia possibile insegnare con linguaggi più consoni ai tempi ed alle singole preferenze personali?

Questo non mi sembra svilisca la lettura. Anzi, fa parte di un processo di educazione alla lettura che vede nei "classici" un punto di approdo (indice forse di una certa maturità della lettura) piuttosto che di inizio. Anche perché misurarsi con un classico senza prima aver sperimentato qualcosa che ti fa amare la lettura in sé (quindi più in linea con i tempi e le preferenze individuali) significa leggere senza che questo ti lasci nulla, IMHO non serve a nulla a parte a farti diventare miope e spesso a farti odiare la lettura come noiosa.

E poi, lancio contestualmente una piccola provocazione: fino a che punto un classico è tale a prescindere dalla validità del messaggio che incarna e da come lo incarna? Intendo: il "tempo" per insegnare è sempre quello, eppure la "cultura" si incrementa nel succedersi delle ere. Ha ancora senso privilegiare Aristotele o Platone a discapito di Popper o Habermas? D'accordo sul fatto che tutto è incrementale, ma data la mole dell'universo delle idee scritte, non vale la pena sintetizzare il passato invece di lasciare il quasi-presente alla discrezione della scoperta individuale?

Mushin | Feb 25, 2008 Report abuse

@Scusate sono un'insegnante delle medie, una lettrice, scrivo e partecipo attivamente a reading.Ho letto libri bellissimi e divertentissimi già alle scuole elementari, leggiamo adesso di tutto anche nelle mie classi, abbiamo i quotidiani, antologie con testi di canzoni d'autore e scrittori fra i più moderni o quotati, che dire... Benni, Pennac, Morante. Abbiamo una biblioteca fornitissima che serve anche al quartiere, siamo nella rete Librarsi con altre scuole e le principali biblioteche della città, facciamo promozione della lettura con gare apposite su testi di qualità, Dahl, ad esempio, invitiamo scrittori a scuola (Alaimo, fra gli altri).
Che caspita dobbiamo fare? Da quanto tempo non andate a scuola?
Non prendetevela, ma mi rompe i cabbasisi sentire sempre gli stessi luoghi comuni. Va bene, i licei non sono stati riformati, ma se non si propone Manzoni in questo periodo non lo leggeranno più e non so se è un bene.
Come dice Quest, non è un problema legato esclusivamente alla scuola, ma si tratta di un più generalizzato approccio frettoloso e superficiale con la realtà che ci circonda.
Poi è ovvio che in determinati contesti degradati non è così facile inoculare un bisogno che non è primario, purtroppo, se hai la pancia vuota...

Diamantis | Feb 25, 2008 Report abuse

@Diamantis: in effetti esiste una correlazione positiva fra livello medio di reddito pro-capite (benessere diffuso medio) e propensione alla lettura (bene secondario). E sono anche d'accordo su una spiegazione del genere.

Eppure poi mi giro e vedo gente che appartiene a quella categoria di "massimizzatori dei bisogni primari", che non può (da statistiche) permettersi di perdere tempo appresso ai bisogni secondari (non di sopravvivenza) e li trovo con 3 cellulari anche se vivono con tutta la famiglia dentro una stanza. Li avranno rubati magari. Eppure non rubano libri. Quindi quello che queste macro-teorie economiche non catturano mi sembra sia la reale categorizzazione individuale circa la classificazione delle priorità dei bisogni.
E allora: in tutto questo - non voglio fare girare i cabbasisi - io vedo una grossa responsabilità di scuola e famiglia, principali sorgenti di modelli sociali (oggi slegate e allo sbando).
Non faccio di tutte le scuole un(o) (s)fascio, ma non mi sembra di essere esagerato nel dire che oggi la maggior parte dell'esperienza "formativa" (non entro nel merito di quella "informativa") procede sulla spinta di pochi isolati esempi di virtù slegati da un con testo generale che di fondo non riesce a parlare alle generazioni che dovrebbe formare.
Un po' per mancanza di reale volontà (credo che oggi fare l'insegnante sia molto più difficile che in passato in termini di soddisfazioni e libertà) un po' per incapacità di uscire da modelli e schemi del passato (i ragazzi oggi scrivono molto. Ma non con carta e penna. Eppure nessuno ad esempio sembra curarsene, identificando la "formazione" con la sua metodologia).

Mushin | Feb 25, 2008 Report abuse

@ Mushin. "i ragazzi oggi scrivono molto. Ma non con carta e penna. Eppure nessuno ad esempio sembra curarsene...."
Una delle attività che svolgiamo nello studio della grammatica è proprio quello del linguaggio delle mail e degli sms e a scuola usiamo internet..
Per quanto riguarda i tre cellulari, è vero, è una forma di degrado anche quello, culturale, ambientale, frutto di una forte discrepanza tra i contenuti e i valori(?) che cerchiamo di trasmettere e l'ambiente che si trovano intorno mediatico, familiare, politico...che modelli hanno 'sti poveri ragazzi? Non certo noi, poveri disgraziati insegnanti malpagati che vorrebbero anche lavorare in estate pur di essere equiparati alle altre categorie e che non hanno neanche l'accesso gratis ai musei nè lo sconto sui libri...é OT, lo so, ma anche i genitori, poveri cristi,tutto il giorno a sbattersi per sbarcare il lunario e a malapena li vedono i figli, figurarsi leggergli una fiaba.
Di chi è la colpa?Il mondo va così, ci possiamo provare a cambiare qualcosa...magari un libro ci salverà
Nell'attesa, tengo i piedi per terra e niente discorsi teorici, io non me li posso permettere.

Diamantis | Feb 25, 2008 Report abuse

Concordo in tutto con Diamantis, insegno anche io, lettere, alla scuola media. Non volevo nemmeno scrivere questo post, perchè penso sia inutile, nessuno, che non ci sia dentro, saprà mai quello che effettivamente facciamo a scuola. Ore di lettura, io regalo libri a non finire, leggiamo di tutto, teatro, romanzi, poesie e poi la cosa migliore che ci sentiamo dire è che la responsabilità è della scuola(la peggiore non la dico nemmeno per non mettere parolacce). Ma che caspita si deve fare ancora??
Io sto cominciando a sentirmi onnipotente, anche se piove è colpa nostra. Scusate lo sfogo, non è per fare del vittimismo, ma almeno bisogna ammettere che, se è vero che ci sono degli insegnanti impreparati o menefreghisti, ci sono anche quelli validi, che combattono tutto il giorno e stanno in prima linea, nel vero senso della parola

paola | Feb 25, 2008 Report abuse

In Sicilia non si legge perchè non ci si sposta in metropolitana. E' lì che la gente legge (vedi NY o Londra, tutti con un libro in mano).
Anche a Roma si vede molta gente che legge tra una tappa ed un'altra. Anche sui treni si legge.
Sugli autobus no, è impossibile, girano gli occhi e ti viene una emicrania che te la trascini tutto il giorno. Anche per via delle scaffe, viceversa si potrebbe tentare di leggere.
Sì, la colpa è del manto stradale.

Giorgio D'Amato | Feb 26, 2008 Report abuse

@Diamantis: Secondo te (nel senso: un giudizio da te che ci stai "dentro") è un elemento diffuso l'atteggiamento e la predisposizione lodevole di cui tu sei espressione, o invece scarseggia questo approccio/sforzo (che in fondo mi sembra parta dalla percezione del ruolo di insegnante come ben più di un lavoro) nella scuola italiana?

@Gianni: a Catania la stanno costruendo, e sono certo che anche le rotaie avranno le scaffe.

@Paolaeffe: non credo che il tuo post sia inutile. Già anche solo conversando è sempre piacevole conoscere di più delle esperienze altrui (impaccidderu 2.0).

Mushin | Feb 26, 2008 Report abuse

Mi piace la spiegazione di Giorgio...
@Diamantis: non te la prendere, ma la mia scuola media, il mio liceo e la mia università non ricordano neanche vagamente la tua scuola.
Ed il monastero dei benedettini è pieno di gente finita a lettere e filosofia perché non c'era nulla di più semplice da fare, e che una volta laureati finiscono a fare i professori perché non c'è alternativa.
Che professori diventeranno, questi?
Non leggevano nè amavano la letteratura prima della laurea, nè durante nè dopo.
Sono la maggioranza dei maestri/professori/docenti che ho conosciuto io nella mia carriera scolastica.
Le eccezioni le ho conosciute anch'io; ma una struttura non può essere costituita da eccezioni.
---
Videogiochi: non sono questi a distrarre dalla lettura; molti di questi sono opere affini a cinema e letteratura, e spessissimo sono legati a libri e opere importanti.
Il videogioco è un'arte.
---
Benigni: ha creato attenzione e piacere intorno a Dante.
L'ha fatto in maniera volgare?
E' un termine che proprio riguardo Dante deve fare pensare.

Lazarus - Villaggio Maori Edizioni | Feb 26, 2008 Report abuse

@Mushin & Lazarus...un piccolo trucco del mestiere: se vai in una classe difficile (e ormai sono la maggioranza) e non sai come prenderli, anche e soprattutto per evitare che t'impalino senza vaselina, t'inventi la qualsiasi, sms, interviste impossibili, giochi di ruolo, gioco del se fossi...Una volta una mia collega anziana(io ero in compresenza) è riuscita a fare scrivere poesie improvvisate ad un branco di bruti minorenni ( mi spiace dirlo, ma erano così) e l'ho ammirata davvero.
Tuttto questo per dirvi che, almeno alle medie, ma credo anche alle elementari, puoi non metterci particolare entusiasmo, puoi non avere grande partecipazione emotiva, ma o ti aggiorni, e t'inventi sempre nuove strategie, o ti dai da fare o sei morto. Non scherzo. Altro che predisposizione lodevole, ci vuole professionalità e un fisico bestiale... Non parlatemi di passione o di mission. Chiunque sia a scuola lo sa. Quindi lo sforzo, e tanto, lo fanno tutti, ognuno a suo modo, con la sua cultura e le sue competenze, con il suo mal di denti, con i suoi cazzi per la testa, i problemi economici, sentimentali...Non siamo eroi, siamo persone che a volte si disabituano a trasmettere cultura perchè devono mantenere l'ordine pubblico.
Questa è la mia esperienza.

Diamantis | Feb 26, 2008 Report abuse

Ps: se torno a nascere, faccio il tecnico dei condizionatori. E con tutti soldi che guadagno mi compro un sacco di libri e pure una metropolitana su cui leggerli, tiè.
Ciao :)

Diamantis | Feb 26, 2008 Report abuse

Io credo che la scuola possa aiutare a sviluppare la passione per la lettura -che, per chi ce l'ha è un vero e proprio Bisogno- ma fino a un certo punto. Per me essa nasce nell'infanzia, viene inculcata dai genitori e poi si afferma a scuola. Io attorno a me vedo genitori che giocano con i figli più di quanto non lo facessero quand'ero io bambina, proprio per sottrarsi alle statistiche che li vogliono assenti per il lavoro e lo stress.
La lettura nasce per gioco, dai libriccini di plastica e cartone che il bambino svezzato sporca di pappetta, fino alle collane di libri per ragazzi, fino poi, da grandi all'affermazione di un "gusto" proprio, che trova negli autori studiati a scuola uno spunto di approfondimento. Un approfondimento, non un punto di partenza. (Non si può partire dall'Iliade o dalla Divina Commedia, per favore!). Una cosa è lo studio, un' altra la passione ricreativa.
Per me è stato così, sapevo già leggere prima di andare a scuola, e così i miei fratelli, anche se i miei genitori non erano lettori accaniti e hanno sempre lavorato entrambi.

Midori* | Feb 26, 2008 Report abuse

Vero. Sono d'accordo con Margot, me l'ha insegnato mia madre il piacere della lettura dicendomi "Leggi di tutto,basta che leggi" e questo già alle elementari.
E avevo sempre Topolino in mano anche se non sapevo ancora leggere, lei mi leggeva solo il titolo, il resto veniva da sè. Grazie, mamma.

Diamantis | Feb 26, 2008 Report abuse

Diamantis, hai tutta la mia ammirazione. Avrei voluto avere davvero delle insegnanti come te.
Tuttavia, la mia personale esperienza mi porta a dire quanto segue.
In cinque anni di liceo classico ricordo che per dovere scolastico mi hanno fatto leggere:

In IV ginnasio: Ciàula e le altre novelle;
In V ginnasio: Il visconte dimezzato,
Più passi dei Promessi Sposi, debitamente "antologizzati".
I liceo: non ricordo.
II liceo: Il piacere e Il fu Mattia Pascal
III liceo: La coscienza di Zeno, le Novelle di Verga e i Malavoglia.

Questo per dirti che se i miei genitori non avessero cercato di inocularmi il vizio dai tre anni, con "Animali dalla A alla Z", per continuare subito dopo con Perrault, Grimm e Andersen, il mio amore per la lettura probabilmente non sarebbe mai nato.

Più in generale, comunque, mi sembra sbagliato il metodo di studio che ci porta a usare di più i manuali e i testi di sintesi che le fonti. Questo vale sia per la letteratura, che per le altre discipline. Ho visto molte persone laurearsi in giurisprudenza a colpi di "ho dato una materia da 800 pagine", ma senza sapere orientarsi nel codice.

M. Elena | Feb 26, 2008 Report abuse

Per statistiche sul mercato librario e la lettura (che va oltre il mercato grazie alle biblioteche pubbliche e a quelle casalinghe) vi segnalo la sintesi del rapporto 2007 sull'editoria, scaricabile da http://www.aie.it

Nella mia breve esperienza da insegnante ho avuto modo di constatare non dico l'entusiasmo, ma quantomeno il riscontro positivo a livello di partecipazione, che ho avuto da ragazzini della prima media quando, dopo la lettura di vari raccontini sui miti dei popoli del mondo, ho detto loro di inventarsi un mito sulla base di alcuni criteri assegnati. La stessa cosa è avvenuta con i ragazzi di seconda media e la stesura di un breve noir in cui dovevano far morire un prof. (nello specifico me!) modificando la struttura di un racconto appena letto e inserendo i loro compagni nel ruolo di personaggi principali.
Per me la lettura è sempre stata un gioco, un gioco strettamente connesso all'invenzione: da piccolo costruivo città con costruzioni spaiate e giocattoli rotti (non perché non ne avessi di integri, ma ho sempre preferito gli oggetti vissuti) e inventavo lunghe saghe che duravano giorni, con guerre, spedizioni spaziali, storie a volte epiche, altre tristi; inventavo insomma, riformulavo ciò che leggevo nei libri di Verne, Molnár ed altri.
Mi preme dire però che, a mio parere, non è tanto la scuola che è comunque un'imposizione e come tale non può essere davvero amata e ispirare sentimenti di simpatia, a poter avvicinare alla lettura, ma la famiglia: se non fossi letteralmente cresciuto in mezzo ai libri non sarei diventato il lettore che sono oggi, ma soprattutto non lo sarei diventato se mio padre non mi avesse comprato Topolino il mercoledì e, ancora prima, raccontato le storie di Giufà la sera (qua penso anche a Laz e ai racconti su suo padre, il caffè e i volumi Urania). Il problema quindi è: come fare ad aiutare quei ragazzini che non crescono in una famiglia che li fornisce degli stimoli? Non importa che cresca in una famiglia di lettori, ma in un ambiente che fornisca degli stimoli intellettuali; ma per chi non ha tutto ciò cosa fare?

Maxvicius Aka Dval | Feb 26, 2008 Report abuse

Quanto rumore...

Quanta fatica a seguire pensieri, discussioni che si intrecciano le une sulle altre.
In Sicilia si legge poco? Davvero?!
A scuola non si impara a leggere? Davvero?!
Meglio leggere i contemporanei, che non gli antichi o i classici? Davvero?!

La cosa della metro la tralascio, perché chi ha vissuto ed usato la metro come 'pendolare', sa benissimo che leggere in metro è solo un'arma di difesa: per non sprofondare nel grigiore umano che ti assale urlando la sua muta tristezza.

Per il resto, non credo che leggere i contemporanei sia meglio dei classici, ci sono cose che sono difficili da spiegare a dei ragazzi, eppure ci sono autori che dopo la millesima rilettura hanno ancora tanto da dire, tante sfumature non colte. Orazio ha tanto da dire ad un sedicenne come ad un trentenne. Cose diverse, sfumature diverse, ma ha da dire. Stessa cosa per Platone, se solo fosse letto. E via, via per tutti i Grandi.
No, non credo che il Latino o il Greco siano lingue "morte". No, non credo che il medioevo sia un periodo Buio. No, non credo che il mondo di oggi sia migliore, ipso facto, di quello di ieri. Attenzione qui ora si rischia di cambiare discorso, e, ripeto fossimo di fronte ad una buona tazza di tea, il piacere del divagare sarebbe senza eguali, ma scrivere in un forum è altra cosa. Per cui non mi spingo oltre.

La scuola, fa quello che deve fare. Non voglio essere tragico, ma vi quoto quello che il Professore Santi Giarritta Prestipino scriveva a 'commento' del passo si Sanguinetti che vi ho precedentemente citato:
"Sottoscrivo tutto, sebbene mi sembri titanico lo sforzo che deve compiere anche il più volenteroso degli insegnanti per infondere motivazione financo nell'ultimo dei suoi studenti. Non è allora strano che nella rete del docente cadano solo le persone già predisposte, quelle che hanno coltivato in proprio l'amore per il sapere, che l'opera di un meditaore puà solo incentivare. Così almeno è successo a me per la matematica, ed ancora mi chiedo quali affinità elettive io abbia con i numeri e quale sia la genesi occulta della mia predilezione.
Semma l'insegnate può far altro. Può tenere aperto il canale dei sentimenti, che non necessita di un codice troppo sofisticato per
comunicare. Può offrirsi come esempio di dedizione al sapere ed essere per i suoi alunni motivo di emulazione se non lesinerà impegno e passione. Ne può nascere un circolo virtuoso, che come in un movimento
dialettico, rinforza l'entusiasmo del docente e da nuovi stimoli al suo operare.

Santi Prestipino"
(A latare. Che oggi, forse, siano sempre meno i ragazzi che cadano nella rete è altro discorso ma non imputabile solo alla scuola in quanto tale.)

In ultimo, se in Sicilia si legge poco forse è un cattivo investimento aprire una libreria, ma in vero mi chiedo: poco di cosa? Sono intimamente convinto che potrebbero bastare pochi libri da rileggere per tutta la vita. Sarebbe poco? (Provocazione?) Ma vogliamo davvero dare un valore quantitativo alla qualità della lettura. O l'importante non è cosa si legga, ma basta che si legga? Perché sinceramente se la lettura è solo una questione di mero piacere solipsista, allora è inutile rapportarla alla scuola, ed al processo educativo. Se invece leggere, confrontarsi ha lo scopo di far riflettere, allora non è tanto la mole, ma la qualità di quello che si legge a fare la differenza.

Scusate la lunghezza;
un po più di 2Cents.
C

P.S.
io odio scrivere.

Quest | Feb 26, 2008 Report abuse

La sparo li, come una saetta di Zeus!!! Giove Olimpico per noi siracusani aggiogati dai romani dopo lunga resistenza.

I libri costano troppo!!! Piuttosto che comprare 24 euri di libro (se voglio leggere attuale, altrimenti ovvio che trovo a molto meno) me ne vado in pizzeria con la fidanzata/moglie.

Ma poi non è mica vero. Sapete se le statistiche tengono conto della gente le prende i libri nelle biblioteche civiche/comunali/nazionali?
Io posso dire che le biblioteche sono abbastanza piene e prestano molto perché fino a qualche tempo fa ne facevo man bassa.

E finiamola con 'sta storia che al sud si legge poco. Mi aggrego a Livia nella sua nota campanilistica: "Non sarà che gli emigranti comprano al nord dove si trovano per studio/lavoro?" Io per gli otto anni che ho vissuto a Torino in quanto siciliano venivo conteggiato come del Sud o del Nord? Ed ora che vivo a Ginevra vengo conteggiato come Italiano o come svizzero?

Lasciamo alle statistiche il tempo che trovano. Impegniamoci piuttosto a regalare libri ad un amico che non legge e convinciamolo che la lettura è un modo per comprendere gli altri.

Mallone | Feb 26, 2008 Report abuse

"Se invece leggere, confrontarsi ha lo scopo di far riflettere, allora non è tanto la mole, ma la qualità di quello che si legge a fare la differenza."
Permettetemi di proporre Quest come prossimo ministro dell'Istruzione.

Applausi!!!!

Diamantis | Feb 26, 2008 Report abuse

appoggio la proposta!!!!
:D

mikaci | Feb 26, 2008 Report abuse

La qualità di ciò che si legge è oggettiva o soggettiva?

Livia | Feb 26, 2008 Report abuse

Direi: oggettiva ma non popolare.

Mallone | Feb 26, 2008 Report abuse

Io direi che la questione qualità ha una soglia oggettiva (termine che per me significa "valore medio di più soggettività") ed una strettamente soggettiva (per cui anche un testo che alla media oggettiva non dice nulla, a me può servire molto e viceversa).

A margine è interessante notare come la prospettiva occidentale ci porti sempre a giudicare le cose (e le esperienze) in termini di dualismo buono-cattivo, utile-inutile, oggettivo-soggettivo ecc.
Tralasciamo invece il giudizio in prospettiva diacronica tipico della tradizione orientale classica: in questo senso un testo (o un oggetto, una persona, un'esperienza) non può essere utile o inutile in sé (né oggettivo o soggettivo) ma trova la sua utilità nel momento e nel contesto in cui è inserito. Da cui il saggio non sarebbe colui che "sa giudicare" ma colui che "sa armonizzare" (in realtà armonizzarsi).

PS: ringrazio tutti per lo scambio stimolante.

Mushin | Feb 27, 2008 Report abuse

Hmmm...
Non saprei: dire che dev'essere la famiglia a insegnare la cultura è vero; ma allora come mai le famiglie italiane non la insegnano più?
Se fosse solo una questione di tradizioni famigliari, l'"indice di lettura" sarebbe necessariamente stabile.
Evidentemente ci sono altri fattori.
A me, inevitabilmente viene in mente la scuola, per questioni di deduzione logica e per esperienza personale.

Lazarus - Villaggio Maori Edizioni | Feb 27, 2008 Report abuse

Tutta colpa delle insegnanti di lettere...nella media avide lettrici di Dan Brown.
Meno male che ci sono gli insegnanti di Economia Aziendale a seminare libri.

E ribadisco, tutta colpa delle metropolitane. Solo lì si legge.
Propongo di caricare la gente sui treni per farla leggere un po', piuttosto che mandarla a scuola a seguire ore di Lettere.
g

Giorgio D'Amato | Feb 27, 2008 Report abuse

È vero, però, che oggi ci sono molte più occasioni di distrazione. Io stessa mi accorgo di leggere di meno a causa delle ampie mezz'ore passate al PC e non sono nemmeno appassionata di videogiochi...;-P
Vogliamo poi mettere i dvd, le uscite, etc.?
Insomma, credo che i tempi siano cambiati da quando ai miei genitori bastava darmi un libro in mano per tenermi buona.
Se non altro, perché siamo diventati in genere più impazienti e i tempi della lettura non rispondono all'attuale esigenza di avere (e sapere) tutto e subito.

M. Elena | Feb 27, 2008 Report abuse

Eh no! Neanche a me va giù di essere considerato un "veneto" che legge abbastanza.
Io sono un siciliano "ramingo" che legge abbastanza. Quindi dai totali sottraete 1 al veneto e al nord e aggiungete 1 alla Sicilia e al Sud, anzi 2 perchè anche mia moglie è siciliana e anche lei legge abbastanza. Ricalcolate quindi le eventuali percentuali.

Ernik | Feb 27, 2008 Report abuse

Paradossalmente stare a cazzeggiare su anobii toglie tempo alla lettura.

Giorgio D'Amato | Feb 27, 2008 Report abuse

Ho trovato: si legge poco perchè gli incipit della maggior parte dei romanzi sono brutti.
Se fossero belli tutti passeremmo alla pagina 2 e poi alla pagine 3 etc etc

Giorgio D'Amato | Feb 27, 2008 Report abuse

Uhmmm...
"Siberia in tetrapack"
;)

Lazarus - Villaggio Maori Edizioni | Feb 27, 2008 Report abuse

Bravo Flì!! sono d'accordo cone te.

Estrella | Feb 27, 2008 Report abuse

@giorgio, senza una certa insegnante di lettere ci sarebbe ancora un insegnante di economia aziendale che scrive "qual'è"...a buon intenditore... ;)

Diamantis | Feb 27, 2008 Report abuse

I "qual'è" e i "pò" abbondano anche fra i lettori di anobii...;-)

M. Elena | Feb 27, 2008 Report abuse

Grazie Estrella, su di te si può contare. Su certe maestrine di lettere no.

Cara Diamantis, la parola sperimentazione ti dice niente? La soppressione dei complementi indiretti in funzione di un proseggiamento più diretto?

Giorgio D'Amato | Feb 27, 2008 Report abuse

PROSEGGIAMENTO???????

AAGHHHHHHHHHHHHHHHH

Diamantis | Feb 28, 2008 Report abuse

ma non ho capito qual'è il problema. Forse sono rimasto un pò indietro, e la cosa mi da una certa soddisfazione. Xkè? Un problema in meno in testa...

Mushin | Feb 28, 2008 Report abuse

neologismo, cara

Giorgio D'Amato | Feb 28, 2008 Report abuse

uno schifologismo, vorrai dire, caro

Diamantis | Feb 29, 2008 Report abuse

Qual è si scrive senza apostrofo,

quant è giusto quello che scrivete,
com è vero quello che affermate!

Ernik | Feb 29, 2008 Report abuse

Non mi sembra ci sia molta differenza con il nord Italia...

Claudine | Mar 23, 2008 Report abuse

Sì, Ernik. Assumo le vesti della maestrina.
La grammatica conosce l'elisione (che richiede l'apostrofo) dal troncamento (che ne fa a meno).
In "quant'è" e "com'è" c'è elisione.
In "qual è" c'è troncamento.
:-P

Buona Pasqua!

M. Elena | Mar 23, 2008 Report abuse

beh...io invertirei i termini della questione, ovvero: perché in Sicilia, nonostante tutto, si continua ancora a leggere?
Chi legge pensa e chi pensa solitamente è considerato un pericoloso traditore in terra sicula, dove vige la sana abitudine di far finta di non vedere, non sentire nulla (non parliamo di dire la propria: un vero e proprio tabù).
Dal punta di vista scientifico, onestamente, è più interessante capire come sia possibile che ci siano ancora dei lettori in Sicilia (al di là dei lettori di Alberoni intendo).
Amen.

daniele e le sue mirabolanti avventure | Mar 23, 2008 Report abuse

@ Daniele

E infatti siamo 4 gatti...

M. Elena | Mar 24, 2008 Report abuse

@M.Elena

E ci avviamo tranquillamente verso un sereno dimezzamento :-D

daniele e le sue mirabolanti avventure | Mar 24, 2008 Report abuse

La gente che legge diventa più intelligente, impara tante cose e...col cavolo che resta in Sicilia! :-p

Al di là dello scherzo.
Io adoro la Sicilia e non credo potrei mai lasciarla.
- è anche vero che io non leggo :-p -.
Quella delle "migrazioni" non è una questione da sottovalutare.
Davvero molti dei "nostri" ragazzi vanno al nord per l'università - della mia classe, mi pare più di metà - e a meno che non smettano di leggere all'improvviso, diventano compratori/lettori del nord.

Per quanto riguarda la spinosa questione della scuola che incentiva la lettura; posso dire che nella mia esperienza scolastica ho avuto professori/maestri che se ne sono occupati, e altri che non l'hanno fatto.
Penso che non dovrebbe assolutamente passare l'idea che il compito di "invitare" alla lettura sia ad esclusiva discrezione dei docenti di lettere. Ho avuto una professoressa di matematica, al liceo - tra l'altro una persona davvero eccezionale - che spesso ci consigliava delle letture, attinenti o no con la matematica, da lei giudicate interessanti e capaci di aprirci in qualche modo la mente. Viceversa ho avuto docenti di italiano che se ne disinteressavano. Una persona che ti trasmette della cultura, e che ha il compito di aiutarti a"formarti", deve prendersi cura anche dell'aspetto libri, secondo me.
Altra cosa che, almeno dal mio punto di vista, è importantissima: la passione. Come può trasmetterti la passione per qualcosa, una persona che non la ama abbastanza? Non posso farci nulla, ma tutti i docenti migliori che ricordo amavano alla follia ciò che insegnavano, e questo permeava il loro insegnamento rendendolo qualcosa di vivo, luminoso, speciale.
La mia professoressa di greco e latino del liceo, e quella di matematica di cui ho già parlato, erano due persone, e due docenti, davvero spettacolari.
Io quando si spiegava letteratura greca ero piazzata lì tipo ebete a prendere appunti a macchinetta; non so un'acca di grammatica - mea culpa - ma io quelle spiegazioni ancora me le ricordo, e le ho fatte mie, sono parte del mio modo di essere e di pensare.
Sofocle, Tudicidide, Euripide...Orazio, Seneca, Plauto, Ovidio...sono letture che io non dimenticherò mai. Sono brani che quando li leggo mi danno sempre qualcosa. E non metto in dubbio che siano dei capolavori, ma magari con un altro docente non sarebbe stato lo stesso.
Alle scuole medie l'aspetto libri è stato curato; oltre alle canoniche ore di italiano mensilmente ci facevano prendere un libro - assolutamente a scelta, quindi potevi prendere il mattone o il romanzo per ragazzi - e dovevamo leggerlo e farne una relazione.
E' una delle poche cose buone delle mie scuole medie.
E qui però si arriva ad un'altra questione: la predisposizione personale. Non è detto che a tutti debba piacere leggere. Io quando mi assegnavano il mio libro+relazione ero felicissima, ma non tutti lo erano altrettanto.
- infatti avevamo trovato un buon compromesso. Io di solito in un paio di giorni avevo finito, e facevo le relazioni degli altri!
:-p -.
E poi...anche il discorso della gradualità. Ognuno matura con i suoi tempi.
Non tutti sono da subito pronti/capaci/desiderosi di leggersi un mattone, magari bellissimo, che magari in futuro apprezzeranno, ma non subito.
Le ragazzine vogliono leggersi "Tre metri sopra il cielo"?. Ma che ben venga. Me lo sono letto anch'io e francamente mi è piaciuto. Piantiamola con questo spauracchio del libro serio, del libro di qua e del libro di là. Ok. Anche i libri seri sono fantastici, anche i libri classici lo sono, anche quelli con le figure retoriche, anche quelli che trattano di importantissimi argomenti storicofilosoficosocialpoliticopsicologici.
Ma un libro può essere anche altro. Può essere evasione, può essere un sogno, un tornare indietro ad un'epoca passata. Ogni libro ha il suo perché e il suo momento. Intanto ti avvicini a questo mondo e poi lo esplori, ne scopri le caratteristiche, le varianti. Dopo puoi scegliere.
Posso leggere "Guerra e pace", chiuderlo e dire che è bellissimo. Posso subito dopo leggere il demonizzatissimo "tre metri sopra il cielo" e non considerarlo inferiore. Sono due libri che non possono essere paragonati.
Troppo diversi.
E magari in certi momenti "tre metri sopra il cielo" è persino più giusto, da leggere.
Una volta un'amica mi ha regalato un libro dicendomi "Non è un libro di quelli che leggi tu, è un libro così ma a me piaciuto e c'è una cosa che vorrei tu leggessi".
Un'altra volta ho chiesto ad un ragazzo che cosa leggesse e mi ha risposto: "Ma io leggo libri così, non penso gli stessi tuoi...".
Sono discorsi che mi deprimono, che non vorrei sentire. Nessuno dovrebbe sentire la necessità di vergognarsi di quello che legge, o di giustificarsi perché lo ha letto.
"Guerra e pace" è senza dubbio un capolavoro ma non è detto che debba piacere a tutti (anche se io lo adoro - sospiro innamorato).
Ecco, adesso mi sono intristita.
Vado a dormire, va.

* Leggete tutti "3MSC". Non è vero che Federico Moccia scrive in stile sms! Neanke una k, o almno csì m è sembrato!

Noe | Mar 28, 2008 Report abuse

Personalmente,vivendo in nord Europa vedo che qui hanno una diversa concezione dei libri.Vengono letti in autobus,sui treni e se ne regalano parecchi.Esistono i buoni libro da regalare,nel caso non si conoscano i gusti della persona cui si vuol fare un regalo.E per le vacanze non esiste solo spiaggia e mare o montagna a puri fini di divertimento ma vacanza vuol dire anche tempo libero e relax per leggere.In Sicilia (ed in Italia) riscontro una abitudine molto diversa in questo campo.

The_Godfather | Apr 11, 2008 Report abuse

Non penso che sia sempre e solo colpa dei genitori se i figli leggano o no. Io ho sempre letto tanto e ricordo mia madre che stava a dirmi "ma sempre che leggi sei?". Io invece che continuamente metto libri sotto il naso di mio figlio non ottengo alcun risultato nonostante sia un bambino con eccellenti risultati scolastici.

Silvia | Apr 12, 2008 Report abuse

@silvias: tua madre era gentile, la mia mi diceva "mi fai disperare sempre a leggere, ma non potresti essere normale?"; e per tuo figlio non ti preoccupare, l'amore verrà, magari di colpo, come successe a mia sorella a 18 anni vedendomi smarrire dentro un libro e svegliarmi 6 ore dopo... Da allora legge come e più di me.

Livia | Apr 12, 2008 Report abuse

in Siclia si legge poco perché il ventaccio disturba,

si legge poco perchè si mangia troppo,

si legge poco per non ferire il propio orgoglio

e per altri motivi che ognuno à i suoi, e non sto qui a discutere

Mauro Soprani, un concentrato di bontà sfusa e minchiatine | Apr 12, 2008 Report abuse

@Mauro io questa tua risposta non l'ho proprio capìta!
a) se c'è vento si può sempre andare in un posto riparato, tipo all'interno di quattro mura coperte da un tetto;
b) se si è mangiato troppo si può sempre leggere a digestione finita;
c) che se un siciliano leggesse ferirebbe il proprio orgoglio non l'ho proprio capìta neanche un po';
d) che un siciliano non legge e ne ha i suoi motivi non è una risposta. E' come chiedere "perchè non leggi?" - risposta - "Cazzi miei!"
e) ... e non sto qui a discutere! Beh, allora fai a meno di scrivere certe cose e partecipa ad altre discussioni, sempre se ti va!
Ciao.

Ernik | Apr 13, 2008 Report abuse

Ho scoperto questo gruppo solo adesso, dopo circa un mese dalla mia iscrizione, ed anche su l'ultimo messaggio risale ad un anno fa non posso far a meno di scrivere qualcosa...
Sarò breve... Al sud si legge molto poco soprattutto per ragioni economiche ma anche per ragioni socio-culturali... non molti bambini crescono leggendo favole per cui il loro primo incontro con i libri avviene in ambito scolastisco, pertanto nasce l'associazione libro-studio.
L'aspetto economico è fondamentale, perchè spesso si preferisce spende la misera paghetta x uscire il sabato anzichè acquistare un libro. Sul gruppo "Il ghetto dei lettori" si è discusso e soprattutto criticato l'e-book, io onestamente non posso disapprovare perchè è mezzo per leggere nell'immediato, permette di risparmiare molto e di trovare libri che difficilmente sono acquistabili nelle librerie di certi posti.
Quando frequentavo il liceo la mia passione x i libri era molto criticata, venivo vista come l'anormale della classe... a mio giudizio erano loro ad avere qualcosa di strano....in certi luoghi noi lettori siamo delle specie in via di e stinzione!

Ametista | Apr 25, 2009 Report abuse

Ciao Ametista!
Io non credo che sia una questione di possibilità economiche.
Credo piuttosto che in questa nostra terra della "robba la lettura abbia un valore esiguo.

Scarlett | Apr 27, 2009 Report abuse

Arrivo a scoppio ritardato ma questa discussione mi piace... Sono siciliano nell'anima, nel sangue e nel cervello, ma purtroppo non nella residenza. E solo gli dei possono capire cosa provo vivendo nella nebbia del nord, del civilizzato nord dove tutti si sentono migliori di noi "meridionali". Non so se è vero che si legge di più da queste parti, e se così è non credo di essermene mai accorto: in una grande città come quella in cui vivo ci sono decine di librerie, ma in provincia la situazione non mi sembra così brillante. Ho cominciato a leggere autonomamente, scegliendo da solo i mei libri, in seconda media, nella provincia più a sud che in questa nazione possiate trovare, e nessuno mi guardava strano. Non avevo molti amici con cui condividere questo mio amore, ma qualcuno c'era. Con questo voglio dire che le percentuali (reali comunque) non tengono conto di certe particolarità. Qui al nord molti miei amici leggono molto, ma spesso mi sento di definire i libri che leggono come dei prodotti commerciali di scarso valore, e all'estero spesso ignorano le letterature degli altri paesi o i loro stessi classici. E' come se il lettore italiano leggesse meno ma con un gusto più consapevole e aperto, e quello siciliano non si sottrae a questa regola. Detto questo ci sono sempre le particolarità di cui parlavo sopra. Il caldo e il cibo, per finire, aiutano a rilassarsi meglio nella lettura. Mi sono letto i fratelli karamazov in una torrida estate, in veranda al mare, oziando e mangiando scacci e arancini! W la Sicilia, signori.

Giuseppe Di Rosa | Aug 2, 2009 Report abuse

3 possibili spiegazioni.
Storica. E' se fosse colpa della chiesa cattolica? E' vero che la cultura del libro ha un'origine mediterranea (Grecia, Israele etc...) ma la Chiesa cattolica ha messo fine alla libera interpretazione dei testi. Al contrario la Riforma di Lutero spinge alla lettura e alla libera interpretazioni delle sacre scritture.
Più si è al Nord maggiore è stato l'influsso della Riforma e minore quello della Chiesa cattolica.

Sociale. La lettura è un'attività della borghesia. Un'attività che può avere anche una valenza di riscatto e di ascesa sociale. Al Sud la borghesia non esiste. Il sistema è ancora di tipo feudale. E' cambiata la natura dei feudi (non solo terra, ma anche Università, Appalti etc...) ma sempre di feudi si tratta.
Concordo con il mirabolante interrogativo di daniele: non dovremmo stupirci piuttosto che al Sud si legga ancora?

Individuale. Al sud si legge meno perchè le case sono vuote di libri. Indipendentemente dalla classe sociale, dal livello culturale, al sud le case non hanno libri.
Sono stato fortunato, sono figlio di non lettori di libri, ma almeno di giornali (che sono altrettanto rari) ma ho vissuto in case piene di libri.

Gialluca Greco | Aug 3, 2009 Report abuse

sono una laureata in filosofia, al monastero dei benedettini, ho studiato lì ma l'amore per i libri non l'ho maturato certo in facoltà.. il mio primo approccio ad un libro è stato alle scuole medie, dove un'insegnante "d'altri tempi" aveva creato la piccola biblioteca.
Ognuno di noi portava un libro e dopo 15 giorni lo commentavamo e lo scambiavamo... lì c'è stato il colpo di fulmine per questo mondo... ma in Sicilia ci sono ambienti variegati, l'importanza dell'apparire supera l'amore per la cultura, e non credo che tutte le scuole siano state come la mia..
Da amiche che lavorano in scuole di periferia ho appreso che la cultura non è proprio il primo interesse, anzi i ragazzini desiderano conquistare alla meno peggio una licenza media per andare a lavorare, speriamo e se va bene. Chi invece continua a studiare si parcheggia all'università a tempo indeterminato ma non certo per approfondire lo studio. Credo, in conclusione, che l'amore per i libri debba essere inculcato sin da piccoli, ma questo presuppone che il background dei genitori sia di un certo tipo, cosa, purtroppo, molto rara in Sicilia

whiteoleand | Aug 3, 2009 Report abuse

E' una questione di DNA, lo devi avere nel sangue, altrimenti puoi avere dieci lauree ma rimani culturalmente ignorante. ( Posso citare, ma non voglio alcuni esempi).
Non è una questione economica, i libri in brossura sono sempre esistiti, e quelli costano pochissimo. A casa mia, intesa come famiglia, la passione per la lettura c'è stata sempre, dai tempi dei miei nonni, e parlo di tanto tempo fa. Nessuno di loro aveva studiato, eppure nella loro casa vedevi in giro libri del tipo: “I miserabili”, “Anna Karenina”, “Guerra e pace”, “ I fratelli Karamazov”, ecc.
E questa preziosa eredità è stata tramandata ai miei genitori, ( anche loro senza titolo di studio, ma sempre pronti a spingerci alla lettura) e successivamente a noi.
Non credo sia un fatto economico, né tanto meno di tempo, ma semplicemente d’educazione alla lettura.
Ciao.

Sebyzukk1 | Aug 29, 2009 Report abuse

in un anno leggo tanti libri, molti di questi sono tecnici, dopo sei mesi non valgono piu' e sono costati una fortuna. Si, uno dei motivi per cui "si legge poco" potrebbe essere quello della soglia economica, ma in questi ultimi tempi sto provando a chiedere nelle biblioteche della citta' di palermo dei prestiti e sto scoprendo che non e' proprio cosi' semplice accedere ed ottenere prestiti da strutture pubbliche o largamente finanziate con soldi dei contribuenti, a dispetto delle innumerevoli fanfare che invitano a leggere di piu'. Stai sicuro che se un libro mi piace, io lo compero, pero' spesso devo rinunciare a comperare un libro che mi piace, perche' devo spendere il triplo per il libro tecnico che mi serve per mantenere il mio lavoro. Soldi che non posso dedurre dalle tasse, essendo un "normale" impiegato, ne' tanto meno ottengo come benefit dal mio datore di lavoro.

0disse0 | Sep 8, 2009 Report abuse

In Sicilia si legge poco perché c'è la mafia; poi anche perché mancano le infrastrutture (ad esempio il doppio binario nella PA-ME).
Si legge poco perché in Sicilia si dovrebbe sfruttare il turismo, questa grande risorsa, ma i politici pensano solo agli affari loro.

Altri luoghi comuni?

La domanda è talemnte stupida in sé che non merita nemmeno risposta, ecco perché ho inseirto luoghi comuni che vanno sempre bene in qualsiasi argomento riguardi la Sicilia.

Josef K. | Sep 23, 2009 Report abuse

@Mushin, ideatore del Topic,

perché invece non chiedi a te stesso il perché hai una libreria da far cagare? perché non chiedi a te stesso il perché leggere "come fare soldi con facebook (o una minchiata del genere)" e tantissime insulsaggini del genere?

Josef K. | Sep 23, 2009 Report abuse

sto leggendo tutte le risposte, c'è da ammazzarsi dal ridere; ho letto in particolare quella di @ Isabella e quella di @ Gialluca Greco (Gialluca scritto proprio così da lui): c'è da sbattersi la testa contro il muro... ma da dove saltano tipi così?

Josef K. | Sep 23, 2009 Report abuse

Be', "Josef K.", se ti meravigli dei contributi di Isabella e di "Gialluca scritto proprio così" ti invito a leggere gli ultimi tre interventi (che precedono questo). Un raro esempio di nichilismo superfluo. Commenti che stroncano senza spiegare perché senza neanche accennare ad una argomentazione, tronfi di snobismo e inspiegabile (per noi che non conosciamo l'autore dei commenti) astio.

ferrigno | Sep 23, 2009 Report abuse

Elementi del genere sono presenti in ogni comunità virtuale, quindi benvenuto Josep!
La provocazione in fondo può dare una scossa a dei topic un pò annoiati...

Stenuo84 | Sep 24, 2009 Report abuse

Io soggetti come Josef K. li ignorerei, semplicemente per il fatto che questo elemento è un Troll:

Troll - nel gergo di Internet, e in particolare delle comunità virtuali come newsgroup, forum, mailing list, chatroom o nei commenti dei blog - è detto un individuo che interagisce con la comunità tramite messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente stupidi, allo scopo di disturbare gli scambi normali e appropriati. Spesso l'obiettivo specifico di un troll è causare una catena di insulti (flame war); una tecnica comune consiste nel prendere posizione in modo plateale, superficiale e arrogante su una questione già lungamente (e molto più approfonditamente) dibattuta, specie laddove la questione sia già tale da suscitare facilmente tensioni sociali (come un'annosa religion war). In altri casi, il troll interviene in modo semplicemente stupido (per esempio volutamente ingenuo), con lo scopo di mettere in ridicolo quegli utenti che, non capendo la natura del messaggio del troll, si sforzano di rispondere a tono. Dal sostantivo troll si derivano, sia in inglese che in italiano, forme come il termine trollismo (inteso come il verificarsi di tale fenomeno nelle web-community), il verbo trollare ("comportarsi come un troll") o essere trollato ("cadere nella trappola di un troll" rispondendo a tono alle sue provocazioni).

Un troll particolarmente tenace e fastidioso può effettivamente scoraggiare gli altri utenti e causare la fine di una comunità virtuale. Se un troll viene invece ignorato (in genere la contromisura più efficace), solitamente inizia a produrre messaggi sempre più irritanti ed offensivi cercando di provocare una reazione, per poi abbandonare il gruppo.

Oltre all'indifferenza, in molti contesti esistono anche strumenti tecnici utili per combattere i troll; un approccio generale consiste nel predisporre opportuni filtri che rendono automaticamente invisibili i messaggi inviati dagli utenti segnalati al sistema come disturbatori (per esempio i killfile nel caso dei newsgroup).

La figura del troll è per molti aspetti simile a quella del fake (che "disturba" una comunità fingendosi qualcun altro), sebbene i due concetti non siano del tutto sovrapposti: un "fake" potrebbe partecipare in modo disciplinato e costruttivo alla conversazione, e un "troll" non necessariamente nasconde o falsifica la propria identità.

http://it.wikipedia.org/wiki/Troll_(Internet)

Ametista | Sep 24, 2009 Report abuse

@Ametista

sei ancora una bambina, hai 22 anni; hai da poco smesso il pannolino, e parli così?
Hai scoperto solo da poco che non si rimane incinte dandosi un bacio

Intanto rivolgiti a me chiamandomi "papà"

E poi, ma ti sei vista? Hai una libreria in cui ogni libro perde di efficacia se paragonato, che ne so, al calendario di donne nude che si trova in un'autofficina.

Dì qualcosa di tuo, se ne sei capace!

Josef K. | Sep 24, 2009 Report abuse

Io non lo ignorerei perchè mi diletta!

Stenuo84 | Sep 24, 2009 Report abuse

per "diletto" ho effettuato un test su 20 biblioteche palermitane... vorrei tanto pubblicare l'esito, ma temo ritorsioni ... la piu' esilarante e' stata quella della biblioteca pubblica che mi viene a dire che la "biblioteca e' riservata esclusivamente agli studiosi"... e chi sono, esattamente questi "studiosi" ? Dato che io ti pago con i miei soldi i libri che tu comperi e dovresti mettere a disposizione del cittadino?

0disse0 | Sep 25, 2009 Report abuse

@Odisseo, hai fatto la prova in qualche biblioteca tematica?

MCristina | Sep 25, 2009 Report abuse

no, ho solo scelto biblioteche che risultano "pubbliche" sulle pagine gialle o su Internet. Le tematiche nemmeno ci provo ... Io sono dell'opinione che anche tramite anobii si potrebbero condividere i cataloghi dei libri presenti ad esempio presso enti pubblici o scuole e favorire la diffusione del prestito, spesso, molto spesso, troppo spesso, infatti, è difficile incenerire 20-30 euro per un libro... io penso che massimo 10 euro sia il prezzo ragionevole (detto da chi per lavoro e' costretto a comperare libri anche da 80 euro).

0disse0 | Sep 25, 2009 Report abuse

@odisseo
scusa, non ho capito il soggetto; penso che parli della prostituzione, giusto?
10 euro sarebbe l'ideale; e dimmi, che lavoro fai per pagarle 80 euro?

Josef K. | Sep 25, 2009 Report abuse

ma cosa c'entra la prostituzione sto dicendo 10 euro e' il prezzo massimo che io sono disposto a pagare per un libro. Oppure pensi si debba spendere di più per un libro ? Considera che di quei soldi nemmeno un terzo finisce veramente nelle tasche dell'autore... Il resto serve a coprire i resi (anche di altri libri che nessuno legge o pochi comperano) e ovviamente ad arricchire chi è già oltremodo ricco.

0disse0 | Sep 25, 2009 Report abuse

@odisseo
sei un personaggio! ti adoro!

Josef K. | Sep 25, 2009 Report abuse

XD

Stenuo84 | Sep 26, 2009 Report abuse

concordo con sebyzukk1!

Io ormamai vivo a Roma, ma purtroppo nella città in cui vivevo prima, Messina, son sempre state poche le librerie, i centri e le iniziative socio/culturali/artistiche...
ciò che sicuramente ti spinge ad amare lalettura è l'ambiente familiare e scolastico, o comunque che ti circonda, però anche il luogo in cui ti trovi deve offrirti non solo stimoli ma anche mezzi, occasioni...e sfortunatamente non dovunque è possibile...certo, esistono le biblioteche, i libri online, ma non è la stessa cosa....Rma, è brulicante di cultura e trovarsi circondati da tante piccole e grandi librerie dove trovi relamente di tutto è una pacchia!:-)

Bambilunius | Sep 26, 2009 Report abuse

Non intendo rispondere all'interrogativo perchè penso che avete risposto un po' tutti voi, e con molto più acume di me.
Mi capita molto spesso, per impegni e responsabilità familiari (come a tutti), di dover fare file nei vari uffici burocratici, postali, studi medici, banche, etc, e ho sempre notato che raramente trovo un'altra persona, oltre me, con un libro in mano. Ogni tanto una rivista (soprattutto nei posti dove sono in dotazione, come dal medico o dal parrucchiere), o un giornale, ma quasi mai un libro. E mi chiedo, è perchè proprio non leggiamo o forse ci vergogniamo di far vedere che leggiamo e lo facciamo a casa, quasi di nascosto?

MCristina | Oct 5, 2009 Report abuse

Io come te se ho da aspettare mi porto un libro dietro. Perché dovrei vergognarmi? E' socialmente più rispettabile aspettare sfogliando un ridicolo rotocalco di gossip?

Silvia | Oct 5, 2009 Report abuse

@ josef: prima di insultare le persone (che immagino sia ciò che gli altri fanno con te da quando ti svegli alla mattina dopo e via così) impara ad usare la tastiera. Poi, quando avrai imparato, ti suggerisco dove ficcartela...
Ah, ultima: ma quanto sei frustrato e vessato e preso a sberloni da mane a sera? vuoi parlarne? su, tanto lo sappiamo che sei così perchè sei un povero disgraziato, umiliato, abbandonato che dice: prima che mi scoprano e mi deridano, provo a fargli paura! BRRR! Non vedi come tremano tutti dal terrore?
ciao, josef karizzimo.
Ti interessano i 10 euro perchè non te la danno nemmeno con tremila, immagino. Ecco perchè sei così incazzato. Ma le mani non ce l'hai? :)

karolina | Oct 5, 2009 Report abuse

Karolina calmati... Joseph è già stato esiliato da un pezzo....

Giuseppe Di Rosa | Oct 5, 2009 Report abuse

meno male...ma da dove usciva, un uovo di pasqua marcio? No, perchè oggi mi ha mandato un msg a dir poco orrendo, e mi sono giraaate...beh , meglio così. allora scusate lo sfogo, mi dispiace. ciao

karolina | Oct 6, 2009 Report abuse

Il tuo lessico è più osceno dei suoi insulti comunque..

Stenuo84 | Oct 6, 2009 Report abuse

stenuo? e-stenuato da se stesso, mi sa. mi faccio un giro da te, vediamo che perle...

karolina | Oct 6, 2009 Report abuse

dal 28 settembre al 4 ottobre nella mia provincia ( Messina) la settimana della cultura, evento passato abbastanza sottotono

il mio paese ha aderito solo con lo scambialibro, che non ha avuto molto successo e non ha attirato più di tanto

la biblioteca comunale é abbastanza sfornita e ogni volta che cerco un libro che vada al di là del best-sellers, sistematicamente non lo trovo
é sfornita anche di autori siciliani che non siano quelli più famosi ( Sciascia e company)

fra l'altro non é ancora previsto il ritiro da altre biblioteche dei libri che si cercano e non esiste un settore dvd che potrebbe incrementare l'afflusso

l'aggiornamento della biblioteca é affidato alla buona volontà del dirigente, che legge il catalogo mondadori e ritira i libri ( aggiornandola quindi anche secondo i suoi gusti personali) o a liste redatte dai frequentatori

non organizza mai eventi che possano in qualche modo diffondere la politica del leggere come buona regola quotidiana

situazione desolante :((

Merido | Oct 6, 2009 Report abuse

@Merido: desolante davvero. Viviamo in un medioevo.

Mushin | Oct 6, 2009 Report abuse

Stavo giusto per lanciare una provocazione, ovvero, ma chi dice che in Sicilia si legge poco? Quali dati analizziamo? Ma Merido mi sembra un parere più che autorevole... E' vero, è desolante, ma se provassimo invece a vedere quello che c'è di buono? Quanta gente conosciamo che legge molto?

Giuseppe Di Rosa | Oct 7, 2009 Report abuse

La legge che legge molto non fa statistica...anche i libri sulla Sicilia sono più venduti nel Nord. Il problema della lettura è generale: coinvolge anche giornali e riviste.

Salvatores | Oct 7, 2009 Report abuse

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