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non è un paese per vecchi

non ho ancora letto il libro del NOSTRO, e sono troppo tentato di andare a vedere il film dei fratelli Cohen, registi che amo molto.

Voi come vi siete mossi? Vi è piaciuto il film?
Per il libro non ho dubbi!

pino | Feb 24, 2008 Report abuse

Approfittando di questa discussione, ringrazio per l'invito.

'Non è un paese per vecchi' è un gran bel libro. Come tutti e tre libri di McCarthy che ho letto, del resto.
Il film non l'ho ancora visto, ma lo farò prestissimo (i Coen piacciono molto anche a me).

Io, in questi casi, di solito, preferisco leggere prima il libro. Temo sempre che la visione del film mi rovini la lettura del libro. Mi si potrebbe contestare che è vero anche il contrario. Ma a me piace vedere come un regista (se bravo ancor di più) riesca a trasformare in immagini e suoni ciò che era testo scritto. Mi piace anche scoprire cosa lui abbia tratto dal libro o se io e lui abbiamo letto lo stesso libro.

Ah, un ultima ovvietà: se un libro è stato tratto da un film, per me il libro non esiste.

Jimbose | Feb 24, 2008 Report abuse

Io non ho scelta, avendo già letto e molto amato il libro.
Andrò presto a vedere il film.

Vanesio | Feb 24, 2008 Report abuse

Ciao a tutti e grazie per l'invito!
Per quanto mi riguarda sono pienamente d'accordo con Jimbose: anch'io preferisco di gran lunga leggere prima il libro e poi andare al cinema curiosissimo di vedere come il regista ha interpretato il romanzo e se esso corrisponda o meno a quello che mi sono immaginato durante la lettura.
Un'altra cosa che proprio non mi va giù è leggere un libro conoscendone già la trama e il finale, alla fine mi diventa insopportabile. Infatti, dopo aver scoperto e apprezzato tantissimo McCarthy con "La strada", appena ho saputo del film dei fratelli Cohen mi sono subito fiondato sul libro.
Credo comunque che la preferenza sia abbastanza soggettiva. Magari qualcuno che apprezza di più il cinema rispetto alla lettura forse preferirebbe vedere prima il film... non saprei.
In ogni caso, direi che dopo i quattro Oscar di ieri sera (miglior film, migliore regia, migliore sceneggiatura adattata, migliore attore secondario) la visione del film, che si voglia farla prima o dopo del libro, è obbligatoria, no? ;-)

Steve | Feb 25, 2008 Report abuse

Ciao a tutti e grazie per l'invito.
Mi fiondo in questa discussione perché mi frullava in testa già da un po' la curiosità di sapere se il mio era un sentire comune. Pare di sì, anche voi preferite prima leggere il libro e poi vedere il film. Anche se mi è capitato di leggere un libro invogliata dal film (es. Il pianista di Polanski) e me lo sono gustato lo stesso.
Quanto al film <tratto> dal libro, una volta me ne sono ritrovata in mano uno per sbaglio: orrore!! Quelli non sono libri. Per fortuna, almeno in Italia, mi pare una moda tramontata.

Lucy van Pelt | Feb 25, 2008 Report abuse

Ciao!
Ho letto il libro e mi è piaciuto.
Ora andrò vedere il film: devo stabilire se l'oscar è meritato o no ;)
Poi mi incuriosisce l'interpretazione di Javier Bardem.
Da Florentino Ariza a uno psicopatico!

Daisy | Feb 25, 2008 Report abuse

assolutamente prima il libro per me, in ogni caso; metà del piacere della lettura è costituito dalla sua proprietà evocativa che sarebbe completamente annullata dalla sovrapposizione automatica di immagini create da altri. Generalmente non vedo film tratti da libri a meno che non siano, come in questo caso, opere a sé stanti. un film dei Coen l'avrei visto comunque e non mi disturberà se non sarà fedele al libro, leggendolo il mio film me lo sono già fatto, anzi sarà un modo di scoprire cosa ha suggerito alla loro menti fertili.

karenina | Feb 25, 2008 Report abuse

Ieri sera ho visto il film. Mi è piaciuto molto. Il libro mi è piaciuto di più. Molto di più.

Jimbose | Feb 28, 2008 Report abuse

@Jimbose: visto anch'io il film ieri sera, devi riconoscere che sono stati molto fedeli al testo; a mio parere non potevano fare meglio, il libro è sempre un'altra cosa,però in questo caso mi sembra ne sia stato rispettato lo spirito, un po' temevo che ne sarebbe uscita una parodia alla Fargo

karenina | Feb 28, 2008 Report abuse

Il film l'ho trovato molto bello, forse troppo "perfetto", al punto da risultare freddo.
Ma questa è la cifra dei Coen penso.
Domani acquisto il libro!

pino | Feb 29, 2008 Report abuse

Il meraviglioso romanzo di McCarthy si e' trasformato in uno scipito raccontino e l'eccessiva caratterizzazione di alcuni personaggi li ha fatti diventare delle macchiette.
Questo e' il caso del killer psicopatico, mentre lo sceriffo protagonista nel romanzo e' qui un comprimario con alcune scene comprensibili solo a chi ha letto il libro.
Poi manca l'atmosfera della frontiera, del deserto: McCarthy te ne fa sentire anche l'odore, mentre i Coen si limitano ad alcune inquadrature d'effetto all'inizio.
Insomma un'occasione sprecata e, dopo la visione del Petroliere anche questo vincitore di Oscar a mio parere non meritati, la sensazione che l'Academy non ci colga piu' di tanto soprattutto se a quanto sopra si pensa all'assoluta esclusione dai premi piu' importanti di un capolavoro come Into the Wild.

John Grady | Mar 3, 2008 Report abuse

Ho appena visto il film.
Sono abbastanza d'accordo con quello che ha scritto John Grady.
Non conosco gli altri film che erano in concorso, ma questo non mi sembra un film da premio Oscar.
Inoltre mi portavo dietro due handicap: avendo appena letto il romanzo, mi è mancata la tensione emotiva che, immagino, provino coloro che non conoscono la trama.
Poi, e questo è peggio, non riuscivo a non associare il killer psicopatico a Florentino Ariza, il protagonista de "L'amore ai tempi del colera". Non mi è parso credibile, purtroppo!

Daisy | Mar 4, 2008 Report abuse

Totalmente concorde con John Grady riguardo al 'macchiettismo' filmico degli splendidi personaggi di McCarthy.
Secondo: manca quasi totalmente quell'elemento di sorpresa ed aleatoria fatalità nella morte di Moss, nel romanzo tutta la sequenza con l'autostoppista è volutamente anticlimatica e gli e rende ancora più scorcentanti gli sviluppi successivi... ma nel film hanno deciso di tagliarla.
Sfiga ha voluto che vedessi il film troppo poco tempo dopo aver letto il romanzo, il che ha reso il paragone ancor più ingeneroso.
Chiudo dicendo che questo lo reputo uno dei peggiori (se non il peggiore) film dei Coen, anche prescindendo dal paragone col romanzo.

Lorenz | Mar 20, 2008 Report abuse

Qualcuno ha per caso letto il libro in lingua originale?

Il Mago di Oz | Mar 21, 2008 Report abuse

Ciao a tutti e grazie per l'invito.
Sono daccordo con il cowboy Grady, secondo me manca molto del "dialogo interiore" dello sceriffo che nel libro è intenso, amici che hanno visto il film senza avere letto il libro non ne hanno capito il senso.
Probabilmente l'oscar ci stà... ma filo-filo...
Mi piacerebbe vedere la trasposizione cinematografica de "la strada" ma diretto da cronenberg...

lillo | Mar 21, 2008 Report abuse

Prendo il commento di John Grady, lo copio-incollo e lo sottoscrivo.

Vanesio | Mar 21, 2008 Report abuse

Di solito non vado mai a vedere i film dopo che ho letto il libro, farò un'eccezione per i fratelli Coen, anche se dubito che il film sia in grado di trasmettere quel senso di inquetudine che mi ha accompagnato durante la lettura del libro e per un po' anche dopo averlo finito.... grazie per l'invito a questo gruppo

Annibale | Mar 22, 2008 Report abuse

Il libro è bellissimo, il confronto dei personaggi con quelli del film impari.
Però vi trovo eccessivamente duri verso i fratelli Coen, sono stati piuttosto fedeli al testo, anche se lo "spessore" di Bell si riduce di molto e il caschetto di Chigurh è un pò ridicolo.
Sono convinto che se avessi letto prima il libro di vedere il film lo avrei giudicato più deludente.

pino | Mar 29, 2008 Report abuse

ciao a tutti e grazie per l'invito. ho scritto una recensione di "non è un paese per vecchi" sul mio space. ve la incollo qui:
NON E’ UN PAESE PER VECCHI
Di Joel e Ethan Coen
Con Javier Bardem, Josh Brolin, Tommy Lee Jones

“Bello e condannato”

Facciamo che non mi interessa il rapporto con il libro, almeno per un attimo. Anche perché da un incontro con McCarthy si esce sempre sconfitti. E Leccarsi le ferite non sempre è lecito. Facciamo che non ho prestato fede agli strombazzamenti pro-oscar stile “miglior film dell’anno” et similia. E facciamo infine che questo film aveva una via ben stretta da percorrere per piacermi, scansando la devozione per il vecchio (lui sì) cowboy e gli inevitabili snobismi da (miser)europeo.
Beh, alla fine non lo butto giù dalla torre, se già stavate fregolando per l’intollerabile quantità di suspense che vi procura il mio giudizio.
Lo salvo perché i primi trenta minuti circa sono una grande america. Quella giusta. Selvaggia, zoccola e violenta. Ma soprattutto impassibile ai destini di chicchessia. L’occhio ottiene tutta la sua parte e si può quasi perdere ai bordi dello schermo. Poi per l’inconcepibile capigliatura di Bardem/Chigurh, l’angelo steminatore di questa mitografia senza dio. Per i baffi di Josh Brolin e la faccia di Tommy Lee Jones che invecchia come il vino, pur essendo il suo sceriffo/filosofo criminalmente sottoutilizzato in sceneggiatura rispetto alla materia prima.
Qui infatti comincia la parte dolente. Non so che farci ma non posso far finta di non avere letto quel libro. Se non siete tra gli sfortunati vi potrete accontentare del vortice di violenza rapida insensata che insanguina i protagonisti di questo piccolo dramma dell’avidità senza che manco se ne accorgano. Formalmente impeccabile e con sguardi e movimenti di pregio, qua e là.
Ma la vera spietatezza delle parole, quelle che non lasciano invecchiare, che non spiegano e non confortano. Quelle che semplicemente il male c’è e non ha senso e non ha dio (dici poco, e dire poco è il miglior pregio di Cormac). Tutto questo il film non lo dice e si limita a far tirare la moneta al suo esecutore.
Testa o croce. Vivi o muori. I Coen vivono e come tutti i vivi forse non possono raccontare come mai lo sono ancora. Una storia che si fa guardare, e questo è bene in un epoca in cui nessuno le sa più pensare le storie. Se però cercate le pietre e le sentenze vi tocca scarpinare fino a El Paso, all’indirizzo del misantropo più lucido d’america.
fabio donalisio

Mitilogiche | Apr 21, 2008 Report abuse

@Il Mago di Oz: dopo una lunga latitanza, sono ripassata da queste parti e ho visto la tua domanda su No Country for Old Men in lingua originale. Io l'ho letto, ma non avendo letto la traduzione non sono in grado di fare confronti.

Lucy van Pelt | Jun 11, 2008 Report abuse

@Lucy: ok, grazie comunque :-)

Il Mago di Oz | Jun 11, 2008 Report abuse

Sono in piena MCCarthite, così mi autoinvito.

Ho visto il film: bello. Arrivato a casa ho -ehm- scaricato il libro su emule e sì, anche a me è sembrato che nel film lo sceriffo perda spessore.
Tuttavia anche il film è molto bello, bello nel modo in cui può esserlo un film. E' naturale che i Coen abbiano dato più spazio a Moss e Chigur: sono loro il motore spettacolare. Credo che la prima parte, quella della caccia e del ritrovamento della scena del massacro, sia più efficace nel film. Purtroppo è difficile riprodurre il dialogo interiore di Bell, ma per quello c'è il libro.
Adesso ho il comodino pieno di libri di McCarthy che leggo e rileggo, il passaparola è una gran cosa.

ferrigno | Jun 18, 2008 Report abuse

E io che lo leggevo tempo fa e credevo rimanesse uno scrittore per pochi intimi ;)

sigurd | Jun 18, 2008 Report abuse

Non è conosciutissimo. Avevo lasciato correre un'ottima presentazione di Baricco ( http://www.repubblica.it/2006/05/rubriche/i-barbari/cap… )
ma non ho resistito alla quarta di copertina di "La strada". E' che sono attratto dalle distopie. Poi il film, poi non è un paese per vecchi, poi sunset limited e adesso meridiano di sangue. Con incipit che cita Huck Finn, praticamente il romanzo che mi ha fatto innamorare della lettura a 7 anni. Che dire? I'm so in love with this writer...

ferrigno | Jun 18, 2008 Report abuse

Amo la scrittura di CMC da quando ho sentito scricchiolare la neve sotto gli zoccoli del mio cavallo immaginario in Oltre il confine. Prima avevo seguito la folle corsa di Meridiano di sangue che mi evoca - per motivi a me parzialmente oscuri - la parte finale di Apocalypse Now, quando si dirada la nebbia su quel fiume infernale e appaiono quei corpi dipinti di bianco come fantasmi. Sono quindi vagamente turbato quando vengono tentate trasposizioni cinematografiche da opere di questo livello e pur apprezzando l'opera dei Cohen non ho potuto che rilevare la non riuscita rappresentazione del Male assoluto che domina il libro....

Ciao a tutti

Stefano

Kind Of Blue | Jun 21, 2008 Report abuse

Non ringrazierò mai abbastanza i fratelli Coen..è grazie alla loro splendida versione cinematografica di Non è un paese per vecchi (film eccezionale, con un trio d'attori straordinario) che ho conosicuto McCarthy...subito dopo aver visto il film ho letto il libro (bellissimo, uno dei più bei libri che abbia mai letto) ed è stato amore a prima vista!

"La gente crede di sapere quello che vuole ma in genere non lo sa. Certe volte però se è fortunata lo ottiene comunque. Io sono sempre stato fortunato. Fin dalla nascita. Altrimenti non sarei qui. Di guai ne ho avuti parecchi. Ma il giorno che l'ho vista uscire dall'emporio di Kerr e attraversare la strada e lei mi è passata accanto e io mi sono toccato il cappello per salutarla ed in cambio ho ricevuto solo un mezzo sorriso, è stato il giorno più fortunato di tutti. La gente si lamenta sempre delle cose brutte che gli capitano senza che se le sia meritate ma non parla mai delle cose belle. Di cosa ha fatto per meritarle. Io non ricordo di aver mai dato a nostro Signore motivi particolari per sorridermi. Però lui mi ha sorriso. "

Monsier Verdoux | Feb 27, 2009 Report abuse

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