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Stile

Ieri una lettrice delusa alla quale avevo regalato "Ti prendo e ti porto via" mi ha detto sbuffando che Ammaniti scrive come scriveva lei in terza media.
Ho rinunciato, almeno per il momento, a spiegarle che l'interesse va riservato, secondo me, soprattutto sulla caratterizzazione dei personaggi e sull'intreccio pazzoide, truce, sarcastico, tenero dei suoi libri.
Del resto sono la fantasia e la capacità di raccontare con la tecnica della sequenza cinematografica le sue qualità migliori.

In effetti però molti mi dicono che Ammaniti scrive male. Che ha uno stile immaturo e poco ispirante.
Io, ovviamente, dissento.
Secondo voi è vero?

MACNO | May 12, 2008 Report abuse

Dissento anche io! Sicuramente il suo è uno stile particolare, ma classificarlo come "mala scrittura" proprio no!

Valentina | May 12, 2008 Report abuse

Se lui scrive male a me piace la "mala scrittura"...
sinceramente preferisco di gran lunga libri con una scrittura poco complicata, scorrevole che permette di concentrare la mia attenzione su altre cose (ad esempio la caratterizzazione dei personaggi) piuttosto di dovermi scervellare per capire cosa voleva effettivamente dire l'autore in un intera pagina... sarà forse pure sempliciotto ma io amo leggere libri così... quindi personalmente ben venga!
Che poi scriverà pure come la tua amica quando aveva tredici anni ma non mi sembra ce ne siano così tanti di scrittori che senza troppi fronzoli riescono a scrivere libri così emozionanti :)

domenico79 | May 12, 2008 Report abuse

d'accordo con domenico.
per me STILE è arrivare. anzi, saper avvrivare nel modo giusto.
ohmamma, non so se mi spiego, ma se sto scrivendo di bambini sgangherati in una periferia altrettanto sgangherata (così, tanto per dire...!!) dovrò farlo in un certo modo. in QUEL MODO Lì.
quello secondo me è stile, è Niccolò ne ha da vendere.

Furettocurioso | May 12, 2008 Report abuse

Macno, tu Ammaniti lo ami e c'è poco da dire. :)
Scrive bene o almeno per me è bravo con le parole e ci sa giocare bene per dare l'effetto truce e tenero insieme. Sfido chiunque a riscrivere Io non ho paura e ottenere un successo simile.
Ha stile. Suo e tutto suo. E anche abbastanza inimitabile secondo me. E son gusti. Piace e non piace. :)

Eleonora | May 12, 2008 Report abuse

scrivere bene è regalare emozioni e splendide sensazioni a chi legge.
'Ti prendo e ti porto via' avrà sempre un posto nel mio cuore.

Ottone Erminio | May 13, 2008 Report abuse

Per me se uno non sa scrivere può anche avere tra le mani i personaggi più meravigliosi e la storia più appassionante del mondo, non ci sono santi. Lo cestino.
Detto questo, ho letto Ammaniti secoli fa e lo trovavo piuttosto bravo, mi piacerebbe spulciare Come Dio comanda che qui su anobii è stato molto criticato anche per il modo in cui è scritto. Comunque in generale essendo passato tanto tempo da quando l'ho letto, avrei bisogno di rileggerlo per vedere se quello che era "scrivere bene" allora lo è ancora adesso.

Claire N. | May 13, 2008 Report abuse

Ammaniti tesse ricami preziosissimi, creando trame speculari, intrecciate e originali. E lo fa usando fili di cotone.

Per me rimane, al momento, il migliore. Mi dispiace per chi non lo apprezza, non riesce a capire cosa si perde.

Misianna | May 13, 2008 Report abuse

Sul tema dello stile letterario discutevo proprio oggi con un amico.
Per farla breve io ritengo che finché lo schema grammaticale/lessicale/sintattico dell'opera è coerente nello scritto dell'autore, lo stile può essere considerato 'bello'. Insomma, credo che alla letteratura faccia solo male cosiderare lo stile in modo oggettivo, quando piuttosto sarebbe da considerare in modo soggettivo, autore per autore.
Inoltre, il gran pregio degli (ex) Cannibali (Aldo Nove in particolare, da questo lato) è stato quello di adattare lo stile letterario italiano alla nuova realtà postmoderna che stavano raccontando, esattamente come hanno fatto, fra gli altri, Don DeLillo, Chuck Palahniuk e David Forster Wallace oltreoceano.
Per chiudere, i gusti stilistici variano nel tempo. Per esempio, dopo l'ondata barocca in Italia nel '600, nel '700 in generale non si vedeva una subordinata a pagarla oro.

Quindi sì, Ammaniti ha un bello stile.^^

Storm | May 14, 2008 Report abuse

allora vuol dire che io amo la mala scrittura perchè adoro ammaniti adoro il suo modo di scrivere, il suo sarcasmo i sui personaggi, in poche parole adoro Ammaniti. preferisco una lettura veloce e scorrevole che mi faccia entrare nella storia, se devo stare concentrata a capire quello che uno scrive mi perdo i piccoli dettagli, le emozioni del libro. è come guardare un film e dover leggere i sottotitoli

Cla | May 14, 2008 Report abuse

@Ida Strauss: però dipende da cosa si intende per semplice.
Hugo scrive in modo semplice, cioè scorre da leggere 50 pagine in un'ora: però è preciso, originale, perfetto in ogni singolo dettaglio...
Se semplice significa usare le solite metafore trite e ritrite ("la notte era buia come la pece" "si sentì un rumore come un ruggito di un drago", "le gambe erano pesanti come il piombo", e giuro che le ho lette tutte e tre nello stesso libro edito non più di un anno o due fa), o se significa usare sempre le stesse 50 parole, se significa essere noiosi e banali in nome del non "fare i complicati", allora non mi piace. Cioè se devo leggere John Grisham perché è facile e scorrevole, dico di no. HO già dato.
Poi dipende anche da libro: se leggo Michael Connelly mi aspetto un buon giallo, non chissà quali evoluzioni di scrittura; allo stesso tempo però apprezzo la Vargas che è una scrittrice straordinaria pur facendo puro intrattenimento.

Claire N. | May 14, 2008 Report abuse

Condivido perfettamente l'intervento di Storm che trovo molto interessante.
In effetti Ammaniti si allinea stilisticamente alla sintesi tematica dei Cannibali degli anni '90 (tempo fa aprii un topic specifico proprio sul rapporto tra linguaggio postmoderno ed esigenze pulp sulla falsariga di un'analisi di Daniele Brolli).
La sua cifra stilistica non è mediocre proprio perché è coerente con ciò che descrive e racconta nei suoi libri: la grammatica, il lessico, la punteggiatura e quant'altro sono strumenti funzionali e mai dei limiti.
Insomma: non si può descrivere la provincia profonda e desolata del nostro Paese (penso a "Come Dio comanda", ad esempio, o anche a "Io non ho paura") con espressioni barocche e costruzioni ridondanti come Javier Marìas, per intenderci.
Pasolini docet.

MACNO | May 15, 2008 Report abuse

La capacità di farti emozionare e regalare sensazioni non è mala scrittura! lui ha uno stile unico,tutto suo.i suoi romanzi sono piccoli capolavori.

Dirk Pitt | May 17, 2008 Report abuse

La scrittura di Ammaniti è VOLUTAMENTE semplice e concisa! Chi dice che non sa scrivere non capisce nulla di letteratura, ed è convinto che scrivere frasi lunghissime con gran paroloni ricercati sia sinonimo di professionalità!
Tanti altri scrittori hanno faticato a lungo per raggiungere uno stile freddo, asciutto, veloce, serrato. Che si può ottenere solo con frasi brevi, pochi avverbi e aggettivi... Levando, e mai aggiungendo. Qualche nome? Céline, Bukowski, Fante, McCarthy, i due premi nobel Hamsun ed Hemingway. Insomma, dietro un'appartente "semplicità" c'è un gran lavoro di ricerca...
Ed io adoro questo stile. Il grande Bukowski diceva "Lo scrittore deve evocare. Il grande scrittore è quello che dice molto scrivendo poco, il guaio è che oggi tutti scrivono lunghissimi periodi per alla fine non dire niente."

MrBungle | Aug 18, 2009 Report abuse

d'accordo con questa bella frase di Bukowski.
dì alla tua amica di farci leggere qualcosa della roba che scriveva alle scuole medie, decideremo noi se il suo stile è come quello di Ammaniti, oppure no.

stargirl | Aug 18, 2009 Report abuse

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