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Tex in un romanzo

premetto che non ho mai letto Tex Willer (però mio marito ne era un appassionato lettore...vale lo stesso??)
ma sono qui per segnalare un romanzo che ...trasuda Tex da tutte le pagine, a cominciare dal titolo.
per il resto del viaggio ho sparato agli indiani
il protagonista è un tredicenne rumeno 'accolto' in italia da migliaia di giornalini con cui si è scaldato il corpo e il cuore, si è nutrito lo spirito e arricchito la mente, si è rinforzato e ha imparato l'italiano.... Emil ha costruito attorno a Tex un mito che gli ha permesso di affrontare il suo viaggio attraverso mezza Europa, alla ricerca del padre e del nonno.

riporto solo un paio, tra i tanti brani, in cui viene esplicitamente citata la serie T.W.

pag 66.
il primo numero di Tex è apparso nelle edicole una domenica soleggiata di settembre. nel 1948. nonno Viorel è nato l'11 settembre del 1948. che era domenica. vorrà dire qualcosa?

pag 139 e segg.
-come ti è venuta la mania di Tex?
- l'ho sempre avuta la mania dei cowboy, del west, delle carovane...ma Tex, in Romania, non lo conoscevo. forse c'era. non so. non l'ho mai visto nelle edicole. poi è successo che con le ristampe di Tex mi ci sono coperto per quattro giorni. perchè avevo freddo.
[...]
-io e mio padre siamo arrivati a bolzano il 22 gennaio. [...] il furgone è andato a ormeggiarsi in un magazzino. [...]quando siamo scesi dal ducato ho visto montagne di giornalini. le pareti erano tutte coperte di fumetti. dalla polvere del pavimento, alle ragnatele del soffitto. giuro. [...]migliaia, miliardi, di fumetti.
[...]
-era il magazzino di una società di distribuzioni editoriali: PGService-Distribuzioni Editoriali- era scritto dappertutto.[...]hanno detto di aspettare. saremmo ripartiti per torino quasi subito. [...] ma di giorni ne sono passati quattro. non avevamo niente da mangiare, non c'era riscaldamento. così ho cominciato a sfogliare i giornalini. mio padre si è inventato che eravamo nella Casa delle Parole e che quella era la Banca Mondiale degli Idiomi. [...] diceva che avevano cominciato dai fumetti perchè sono internazionali: se non capisci una parola, c'è il disegno. di notte la temperatura andava sotto zero. così mio padre mi copriva con i giornalini. ne aveva accostati un centinaio, su due strati, per farmi il letto e isolarmi dall'umidità del pavimento. poi, quando era ora, io mi sdraiavo e lui me ne rovesciava addosso altri due o trecento. mi ci seppelliva proprio. "quali vuoi?" mi chiedeva. e io rispondevo "tex". erano quelli che mi piacevano di più. poi ne prendevo uno a caso, sopra di me, e andavo avanti a leggere fino a che gli occhi non si chiudevano da soli. sono stati così i miei primi quattro giorni in italia.

forse è OT?? non so...
incaso ditelo, chiudiamo la discussione e togliamo il libro!

arcobaleno | May 19, 2008 Report abuse

No no, non è assolutamente OT! è davvero interessante questa cosa, grazie della preziosa informazione e speriamo in aggiornamenti.

Fabiomarinelli | May 27, 2008 Report abuse

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