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La consapevolezza di essere

Il capolavoro di Italo Calvino è visto dal lettore molto spesso come una illuminazione. Così come in Zeno vi è la consapevolezza di ciò che è la società, la sua vita e la sua psiche, in noi lettori viene stimolato il desiderio di conoscersi più a fondo, analizzando con occhio critico la realtà umana. Avete mai pensato a come possa risultare la vostra esistenza dopo una accurata analisi interiore?
La coscienza di Zeno non è il solo libro che affronta tali tematiche. Esprimetevi e dite quali sono i libri che vi hanno "Illuminato".
Avete avuto la consapevolezza di ciò che siete?
La coscienza di Zeno può farvela trovare, e credo anche altri libri meno illustri.

Solk | Jul 12, 2007 Report abuse

Non avendo ancora comprato questo libro, cosa che provvederò a fare, non posso risponderti citandolo.
Ne ho molto sentito parlare, molti ne sono rimasti affascinati, trovando in Zeno se stessi, sentendosi uniti realmente al libro da un filo invisibile. Altri lo hanno trovato lento e un pò troppo lungo...Quindi conoscendomi lo comprerò e lo leggerò senza interruzioni.

L'eternitè m'ennuie | Jul 12, 2007 Report abuse

Ho trovato particolari spunti nel tema del viaggio di Baudelaire e sulla teoria che continuo a sostenere, e tu la conosci caro Solk.
Prendere coscienza di se vuol dire viaggiare con il compagno giusto, conoscendolo sempre di più.Tutta la nostra vita è basata su questo, "La meta è incerta e la fine è certa"
Vivere senza analizzare nulla, lasciandosi trasporta, privi di coscienza, equivale a non vivere. Il viaggio che noi compiano non porta ad altro che alla completa conoscenza del nostro io.Se lo viviamo nel modo giusto il viaggio avrà un senso e non sarà la vostra meta a decidere se la vostra è stata una bella o una brutta vita.

L'eternitè m'ennuie | Jul 12, 2007 Report abuse

Ne "il fu Mattia Pascal" si possono trovare anche alcuni spunti di riflessione sull'io e sull'analisi interiore.
Nella vita capita spesso, anzi è inevitabile, che ci si immedesimi in un altro individuo. Può succedere casualmente, come nel caso del protagonista Pirandelliano, oppure può succedere perchè siamo noi a volerlo. E'è un modo per fuggire dal proprio io ma al tempo stesso analizzare la propria persona dall'esterno, sotto un punto di vista innovativo. Sarebbe un metodo utile per conoscere meglio se stessi, ed averne consapevolezza.

Solk | Jul 12, 2007 Report abuse

Dovrei rileggere e riscoprire questo genere di libri... letti quando forse le mie attenzioni erano altrove...

Samanta | Jul 12, 2007 Report abuse

SolK: -> Mi pare di aver detto in una nostra conversazione su messenger che: "io sono quello che sono e qualsiasi cosa gli altri vedano in me sarà sempre sbagliata perchè sono appunto quello che non sono all'esterno..."
E per vedermi all'interno? -Una lente di rimpicciolimento!
A me capita spesso di immedesimarmi in un altro individuo ma ne esco subito fuori perchè mi da i nervi. Cioè dopo un pò subentra il mio lato personale e non riesco più a sentirmi legata al protagonista di un qualsiasi libro o altro. Ci tengo troppo al mio Io e non voglio per nulla fuggirne, lo coltivo come una brava contadina coltiva il suo orticello, e di tanto in tanto mi allontano e lo guardo compiacendomene. Assaggiarne i frutti per poi riprendere a coltivare.

"Dovrei dare una rispolverata a Pirandello..."

L'eternitè m'ennuie | Jul 12, 2007 Report abuse

ho avuto un lapsus come pochi!

Ho scambiato Svevo con Calvino......scusate la sonora cavolata....

Solk | Jul 12, 2007 Report abuse

E' l'artereosclerosi...=)

L'eternitè m'ennuie | Jul 12, 2007 Report abuse

Forse è un lapsus rivelatore.
Anche Calvino, a modo suo, ci ha sempre fatto riflettere, anche se, apparentemente, i suoi racconti possano essere sembrati fantastici.
Le sue riflessioni sulla letteratura, poi, sono impagabili.
Decine sono stati i libri che mi hanno fatta riflettere, per una, come me. che ha sempre cercato in essi "la risposta".
Calasso, ad esempio, con le sue Nozze di Cadmo ed Armonia (in assoluto uno dei miei preferiti) con il suo percorso attraverso il mito, ha scavato dentro di me una strada chiarificatrice che mi ricollega al mio passato archetipo sotterato in un meandro della mia psiche.

Lizaveta | Jul 13, 2007 Report abuse

"Donne che corrono con i lupi" iniziato ieri, mi dicono tutti che è un libro che mi cambierà la vita...mhmh...

L'eternitè m'ennuie | Jul 13, 2007 Report abuse

due testi agli antipodi: da un lato Proust che con la scusa di raccontarci la storia di un certo gruppo di persone e di un certo mondo sociale che ruota attorno alla biografia del narratore, non perde mai l'occasione (neanche quando - scusate - parla di stare al gabinetto) di offrirci uno spunto, un punto di vista per una riflessione sulla nostra vita, i nostri sentimenti; analizza e scompone i moti positivi e negativi del (suo)nostro cuore, i meccanismi che mettiamo in atto nelle relazione privata e in quella sociale e chi più ne ha più ne metta.
Dall'altro l'unico libro di Robert Pirsig, il citatissimo e gettonatissimo Zen+motocicletta. In un linguaggio più moderno e semplice di quello proustiano, tocca temi personali più circoscritti (si fa per dire visto che si interroga in continuazione sulla domanda delle domande: "che ci faccio qui"?), ma sempre capaci di smuovere la ruggine che ci fa vivere la quotidianità come un atto banale e irriflesso.

icaro | Jul 14, 2007 Report abuse

"Aria Sottile" di Jon Krakauer. Mi aveva fatto riflettere sulla presunzione umana nei confronti della natura.
In questi giorni invece mi sta coinvolgendo tantissimo "Mille Splendidi Soli" di Khaled Hosseini. è la storia di due donne afghane, una nata nel '59 e l'altra nel'78; leggere notizie sul paese fa sì inorridire sulla mancanza di libertà che c'è in troppi paesi, ma sono realtà che vediamo lontane. Vedere invece la guerra e i regimi totalitari con gli occhi di una persona, anche se inventata, che li vive, coinvolge e fa riflettere molto di più...

Elisa TS | Jul 16, 2007 Report abuse

Donne che corrono con i lupi è un libro, per l'appunto...non credo che un libro possa cambiare la tua vita, forse la tua concezione deivalori e delle cose...Ma tuto resta immutato..poichè sei solo tu a decidere cosa cambiare.
Per quanto riguarda la consapevolezza di ciò che sono, nessun libro potrà mai aiutarmi...io mi ritrovo nella poesia, nei sorrisi degli altri...Ma ho la consapevolezza di essere un uomo...un vero uomo.

Poeta Perduto | Jul 19, 2007 Report abuse

ma almeno vi rendete conto che La coscienza di Zeno è di Italo SVEVO e non di Italo Calvino?
verificate prima di scrivere...

Zeruhur | Aug 1, 2007 Report abuse

Infatti l'autore del post si è corretto....
E penso che possa capitare di sbagliare nello scrivere e poi ovviamente corregersi...
Se avessi letto tutti i post te ne saresti reso conto...^^

L'eternitè m'ennuie | Aug 4, 2007 Report abuse

Non penso che un libro ti cambi la vita ma penso che ti permetta di conoscerne mille altre, ed è per questo che ne ho bisogno, per confrontarmi per riflettere, per trovare prospettive diverse o lontane dalla mia: è come crescere ogni giorno di più e coltivare quella vita interiore che io ritengo così preziosa; certi libri mi sono rimasti dentro come Montedidio di De Luca, Se questo è un uomo di Levi,le poesie di Montale e Shakespeare....e potrei continuare, per fortuna!

Stefi | Aug 5, 2007 Report abuse

Infatti quando qualcuno mi dice che un libro mi cambierà la vita prendo il tutto con le pinze...quoto Stefi perchè la penso proprio come lei.
Un libro è un esperienza di vita, un emozione, un ricordo, è tantissime cose, e altre voltenon è nulla...Ma per cambiare la vita non basta, può portare ad un arricchimento, ad uno stimolo che poi noi interpretiamo come vogliamo e da lì parte il cambiamento...Sto leggendo il fatidico libro "donne che corrono con i lupi" ma ancora la mia percezione delle cose non è cambiata...quando lo finirò vedremo cosa mi ha dato o cosa non mi ha dato.

L'eternitè m'ennuie | Aug 5, 2007 Report abuse

anch'io penso come stefi che un libro non può cambiare la vita, ma aiuta sicuramente a indirizzarla,aiuta a conoscerci meglio, a farci sentire meno soli, ad alimentare i dubbi che sono sempre lo spunto per migliorarci, l'ignorante è anche il presuntuoso che pretende di aver capito tutto e di non aver bisogno di sapere di più,
scusa poeta perduto ma che significa un vero uomo? e poi cambiare la concezione delle cose e dei valori non significa anche cambiare la propria vita ? e se tu decidi cosa cambiare tutto resta immutato? sono un pò confusa......

Merido | Aug 5, 2007 Report abuse

Ora che lo rileggo...sinceramente non l'ho capito neanche io...cioè è un pò una contraddizione, anzi una serie di contraddizioni...
Certo la frase finale è molto di effetto ma...
Poeta Spiega spiega ^^

L'eternitè m'ennuie | Aug 5, 2007 Report abuse

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