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Gruppo: "Memorie di Adriano", Marguerite Yourcenar

Bene, da oggi comincia la lettura! Riporto il programma:

13/09: inizio lettura "Animula vagula blandula" (tutto);
20/09: partenza commenti parte precedente e lettura "Varius multiplex multiformis" fino al paragrafo che comincia con "in quell'epoca mi si rimproverò..." (escluso);
27/09: completare il cap. "Varius multiplex multiformis";
04/10: "Tellus stabilita" (tutto);
11/10: "Saeculum aureum" (tutto);
18/10: "Disciplina augusta" (tutto);
25/10: "Patientia" (tutto);
1/11: Taccuini di appunti
8/11: commenti ultima parte. Fine.

E il segnalibro di Porphydo:

http://img525.imageshack.us/img525/5219/adrianoporphydo…

Ci sentiamo qui per i commenti!

Thot | Sep 13, 2008 Report abuse

Questo gruppo mi interessa proprio, devo però comprare il libro, diciamo che ce la faccio dalla prossima settimana, posso aggiungermi? Mi piace molto la Yourcenar di Opera in nero.

VENEZIANANELCUORE | Sep 13, 2008 Report abuse

Questo gruppo mi interessa proprio, devo però comprare il libro, diciamo che ce la faccio dalla prossima settimana, posso aggiungermi? Mi piace molto la Yourcenar di Opera in nero.

VENEZIANANELCUORE | Sep 13, 2008 Report abuse

Comincio io, va...

Come inizio lo definirei un fiume in piena, una scrittura limpida che avvolge e con maestria passa in modo fluido da un tema all'altro nello snocciolarsi di ricordi e associazioni mentali dello stanco Imperatore.

Confesso che ho letto tutto "Animula vagula blandula" ad alta voce, mi e' parso cosi di dare un maggior tono anche alla voce di Adriano, di poterlo ascoltare direttamente invece di leggerlo. Lo stile di scrittura e' eccezionale.

Le premesse sono ottime, per quanto si possa intravvedere il rischio che il troppo dilungarsi della memoria anche nelle questioni piu' minute finisca col rendere pesante il proseguo della lettura in diversi passi.

Grifo | Sep 13, 2008 Report abuse

@VENEZIANANELCUORE
Certo che puoi, benvenuta! La lettura è cominciata soltanto oggi ;-)

Thot | Sep 14, 2008 Report abuse

Credo che la frase che mi abbia maggiormente colpito sia stata quella sul non essere più umano davanti ad un medico. Con poche parole Adriano riesce a definire una sensazione molto comune del rapporto medico-paziente: per un medico un paziente è la somma dei propri mali, mentre un paziente si aspetta dal medico una umanità che non potrà ricevere.

Data79 | Sep 15, 2008 Report abuse
*** This comment contains spoilers! ***

Confesso che già questo primo capitolo mi è piaciuto davvero molto, trovandolo già denso di riflessioni acute e debolezze di non facile ammissione, soprattutto se pensiamo al personaggio storico in questione.
Trovo lo stile scorrevole, sebbene mi sia imposta di rileggere qui e là frasi e paragrafi particolarmente significativi, per gustarli lentamente e farli sedimentare nel cuore.
Vi sono dei passaggi, a mio dire, davvero splendidi... e in particolare quello sull'amore:
<<Se [i contatti] si ripetono, si moltiplicano attorno a un unico essere sino ad avvolgerlo interamente; se ogni particella d'un corpo umano si impregna per noi di tanti significati conturbanti quante sono le fattezze del suo volto; se un essere solo anzichè ispirarci tutt'al più irritazione, piacere o noia, ci insegue come una musica e ci tormenta come un problema, se trascorre dagli estremi confini al centro del nostro universo, e infine ci diviene più indispensabile che noi stessi, ecco verificarsi il prodigio sorprendente, nel quale ravviso ben più uno sconfinamento dello spirito nella carne che un mero divertimento di quest'ultima>>.
Ottimo inizio... attendo il seguito! :D

Melian | Sep 16, 2008 Report abuse

io sono andata un po' avanti perchè non ricordavo la suddivisione e poi il libro mi stava piacendo troppo per smettere, non pensavo fosse così affascinante la scrittura della Yourcenar

Elisaday | Sep 16, 2008 Report abuse

Comperato!!!!!!

VENEZIANANELCUORE | Sep 17, 2008 Report abuse

Mi aggrego anch'io. Ho già cominciato la lettura e trovo che sia molto interessante.

Elledue | Sep 17, 2008 Report abuse

Posso ancora unirmi? :)

Rozenn | Sep 17, 2008 Report abuse

Certo! Benvenuta ;-)

Thot | Sep 17, 2008 Report abuse

Grazie! ;)

Rozenn | Sep 17, 2008 Report abuse

Io lo sto leggendo in francese (non per snobismo ma perchè avevo una copia dai tempi del liceo). Devo dire che la lettura è piuttosto scorrevole, non c'è una ricerca particolare nella scelta dei vocaboli e della costruzione. Anche per me che ero un po' arrugginita con questa lingua, è una lettura molto piacevole che consiglio.

Non sono ancora in grado di dare le mie prime impressioni, sto facendo "decantare" la lettura...

Grimilde | Sep 17, 2008 Report abuse

Io potrò partire con la lettura soltanto dall'inizio del mese prossimo :-/

Porphydo | Sep 17, 2008 Report abuse

@Grimilde
Strano che non ci sia una ricerca nella scelta dei vocaboli nell'originale, perchè in italiano sembra proprio il contrario, anzi, sembra una delle caratteristiche principali dello stile della Yourcenar....

Thot | Sep 17, 2008 Report abuse

@Thot: devo dirti che non c'è un richiamo ad un linguaggio aulico, o l'utilizzo di costruzioni non più in uso nella lingua moderna. Di questo sono piuttosto sicura (anche se mi leggerò delle critiche) perchè per me è molto chiaro e le costruzioni sono quelle attuali. Quello che volevo dire, è che non cerca di avere un linguaggio "datato" quando vista la statura e l'epoca del protagonista, potrebbe farlo.
Secondo me la Yourcenar, cerca il vocabolo assolutamente appropriato, ma non vuole essere manierista.

Grimilde | Sep 17, 2008 Report abuse

Be', invece in italiano il linguaggio semba un po' "antico"... ecco perchè non mi fido mai delle traduzioni!! Io il francese lo conosco, ma non ho il libro in originale, altrimenti l'avrei letto anch'io così, soprattutto dopo quello che mi stai dicendo, proprio per vedere.
Comunque, negli altri libri della Yourcenar che ho letto (sempre in italiano) lo stile è ancora più datato, mooolto più datato; in effetti, paragonandolo a quelli, Memorie di Adriano è scritto in modo decisamente più "normale".

Thot | Sep 17, 2008 Report abuse

Il linguaggio, nella mia edizione, non lo trovo cosi datato. Sicuramente il linguaggio molto curato, ma estremamente scorrevole, puo' richiamare a dei formalismi che si ritrovano difficilmente. La scelta delle parole e' molto attenta.

Ho provato a cercare in rete qualche 'estratto' in francese e confermo questa impressione. Probabilmente dipende da come ognuno di noi percepisce questa scrittura, pero' lo stile della traduzione mi sembra abbastanza fedele.

Giusto per curiosita' comune posto qualche brano di quelli raffinati che ho trovato.

«Tout bonheur est un chef-d’oeuvre : la moindre erreur le fausse, la moindre hésitation l'altère, la moindre lourdeur le dépare, la moindre sottise l'abêtit.»

«Ce qui nous rassure du sommeil, c'est qu'on en sort, et qu'on en sort inchangé, puisqu'une interdiction bizarre nous empêche de rapporter avec nous l'exact résidu de nos songes.»

«Notre grande erreur est d'essayer d'obtenir de chacun en particulier les vertus qu'il n'a pas, et de négliger de cultiver celles qu'il possède. »

«La mémoire de la plupart des hommes est un cimetière abandonné, où gisent sans honneurs des morts qu'ils ont cessé de chérir.»

Grifo | Sep 17, 2008 Report abuse

Io lo sto leggendo in inglese (perche' piu' facile per me da trovare) e confermo che anche questa traduzione e' molto scorrevole. Il linguaggio e' si ricercato, ma non datato. Insomma non un inglese di tutti i giorni ma neanche un linguaggio che verrebbe da associare ad un imperatore dell' antica Roma.
Nonostante questo, secondo me il linguaggio non sminuisce affatto Adriano, non lo fa diventare 'meno imperatore', semmai solo piu' umano.

Dylaniata | Sep 18, 2008 Report abuse

Sono d'accordo con Dylaniata. In effetti è vero, il linguaggio non è antico, solo ricercato. Ma io non ho ancora cominciato la lettura!! Credo che comunque sabato riuscirò a commentare...

Thot | Sep 18, 2008 Report abuse

Mi sfugge qualcosa; ma i commenti a anima vagula blandula non dovevano partire dal 20, cioè da sabato prossimo?

VENEZIANANELCUORE | Sep 18, 2008 Report abuse

@VENEZIANANELCUORE,

colpa mia! Ho iniziato io. Non sono avvezzo alle regole dei gruppi di lettura e non sono un buon lettore di regole, sorry.

Grifo | Sep 18, 2008 Report abuse

in effetti di solito si inizia DOPO la fine della settimana di lettura in questione...

in questo caso, cioè forse per questo libro, si può fare un'eccezione dato che non è un libro con una storia "avvincente" in cui si rischia di svelare qualcosa in anticipo..quindi forse si può anche anticipare..non so perchè non l'ho letto, ma suppongo sia cosi...io per ora ho letto 15 pagine ma stasera tornando in aereo a casa ne finisco uno di 1200 pagine (don chisciotte...!) e posso riprendere Adriano e anche altri libri in coda, finalmente
ciao!

gio' | Sep 18, 2008 Report abuse

Io l'ho già letto una volta e direi che più in là sarebbe meglio rispettare i tempi, perchè alcune cose da non dover rivelare ci sono.

Thot | Sep 18, 2008 Report abuse

gio, complimenti per le letture, ho immaginato i tuoi libri in fila uno dopo l'altro in attesa di decollo, un poco come gli aerei che prendi e che si mettono in coda aspettando l'ok della torre di controllo.... ammappete oh

a thot grazie per i chiarimenti, per una volta tanto non avevo fatto un'osservazione a sproposito perchè non avevo letto una regola inserita magari giorni prima

non ho ancora cominciato ma sento che sarà un'avventura affascinante.

VENEZIANANELCUORE | Sep 19, 2008 Report abuse

Come al solito sono in ritardo ma credevo che si potesse cominciare a commentare solo ieri!
Comunque fino ad ora le pagine lette sono troppe poche per poter abbozzare un giudizio, sicuramente la Yourcenar scrive molto bene, l’ho letto velocemente e senza troppe difficoltà apprezzandone lo stile e la ricercatezza nei vocaboli.
E’ affascinante l’idea di pensare di poter leggere un “diario” risalente ad un periodo storico così importante e che personalmente ho sempre trovato molto interessante, soprattutto perché può aiutare a rendere più vicini e umani personaggi le cui storie sono giunte fino a noi come semplici narrazioni cronologiche di battaglie, conquiste e avvicendamenti al potere.

Daria | Sep 22, 2008 Report abuse

Per una cinica disillusa sull'amore, tutta la parte dedicata alla filosofia erotica che Adriano aveva ricercato, con il discorso sul piacere dell'altro, è stato un colpo al cuore.
Il primo capitolo è stato piacevole, scorrevole e immediato, ho segnato alcune frasi che mi hanno colpita, ma non ho sottomano il libro per riportarle.
Mi è piaciuta molto la sua descrizione, attraverso la negazione di ciò che sarebbe potuto diventare e non è diventato, perchè credo che sia l'unico modo che abbiamo per descriverci.

Data79 | Sep 22, 2008 Report abuse

Concordo sul fatto che così poche pagine non siano sufficienti a formare un giudizio riguardo all'intero libro, ma finora mi ha colpito piacevolmente... Lo stile, l'idea, la figura stessa di Adriano per come si sta delineando, e anche alcune riflessioni che ho sottolineato a matita. Ora sono ansiosa di andare avanti nella lettura...

Rozenn | Sep 23, 2008 Report abuse

Sono a metà della lettura della seconda settimana... per ora mi sento ancora un po' poco "entrato" nel libro.. ancora non mi ha preso granché, ma sono fiducioso... so che è un libro molto elogiato... E poi questa lettura richiede abbastanza concentrazione, altrimenti diventano chiacchiere inutili, ma per ora poverino gli ho concesso quasi solo l'autobus e la strada (camminando...ho questa particolarità). Intanto tengo d'occhio la discussione e procedo...

Bello il punto in cui dice Non manca un barlume di luce neppure nel più opaco degli uomini... e seguono alcuni esempi.. (dopo 10 pag. nell'attuale seconda settimana, la cito poiché non è un'anticipazione significativa..)

gio' | Sep 23, 2008 Report abuse

Animula vagula blandula

Le riletture, senza dubbio, fanno sempre bene. La prima lettura non permette di cogliere tante sfumature e allusioni a fatti che verranno narrati e spiegati meglio in seguito e che al momento non ci si aspetta siano importanti. Quindi sono felicissima di avere quest'occasione: rileggere il libro e farlo nuovamente in gruppo.

Premetto che "Animula vagula blandula" è il capitolo che preferisco data l'intensità e la profondità (a mio parere non eguagliate da nessun altro autore che ho letto) dei concetti che vi sono espressi. Si tratta di un capitolo interamente "pensato", un vero e proprio (e bellissimo) pensiero su carta.

Per quanto riguarda lo stile, in effetti è molto molto meno datato rispetto, ad esempio, a "L'opera al nero" (che a me è piaciuto poco), però una particolare attenzione nella scelta dei vocaboli non si può negare. Che poi è parte della bravura di Marguerite Yourcenar: niente sta lì per caso, tanto che mi soffermo spesso ad immaginarla nell'atto di scrivere (e sempre questo capitolo in particolare) e mi domando "ma quanto lavoro c'è dietro tutto questo?". La figura di Adriano è così precisa, così profonda, così ricca da sembrare reale. Mi risulta difficile pensare di non stare realmente leggendo delle "memorie", materialmente scritte dalla mano di colui che narra. Sarà anche dovuto al fatto che l'autrice riesce a legare indissolubilmente nozioni storiche (inserite senza presunzione), pensiero e narrazione così da rendere tangibile il senso del "reale" ed non del costruito. Che è poi ancora più difficile da farsi in un libro di tal genere.
In poche pagine c'è già tutto Adriano: l'amore per la grecia, i libri, l'architettura, la scultura e la poesia, il voler essere "imperatore-filosofo" e quindi pensatore, il disprezzo per il fasto e la vita politica di Roma, per la città stessa, unito al desiderio di volersene di continuo allontanare, l'odio per i senatori, le più povere cadute nell'astrologia, l'aspirazione ad essere parte dell'universo, dell'eternità, la contraddittoria natura di un uomo disgustato dalle adulazioni ma che pure pretendeva di essere dio; insomma, sarebbe stato troppo semplice per un autore meno bravo combinare un bel pasticcio.

Assurdamente Adriano mi appare come un uomo di così alto livello che mi pare banale mettermi ad ingiuriarlo (come l'istinto mi detta) o a criticare le sue opinioni (e peggio ancora le sue azioni) riguardo la caccia e il mangiare carne, che condanno nella maniera più assoluta. Adriano pensa troppo (spesso troppo bene), ed io per questo non posso che ammirarlo e tacere (perlomeno in questo contesto) nonostante tutte le maledizioni lanciategli sul momento (in nessun caso, comunque, lo giustificherei).

Adriano offre una grande prova di rispetto quando, nel parlare dell'amore, pone la parola "altro" con la "a" maiuscola. Nonostante sia un piccolo particolare, nasconde un pensiero importante che dovrebbe dire molto al lettore. Scrive di un "gioco misterioso che va dall'amore di un corpo all'amore d'un esssere umano", oltre ad offrire una definizione precisa e personale della parola "piacere". Credo siano tutti elementi che gettano luce (e parecchia) su come Adriano intende l'amore, un amore dello spirito che non vuole e non deve rinunciare ad essere anche amore della carne, del corpo.
Io credo, ne sono convinta, che se durante la lettura dei capitoli seguenti ci si dimenticherà dei pensieri che vengono espressi in questo Animula vagula blandula, si rischierà di non comprendere o di fraintendere il modo d'amare, di sentire e d'agire di Adriano. Giustamente, concetti già espressi non vengono ripetuti, dev'essere il lettore a saper ricordare, a comprendere l'uomo sin da queste prime pagine e a non lasciarselo scappare dopo.
Una frase mi è piaciuta molto, e anche questa dice tanto: "non ho mai compreso come si possa essere sazio di un essere umano".

Thot | Sep 23, 2008 Report abuse

Thot dice: Una frase mi è piaciuta molto, e anche questa dice tanto: "non ho mai compreso come si possa essere sazio di un essere umano". Anche io sono rimasta molto colpita da questa frase; Thot posso chiederti per che motivo in particolare non ti sia piaciuta l'opera al nero? e' una mia lettura di almeno 18 anni fa, poi l'ho prestato e mai più riavuto indietro, con mio disappunto, ma ne ho un ricordo bellissimo. Che cosa ti ha deluso che cosa non ti è piaciuto?

VENEZIANANELCUORE | Sep 24, 2008 Report abuse

Chiedo che qualcuno mi traduca "animula vagula blandula etc", ho fatto latino tanti anni fa ma non sono più in grado di tradurre...help

VENEZIANANELCUORE | Sep 24, 2008 Report abuse

@VENEZIANANELCUORE Mi hai anticipato di qualche secondo. Io il latino non l'ho proprio studiato. Quindi spero che ci sia un volenteroso che possa tradurre tutti i titoli. Grazie.

Ma Cri | Sep 24, 2008 Report abuse

Quei versi sono proprio di Adriano scritti poco prima della morte.

Pur non essendo neanche io un latinista propongo una traduzione che ho trovato e mi pare abbastanza attendibile:

Piccola anima smarrita e soave
compagna e ospite del corpo
ora t’appresti a scendere in luoghi incolori,
ardui e spogli
ove non avrai più gli svaghi consueti .
un istante ancora
guardiamo insieme le rive familiari
le cose che certamente non vedremo mai più…
cerchiamo d’entrare nella morte a occhi aperti…

---

Per il resto mi ritiro dal gruppo di lettura, ahime', non mi e' stato possibile trattenermi dall'andare avanti e completare l'opera

Grifo | Sep 24, 2008 Report abuse

@VENEZIANANELCUORE
Per rispondere alla tua domanda riporto il commento che ho inserito in libreria proprio su "L'opera al nero"(è più o meno tutto quello che penso):

Prima di leggerlo credevo fosse un libro da quattro stelle. Sono rimasta estremamente delusa dalle prime 90 pagine, tanto da pensare di catalogarlo come "brutto" se fosse andato avanti in quel modo.
Fortunatamente nei capitoli "La conversazione a Innsbruck", "L'abisso" e negli ultimi due ho ritrovato, in parte, lo stile di Marguerite Yourcenar che mi piace, l'andare in profondità nel pensiero umano, la perfetta descrizione dei sentimenti, mai banale, efficace al punto da far desiderare di assaporare, come le creature del romanzo, le esperienze di vita.
Nel capitolo "La malattia del priore" mi è parso molto profondo il discorso che proprio il priore Gian Luigi de Berlaimont (la figura che più ho apprezzato) tiene sulla sofferenza, in riferimento all'uccisione di un custode. Riporto alcuni passi:

"La sofferenza di quel custode e il furore dei suoi suppliziatori riempiono il mondo e oltrepassano il tempo. Nulla può impedire che essi siano stati un momento dell'eterno sguardo di Dio. Ogni pena, ogni male è infinito nella sua sostanza, amico mio, e infinito è anche il loro numero";

" Ma la gioia non ha bisogno di noi [...]. Solo il dolore fa appello alla nostra carità";

"Il giorno in cui si è infine rivelato a noi il dolore delle creature, la gioia ci diventa [...] impossibile".

In seguito vengono espressi concetti per me fondamentali, come quello dell'esistenza di un'Anima Mundi, che alla maggior parte degli uomini risulta difficile comprendere e ancora di più accettare, nonostante la vita stessa ne offra una palese testimonianza.

Tuttavia non amo le vite percorse troppo velocemente, i bruschi salti dalla giovinezza alla vecchiaia, le descrizioni di intere famiglie, parentele, mestieri; somigliano troppo ad una semplice elencazione di fatti che a me, sinceramente, in un libro interessa poco.
Devo però tener conto anche del fatto che avrò compreso sì e no il 20% di questo romanzo per via della mia ignoranza in questioni religiose, cosa che deve avere necessariamente influito sul giudizio dell'opera. Peccato.

Thot | Sep 24, 2008 Report abuse

Mi spiace molto ma essendo la mia prima esperienza di lettura collettiva non sapevo sarei riuscita a seguirla
In effetti no. Quando comincio un libro devo assaporarlo fino in fondo con i miei tempi e non sopporto di dovermi fermare.
Proprio per questo motivo leggo sempre e solo un libro alla volta. Trattandosi per me di una rilettura pensavo ri poter controllare i tempi ma una volta prese in mano "Le memorie..." mi hanno travolto di nuovo, come la prima volta che le ho lette
Con rammarico mi ritiro dal gruppo
Buona lettura!

Graziavis | Sep 24, 2008 Report abuse

Thot hai fatto un'analisi splendida di questa primissima parte dell'opera, hai espresso in maniera esemplare molti dei pensieri che anch'io ho fatto nel corso di queste prime pagine... ma che probabilmente non sarei riuscita a trascrivere altrettanto bene! Hai perfettamente ragione: la bravura della Yourcenar ti fa quasi dimenticare che dietro le riflessioni di Adriano ci sia lei, intenta ad immedesimarsi in un personaggio storico di cui delinea alla perfezione la psicologia.

In effetti è difficile seguire i ritmi di un gruppo di lettura per chi è abituato a leggere i romanzi tutto d'un fiato, senza fare soste così lunghe. Però d'altra parte trovo interessantissimo condividere qui le riflessioni sulle singole parti del libro, quindi direi che ne vale decisamente la pena :)

Rozenn | Sep 25, 2008 Report abuse

Spero di riuscire a seguire la carovana della lettura. Il testo, più volte preso e poi abbandonato, risuona spesso tra i miei pensieri... NOn tanto la voglia, quanto la volontà, spero non mi tradisca.

al 27.

v a l e n t i n a | Sep 25, 2008 Report abuse

Un po' ci freghi Adriano...sei troppo moderno, troppo simile a come mi piacerebbe invecchiare, saggia, sicura, ma sempre in critica con se stessi...Eppure la figura delineata in queste prime pagine risulta credibile, onesta.
Ho sottolineato i passaggi che mi hanno colpito di più (ed è una cosa nuova per me che di solito non faccio sui romanzi) proprio per non perdermi nulla.
Finora mi è piaciuto l'accento che pone sul tema della morte, in associazione al sonno, coprendo quest'ultimo di un sacco di mistero.
Mi è piaciuto inoltre il passo:"...l'impossibilità di continuare ad esprimersi e a modificarsi con nuove azioni costituisce la sola differenza tra l'esser morti e l'esser vivi." Mi colpisce la totale mancanza di rigidità dell'anziano, così rara nella realtà...anche quando si è più giovani di Adriano!

Vetsera | Sep 25, 2008 Report abuse

@Rozenn
Grazie ;-D

Thot | Sep 25, 2008 Report abuse

La lettura di Animula vagula blandula è stata emozionante. La profondità dei pensieri espressi e la capacità di coinvolgimento in essi mi hanno commosso e stupito. In particolare, mi ha colpito il tema della decadenza fisica ("E per la prima volta, stamane, m'è venuto in mente che il mio corpo, compagno fedele, amico sicuro e a me noto più dell'anima, è solo un mostro subdolo che finirà per divorare il padrone");
quello della riflessione sulla possibilità di conoscenza e di compresnsione dell'umanità;
quello sul valore (con sofferenza parzialmente negato) della letteratura("Mi troverei molto male in um mondo senza libri, ma non è lì che si trova la realtà, dato che non vi è per intero");
quello sulla possibilità (negata) di conoscere e definire se stessi.
Concordo con chi ha detto di aver immaginato l'autrice mentre scrive il libro. E' capitato anche a me, ed è la prima volta.

Sabella | Sep 26, 2008 Report abuse

Varius multiplex multiformis (I)

Ho riflettuto su quanto sia scarso oggi il nostro rapporto con la Terra. Al tempo di Adriano l'uomo doveva vivere (forse anche perchè costrettovi) in stretto rapporto con la natura: dormire sul terreno, trascorrere la notte osservando le stelle, trarre presagi dall'osservazione degli animali o di un semplice ramoscello... un modo di vivere che s'avvicinava molto all'essere parte di quell'universo costituito tanto dal materiale quanto dall'immateriale, tanto dal vivente quanto dall'inanimato. L'uomo non era un essere a sè, isolato, ma partecipava della vita del mondo.
Lo stesso credere in divinità identificabili ciascuna con un singolo aspetto concreto e visibile della natura (il mare, il vento, ecc.) significava voler esistere in quello spazio, convivere con esso e darvi una certa importanza; al contrario di quel che accade oggi, con migliaia di uomini che si ostinano a credere in una divinità a tutti i costi "umanizzata" e invisibile, che crea un'insormontabile barriera, una campana di vetro che separa il genere umano dal resto del mondo.
La stessa voglia di viaggiare che pervade lo spirito di Adriano, il volersi ritrovare senza proprietà (dunque senza alcun vincolo, poiché non possedere altro che se stessi e il proprio sapere vuol dire essere liberi) a contatto con popoli sconosciuti e terre vergini, credo si inserisca bene in questo discorso. Conoscere il mondo significa possederlo.

Alla seconda lettura, continua ad essere questa la frase che mi ha colpito più delle altre:

Il vero luogo natio è quello dove per la prima volta si è posato uno sguardo consapevole su se stessi: la mia prima patria sono stati i libri.

Thot | Sep 27, 2008 Report abuse

Varius multiplex multiformis Qualcuno traduce per favore?

Ma Cri | Sep 29, 2008 Report abuse

La lettura di Animula vagula blandula mi ha coinvolto per la profondità dei pensieri e l’intensità con cui Adriano li esprime. Mi sono ritrovata a rileggere e, a volte, a leggere a voce alta.
In questa seconda parte di lettura mi è piaciuto molto quando l’imperatore ricorda il suo anelito verso un mondo sconosciuto, fatto anche di una natura diversa, la cui ostilità non fa diminuire il godimento della sua bellezza e condivido quanto detto da Thot sul rapporto che un tempo l’uomo aveva con la natura.
Mi ha colpito, inoltre, il concetto di libertà che consiste nell’accettare la vita, non in quanto asserviti ad essa ma in quanto capaci di padroneggiarla, di trovare in ogni accadimento una nota di piacere. “La vita, per me, era un destriero, di cui si sposano i movimenti, ma dopo averlo addestrato quanto meglio ci si riesce ”. Difficile da mettere in pratica: sarà quella che chiamano saggezza?

Elledue | Sep 30, 2008 Report abuse

Come per Elledue anche per me questa accettazione dei fatti della vita mi ha colpito.
Come mi piacerebbe poter dire anch'io un giorno di esserci riuscita.
"Io volevo lo stato in cui ero[...]. Ciò che avevo, ero stato io a sceglierlo costringendomi soltanto a possederlo totalmente, e ad assaporarlo quanto più possibile".
Mi sembra la descrizione di una vita non fatta di rimpianti e di fatiche inutili, mi sembra una vita felice.
A volte, durante la lettura, mi sembra che vengano toccati argomenti così universali da colpire chiunque, da colpire me, nei miei stati più critici, sulle problematiche più profonde.

Vetsera | Sep 30, 2008 Report abuse

Se ho visto bene, ancora nessuno ha tradotto i titoli, come qualcuno aveva chiesto più sopra.
Li scrivo quindi qui, almeno i primi tre per ora.

Animula vagula blandula
Piccola anima smarrita e tenera (dolce, soave..)

Varius multiplex multiformis
Vario molteplice multiforme... (penso sia così, suppongo faccia riferimento ad esempio a quel che dice di sè in quel capitolo.. dei suoi vari modi di essere...)

Tellus stabilita
Terra stabile (terra come regione, area geografica, forse Roma o l'Impero ma non so ancora..attendo di leggere quella parte; stabile nel senso di salda, sicura...)

Oggi ho finito la parte seconda..nei prox gg viaggio in aereo e treno e quindi mi riporto in pari! per ora il libro non mi dispiace, ma non mi ha ancora preso davvero; resto comunque fiducioso... :)

gio' | Oct 2, 2008 Report abuse

Adriano mi ha trascinato avanti... sono ben oltre Tellus Stabilita.

Mi piace molto come tratteggia la figura di Plotinia, figura importante durante il regno di Traiano; Adriano poi è una figura molto complessa, ottimamente tratteggiata, così vario e così imperfetto, alla ricerca del divino.

Data79 | Oct 3, 2008 Report abuse

Ciao a tutti , io a differenza di voi sono rimasta indietro; ringrazio Calorosamente Grifo che mi ha tradotto animula vagula blandula, che mi commuove profondamente e la trascrivo ancora una volta di sotto come merita:
Piccola anima smarrita e soave
compagna e ospite del corpo
ora t’appresti a scendere in luoghi incolori,
ardui e spogli
ove non avrai più gli svaghi consueti .
un istante ancora
guardiamo insieme le rive familiari
le cose che certamente non vedremo mai più…
cerchiamo d’entrare nella morte a occhi aperti

E' una lettura questa delle memorie di Adriano che richiede un'immersione totale, che al momento non posso dedicarle, ma continuo a seguire i vostri commenti, ciao

VENEZIANANELCUORE | Oct 4, 2008 Report abuse

Niente...non ce la faccio a farmelo piacere davvero, mi spiace un sacco, ma arrivato a pag 100 sarebbe ora che mi piacesse di più :(
E' scritto bene, ma non so, forse non è il momento giusto per me adesso...
Buona continuazione a tutti!

gio' | Oct 4, 2008 Report abuse

Be', mi spiace che così tanti abbandonino il gruppo. Ma c'è ancora qualcuno che stia rispettando il programma?
Io penso di commentare domani la parte prevista per questa settimana.

Thot | Oct 4, 2008 Report abuse

Thot: io mi sono segnata l'intervento da fare domani per la parte che abbiamo letto questa settimana!

Data79 | Oct 6, 2008 Report abuse

Anch'io ci sono! Sono indietro rispetto al programma, ma solo di una decina di pagine che credo di recuperare nel breve.

Domani scriverò qualche commento o forse è più corretto dire "impressione".

Grimilde | Oct 6, 2008 Report abuse

Anch'io ho recuperato e ci sono, a domani.
:))

Holden Walden | Oct 7, 2008 Report abuse

Varius multiplex multiformis (II)

"Avrei desiderato molto di più: la creatura umana spoglia, sola con se stessa, come a volte bisognava bene che fosse, per una malattia, o dopo la morte d'un primo figlio, o quando allo specchio appare la prima ruga. Un uomo che legge, o che pensa, o che fa calcoli, appartiene alla specie, non al sesso; nei suoi momenti migliori sfugge persino al concetto dell'umano. Ma le mie amanti pareva si facessero una gloria di non pensare se non da donne; lo spirito, l'anima, che cercavo, non era anch'essa che un profumo."
Nel precedente gdl al quale ho partecipato, molti hanno inteso questo passo come un insulto alle donne. Io credo che questo pensiero esprima bene il problema che sta alla base dell'inferiorità (perchè di questo si tratta, in molti casi) della donna rispetto all'uomo. E' stato detto che ad Adriano "non piacevano le donne" (che brutta frase!). Io credo che non amasse l'inferiorità "auto-inflitta" e tanto vantata dalle donne.
Ne è una conferma proprio il rapporto con Plotina, fatto di rispetto reciproco. Credo che Plotina sia una delle rare figure femminili presentate in un romanzo non in quanto donne ma in quanto persone. A molti una cosa del genere dà fastidio, chissà poi perchè, visto che dovrebbe far piacere, e soprattutto far sperare.

Come sono poi resi bene i sapori e gli odori della Grecia: "quell'odore di miele tiepido, di sale e di resina"; e la tristezza dinanzi allo scempio operato da Roma (proprio da Roma!) su quelle mura, in quei santuari tanto amati da Adriano!
"La sola cultura che un giorno si sia affrancata dal mostruoso, dall'informe, dall'inerte, che abbia inventato una definizione di metodo, una teoria della politica e del bello".
A me, che studio archeologia orientale (Egitto, Vicino Oriente), piacciono anche il mostruoso e l'informe, ma studiando Arte greca ho capito che il bello è un'altra cosa (al di là di ciò che piace), ed alla Grecia va il merito di essere riuscita davvero a riprodurlo, in particolare nella statuaria; anche se mi sento un po' offesa quando Adriano (lo farà più in là) dice male delle statue egizie... però, pazienza ;-)

Thot | Oct 7, 2008 Report abuse

Lo devo dire, è da un po' che ci penso: Adriano, a me è antipatico. Parere assolutamente Personale, ma spesso leggendo come parla delle proprie scelte, di come gestisce i dissapori, della politica estera, mi sembra che si lodi un po' troppo.

Il libro, invece, è interessante, ben scritto ma non fra i più scorrevoli. Non vengo catturata e trascinata un capitolo dopo l'altro dalle parole di questo imperatore, trovo dei brani molto belli e toccanti, ma nel complesso credo che seguirò il ritmo del Gdl senza affannarmi a leggere già i capitoli successivi.

Credo che chi come @Thot stia studiando ad una facoltà così di settore, così vicina al mondo antico, riesca, nel leggere queste pagine, ad avere davanti agli occhi uno scenario meraviglioso, che io ho sicuramente molto più parziale...che invidia!!!! :-))

Grimilde | Oct 7, 2008 Report abuse

@giò Grazie per la traduzione. E adesso che tu abbandoni chi continuerà a tradurrre i titoli?

Della prima lettura che risale a venti anni fa avevo dei ricordi di pieno entusiasmo. Stavolta invece, forse perchè più attenta, dalla lettura emerge un personaggio che con falsa modestia vuole apparire il perfetto esempio di uomo equilibrato e giusto.
Non che Adriano mi stia risultando antipatico, ma è per me sempre meno credibile. Ci sono poi delle parti in cui ho lottato per non cadere preda della noia. La descrizione delle tattiche di guerra e conquista non mi appassionano proprio!

Ma Cri | Oct 7, 2008 Report abuse

Durante la lettura non riesco a scindere il personaggio di Adriano con quello della Yourcenar. Il libro è pieno di opinioni, attraverso i passaggi della vita di un personaggio storico si vuole parlare di temi universali, che durano da allora, o forse che Adriano anticipa.
E' in quei passaggi dove questo si fa più palese che trovo Adriano un po' didascalico, ma in fondo è lì che dice le cose più interessanti. Come quando parla del suo volere di più nelle donne, dei suoi desideri "pacifisti", dei crimini di guerra romani.
Inizio oggi la lettura di "Tellus stabilita".
A presto!!

Vetsera | Oct 7, 2008 Report abuse

@Ma Cri: ho interrotto la lettura con dispiacere (ma convinto).. ma continuo a seguirvi qui...
Quindi posso continuare le traduzioni, anche se le ultime tre sono scontate:

Saeculum aureum
Secolo d'oro

Disciplina augusta
Disciplina di Augusto (o voluta da Augusto; non so se augusta in italiano funziona... è un po' come augusta taurinorum per indicare Torino, la mia città). La traduzione più corretta di "disciplina" richiederebbe però la lettura del libro, per capire quale vi si addice meglio: potrebbe voler dire, oltre a disciplina, anche altre cose di significato vicino tra cui ad esempio "regola di vita, dottrina, educazione"...

Patientia
Pazienza

Ribadisco che non sono latinista ma semplicemente ho fatto il liceo, però penso che le traduzioni siano abbastanza giuste.
Buone letture!

PS
per Varius multiplex multiformis ho trovato questa frase di commento, su wikipedia:
Ventottenne, Adriano sposò Sabina, nipote di Traiano, anche se questo si opponeva; così Adriano divenne più che mai uomo di famiglia e fu costretto a vivere a corte. Egli divenne multiforme e versatile, poiché dovette adattarsi a persone che gradiva molto o per nulla.
Non è detto che sia la traduzione precisa, ma può rendere l'idea del titolo, forse.

gio' | Oct 7, 2008 Report abuse

Eccomi, anche se con un po' di ritardo...

Dunque, ammetto che questo capitolo successivo non mi abbia catturata altrettanto entusiasticamente come il primo. Ho trovato alcuni spunti interessanti, alcune considerazioni degne di nota e in particolare mi riferisco al modo in cui Adriano ha in stima la figura di Plotina. E' fuori dubbio che fra loro vi sia davvero un'affinità elettiva, e che Adriano consideri questo rapporto talmente prezioso in virtù della sua rarità. E qui sono perfettamente d'accordo con l'interpretazione di Thot della considerazione che Adriano aveva della figura femminile. E' semplicmeente la verità, tanto più che si sa bene quanto nella storia la donna sia stata e si fosse relegata nel proprio mondo domestico, privata, dalla cultura del tempo o dalle proprie convinzioni, della possibilità di avventurarsi in speculazioni intellettive. Plotina era, a mio parere, semplicemente una mosca bianca per di più legata a doppio filo ad Adriano, per il particolare occhio di riguardo al mondo greco.

Melian | Oct 8, 2008 Report abuse

Secondo me in Plotinia Adriano vedeva il suo ideale di donna romana, seria, attenta, morigerata, colta e pronta a seguire la ragione. Le altre donne, quelle che lui descrive come sue amanti, mi hanno lasciato l'idea che fossero solo cortigiane, donne che cercavano un tornaconto personale (importante è il racconto della sua ex amante andata in udienza e che sfoggia l'antico sorriso).
Sono d'accordo con Thot sulla figura di Plotinia, è una persona, non una donna. Mentre Traiano viene presentato come essere più vicino all'animale che all'umano, tutto preso dalla sua sete di conquista e dalla sua gloria.

Data79 | Oct 10, 2008 Report abuse

Penso anche che Adriano, per cultura e formazione, sia leggermente misogino (Plotinia è l'eccezione che conferma la regola). Diventa molto più comprensivo e romantico, quando si tratta invece di descrivere uomini che lo accompagnano per molti anni della sua vita. Mi riferisco, nello specifico, a quel fanciullo (non letterato) che mi sembra abbia anche debolezze che si trasformano in qualità...devo finire il capitolo per arrivare alla conclusione definitiva, ma l'impressione è questa.

Grimilde | Oct 10, 2008 Report abuse

yuhuuuuu! c'è nessuno???

Grimilde | Oct 13, 2008 Report abuse

no, non c'è nessuno, tutti impegnati in questo fine settimana! :)

gio' | Oct 13, 2008 Report abuse

reduce dalla visita a villa adriana riprenderò la lettura interrotta a metà libro e farovvi sapere
;-)

Okness | Oct 13, 2008 Report abuse

Stamattina ho dato un esame, quindi negli ultimi giorni non ho avuto proprio tempo. Spero di riuscire a commentare tra un po'.

Thot | Oct 13, 2008 Report abuse

Bene! non vedo l'ora do conoscere le altre impressioni...

Grimilde | Oct 14, 2008 Report abuse

@Okness: come ti invidio la visita a Villa Adriana! Purtroppo finora mi è solo capitato di studiarla e di vederla in documentari!
E se avessi letto prima "Memorie" forse avrei capito meglio quello che avevo superficialmente definito desiderio di emulazione. C'è molto dietro l'ellenismo di Adriano, c'è la volontà di seguire uno stile di vita greco, senza però dimenticare di essere romano.
Romanità, Roma, come "ordine del mondo", Roma che "sarebbe sfuggita al suo corpo di pietra" e "come Repubblica si sarebbe composta un'immortalità più sicura". Su questo penso, cosa è rimasto dei valori, delle imprese delle innovazioni di Roma nella nostra cultura? Molto, sebbene molto è stato perso e molto dimenticato. Sicuramente non rimpiango la schiavitù romana, ma concordo che ci siano schiavitù più insidiose.
Adriano si descrive come "uomo nuovo", "straniero dappertutto, non mi sentivo particolarmente isolato in nessun luogo", una persona legata ad Atene e a Roma, ma anche a tutti gli altri mondi che può visitare. Ammiro la sua libertà a non lasciarsi condizionare dall'esterno, nel contempo la sua capacità di apprezzarlo: "ma io facevo di tutto per non aver nessun pregiudizio, e pochissime abitudini".
Tra le righe appare la figura di un ragazzo amato...in pochi commenti Adriano sembra meno razionale del solito. Spero che ce ne dica di più.

Vetsera | Oct 14, 2008 Report abuse

Tellus Stabilita

Differentemente dallo scorso capitolo, che ho trovato più una cronaca che un diario denso di considerazioni, questo torna a suscitare in me numerose riflessioni. Si leggono le imprese di Adriano, le innovazioni, le idee a riguardo dell'impero e il suo primario desiderio di pace, ad ogni costo.
Mi piace e mi trova in parte d'accordo il pensiero di Adriano a proposito della tregua ottenuta tra Greci e Giudei:
"Mi importava assai poco che l'accordo ottenuto fosse esteriore, imposto, probabilmente temporaneo; sapevo che il bene e il male sono una questione d'abitudine, che il temporaneo si prolunga, che le cose esterne penetrano all'interno, e che la maschera, a lungo andare, diventa il volto. Dato che l'odio, la malafede, il delirio hanno effetti durevoli non vedevo perchè non ne avrebbero avuti la franchezza, la giustizia, la benevolenza".
E' un punto di vista, senz'altro opinabile... ma forse sufficientemente efficace a prolungare la pace e pertanto, giustificabile.
Tuttavia, nella politica di pace di Adriano, non mancano lati oscuri che egli però considera altrettanto necessari, come l'assassinio dei suoi nemici. Attiano, il suo tutore, la sua guida e consigliere fedele, si occupa di questa "pulizia" e per quanto Adriano mostri disappunto per il suo operato, tuttavia non è del senso di colpa o di giustizia che si preoccupa, quanto della sua immagine da quell'avvenimento in poi:
"Confessai la mia paura: non mi sentivo esente dalla crudeltà più che da qualsiasi tara umana: accettavo persino il luogo comune che vuole che il delitto chiami delitto, l'immagine della belva che ha assaggiato il sangue".
Certo, ai tempi dell'impero e per molti altri secoli dopo, la vita di uno schiavo o dei nemici, come in questo caso, valevano meno di nulla, ma questa uniformità di Adriano al pensiero comune del tempo, mi pare stonare con la sua personalità, col suo sentirsi uomo nuovo, diverso dai suoi predecessori. Egli giustifica lo spargimento di sangue ed anzi, in questa sua considerazione, mette in conto che in futuro possa ugualmente tornare a servirsi di questo mezzo per raggiungere il suo ideale di pace e giustizia.
Proseguendo nel suo pensiero, leggiamo anche:
"A ogni sforzo per migliorare la condizione umana si oppone un'obbiezione: forse, gli uomini non ne sono degni. [...] E ascoltavo a metà i bene intenionati i quali affermano che la felicità snerva, che la libertà infiacchisce, che la dolcezza vizia coloro sui quali si esercita. Può darsi: ma, se consideriamo come va il mondo, seguire costoro è come rifiutarsi di nutrire a sufficienza un uomo emaciato, per paura che tra qualche anno gli capiti di diventare pletorico. Quando si saranno alleviate sempre più le schiavitù inutili, si saranno scongiurate le sventure non necessarie, resterà sempre, per tenere in esercizio le virtù eroiche dell'uomo, la lunga serie dei mali veri e propri; la morte, la vecchiaia, le malattie inguaribili, l'amore non corrisposto, l'amicizia respinta o tradita, la mediocrità d'una vita meno vasta dei nostri progetti e più opaca dei nostri sogni: tutte le sciagure provocate dalla natura divina delle cose".
Che dire? Magari si arrivasse a raggiungere la pace "fisica" per arrivare poi a potersi dedicare a quella "spirituale", se mi passate il termine... E' certamente un progetto ambizioso, degno dell'ego smisurato di Adriano, ma affascinante e condivisibile.
Ho apprezzato molto le innovazioni da lui apportate riguardo la condizione degli schiavi e delle donne e la regolamentazione della proprietà privata. Per non parlare poi del suo impegno verso lo sviluppo delle arti e l'urbanistica!
"Mi sentivo responsabile della bellezza del mondo".
Ammirevole e senza dubbio in anticipo sui suoi tempi. A volte penso davvero che Adriano fosse un po' anacronistico.

Ma poi, e qui termino il mio lungo intervento, mi è giunta davvero una doccia fredda. Sono rimasta davvero esterrefatta.
Come tutti gli uomini di potere, anche Adriano è stato preda del delirio di onnipotenza.
"[...]Io intuivo diversi i miei rapporti col divino. M'immaginavo nell'atto di secondarlo nel suo sforzo d'imprimere al mondo na forma e un ordine, di sviluppare e moltiplicarne le circonvoluzioni, le ramificazioni. Io ero uno dei segmenti di quella ruota, uno degli aspetti di questa forza unica impegnata nella moltiplicità delle cose. Fu verso quell'epoca che cominciai a sentirmi dio. [...] A quarantaquattro anni, mi sentivo senza impazienze, sicuro di me, perfetto quanto me lo consentiva la mia natura:eterno. Ero dio, semplicemente, perchè ero uomo." Si considera l'incarnazione della Provvidenza divina.
D'accordo, il rituale di iniziazione a Eleusi, l'esperienza mistico-religiosa con tutto il suo corredo di elevazione e invasamento, ma a mio parere, qui ha davvero sconfinato.
Il capitolo infine termina con la famosa estasi della notte siriaca, la sua intuizione del sistema galileiano del moto degli astri e il ritorno alle meditazioni sulla morte. Ovvero torna un po' più "umano", volgendosi, alla sera della sua vita, al pensiero della sua caducità.
Un capitolo senza dubbio interessante, denso di splendidi spunti di riflessione, nuovamente all'altezza delle premesse.

Melian | Oct 16, 2008 Report abuse

Tellus Stabilita
Non riesco a condividere l'entusiamo di alcuni. Dopo il primo capitolo ho seguito con difficoltà le innumerevoli esperienze dell'imperatore. Ammetto anche a volte di provare noia. Ma continuo.
Questa parte poi l'ho trovata particolarmente noiosa e poco illuminante, forse perchè ho letto distrattamente dei suoi viaggi e le descrizioni di paesaggi e culture.
Grazie comunque a tutti voi per i commenti.

Ma Cri | Oct 16, 2008 Report abuse

Chiedo scusa per non aver partecipato finora, ma ho avuto qualche problema... ora sono pronta a rimettermi in pari. A presto

Buttera | Oct 17, 2008 Report abuse

Tellus stabilita

"Quando visitavo le città antiche, città sacre, ma morte, senza alcun valore attuale per la razza umana, mi ripromettevo di evitare alla mia Roma quel destino pietrificato d'una Tebe, d'una Babilonia, d'una Tiro. Roma sarebbe sfuggita al suo corpo di pietra, e come Stato, come cittadinanza, come Repubblica si sarebbe composta un'immortalità più sicura."

Be', secondo me Roma non è una città morta, è una città rovinata. Sarebbe stato preferibile un "destino pietrificato", semplicemente smettere di essere importante, piuttosto che divenire, così com'è successo, qualcosa di totalmente opposto. Cosa resta di Roma oggi? Le strade e i bagni? La vera eredità di Roma è servita al mondo intero tranne all'Italia, a Roma stessa in quanto città, ed è una vera vergogna. Adriano dice a proposito delle città del Danubio e del Reno: "quelle metropoli future riprodurranno Roma", e ha ragione, ma quando penso a città morte come Tebe, Babilonia, mi pare che siano ancora vive in realtà, quelle di sempre, perchè non sono mai state cambiate, sono morte e basta, per essere ricordate, non rimpiante.
Perciò non sono molto d'accordo con Adriano quando dice che "Roma non perirà che con l'ultima città degli uomini".

C'è poi un passo che mi ha fatto molto riflettere:

"Mi rallegravo che il nostro passato fosse antico abbastanza per fornirci esempi eccellenti, e non tanto pesante da schiacciarci con essi; che lo sviluppo della nostra tecnica fosse pervenuto al punto da facilitare l'igiene delle città e la prosperità dei popoli, ma non a quell'eccesso in cui rischierebbe di sommergere l'uomo con acquisizioni inutili; che le nostre arti, alberi un poco esausti per la gran copia dei loro doni, fossero ancora capaci di qualche frutto squisito"

Insomma tutto il contrario di quel che accade oggi: il passato ci schiaccia, tutto è già stato fatto perché non potremo mai fare meglio, le arti mio parere oggi non esistono affatto: dove sono la scultura, la pittura, l'architettura? Tutto è fatto a semplice scopo utilitario, e "lo sviluppo della nostra tecnica" non può ormai portare che all'eccesso.

Ho apprezzato molto i passi riguardanti, ancora una volta il bello e le arti, in particolare la scultura. Fa una certa impressione "sentirne parlare" adesso, dopo aver visto le statue della Villa (solo alcune, perchè lì è rimasto ben poco), i pavimenti, le colonne, il Canopo, e pensare che tra quelle mura Adriano ha davvero vissuto.. Consiglio a tutti di andarla a vedere, è bellissima!!

Thot | Oct 18, 2008 Report abuse

@Thot: condivido pienamente quanto scrivi nel tuo post. Credo però che ci siano dei "cicli" nella storia. Ai tempi di Adriano Roma era all'apice del suo splendore e il nostro caro imperatore non poteva immaginare ciò che sarebbe accaduto.
Penso che anche oggi ci sia "l'arte". Magari l'epicentro non è in Italia, ma abbiamo ancora di che essere fieri. Per la scultura mi vengono in mente, ad esempio: Manzù, Boccioni; Renzo Piano, in campo architettonico, è riconosciuto in tutto il mondo, poi c'era Pinin Farina per il design, e molti altri ancora.

C'è un'evoluzione, a volte il bello è diverso, poi abbiamo talmente tanti stimoli intorno a noi, che non riusciamo a captarli tutti e a "gustarli"...

Grimilde | Oct 18, 2008 Report abuse

@Grimilde
Purtroppo non riesco a definire "bella" l'arte dei nostri giorni; veramente non riesco neanche a definirla "arte". Certo, ci sarà qualche eccezione, che però conferma la regola.
Credo che il bello cui fa riferimento Adriano sia il bello e basta, quello che non si modifica e che va al di là di ciò che piace e del gusto dei tempi. Senza contare il fatto che una volta un tempio o una statua erano fatti davvero dalle mani dell'uomo, non dalle macchine. Oggi tutto questo non esiste, è troppo semplice gettare quattro spruzzi incomprensibili su una tela e spacciarli per arte, mettere insieme un paio di lattine storte e ferri bruciati e definirli "sculture", preparare a computer un catafalco di cemento e farlo passare per un capolavoro. Chiunque può fare arte oggi, meglio ancora se ciò che fa è incomprensibile.

Thot | Oct 19, 2008 Report abuse

Sai Thot, le cose che dici sull'Arte di oggi sono più o meno le medesime che hanno accolto le opere dei primi impressionisti.

Probabilmente, come quei critici nel XiX secolo, anche tu valuti con occhi di ieri l'Arte dell'oggi e del domani.

Sono ben lontano dall'apprezzare gli esempi che riporti come Arte ma oltre a ciò il presente ci offre ben altro, per fortuna e un Fidia o un Rodin non nascono di certo tutti i giorni.

Cambiano, tra l'altro, anche le rappresentazioni che l'Arte assume, basti pensare al Cinematografo che ha offerto la possibilità di nuove espressività artistiche. Ovvio che un Truffaut non è Vanzina ma non vado a misurare l'Arte su quest'ultimo.

Considera che del passato si salvano soprattutto le cose belle, in primis nell'Arte, le brutte vengono sommerse e cancellate dal tempo: i brutti libri diventano carta straccia, i belli vengono ripubblicati; i brutti quadri svaniscono; le sculture orribili vanno in discarica. Cosi, Rodin o Guttuso sono esempi di quanto è sopravvissuto del secolo passato. Non puoi, quindi, confrontare un presente affollato di tutto col meglio del passato, anche il passato nel suo presente aveva, spesso, il predominio del brutto.

Anche il tuo discorso su Roma non lo condivido. Uno degli aspetti più avvincenti di Roma è che effettivamente riesce ad essere città eterna. Vittima del tempo, se vogliamo, oggi come nei secoli passati (basti pensare a quello che era diventato nel tardo medioevo e secoli successivi), ma rimane una città viva come molte grandi metropoli moderne.

Grifo | Oct 20, 2008 Report abuse

Io il più delle volte l'arte contemporanea non la capisco. A differenza dell'arte classica non è universale.
Ma forse è solo una prospettiva del tempo.
In fondo Adriano ha decorato la sua splendida villa con riproduzioni. Noi oggi quella non la considereremmo arte, ma una copia, e siccome non possiamo distinguere un'opera di Fidia da quella di un bravo riproduttore di sculture dell'epoca, diciamo che è comunque tutta arte pregevole. Al tempo le differenza le notavano.
E noi forse dovremmo notare le differenze dell'arte dei nostri tempi. Ma l'universalità di un'opera di Renzo Piano o Calatrava la noteranno fra 100, 200 o 1000 anni.
Ho finito "Saeculum aureum", di oggi provo a postare il mio commento!

Vetsera | Oct 21, 2008 Report abuse

Saeculum aureum.
Finora il capitolo che mi ha coinvolto di più.
Certo, non si può guardare con gli occhi di oggi certi aspetti della relazione tra Antinoo e Adriano senza avere delle perplessità, ma sarebbe un limite che non mi voglio porre.
E già, perché di amore si parla, e di un amore intenso e crudele.
Ho amato il passo in cui Adriano mostra in tutta sincerità le sue paure e le azioni un po' grette che lo portano a compiere.
"Il fanciullo s'era fatto dell'amore un'idea che restava austera, perché era esclusiva; il suo disgusto giunse fino alla nausea. Poi, ci si abituò. Quelle vane prove si spiegano con la mia inclinazione alle sregolatezze; vi si mescolava la speranza d'inventare un'intimità nuova, nella quale il compagno di piacere non avrebbe cessato d'essere amico, il prediletto; vi si mescolava la bramosia d'istruirlo, di far passare la sua giovinezza attraverso le stesse esperienze che erano state quelle della mia; fors'anche, più incoffessata, l'intenzione di degradarlo a poco a poco al livello dei piaceri banali che non impegnano.
Il mio bisogno di ferire quella tenerezza ombrosa, che rischiava di costituire un impaccio nella mia vita, non era esente da angoscia".
Ma quanto è vero? Non avviene un po' di tutto questo in ogni relazione, in ogni rapporto? Il grande imperatore teme. Non bastano tutte le cose vissute e viste per insegnare come affrontare un sentimento così travolgente. Si deve forse solo sperare di non fare troppi sbagli.
Ok, concludo, chè sto diventando un po' melensa!!!

Vetsera | Oct 23, 2008 Report abuse

@Vetsera: invece io leggo in Adriano un egoismo incredibile nella relazione con Antinoo (che non è detto sia l'elemento dominante in tutte le relazioni d'amore :-). Mi dava l'idea che lo volesse comandare e dominare, innanzitutto. Questo mi ha dato moooolto fastidio, perché l'atteggiamento di onnipotenza di Adriano si dimostra Anche nel campo dei sentimenti.

Grimilde | Oct 23, 2008 Report abuse

@Grimilde.
Non credo si possa parlare di elemento dominante in tutte le relazioni, ma di elemento presente. Di sicuro non posso parlare per te, ma per me è stato così. Spesso ho amato il modo in cui mi sono sentita da innamorata, oltre che la persona con cui stavo, mi sono sentita onnipotente, forte. E mi sono resa conto anche di quanto effimere possano essere queste emozioni.
Di Adriano, mi è piaciuta l'ammissione di colpa, del fatto che si sia fatto prendere la mano, che non abbia capito.
E da un uomo che era, nei fatti, onnipotente, mi è sembrato un atto di umiltà.

Vetsera | Oct 23, 2008 Report abuse

...inutile negarlo, l'avrete capito, ma quest'Adriano non mi piace. Troppo compiaciuto, calcolatore, egoista. E' indubbio che un uomo di potere debba essere anche questo, ma in una lettera privata, avrei voluto leggere più senso critico (che è appena accennato) e anche la condanna a qualche sua scelta "cruciale".

E' la mia opinione, non è il Verbo :-)

La scrittura della Yourcenar rimane invece ineccepibile, perché se non fosse stato così non sarei riuscita a portare a termine la lettura (sono in dirittura d'arrivo).

Grimilde | Oct 24, 2008 Report abuse

Non c'è nessuno?

Vetsera | Oct 29, 2008 Report abuse

Io ci sono e ho finito. Attendevo altre impressioni... :-)

Grimilde | Oct 29, 2008 Report abuse

Io ci sono, ma sono rimasta indietro! Devo assolutamente leggere il libro per la Random Challenge, altrimenti la perdo! Inoltre sono stata malata e devo preparare un esame. Insomma, non ho molto tempo, però conto di recuperare al più presto.
Per quanto riguarda Adriano sono assolutamente d'accordo, su tutto, con Vetsera.

Thot | Oct 29, 2008 Report abuse

Disciplina augusta
Ecco le cose che mi hanno più colpito.
Sì, certo, per Adriano non comportava nessuna difficoltà dire una cosa come: "...l'ingiunzione di amare il prossimo come se stessi; essa è troppo contraria alla natura umana per essere semplicemente seguita dalle persone volgari, le quali non ameranno mai altri che loro stesse, e non si addice al saggio, il quale non ama particolarmente neppure se stesso". Letta oggi questa frase, però, mi pare coraggiosa, sebbene un po' ottusa. Il mondo non si può dividere solo in persone volgari e saggi, ci sono pure delle eccezioni, cavolo!!!:)
Mi ha colpito (ma non dovrebbe) la mia ignoranza. Che lunga ombra hanno lasciato le decisioni imperiali nei confronti degli ebrei. "La Giudea fu cancellata dalla carta e, per mio ordine, assunse il nome di Palestina".
Chissà se Adriano immaginava che ancora oggi certe questioni sarebbero state irrisolte! Forse sì, se conosceva davver bene l'animo umano...
Ma soprattutto il capitolo racconta la malattia.
Troppo stoicismo, troppo coraggio, ma anche qualche nota amara, "consentivo ad abbandonarmi a quella nostalgia ch'è la malinconia del desiderio".
E' forte l'immagine di questo uomo afflitto dal dolore, che si circonda delle statue che gli sono care e che dice di non rimpiangere il fatto non aver avuto figli. Anzi, si spinge oltre, "l'autentica continuità umana non si stabilisce attraverso il sangue". Sarà una giustificazione, non so, ma mi è sembrato un concetto bellissimo.

Vetsera | Oct 29, 2008 Report abuse

Mi spiace, ragazze, ma anch'io sono rimasta indietro, causa ultime settimane di fuoco...

Purtroppo devo ancora terminare "Seculum Aureum", ma ho seguito costantemente i vostr commenti. :)

Melian | Oct 30, 2008 Report abuse

Purtroppo devo abbandonare, non trovo il tempo di recuperare, ho troppe cose da leggere, e pensare che per questo libro si tratta di una rilettura certo non mi aiuta.
Devo dire la verità, se ci fosse stata maggiore partecipazione avrei anche cercato di continuare, però.... vabbe'
Buona lettura a chi continua e grazie per i vostri bellissimi commenti!!

Thot | Nov 1, 2008 Report abuse

Anch'io ho terminato, ma devo confessare che, dopo il primo capitolo, il libro mi ha annoiato moltissimo. Ritorna l'emozione solo leggendo la poesia conclusiva.

Sabella | Nov 1, 2008 Report abuse

Ma nooo:(
Sto leggendo in contemporanea solo un altro libro e sarei pronta a commentare Patientia. Forse è meglio aspettare?
Vogliamo darci altre scadenze?

Vetsera | Nov 2, 2008 Report abuse

Concordo in gran parte con Grimilde. Secondo me, è davvero brava la Yourcenar sia nell’adottare uno stile che richiama quello scarno ma elegante e preciso di una certa tradizione latina (che trova in Cesare il maestro assoluto) sia nel tentare di immedesimarsi nei pensieri di Adriano. Magari certe volte esagera, sembra che certi eventi e i relativi commenti dell’imperatore richiamino troppo da vicino le realtà contemporanee, quasi a dimostrare che nel passato troviamo elementi di saggezza utili ai problemi presenti, il che è verissimo ma a volte un po’ forzato; in particolare quando attraverso le parole di Adriano si evidenziano, in realtà, le idee dell’autrice. Le parti migliori sono a mio avviso proprio l’inizio (animula vagula blandula) e la fine (patientia), dove si sente maggiormente il respiro del personaggio che riflette su se stesso e meno sugli eventi che gli capitano.
Devo dire che neanche a me Adriano ispira grande simpatia, ma in fondo la sua grandezza emerge proprio grazie alle sue evidenti debolezze. E’ contento che i suoi nemici siano eliminati dai suoi sodali, ma si permette il lusso di far loro la morale; il rapporto tanto ammirato con Plotina nasconde la realtà della sua gratitudine per aver ricevuto un aiuto determinante per salire al trono;è sfiorato o ha modo di conoscere le opere di grandi uomini, filosofie, religioni ma apprezza miti e rituali quasi barbarici, soprattutto perché la sua adesione ad esse crea ed aumenta il consenso tra i sostenitori (in particolare l’esercito). Indulge in passioni carnali come quelle per la caccia, Antino, le sue amanti, il che rende assai meno nobile la sopportazione per il matrimonio, infelice si, ma scelto perché necessario per la sua carriera. Eppure rifulge la saggezza nell’amministrazione, nel consolidare il governo dell’impero attraverso la creazione di strutture giuridiche e regole stabili,la giusta strategia nella difesa dei confini e la capacità diplomatica che riesce a dosare le forze necessarie per mantenere il controllo dei vasti domini. E altrettanto deve dirsi per il prepotente amore per la cultura greca e l’arte, temperato dalla naturale consapevolezza della necessità, per i suoi tempi, dello stile e dell’ordine romano. Una sintesi di pensiero notevole, il vero marchio della vita di Adriano, che riesce, tratto autentico della sua grandezza, davvero ad essere romano nel governo delle cose e degli uomini(la strategia la diplomazia, l’amministrazione , la giustizia,il vallo) e greco nelle concezioni artistiche ( il Pantheon, la Villa, le città fondate, la curiosità inesauribile verso le dottrine e i pensieri pur tra errori e pregiudizi).Gli manca però, e non è cosa da poco, la vera grandezza morale,inquinato com’è dai troppi calcoli e dall’egoismo: volge quindi lo sguardo a Marco, che intuisce assai diverso da lui ma capace, nello stesso tempo, di andare oltre. Per questo non può essere, a mio avviso un maestro per noi, mentre lo sarà, e Adriano proprio confessandosi a lui sembra capirlo, il grande imperatore filosofo. Ma forse la sua eredità consiste anche nell’essere così umano e vicino a noi, nel cercare, attraverso errori, vizi e debolezze, una via verso la grandezza. Mi piacerebbe sapere che ne pensate di “Patientia”. Ciao a tutti.

Holden Walden | Nov 2, 2008 Report abuse

Per quanto riguarda "Patientia", ho pensato che Adriano fosse fortunato, poiché fino alla fine è circondato da affetto e calore umano cosa non comune a tutti gli uomini di potere ormai vicini alla loro fine.
E' commovente quando ormai, persa tutta la fierezza e la forza della gioventù e della maturità, scrive: "l'immagine della scalinata dell'Acropoli è quasi insopportabile per un uomo che soffoca salendo gli scalini del giardino".
La conclusione è toccante, è finalmente molto più uomo che dio.

...non dico nulla, ma il Taccuino d'appunti è molto interessante :-)

Grimilde | Nov 3, 2008 Report abuse

@Vetsera
Mi spiace, purtroppo non ho proprio tempo nè questo mese nè per il mese prossimo; mi sono incasinata con le sfide. Però leggerò sicuramente i vostri commenti!

Thot | Nov 3, 2008 Report abuse

Patientia.
Attesa, dunque, attesa della fine. Fa effetto il racconto di un uomo che dalla perfetta sintonia col suo corpo arriva a desiderarne la morte. Non so, forse sono gli influssi cattolici che mi fanno scrivere, però mi è dispiaciuta questa ricerca della morte.
"Nulla mi sembrava più semplice: un uomo ha il diritto di stabilire in quale momento la sua vita cessa d'essere utile". E cavolo, in teoria condivido. Più che desiderio di utilità, probabilmente Adriano desiderava ristabilire "una sorta d'intima complicità" col suo amato Antinoo. Ma non è neanche questo che mi ha intristito. Forse è stato il fatto che alla fine del libro Adriano mi sembrava una presenza concreta, i suoi pensieri così presenti, che mi sono immedesimata con le persone che gli potevano stare accanto.
Chissà, mi chiedo, come sarà invecchiare. Non basta la vita piena di soddisfazioni di un Adriano per sopportare la vecchiaia. Sono d'accordo con Grimilde, seppur abbia sempre trovato aspetti molto umani nella figura di Adriano, ora non vedo che quelli.

Vetsera | Nov 3, 2008 Report abuse

Taccuini di appunti.
Eccoci alle battute finali e cosa succede? Mi prendo un sonoro "grossolana!". Ci sono delle parti dei taccuini in cui mi sono sentita in colpa per non aver veramente compreso questa donna, e quando scrive: "come sono grossolani quelli che dicono: "Adriano sei tu", mi ci sono trovata in pieno.
Allora mi sono chiesta dove sono stata limitata, perché è un aspetto in cui mi ritrovo (la prof. di filo al liceo parlava sempre dell'importanza del rigore, e io non ero un'allieva modello). E quindi ho ripensato alle cose che più mi avevano colpito di questa figura d'uomo. E su tutte è stata la sua umanità, senza freni inibitori, Adriano è un uomo libero, che modella il mondo come desidera e che sa anche accettarlo per prendersene il meglio.
E più ci penso e più sento il pensiero dell'autrice in questo. Attraverso la voce di Adriano scorgo la voglia di pace, di giustizia, di saggezza, l'ansia di arrivare, di amare, di non essere soli che mi sembrano appartenere a uno sguardo vicino ai giorni nostri.
Non voglio, e non ne avrei nemmeno la competenza, sostenere che il ritratto dell'imperatore sia inaccurato. Mi piace però pensare che sia piuttosto l'amore dell'autrice per questo personaggio e renderlo splendente, a farlo apprezzare. Pensare a questo Adriano attraverso gli occhi di Marguerite Yourcenar, me lo restituisce più ricco, più intenso.
Accetto, quindi, la critica di grossolaneria (si può dire?), ma mi appello alla libertà del lettore...:)

Vetsera | Nov 13, 2008 Report abuse

Eccomi qui... Finalmente ho recuperato e finito il libro. Che dire? L'ultimo capitolo ma forse anche il penultimo, mi hanno restituito l'Adriano del primo, che ho amato subito. Dunque ho compreso che di Adriano, in particolar modo, ho amato la saggezza della senilità. La serenità con cui si arrende alla prospettiva della morte sebbene, all'inizio, l'abbia ardentemente ricercata perchè il suo corpo decadente non riusciva a reggere il confronto con quello che era stato un tempo. Finalmente trova piena pace quando riesce ad eleggere il proprio successore e a riversare le sue speranze in Marco Aurelio.
Con la poesia finale si chiude il ciclo di questa vita straordinaria e a me è rimasto il sorriso sulle labbra nel ritrovare alla sera di questa esistenza, un uomo spoglio dalle manie di grandezza che lo avevano spesso accompagnato durante la sua vita.

Al contrario, ho letto un po' svogliatamente il taccuino di appunti. Diciamo che per me il libro era ormai terminato e non hanno avuto molta presa nel mio interesse. Di questo chiedo perdono alla Yourcenar o a chi più probabilmente avrebbe letto con piacere un mio commento a riguardo. Ma come dice Vetsera, probabilmente, sono grossolana io... :)

Melian | Nov 13, 2008 Report abuse

Io non sono riuscita a stare in pari con il gruppo di lettura, ma Adriano non l ho abbandonato, e adesso che sono a pagina 120, ricomincio a leggere i vostri interessantissimi commenti.
Per quanto riguarda le osservazioni di Thot sull arte , sono d accordo con lei, in linea di massima.

Non riesco a vedere bellezza nell arte modrna se per essa si intendono i poveri animali sezionati e sotto formaldeide di Hirst, i bambini impiccati di Cattelan: viene definita arte, ma per me e 'una mistificazione e un orrore spacciato per arte, una pura operazione di marketing, accanto alla quale preferirei qualsiasi onesta "crosta" o copia del passato perche almeno sottendeva fatica e lavoro manuale

VENEZIANANELCUORE | Dec 19, 2008 Report abuse

mooolto d'accordo :-)

Porphydo | Dec 19, 2008 Report abuse

Però arte moderna è Boccioni, Rodin, gli impressionisti ma anche Dalì, Modigliani e molti altri. Haring con uno stile completamente diverso è stato un grande artista contemporaneo; trovo riduttivo trovare il bello solo nell'antichità. E' un mio parere personale, non so quanto diviso da questo gruppo, ma sono sicura che al mondo non sono la sola con queste idee :-D

Grimilde | Dec 19, 2008 Report abuse

io mi riferisco ai contemporanei di cui parla veneziananelcuore. nient'affatto all'arte moderna, eh! e ovviamente ci si riferisce alla maggioranza, senza però nessun intento di generalizzare. le eccezioni sono ben accette ;-)

Porphydo | Dec 19, 2008 Report abuse

:-)

Grimilde | Dec 19, 2008 Report abuse

Stavo per scrivere che il vero artista e solo quello che crea per se stesso..... ma invece mi sono resa conto che i grandissimi del passato creavano per delle committenze, vuoi che fosse il vAticano vuoi che fosse il re di Francia (pensavo a caso Michaelangelo e Leonardo)...

Forse al nostro tempo manca l ammirazione per la natura? che poi si riflette in opere troppo cerebrali?

Io comunque quando dico che non mi piace l arte moderna, non ho in mente i Boccioni, i Modigliani, ho in mente certe cose che vengono osannate e pagate profumatamente anche dalle amministrazioni comunali e non comunicano niente.

Comunque mi scuso per l excursus che non c entra proprio niente con la Yourcenar e l imperatore Adriano...

VENEZIANANELCUORE | Dec 23, 2008 Report abuse

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