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Ancona-Mole Vanvitelliana

fino al 30 novembre presso la Mole Vanvitelliana di Ancona

E' UNA NOTTE STELLATA, ECCO IL PROGETTO.
incisioni, dipinti, sculture di Walter Valentini dagli anni 70 ad oggi

ecco nel titolo il riferimento a Le città invisibili di Calvino cui si ispira Valentini per la sua produzione e a cui si rifà l'allestimento stesso della mostra.
un'occasione anche per andare a rileggere quegli stupendi racconti di città immaginate da Calvino, ma vive nell'anima di ciascuno, e per ritrovare analogie.
ed è con questo spirito che mi sono immersa ieri nella mostra: vi riporto qualche spunto e vi invito ad una visita.

Valentini è nato a Pergola, nell'entroterra pesarese, ma vive a Milano dove, ormai ottantenne, ancora lavora.
alla ricerca dell'armonia attraverso le forme geometriche, rappresenta il tempo, la memoria, gli spazi; così ai cerchi, alle ellissi e alle rette aggiunge sempre una terza dimensione: le sfere, attraversate da raggi, e gli archi a unire perchè, come dice Kublai Kan a Marco Polo, è solo dell'arco che mi importa. la carta, la pietra, il gesso o il muro su cui incide diventano essi stessi protagonisti delle opere; sempre in bianco e nero, i colori dell'architetto, con oro e blu qua e là, quelli della mente e dell'anima.

i segni che si incidono sulla superficie sembrano il progetto di una città ideale che però si interrompe bruscamente, come se l’architetto non potesse più costruirla: perchè la città di Tecla continua così a lungo?- perchè non cominci la distruzione.
troviamo riferimenti alle architetture d'oriente delle città sognate dal Gran Kan, ma anche a quelle di Urbino: non può essere che Urbino un palazzo che anzichè sorgere entro le mura d'una città contiene una città tra le sue mura.

due i possibili percorsi della mostra: quello delle architetture celesti e quello delle città terrene, come per la città di Eudossia: ha la forma che gli dei diedero al cielo stellato e alle orbite su cui ruotano i mondi; l'altro ne è un approssimativo riflesso, come ogni opera umana.

affascinante poi l'illuminazione dell'allestimento che produce ombre a fondersi e unirsi con le geometrie e i ritmi delle opere: nulla della città [di Bauci] tocca il suolo tranne, nelle giornate luminose, un'ombra traforata e angolosa che si disegna sul fogliame.

una particolare suggestione anche l'ingresso alla Mole, struttura settecentesca ex lazzaretto all'interno del porto antico, come una delle tante città doppie: Valrada sulle rive di un lago, così il viaggiatore vede arrivando due città: una diritta sopra il lago e una riflessa capovolta.

http://www.cultura.marche.it/CMDirector.aspx?id=7158

arcobaleno | Sep 26, 2008 Report abuse

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