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Zitto zitto, quatto quatto...

...qui negli Stati Uniti è uscito un nuovo libro di Murakami, che segnalo a tutti voi che, come me, siete stati stregati dalla sua scrittura. Si chiama "What I Talk About When I Talk About Running" ed è un memoir. Per la prima volta, Murakami si espone in prima persona e ci racconta le origini e gli sviluppi della sua passione per la corsa, infondendo come sempre la narrazione di un tocco di mistero e lasciandosi andare a molte riflessioni sottili e intense sul mestiere di scrivere e l'arte di stare al mondo.

I hope you enjoy it!
Saluti da San Francisco.
Ro

Pure Nutmeg | Oct 6, 2008 Report abuse

grazie della segnalazione.

Roberto Bommarito | Oct 6, 2008 Report abuse

[grazie infinite della segnalazione..... ;P]

Martinette85 | Oct 6, 2008 Report abuse

Tu l'hai letto??

Paoletta | Oct 15, 2008 Report abuse

Grazie dell'info, anch'io volevo sapere se l'hai letto e, nel caso, come ti è sembrato.

Poladoc | Oct 15, 2008 Report abuse

Wow...sembra interessante!
Speriamo di non dover attendere anni prima di poterlo vedere anche nelle nostre libreria!

Jenny | Oct 17, 2008 Report abuse

Eccomi! L'ho finito pochi giorni fa, all'alba del giorno in cui Murakami è venuto a Berkeley per tenere un incontro col suo pubblico. Che dire? Il libro è interessante, più che altro per lo spaccato che apre sulla vita e sui pensieri diretti di uno scrittore così riservato, ma mi è sembrato che in alcuni tratti Murakami si sia abbandonato con troppa facilità a considerazioni che, francamente, non possono che essere considerate banalità. Ora, io amo il modo in cui, nei suoi libri, Murakami sa costruire un universo magico proprio attorno all'apparente banalità della vita, ma in questo caso non è riuscito a convincermi al 100%.
Devo dire poi che averlo visto in azione di persona mi ha influenzato negativamente. Ma del resto, si sa, dannato è colui che decide di conoscere i suoi idoli di persona...

Pure Nutmeg | Oct 18, 2008 Report abuse

In che senso averlo visto in azione di persona ti ha influenzato negativamente?

Siddhy | Oct 19, 2008 Report abuse

Mah, Siddhy, è stata proprio una delusione. La sera dell'incontro col pubblico mi è sembrato piuttosto reticente, più che altro interessato a fare battutine per conquistarsi la platea, ma poco generoso, evasivo nelle risposte. Il giorno dopo sono andata con una mia amica a San Francisco, dove era stato organizzato un incontro tra lui e i lettori con annessa sessione di autografi. Una fila così non l'avevo mai vista neanche agli Uffizi, ma purtroppo l'intero evento è stato gestito in modo pessimo (non scendo nei dettagli per non scrivere un papiro). Mentre i primi in fila sono riusciti a parlargli, farsi autografare tre libri a testa e via dicendo, man mano che il tempo passava Murakami dava segni di nervosismo, e dopo due ore, quando ormai c'erano solamente una cinquantina di persone in fila, si è scocciato e se n'è andato senza neanche fare lo sforzo di inventarsi una scusa, lasciando la libreria sotto i nostri occhi attoniti, incurante del fatto che alcune ragazzine gli siano praticamente scoppiate a piangere in faccia. Il peggio, poi, è che quando ci è passato davanti ha anche per un attimo girato la testa dall'altro lato, come se non volesse incontrare i nostri sguardi... Poi si è reso conto che stava proprio facendo una vigliaccata, ha alzato la mano e ci ha detto BYE BYE! Io non ci volevo credere... Sto cercando di separare l'immagine amarissima che mi è rimasta di lui da quella dello scrittore che amo appassionatamente, ma devo confessarti che è dura! Non ci si comporta così con i propri lettori!

Pure Nutmeg | Oct 19, 2008 Report abuse

Che delusione...un altra lezione da imparare: gli idoli non vanno visti troppo da vicino..

Paoletta | Oct 20, 2008 Report abuse

Beh, che dire?!? Io sono propenso a giustificarlo... anche gli idoli hanno degli impegni, e sono anche sicuro che non l'abbia organizzata lui ma qualcun'altro per lui...
Mi dispiace che non siate riuscite ad avere l'autografo.
La lezione da imparare è che gli idoli sono in realtà persone, ne più ne meno di noi. Con le loro giornate buone e quelle meno. Magari se l'icontri domani per strada ti riconosce ti saluta, scusandosi...
Vabbeh è che io preferisco pensarla così.

Cloud | Nov 6, 2008 Report abuse

Spero di leggere presto il suo libro....non credo di poter giudicare negativamente il comportamento che hai descritto.....ben venga il confronto sul tema con lo scrittore, ma questi eventi finiscono spesso per lo scadere e perdere spessore!
Ma che te ne frega dell'autografo!!!!!Anche io se fossi uno scrittore mi infastidirei....l'entusiasmo nel vedere tante persone venute li per me, sarebbe presto sopraffatto dal fastidio provocato dall'idea del feticismo e dell'attaccamento a certe convenzioni consumistiche!!!!

Roberta & Luca | Nov 7, 2008 Report abuse

Mah... Dell'autografo me ne fregava relativamente, molto di più di poter stringere la mano e conoscere anche per un breve attimo uno scrittore che ha influenzato così significativamente la mia vita. La sua giustificazione per aver abbandonato l'incontro coi lettori non è stata quella di avere un altro impegno, ma quella di essere stufo. E quando delle persone hanno pagato fior di quattrini per venire a sentirti parlare, e hanno constatato che sei stato solo evasivo e reticente, per poi comunque farsi ore di fila solo per avere la possibilità di un breve incontro, e tu te ne vai quando ti basterebbero 20 minuti per accontentare tutti... Mi spiace, ma si tratta solo di maleducazione. E se fossi una scrittrice cercherei di tenere sempre bene a mente il rapporto di fiducia reciproca e rispetto che deve esserci tra chi crea e chi sostiene il lavoro artistico. Se Murakami è infastidito da quello che chiamate feticismo e attaccamento consumistico all'oggetto-libro e all'oggetto-scrittore, potrebbe dare il buon esempio dando incontri gratuiti o facendo pagare i suoi libri un tantino meno. Il patto di lettura e sostegno di uno scrittore deve scorrere in due direzioni. Altrimenti si diventa solo star gonfiate come tante altre.

Pure Nutmeg | Nov 7, 2008 Report abuse

Esce da noi, per Einaudi, a settembre 2009.

BuriedAlive | Nov 7, 2008 Report abuse

Ok..rispetto il tuo punto di vista ma non lo condivido, posso rimanere delusa, ripeto, dal confronto sul libro, posso concordare in parte con il prezzo dei libri che comunque, non dipende seppur in minima parte dagli scrittori ma....sullo stringere la mano etc etc....io personalmente me ne frego!
Ti piace lo scrittore?Apprezzi il suo modo di scrivere, i suoi temi e le sue suggestioni????Allora chi se ne frega se è ombroso, scontroso e reticente...voglio i suoi libri non la sua amicizia....
Senza rancore....Roberta :-)

Roberta & Luca | Nov 7, 2008 Report abuse

C'è sempre la licenza Creative Commons! ;-)

Roberta, ci mancherebbe, il rancore è fuori discussione! Siamo in democrazia (forse...).
:-)

Murakami resta il mio scrittore preferito, ma umanamente mi ha fatto una pessima impressione. Ma è una lunga e frustra diatriba quella che lega il messaggio letterario con quello umano, e anche nelle Università è spesso così: le cose che si insegnano non si praticano nella vita, eccetera eccetera. Del resto, In "What I Talk About..." Murakami dice chiaramente di non essere una persona piacevole, e che non crede di poter risultare simpatico. Avrei dovuto essere una lettrice più attenta e dargli ascolto... :-)

Buona lettura!

Pure Nutmeg | Nov 7, 2008 Report abuse

@Pure Nutmeg: io ho incontrato di persona pochi scrittori, e ciò perchè per un lungo periodo ho temuto di poter rimanere delusa e di amare -conseguentemente- meno i loro libri, ma quanto mi sbagliavo! Due per tutti: Camilleri e David Grossman. Il primo acidissimo, il secondo una persona meravigliosa. Ma nonostante la delusione, Camilleri ancora lo leggo e continuerò a leggerlo gioiosamente:) Esattamente come Grossman. E chissene se ha un carattere un pò burbero e ama farsi desiderare. Sa scrivere, ha spessore e sa intrattenere. Va bene così come è andata. E comunque il modo in cui una persona si pone è solo una parte di quel che è. Io credo che ciò che uno scrittore è realmente, come essere umano, sia già nei suoi libri. La sua capacità di analizzare il mondo, di scinderlo e ricomporlo in una pagina...Per me è già tutto:)

Giusi Meister | Nov 7, 2008 Report abuse

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