Qual è il problema? - Indifferente (febbraio 2011)

DISCUSSIONE | 6 Interventi | Creata da Ferruccio |
Ultimo aggiornamento: 30 settembre 2016 | Iniziata: 19 settembre 2014
Ferruccio Ferruccio ha scritto: "Finalmente! era ora! l'Amministratore Delegato della multinazionale dove lavoro mi aveva comunicato telefonicamente di conferire con lui il tale giorno alla tale ora per comunicazioni di mio specifico interesse; ero contento, l'Azienda si era finalmente accorta della mia fedeltà e del lavoro proficuo assicurato anno dopo anno, tappa per tappa, fino ad arrivare nell'incarico di Capo del Personale e Responsabile dei colloqui di assunzione; chissà, ora, cosa mi aspettava dopo la propedeutica comunicazione telefonica; ero veramente soddisfatto, un ulteriore avanzamento di carriera era il mio sogno nel cassetto da diverso tempo. Il fatidico giorno mi presento all'appuntamento con un quarto d'ora d'anticipo; la segretaria particolare dell'A.D. mi sorride e mi fa cenno di accomodarmi, e subito dopo mi annuncia all'ingegnere; entro nella "famosa" stanza già da me conosciuta in altre occasioni per aver partecipato a delle riunioni di servizio; mi accomodo in poltrona già pregustando la notizia che stavo per ricevere..." carissimo...abbiamo pensato a lei per il trasferimento in altra sede in sostituzione dell'attuale Capo del Personale che ci lascia per sopraggiunti limiti d'età; la sua scelta è avvenuta valutando attentamente una rosa di candidati, e abbiamo deciso di trasferire lei, anziché altri, poiché non ha particolari problemi, per lei è tutto indifferente..."..."veramente, ingegnere, mi sarei aspettato tutt'altra cosa, e non sicuramente un trasferimento in altra sede, fra parentesi più disagiata, con lo stesso incarico, inoltre non è vero che mi è tutto indifferente..."..."ma carissimo, le ho già detto perché abbiamo scelto lei, ci risulta che non ha molte amicizie, esce poco da casa, il suo tempo libero lo dedica alle letture di vario genere e al suo cane; è vero che ha un cane?"..."si, ingegnere, vivo con un vecchio cane ma vorrei aggiungere che..."..."come può constatare anche lei, non ha problemi familiari e affettivi, quindi un posto vale l'altro, non voglio impicciarmi della sua vita privata ma non credo che le poche persone da lei conosciute e frequentate saltuariamente si dispiaceranno più di tanto appena lei non si farà più vedere; sa bene come vanno queste cose; dopo i primi due o tre giorni di mera curiosità nel domandarsi che fine abbia lei fatto, nessun altro approfondirà in merito e dimenticheranno ben presto, l’indifferenza regnerà sovrana..."..."comunque mi ero affezionato a questa sede anche perché il mio cane..."..."mi stia a sentire, faccia buon viso, lei è l'unico che non ha problemi; l'unico suo problema, se così vogliamo chiamarlo, potrebbe essere quello del cane, ma i cani non fanno caso ai cambiamenti, stanno bene con il loro padrone ovunque egli vada; e poi si ricordi che l'Azienda terrà conto di questo suo piccolissimo sacrificio; quindi sursum corda ed entro una settimana al massimo la voglio vedere già insediato nell'incarico nell'altra sede; in bocca al lupo..."..."mentre torno a casa mi convinco che in fin dei conti l'ingegnere non ha tutti i torti; non ho problemi familiari perché non ho una famiglia, tanto meno problemi affettivi, quindi sono sacrificabile; ho un solo problema, ed è il problema del c.... cane, ma questo è irrilevante, indifferente e facilmente risolvibile."
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Sì è un buon racconto. Trovo solo un po' come dire "scioccante ?" l'incipit della conversazione con il capo, forse anche un po' irrealista. In genere c'è sempre qualche preambolo che spiana la strada , la strada del capo naturalmente.
Scusa il ritardo, ma credo che un commento faccia comunque piacere
Chiaratosta 11 mesi fa
Lo avrei definito un racconto su un'enorme delusione più che sull'indifferenza (anche se qui non si va esattamente a tema, lo so!) ma all'ultimo rigo ho cambiato idea. E, mentre prima avrei tirato un cazzotto all'ingegnere che in pratica sostiene che i cani non sono un problema affettivo, alla fine il cazzotto lo avrei tirato a entrambi. Vuol dire che il racconto è riuscito? Se l'ho capito bene, sì.
Mi è sembrato abbastanza ben fatto, forse meno nella parte introduttiva, troppo burocratica. Il testo scorre bene, si fa leggere ed è chiaro. Ha il ritmo veloce di una storiella ironica, tipo una barzelletta. Purtroppo è anche abbastanza realistico.
Yankee Burga 3 anni fa
Sono troppo a contatto con questa realtà quotidiana per rimanere 'indifferente' al racconto. Per lo stesso motivo, leggerlo mi ha provocato, di primo acchito, indifferenza. Si, perché in fondo ho seguito il ragionamento del 'capo', di quello che ha dovuto basarsi sui numeri e sui fatti, tra cui quello che in fondo, finché si lavora, si è fortunati. Condivido quello che dicono Porphydo e Marselus, rabbrividisco per quello che son diventata.
Marytarta 3 anni fa
Se queste cose non succedessero realmente, farebbe anche un po' sorridere, oltre a riflettere. Leggerlo negli anni 90 significherebbe immaginarsi il rag. Fantozzi sul pouff di fronte al conte Cobram, ing. Lup. Mann. Gran mascalz. Impossibile non farlo. Ma leggerlo oggi è diverso. Molto diverso. Difficile sorridere. Ognuno di noi, magari noi stessi, abbiamo scoperto queste situazioni, o simili. Ci hanno messo alla prova, ci hanno sfidato. Qualcuno non ne è uscito, qualcuno si e rafforzato, reinventato, rinato. Benvenuto.
Marselus 3 anni fa
Ciao, benvenuto :)
L'ho letto d'un fiato. Ho incontrato qualche problema con le virgolette perché quelle iniziali si aprono e non si chiudono. E poi: sicuro ci sia bisogno di virgolettare la voce narrante?
Comunque mi è piaciuto, ben scritto, lineare, drammatico pur conservando una pungente ironia in sottofondo. L'esclusione, incontrovertibile e quasi scontata, per chi non si uniforma a determinati canoni imposti dalla società. Detta così sembra quasi banale, ma il racconto, narrato un po' alla maniera dei narratori russi che le cose le dicevano in faccia riuscendo a non dare l'impressione di ostentarle troppo, te lo fa sentire chiaramente questo senso di estraneità a tutto un sistema di cose, un modo di vivere per cui - se non fai parte degli "altri" - hai difficoltà persino a trovare un letto singolo per dormire. Perché non sei contemplato. E sei sacrificabile, perché non hai legami o, almeno, si dà per scontato che tu non ne abbia e che rispetto agli altri tu valga un po' di meno. Tanto a te, in fondo, non importa poi tanto. Molto deprimente a ben pensarci... deprimente che uno non possa avere lo stesso peso specifico di un altro vivendo come gli pare. Ma, pur con il suo fondo cupo, il racconto scorre leggero.
Porphydo 3 anni fa
"Finalmente! era ora! l'Amministratore Delegato della multinazionale dove lavoro mi aveva comunicato telefonicamente di conferire con lui il tale giorno alla tale ora per comunicazioni di mio specifico interesse; ero contento, l'Azienda si era finalmente accorta della mia fedeltà e del lavoro proficuo assicurato anno dopo anno, tappa per tappa, fino ad arrivare nell'incarico di Capo del Personale e Responsabile dei colloqui di assunzione; chissà, ora, cosa mi aspettava dopo la propedeutica comunicazione telefonica; ero veramente soddisfatto, un ulteriore avanzamento di carriera era il mio sogno nel cassetto da diverso tempo. Il fatidico giorno mi presento all'appuntamento con un quarto d'ora d'anticipo; la segretaria particolare dell'A.D. mi sorride e mi fa cenno di accomodarmi, e subito dopo mi annuncia all'ingegnere; entro nella "famosa" stanza già da me conosciuta in altre occasioni per aver partecipato a delle riunioni di servizio; mi accomodo in poltrona già pregustando la notizia che stavo per ricevere..." carissimo...abbiamo pensato a lei per il trasferimento in altra sede in sostituzione dell'attuale Capo del Personale che ci lascia per sopraggiunti limiti d'età; la sua scelta è avvenuta valutando attentamente una rosa di candidati, e abbiamo deciso di trasferire lei, anziché altri, poiché non ha particolari problemi, per lei è tutto indifferente..."..."veramente, ingegnere, mi sarei aspettato tutt'altra cosa, e non sicuramente un trasferimento in altra sede, fra parentesi più disagiata, con lo stesso incarico, inoltre non è vero che mi è tutto indifferente..."..."ma carissimo, le ho già detto perché abbiamo scelto lei, ci risulta che non ha molte amicizie, esce poco da casa, il suo tempo libero lo dedica alle letture di vario genere e al suo cane; è vero che ha un cane?"..."si, ingegnere, vivo con un vecchio cane ma vorrei aggiungere che..."..."come può constatare anche lei, non ha problemi familiari e affettivi, quindi un posto vale l'altro, non voglio impicciarmi della sua vita privata ma non credo che le poche persone da lei conosciute e frequentate saltuariamente si dispiaceranno più di tanto appena lei non si farà più vedere; sa bene come vanno queste cose; dopo i primi due o tre giorni di mera curiosità nel domandarsi che fine abbia lei fatto, nessun altro approfondirà in merito e dimenticheranno ben presto, l’indifferenza regnerà sovrana..."..."comunque mi ero affezionato a questa sede anche perché il mio cane..."..."mi stia a sentire, faccia buon viso, lei è l'unico che non ha problemi; l'unico suo problema, se così vogliamo chiamarlo, potrebbe essere quello del cane, ma i cani non fanno caso ai cambiamenti, stanno bene con il loro padrone ovunque egli vada; e poi si ricordi che l'Azienda terrà conto di questo suo piccolissimo sacrificio; quindi sursum corda ed entro una settimana al massimo la voglio vedere già insediato nell'incarico nell'altra sede; in bocca al lupo..."..."mentre torno a casa mi convinco che in fin dei conti l'ingegnere non ha tutti i torti; non ho problemi familiari perché non ho una famiglia, tanto meno problemi affettivi, quindi sono sacrificabile; ho un solo problema, ed è il problema del c.... cane, ma questo è irrilevante, indifferente e facilmente risolvibile."
Ferruccio 3 anni fa