Wole Soyinka

DISCUSSIONE | 3 Interventi | Creata da KillDevilHill |
Ultimo aggiornamento: 11 luglio 2016 | Iniziata: 23 marzo 2015
KillDevilHill KillDevilHill ha scritto: Forse il più famoso scrittore nigeriano (forse anche più di Achebe), unico del continente esteso fra l'Egitto di Mfhouz e il Sud Africa di Coetzee e Gordimer ad aver vinto il Nobel.

Di suo ho letto (per ora) solo Gli interpreti; la storia di un gruppo di amici che si scontrano con la realtà sociale della Nigeria post coloniale; ognuno di loro prende una strada diversa in ambito per lo più artistico. Non c'è una vera trama, ma una serie di sensazioni vissute dai personaggi.
Quello che però colpisce sono due cose; l'ambiente e la scrittura.
L'ambiente non è l'Africa da cartolina, ma un ambiente che potrebbe adattarsi a qualunque città del mondo, eppure ha alcuni dettagli che lo posizionano esattamente in Nigeria, senza riferirsi ai discorsi indipendentisti ci sono i rapporti con il persoanggio albino e quelli con le religione dei carismatici cristiani che localizzano meglio della solita descirzione della foresta/savana.
La scrittura poi è eccellente, complicata, non lascia niente all'accomodamento del lettore (il primo capitolo è difficilissimo da seguire dato che si viene buttati già dentro la vicenda), ma intelligentissima, carica di sensazioni più che di immagini.
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Inoltre alcuni mesi fa ho anche letto Il peso della memoria; un piccolo saggio sul peso morale del colonialismo nell'Africa attuale (presa proprio come continente).
un testo che è decisamente più interessante per le enormi note finali che permettono alcuni brevi riassunti sulla storia recente di diversi stati subsahariani. Le considerazioni di Soyinka non sono particolarmente originali, anche se in alcuni momenti riescono a dare spunti interessanti.
Decisamente un opera minore.
KillDevilHill 1 anno fa
Ho letto, quasi un anno fa a dire la verità, due sue opere teatrali, La strada e La morte e il cavaliere del re.
A fronte di due opere sul conflitto culturale e la commistione fre teatro, musica e danza, non ne ho ricevuto granché, scarso interesse, per vicende non entusiasmanti. Va però detto che il teatro non andrebbe letto, ma visto, e ho personalmente odiato Brecht finché (a distanza di molti anni e piuttosto malvolentieri) non l'ho visto a teatro.
KillDevilHill 1 anno fa
Forse il più famoso scrittore nigeriano (forse anche più di Achebe), unico del continente esteso fra l'Egitto di Mfhouz e il Sud Africa di Coetzee e Gordimer ad aver vinto il Nobel.

Di suo ho letto (per ora) solo Gli interpreti; la storia di un gruppo di amici che si scontrano con la realtà sociale della Nigeria post coloniale; ognuno di loro prende una strada diversa in ambito per lo più artistico. Non c'è una vera trama, ma una serie di sensazioni vissute dai personaggi.
Quello che però colpisce sono due cose; l'ambiente e la scrittura.
L'ambiente non è l'Africa da cartolina, ma un ambiente che potrebbe adattarsi a qualunque città del mondo, eppure ha alcuni dettagli che lo posizionano esattamente in Nigeria, senza riferirsi ai discorsi indipendentisti ci sono i rapporti con il persoanggio albino e quelli con le religione dei carismatici cristiani che localizzano meglio della solita descirzione della foresta/savana.
La scrittura poi è eccellente, complicata, non lascia niente all'accomodamento del lettore (il primo capitolo è difficilissimo da seguire dato che si viene buttati già dentro la vicenda), ma intelligentissima, carica di sensazioni più che di immagini.
KillDevilHill 2 anni fa