Birilli - Agosto (Bellezza)

DISCUSSIONE | 3 Interventi | Creata da Marytarta |
Ultimo aggiornamento: 07 settembre 2015 | Iniziata: 01 agosto 2015
Marytarta Marytarta ha scritto: Il giocoliere lancia per aria i birilli, danzano allegri davanti all’alluminio multicolore incolonnato al semaforo. La musica plana all’interno dell’abitacolo, rimbalza sul cielo a grappoli bianchi, commenta placidamente lo scenario muto e frenetico che la circonda quasi a sussurrare il motivo profondo dell’esistenza.
Estate 2015: forse un’estate come le altre eppure sembra più pesante. I pensieri e il lavoro affossano le energie e un caldo che sa di polvere e asfalto asfissia le ore del giorno senza tregua. Aspettando il verde, M. segue la danza colorata che si svolge davanti ai suoi occhi, un po’ invidiando la leggerezza di una vita appesa al gioco anche se in bilico sulle monete raccolte e la distrazione di un pubblico fatto da monadi inscatolate e spesso astiose. E’ grata di questa piacevole e inaspettata parentesi di pace, la seconda della giornata quando in genere, non sempre, riesce a strapparne al tempo solo una. Non sempre, appunto, ma almeno tre volte la settimana si sveglia alle prime luci dell’alba, cammina per le strade deserte, rivolge un muto saluto ai militari all’entrata della villa che frequenta per correre, poi si inoltra per i consueti percorsi ancora deserti ma destinati a popolarsi discretamente nel giro di qualche minuto: runner e padroni di cani, passioni diverse, comune destino.
Estate 2015: le è venuto in mente per gioco, per necessità interiore, aggiungere la pratica del Tai Chi al termine della corsa. Per diverso tempo si era posta una problema: come far passare inosservato uno Stabilo Boss a due gambe travestito da donna mentre esegue movimenti ondeggianti e altamente ispirati in mezzo al prato. Non sa se il problema sia stato risolto ma di fatto ha scoperto, con la pratica, che non è così importante riuscire o meno a nascondersi. La pratica si accompagna ad un buon livello di concentrazione, spesso impedita anche anche da altri gli ostacoli: un albero, un cespuglio, una pendenza a infastidire. Ogni volta aveva fermato la sua corsa nel luogo che pensava migliore del precedente: più nascosto, più piano, meno esposto...ogni volta aveva sbagliato in qualcosa, ogni volta cambiava. Non lo cercava, arrivava. Ma non bastava.
Quel giorno, lo stesso giorno dei birilli e prima di questi, aveva incontrato una piana piena di fiori blu. Le piacciono i fiori. E un cielo di nuvole a spasso a mormorarle qualcosa che non doveva ascoltare, anche se rimanevano lì, sontuosamente belle. Poter fissare un orizzonte sempre più ampio, senza ostacoli…respirare l’esterno, l’aria, i suoni, i colori, allentare il nodo alla gola che si è già insinuato, riporlo con tutti gli altri a far compagnia ai ladri del tempo.
Aveva buttato i suoi oggetti da corsa per terra: quello era il luogo. Di fronte a lei nulla se non una vasta vallata: le cime dei pini si profilvano in lontananza, cespugli alle spalle ad avvolgerla a semicerchio discretamente come un abbraccio, cani sciolti e liberi all’orizzonte ma ad adeguata distanza. Aveva praticato in perfetta armonia, vivendo il momento : quella mattina erano arrivati il luogo e il coraggio, figlio della consapevolezza, a sua volta frutto della pratica, della costanza che accompagna qualsiasi passione. La costanza: che grande capacità ma anche che stupido dono, quando diventa un’ottusa coazione a ripetere. Non sono “inevitabilmente” costanti le falene che sbattono contro i vetri accecate dalla luce, o i criceti, nella loro eterna e compulsiva corsa dentro la ruota?
Ma i birilli continuano a turbinare nel vento, volano e ricadono secondo traiettorie guidate, le persone si affannano alla ricerca di un senso che forse solo la musica può dare, il verde scatta e lei riprende la strada, che questa lunga giornata le ha già regalato i sorrisi e le mestizie del divenire.

Prima di addormentarmi penso che di giornate come questa è fatta la vita. Punti che alla fine, se abbiamo avuto fortuna, sono congiunti da una linea. Ma penso anche che possono disgregarsi in un accumulo insensato di tempo passato, e che solo un costante, fermo, sforzo dà senso alle piccole unità di tempo in cui viviamo...(Christa Wolf)
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Probabilmente sono fuori allenamento...vabbè, io ci ho provato :)
Marytarta 2 anni fa
Mi sono interrotta di continuo nella lettura...Che dire? Forse dipedende da me
Chiaratosta 2 anni fa
Il giocoliere lancia per aria i birilli, danzano allegri davanti all’alluminio multicolore incolonnato al semaforo. La musica plana all’interno dell’abitacolo, rimbalza sul cielo a grappoli bianchi, commenta placidamente lo scenario muto e frenetico che la circonda quasi a sussurrare il motivo profondo dell’esistenza.
Estate 2015: forse un’estate come le altre eppure sembra più pesante. I pensieri e il lavoro affossano le energie e un caldo che sa di polvere e asfalto asfissia le ore del giorno senza tregua. Aspettando il verde, M. segue la danza colorata che si svolge davanti ai suoi occhi, un po’ invidiando la leggerezza di una vita appesa al gioco anche se in bilico sulle monete raccolte e la distrazione di un pubblico fatto da monadi inscatolate e spesso astiose. E’ grata di questa piacevole e inaspettata parentesi di pace, la seconda della giornata quando in genere, non sempre, riesce a strapparne al tempo solo una. Non sempre, appunto, ma almeno tre volte la settimana si sveglia alle prime luci dell’alba, cammina per le strade deserte, rivolge un muto saluto ai militari all’entrata della villa che frequenta per correre, poi si inoltra per i consueti percorsi ancora deserti ma destinati a popolarsi discretamente nel giro di qualche minuto: runner e padroni di cani, passioni diverse, comune destino.
Estate 2015: le è venuto in mente per gioco, per necessità interiore, aggiungere la pratica del Tai Chi al termine della corsa. Per diverso tempo si era posta una problema: come far passare inosservato uno Stabilo Boss a due gambe travestito da donna mentre esegue movimenti ondeggianti e altamente ispirati in mezzo al prato. Non sa se il problema sia stato risolto ma di fatto ha scoperto, con la pratica, che non è così importante riuscire o meno a nascondersi. La pratica si accompagna ad un buon livello di concentrazione, spesso impedita anche anche da altri gli ostacoli: un albero, un cespuglio, una pendenza a infastidire. Ogni volta aveva fermato la sua corsa nel luogo che pensava migliore del precedente: più nascosto, più piano, meno esposto...ogni volta aveva sbagliato in qualcosa, ogni volta cambiava. Non lo cercava, arrivava. Ma non bastava.
Quel giorno, lo stesso giorno dei birilli e prima di questi, aveva incontrato una piana piena di fiori blu. Le piacciono i fiori. E un cielo di nuvole a spasso a mormorarle qualcosa che non doveva ascoltare, anche se rimanevano lì, sontuosamente belle. Poter fissare un orizzonte sempre più ampio, senza ostacoli…respirare l’esterno, l’aria, i suoni, i colori, allentare il nodo alla gola che si è già insinuato, riporlo con tutti gli altri a far compagnia ai ladri del tempo.
Aveva buttato i suoi oggetti da corsa per terra: quello era il luogo. Di fronte a lei nulla se non una vasta vallata: le cime dei pini si profilvano in lontananza, cespugli alle spalle ad avvolgerla a semicerchio discretamente come un abbraccio, cani sciolti e liberi all’orizzonte ma ad adeguata distanza. Aveva praticato in perfetta armonia, vivendo il momento : quella mattina erano arrivati il luogo e il coraggio, figlio della consapevolezza, a sua volta frutto della pratica, della costanza che accompagna qualsiasi passione. La costanza: che grande capacità ma anche che stupido dono, quando diventa un’ottusa coazione a ripetere. Non sono “inevitabilmente” costanti le falene che sbattono contro i vetri accecate dalla luce, o i criceti, nella loro eterna e compulsiva corsa dentro la ruota?
Ma i birilli continuano a turbinare nel vento, volano e ricadono secondo traiettorie guidate, le persone si affannano alla ricerca di un senso che forse solo la musica può dare, il verde scatta e lei riprende la strada, che questa lunga giornata le ha già regalato i sorrisi e le mestizie del divenire.

Prima di addormentarmi penso che di giornate come questa è fatta la vita. Punti che alla fine, se abbiamo avuto fortuna, sono congiunti da una linea. Ma penso anche che possono disgregarsi in un accumulo insensato di tempo passato, e che solo un costante, fermo, sforzo dà senso alle piccole unità di tempo in cui viviamo...(Christa Wolf)
Marytarta 2 anni fa