Ahmadou Kourouma

DISCUSSIONE | 2 Interventi | Creata da KillDevilHill |
Ultimo aggiornamento: 17 ottobre 2016 | Iniziata: 11 luglio 2016
KillDevilHill KillDevilHill ha scritto: Ho letto tempo fa Allah non è mica obbligato. A essere sinceri, dalla descrizione in quarta di copertina, non sembrava un romanzo eccezionale; invece alla lettura è venuto fuori un racconto vitale sulle atrocità di una guerra civile tra le più amorali di sempre. Il protagonista è un bambino soldato estremamente pragmatico e concreto, che accetta tutto quello che succede con la naturalezza di chi non conosce alcun mondo al di fuori di quello.
Di fatto il libro fa il paio con il Sozaboy di Ken Saro Wiwa sfruttando il creolo e le commistioni linguistiche del monologo diretto del protagonista; l'unica differenza sostanziale è la psicologia del personaggio principale; qui il ragazzino ha i piedi ben piantati per terra.
Un romanzo che parla di atrocità con la forza di una commedia nera senza mai scadere nel cattivo gusto.
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Finito "Aspettando il voto delle bestie selvagge"; una commedia nera che ripercorra la storia di uno stato africano tipo dall'immediato colonialismo al post-colonialismo, concentrandosi sul dittatore "padre della nazione" e dei suoi rapporti e giochi di forza itnerni e itnernazionali. E volendo questo è già motivo sufficiente.
Tuttavia il punto di forza è, di nuovo, il linguaggio. Se in "Allah non è mica obbligato" l'io narrante era un ragazzino, qui è un griot che sta narrando la vita e le gesta del dittatore. La forma è complessa, ridondante, ironica e (per me) repsingente all'inizio. Con il proseguire della narrazione però l'affabulazione funziona e la storia diventa fiaba e il protagonista favoloso accativando l'attenzione.
KillDevilHill 11 mesi fa
Ho letto tempo fa Allah non è mica obbligato. A essere sinceri, dalla descrizione in quarta di copertina, non sembrava un romanzo eccezionale; invece alla lettura è venuto fuori un racconto vitale sulle atrocità di una guerra civile tra le più amorali di sempre. Il protagonista è un bambino soldato estremamente pragmatico e concreto, che accetta tutto quello che succede con la naturalezza di chi non conosce alcun mondo al di fuori di quello.
Di fatto il libro fa il paio con il Sozaboy di Ken Saro Wiwa sfruttando il creolo e le commistioni linguistiche del monologo diretto del protagonista; l'unica differenza sostanziale è la psicologia del personaggio principale; qui il ragazzino ha i piedi ben piantati per terra.
Un romanzo che parla di atrocità con la forza di una commedia nera senza mai scadere nel cattivo gusto.
KillDevilHill 1 anno fa