Gruppo di lettura "Ragione e Sentimento" di J. Austen
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*** This comment contains spoilers! ***
Ecco il programma del Gruppo di Lettura:
Capp 01 - 18 settimana 01 - 07 dicembre
Capp 19 - 30 settimana 08 - 14 dicembre
Capp 31 - 40 settimana 15 - 21 dicembre
Capp 41 - 50 settimana 22 - 28 dicembree qui di seguito il segnalibro:
http://www.zshare.net/image/51441520cb04caba/Ci ritroviamo nei w-e per postare i nostri commenti.
Buona lettura a tutti :)
- notturno | Nov 19, 2008 Report abuse
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Io purtroppo rinuncio prima di cominciare... non ho assolutamente il tempo di leggerlo con voi.
Però seguirò i vostri commenti
Buona lettura a tutti - Almucantarat | Dec 2, 2008 Report abuse
- notturno | Dec 3, 2008 Report abuse
- notturno | Dec 3, 2008 Report abuse
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Leggo nel messaggi di inizio che i commento si possono postare già dal weekend, e così eccomi qui!!!
Prima tranche di lettura, per i miei gusti forse un po' troppe pagine (sono successe davvero un sacco di cose!), ma la lettura scorre piacevole! Cominciamo però la storia con personaggi non proprio piacevoli... marito e moglie Dashwood, per esempio, così meschini e magari convinti davvero di essere giusti o addirittura generosi!
Ma anche nella cerchia familiare delle nostre protagoniste non è che sono tutte rose e fiori: Marianne e sua madre già dopo poche pagine non le sopportavo più! E' per questo, forse, che il libro mi piacque poco alla prima lettura, ma non ricordo. Per ora mi sta piacendo molto nonostante la presenza di questi personaggi per me così irritanti. ;)Ma veniamo nello specifico: perché non le sopporto? Innanzitutto perché pare impossibile per loro due comprendere un modo diverso dal loro di provare qualsiasi emozione. Marianne è tra le due la più irritante non solo perché le è dedicato più spazio, ma soprattutto per la sua ingenuità che sfocia in presunzione. E poi non sopporto i suoi odiosi commenti (e in questo ha trovato un valido alleato in Willoughby) sul povero colonnello.
Tutta la mia stima e la mia simpatia vanno ad Elinor (anche un po' a Edward, però!). In particolare c'è una frase detta da lei che mi ha molto colpito: Non voglio essere tanto gretta da sollevare obiezioni contro il comportamento di qualcuno solo per via di una differenza tra il mio e il suo modo di giudicare, o per una deviazione da quel che a me sembra giusto e coerente.
Un ottimo modo di pensare, a mio parere! Vorrei esserne capace anch'io (per quanti sforzi faccio mi rendo conto di essere spesso molto intollerante su certe cose!) e vorrei che anche gli altri lo fossero nei miei confronti!
Tornando a Marianne, non è che sia un brutto personaggio, quando ricompare Edward mette un po' da parte il suo dolore per il pensiero della felicità della sorella, quindi non è egoista, è solo molto egocentrica! E, bè, mi ricorda un po' me quando avevo più o meno la sua età, così come mi ricorda molti adolescenti che conosco adesso. Insomma, pare che questa fase della vita non sia molto cambiata, nonostante gli anni! ;)
Mi pare tra l'altro che la stessa Austen prenda un po' in giro Marianne e il suo estremismo sentimentale, come se anche le sue simpatie fossero per Elinor. Vedremo, perché francamente mi ricordo davvero pochissimo di questo libro! Non ricordavo neanche, per esempio, che la Austen fosse così cattiva nei commenti sulle varie famiglie di contorno alla storia, ne racconta quasi più difetti che pregi! - Phoebes | Dec 6, 2008 Report abuse
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elinor e marianne una tutta senno e l'altra sensibilità.... voi in chi vi riconoscete?
la austen mette in evidenza soprattutto, la differenza d'approccio fra le due coppie elinor/edward e marianne/willoughby.
quello che più mi ha colpito è stato che il comportamento poco espansivo tra i primi due provoca altrettanti malintesi e sofferenze (almeno fin qui) che tra marianne e willoughby. nelle corte distante nessuna differenza.i protagonisti son tutti antipatici i loro difetti portati all'estremo senza pietà persino elinor con quell'atteggiamento da maestrina, ha sempre ragione lei, sa sempre che fare....troppo!
il peggiore è edward. davvero noioso come dice marianne, la mancanza di forza e di entusiasmo gli toglie fascino e lo fa diventare un personaggio persino ridicolo al limite della macchietta. oltretutto si vanta di essere noioso e scontato non capisco se fa lo snob se è stupido o fa solo la vittima.
unico personaggio accattivante è il colonello barton, schivo, ma educato. gentile, ma non untuoso.
il libro in generale, per ora, mi piace moltissimo,. per me è una rilettura, ma di molti anni fa. ho ritrovato lo stesso fascino di allora, lo stesso coinvolgimento
- ile | Dec 7, 2008 Report abuse
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Premetto che è la prima volta che lo leggo (nonostante le vari trasposizioni cinematografiche-televisive viste) e lo sto facendo in inglese, quindi spero di capirlo tutto, ma non è facilissimo. Anche perché ho trovato i personaggi meno netti rispetto ai film. La Austen in questo si aiuta calibrando discorso diretto e indiretto. Il rapporto tra Elinor ed Edward, per esempio, è quasi solo descritto, e anche poco, mentre tra Marianne e Willoughby, oppure anche col Colonnello, sono molto più frequenti i dialoghi. Quindi il rapporto dei primi finora non l'ho compreso fino in fondo...ma forse è l'obiettivo dell'autrice: infatti penso che condanni tanto Marianne, quanto Elinor per il loro estremismo. La prima è viziata e convinta del suo modo di vivere l'esistenza (aiutata anche dalla madre identica a lei), ma anche la seconda non ha molti dubbi e compie il grave atto di nascondere sempre ciò che prova. Infine, una cosa che mi ha colpito è la critica che la Austen fa sui genitori in generale, sul potere che hanno sulle esistenze dei figli, su quanto il denaro decida tutto.
Esiste però sempre un forte amore tra le sorelle, anche se non si comprendono affatto. - Vetsera | Dec 7, 2008 Report abuse
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ile e Vetsera, aveve chiarito un mio dubbio, grazie! Mi chiedevo se era una mia impressione che la Austen parteggiasse anche lei per Elinor, dovuta al fatto che io sono totalmente d'accordo con lei, e dai vostri commenti, critici anche nei suoi confronti, devo dedurre che è proprio così! Perché leggendo a me sembrava quasi che la protagonista del romanzo fosse solo Elinor. Ma immaginavo che non fosse così. Io però mi rispecchio in lei quasi del tutto, e perciò mi sembrava che lei avesse sempre ragione! Non sono d'accordo cmq con quello che dice Vetsera: secondo me lei non nasconde i suoi sentimenti, semplicemente è una persona più riservata che non ama sbandierarli a tutti come fa la sorella. O, almeno, a me dà quest'impressione perché anch'io sono così. E' vero però che forse un po' troppo schiava delle convenzioni, in questo è "estrema" anche lei!
- Phoebes | Dec 7, 2008 Report abuse
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Sto rileggendo questo libro dopo anni, e non lo ricordo per nulla, quindi è una totale novità, nonchè IN INGLESE, e vi assicuro che la Austen in originale è davvero piacevolissima!
C'è di sicuro un certo parteggiare per Elinor da parte dell'autrice: del resto il SUO modo di vedere è quello più simile alle eroine "tipo" della Austen, come Lizzy Bennet. Molta riflessività, ed attenzione al fatto che non tutto è come sembra (non vedo un buon futuro fra Marianne e Willoughby, mi sbaglierò ma qualcosa non mi torna...).
Comunque la Austen è critica verso TUTTO e TUTTI in questo romanzo, del resto sta contrapponendo nelle due sorelle due modi di vedere estremisti: il finale, conoscendo l'autrice, porterà probabilmente un compromesso. E c'è una critica davvero forte alle famiglie e a tutta la società: non si salva proprio nessuno!
Ma a proposito di quello sfogo improvviso di Edward nei confronti di Marianne poco prima del termine della nostra lettura settimanale, ma non pensate che forse...a lui piaccia MARIANNE, non Elinor? Mi è venuto in mente quando si è scaldato tanto per la sua critica... - CriCi | Dec 7, 2008 Report abuse
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Ma come vi invidio voi che lo state leggendo in inglese! Per un Gruppo di Lettura di sicuro non ce la farei mai, sono troppo lenta!!
non vedo un buon futuro fra Marianne e Willoughby, mi sbaglierò ma qualcosa non mi torna...
Anche più di qualcosa, direi! Come ho detto, io praticamente vedo tutto con gli occhi di Elinor, però i suoi sospetti non mi paiono così infondati come sostiene la madre!ma non pensate che forse...a lui piaccia MARIANNE, non Elinor? Mi è venuto in mente quando si è scaldato tanto per la sua critica
Anche a me, sai? Però, tutto sommato, non lo credo, o si sarebbe comportato diversamente prima, a Norland. Ma anch'io, come te, non ricordo nulla, quindi tutto può essere!! - Phoebes | Dec 8, 2008 Report abuse
- ile | Dec 8, 2008 Report abuse
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Scusate il ritardo, ma ho avuto un po' di imprevisti...ho già finito il libro giorni fa', ma lo sto rileggendo con voi ed ecco la mia recensione sulla prima parte:
Il romanzo si concentra sulla vita di due sorelle (e questo lo dimostra anche il titolo dell’originario romanzo epistolare “Elinor e Marianne”) che contrastano la razionalità (la ragione) personificata dalla saggia Elinor e il romanticismo (il sentimento) personificato, invece, dalla passionale Marianne.
La storia ha origine nella tenuta di Norland Park, nel Sussex, quando lo scapolo Dashwood invitò suo nipote Henry, unico erede della tenuta, e la sua famiglia a vivere con lui. Il nipote aveva avuto un figlio, John, dal primo matrimonio e tre fanciulle, Elinor, Marianne e Margaret, dal secondo. John viveva in una situazione finanziaria molto agiata, grazie all’eredità della mamma e dal buon matrimonio contratto con Fanny Ferrars. Le sorelle invece non potevano ritenersi così fortunate. Fatto sta che il prozio, alla sua morte, lasciò 3.000 sterline alle ragazze e la tenuta a suo nipote John.
In questo contesto vengono ben definiti i caratteri dei protagonisti, facendo così già saggiare i futuri eventi.
John viene descritto come “un giovanotto non cattivo, ma freddo ed egoista…se avesse avuto una moglie più amabile, sarebbe stato rispettato anche di più; e sarebbe divenuto migliore…ma nella signora Dashwood i difetti del marito erano accentuati: era infatti più meschina ed egoista di lui”.
Elinor “possedeva un’intelligenza e una lucidità che facevano di lei la consigliera di sua madre, e spesso l’avevano messa in grado di controbilanciare, a vantaggio di tutte quante loro, quell’impulsività che sovente spingeva la signora Dashwood all’imprudenza. Aveva molto cuore, un’indole affettuosa e sentimenti profondi, ma sapeva dominarlii”.
Marianne “era assennata ed intelligente, ma esagerata in ogni cosa; i suoi dolori e le sue gioie non conoscevano moderazione. Era generosa, amabile e interessante; era tutto, eccetto che prudente”
Ed infine c’era Margaret, ma vista la marginalità della sua presenza per tutta la durata del romanzo, la tralascio completamente.
Alla morte del padre, quest’ultimo fece promettere al figlio di aiutare e supportare le sue sorelle e la matrigna. John, che originariamente avrebbe donato 3000 sterline alle sorelle, fu persuaso da sua moglie a credere che “l’assistenza a cui lui alludeva era solo quella che si poteva ragionevolmente attendersi: per esempio, cercare loro una comoda casetta, aiutare a fare il trasloco, mandare loro in regalo della selvaggina e così via, a seconda della stagione […] pensare che debba dare loro dell’altro è completamente assurdo. Magari saanno loro a poter dare qualcosa a lui”.
L’astio tra le due signore Dashwood era evidente, ma la simpatia nata tra Elinor ed Edward, il fratello di Fanny, fece sì che la vedova Dashwood sopportasse meglio la presenza della nuora in casa.
“Alcune madri avrebbero incoraggiato quell’intimità, per motivi di interesse, visto che Edward era il primogenito di un uomo che era morto molto ricco; altre magari l’avrebbero contrastata per motivi di prudenza, perché, tranne una somma rilevante, tutta la sua fortuna dipendeva da sua madre. Ma la signora Dashwood non era influenzata né dall’una né dall’altra considerazione. Per lei bastava che sembrasse un bravo giovane, che amasse sua figlia e fosse ricambiato. Era contro ogni sua convinzione che una differenza di condizioni finanziare separasse una coppia attratta da un’affinità di sentimenti”.
Edward “non era bello, e le sue maniere riuscivano gradevoli solo nell’intimità. Era troppo privo di fiducia in se stesso per giustizia alle proprie doti, ma quando vinceva la naturale timidezza il suo comportamento rivelava un cuore aperto e affettuoso.”
La goccia che però fece traboccare il vaso fu quando Fanny, accortasi della simpatia nata tra i due giovani, colse la prima occasione per parlare con la suocera “del grande avvenire che attendeva suo fratello, della ferma volontà della signora Ferrars che tutt’e due i suoi figli facessero un bel matrimonio e del rischio che avrebbero corso qualsiasi ragazza che avesse tentato di accalappiarlo”.
La signora Dashwood non potette far finta di non intendere e stanca di rimanere in quella casa, anche perché ormai non le recava più quell’estremo dolore dei primi tempi, decise di accettare la proposta di un suo lontano parente, John Middleton, a prendere in affitto un villino nel Norland.
John Dashwood era “coscienziosamente dispiaciuto della piega che aveva preso la situazione; giacchè quella nuova sistemazione rendeva impossibile quell’intervento a cui lui aveva limitato l’adempimento della promessa fatta a suo padre”.
A quel punto il romanzo cambia location e si centra sulla vita di Norland. Qui la signora e le signorine Dashwood fanno molte amicizie. Innanzitutto conoscono il signor e la signora Middleton. “I suoi modi (di Lady Middleton) avevano tutta l’eleganza che mancava al marito; sarebbero stati però migliorati da un po’ di spontaneità e del calore che lui aveva”.
Inoltre incontrano la signora Jennings, madre di Lady Middleton,
“anziana, gioviale, allegra e grassa, chiacchierava moltissimo e sembrava felice e beata, e piuttosto ordinaria. Era una vedova provvista di una cospicua fortuna. Aveva solo due figlie, le aveva rispettabilmente sposate e non le rimaneva altro da fare che unire in matrimonio tutto il resto del mondo”. Un personaggio un po’ invadente, ma in fondo con un cuore buono ed onesto.
E fanno amicizia con l’amico di John Middleton, il colonello Brandon, il mio preferito…”era un uomo serio e silenzioso. Il suo aspetto non era sgradevole; anche se il suo viso non era bello, aveva dei lineamenti intelligenti e dei modi particolarmente signorili”. A mio parere sarebbe l’uomo ideale per Elinor, e durante il corso del romanzo vediamo, a mio parere una Austen indecisa sul da farsi su questo punto.
Ad ogni modo, a questo punto del romanzo il colonnello prova una simpatia molto forte, ad un punto tale che tutti ne hanno evidenzia, per la giovane Marianne, che al contrario, superficiale come a volte è solo lei, lo ritiene già vecchio a 35 anni e senza spessore.
Marianne comunque non potrebbe mai rimanere colpito dalla semplicità del colonnello perché, a seguito di un piccolo incidente fa la conoscenza del bel Willoughby. “La persona e il modo di fare del giovane erano all’altezza di quel modello fantastico che, nella sua fantasia, incarnava l’eroe di una bella storia; e la prontezza con cui l’aveva soccorsa era interessante. Aveva un bel nome, risiedeva nel loro villaggio preferito”.
Marianne e Willoughby si innamorano e sembrano effettivamente fatti l’uno per l’altra: appassionati delle stesse letture, superficiali e sempre pronti a sparare giudizi, non sempre piacevoli, sugli altri. Elinor si affeziona molto al ragazzo, ma il mancato annuncio del loro così palese fidanzamento la induce a non essere tranquilla e a temere per la giovane sorella.
Improvvisamente però due improvvise scomparse, quella del colonnello Brandon e del giovane Willoughby, per misteriosi affari in città, piombarono nella vita quotidiana dei Middleton, espressa dalla curiosità ed invadenza della signora Jennings, e dei Dashwood, espressa invece dal dolore struggente di Marianne, dolore che si solleva per un breve periodo dalla comparsa improvvisa del giovane Edward… - notturno | Dec 8, 2008 Report abuse
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@ notturno, io però vorrei sapere anche il tuo parere oltre al riassunto dei capitoli! è questa la cosa più interessante del gruppo!
veniamo al libro, che mi sta piacendo moltissimo... è fresco, coinvolgente e si legge davvero con piacere (non dubitavo conoscendo la austen!).
Concordo sui sospetti sulla misteriosa scomprsa di Willoughby, e aggiungo che di solito, nella vita, i tipi come lui non mi piacciono molto.
Mi spiego meglio: sicuramente i ragazzi così espansivi possono essere di primo acchito molto affascinanti, ma io sono tendenzialmente portata a non fidarmi di chi si infiamma troppo in fretta ed altrettanto in fretta sbandiera a gran voce i propri sentimenti. Di solito questi si rivelano fuochi di paglia e spesso questi entusiasmi si spengono velocemente come sono arrivati.
Rigaurdo alle due sorelle e all'immedesimazione o cmq concordanza con il modo di pensare dell'una e dell'altra io mi colloco direi... in mezzo tra le due! Di conseguenza apprezzo ora l'una ed ora l'altra, e mi irritano a turno! Vedremo nel proseguir della lettura, anche se Marianne è un po' troppo avventata, ma chi non lo è a 17 anni?!bello e profondo come sempre il commento di Phoebes
- Tess the vampire | Dec 9, 2008 Report abuse
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Ho un po' paura a svelare ciò che penso del libro, perchè avendolo appena terminato rischierei di rilevare troppo rispetto a quanto sia dovuto al momento...cmq...di sicuro questa opera non è all'altezza di Orgoglio e pregiudizio, che finora per me resta la migliore.
In ogni modo questo dibattito tra razionalità e romanticismo mi piace parecchio, perchè in fondo, almeno parlo per me, credo nessuno sia totalmente razionale o totalmente romantica, ma credo che esistano delle fasi dell vita che ci fanno essere a volte razionali, a volte romantici e a volte entrambe le cose, no?! ed è quindi normale provare delle simpatie per entrambe le protagoniste...per esempio, come giustamente ha detto Tess tutte a 17 anni sono un po' avventate...è il bello dell'adolescenza dopotutto ;)
Detto questo, nonostante la teneezza che mi suscita Marianne 8perche mi ritrovo in lei alla sua età) provo cmq una certa simpatia per il ruolo di Elinor e spt per il gentiluomo colonnello Brandon...come li vedrei bene insieme...
Edward invece mi sembra insipido, senza spina dorsale, un apatico...non si sbilancia definitivamente verso Elinor e in alcni passaggi del libro ho anche pensato che provasse della simpatia per Marianne...troppo criptico!
Willoughby è irritante e superficiale e questa sua fuga improvvisa da Barton Park è veramente strana...che ci sia un collegamento con gli affari del colonnello in città? - notturno | Dec 9, 2008 Report abuse
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bello e profondo come sempre il commento di Phoebes
E tu come sempre esagieri! ;)
Cmq, grazie! :) - Phoebes | Dec 9, 2008 Report abuse
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@ notturno
grazie! il tuo commento è interessante ed esaustivo!@ phoebes
non esagero affatto: tu sei la migliore commentatrice di gruppi di lettura che esista su anobii. quel che è giusto è giusto! ^_^ - Tess the vampire | Dec 10, 2008 Report abuse
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@Phoebes, Tess: hai ragionissimo.
E' un piacere leggere i tuoi commenti, anche se io non sto leggendo il libro - Almucantarat | Dec 10, 2008 Report abuse
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Scusatemi, ma questa volta devo anticiparmi con i tempi...
In questa seconda parte della nostra lettura ci sono due importanti colpi di scena che mettono a nudo i caratteri delle due protagoniste e il loro modo di affrontare il sentimento del dolore.
Dopo una settimana, Edward decise di andar via proprio quando il piacere di stare con le sue amiche era al culmine. Elinor, seppur stizzita per l’incostanza del suo comportamento, lo giustificava trovando come causa del suo strano modo di fare sua madre.
In questa parte del romanzo viene fuori anche parte del carattere di Edward, che ribadisco essere apatico e privo di spina dorsale, basta leggere con attenzione una parte del dialogo tra il ragazzo e la signora Dashwood che aveva per oggetto il futuro del giovane. La frase “Fu deciso che non fare niente era la cosa per me più vantaggiosa e onorevole […] Così entrai a Oxford, e da allora in poi sono stato sempre ozioso, come di prammatica” è veramente triste…
La separazione da Edward per Elinor fu penoso, ma fece di tutto per non darlo a vedere per non recare ulteriore tristezza alla sua famiglia.
Successivamente la famiglia Dashwood fece amicizia con dei lontani parenti della signora Jennings, le signorine Steels. Anne, oltre ad avere un visino bruttino e poco intelligente, risulta essere anche maleducata e con un solo chiodo fisso: i beaux! Lucy invece era giovane, carina, “per sua natura, intelligente; le sue osservazioni erano spesso giuste e divertenti, e come compagna per un periodo limitato Elinor la trovava spesso piacevole; ma le sue doti non avevano ricevuto alcun aiuto dall’educazione, era ignorante ed incolta, che si rivelava nei più comuni particolari. […] Elinor vedeva in lei, con minor simpatia, la completa mancanza di delicatezza, di rettitudine e integrità spirituale e non poteva trovare soddisfazione a lungo nella compagnia di una persona che univa l’insincerità all’ignoranza”.
Ed è con la conoscenza di Elinor e Lucy che spunta fuori il primo colpo di scena: quest’ultima confessa alla prima che è fidanzata con Edward da quattro anni! Inizialmente Elinor non riusciva a credere alla sincerità di Lucy, ma poi una serie di circostanze e prove la indussero a credere nella sincerità della stessa.
“Di sicuro lui l’amava. Come risultava dolce al suo cuore quella persuasione! Come si sentiva disposta a perdonare! […] poteva, dato che l’affetto che nutriva per lei era fuori questione, e data la sua integrità e la sua delicatezza, la sua cultura, accontentarsi di una moglie come quella…illetterata, artificiosa, egoista?”
Elinor soffriva molto, ma non disse nulla alla sua famiglia…era un dolore lacerante, ma tutto suo…
A seguito di ciò, Elinor e Marianne accettano l’invito della signora Jennings e si trasferiscono a Londra. L’intenzione di Marianne era ovviamente quella di incontrare il suo amato Willoughby, ma ecco il secondo colpo di scena: Willoughby rinnega di aver provato dell’affetto per Marianne ed inoltre si scopre che è promesso sposo ad una giovane poco carina, ma molto facoltosa! La delusione per le due ragazze fu enorme…Marianne cade in una grave forma di disperazione: smette di mangiare e dormire e si comporta con la sorella in modo molto ingiusto “Oh, com’è facile per coloro che non hanno nessun dolore parlare di farsi forza! Beata te, Elinor, tu non puoi aver idea di quanto soffro”
Se solo Marianne sapesse... - notturno | Dec 13, 2008 Report abuse
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La lettura procede scorrevole (ed è tanto visto che so la storia praticamente a memoria), però il libro rimane pieno di sorprese. Come è caustica la Austen quando parla dei rapporti matrimoniali, delle compatibili incompatibilità, insomma dei Middleton e dei Palmer!
Elinor appare sempre di più la vera protagonista e siamo consci dei suoi pensieri in quasi tutta la narrazione. Ho trovato perciò molto divertente il modo in cui si è comportata con la "simpaticissima" signorina Lucy Steele...Prima incassa piuttosto bene, poi passa al contrattacco. Non è un'eroina-vittima, ma vede la situazione in modo più ampio, analizza i comportamenti, critica e non sbaglia! E' proprio questa comprensione dei caratteri che sembra caratterizzarla maggiormente!
E poi Marianne...da un parte continuo a trovarla un più sincera della sorella, d'altronde, però, rimane profondamente egocentrica...ammetto di conoscere almeno due persone che l'assomigliano e passare il tempo con loro è tutt'altro che piacevole!;) - Vetsera | Dec 13, 2008 Report abuse
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edward mi è sempre più antipatico, bugiardo e falso, ed elinor mi delude continua a proteggerlo e, irragionevolmente, a giustificarlo. se lucy è davvero così mediocre di certo lo è un po' anche edward che se n'è innamorato e che nonostante non sia libero ha lusingato un'altra donna.
la lettera di willoghby è stata molto crudele oserei dire spietata e infatti elinor si scioglie e piange, finalmente.
mi colpisce molto il fatto che in quegli anni per una donna fosse indispensabile sposarsi e soprattutto sposarsi bene. l'uomo viene valutato in base alle entrate.
continua a piacermi il colonnello l'unico personaggio positivo di tutto il libro, fin'ora.è la mia prima lettura di gruppo a scadenza settimanale, confesso che lasciare il libro da parte per alcuni giorni una volta arrivata al capitolo della scadenza mi mette un po' in crisi. abbandonare i personaggi "sul più bello" e poi riprendere la lettura quando le emozioni si sono raffreddate non fa per me, non ci sono abituata. per voi è lo stesso?
- ile | Dec 14, 2008 Report abuse
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E' vero, è come se la Austen parlasse tramite i pensieri, le parole e i gesti di Elinor! Sconvolge anche a me il fatto che fosse così indispensabile per una donna sposare un uomo e meglio se ricco...del resto se ci pensiamo un attimo, la maggior parte dei protagonisti non lavora e vive di rendita (da dove verranno questi soldi non si sa visto che nessuno lavora!) di conseguenza il tempo libero (tanto!) lo passano a spettegolare come Lady Jennings, a struggersi d'amore come Marianne e a pensare costantemente a sistemarsi con un beau come Anne Steele!
La penso come te "ile", è difficile abbandonare i protagonisti sul più bello, ma è anche vero che l'attesa aumenta il desiderio :) - notturno | Dec 14, 2008 Report abuse
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Sono anch'io un po' bloccata dall'interrompere la lettura e per ovviare il problema mi centellino le pagine per finire di venerdì...però anche questo non è semplice.
Vi pongo una domanda: ma cosa ci trova il colonnello in Marianne? Io non ci arrivo...certo, la voglia di vivere, la bellezza, la giovinezza, ma tutta quell'ottusità? - Vetsera | Dec 14, 2008 Report abuse
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Bè...non posso sbilanciarmi, ma nelle prossime pagine è svelato il motivo di questo sentimento...
certo che io lo vedrei così bene con Elinor...è possibile che non capisca che è lei la donna fatta per lui?! - notturno | Dec 14, 2008 Report abuse
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ciao ragazze!
che antipatica che è marianne in questi capitoli!
Io al posto di Elinor avrei già perso la pazienza, altro che comprensione.
Cmq... chi ne esce peggio sono i personaggi maschili: meschini, fatui e falsi falsi falsi... Non che oggi non v siano uomini di questa risma, ma nel libro ne escono proprio male.
Discorso a parte per il colonnello che è l'unico uomo"positivo" di queste pagine.
Ai tempi della Austen tutti i possidenti vivevano di rendita, che derivava loro dall'essere appunto possidenti terrieri: loro possedevano i terreni ed altri li lavoravano pe rloro conto. Certo, immagino controllassero l'andamento delle cose ma più che questo non erano costretti a fare.
Un tempo, prima dell'industrializzazione la terra era la chiave di tutto e l'unica vera ricchezza.
La situazione delle donne, non potendo esse lavorare a meno che non fossero contadine o comunque povere (donne di servizio, governanti, istitutrici, insegnanti, ecc...) era necessariamente legata al dover trovare un buon merito, unico "modo" per continuare a tenere uno stile di vita ricco.
Era molto triste, non trovate? Avere pochissime possibilità di contare solo su se stesse e la proprio autonomia... Fortuna che i tempi sono cambiati, ed ora anche noi possiamo scegliere!
Devo dire che però le protagoniste della Austen sono sempre un po' critiche ed anche abbastanza autonome nel pensiero, e questos econdo me la dice lunga sul pensiero della nostra autrice! - Tess the vampire | Dec 14, 2008 Report abuse
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Ho finito un po' tardi la lettura questa settimana, perciò i miei commenti arrivano solo ora!
Altri capitoli, altre conoscenze davvero irritanti! I Palmer sono insopportabili entrambi, anche se per motivi opposti. Le Steele sono meno fastidiose, ma forse non mi sarei soffermata molto su di loro, se Lucy non ci avesse svelato il primo colpo di scena di questa tranche di racconto! Che notizia incredibile!!!! E così Edward è già fidanzato. Adesso è Elinor ad essere disperata (e con ragione!), ma il suo modo di affrontare il dolore è all'opposto di quello di Marianne. Inutile aggiungere che anche qui io mi rispecchio totalmente in Elinor!
Willoughby non mi convinceva per niente, già dl momento della sua partenza, e anche dopo l'incontro al ballo, ero convinta che ci fosse di più di quanto pensava Elinor! Qui infatti la notizia del fidanzamento (nonché delle nozze molto prossime, a quanto pare!) di Willoughby non è giunta come un fulmine a ciel sereno, un po' me l'aspettavo qualcosa del genere. Che meschino, comunque! E che faccia tosta a scrivere quella lettera come niente fosse!
Quindi, ora le due sorelle vivono una situazione praticamente identica (stavolta però, lo devo ammettere, quella di Marianne è un po' peggiore!) e la affrontano secondo il loro carattere che ormai già conosciamo. Marianne ho desiderato prenderla a schiaffi più volte durante la lettura, poi però mi ha stupito, ha reagito quasi meglio a questa tremenda notizia che prima a una semplice separazione.
Quanto agli altri personaggi, il Colonnello contrariamente a molti di voi, in questa parte non è piaciuto molto, mi infastidito un po' il suo continuo piagnucolare per Marianne, anche quando la credeva ormai fidanzata. Mi è piaciuto di più invece sul finale, quando ha reagito alla notizia che secondo la signora Jennings doveva portargli solo gioia, con dolore per la situazione di Marianne.
A proposito della Jennings, lei devo dire mi sta simpatica! E' insopportabile il suo impicciarsi e spettegolare su tutto e tutti, ma ho apprezzato la sua indignazione nei confronti di Willoughby. Poi, in particolare, mi ha colpito un'osservazione di Elinor, che le sue conoscenze erano quasi tutte rispettabili, a parte alcune amicizie che le figlie non erano riuscite a farle abbandonare. Questa cosa me l'ha resa più simpatica, mi immagino questa vecchia signora a cui non importa più di andare contro la convenienza, e preferisce conservare delle relazioni con persone magari divertenti, interessanti, anche se poco rispettabili (chissà poi che vorrà dire questo?), con buona pace della disapprovazione di Elinor! ;) - Phoebes | Dec 15, 2008 Report abuse
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E' vero Phoebes, la signora Jennings da qui in poi acquista punti e diventa meno ficcanaso e più sensibile...è proprio il caso di dire che a volte è sbagliato giudicare le persone (o i personaggi come in questo caso) dalla prima impressione!
- notturno | Dec 15, 2008 Report abuse
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Sono in ritardo perdonatemi, tra l'altro non voglio assolutamente leggere i vostri commenti finchè non sono arrivata al punto giusto!!!
- CriCi | Dec 15, 2008 Report abuse
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è vero phoebes! a volte è troppo ficcanaso ma alla fin fine è una brava persona generosa!
- Tess the vampire | Dec 16, 2008 Report abuse
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chiedo scusa a tutti per il ritardo, ultimamente ho avuto un po di difficoltà a leggere, appena posso rilascerò il mio commento. buona lettura!
- Ciccioabba | Dec 16, 2008 Report abuse
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Eccomi!
In questa nostra seconda tranche di lettura ragione e sentimento delle due sorelle si confrontano sulla delusione sentimentale. Marianne, va detto, è davvero insopportabile, nonchè immatura: se persino noi nel 2000 crediamo poco a chi non professa chiaramente il suo amore, pensate a che stoltezza dovesse essere all'epoca della Austen esporre i propri sentimenti in pubblico come fa Marianne, senza avere niente, assolutamente niente di certo da parte del proprio innamorato. Il primo pensiero che mi viene in mente è: se l'è cercata. Ha voluto fare la sentimentale a tutti i costi, valutare gli altri secondo il suo metro di giudizio unicamente improntato all'eccesso di sentimento, ma non ha considerato che gli altri possono essere falsi o mutevoli...e soprattutto, che un po' di prudenza, specie in quella società, è sempre d'obbligo.
Elinor si rivela molto più sveglia del previsto. Quando scopre il fidanzamento di Edward e Lucy, riesce a controllarsi, e quindi a essere pronta anche per il contrattacco. Certo è che lei, tutta "ragione", manca davvero di "sentimento": vista la difficile situazione familiare di Edward, e l'immaturità del suo agire fidanzandosi con Lucy, io al posto suo un tentativo di affrontarlo e strapparlo alla mia rivale lo avrei fatto...ma forse è un pensiero poco ottocentesco!
Il Colonnello e Mrs.Jennings fanno la parte del leone in questi capitoli. Il primo sarà vecchio, un po' noioso, provato dalla vita, ma quanta fedeltà di sentimento nei confronti di una ragazza che, diciamolo, sembra ben poco adatta a lui! E' davvero un sentimento profondo il suo, per essere così costante ed al tempo stesso delicato allorchè scopre la "disgrazia" di Marianne, ma soprattutto quanta diversità dagli altri uomini del libro: il Colonnello è pronto sino alla fine a combattere per colei che ama, è disposto anche ad aprirsi con Elinor per scoprire se il matrimonio fra Marianne e Willoughby è davvero inevitabile, o può ancora fare qualcosa!
Mrs. Jennings è molto da rivalutare. Sarà impicciona e ciarliera all'eccesso, ma è affettuosa, materna e a dir poco carina con Marianne, poco pettegola per una volta, sinceramente interessata, e soprattutto sufficientemente sicura di sè per urlare cosa ne pensa di quel perfido Willoughby! Inoltre anch'io sono rimasta colpita da quel suo avere tutto sommato delle buone amicizie, e aver saputo mantenere quelle vecchie...e credo che la Austen voglia sottolineare questo particolare specificando che lo fa contro il volere delle figlie che non trovano queste conoscenze raccomandabili, sopratutto perchè è un giudizio espresso da due personaggi che l'autrice mira a farci detestare cordialmente! i pessimi esempi di matrimonio, mentre tutte le buone parole espresse da Mrs. Jennings verso il defunto marito ci fanno pensare che per lei non fosse così...E' certo ben triste che tutto si riduca al matrimonio, come necessità economica, sociale, morale. Non sono però certa che oggi sia tanto diverso per noi donne: non avete anche voi una schiera di nonne-zie-cugine che a Natale vi chiederanno "ma allora cara l'abbiamo trovato il fidanzato"? C'è da dire che per la Austen, in tutti i suoi libri, il matrimonio è la risoluzione ma in un senso molto ampio: unione di caratteri, menti, fine di contrasti dell'anima prima che del cuore, e non ho dubbi che qui segnerà il sopraggiungere dell'equilibrio nei caratteri sbilanciati delle due sorelle.
Anch'io ho serie difficoltà a procedere la lettura così...ma mi piace poter commentare insieme!
- CriCi | Dec 18, 2008 Report abuse
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mi hai spezzato il cuore quando hai scritot che il colonnello èvecchio : ha solo 35anni! :D
- Tess the vampire | Dec 18, 2008 Report abuse
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CriCi
Anche secondo me le cose non sono cambiate moltissimo riguardo al matrimonio. Certo, una donna non spostata oggi come oggi può avere almeno la sua indipendenza, ma il non essere sposati è sicuramente una condizione svantaggiosa sotto molti aspetti.
Ah, mi aggiungo al cuore spezzato di Tess... il Colonnello non è vecchio!!!! ;) - Phoebes | Dec 18, 2008 Report abuse
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@ Tess e Phoebes: un uomo di 35 anni ottocenteschi, vista la durata media di vita di quegli anni, può definirsi anziano purtroppo!
@ CriCi: in linea generale la situazione della donna, è vero, non è poi cambiata di molto, spt in quelle piccole realtà spt del sud Italia. Ricordo ancora di quella volta in cui mia cugina di 13 anni si fidanzò in casa e disse a mio padre che mi aveva fregata perchè si era findanzata prima di me (all'epoca avevo 21 anni circa!). eheheh
Fortunatamente ora abbiamo lo studio e il lavoro che ci distraggono da questo chiodo fisso del "matrimonio"!!!!! e ben venga questa liberazione, perchè io da moglie felice dico che prima di tutto bisogna realizzarsi come donna e poi come moglie e mamma..
Quando dici che Marianne "Ha voluto fare la sentimentale a tutti i costi, valutare gli altri secondo il suo metro di giudizio unicamente improntato all'eccesso di sentimento, ma non ha considerato che gli altri possono essere falsi o mutevoli" dobbiamo cmq ricordarci che è una ragazza di 17 anni innamorata...io alla sua età ero esattamente così e non me ne pento :) - notturno | Dec 18, 2008 Report abuse
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Scusate, ho dato del vecchio al Colonnello solo perchè le ragazze lo descrivono così! Ed è vero in effetti che per l'epoca lo era...ma per noi sarebbe un ottimo partito ;)
Sì è vero, Marianne è una 17enne innamorata, e io alla sua età ho fatto anche di peggio. Però Elinor non è molto più grande (o non più grande a sufficienza da essere considerata molto più matura), e reagisce in maniera opposta.
Diciamo che si parla sempre di estremizzazioni di caratteri...non credo che la Austen avrebbe descritto il carattere di Marianne in maniera diversa se le avesse attribuito 10 anni di più! - CriCi | Dec 18, 2008 Report abuse
- notturno | Dec 18, 2008 Report abuse
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Terza settimana di lettura passata e i nodi cominciano a venire al pettine. Continuo a non riuscire a capire il personaggio di Edward...qualche suo gesto di gelosia quando pensa che il colonnello lo stia aiutando perché futuro sposo di Elinor è l'unica cosa che traspare del suo carattere. Ammiro la fermezza di Elinor nel non credere a quello che la sempre più splendida Lucy e la sorella di lei le raccontano...non capisco però come faccia! Che cosa sa del carattere di Edward? Perché tutta questa cieca fiducia? E' questo finora che non mi torna, ma confido nella prossima settimana...che passerò varicellotica a casa...buon natale a tutti...;)
- Vetsera | Dec 21, 2008 Report abuse
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confido nella prossima settimana...che passerò varicellotica a casa...buon natale a tutti...;)
Povera!!!!! Mi dispiace!!!!
Meno male che c'è la Austen a tenerti compagnia! :)Vado col mio commento!
Mamma mia! Non me la ricordavo proprio 'sta cosa del Colonnello! Un colpo di scena dietro l'altro! Che infame Willoughby!!!
La signora Jennings invece mi sta sempre più simpatica, specie nella sua antipatia per Fanny! Molto bello il momento in cui insieme alle due sorelle si mette allegramente a criticare la signora Dashwood e la signora Ferrars! E mi ha fatto piacere vedere Elinor sfogarsi un po'! Delle volte la sua onestà mi pare quasi eccessiva! Come quando ad esempio non rivela a nessuno quello che le ha detto Anne, perché è una conversazione che è stata ascoltata origliando (e potendola sire smentirebbe pure la lettera ipocrita di Lucy!)
Per quanto riguarda Marianne, sebbene sempre troppo impulsiva, quando pensa alla sorella mi piace, mette in luce il suo lato generoso e altruista.
Il chiarimento tra le due sorelle è un momento che mi è piaciuto molto, quando Elinor rivela a Marianne la verità su Edward, e soprattutto le svela finalmente i suoi sentimenti di quell'ultimo periodo. Marianne è rimasta di sasso nello scoprire che la sorella ha affrontato il suo stesso dolore in maniera tanto diversa!
Edward non riesco bene a capirlo, mi chiedo se sia davvero come pensa Elinor, che si sente vincolato dalla promessa fatta a Lucy e per questo motivo è pronto anche a rovinarsi la vita, oppure se magari ne è davvero innamorato! Nel suo dialogo con Elinor mi ha dato l'impressione di esser molto simile a lei, di non voler esprimere i suoi veri sentimenti per rispetto dell'etichetta, delle promesse fatte, della sensibilità altrui, ecc ecc.
Infine, mi piacciono sempre moltissimo i vari commenti ironici dell'autrice! Non risparmia proprio nessuno! - Phoebes | Dec 21, 2008 Report abuse
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Scusate, ma questa settimana è stata un disastro per me e temo che lo sará anche la prossima....continuerò a seguirvi appena mi sarà possibile collegarmi ad internet e posterò il mio commento per la terza parte appena la terminerò...
sorry e buone feste :) - notturno | Dec 22, 2008 Report abuse
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nel cap 32 ho trovato una frase che non ho capito "la buona intesa fra il Colonnello e la signorina Dashwood pareva piuttosto rivelare che le gioie del gelso, del canale e del tasso sarebbero toccati a lei;...." cosa significa?
non facevo willoughby così cattivo, troppo. non me l'aspettavo. gli avevo dato del superficiale, dell' interessato, ma non del maniaco, non l'uomo che rovina le giovani per bene......
bella l'unione tra le due sorelle così diverse eppure così decise a volersi bene, comunque a proteggersi sempre, a fare fronte comune "contro gli altri".si capisce che edward è pentito della scelta fatta anni prima, vorrebbe liberare lucy dell'impegno preso anni prima perchè ora è diventato povero (grazie mamma! e ti pareva se poteva esistere una suocera simpatica..), ma in realtà vorrebbe solo liberare se stesso senza mancare alla parola data... ci riuscirà? lucy sembra ben decisa a non mollare l'osso, benchè scarno.
il colonnello lo sta aiutando, ma forse "sistemandolo" si sta solo liberando di un rivale, perchè credo proprio che il colonnello voglia ancora marianne e non elinor. fa il furbo insomma....e robert?
- ile | Dec 22, 2008 Report abuse
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nel cap 32 ho trovato una frase che non ho capito "la buona intesa fra il Colonnello e la signorina Dashwood pareva piuttosto rivelare che le gioie del gelso, del canale e del tasso sarebbero toccati a lei;...." cosa significa?
Non l'ho capita neanch'io!! Ma forse di rifrisce al matrimonio? Come noi diremmo "i fiori d'arancio", per esempio...
il colonnello lo sta aiutando, ma forse "sistemandolo" si sta solo liberando di un rivale, perchè credo proprio che il colonnello voglia ancora marianne e non elinor. fa il furbo insomma....
Credo anch'io che voglia ancora Marianne, però, non capisco: che c'entra la rivalità? - Phoebes | Dec 22, 2008 Report abuse
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hai ragione, in effetti se si tiene conto che il colonello vuole marianne ed edward elinor non c'è rivalità fra i due, anzi c'è tutto l'interesse per mantenere i buoni rapporti. il gioco delle coppie mi ha confuso!
- ile | Dec 22, 2008 Report abuse
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@ phobes, ile
quella frase si riferisce alla casa del colonnello brandon. è così ch ela descrive nei capitoli precedenti la signora jennings!la mamma di edward è un vero mostro! e lo è ancora di più il signor dashwood che dovrebbe vergognarsi di come tratta le sorelle e di come permette che sua moglie le tratti. io lui proprio lo prenderei a schiaffi
- Tess the vampire | Dec 23, 2008 Report abuse
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In questa terza parte i Dashwood/Ferrars riescono a farci apparire tutti i personaggi di cui abbiamo "sparlato" prima come degli angioletti! Avidi ed egoisti in una maniera davvero indescrivibile: ma quanto è insopportabile il discorso di presunta povertà che John fa a Elinor? Senza contare il trattamento riservato a quest'ultima dalle Ferrars madre+figlia, in favore poi di LUCY..
Non posso certo dire che vedere tutte questi malintenzionati crollare davanti alla scoperta del segreto fidanzamento di Edward mi sia dispiaciuto, ANZI: eppure neanche questa disgrazia riesce a migliorare i loro modi, visto quel certo compiacimento di John nel far notare a Elinor che se fosse stata LEI la scelta di Edward sarebbero stati tutti MENO DISPERATI...gran consolazione dopo il trattamento ricevuto alla cena, senza dubbio!
Il Colonnello e Mrs. Jennings sono sempre più i miei eroi: il primo si scopre anche passionale nel suo racconto dell'amore per Eliza, la seconda è sempre più affettuosa verso le Miss Dashwoods e sempre più convinta e decisa nel condannare pubblicamente gli atteggiamenti negativi dei Ferrars! Ma non condivido che il Colonnello possa aver cambiato oggetto d'adorazione: il suo rapporto con Elinor mi sembra invece denotare anche una sincerità d'amicizia, oltre a quella affezione profonda dimostrata nell'amore verso Marianne.
Quest'ultima non riesce mai a soddisfarmi: si rende conto di quanto sia egoistica la sua reazione alla pena amorosa, in confronto allo stoicismo della sorella, ma solo per poi di nuovo concentrarsi nel commiserare se stessa di non essere altrettanto virtuosa!
Edward, sebbene manchi decisamente di spina dorsale, si dimostra almeno uomo d'onore: sembra evidente che voglia interrompere il legame con la meschina famiglia e ANCHE quello con Lucy, ma purtroppo quest'ultima è peggio di una cozza nel restargli attaccata. Ma a che pro poi? Soldi, è chiaro che non ne avrà (deve essere ben stolta per credere in un ripensamento dei Ferrars); amore nei confronti di Edward, non credo ne provi davvero; dunque perchè è così accanita nel volerlo sposare?
Edward è comunque molto simile a Elinor, nel suo silenzioso dolore: ma ha meno forza della fanciulla.
Willoughby...non merita una sola parola. - CriCi | Dec 23, 2008 Report abuse
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Tess the vampire, grazie del chiarimento!!! Come sono distratta!!! ;)
- Phoebes | Dec 23, 2008 Report abuse
- ile | Dec 23, 2008 Report abuse
- Tess the vampire | Dec 25, 2008 Report abuse
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Ed eccoci giunti all'ultimo commento, all'epilogo della storia. E che epilogo! Nonostante avessi già letto questo libro, ricordavo assai poco, quindi ho potuto godere dei colpi di scena come fossi alla prima lettura!
Ancora una piacevole sorpresa dalla signora Jennings, che si è dimostra preziosa infermiera e compagnia e conforto per Elinor, durante la malattia di Marianne. Mi è piaciuto molto il momento in cui quest'ultima si congeda dall'anziana ospite, cercando col suo affetto di fare ammenda per tutte le scortesie passate!
Ed ecco il primo colpo di scena quando Elinor aspetta la madre, e invece è Willoughby!! Credevo che ormai non l'avremmo più rivisto né avremmo sentito parlare di lui... Comunque, dopo la spiegazione il ragazzo mi fa forse un po' pena, me non riesco proprio a giustificarlo: si è creato da solo la sua infelicità! Proprio l'opposto di Edward, che rinuncia facilmente alla ricchezza per tenere fede alla parola data, pur non essendo più innamorato.
Avevo già notato come in altri momenti nel romanzo Edward era sempre arrivato "a sorpresa", quando non era minimamente inaspettato, cosa che lo rende più romantico di quanto non sia di suo. Anche ora nel finale non è da meno, comparendo all'improvviso per portare un altro colpo di scena! Che bastardi Robert e Lucy!! E' vero che lei alla fine ha fatto un favore a Edward, ma si è comportata in maniera molto meschina! Certo è vero che ha però anche reso un gran favore a Elinor!! ;) Comunque, le sta bene alla signora Ferrars e a tutta la famiglia questo "scandalo", così imparano!!! O forse no, visto che pare non abbiano in effetti imparato niente. - Phoebes | Dec 27, 2008 Report abuse
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Se mi consentite, vorrei aggiungere un altro commentino riassuntivo di tutto il libro.
Proprio un bel romanzo, non so perché la prima volta mi colpì poco. Gli ultimi capitoli, poi, li ho letti tutti d'un fiato!
Forse l'avevo mal interpretato, e anche per questo ho voluto rileggerlo, alla luce delle riflessioni che mi ha fatto fare un bel po' di tempo dopo la lettura, riflessioni dovute al riscontrare, ancora una volta, quanto sia vera, realistica e attualissima la scrittura della Austen! Nello specifico: iniziando a leggere m'è venuto facile associare le due caratteristiche del titolo alle due sorelle Dashwood: Elinor tutta ragione (o "senno", come si legge in altre traduzioni, o "buon senso", come leggo tra i significati dell'originale sense) e Marianne tutta sentimento (o "sensibilità" o "emotività", sensibility in originale). Ma con le riflessioni a posteriori e con la seconda lettura, la mia opinione è un po' cambiata, e ho ho dato un'altra interpretazione, non per forza più giusta, che che mi è piaciuta di più, che ho sentito più mia! Le due sorelle per me sono due modi molto diversi per esprimere la stessa cosa, entrambe hanno ragione e sentimento, non uno solo dei due. Questo è per me molto più evidente in Elinor, perché noi lettori possiamo leggerle nel cuore e sapere quanto siano grandi in lei l'amore e il dolore, anche se esternamente non li dimostra. Marianne è più incline a lasciarsi andare, e a vivere qualsiasi emozione in maniera palese. Questo la rende un po' egoista, ma anche più sincera di Elinor. Alla fine i due caratteri estremi dovevano avere per forza una limitazione, infatti Marianne ha temperato fortemente il suo. E Elinor? Anche lei ha dei momenti in cui il turbamento vince la compostezza, e proprio non riesce a rimanere padrona di sé!
Alla fine del romanzo, abbiamo la "ragionevole" Elinor che si sposa per amore, ed è tanto impaziente da anticipare il matrimonio, mentre la "sentimentale" Marianne finisce con l'accondiscendere ad un matrimonio che le sembra la cosa più giusta da fare, pur non sentendo (almeno non da subito) quell'amore che fino a poco tempo prima riteneva indispensabile per qualsiasi unione.Ora mi piacerebbe vedere il film che è stato tratto da questo libro, soprattutto perché ricco di attori che amo molto: Emma Thompson (Elinor), Kate Winslet (Marianne), Alan Rickman (il Colonnello Brandon) e Hugh Grant (Edward... io l'avrei visto più come Willoughby!)
- Phoebes | Dec 27, 2008 Report abuse
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Se mi consentite, vorrei aggiungere un altro commentino riassuntivo di tutto il libro.
Proprio un bel romanzo, non so perché la prima volta mi colpì poco. Gli ultimi capitoli, poi, li ho letti tutti d'un fiato!
Forse l'avevo mal interpretato, e anche per questo ho voluto rileggerlo, alla luce delle riflessioni che mi ha fatto fare un bel po' di tempo dopo la lettura, riflessioni dovute al riscontrare, ancora una volta, quanto sia vera, realistica e attualissima la scrittura della Austen! Nello specifico: iniziando a leggere m'è venuto facile associare le due caratteristiche del titolo alle due sorelle Dashwood: Elinor tutta ragione (o "senno", come si legge in altre traduzioni, o "buon senso", come leggo tra i significati dell'originale sense) e Marianne tutta sentimento (o "sensibilità" o "emotività", sensibility in originale). Ma con le riflessioni a posteriori e con la seconda lettura, la mia opinione è un po' cambiata, e ho ho dato un'altra interpretazione, non per forza più giusta, che che mi è piaciuta di più, che ho sentito più mia! Le due sorelle per me sono due modi molto diversi per esprimere la stessa cosa, entrambe hanno ragione e sentimento, non uno solo dei due. Questo è per me molto più evidente in Elinor, perché noi lettori possiamo leggerle nel cuore e sapere quanto siano grandi in lei l'amore e il dolore, anche se esternamente non li dimostra. Marianne è più incline a lasciarsi andare, e a vivere qualsiasi emozione in maniera palese. Questo la rende un po' egoista, ma anche più sincera di Elinor. Alla fine i due caratteri estremi dovevano avere per forza una limitazione, infatti Marianne ha temperato fortemente il suo. E Elinor? Anche lei ha dei momenti in cui il turbamento vince la compostezza, e proprio non riesce a rimanere padrona di sé!
Alla fine del romanzo, abbiamo la "ragionevole" Elinor che si sposa per amore, ed è tanto impaziente da anticipare il matrimonio, mentre la "sentimentale" Marianne finisce con l'accondiscendere ad un matrimonio che le sembra la cosa più giusta da fare, pur non sentendo (almeno non da subito) quell'amore che fino a poco tempo prima riteneva indispensabile per qualsiasi unione.Ora mi piacerebbe vedere il film che è stato tratto da questo libro, soprattutto perché ricco di attori che amo molto: Emma Thompson (Elinor), Kate Winslet (Marianne), Alan Rickman (il Colonnello Brandon) e Hugh Grant (Edward... io l'avrei visto più come Willoughby!)
- Phoebes | Dec 27, 2008 Report abuse
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l' happy end me lo ricordavo bene, le due sorelle "sistemate"e felici.
però sono rimasta un po' delusa, l'innamoramento tra marianne e il colonello è stato solo accennato e non mi ha trasmesso l'emozione che invece mi aspettavo da marianne e dal suo temperamento. forse la malattia l'ha davvero cambiata e maturata, forse il dolore e la delusione che le ha arrecato willoughby l'ha resa più pacata e ragionevole.
però mi è piaciuta più elinor che finalmente mi ha fatto battere il cuore.
le sue lacrime davanti alle notizie recate da edward su lucy e robert, la sua fuga precipitosa perchè troppo emozionata....finalmente ho visto in lei una donna innamorata!
inoltre mi ha sorpreso che tutti, bene o male, facciano una bella fine...anche i "cattivi" come lucy e willoughby. la austen è stata buona li ha perdonati e non maltrattati come se riconoscesse che i loro difetti sono anche un po' i nostriche ne dite di continuare con gli altri libri della austen, visto che questo ci è piaciuto tanto?
- ile | Dec 29, 2008 Report abuse
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inoltre mi ha sorpreso che tutti, bene o male, facciano una bella fine...anche i "cattivi" come lucy e willoughby. la austen è stata buona li ha perdonati e non maltrattati come se riconoscesse che i loro difetti sono anche un po' i nostri
Più che altro secondo me è stata realistica: Willoughby rimpiangerà il suo comportamento per tutta la vita, ma non potrà stare costantemente a struggersi per lei, e Lucy ha ottenuto quello che voleva, quindi...
che ne dite di continuare con gli altri libri della austen, visto che questo ci è piaciuto tanto?
Mi pare una bellissima idea, però io ho solo "Orgoglio e pregiudizio", gli altri li dovrei comprare, perciò non posso assicurare la mia partecipazione!
- Phoebes | Dec 29, 2008 Report abuse
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io ci sto, tranne che per orgoglio e pregiudizio che ho già letto! In fondo i libri della austen non costano molto, quindi è una spesa che affronto tranquillamente...
Finale col botto, direi, soprattutto per Elinor, che alla fine si è confermata appieno la mia preferita. Concordo anche io sul fatto che la nascita del sentimento tra Marianne e il colonnello avrebbe meritato un poco di spazio in più.
- Tess the vampire | Dec 30, 2008 Report abuse
- Tess the vampire | Dec 30, 2008 Report abuse
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Finale di storia per Elinor e Marianne. Capitoli ricchi di colpi di scena, o meglio, ricchi di COMPARSE in scena!
Willoughby è in qualche modo "scusato" del suo comportamento precedente: non solo era davvero preso da Marianne, ma anzi quest'ultima è colei che ha vendicato tutte le altre donne che prima di lei sono state sedotte e abbandonate dal belloccio. Infatti Willoughby è di certo destinato a rimpiangere Marianne a lungo, lei, unica veramente amata, veramente fiera ai suoi occhi: ma se può far meno rabbia, non sono certa che quest'uomo possa far pena, visti i suoi commenti irrispettosi nei confronti della nuova moglie. Sono anche pienamente d'accordo con Mrs. Dashwood sul fatto che anche Marianne gli sarebbe venuta a noia, se fosse stato povero!
Edward ne esce da gran signore, ed Elinor con lui. Il primo è così ricco di principi da accettare la povertà E ANCHE LUCY, pur di non mancare alla parola data...e certo sarebbe stato felice anche povero, insieme alla sua Elinor! Lei invece finalmente si lascia andare e può dar sfogo alle sue emozioni, togliendosi anche qualche sassolino dalla scarpa in fondo...che ridere immaginare il "sollievo" delle Ferrars!
Mrs. Jennings conferma la buona opinione che si ha di lei, e il Colonnello ancor di più...forse la sobrietà di Marianne risulta poco credibile, anche perchè COME AL SOLITO ACCIDENTI la Austen ci liquida il finale in due parole quando eravamo tutti pronti a sapere i dettagli dell'happy end...e invece niente di niente, i romantici dialoghi fra le nostre coppie ce li possiamo solo immaginare!
Molto bello comunque, sono davvero felice di averlo riletto, e soprattutto in lingua originale! - CriCi | Dec 30, 2008 Report abuse
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io a casa ho orgoglio e pregiudizio, emma e persuasione. per i primi due sarebbe una rilettura, ma ho scoperto che rileggere i libri "in compagnia" è molto divertente, quindi lo farei volentieri.
se qualcuna di voi apre l'iscrizione sarò felice di accodarmi. - ile | Dec 30, 2008 Report abuse
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Ciao a tutti e buon anno!
Ecco la fine. Devo dire che il libro mi è piaciuto, ma meno di Orgoglio e Pregiudizio. Alcuni personaggi proprio non sono riuscita a capirli. Invece le situazioni le ho trovate sempre lucidamente descritte e con molto sarcasmo. In particolare la questione dei soldi che segnava il destino dei più deboli...ma a volte anche dei più forti.
Delle figure maschili ho apprezzato solo il colonnello. Proprio non ho capito la reazione di Elinor alla confessione di Willoughby...che pusillanime di uomo. Mi è piaciuta la maturazione di Marianne, ma speravo che venisse descritto meglio l'avvicinamento al colonnello. Le figure femminili rimangono comunque più forti, decisive, ferme. Nel bene e nel male.
Ora vi saluto e vi ringrazio per il bel gruppo di lettura. - Vetsera | Jan 2, 2009 Report abuse
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Scusatemi per l'assenza, ma a causa delle vacanze e di altri eventi ho dovuto mettere da parte la lettura :(
In primis, buon anno a tutte!!!
Il mio giudizio sul finale si avvicina molto a quello già espresso da Vetsera!
Il migliore della Austen resta sempre e comunque Orgoglio e Pregiudizio! - notturno | Jan 7, 2009 Report abuse
