Gli Orrilibri della nostra adolescenza: ovvero cosa ci toccava leggere a scuola
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Spero di non ripetere qualche altra discussione aperta in precedenza, ma mi sembra che di questo argomento non si sia mai parlato. Se così fosse scusatemi e chiudete subito tutto!
Tutti quanti noi, prima o poi, nella carriera scolastica ci siamo cimentati nella lettura "obbligata" di qualche classico: Manzoni (credo che le forche caudine dei Promessi Sposi le abbiano passate tutti), D'Annunzio, Verga, Pirandello, Silone, Calvino, Sciascia, Pavese... insomma siamo liberi di sparare a zero su qualsiasi romanzo che a 15 anni ci ha fatto venire voglia di cavarci gli occhi piuttosto che andare avanti nella lettura, e siccome lancio il sasso ma non nascondo la mano eccovi le mie prime critiche.
Pane e Vino di Ignazio Silone e I Malavoglia di Giovanni Verga.
Pane e vino è un libro del 1936 (negli anni '50 Silone lo rivedrà e ne cambierà il titolo in Vino e Pane) che narra la vita di Pietro Spina, un intellettuale comunista che per varie vicissitudini si ritrova a vestire i panni di un finto prete di nome Paolo Spada.
Il libro ce lo dettero da leggere in 3°media come romanzo da portare all'esame, avevo perciò 13 anni. Eravamo stati divisi in gruppetti da 3 persone e ad ogni gruppo era stato affibbiato un libro, al mio toccò questo (e ci disse bene, alla mia amica del cuore dell'epoca e al suo gruppo toccò Il trionfo della morte di D'Annunzio, dice che ancora oggi ha gli incubi se ci ripensa!).
Ce lo leggemmo tutto una volta e fu estenuante, poi lo dividemmo in tre parti per farne l'analisi e fu tremendo, perché bisognava leggerlo e prendere appunti.
Cominciai ad odiare Spina, il suo essere comunista ad ogni costo, il vedere che le cose non gli andavano mai come avrebbe voluto, ascoltare le sue "discussioni" interiori. Poi la tristezza infinita che accompagnava ogni pagina di quel libro fu talmente contagiosa che ci mise tutti di malumore e non si faceva che litigare per ogni sciocchezza: dall'impaginazione del lavoro al colore della copertina. Fu una tragedia.
Confesso che da allora non ho mai più ripreso in mano quel libro. Ma la noia che provavo nel leggerlo e la malinconia che mi metteva addosso hanno davvero lasciato il segno. Probabilmente sarà uno di quei libri che per "colpa" della scuola non rileggerò mai.
L'altro mio orrilibro scolastico è i Malavoglia. Lo dovetti leggere (e questa volta da sola ahimè) in seconda superiore. Avevo 15 anni. I Malavoglia racconta la storia della Famiglia Toscano di Aci Trezza, pescatori che come unici beni hanno la barca Provvidenza e la casa del Nespolo. Il libro è incentrato sulle vicende tremende che questa famiglia è costretta ad affrontare.
Ho passato intere serate a cercare di non mandare a quel paese i vari membri della famiglia Toscano ogni due per tre perché lasciavano tutto in mano alla Provvidenza (quella divina, non la barca) e non facevano praticamente nulla per mutare il loro destino. Questi esseri umani descritti da Verga mi davano l'idea di essere privi di libero arbitrio, sembrava quasi che non potessero mai scegliere la loro vita, ma solo subirla. Anziché suscitare la mia comprensione e far sorgere in me empatia, Verga riusciva solo ed esclusivamente a farmeli odiare. All'epoca avevo trovato il libro una grande ed unica lamentazione continua sulla sfortuna che li prendeva a bastonate da ogni lato della vita, ma senza nessuna soluzione. Erano sfigati perché così era stato deciso. In più pensavo che nessuno al mondo poteva sommare un numero così elevato di disgrazie e quindi reputavo quel romanzo verista, davvero poco reale (la professoressa non aveva spiegato molto bene il concetto di verismo).
Anni dopo rilessi i Malavoglia. La seconda lettura non me li fece piacere, ma nemmeno detestare. Li ho riletti una terza volta e siamo sempre lì: capisco il genere (adesso mi hanno spiegato meglio cos'è il verismo), apprezzo il romanzo ma nonostante tutto continuo a non riuscire ad empatizzare con i Toscano, per me rimangono una sorta di buco nero della sfortuna che gravita nella letteratura moderna.
Sono convintissima che questi due libri, se non fossero stati imposti, probabilmente non li avrei mai letti, ma sono anche consapevole del fatto che se non me li avessero imposti forse li avrei apprezzati di più. Quindi oltre a raccontare i vostri orrilibri scolastici parliamo anche dell'utilità dell'imposizione delle letture a scuola? E se voi foste l'insegnante cosa fareste leggere ai vostri ragazzi? Io sicuramente darei da leggere la trilogia di Calvino, i romanzi inchiesta di Carlotto, Campanile e Palazzeschi che mi hanno sempre divertita, Gadda, e poi ci metterei anche Lucarelli, i romanzi storici dei Wu Ming e dei Luther Blisset, un paio di Camilleri (i gialli storici però così imparano qualche cosa). La lista potrebbe andare avanti pagine, anche perché scoprire che a scuola danno da leggere la Tamaro (alla figlia 13enne di una mia vicina di casa) mi fa venire un po' da piangere... e non per empatia!
E adesso tocca a voi: i vostri orrilibri scolastici, se voi foste il prof e quanto utile è la lettura obbligata scolastica. - Dolcenera75 | Apr 29, 2009 Report abuse
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anche io vanto una traumatica esperienza con 'i malavoglia', in IV ginnasio, con lavoro scritto annesso! se lo rileggessi ora forse mi piacerebbe, non so. ma 'la storia' della morante proprio non l'ho digerito. non l'ho nemmeno finito, e per me è una cosa molto rara. proprio mi ha fatto 2 palle così! e non capisco perchè la prof di storia e filosofia ci fece leggere 'i viaggi di gulliver', che ho portato fino in fondo, ma con grande fatica; mi è parso molto noioso, e pensare che è un libro per ragazzi!
penso sia normale odiare i libri che ci hanno costretto a leggere a scuola; alla fine sono sempre i soliti e indubbiamente la maggior parte dei professori ci mettono il loro, a farceli odiare. è più facile che si risvegli un ex studente che non un professore; nel senso che possiamo riprendere in mano i libri che abbiamo odiato (con un po' di coraggio) e vedere che effetto ci fanno ora, ma difficilmente possiamo sperare di trovare il professore geniale che te la fa spassare su foscolo o sul paradiso dantesco!! - tepes | Apr 29, 2009 Report abuse
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Personalmente ho odiato i seguenti libri per tutte quelle ragioni che Dolcenera75 ha elencato così bene.
Promessi Sposi: letti in quinta elementare in versione ridotta, in terza media e al liceo in versione integrale. Alla fine non ne potevo più nè del ramo del lago, nè dei monti e delle sorgenti! Per non parlare della Divina Provvidenza....
Le mie prigioni di Silvio Pellico: in terza media. Micidiale a tutte le età.
Il mercante di sole di Angelo Gatti: in seconda media. Perfetto per una telanovela, anzi per la parodia di una telenovela.Libri odiatissimi, sia perchè a quell'età qualunque proposta pervenisse dai "grandi" e in particolare dalla scuola mi risultava per partito preso odiatissima, sia perchè i libri corredati di quelle orribili "spieghe" per gli studenti, per me, sono un vero e proprio deterrente a qualunque interesse per la lettura.
- giò | Apr 29, 2009 Report abuse
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faccio direttamente l'elenco così capirete la perversione della mia prof di italiano:
- Tre uomini in barca : non credo sia degno di essere chiamato libro
- I Malavoglia : ...
- La coscienza di Zeno : l'unico che mi sia piaciuto
- Le ultime lettere di Jacopo Ortis
- gli ultimi 10 capitoli dei promessi sposi per le vacanze, vale adire da leggere tipo il 10 settembre di corsa!per quanto riguarda i libri in lingua originale:
- Il piccolo principe : osceno
- Lo straniero : unico bello
- Alcuni racconti di Maupassant (...) e tre novelle di Proust dove faceva già largo uso di quella che io chiamo "La frase interminabile". - AndréC'estMoi | Apr 29, 2009 Report abuse
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anche io brutta esperienza con i malavoglia alle medie...e poi alle medie e anche quest'anno altra brutta esperienza con rosso malpelo... grr!!!!!! alle medie abbiamo fatto pure la verifica su rosso malpelo!!!!!!!i promessi sposi a me sn piaciuti perchè al posto di farci leggere il libro ci hanno fatto vedere il film!!! hihihi almeno una cosa bella c'è!!
- d0lcelaura | Apr 30, 2009 Report abuse
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Sparo alto: Fede e bellezza di Tommaseo. Già il titolo dice tutto. Un'amore didattico, ragionamenti edificanti, lessico antico.
Peggio dei Promessi Sposi, che pure non ho nemmeno finito (fede e belezza si, perlomeno era corto).C'è da dire che non mi sarebbe piaciuto mai, in nessun caso... Invece sono moltissimi i libri che ho letto con piacere per la scuola, non so, forse mi stavano abbastanza simpatiche tutte le mie prof di Italiano...
- Marti | Apr 30, 2009 Report abuse
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Parto dal presupposto che qualunque cosa scritta prima del 1920 e tramandata fino a oggi per principio non sia orrilibro e non lo sarà mai.
Se poi vogliamo parlare di libri stracciapalle, questo sì. Non tiraremi addosso i vostri tomi, ma non mi è dispiaciuto poi tanto leggere I promessi sposi e tutto il resto dell'ambaradam che viene fatto leggere al liceo.
Ecco, però se qualcuno mi dicesse di rileggere I dolori del giovane Werther, potrei seriamente odiarlo. Quel libro potrebbe piacere a un quindicenne solo se fortemente tendente all'emo.
All'epoca (e anche ora) amavo la vita, le farfalle, gli uccellini. Quindi l'avrei volentieri messo al rogo. - Σακυρα87 | Apr 30, 2009 Report abuse
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Sono iscritta a questo gruppo da un po' ma per ora mi sono sempre limitata a leggere senza intervenire. Per il mio primo messaggio faccio un outing imbarazzante: non ho odiato nessun libro letto a scuola, nemmeno - udite udite - i promessi sposi. Si, Lucia è una stracciapalle e Renzo un fesso, ma le pagine della peste sono stupende.
L'unico che ho fatto una gran fatica a leggere è stato Le affinità elettive: ci saranno state fra i personaggi, ma fra me e il libro proprio no.
E la mia prof di italiano, al liceo, ci dava una ventina di libri per le vacanze, mica uno!@ Andre: posso chiederti che cosa ti fa odiare tanto Tre uomini in barca? Io lo trovo un capolavoro di humor britannico, lo rileggo ancora adesso, ogni tanto.
- Viperavenerea | Apr 30, 2009 Report abuse
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tepes, checché così venga propagandato "I viaggi di Gulliver" non è un libro per ragazzi, ma una satira feroce dell'epoca in cui l'autore viveva. ovviamente le versioni cinematografiche di Gulliver gigante hanno creato il fraintendimento e così il libro (che io lessi credo a 15 anni e trovai pesantissimo) viene erroneamente dato da leggere ai ragazzi che si annoiano moltissimo perché non ritrovano tutta l'azione che c'è nei film.
tra i libri affibbiati durante l'estate io ricordo "La Gerusalemme liberata" del Tasso, rifilata tra la terza e la quarta, che non lesse nessuno, perché sapevamo che avremmo cambiato professoressa. Infatti quella di quarta era sconvolta dalla scelta del titolo! - Lise Charmel | Apr 30, 2009 Report abuse
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Visto che qui si fanno outing coraggiosissimi farò anch'io il mio: mi sono laureata in lettere - vecchio ordinamento - portando all'esame di letteratura italiana... il Bignami dei Promessi Sposi! E credo di aver preso 28. Dopo averlo subito alle medie (per fortuna su quelle intelligenti versioni ridotte che riportavano solo le parti più scorrevoli: l'addio ai monti, l'assalto ai forni, la madre di Cecilia, etc.) e di nuovo al liceo, proprio non ce la facevo a ricominciare da capo un'altra volta. Però, alle medie, mi fecero leggere anche "La commedia umana" di Saroyan che non era male (per quel che mi ricordo).
- LaCia | Apr 30, 2009 Report abuse
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@Sakura data la soggettività del concetto di orrilibro non credo che basti il tempo a dare una garanzia... L'orrilibro può essere ovunque!
- Marti | Apr 30, 2009 Report abuse
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@LaCia Anche a me fecero leggere La commedia umana di Saroyan alle medie, ma non mi sembrò un gran che (confesso che durante la lettura in classe perdevo continuamente il segno...).
Devo comunque dire che tutti i "polpettoni" qui menzionati: Goethe, Jerome Jerome K, Swift...ho avuto la fortuna che nessun prof me li abbia fatti leggere a scuola e quindi odiare: li ho letti anni dopo la fine degli studi, traendone un godimento clamoroso. - giò | Apr 30, 2009 Report abuse
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Essì, l'orrilibro è ovunque, è atemporale e colpisce quando meno te lo aspetti.
Dunque.
Io amo I promessi sposi. Ma li amo ORA. A scuola li ho odiati con tutte le mie forze, così come ho odiato un libro per cui ora darei il sangue, che è la Divina Commedia, la quintessenza della meraviglia. Il problema è COME te li propinano. A me li hanno propinati malissimo.
Però, per esempio, continuo a detestare Svevo. Non posso farci niente: anzi, penso che molti romanzi brutti nostri contemporanei derivino da là.
(perdooono). - Lara Manni | Apr 30, 2009 Report abuse
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Ma solo a me sono piaciuti i Promessi Sposi e i Malavoglia?
Qeusti ultimi tanto che mi sono letta quasi tutte le opere di Verga alle superiori, le Novelle poi per me sono bellissime.:)Sinceramente non ricordo di aver detestato i libri che davano da leggere, forse un po' Pirandello ma perchè non mi interessavano particolarmente le tematiche che trattava.
- Cardebarbara | Apr 30, 2009 Report abuse
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Marti, io i classici noiosi preferisco chiamarli libri stracciapalle xD forse sarò un po' accademica, ma non mi sono mai sognata di chiamarli orrilibri.
Secondo me il concetto di orrilibro è imprescindibile da quello di 'mal scritto' (indipendentemente dalla leggerezza o pesantezza della trama), e dei classici tutto si può dire ma non che sono scritti male.
Gli orrilibri DOC sono poco velatamente acquattati negli scaffali dei bestseller, secondo me. - Σακυρα87 | Apr 30, 2009 Report abuse
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Lara, tu mi sei sorella! Ho provato due volte a leggere "La coscienza di Zeno" (una volta nella sopraccitata estate, un'altra volta per conto mio) e non sono mai riuscita a finirlo. Ho letto anche "Una vita" (sempre per scelta mia, non per imposizione) e l'ho detestatoooooo
- Lise Charmel | Apr 30, 2009 Report abuse
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Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati mi ha fatto letteralmente venire il latte alle ginocchia alle superiori... Ricordo che fu davvero uno sforzo sovrumano finirlo e non mi piacque per nulla. Però mi riprometto,un giorno o l'altro, di concedergli un'altra possibilità... chissà col non-senno di poi!
- Ottavia | Apr 30, 2009 Report abuse
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Non so perchè Verga sia così considerato tanto da costringere tutti gli studenti a leggere almeno uno dei suoi libri. Anche riletto a posteriori, con strumenti critici che certo non si possiedono a 13-14 anni è una palla senza fine.
Io a suo tempo mi lessi, quasi di nascosto perchè la prof lo aborriva, Nievo - Memorie di un italiano e non riuscii a staccarmene prima della fina.
Anche Pavese, che è una lettura obbligatoria, non è certo tra i più adatti ai ragazzini. Per non parlare di quel depresso-deprimente di Moravia.
Si salva con tre urrah Calvino! - Tittirossa | Apr 30, 2009 Report abuse
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io ho smepre odiato calvino..il barone rampante letto in 2 media..ahhhhhhh..ancora oggi nn riesco a leggere nulla di calvino...E
la morante CON L'ISOLA DI ARTURO! - Paprj | Apr 30, 2009 Report abuse
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Oddio, che colpo al cuore... C'è chi odia "Il barone rampante" e "L'isola di Arturo". Non so se riuscirò a riprendermi da questo... Presto, i sali!!!
- LaCia | Apr 30, 2009 Report abuse
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@Paprj fa' una cosa, prova ad ascoltare la lettura del Barone rampante che ne fa Manuela Mandracchia in questo sito, ne rimarrai sorpresa (spero almeno!):
www.radio.rai.it/radio3/terzo_anello/alta_voce/archivio_2008/eventi/2008_10_30_baronerampante/index.cfm
Svevo è un genio, meno male che alle superiori non te lo fanno leggere. Meglio i Promessi Sposi, così almeno le palle te le stracciano con un libro la cui grandezza a mio parere, tutto sommato, andrebbe ridimensionata.
- giò | Apr 30, 2009 Report abuse
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Se si parla di "letture obbligate", ho avuto a che fare solo con la Divina Commedia e gli onnipresenti Promessi Sposi.
Personalmente non credo che un professore o una professoressa possano rendere un libro più piacevole di un altro, o che possano far scoprire il piacere della lettura a chi di libri non ne vuole proprio sentir parlare.
Esperienza personale: "I Promessi Sposi", letti in versione ridotta alle medie ed in versione integrale alle superiori, non mi sono mai piaciuti , soprattutto per 'sta Divina Provvidenza che risolve tutti i problemi. A mio parere è un libro "volutamente sopravvalutato".
La "Divina Commedia", invece, nonostante le parafrasi, i commenti e le interpretazioni varie che mi hanno un po' rotto le scatole, mi è sempre sembrata qualcosa di spettacolare; l'idea di scrivere cento canti di terzine di endecasillabi, seguendo una trama, mi ha sempre fatto pensare a Dante come ad un fottuto genio.
- Lemuel | Apr 30, 2009 Report abuse
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@Lemuel siamo in sintonia su Promessi Sposi e Divina Commedia, ma ti dico che, personalmente ho odiato leggere fin tanto che mi ci "obbligavano" a scuola con certe modalità: analisi del testo, schede libri e autori, relazioni... e soprattutto con le edizioni edite espressamente per la scuola (quelle con le note per quelle bestie degli alunni). Ora leggo tantissimo e spesso quei classici tanto odiati a scuola. Come vedi c'è speranza anche per quegli adolescenti che di libri non ne vogliono proprio sentir parlare.
- giò | Apr 30, 2009 Report abuse
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@viperavenerea: semplicemente non l'ho amato, ricordo che quando l'ho finito ho pensato: ma che c***o era?
- AndréC'estMoi | Apr 30, 2009 Report abuse
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Ho amato tutte le letture "consigliate": Dante (un'ora alla settimana per tre anni), Manzoni, Verga, Svevo, Hugo e tanti tanti altri, con trenta libri da leggere nell'estate tra il 4° e il 5°... Solo "Il piacere" proprio non mi è andato giù, per lo stile presuntuoso di D'Annunzio, che mi è stato antipatico dalle primissime pagine!
- manua | Apr 30, 2009 Report abuse
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Ho frequentato le medie quasi 40 anni fa, lo dico subito perchè credo ci siano delle differenze molto grosse tra il modo di leggere di allora e quello di oggi. Noi avevamo ovviamente pochi stimoli "forti", quali tv, videogames, etc, quindi si leggeva comunque di più, e si era meno (iper)attivi, più fermi, per così dire; poi di solito leggevamo in classe, a voce alta, libri che, bè, erano scelte indiscutibili dell'insegnante: a pensarci adesso sembra strano ma trovai belli la "vita di Madame Curie" scritta dalla figlia, "l'inventario della casa di campagna" di Calamandrei. Avevamo però un'insegnante intelligente e appassionata di teatro, ogni tanto ci fermava e spiegava, poi leggeva lei al posto nostro, bravissima, riusciva a non essere mai ridicola e stavamo a sentire volentieri. Invece due anni dopo odiai l'Eneide e il pio Enea e tutta la faccenda, tanto che non sono più riuscita a rileggerla, e provo un forte disagio nei confronti dei Latini, ma non della letteratura latina.
Io sono un disastro organizzativo, se fossi un' insegnante forse indirei un referendumino tra gli studenti per decidere autori e titoli e mi farei di sicuro imbrogliare e poi sarei costretta a far leggere moccia, o marion zimmer bradley, o magari nelle mie ore se ne andrebbero tutti al bar. - daimhin | May 1, 2009 Report abuse
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@ Andre: sarà che amo tantissimo Tre uomini in barca, ma ti consiglierei di rileggerlo: magari stavolta lo apprezzerai.
Mi è venuto in mente un altro libro che ho odiato da adolescente: La coscienza di Zeno. Credo che l'odio fosse legato al mio periodo da adolescente femminista modello "castriamoli tutti" (poi mi sono un po' calmata) - detestavo il fatto che Zeno andasse a chiedere in moglie le sorelle una dietro l'altra, lo trovavo estremamente offensivo :)
- Viperavenerea | May 1, 2009 Report abuse
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Allora meno male che io ho letto Svevo all'università e che fra "Una vita", "Senilità" e "La coscienza di Zeno", in quest'ultimo c'era almeno una vena d'umorismo. Anche perché quasi nello stesso momento mi sono sciroppata un bel po' di Henry James e giuro che avrei pagato qualcuno perché lo leggesse al posto mio. "Ritratto di Signora", "Principessa Casamassima", "Le ali della colomba"... Fatto salvo "Il giro di vite", ricordo che mi producevo in sbadigli più grandi di me che rischiavano di farmi slogare la mascella, a riprova che la letteratura può anche essere fisicamente pericolosa.
- LaCia | May 1, 2009 Report abuse
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Danivig: posso spezzare una lancia a favore di Marion Zimmer Bradley? Vederla vicino a Moccia mi provoca una stretta al cuore.
Dunque dunque. Secondo me gli insegnanti SONO fondamentali: per esempio, la faccenda della Divina Provvidenza nei Promessi Sposi è sempre quella sbandierata da chi insegna. Ma provate a rileggere molti e molti anni dopo: beh, non è affatto la cosa più importante. E tutta l'atmosfera goth? E i monatti? E la peste? E l'Innominato? Si perde clamorosamente, a scuola.
Poi, certo, entrano i gusti. Io non amo Svevo perchè è terribilmente realista, e io non amo i romanzi realisti (Manzoni lo è MOOOLTO meno). Gusti miei. Oltretutto quello di Svevo è un mondo così piccolino piccolino che proprio avevo voglia di spaccare le pareti a martellate.
Verga. Ecco, Verga però è importante per chi ama scrivere. Il discorso indiretto libero, beh, una volta capito con lui, aiuta molto quando, eventualmente, tocca affrontare il dramma dei punti di vista. :) - Lara Manni | May 3, 2009 Report abuse
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mah...
io adorai Silone e il suo 'Vino e pane', e altrettanto 'Le Terre del sacramento' di Jovine. Lo stesso dicasi per Buzzati e il suo 'Deserto dei tartari' che è tutt'ora uno dei libri che amo di più.
'I malavoglia' idem, ma forse perchè mi piaceva molto Zola (senza qui fare considerazioni sul verismo e il naturalismo che nun c'entrerebbe nulla..:-p).Sottoscrivo il disappunto per 'i promessi sposi', che è decisamente troppo complesso per quell'età, e 'la coscienza di zeno' : che vuoi che ne capisca un adolescente?.
Pirandello non mi pare che l'abbia citato nessuno, però..E questo mi rende molto felice. Ciò confermerebbe che 'uno, nessuno e centomila', ovvero 'sei personaggi in cerca d'autore' (alcuni tra i titoli che fecero leggere a noi) sono capolavori accessibilissimi a qualsiasi adolescente con un minimo di voglia di riflettere su di sé e sui meccanismi che regolano il mondo.
- Giusi Meister | May 3, 2009 Report abuse
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"Questi esseri umani descritti da Verga mi davano l'idea di essere privi di libero arbitrio [...]"
Come le persone reali.
Comunque, fermo restando che la svolta verista di Verga è stata fondamentale per la storia della nostra letteratura, i Malavoglia è un romanzo innegabilmente noiosissimo. E non solo per i ragazzini.
D'altronde l'Italia è un Paese di poeti, non di romanzieri: nell'Ottocento, quando tutto il mondo occidentale sfornava pile di capolavori, noi non siamo andati oltre i Promessi Sposi e lo Jacopo Ortis.
- Darlene Alibigie | May 3, 2009 Report abuse
- giò | May 3, 2009 Report abuse
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Sob. Ma I promessi sposi E' un capolavoro. E anche Ortis non scherza. Il problema, ripeto, è il come sono stati propinati a scuola. Fate la prova: fra dieci anni, provate a rileggere. :)
- Lara Manni | May 3, 2009 Report abuse
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@Darlene: pur non trovando i Malavoglia così noioso come tu dici (lo penso ora, ma lo pensai anche al liceo), su questa frase non posso che essere d'accordo:
D'altronde l'Italia è un Paese di poeti, non di romanzieri: nell'Ottocento, quando tutto il mondo occidentale sfornava pile di capolavori, noi non siamo andati oltre i Promessi Sposi e lo Jacopo Ortis.
Mi ricordi in questa maniera perchè ho letto più classici stranieri che non italiani. L'Ottocento spagnolo, inglese, francese e tedesco è un tripudio di capolavori del romanzo.
E dato che io non apprezzo la poesia, non posso che allontanarmi dal mio paese, in questo senso. - Σακυρα87 | May 3, 2009 Report abuse
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@Giusi: Per l'estate tra il quarto e il quinto anno dovevo leggere tre libri: La coscienza di Zeno, i Malavoglia, Uno nessuno e centomila.
L'ultimo non riuscii mai a finirlo. Rifiuto totale.
- Σακυρα87 | May 3, 2009 Report abuse
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@Lara di anni ne ho tanti, il liceo l'ho finito oltre 30 anni fa. Ho riletto (anche a causa dei miei tre figli) i Promessi Sposi per intero e a pezzi più volte e, a mio modestissimo parere, la sua fama è dovuta al fatto che praticamente non ha concorrenza nella letteratura italiana di quel periodo. @Sakura ... parole sante!
- giò | May 3, 2009 Report abuse
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la mia esperienza con i libri letti a scuola è stata mista. premetto che ero già una lettrice onnivora di mio, per cui per esempio I Malavoglia (quarta liceo? o quinta?) l'avevo già letto, e mi era piaciuto. in prima media ebbi la fortuna di vedermi mettere tra le mani un romanzo bellissimo e poco conosciuto: Katrina di Sally Salminen. l'ho adorato al punto che quando mia sorella lo portò a vendere insieme ad altri libri di scuola (a mia insaputa) ho continuato a tenerle il broncio per vent'anni, finché non ne ho trovato un'altra preziosissima copia integrale nella vecchia edizione Medusa.
I promessi sposi l'ho mal sopportato come chiunque o quasi, finché... finché non mi è capitato, ormai fuori dal liceo, di trascorrere un periodo in una casa dove l'unico materiale librario eraqualche vecchio Topolino e i libri scolastici di mia sorella, tra cui appunto I promessi sposi. in quel caso l'astinenza è stata più forte, e dato che a scuola non ci era stato fatto leggere tutto l'ho preso in mano "come un romanzo" e l'ho letto da cima a fondo. beh, mi è piaciuto. un libro dell'Ottocento, d'accordo. valori sorpassati e scene madri, d'accordo (i già citati "addio ai monti" e "madre di Cecilia", se isolati, mi fanno lo stesso effetto dei santini ingialliti che si trovano nei vecchi libri di preghiera; ma presi nel contesto sono un'altra cosa); però un libro, complessivamente, che si regge sulle proprie gambe, e si regge bene. - Farouche | May 3, 2009 Report abuse
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Giò, è che forse io ho lo sguardo "corrotto" da lettrice-autrice di horror, e quando trovo antenati italiani del gotico mi lecco i baffi. :)
- Lara Manni | May 4, 2009 Report abuse
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Io mi ricordo "Le scapole dell'angelo" di Giovanna Righini Ricci... all'epoca fagocitavo praticamente qualsiasi cosa, ma lo trovai noioso e pessimista come la periferia milanese che descriveva.
- Miss World79 | May 4, 2009 Report abuse
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'D'altronde l'Italia è un Paese di poeti, non di romanzieri'
eeeeeeehhhhhhh?O.O
Darlene, scusa ma è una sciocchezza ASSOLUTA.
ti basti pensare che grandi autori di altre culture leggono e apprezzano i nostri 'non romanzieri', vuoi due nomi? Pamuk e Amos Oz. Se vuoi, continuo.
Considera che ti dico questo senza intenti polemici, ma gli assiomi, in una discussione del genere non ci stanno bene.Buzzati, Pavese, Pirandello, Calvino, Svevo, Vittorini, Levi, Tomasi di Lampedusa, grandissimi autori che ti cito in ordine sparso e...continuo? Ci fossero oggi i romanzieri di ieri, qui nel Bel Paese...
MAH!
D'accordo con Lara ' Il problema, ripeto, è il come sono stati propinati a scuola'.
Il valore intrinseco di questi libri è altissimo, solo che a quei tempi un pò ti manca la maturità per apprezzare quelle opere e, un pò, non si viene aiutati dall'impostazione data a dette letture dagli insegnanti - Giusi Meister | May 4, 2009 Report abuse
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Giusi, ho letto le opere teatrali di Pirandello a 9/10 anni, trovate a casa di una zia durante una vacanza (ero già un'appassionata lettrice e non c'era nient'altro da leggere lì). E non mi avevano annoiato nemmeno allora infatti. Però non le avevo capite. Sette otto anni dopo le ho rilette alle superiori e le ho trovate straordinarie. I romanzi però mi mancano.
Considerare I promessi sposi un romanzo gotico giuro che mi fa scompisciare - Lise Charmel | May 4, 2009 Report abuse
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Giusi, contro la decina che hai citato per due secoli, te ne potrei citare un centinaio solo per l'inghilterra, una cinquantina per la Spagna (che pure è arrivata tardi con i romanzi) e non so quanti per la Francia...
- Σακυρα87 | May 4, 2009 Report abuse
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Lise, ma non l'ho inventato io. E' persino su Wikipedia:
"È al tempo stesso romanzo di formazione (si veda in particolare il percorso umano di Renzo), ma per alcune ambientazioni e vicende presenti (la Monaca di Monza, il rapimento di Lucia segregata poi nel castello), ha anche caratteristiche che lo possono accomunare ai romanzi gotici sette-ottocenteschi".
:) - Lara Manni | May 4, 2009 Report abuse
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Sakura, io se vuoi la ragione te la do eh?no problem!;D
Se vogliamo continuare così a svalutare e sottovalutare, liberissimi, per carità!^_^
Un conto è limitare e circoscrivere il discorso all'età dell'adolescenza, un conto è fare affermazioni -sbagliate!- che vanno oltre.Io leggo varia altra letteratura, ma sono innamorata anche di quella del mio Paese, e le riconosco l'alto valore che (oggettivamente) ha.
Ma, chiedo scusa, sto andando OT!
Che ognuno rimanga con le sue opinioni..e con le sue letture, ok?;)
- Giusi Meister | May 4, 2009 Report abuse
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Ragazzi, che toni da prof!!!
Orrilibri, mica compendio di storia della letteratura italiana! qui si dice il peggio del peggio delle nostre esperienze adolescenziali e giovanili in fatto di letture. La sappiamo la solfa su Manzoni, sul romanzo storico, sui panni in Arno, sulla divina provvidence, sulla peste e l'innominato, e come se la sappiamo! Ma ciò non toglie che a scuola ce le hanno proprio rotte le scatole a suon di martelli pneumatici sui Promessi Sposi. Comunque detta così, senza starci a pensare molto, a me di romanzieri di lingua italiana contemporanei al buon Alex non è che ad essere proprio proprio sinceri sinceri mi vengano in mente un sacco di nomi, mentre in Francia, Germania, Inghilterra, Russia......La chiave gotica di lettura già m'interessa un filo di più: in fondo tra horror e orror che ci passa? solo un acca direi! - giò | May 4, 2009 Report abuse
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Lara non dubito eh. Però mi fa scompisciare lo stesso
:)
(potrebbe anzi essere una buona strategia di marketing propagandarlo così agli adolescenti italiani, hai visto mai) - Lise Charmel | May 4, 2009 Report abuse
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Di gotico mi sa che ci sta solo il villano che perseguita la verginella :D
- Σακυρα87 | May 4, 2009 Report abuse
- capobanda | May 4, 2009 Report abuse
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Ecco il bello di questo gruppo da un argomento che voleva essere buffo e divertente, siamo arrivati a fare delle analisi sui Promessi manzoniani che all'università se le scordano. Sempre detto che semo er mejo gruppo de anobbi!
- Dolcenera75 | May 6, 2009 Report abuse
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Mi chiedo una cosa:
ma certi libri diventano insopportabili perchè te li impongono a scuola, oppure a uso delle scuole scelgono con cura testi appositamente pallosi, pieni di guerre, di squarci di storia e di moti sociali, argomenti notoriamente indigesti ai più.
Chissà perchè per le scuole si evitano con cura le tanto amate vicende intimiste?
Forse perchè per necessità didattiche si vuole coniugare letteratura, storia, geografia e magari anche sociologia, chi lo sa... - Axette | May 7, 2009 Report abuse
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Rispondo ad axette: secondo me odiamo (e abbiamo odiato) alcuni libri proprio perchè i professori ci hanno imposto di leggerli, disinteressandosi completamente dei nostri gusti. O perlomeno così è successo a me, nonostante debba riconoscere che a trasmettermi la passione per la lettura è stata proprio quella tanto odiata prof, con i suoi circa 40 libri obbligatori in 2 anni, perchè proprio per averne letti così tanti controvoglia è nata in me la ripicca e il desiderio di leggere liberamente ciò che volevo!!Come la maggioranza di chi ha scritto ho odiato e odio tutt'ora i promessi sposi, perchè al di là del fatto che sostanzialmente ha permesso di unificare definitivamente la lingua italiana (se non è così correggetemi), la trama è al pari degli harmony, ovvero una palla assurda (salvo solo il personaggio dell'Innominato)!!Mi addormentavo anche davanti ai riassunti del Bignami senza arrivare alla fine!!
- Kimi Silvia84 | May 7, 2009 Report abuse
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@Axette. Entrambe le cose: libri pallosi o necessariamente "significativi" per lo studio della letteratura/storia/ sociologia... dal punto di vista strettamente scolastico. Poi per il modo con cui te li propinano: analisi, schede, testi con le note esplicative per gli studenti o peggio ancora perchè ti cucinano testi monchi, con solo capitoli scelti da qualcuno che stabilisce cosa sia imperdibile di un libro e cosa possa essere invece ignorato. La libertà di leggere, la lettura basata sulla propria emotività, sulla capacità individuale di assimilare un testo e saperlo elaborare non sono considerate minimamente a scuola.
- giò | May 7, 2009 Report abuse
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Bò a me il fatto che li imponesse la scuola non ha mai fato ne caldo ne freddo nel giudizio sul libro. Però non mi sembra che si evitino le vicende intimistiche, nè che le cronache di guerra siano invise ai più...
- Marti | May 7, 2009 Report abuse
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Il libro scolastico più orrilibro che abbia mai dovuto leggere è "Il piccolo principe", obbligato sia in italiano che in francese ... TREMENDO!!!
Sono d'accordo con Marti, l'obbligo scolastico non determina il giudizio su un libro, ma se magari non ti piaceva un gran ché il farne l'autopsia non ti aiuta certo ad amarlo di più! - fris | May 8, 2009 Report abuse
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a me i promessi sposi erano piaciuti perfino al liceo (ultimi tre capitoli a parte, quelli sì davvero tremendi). sarà che son sempre stato un po' secchione.
il peggio che ho letto al liceo viene, invece, dalla letteratura tedesca (ed è strano, visto che gli autori germanofoni, in genere, mi piacciono molto).
la promessa di duerrenmatt (che era svizzero) è stata una lettura straziante. l'austriaco schnitzler (con la signorina else ed altri racconti) altrettanto.
e io mi chiedevo perchè, con tutti i giganti che la letteratura tedesca offre, ci facessero leggere questi due scalzacani...
- luca | May 8, 2009 Report abuse
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Ciao a tutti,
ho scoperto l'esistenza di questo gruppo e non ho potuto trattenermi dall'iscrivermici subito!
Dò quindi subito il mio piccolo contributo.Alle medie passammo un anno (l'ultimo, mi pare... ho rimosso) a leggere, riassumere e parafrasare "Fontamara" di Silone. Due palle galattiche! Tristissimo!
Alle superiori una prof di Lettere così abulica e depressa che durante le interrogazioni ascoltava con un orecchio solo e intanto riduceva a pezzettini sempre più piccoli un foglio di carta, mi fece odiare a tal punto la Divina Commedia che in tanti anni (ne ho 37) non mi è mai venuta voglia di riprenderla in mano. Addirittura il compito in classe consisteva in una o due terzine "cieche" ossia fotocopiate al centro di un foglio bianco, e lo sventurato studente doveva farne l'esegesi spiegando a quale cantica, canto, personaggio/i la stessa si riferiva. E va da sè che erano sempre versi privi di nomi, toponimi o altro di riconoscibile: un sadismo ai più alti livelli!
Infine, se ripenso alle famigerate "liste dei libri per l'estate" che ogni studente si sarà trovato davanti a giugno, ringrazio il cielo di aver (allora) trovato irrazionalmente antipatico Calvino, così qualche anno dopo ho potuto scoprire liberamente, casualmente, da sola, la bellezza de "Il barone rampante", "Il visconte dimezzato" e altro ancora.
- Simona dalle nebbie mantovane | May 11, 2009 Report abuse
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Essendo abile a leggere in modo rapido e parecchio a riassumere non ho sofferto molto coi romanzi. Volevano sentirsi dire certe cose e gliele dicevo. (il mio concetto di interazione umana coi professori era sui generis)
Assei più digeribili in ogni caso di un libro di logica di Carnap o di Nietzsche o di blindatissimi storici marxisti.
Quelli erano da passare ma almeno erano utili.Concordo con chi dice che Buzzati, Pavese, Calvino, Svevo sono difficili per ragazzini perchè trattano sentimenti che è molto improbabile aver provato allora, "Zeno" o il "Deserto dei Tartari" IMHO specialmente.
*Vittorini,
LOL!
*Levi, Tomasi di Lampedusa,
Forse, se si pensa ai livelli di lettura, non sono indigeribili per un ragazzo. Forse.
*Calvino
Probabilmente un genio, certamente un onestuomo ma non è mai stato my cup of tea. Non veniva proposto cmq.
Acuto il commento su Moravia.
Ho sempre pensato fosse l'autore ideale della C.E.I.
Se c'è un sesso lercio, claustrofobico e disgraziato è quello in Moravia. (se conoscete un romanzo che smentisce segnalatemelo)*D'Annunzio.
Difficile capire a 17 anni che ci si può drogare di parole, e se si capisce non sono più quelle.
Quindi no orrilibri? Ma sì! Due generi: il libro educativo (scuole medie) rimosso, storie edificanti di sfiga e pessimismo e fastidio.
Odiavo poi profondamente la critica letteraria e le conseguenti geistige pippen che la accompagnavano. Continuo a pensare che il critico è solitamente un animista. Pensare a una cosa fa lui credere esista. Ripensarci che non solo esiste ma che è importante. Scriverci che è vitale.
Ho "Tre Uomini In Barca" sul tavolino, l'ho ripreso dopo anni e ho mugolato per ore. :)
- Procyon Lotor | May 12, 2009 Report abuse
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Mugolii di gioia o di dolore??
Zeno e Il deserto dei Tartari non mi sembrano inadatti alle superiori, dai... a me piacquero un bel po'. Pure Vittorini del resto.
Meravigliosa questa cosa sul critico animista. Ma non siamo tutti lettori animisti in fondo?
- Marti | May 12, 2009 Report abuse
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@ Simona: e la nostra, che ci faceva imparare canti e canti a memoria e, non paga, nelle verifiche inseriva i versi con le parole mancanti, da completare? Oddio, io mi ci divertivo e non ne sbagliavo una, ma ero evidentemente malata e asociale, però pure lei era parecchio perversa!
- Viperavenerea | May 12, 2009 Report abuse
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*Zeno e Il deserto dei Tartari non mi sembrano inadatti alle superiori, dai... a me piacquero un bel po'.
Chiamiamola allora probabilità. Io non credo si legga veramente d'un sentimento se non lo si è provato. Forse è vero che averne letto prima facilita riconoscerlo quando nasce. Forse. Non ricordo che due o tre - in oltre una ventina - che potessero realmente sapere cosa passava per la testa di Cosini e forse 4/5 per quella di Drogo. Dieci penso che nemmeno ora lo sappiano (non è un giudizio di valore).
"Se questo è un uomo" è analogico. E' l'apice, la concentrazione, l'esaltazione del dolore con la reificazione eccetera.
Ci si può "arrivare". Gli altri due sono digitali, o c'è o non c'è.*Pure Vittorini del resto.
Lol II. (avrai capito che cosa penso)
*Ma non siamo tutti lettori animisti in fondo?
Mica tanto. Non passiamo la vita a imporre l'esistenza dei nostri fantasmi. Dicevo che sono sui generis e dopotutto parlo di oltre trent'anni fa.
Curiosità. In trent'anni qualche classico italiano sarà emerso? O madamina il catalogo è sempre questo?
- Procyon Lotor | May 12, 2009 Report abuse
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Le cose che ricordo dell'orrilibro degli orrilibri che mi costrinsero alle medie è il titolo "Il treno del sole" e la storia di una ragazzina costretta a trasferirsi dal meridione fino alla nebbiosa Torino.
Chissà perché associavo sempre questo libro ad una canzone di Nino D'Angelo? Bah... - FelixTheCat_974 | May 12, 2009 Report abuse
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Faccio parte anch'io di quella schiera che al liceo ha odiato Svevo, soprattutto perchè mi han fatto leggere la sua meravigliosa "trilogia dell'inetto" senza una parola di spiegazioni prima.
L'anno scorso, però, l'ho rivalutato aiutando un ragazzo a preparare la maturità. Sì, credo che lo rileggerei. Forse per certe letture ci vuole un'età adatta :-) - Tamsen | May 12, 2009 Report abuse
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Accidenti quanto sono d'accordo con Procyon Lotor. Se non si sono vissute determinate esperienze può essere difficile amare un libro. Ancora più d'accordo sulla questione della critica: secondo me sono le sovrapposizioni critiche che portano a far detestare un testo. Anche perchè, in molti casi, sono anche sbagliate, temo.
- Lara Manni | May 12, 2009 Report abuse
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Quello descritto da Procyon e Lara mi è capitato esattamente quasi 9 anni fa. Alle superiori mi dettero da leggere Zeno e le sue paranoie. Lo lessi mio malgrado. Non mi fece né caldo né freddo, ma fu un libro che mai e poi mai mi venne in mente di riprendere in mano. 9 anni fa mi trasferii a Trieste, e la mia mente, che è bastarda inside, mi ricordò alcuni passaggi relativi alle passeggiate del protagoniste per le strade della città che mi ospitava, così spinta dalla voglia di conoscere meglio Trieste ripresi in mano il libro e me lo rilessi tutto dall'inizio alla fine, cercando di trovare i luoghi descritti e passeggiarci. Queste passeggiate letterarie hanno suscitato in me emozioni e sentimenti che mai e poi mai mi sarei aspettata di provare.
Purtroppo le istituzioni non capiscono cosa sia adatto e cosa sia poco adatto da far leggere ad uno studente. Per francese mi ritrovai a leggere La Nausée di Sartre, avevo 15 anni cosa ne potevo capire? Riletta 15 anni dopo ebbe tutt'altro significato.
Una cosa però mi ha sempre colpito: i libri che ho amato da ragazzina (uno su tutti I viaggi di Gulliver) non ho smesso di amarli anche da adulta. - Dolcenera75 | May 12, 2009 Report abuse
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Sono stata a scuola un sacco di anni fa e quindi non so come si sia evoluta la cosa, ma mi pare che gli autori propinati siano sempre quelli, non ho mai sentito, ad esempio, che a scuola si legga Hesse o Bukowski o Mishima. O qualche insegnante un po' più illuminato l'ha fatto?
- Axette | May 12, 2009 Report abuse
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@Dolcenera75: anch'io mi sono trasferita a Trieste 2 anni fa, e sapere che "Angiolina abitava praticamente dietro piazza Oberdan" mi ha fatto una certa impressione! Non ho mai letto niente che fosse ambientato a Brescia, mia grigia città natale. Credo che un'esperienza di questo genere ti faccia leggere un libro molto più volentieri.
(PS e poi chiudo con l'OT: lo stesso effetto me l'ha fatto un bellissimo volume a fumetti, "Aida al confine" di Vanna Vinci. Se non l'hai già letto te lo consiglio vivamente ;-)) - Tamsen | May 12, 2009 Report abuse
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Trovo un po' eccessiva la pretesa che la scuola, o anche un professore, sappiano scegliere uno o più libri 'adatti' agli adolescenti; mi sembra che questa idea presupponga un adolescente/tipo -o quantomeno un adolescente medio-che francamente non mi sembra compatibile nè con quello vedo (ho un figlio adolescente e faccio l'insegnante, non di lettere per fortuna!) nè tanto meno con l'idea di molti di noi che la lettura, seppure con un minimo di guida, debba essere sostanzialmente un percorso personale. A me pare che proprio l'adolescenza sia l'età in cui, tante volte a salti, le preferenze, le affinità, i gusti diventano individuali (mio figlio per esempio è impazzito per Memorie di Adriano e Il nome della rosa, il suo migliore amico legge praticamente solo Calvino); diverso naturalmente è il dovere della scuola di selezionare le opere che si ritengono importanti per la conoscenza della letteratura italiana, ma questa è di fatto un'attività di critica letteraria che viene svolta nelle università (le antologie le scrivono i professori universitari, non quelli dei licei).
Comunque, per rispondere alla domanda, io ho odiato solo i libri edificanti delle medie, mentre ho trovato più o meno motivi di interesse in tutte le letture del liceo , forse perchè non sono stata tormentata da eccessive richieste di commenti, schede di lettura,ecc..
Per venire all'oggi, a mio figlio finora hanno leggere: L'amico ritrovato, Pappagalli verdi, Il ritratto di Dorian Gray, Il visconte dimezzato, La ragazza di Bube, La figlia di Iorio, Il fu Mattia Pascal. Spesso la classe viene invitata a fare delle proposte e alla fine se la cavano con una relazione scritta o orale. - capobanda | May 12, 2009 Report abuse
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Oh, però, capobanda: Oscar Wilde mi consola, nell'elenco dei libri di tuo figlio.
Il tuo discorso è molto sensato, ed è vero che la lettura è un percorso personale. Però il mio dubbio è non tanto nei testi proposti (anche se allargare ad alcuni classici, ripeto, non mi sembra affatto una cattiva idea): quanto nel tipo di interpretazione critica che di quel testo viene data.
Ps. Che tipo di relazione, per curiosità? E' qualcosa tipo "recensione"? - Lara Manni | May 12, 2009 Report abuse
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@capobanda: tuo figlio è un adolescente fortunato! E molto invidiato da una ex studentessa.
- Dolcenera75 | May 12, 2009 Report abuse
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*O qualche insegnante un po' più illuminato
Sarei curioso pure io.
Però:
Hesse lo conosco solo per aver desiderato (yawn) di tralasciarlo. Potrebbe essere proposto senza rischi. I motivi per cui criticarlo non sono politically correct quindi nessuno direbbe male dei professori proponenti.
Bukowski. Allora sarebbe stato impossibile. rischiava di piacere solo per l'esagerato quantitativo di passera e alcool presente - è non è il motivo per cui è un grande scrittore - oggi forse che sesso esplicito si trova dovunque rischierebbe meno.
Meno ma il moige il codancons l'adusbef et similia incombono.Non scordate che se un tempo i professori rischiavano solo in caso di scelte estreme immotivate o per la presenza di un preside particolarmente idiota, oggi basta un genitore idiota su venti famiglie (fate il conto della probabilità reale) che si trova sputtanato E in tribunale. Saggiate il coraggio in proporzione alla battaglia. Il prof oggi è solo e debole.
Mishima. Ciò che ho letto mi è piaciuto ma io non avrei il coraggio. Mishima è autore molto ostico, molto rischioso. Se non lo si inquadra bene il rischio della mistica della Morte, o di esaltazione del fascismo shintoista è immediato. Vi ricordate come eravate a sedici diciassette anni? Io si.
- Procyon Lotor | May 12, 2009 Report abuse
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Ok, Procyon, Mishima no e D'Annunzio sì?
se il pericolo è quello di far tracimare l'esaltazione dell'età, in D'Annunzio di mistica della morte ce n'è a iosa. - Axette | May 12, 2009 Report abuse
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Come insegnante di lettere di un liceo, neanche tanto illuminata, anzi, per la verità ultimamente piuttoso offuscata da questi tempi bui, mi sento tirata in ballo dalla bella dicussione. Il peccato originale della mia categoria risiede evidentemente nella sostanza stessa del nostro mestiere di rompipalle: dovendo insegnare la competenza linguistica non possiamo ignorare che essa si eserciti e si esprima anche nella lettura e nella comprensione del testo scritto. Mi spiace dirlo ma io prendo in prima ragazzini quattordicenni che non hanno mai letto in vita loro un libro che non sia stato quello di narrativa delle medie, diluito in letture settimanali e collettive fatte sui banchi. Ragazzini che non conoscono il gesto di cercarsi un angolino comodo in casa dove stravaccarsi e godersi una lettura di paio d'ore di seguito. E questi ragazzini provengono da case dove i libri entrano molto poco.
Cosa far leggere a quell'età a chi non ha mai affrontato, come accadeva ai miei tempi ( orrenda espressione, lo so) tutto il percorso di "formazione" su testi per l'infanzia, da Alcott a Salgari, a Kipling ma anche Roal Dahl o Pizzorno? Cosa far leggere a chi arriva vergine di letture? Capirete che la responsabilià è enorme: se non si ingarra il libro giusto si può compromettere per sempre il rapporto con la lettura. Non è come per un lettore abituale che è consapevole di poter acchiappare tanto un capolavoro che ti cambia l'esistenza quanto una grande sola indigesta. Se sbagli i primi libri ti sei giocato il lettore di domani.
Orbene, pur consapevole di queste difficoltà, come del resto tutti i miei colleghi, e dopo anni di esperienza in merito, io mi sono arresa all'estrema soggettività dei gusti letterari. Il libro che uno può adorare l'altro lo troverà una tortura. Su 28 ragazzini cinque adoreranno Pennac gli altri lo troveranno "lento" (giuro), troppo "descrittivo" ( trovami una descrizione!!!). Ancor meno si appassioneranno alla trilogia degli antenati di Calvino mentre il resto della classe sarà tentata da tirare appresso al professore il sentiero dei nidi di ragno. Un paio si legeranno l'opera omnia di Conan Doyle, gli altri dichiareranno che i gialli non sono roba per loro. E così via. La lettura coatta è inevitabile ed è inevitabile che causi malcontento. Però pensate che è questo il modo in cui si affina lo spirito critico oltre che la capacità di riflessione su un testo. Mi fa sorridere chi invoca Hesse nelle scuole perché vi è entrato da tempo , addirittura dai miei tempi (e non dico quali fossero) e causa in genere rivolte e ammutinamenti in massa. Voglio dire, gente, sembra facile: a me piace Hermann Hesse o ritengo Mishima il più grand autore esistente e dunque lo propino al prossimo sicuro del gradimento generale. Non è così che funziona.Altro discorso riguarda la letteratura e i classici della letteratura. Lì c'è un discorso diverso da fare, non solo di competenze linguistiche e piacere della lettura ma anche di conoscenze. Così come io credo e sono fermamente convinta del fatto che uno non può uscire dalla scuoola senza conoscere Omero e quello che ha scritto così penso funzioni anche in Italia per Manzoni, Verga, Svevo e Pirandello. Ti piaccia o non ti piaccia leggerlo frega niente ( se non ti piace fsattene un problema) : tu devi sapere perché ad un certo momento storico, per esempio, nel novecento, faccio per dire, al personaggio ottocentesco si sostituisce un personaggio frantumato, multiplo e sfaccettato come quello di Pirandello e Svevo. E questo personaggio lo devi conoscere e leggere perché parla di te, della tua storia, del modo in cui noi siamo arivati a pensarci. Allo stesso modo in cui guardando le Damoiselle d'Avignon non puoi cavartela con : non mi piace preferisco guardare altrove. Il quadro di Picasso ti interroga e tu devi farti interrogare.
Non so se mi spiego. Se no, comunque, continuo un'altra volta. - mafalda | May 12, 2009 Report abuse
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La relazione comprende le notizie essenziali -proprio essenziali- sull'autore e la trama del libro ridotta all'osso. Poi valutazioni proprie su trama, personaggi, scrittura ecc..Ogni volta ne vengono lette alcune in classe e se ne parla un po', misurando soprattutto -come dire- la 'profondità' dell' approccio. L'anno scorso facevano delle prove di comprensione del testo (necessarie forse, stando a quello che dice mafalda :-) ), quest'anno ne fanno meno.
p.s. J.K.Rowling Santa Subito!
- capobanda | May 12, 2009 Report abuse
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@Mafalda: quello che tu dici relativamente alla letteratura e ai suoi classici, mi trova pienamente d'accordo con te. Ma di insegnanti che si prendono la briga di spiegare agli allievi il perché e il percome quel libro vada letto e assimilato purtroppo ce ne sono sempre meno.
Nelle scuole, anche a causa dei vari problemi politici ed economici che vi entrano, gli insegnanti bravi, che hanno un metodo e soprattutto una cultura di base degna di questo nome sono sempre meno. Sovente invece si trovano scalzacani che insegnano perché non hanno trovato altro da fare e non solo nelle materie letterarie, ma in quasi tutte le altre figure all'interno della scuola (e potrei citare un esempio capitatomi in prima persona, ma qui sconfiniamo nel troppo personale).
A causa di una scuola pubblica che cade a pezzi, sempre meno insegnanti di valore se la sentono di assumersi responsabilità in qualsiasi campo perché, come qualcuno ha già detto in precedenza, se una volta a frenare gli insegnanti era un preside conservatore, adesso si ha a che fare con i genitori chioccia a cui non importa nulla se il proprio pargolo è uno scriteriato ignorante, la colpa non è loro che lo hanno abbandonato a se stesso, ma della scuola che non sa insegnare, degli insegnanti che non sanno proporre in maniera accattivante la loro materia, degli istituti che non appoggiano gli allievi e via discorrendo. Se un insegnante incita un allievo a pensare con la propria testa rischia il linciaggio.
Oggi come oggi un professore che si sognasse di invitare a casa propria degli allievi per aiutarli a preparare la maturità (lo fece la mia professoressa di italiano alle superiori) rischierebbe grosso.
Ma qui stiamo andando off topic ed io, quando ho aperto questa discussione, volevo solo parlare di quei libri che ci hanno fatto "soffrire" durante la nostra adolescenza.
Nel contempo però mi volevo complimentare con Mafalda per il suo intervento che forse ci spiega perché a me è capitato di sentire una ragazza di 16 anni cercare alla Feltrinelli "Un medico in famiglia" della Ginserg. - Dolcenera75 | May 12, 2009 Report abuse
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la convergenza di certo 'pedagogismo' di quart'ordine e dell'idea che le famiglie siano la 'clientela' della scuola (voglio il laboratorio di fumetto, voglio!) hanno distrutto la scuola, con il significativo contributo di troppi docenti impreparati (lo posso dire che sono quelli che hanno fatto l'università negli anni '70? sì, lo dico, visto che ho giusto quell'età)
@Dolcenera75
per quello che vedo io, qualcosa sta migliorando..
- capobanda | May 12, 2009 Report abuse
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*se non si ingarra il libro giusto si può compromettere per sempre il rapporto con la lettura.
Sottoscrivo.
*La lettura coatta è inevitabile ed è inevitabile che causi malcontento. Però pensate che è questo il modo in cui si affina lo spirito critico oltre che la capacità di riflessione su un testo.
Vero ma dipende anche dal panel.
Ad oggi "Verga" mi ricorda solo lo strumento cui sottoporrei l'atroce aguzzina.
Posso dire che prendendo come panel gli italiani, fra buonismo, tableaux vivants di sfiga e altre surrettizie manifestazioni ideologico consolatorie si accumulava il 90%?Fortuna che c'è stata apertura agli stranieri.
Su Pennac consolati, mi piace ma oramai non lo consiglio che a gente ben conosciuta. Si rischiano reazioni inconsulte.
*Così come io credo e sono fermamente convinta del fatto che uno non può uscire dalla scuola senza conoscere
In dieci ci mettessimo a redigere un canone, dieci canoni differenti uscirebbero.
*tu devi sapere perché ad un certo momento storico
Sottoscrivo nelle arti e nelle lettere.
*perché parla di te, della tua storia, del modo in cui noi siamo arivati a pensarci
"Tua" "tua" "tua".
No. Neanche per idea. "Tutti" loro parlano di molti nel mondo, non di tutti e non per tutta la vita.Sarei molto preoccupato se una professoressa non parlasse a mio figlio (letterario, ho un DNA modesto e umilissimo) di Pirandello, di Kafka o di Sartre.
Ma come si parla dei rischi inerenti alla sifilide, alla gonorrea e all'AIDS. Purtroppo ai miei tempi, pareva che quelle sifilidi gonorree e i.deficienze fossero inerenti e conseguenti, quasi necessari all'uomo.
Chi non reagì si trovò nella filiera di produzione di milioni di cacadubbi adagiati nella contemplazione della propria sfiga ontologica. Erano gli anni '70.
Gli altri che non gradirono essere dipinti come purulenti in via di rottura croste rifiutarono in massa. Grande segregazione fra i duri ma sani e i teneri malati.
Sarebbe equivalente nelle scuole d'architettura gioire del degrado della pietra, delle crepe negli archi, della corrosione dei marmi e dello sgranarsi dell'arenaria. Possibile? No.
*Il quadro di Picasso ti interroga e tu devi farti interrogare.
Vero. Le grandi opere ti recensiscono.
*Non so se mi spiego
Benissimo, continua però.
IBAL comunque, è difficile.
- Procyon Lotor | May 12, 2009 Report abuse
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@Dolcenera75: ma non so....sarà che la percezione della scuola che si ha dall'esterno è indubbiamente diversa da quella che posso avere io dall'interno, ma io non la vedo così nera. In primis la scuola cambia moltissimo col cambiare delle generazioni di allievi e insegnanti e dunque quella che ho frequentato io e quella ciascuno di noi ricorda, sia pure recente, è diversa da quella di oggi. E quella di oggi, soprattutto, è molto diversa da quella che viene fatta oggetto del nostro massacro mediatico quotidiano. Quello, credetemi, è funzionale solo al bilancio dello stato. Non fatevi ingannare. Credete piuttosto che la scuola che vedo io, con le eccezioni delle mele marce che stanno in ogni dove, è fatta da tante persone che continuano a crederci, quelli che Scurati chiama i giapponesi dell'istruzione. Persone che si interrogano e si scervellano e si mettono in discussione e non ci dormono la notte, pure sui libri da dare in lettura ai ragazzini. E non è un'esagerazione. Persone che hanno tutte una certa onestà intellettuale e professionale e che si divertono ancora ad insegnare, nonostante tutto. Ne conoscerò solo io, può essere pure.
Credo però che non tutti gli adolescenti siano uguali. Io che in genere sono una abbastanza benvoluta non conto solo fans tra i miei allievi ed avrò il mio numero di adolescenti che mi avrà augurato di morire nei modi più atroci . Eppure semino allo stesso modo. Sbagli ne commetto di continuo ma con qualcuno evidentemente di più. Alla maturità continuo ad invitarli a casa per prepararsi più approfonditamente e non mi è mai accaduto niente. L'anno scorso che avevo una quinta mi citofonavano direttamente e salivano, senza neanche preannunciarsi. Erano stravolti dall'ansia, che dovevo fare? Ho l'e-mail piena delle loro letterine con richieste di aiuto, persino racconti da correggere. Se apro MSN sono costretta poi a parlare con almeno un paio di loro e dunque lo apro ormai solo in casi estremi. Ho facebook sotto controllo, non posso neanche più dire parolacce. Su anobii forse non sono ancora arrivati. Ma non è detto.
Non sono mica io l'eccezione: è la scuola di oggi. Di questi tempi che corrono velocissimi e per i quali la scuola è un osservatorio privilegiato, un palco in prima fila. Chi non c'è dentro non può saperlo. Mi rendo conto.
Tornando in topic mi è capiata quest'anno una pennacchiana esperienza:un progetto di scrittura creativa il cui presupposto però era proprio la lettura per la scrittura. In pratica con altre mie due colleghe , loro sì, realmente illuminate, abbiamo proposto (agli allievi che spontaneamente avevano aderito al corso pomeridiano) delle letture che fungessero da stimolo alla scrittura. Abbiamo scelto le letture tra quelle meno tradizionalmente scolastiche: da Tolkien a S. King , da Mc Carty a Ammaniti, da Benni a Tabucchi. Ma un sacco di libri gli abbiamo letto, per frammenti. Chiedendo subito dopo di produrre testi con determinate istruzioni. Un successo da non credersi. A parte che venivano al corso fregandosi le mani dala contentezza: "allora, oggi che si scrive? " e scrivevano per tre ore di seguito. Poi si impossessavano dei libri che portavamo da casa e non li mollavano più!
Un'iniezione di entusiasmo per noi povere docenti a cui spesso e volentieri la luce si spegne. - mafalda | May 12, 2009 Report abuse
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@procyon: in effetti il problema del canone secondo me andrebbe affrontato ma in altra e più alta sede. Non può essere il professore, nonostante la sbandierata libertà di insegnamento, a deciderlo. Il canone attuale, quello delle famose triadi scolastiche, era funzionale alla creazione di un'identità culturale nazionale postunitaria e risorgimentale del tipo insomma Dio, patria e famiglia ( e comunque oggi qualsiasi libro di testo del liceo vedrai che ti contestualizza i valori portati da queste opere ) . Non a caso varcata la soglia del primo novecento è il caos ed ogni critico propone il proprio canone.
Nel nostro piccolo, all'ultima riunione di dipartimento ci siamo litigati perchè, volendo stabilire contenuti irrinunciabili e superati i Pirandello e Svevo poi per uno era fondamentale Gadda, per un altro Fenoglio per un altro ancora il gruppo del '63 (non scherzo).
Ma, appunto, queste sono questioni da lasciar decidere ai filosofi e ai saggi che sappiano trovare un bandolo in questa ingarbugliata e complessa matassa. - mafalda | May 12, 2009 Report abuse
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Il tono della discussione ha preso una piega meno leggera e ridanciana di quelli iniziali, forse un po' goliardici, ma, secondo me, molto veritieri.
Riguardo le letture e gli studi umanisitici le mie esperienze scolastiche (medie e liceo, perchè poi all'università ho fatto una facoltà scientifica) e quelle dei miei tre figli (13,16, 19 anni) sono a dir poco tragiche, ma no, sdrammatizzo, diciamo tragicomiche. Di me ho già detto e ribadisco quanto abbia odiato la lettura fino a che non è diventata finalmente svincolata dall'ambito scolastico. Veniamo ai figli.
Figlio grande: l'unico che legge e che è in grado di scrivere un testo discreto.
Letture scolastiche varie, ma a scatenare l'interesse per la lettura, mi sspiace dirlo, sono stati più i consigli extrascolastici (anche i miei) che non quelli degli insegnanti.
Figlio medio: difficoltà a leggere, anche se legge qualcosa di libri tecnico-scientifici e di alpinismo. In seconda media la prof. li fece stare un anno sul Codice da Vinci (no comment) e poi in terza media pretendeva che leggessero in due settimane indifferentemente qualunque libro (da Harry Potter al Signore degli Anelli, da Animal Farm al Diario di Anna Frank).
Figlio piccolo: zero lettura. Abilissimo a cavarsela con il taglia incolla da internet per riassunti e relazioni (SIGH!). Letture individuali di quest'anno, seconda media, a scelta tra Il Diario di Adrian Mole, Qualcuno con cui correre, il Diario di Anna Frank. Ovviamente tutti i ragazzi della classe si sono buttati a pesce sul Diario di Adrian Mole. Ma del resto, francamente, date le possibilità offerte, non mi sento di biasimarli. - giò | May 13, 2009 Report abuse
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Mafalda, è molto interessante quello che dici, e molto bello l'esperimento fatto. Quanto al canone, il nodo è questo: perchè i nomi che tu hai fatto (Gadda, Fenoglio, Gruppo 63) a mio parere sono in tre modi diversi passaggi irrinunciabili. Più di Svevo (non ce l'ho con lui, ma davvero lo ritengo tremendamente sopravvalutato dalla cultura accademica). Dunque? Se il professore non ha la libertà di smantellare il canone dato - e superato - temo che a fare la differenza sia soltanto una cosa: la passione di chi insegna. E questa non c'è sempre, da quello che intuisco: come non c'è in nessuna professione del mondo. Dunque, sarà soltanto una questione di fortuna incontrare il docente che ti aiuterà ad amare determinati libri.
Giò? Ma davvero qualcuno ha propinato Il Codice come libro da analizzare in seconda media? Oh mamma mia! - Lara Manni | May 13, 2009 Report abuse
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Mafalda, l'esperimento che avete fatto é molto bello!
Secondo me bisogna distinguere due obiettivi dell'insegnamento:
- far conoscere la storia della letteratura, la sua evoluzione, il suo rapporto con la societá contemporanea
- stimolare la passione per la lettura
Credo che pochi si siano appassionati alla lettura grazie a Manzoni, ma per conoscere la letteratura italiana va studiato, non "letto".
Questo aspetto secondo me é il piú semplice... Quello difficile é infondere l'amore per i libri, ho l'impressione che questa sia una missione davvero affidata per lo piú alla bravura e passione dell'insegnante - nyuszi | May 13, 2009 Report abuse
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la mia professoressa alle medie ebbe l'insana idea di farci leggere in classe metà decamerone di Boccaccio =( roba da tagliarsi le vene..
- •●Clαiяε Ðεвussч●• | May 13, 2009 Report abuse
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..ah..h dimenticato di dire che l'aspetto acor più terrificante è che pretendeva da noi le nostre considerazioni ersonali scritte di ciò che leggevamo era una fissata di queste cose..noi tutti come sempre non sapevamo cosa scrivere e ci inventavamo le cose più assurde xD
- •●Clαiяε Ðεвussч●• | May 13, 2009 Report abuse
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@lara ebbene sì! con la scusa di "invogliare" i ragazzi alla lettura e per fare poi agganci con la storia...che dire...ci sono stati sopra quasi un anno sul codice!
- giò | May 14, 2009 Report abuse
- Lara Manni | May 14, 2009 Report abuse
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@Claire: dai, Boccaccio, vi é andata bene! C'é di mooooolto peggio.... ;)
- nyuszi | May 14, 2009 Report abuse
- Viperavenerea | May 14, 2009 Report abuse
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Boccaccio non è male e qualche considerazione scritta si cava facilmente.
Axette: scusa, non riesco a pensare a niente di più intimista delle ultime lettere di Jacopo Ortis, che ben volentieri baratterei con un romanzo a scorcio sociale, guerra, morte, malattia
Infine: W Mafalda! - Lise Charmel | May 14, 2009 Report abuse
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Ma infatti io escludevo i classici dell'800(riferendomi alle lettere di Ortis). Parlavo di un intimismo un po' più recente, tipo Ginzburg o magari anche alcuni racconti di Carver.
Comunque, nulla più della lettura è, come un profumo o un colore, soggetto a gusto personale, ovvio che qualsiasi libro annoierà o divertirà, non ho mai sentito in vita mia un giudizio unanime su un libro, nemmeno su Pinocchio. Secondo me, a scuola è tutto rimesso alla passione che su un libro riesce a trasmettere un insegnante; a volte basta parlare con entusiasmo di un libro per far venir voglia di leggerlo. Certo, questo è difficile che accada con i testi istituzionali, infatti molti insegnanti si prendono la briga di scegliere libri di testa loro, con risultati non sempre felici. - Axette | May 14, 2009 Report abuse
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Che bel topic!
Io ho adorato quasi tutti i libri che ho letto a scuola.
E non solo perché avevo delle insegnanti geniali: ho amato fin da subito anche gli odiatissimi Promessi sposi!
Poi ho passato un'estate intera a leggere tutto Pavese, e Fenoglio, Kafka, Mann, Verga, Pirandello, quando il compito delle vacanze prevedeva un solo libro per ogni autore.
Ma due non li ho mandati proprio giù: On the road di Kerouac, che ho trovato di una noia e un'insipienza totale, e Boule de suif di Maupassant, solo noioso, nonostante gli sforzi di Mme Bonnet per farci apprezzare le sfumature di stile. - Babdelicious | May 21, 2009 Report abuse
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L'esperienza di Mafalda conferma quanta importanza hanno le capacità e la passione degli insegnanti, poco supportati dall'istituzione e dalle famiglie. (ehm supportare non vuol dire invadere, nè prevaricare, almeno mi auguro)
[da Palla di Sego trarrà spunto Ernest Haycox per scrivere il racconto Stage to Lordsburg, sceneggiato poi da Dudley Nichols per il film western Ombre rosse girato da John Ford nel 1939.] (wikipedia) ;
Sulla strada lo lessi da bambina sulla strada, dopo averlo rubato alla feltrinelli e cercato invano di rivendere a un altro debosciato di sinistra per comprarmi della roba; la mia insegnante di lettere di allora era brava e preparata ma era un po' routinaria e formalista, se avesse saputo la faccenda sarebbero stati guai grossi, specie per la scelta del libro
La sfumata vendita mi costrinse a ripiegare sulla lettura ma non ebbi a pentirmene, mi piacque moltissimo, lo trovai più normale del Papini e più innovativodel D'Annunzio. (o viceversa ma fate voi per la par condiscio) - daimhin | May 21, 2009 Report abuse
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Con le letture scolastiche io ci sono ancora dentro purtroppo..e nel periodo peggiore!
Non tutte però, qualcosa si è salvato:
-Il cavaliere inesistente è diventato uno dei miei preferiti,
-I Promessi Sposi secondo me sono una storia bellissima,
-Tutto Calvino in generale mi è abbastanza piaciuto..ma le esperienze irripetibili si sono verificate con:
-Memorie di Adriano, Marguerite Yourcenar: mi dispiace, c'è chi lo definisce uno dei libri più belli mai scritti, io non ce l'ho fatta..suuuper orrilibro, noioso, lento...il contrario di coinvolgente qual'è? bah..questo libro mi indispone al punto che non trovo le parole..passerò a
-I Malavoglia: la lettura di questo libro è stata talmente odiosa che mi hanno dovuto dare la spinta per giorni i ragazzi di un altro gruppo aNobiiano (caaari =)), santo cielo Verga e il suo verismo, i suoi personaggi con mille nomi diversi ma non gli è mai passato per l'anticamera del cervello che in un libro chiamare lo stesso personaggio con tre nomi diversi può essere disorientante per chi legge???
- La coscienza di Zeno: è ancora in via di lettura..o meglio di non lettura..non ce la faccio cavolo..
-Racconto d'autunno di Landolfi: ve lo giuro il libro più inutile che abbia mai preso in mano..qualcuno di voi l'ha letto? No vi prego spiegatemene il senso perchè la mia prof ci ha costretti a leggerlo e poi non si è nemmeno degnata di farci sopra una misera lezione,
-Le ultime lettere di Jacopo Ortis: sarà importante, sarà tutto quello che volete ma io l'ho trovato noiosissimo..questo qui che si vuole suicidare circa dalla prima pagina e ce ne mette 200, innamorato pazzo di una che lasciamo perdere poverina..no, no e no!Passo e chiudo..ho smontato abbastanza? sorry =)
- Nikottolina x 8 | May 23, 2009 Report abuse
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Conservo un ricordo di un libro poco conosciuto che mi fecero leggere alle medie durante le vacanze: Il fanciullo e il fiume di un certo Henri Bosco (poi riletto alle superiori in versione originale, L'enfant et la riviére). Insomma, mi piacque da matti: la storia di un ragazzo che fugge di casa e fa amicizia con uno zingarello che abita nel bosco, in un bello stile intimista pieno di riflessioni. Non ho più ritrovato quel libro, magari rileggendolo oggi non mi piacerebbe altrettanto. Però all'epoca fu una lettura insolita e coraggiosa, una scelta, credo, della preside, e mi diede l'input a leggere ancora. Insomma, un romanzo grazie al quale iniziai ad amare la lettura. E non mi pare poco.
Non credo che se al posto di quel libro ci fosse stato uno dei classici dell'epoca, mi sarei appassionata altrettanto. - Axette | May 25, 2009 Report abuse
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X Nikottolina:
sul serio Racconto d'autunno ti è sembrato inutile? è proprio vero che in campo lettura siamo nel Regno della Relatività. Io lo considero un capolavoro.
Ed è anche vero che imporre un libro da leggere a scuola è il modo più infallibile per massacrarlo - Axette | May 25, 2009 Report abuse
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@Nikottolina: hai letto Q? prova e poi mi dirai cosa significa confusione con i nomi! ... che sono pure tedeschi/germanofoni!!!
a te non capita mai di chiamare la stessa persona con il nome, con un soprannome e con un aggettivo?
sarà che sono un po' terrona, ma i nomi e i soprannomi usati da Verga mi sono sembrati assolutamente "normali" ... anzi qualcuno l'ho preso in prestito ... - fris | May 25, 2009 Report abuse
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Io frequentavo una scuola abbastanza disastrata, sarà per quello che non ci hanno mai obbligato a leggere niente. Un anno ci dissero di leggere i Malavoglia (che vedo piuttosto gettonato) ma nessuno controllò, dopo l'estate, se l'avessimo effettivamente fatto.
A posteriori sono conenta di averlo letto e penso che se lo riprendessi in mano potrebbe persino piacermi, ma all'epoca lo trovai noiosissimo, andavo avanti al massimo di un capitolo al giorno. - Claire N. | May 25, 2009 Report abuse
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@Nikottolina: io ho letto la coscienza di Zeno a 11 anni, rubandolo a mia sorella maggiore: l'ho trovato bellissimo! Poi al liceo me l'hanno fatto leggere per forza e mi sembrava pallosissimo... Va a periodi, forse!
- nyuszi | May 25, 2009 Report abuse
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Il piacere di D'Annunzio: una sofferenza incredibile. Non sono riuscita a finirlo: troppo verboso.
- Effi | May 28, 2009 Report abuse
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W Svevo e La coscienza di Zeno!
Io alle superiori dopo un po' arrivai ad odiare intensamente il dolce stil novo!! - Sophyl | May 30, 2009 Report abuse
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@Axette: davvero? no ma guarda sicuramente è un mio limite, però non ne ho trovato un gran senso, se vuoi sei la benvenuta a farmelo guardare sotto un'altra luce..!=)
@fris: si in fondo anch'io ci ho pensato, che normalmente una persona la si chiama con nomi diversi, però per esempio io chiamo ogni persona con un solo nome, poi qualcun'altro la chiamerà come vuole ma io mi limito a uno..poi capisco che questo era proprio l'obiettivo di Verga..però che casino!
@nyuszi: immagino, un sacco di gente mi ha detto che gli è piaciuto..non so forse non è proprio il genere per me..probabilmente sarei stata tra quelli che all'epoca lo criticavano parecchio..=)
- Nikottolina x 8 | May 30, 2009 Report abuse
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Le mie medie sono state orribili e rese ancor più nefaste dalla lettura, in seconda media, di
"Niente di nuovo sul fronte occidentale" . Ora a sparare sulla croce rossa sono sempre 100 punti ma ... come si può far leggere a dei bambini un libro del genere ove si parla di propaganda , amor di patria e guerra cruda e terribile? Ricordo solo che l'anno scolastico finì con accenni a Foscolo ed ai Sepolcri io avevo 11 anni! - Steveh | Jun 4, 2009 Report abuse
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A Scuola ho adorato le letture del Manzoni, di Leopardi e di Pirandello, ma ho sempre odiato e non ho mai potuto digerire i romanzi di Verga (Mastro Don Gesualdo e i Malavoglia),. Poi mi vengono in mente Il Gattopardo, gli scritti di D'Annunzio e Tonio Kroger di Thomas Mann. Dello stesso autore invece mi è piaciuto tantissimo I Buddenbrook...
- Betta | Jun 5, 2009 Report abuse
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Ah cavoli e come potevo dimenticarmi de "Il deserto dei tartari" di Buzzati? Mamma mia che palle e che pesantezza....noioso fino all'inverosimile!
- Betta | Jun 5, 2009 Report abuse
- TOPOLINICK | Jun 5, 2009 Report abuse
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*come si può far leggere a dei bambini un libro del genere ove si parla di propaganda , amor di patria e guerra cruda e terribile?
Strano.
A me piacque moltissimo. - Procyon Lotor | Jun 5, 2009 Report abuse
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Per Nickottolina:
i romanzi non hanno un senso, casomai evocano qualcosa, sollecitano un ricordo. Per questo dico che l'amore per un romanzo è estremamente soggettivo. In Racconto d'autunno ci ho trovato innanzitutto una bella parodia della narrativa romantica (la casa nel bosco, il guerriero disperso, il vecchio malevolo, la dama reclusa, tutti elementi di una certa letteratura), poi una scrittura perfetta, da manuale. - Axette | Jun 5, 2009 Report abuse
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@Axette: si questo è sicuro, è scritto veramente bene..però te lo giuro non mi ha comunicato quasi nulla, non mi ha lasciato nessun messaggio da poter dire "questo romanzo mi vuole dire che....."
ed è un peccato.. - Nikottolina x 8 | Jun 5, 2009 Report abuse
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"Pater" di Cesare Giulio Viola.
Durante il "mercato" di libri usati di inizio anno praticamente te lo lanciavano addosso. Ne comprai infatti una copia passata Dio solo sa da quante mani :D
Mi ha traumatizzata al punto che neanche a distanza di anni sono disposta a riaprirlo... lo voglio dimenticare per sempre e sono arrabbiata con voi perché me l'avete fatto ricordare! :( - Paola | Jun 6, 2009 Report abuse
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L'unico libro che mi sia rifiutato di leggere in tutto il liceo: I Malavoglia di Verga, assegnatoci dal prof di Lettere. Lette le prime 27 pagine, cascate 2 balle ogni pagina, l'ho chiuso esclamando "tutto, ma questo no!"
Magari la definizione di orrilibro è un po' ingenerosa, ma l'effetto è affine. - Dionysus | Jun 6, 2009 Report abuse
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Uh no, che sbadato: stessa cosa per Orgoglio e pregiudizio della Austen, assegnatoci dalla prof d'Inglese (uno dei 12 libri di autori inglesi rifilatici per l'estate, per fortuna da leggere in traduzione). Però non è che me la sia proprio scansata: le ho detto "Scusi prof, ma non ce la faccio proprio: può darmene un altro?", e me ne ha rifilato un altro della Austen, Emma, sempre più o meno con le stesse atmosfere ma per fortuna un po' meno... gne-gne-gne.
- Dionysus | Jun 6, 2009 Report abuse
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*sempre più o meno con le stesse atmosfere ma per fortuna un po' meno... gne-gne-gne.
Orpo! E come è andata quando hai scoperto che di quel "versetto" e di quei caratteri l'universo femminile - col quale ti sei dovuto confrontare - pullulava?
Quanso hai scoperto che di austenitiche non ce ne sono molte ma di austeniane boocoo, come è andata?
(pullula? Manco di elementi)
- Procyon Lotor | Jun 6, 2009 Report abuse
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Sperando di fare cosa utile per ulteriori considerazioni, ho pensato di elencare i libri odiati citati in questa discussione:
Buzzati Il deserto dei tartari
Tomasi di Lampedusa Il gattopardo
Mann Tonio Kroger
Remarque Niente di nuovo sul fronte occidentale
D’Annunzio Il piacere
Svevo La coscienza di Zeno
Landolfi Racconto d’autunno
Foscolo Le ultime lettere di Jacopo Ortis
Yourcenar Memorie di Adriano
Jerome Tre uomini in barca
Kerouac On the road
Maupassant Palla di sego
Boccaccio Decamerone
Sartre La nausea
Silone Fontamara, Pane e vino
Durrenmatt La promessa
Schnitzler La signorina Else
Saint Exupery Il piccolo principe
Manzoni Promessi sposi
J.Austen Emma,Orgoglio e pregiudizio
Verga I malavoglia, Mastro don Gesualdo, Rosso malpelo
Pirandello Uno, nessuno e centomila
Virgilio Eneide
Calvino Il barone rampante
Morante L’isola di Arturo
Goethe I dolori del giovane Werther
Tommaseo Fede e bellezza
A.Gatti Il mercante di sole
S.Pellico Le mie prigioni
Defoe I viaggi di Gulliver
G.Righini Ricci Le scapole dell’angelo
G.C.Viola Pater - capobanda | Jun 7, 2009 Report abuse
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...potrebbero costituire un più che discreto canone occidentale...
- Procyon Lotor | Jun 8, 2009 Report abuse
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Che strano, in questa lista compaiono alcuni dei libri che amo di più in assoluto. Che strano, alcuni di questi libri li ho assegnati come letture estive ai miei alunni. Immagino dunque che questa lista si autorigenererà negli anni futuri.
Ha ragione Procyon: potrebbero costituire un più che discreto canone occidentale. Dal che si deduce che il canone occidentale è per i più una palla. - mafalda | Jun 8, 2009 Report abuse
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'Una palla' -o più palle- è infatti anche il giudizio critico più frequentemento espresso :)
- capobanda | Jun 8, 2009 Report abuse
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Be', ci sono anche alcuni dei libri che più ho amato in vita mia.
Procyon, detto da donna: avercene di sorelle Bennet! - Lise Charmel | Jun 8, 2009 Report abuse
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Mh, vediamo.
Verga sta sulle balle a parecchi, mi par di capire - me incluso.
Il gattopardo a me è piaciuto molto, ma capisco possa non essere troppo avvincente.
D'Annunzio uber alles, Foscolo sulle balle.
I promessi sposi non sono un orrilibro, ma du' palle pure quelli un po' sì, dài.
Eneide e Decameron orrilibri!? questa è una BESTEMMIA (culturale) bell'e buona: se non si è capaci di leggerli, ci si astenga dal giudicarli in modo ridicolo.
Ah, nell'elenco complessivo c'è un errore: "Defoe, I viaggi di Gulliver": di Defoe è il Robinson Crusoe (che, pur non amando molto il genere, avevo trovato piacevole), I viaggi di Gulliver sono di Jonathan Swift (e personalmente ricordo di averli detestati, ma poi ho letto che sarebbero intessuti di significati ulteriori allegorico-satirici, quindi sospendo il giudizio). - Dionysus | Jun 8, 2009 Report abuse
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@ Procyon Lotor: mai frequentate femmine così tanto "gne gne gne": ne esistono pure d'altro tipo, per fortuna :-) (e poi, comunque, dal vivo conosci una persona a tutto tondo, i cui eventuali difetti possono anche inserirsi nella sua personalità complessiva e magari addirittura suscitare interesse; in un libro - specie in quelli della Austen, per come li ho trovati io - conosci un personaggio già nettamente filtrato dallo sguardo dell'autore, in modo tale che, se la tua ottica è abbastanza affine a quella dell'autore, probabilmente troverai il personaggio stimolante, ma se è l'esatto opposto la monodimensionalità fittizia del personaggio difficilmente potrà risultarti interessante).
- Dionysus | Jun 8, 2009 Report abuse
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chiedo venia per l'errore..era lo choc da elenco, malattia riconosciuta dal'OMS :)
- capobanda | Jun 8, 2009 Report abuse
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*detto da donna: avercene di sorelle Bennet!
?
*mai frequentate femmine così tanto "gne gne gne":
Allora va leggero per il mondo, non ti può capitare più :)
- Procyon Lotor | Jun 8, 2009 Report abuse
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=
non le trovo così gne-gne da renderle complessivamente insopportabili, mentre conosco diverse donne di persona che sono molto più gne-gne delle sorelle Bennet così vituperate
vorrei tra l'altro ricordare che i romanzi della Austen sono un perfetto specchio dei tempi che furono, non farei un paragone con le donne d'oggi che per forza di cose si spera siano diverse - Lise Charmel | Jun 8, 2009 Report abuse
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*Dal che si deduce che il canone occidentale è per i più una palla.
eRore!
Si deduce che nel canone esiste almeno una palla per ognuno.
Oppure che dato un canone comunque formato esisterà sempre almeno uno studente che non ne sopporterà un elemento, se ne deduce quindi che l'allargamento del canone ne riduce il numero medio di componenti definiti "una palla"...
- Procyon Lotor | Jun 9, 2009 Report abuse
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@ capobanda: ma mica volevo fare il maestrino, era solo per correggere la svista, son due libri più o meno dello stesso genere, molto confondibili :-)
@ Procyon Lotor: sperèm!
- Dionysus | Jun 9, 2009 Report abuse
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Beh dài, quale studente può dire di aver amato i Promessi Sposi, in tutta onestà... penso giusto uno su mille ("ce la fa": a sopportarli).
Poi, che dal punto di vista storico-letterario siano importanti in quanto primo, capitale esempio di romanzo nella letteratura italiana, è un altro conto - come pure altro conto è, stabilito questo, discutere quanto tale forma abbia in definitiva giovato alla letteratura italiana, o ne abbia piuttosto segnato l'inizio della fine (come, sommessamente, penso io). - Dionysus | Jun 9, 2009 Report abuse
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ma sì, dai , la mia deduzione era ovviamente una battutina scemina. Volendo essere meno sciocchi se ne dovrebbe dedurre l'estrema soggettività dei gusti letterari e dunque l'inutilità di redigere liste. Dionysus definisce un crimine cuturale aver messo nella lista degli orrilibri l'Eneide e il Decameron e questo gli vale la mia stima sempiterna. Però poi di crimini ne commette pure lui: il povero Manzoni per non parlar di Foscolo. Proprio stamattina parlavo di Foscolo con i miei alunni ed uno di loro mi ha detto che aveva sentito molto attuale questa contrapposizione tra razionalismo materialista e desiderio di spiritualismo e che è vero che come diceva Foscolo la bellezza potrebbe migliorare il mondo. Sono pensieri di un ragazzino di 17 anni, neanche tra i migliori. Però a sto punto glielo metto questo sette e via.
Vogliamo parlare dei Promessi Sposi? Vabbè , dai , un'altra volta. - mafalda | Jun 10, 2009 Report abuse
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@ mafalda: altro conto è un giudizio che si presenta come obiettivo, come è quello di "orrilibro", altro conto un giudizio soggettivo, come "palloso". Un ragazzo delle medie o del liceo potrebbe pure trovare personalmente "palloso" Dante, se l'insegnante non riesce a farglielo amare, o se proprio esula dalla sua sensibilità: ma, se quello studente è minimamente intelligente, si guarderà bene dal definirlo "orribile".
Così io stesso ho ironicamente definito Foscolo e Manzoni "du' palle", specificando anche per il secondo "certo non orrilibro": personalmente ho antipatia sia per il genere "esterofilo" e ben poco italiano del romanzo (declinato all'italiana, appunto: uno dei miei libri preferiti è l'Idiota di Dostoevskij, ben altra cosa) sia per il Romanticismo in genere (antipatia, quest'ultima, ulteriormente rinfocolata in me dal mio adorabile professore universitario di Letteratura Italiana, spregiatore estremo di Foscolo, a traverso il suo approccio rigorosamente classicistico).
Ma, appunto, non dico che abbiano prodotto testi obiettivamente orribili: dico semplicemente che a me non piacciono - nessun crimine, quindi."Orrilibro" per me è Il giovane Holden, ecco.
- Dionysus | Jun 11, 2009 Report abuse
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@ Dionysus, ok, scusa, forse ti avevo letto con superficialità. Capito la distinzione che condivido: si può dire non mi piace Manzoni, (magari se ci si riesce a distaccare dal proprio sguardo di adolescente sarebbe anche meglio) ma metterlo in una lista di "proscrizione" come libro orribile equivale ad un crimine culturale.
A me Salinger piace molto invece. - mafalda | Jun 11, 2009 Report abuse
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A proposito di insegnanti che ci sanno fare, volevo segnalare la maestra di mia nipote (9 anni), che è riuscita, non so come, a far appassionare una quindicina di bambini alla lettura di Dante. La mia nipotina è letteralmente fanatica, gasata per la Divina Commedia, le piacciono i personaggi, le piace la storia, probabile che l'inferno le sia stato presentato come una specie di storia horror. Fatto sta che questa insegnante è stata incredibilmente brava a scendere sul piano dei bambini per presentar loro un'opera classica. Mi farò spiegare il metodo perchè incuriosisce anche me.
Il giovane Holden è uno dei romanzi più imitati dell'ultimo secolo: come si fa a non apprezzarlo?
- Axette | Jun 11, 2009 Report abuse
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@ mafalda: dopo, rileggendomi, ho notato che forse la mia risposta suonava un po' "incazzosa", ma non è così, volevo solo puntualizzare :-) ciao!
- Dionysus | Jun 11, 2009 Report abuse
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@Axette: Il giovane Holden è uno dei romanzi più imitati dell'ultimo secolo: come si fa a non apprezzarlo?
Si fa... io l'ho mollato dopo poche pagine (credo una 30-40ina) perchè non mi piacevano nè la storia, nè il protagonista, che avrei preso volentierissimo a colpi di badile nelle gengive...
;-) - Dakkar | Jun 11, 2009 Report abuse
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@ Dakkar: stesso effetto che ha fatto a me, già dopo le prime 30-40 righe. E comunque, se fosse effettivamente "uno dei romanzi più imitati dell'ultimo secolo", si sarebbe finalmente trovata una delle cause della decadenza media della letteratura contemporanea: sarebbe una bella aggravante, insomma :-p
- Dionysus | Jun 17, 2009 Report abuse
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minchia il Werther... le affinità elettive... sono riusciti a farmi odiare goethe con tutte le mie forze
i Promessi Sposi... mi piacevano (ok, potete uccidermi), mi leggevo i capitoli in anticipo sulle lezioni...
lui, l'unico, il peggiore di tutti: IL GIOVANE HOLDEN. LO ODIO. :-D - La Tigre Danzante | Jun 18, 2009 Report abuse
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mi sono autoinvitata al gruppo perché non potevo resistere alla tentazione di urlare al mondo che i dolori del giovane werther mi ha fatto letteralmente schifooooo!
(anche io letto a scuola... ma c'è qualcuno che se lo va a comprare di proposito e non perché costretto dall'insegnante?)per il resto: non posso odiare i promessi sposi, anche perché grazie a loro ho fatto un tema da 10 alla maturità.
i malavoglia hanno fatto si che mi tenessi alla larga dalla Sicilia per i successivi 15 anni per il timore di incontrare qualche padron 'ntoni dei giorni nostri :P
(poi ci sono andata e ho scoperto che è stupenda!)per fortuna amavo leggere già a 5 anni e gli altri libri letti a scuola non li ho mai vissuti come un dovere, ma sempre e comunque come un piacere (infinita sete di conoscenza mai placata)
- domitilla | Jun 24, 2009 Report abuse
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Buondì. Vista l'interessante discussione non ho potuto esimermi dall'aderire al gruppo e postare anche io il mio proprio grido di angoscia (così come domitilla prima di me, vedo):
1. Il sentiero dei nidi di ragno, impostomi in prima media, che mi ha finora tenuto lontana lontanissima da ogni altro qualsiasi Calvino (e adesso che guardo, non l'ho neanche più in libreria...che fine ha fatto?). E si tenga presente che a sette anni, non avendo il Corriere dei Piccoli sottomano, mi sparai L'ultimo giorno di un condannato a morte di Hugo, capendone un decimo ma facendomelo piacere -perciò non si dica che ero troppo piccola in prima media eh;
2. Va' dove ti porta il cuore, della Tamaro (della quale per altro ho amato Cuore di ciccia), un litro di melassa triste che colava da ogni paragrafo, autoimpostami chissà perchè (assì. perché tutti ne parlavano benissimo).
3. La scoperta dell'alba, di Veltroni, molliccio in politica come nello scrivere, devo dire... Tirasse un po' fuori le pa... pardon. Comunque, come scrittore WV non mi funziona. Questo regalatomi da una cara amica che di solito ci prende (e quella volta, proprio no).
...ma la lista è ancora lunga, tornerò. - Vera Matta | Jul 6, 2009 Report abuse
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@Axette: uhuh mi hai fatto tornare in mente ricordi di quando ero piccolina piccolina, alle elementari..un giorno viene una maestra che ci stava simpaticissima (e lei amava noi) a farci supplenza..dice alla nostra maestra di italiano "io vado a fare supplenza solo dai tuoi perchè sono i migliori"..
beh durante questa supplenza ci dice "mentre voi disegnate vi va se vi leggo una cosa? Vi leggo la Divina Commedia è di Dante Alighieri"..comincia a leggerci i versi pian pianino e poi a spiegarci l'inferno, ce lo spiega in italiano così che capiamo e noi tutti con gli occhi incollati a lei, ci mima le condizioni dei dannati e le esclamazioni di Virgilio e Dante alla loro vista.
E' stato più di dieci anni fa, ma c'è un motivo se ancora lo ricordo..alcuni maestri (in questa caso una maestra) sono veramente formidabili.. - Nikottolina x 8 | Jul 6, 2009 Report abuse
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A scoperchiare il vaso di Pandora poi si resta bruciati. Ho aperto un topic che pensavo solo divertente e si è rivelato invece, come sempre in questo gruppo, un terreno fertilissimo di pensieri ed opinioni. Come nella leggenda, sul fondo del vaso di Pandora, rimane la speranza e da quello che ho letto fino ad oggi, le malaugurate idee dei nostri insegnanti/professori/maestri non ci hanno fatto allontanare dalla lettaratura e da questo piacere unico che sono i libri, anzi, molti di noi ci si sono avvicinati ancora di più e questo mi fa ben sperare per tutti quegli adolescenti che oggi confondono "Lessico famigliare" con un "Medico in famiglia" (ho già raccontato di questo pasticciaccio ascoltato in libreria), ma che magari domani insegneranno a mio nipote o ai miei figli il valore di un libro e della lettura.
Scusate l'OT ma ci voleva davvero. - Dolcenera75 | Jul 6, 2009 Report abuse
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E allora parliamo dei Promessi Sposi.
Letti tra la IV e la V ginnasio con il viatico della professoressa di lettere, che ce lo lasciò come compito per le vacanze, "ci vogliono 9 mesi per fare un figlio, non capisco perchè dobbiamo perdere altrettanto tempo su un libro del genere".
Trovata in casa una vecchia edizione, forse quella usata da mio padre al liceo, (corsi e ricorsi!!) mi misi d'impegno per finirlo. La storia andava avanti lentamente e tutti i possibili spunti, drammatici, politici, erotici (perchè no?) erano costantemente contenuti e tarpati. Un libro così effettivamente non vale il tempo che ci si impiega a leggerlo.
PS: mia figlia ha finito la V ginnasio e ha letto i Promessi Sposi lungo tutto l'anno (nihil novum sub sole): sembra sia sopravvissuta, ma non credo sia entusiasta.
PPS: I Malavoglia non li ho letti; mi sono sempre rifiutato di leggere la Coscienza di Zeno, e credo non lo farò mai.
PPPS: Il giovane Holden è fermo da anni a pagina tre. Che dite devo andare avanti? - Bc 06 | Jul 7, 2009 Report abuse
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forse sono fortunato, nessuno mi ha mai obbligato a leggere alcunché, nessun odio per le letture scolastiche, i miei insegnanti erano ignorantissimi, assolutamente disinteressati alla lettura e a noi alunni; un disinteresse ricambiato.
forse sono fortunato: i miei alunni leggono (tutti per dovere, alcuni per piacere) qualunque cosa io propini loro;
i metodi sono due:
1) il ricatto...faremo un test...
2) fase A) racconto 20, 30 trame e mi interrompo non appena mi sembrano interessati
fase B) dico loro il numero delle pagine di ciascun libro (è un argomento al quale sono molto sensibili)
fase C) metto in dubbio la loro capacità di leggere questo o o quel testo (qualcuno che ama le sfide lo si trova sempre)
fase D) li ricatto di nuovo...faremo un test...
E' banale: non ho mai trovato un libro che potesse piacere contemporaneamente a 28 quindicenni, forse non esiste, esistono invece una quantità di libri che possono essere odiati contemporaneamente e con ardore dagli stessi ventotto
di far legger loro I Malavoglia o Fontamara non mi passa nemmeno per la cabeza
ma vi assicuro che anche il Giovane Holden non suscita grandi entusiasmi; il commento più benevolo è stato: "professò...questo libro mi prende male..." che poi vorrebbe dire sensazione di oppressione che somiglia alla nausea che precede i conati di vomito.mah! da anni l'obbiettivo è che qualcuno trovi il suo libro, quello che apre tutte le porte...ogni tanto succede
ora sto girando per le librerie degli adolescenti di anobii...cerco anche io il libro o i libri che aprano a me qualche porta
mi sento fiducioso
- atterue | Jul 7, 2009 Report abuse
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@ Bc 06:
"PPPS: Il giovane Holden è fermo da anni a pagina tre. Che dite devo andare avanti?":
NO.Ma, soprattutto: "spunti erotici" nei Promessi Sposi (intendendo, immagino, la versione originale di Manzoni, non quella "rielaborata" di P. Chiara)!? onestamente la scena più hard che riesca a immaginare è Lucia che si scioglie la cofana... :-D
- Dionysus | Jul 8, 2009 Report abuse
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Quando andavo a scuola io, al liceo classico era previsto un esame fra 2° anno (detto anche 5a ginnasio) e 3° anno (detto anche 1a liceo).
I promessi sposi erano nel programma di 5a ginnasio per cui ho dovuto leggerli capitolo per capitolo durante l'anno, una seconda volta nel ripasso totale prima dell'esame e...siccome proprio quell'anno (unico nella mia abbastanza onorata carriera di studente)mi hanno rimandato a ottobre in Italiano, li ho dovuti rileggere d'estate per la riparazione ad ottobre...
Immaginate come a 15 anni, in pieno tsunami ormonale, abbia potuto gradire il tempo dedicato alla triplice lettura (anzi studio, che è un'altra cosa) di un tomo di tale fatta.
L'unica soddisfazione l'ho avuta tanti anni dopo a guardarmi la stupenda pariodia che ne fece il Trio in TV: che divertimento!@Bc 06:
"PPPS: Il giovane Holden è fermo da anni a pagina tre. Che dite devo andare avanti?":Assolutamente si!!!
- Ubik | Jul 8, 2009 Report abuse
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Holden dio holden cesso. (passim)
E se dicessimo che Salinger scrive insopportabilmente bene ma che a un giovine con gli ormoni in agitazione (io ai tempi) o un adulto privo di nostalgie (ora) il personaggio risulta particolarmente insopportabile?
Se lo detestate è proprio per merito di uno che in poche paginette vi consegna un carattere intero e delineato perfettamente, e non solo lui, tutti i personaggi, anche chi compare per una pagina sola, sono interi.
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Anch'io sarei curioso di saper quali spunti erotici, a meno di non considerarlo spunto di ovvi suggerimenti per gustose scenette kinky sadomaso e grassocce, contengano i PS.
- Procyon Lotor | Jul 8, 2009 Report abuse
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L'unico difetto che si potrebbe imputare al Giovane Holden è quello di aver introdotto quello "stramaledetto" modo di parlare americaneggiante ancora tanto in voga, "e tutto il resto", " e tutto quel che segue" e locuzioni simili credo siano nate proprio con questo romanzo.
- Axette | Jul 8, 2009 Report abuse
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Concordo con Procyon sulla bravura di Salinger, al di là del Giovane Holden. Nei "Nove racconti" ad esempio ho trovato alcuni dialoghi tecnicamente interessantissimi.
Per quanto riguarda Manzoni credo che la lettura forzata dei Promessi Sposi a scuola sia tra le cause dell'avversione che molti provano nei confronti di tutta la letteratura.
- Eric Clipperton | Jul 8, 2009 Report abuse
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Ouff, finisco adesso di leggere TUTTI i commenti e devo dire che di carne al fuoco ce n'è molta... Il concetto principe, comunque, mi sembra, è che non si riuscirà MAI a trovare un libro che attiri le simpatie di TUTTA una classe... A parte che secondo me la lettura è qualcosa di così personale che non solo dipende dai gusti di ognuno ma anche dal periodo in cui si legge un certo libro. Per esempio, "Il lupo della steppa" di Hesse a 17 anni mi ha cambiato la vita. Ma non lo rileggerei mai (anche se continuo a consigliarlo con successo a diciassettenni in crisi esistenziali); "Il giovane Holden" l'avevo scoperto da sola, e da adolescente l'ho amato, e in seguito letto e riletto, ma se me l'avesse dato un prof probabilmente l'avrei detestato. Il problema, secondo me, è COME e QUANDO un libro ti capita tra le mani. E soprattutto, come ti viene posto. Precocissima lettrice, ho avuto la (s)fortuna di leggere PRIMA, per conto mio, testi che poi mi sono stati imposti alle elementari/medie... ed è stata completamente un'altra cosa. "La freccia azzurra" di Rodari era per esempio il mio libro preferito... prima che ce lo affibbiassero come testo scolastico in seconda o terza elementare. E' stata un'esperienza orrenda. Innanzi tutto l'edizione era orribile, di quelle scolastiche con le note ovunque e i "test di comprensione" in fondo, che ti facevano domande deficienti per vedere se avevi capito concetti banalissimi, e poi c'erano le interrogazioni e il ritmo obbligato che dovevi tenere per fartelo durare un anno. Che strazio! Idem con libri che avevo adorato come "Le due vite del barone Lamberto" o "La famosa invasione degli Orsi in Sicilia", che una volta letti per scuola hanno per sempre perduto il fascino che avevano all'inizio... E se da una parte c'è il fatto dell'imposizione, che a volte non va giù, poi c'è quello dei gusti: vattelapesca come mai a me i Promessi Sposi è sempre piaciuto (lo trovavo carico di ironia e battute divertenti, te pensa) mentre i Malavoglia mi ha sempre sempre sempre fatto orrore (anche se l'ho letto tre o quattro volte per cercare di capire come mai, soprattutto visto che uno dei miei autori preferiti in assoluto è Zola, e verismo e naturalismo dovrebbero assomigliarsi... invece niente). La Divina Commedia fatta in fretta e a pezzi al liceo era orrenda, l'Inferno studiato per bene all'università mi ha cambiato (in meglio) la vita... Fatto sta che, sebbene leggessi comunque moltissimo per conto mio, i testi "obbligatori" mi hanno quasi sempre disgustato, colpa forse di poco amore per quegli stessi libri da parte degli insegnanti, o forse dell'odio mio verso qualunque forma di imposizione.
In ogni caso, per tornare in tema con il topic, mi sembra doveroso riportare qui il mio commento al libro che più mi ha nauseato negli anni scolastici, e che fino ad ora non era qui mai stato nominato: l'orrilibro tra gli orrilibri, l'immondo, puffoso, disgustoso PICCOLO MONDO ANTICO!!
Eccolo qui:"Non ce la posso fare, perdonatemi... Sarà perchè mi hanno OBBLIGATO a leggerlo a scuola. E poi ci interrogavano, per giunta. Ricordo quando la prof mi chiese (ATTENZIONE, SPOILER!) dov'era la madre quando era morta la piccola, insopportabile, fastidiosa Ombretta. Io ovviamente avevo fatto tutt'altro che ascoltare (a undici anni ci sono tante cose migliori da fare in classe - guardare i passerotti fuori dalla finestra, ridere sull'orrida permanente della prof, cercare di picchiare il compagno che da dietro ti tira le palline di carta masticata soffiate fuori dallo scheletro di una bic, scrivere bigliettini d'amore, che non recapiterai mai, al biondo di III B...) e, dopo aver cercato disperatamente di captare qualche suggerimento dai compagni che d'altronde erano nelle mie stesse ambasce, sparai quella che mi sembrava la possibilità più realistica (checcavolo ha da fare una mamma in un paesino sperduto e noiosissimo che mancomiricordopiùdovestava?): "Era dalla vicina di casa... a giocare a canasta!"
Morale: passai il resto dell'ora in punizione in corridoio (quando la bidella non ti guardava si riuscivano a fare delle scivolate fantastiche) e non seppi mai più niente di tutto quello che accadde a tutta quella gente di cui in fondo non mi era mai importato una cicca.
Eppoi è diseducativo. Cosa penserebbe un educatore, nel 2009, con l'allarme pedofiolia & tutto, di un tizio che prende la bambina sulle ginocchia e le ripete all'infinito "Ombretta sdegnosa del Mississipì… non far la ritrosa e baciami QUI"????
Bleah."P.S.- E con questo non intendo minimamente attaccare le prof brave e appassionate come Mafalda, ma solo portare uno stralcio di archeologici ricordi di quello che è capitato a me, e a me sola, nel periodo più incasinato e tempestoso della vita che è quello dell'adolescenza, altro fattore con cui fare i conti, quando si tratta di appassionarsi o no a qualcosa che puoi odiare o amare a seconda che quel giorno il biondo di III B ti abbia sorriso o meno...
- Valentina Paggi! | Jul 17, 2009 Report abuse
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Valentina: sembra quasi la mia scuola media con i corridoi lisci dove fare le scivolate ... e alla fine di ognuno c'erano delle scalette (da poche 4-5 a parecchie: 10-12): quelli bravi si facevano tutto il corridoio in scivolata e poi saltavano al corridoio di sotto!
Grazie per avermelo fatto ricordare! - fris | Jul 17, 2009 Report abuse
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Vera Matta: ma ti hanno fatto leggere la Tamaro e Veltroni a scuola???
- Babdelicious | Jul 17, 2009 Report abuse
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Si dice che un classico è un libro che ha sempre qualcosa da dire, evidente che Piccolo mondo ha esaurito da un pezzo il suo discorso, anzi, se prova a farlo ora rischia pure di essere linciato. E poi chi sceglie questi libri ha un leggero retrogusto di sadismo: Fogazzaro ha scritto quel capolavoro che è Malombra, mica te lo fanno leggere però a scuola! ti impongono quella palla melensa di piccolo mondo, benpensante, gretto e noioso.
Malombra sarebbe troppo innovativo, per carità! - Axette | Jul 17, 2009 Report abuse
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@ Babdelicious: riguardo a Veltroni, non credo gliel'abbiano fatto leggere a scuola, ma, se anche fosse, dài, porazzo, i romanzi sono l'unica cosa per la quale potrebbe essere citato nei libri di scuola (una cosa del tipo "mentre la destra governava, la sinistra scriveva romanzi"), perché vuoi negargli pure questa possibilità? non hai un minimo di cuore, non ti fa almeno un po' di pena? :-p
- Dionysus | Jul 17, 2009 Report abuse
- Babdelicious | Jul 17, 2009 Report abuse
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la tamaro è un'altra santacroce ... braccia rubate all'agricoltura
- DaniB | Jul 17, 2009 Report abuse
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A proposito dei Promessi Sposi, ecco la traduzione dall'inglese all'italiano del romanzo (Paolo Colagrande: Kammerspiel pag 154)
"Il braccio del lago di Como girato a sud tra una catena doppia continua di montagne che sporgono e rientrano per formare delle sporgenze e delle rientranze, viene improvvisamente a stringersi e prender la forma e l'andamento di un fiume"
Ma ci sono anche addio monti.... e il castello dell'innominato.
Se fossi un'insegnante lo farei leggere ai ragazzi, chissà, magari un po' di sfottò, un po' di irriverenza nei confronti di questo sacro testo, di questa pietra miliare della letteratura italiana, gioverebbe a renderne più simpatica la lettura. - giò | Jul 18, 2009 Report abuse
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@Babdelicious indirettamente, yes. nel senso che me li consigliò (e me li mise in mano dicendomi "mi dirai", il che a quell'epoca equivaleva a imporre) un'insegnante poi divenuta amica che prestava libri a mezzo liceo e a casa della quale facevamo salotto. (che poi, a onore suo, mi fece pure scoprire la Yourcenar, Yehoshua, Saramago etc etc...però in mezzo non so come mi ci ha infilato ste due sole.)
- Vera Matta | Jul 18, 2009 Report abuse
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ah, e ciliegina sulla torta, non osai dirle che la scoperta dell'alba mi aveva fatto SCHIFO, perciò ne feci una critica aperta e costruttiva, e lei... me lo regalò. glab. l'altro grazziaddio l'ho restituito.
- Vera Matta | Jul 18, 2009 Report abuse
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Posso spendere una parolina per la Tamaro? Io trovo che 'Per voce sola' non sia nient'affatto male.
- capobanda | Jul 19, 2009 Report abuse
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@capobanda, devo dire che io parlo in modo parziale, in quanto ho letto solo Cuore di Ciccia alle elementari (che ho adorato) e Va' dove ti porta il cuore al liceo (appunto detestato). Magari altre cose le son riuscite bene, ma non ho il coraggio di andare a verificare.
- Vera Matta | Jul 19, 2009 Report abuse
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Anch'io ho letto dei racconti sparsi della Tamaro e non mi sono sembrati male: uno parlava di una coppia di pensionati che si comprano una casa in montagna e un giorno arriva una ruspa e gli porta via tutto. L'ho trovato carino, ironico e dettagliato.
Certo, il fatto che sia diventata famosa per va dove ti porta il cuore fa pensare, perchè forse è uno dei suoi romanzi più brutti - Axette | Jul 20, 2009 Report abuse
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Caro Michele l'ho letto proprio a 15 anni e l'ho trovato stupendo, perchè dici che non è adatto a quell'età? un quindicenne non è un cerebroleso e certe problematiche le comprende già benissimo, in più è un libro che parla di un'epoca e una generazione passata con valori passati, quindi non può che fare bene a un adolescente
- Axette | Jul 20, 2009 Report abuse
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e quanto la fai lunga!
era per dire che è un libro comprensibile e può piacere o meno, ma si capisce pure troppo.
(non mi sembra di averti offeso, se così è, fai un bel corsetto di autostima) - Axette | Jul 20, 2009 Report abuse
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Non mi sembrano letture adatte ad un pubblico così giovane. Concordate?
No. Però sono certa che tu fossi un adorabile pigro a quindici anni e che questo non abbia affatto inficiato gli anni a venire! ^_^ - Babdelicious | Jul 20, 2009 Report abuse
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Pare che anobii accetti alcuni tag HTML, tipo corsivo e grassetto.
Un riassunto pratico qui: http://www.facebook.com/notes_cheatsheet.php ma non so se li piglia tutti anobiiComunque mi stavo esercitando nella sconosciuta arte della diplomazia e della gentilezza. Pare che non sia roba per me, però! ;-)
- Babdelicious | Jul 21, 2009 Report abuse
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"un quindicenneNON è un cerebroleso e certe problematiche le comprende già benissimo"
mi cito addosso, scusa, Gunt, dov'è l'offesa?
forse lo sbaglio è di aver usato l'avversativa, dovevo dire: un quindicenne è in fase di sviluppo ma non gli manca niente, va meglio? - Axette | Jul 21, 2009 Report abuse
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Il 15enne non è necessariamente cerebroleso, nè detestare un libro lo dimostrerebbe.
Anzi, detestare è dopotutto un sentimento forte, trascurare, ignorare o scorrere senza lasciare traccia è decisamente peggio.
In fondo siamo definiti sia da ciò che amiamo sia da ciò che, spesso colpendo le nostre idiosincrasie, detestiamo. Così come può capitare di adorare un libro... per i motivi sbagliati.
La scuola non può porsi il problema del canone ideale per ogni minorenne. Può solo, se riesce, attraverso i professori, interpretare i processi che attraversa l'allievo e pungolarlo o aiutarlo.
Di certo, schedulare il libro disgregandolo in una serie di richieste di informazioni successive da parte di un professore che per primo (accade) non è molto interessato al libro verso uno studente magari riottoso, lo farà disprezzare a lungo.
E' appena ovvio che fra i peccati più rivoltanti - immediatamente rilevati dall'adolescente, solitamente espertissimo nell'accorgersene - c'è l'uso ideologico di un libro, ma è più un problema della Scuola, che del singolo Professore. Non riesco ad immaginare una Scuola completamente priva di ideologia mentre i Professori se vogliono ci riescono e bene.
Non è tutta colpa dei professori, anzi. Per sviscerare cosa ha sentito Piero o Paola leggendolo non basterebbe spesso un'ora intera dedicata.
Nel mio caso fui fortunato, ne incontrai molti di qualità, pure loro ovviamente con la loro idiosincrasie: le "punte" ma è normale.
A quel'età si è tutti, più o meno, dei sassi aguzzi, appena sbriciolati dalla roccia; ce ne vogliono di rotoloni nelle piene giù per le rapide del torrente per allisciare il sasso l'uno con l'altro.
- Procyon Lotor | Jul 21, 2009 Report abuse
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No, scusate, ma accennare un po' anche alla trama dei libri di cui si discute, per capire in cosa dovrebbero essere più o meno adatti a un adolescente, no, eh? Visto che li avete letti - e che su Internet si trovano trame un po' tanto scarne...
- Dionysus | Jul 22, 2009 Report abuse
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ho sempre odiato il libro Cuore...e me ne hanno regalati diversi da bambina! mai finito di leggere! tra i libri che un adolescente dovrebbe assolutamente leggere direi: le operette morali di Leopardi, il ritratto di Dorian Gray e una buona dose di Pirandello.per cominciare.
- Occasionaldream | Aug 10, 2009 Report abuse
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Diciassette anni, Uno Nessuno e Centomila come lettura obbligatoria per l'estate.
Pagina 10: - Ma perchè questo qui non campa tranquillo senza sfracellarmi i co***oni con le sue paranoie??? -
Da allora, mi dispiace dirlo, Pirandello è out per me. Però ho intenzione di riprenderlo.
- Σακυρα87 | Aug 10, 2009 Report abuse
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*le operette morali di Leopardi
Sono assolutamente d'accordo.
Nel caso si infligga ai predestinati, sarà loro di consolazione, nel caso in cui il piccolo lettore sia invece vispo e accorto è un metodo infallibile per produrre dei piccoli Briatore in erba. - Procyon Lotor | Aug 10, 2009 Report abuse
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Odiosi quei libri!!!!
Hai perfettamente ragione... e poi, cosa vuoi che ne sappiano questi scrittori-psicologi dell'adolescenza? - Valé | Aug 15, 2009 Report abuse
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ciao a tutti!sono nuova e colgo l'occasione di cominciare a presentarmi nel vostro gruppo parlando di un orribiliibro di scuola per me storico:IL DIARIO DI UN CURATO DI CAMPOAGNA, di George Bernanos, letto in terza superiore.Premetto che riguardo ai libri letti a scuola per forza, da PINOCCHIO in poi, mi sono piaciuti quasi tutti(sono uan fan dei PROMESSI SPOSI!) e quelli che non mi sono piaciuti mi sono rimasti indifferenti.Ma questo di Bernanos è stato proprio un mattone in testa, tant'è vero che penso sempre che se deciderò di suicidarmi lo riprenderò in mano!E' la storia di un curato di campagna che h, contrariamente a quello che s potrebbe pensare, non ha vita cosi semplice.La trama è molto complessa anche perchè basata prevalentemente su riflessioni filosofiche e visioni del parroco, che infatti alla fine impazzisce!Terribile davvero...solo a scrivere questo commento mi è venuta l'angoscia!
- Tiziana Bs79 | Sep 13, 2009 Report abuse
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Salve, anche io mi sono autoinvitata in questo gruppo :-)
Grazie alle letture scolastiche ho odiato (e odio ancora!!) Kafka in tutte le sue forme, Calvino e i Malavoglia che mi hanno tormentato per un anno intero e i promessi sposi che veramente non ho parole per descrivere. Altri autori ho avuto modo di rileggerli in "epoche successive" per scoprire che proprio schifo non fanno (come pirandello che amo moltissimo ad esempio!).
Uno però dei libri più brutti e sconvolgenti delle mie letture scolastiche è stato CIPI' alle elementari...mi ha fatto avere gli incubi!! Ma stiamo scherzando? Mostri dagli occhi di stella che divorano uccellini, uccellini morti strozzati da bocconi a molla...veramente sconvolgente, tant'è che anche adesso che ho quasi trent'anni ricordo ancora vividamente tutti questi orrori!
- Readin'Jess | Sep 23, 2009 Report abuse
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A me sono piaciuti quasi tutti gli autori e i libri che avete citato, sarò un' aliena, ma quello che ho odiato davvero è stato Madame Bovary. C'é da dire che l'ho letto a 15 anni in francese, obbligata dalla mia sadica prof. e lo confesso, ho esultato quando Emma é morta: non ne potevo più di lei! Forse se lo riprendo ora che sono più grande cambio opinione, chissà...
- B_TheQueen | Oct 30, 2009 Report abuse
