I giovani
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noi siamo i giovani i giovani i giovani
siamo l’esercito, l’esercito del surf1985
luis miguel cantavanoi, ragazzi di oggi noi
con tutto il mondo
davanti a noi
viviamo nel sogno di poioggi
i giovani di oggi vanno dalla de filippi e vincono.
Poi tornano dalla de filippi che conduce con bonolis e curiosamente vincono di nuovo.Tu sarai la forza mia
La mia strada il mio domani
Il mio sole la pioggia
Il fuoco e l’acqua dove io mi tufferòMa come pensano, come si esprimono i gggiovani?
Ecco un esempio illuminante.http://www.youtube.com/watch?v=GJUyXccpV5M&eurl=http%3A…
domani
Se i giovani sono la risorsa maggiore di cui dispone la società, la domanda sorge spontanea: quali sorprese ci riserverà il futuro? - Alias | Jun 1, 2009 Report abuse
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Non mi piacciono le generalizzazioni.
Fra i ggiovani c'è di tutto e sicuramente così come i testi di C. Spaak non possono essere usati per capire i ragazzi degli anni 60 e quelli di L. Miguel quelli degli anni 80 di certo nè Cinzio nè gli altri mentecatti possonmo essere usati come esempi dei GGiovani.
Sicuramente i ggiovani sono figli della nostra società: sono individualisti, non hanno una coscienza sociale nè politica...ma oggi potremmo pretendere da loro questo bagaglio?? - Hanta | Jun 1, 2009 Report abuse
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Hanta, scusa, ma non ti piacciono le generalizzazioni e poi dici che i giovani sono individualisti e non hanno una coscienza né sociale né politica? Io non generalizzerei. Conosco giovani e giovanissimi che almeno in quanto a coscienza sociale ne avrebbero da insegnare ai più grandi.
- Nanopausa | Jun 1, 2009 Report abuse
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Anni '60: http://www.youtube.com/watch?v=ukNbNJ3u2II
decisamente più rappresentativa delle SurfettesI giovani vivono la meglio gioventù! Non ci facciamo ingannare dai racconti degli anziani come me, che vi diranno sempre che come hanno vissuto loro la gioventù voi ve lo siete sognato. L'abbiamo vissuta alla grande perché eravamo giovani, non perché fossimo "migliori" o meno individualisti o più coinvolti o quello che volete.
Storicamente, questo è vero, siamo stati la prima generazione che ha spezzato il cordone ombelicale acritico nei confronti della famiglia. È stato un passo enorme, che ha prodotto tanto per la società, con qualche stortura. Soprattutto ha smantellato false certezze e non sempre è riuscita a puntellare i vuoti creati.
I ventenni di oggi (a prop.: qual è l'età dei giovani?) sono i figli di quei vuoti e di quei successi. E anche loro sono "i primi" su un dato fondamentale: per la prima volta, senza passare attraverso i danni di una guerra, saranno una generazione più povera della precedente, con prospettive future nettamente inferiori a quelle dei loro padri.
Rilancio con una provocazione: cosa pensa di fare, cosa fa, ognuno di voi, per far crescere i giovani meglio di come ritiene siano adesso?
- Condor57 | Jun 2, 2009 Report abuse
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@Zio Condor: 'Non ci facciamo ingannare dai racconti degli anziani come me, che vi diranno sempre che come hanno vissuto loro la gioventù voi ve lo siete sognato'
Me l'hai detto paro-paro la scorsa settimana!o_O'
^_______=
Ma vabbè, tanto io non sono giovane!;)
(appopò... fino a che età si è giovani? Tanto per capire di chi stiamo parlando..) - Giusi Meister | Jun 2, 2009 Report abuse
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@ Condor57: dare un esempio positivo?
Non metto in dubbio che, come dice Nanopausa, esistano ragazzi con una coscienza sociale/politica più alta di tante persone "mature"...ma devono essere stati realmente fortunate ad aver avuto - o forse aver cercato - esempi positivi.
Scusate ma, tanto per banalizzare, ritenete che un 15enne, leggendo un quotidiano o vedendo un talk-show possa rinvenire esempi edificanti nella politica?
La scuola e la famiglia danno sempre esempi validi? - Hanta | Jun 2, 2009 Report abuse
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A scuola come in famiglia dipende dai casi. Ma questo valeva anche quando andavamo a scuola noi, nel mio caso una quindicina d'anni fa. C'erano professori ispiranti, che ti davano vere lezioni di vita, e altri che a riguardare indietro ti hanno fatto solo perdere tempo, e ahimè uno di questi era uno che si considerava sessantottino convinto (poi magari sparlava dei matrimoni misti davanti alla sottoscritta, ma questo è un altro discorso).
La famiglia è, in Italia, ancora un valore forte. E la scuola è ancora migliore che non in Inghilterra - unico esempio che ho facilmente a portata di mano. Prima di screditare sempre l'Italia, conosciamo davvero quello che accade fuori, nel resto d'Europa, negli Stati Uniti tanto democratici dove la cultura è un privilegio di chi ha una barca di soldi e frequenta solo poche università. Chi ha fatto l'Erasmus si è confrontato col livello di preparazione degli altri studenti universitari - nel mio caso anche americani e asiatici - e sa bene di cosa parlo.
Poi ci sono cose che funzionano meglio, ma quello che ci distingue davvero dai britannici, ad esempio, è che loro non sparlerebbero mai del Regno Unito, noi invece non facciamo altro che sparlare dell'Italia.
Buona festa della Repubblica a tutti! - Nanopausa | Jun 2, 2009 Report abuse
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@Hanta: a Napoli si dice, ma lo scrivo in italiano, che il frutto non cade mai lontano dall'albero. I giovani nichilisti - anche se credo che il termine sia troppo filosofico per i tempi, forse sarebbe meglio definirli "nullisti", ché altrimenti ce li confondiamo con gli anarchici e con il movimento punk che una loro ragione essenziale la hanno - sono assolutamente il prodotto di questa società.
Sono, come nell'esempio citato da NanoP., figli di sedicenti ex sessantottini che mistificano con la libertà il loro essere incapaci all'educazione oppure figli di 45-50enni che non riescono a definire con se stessi il significato delle responsabilità.
A livello sociologico, individuo due dinamiche particolarmente significative:
1) Pasolini raccontava le borgate romane. Il sogno dei borgatari era quello di divenire borghesi: si è realizzato il meccanismo inverso. Il borghese si è volgarizzato, ha trovato nella coatteria borgatara la possibilità di liberare la sua componente bestiale. È concorrenziale nell'apparenza, libertario quando si parla di cocaina, rondista quando si parla di immigrati (insomma, è un pezzo di m.). I suoi figli sono la propaggine di ciò che è lui.
2) una volta le bambine rubavano i vestiti e i trucchi alle mamme e giocavano alle signore. Oggi le mamme rincorrono le 15enni nell'abbigliamento e nel comportamento e giocano alle ragazzine.Insomma, non sono i giovani che non hanno valori, tanto per usare una frase trita e ritrita. Siamo noi "grandi" a non essere più in grado di trasmetterli.
Slawka, hai ragione nel dire che siamo esagerati nell'anti-italianismo. Però è anche vero che a questo paese manca un valore fondante comune. La resistenza e il dopoguerra sono stati i collanti che hanno portato allo sviluppo economico, sociale e politico fino alla fine dei '70. Svaniti questi argomenti, non c'è più nulla che ci caratterizza come italiani, meno che mai il senso di appartenere a una comunità (chiamatelo Stato, Nazione, Patria, come volete).
However, il vecchio Condor si beccò l'ammonizione in pagella per aver promosso collettivi, assemblee e cortei interni non autorizzati; il Condorino (19 anni) è rappresentante d'istituto e promotore di parecchie delle iniziative politiche del suo liceo. Però (o forse proprio per questo) sogna di andarsene in Spagna...
Marò, che pipponi che mi fate scrivere di giorno di festa, a saperlo andavo a lavorare
;-) - Condor57 | Jun 2, 2009 Report abuse
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@ Nanop: Io non facevo un discorso anti-italiano però, visto che ne parliamo, non so e hai avuto modo di vedere la puntata di Report sulla scuola.
Portavano ad esempio il sistema scolastico svedese con i suoi licei e le scuole dei quartieri difficili.
Ovviamente si tratta di esempi anni luce lontani dai nostri.
Non conosco il sistema scolastico inglese e di quello americano ne conosco i luoghi comuni.
Personalmente il liceo che ho frequentato è stato pessimo e quindi non voglio usarlo come metro di giudizio.Buona festa della Repubblica (senza parate militari sarebbe più bella!)
- Hanta | Jun 2, 2009 Report abuse
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La scuola - termini di paragone diretti non ne ho; però ci stiamo mettendo d'impegno per sfasciarla. Non è la cosa peggiore che abbiamo: credo che la legislazione sul sostegno dei diversamente abili sia una delle più avanzate d'Europa.
I giovani - se non esistono, allora non si dovrebbe parlare nemmeno di concorrenza perfetta o mercati contendibili (scusate, ma sono abituato a ragionare per modelli astratti e semplificati; poi si cala nella realtà, certo... e se ne verifica la consistenza) ;) - ad ogni modo, prendo per buona la definizione statistica... si è giovani fino a 35 anni, ora ed in questo Paese.
I quindicenni IMHO non sono poi tanto male... beh, diciamo che non sono poi tanto peggio dei trentenni (sempre per semplificare) ;>L'Italia - non posso fare a meno di citare Altan: "L'Italia è un Paese straordinario. Vorrei tanto che fosse normale." Ciò che mi fa incazzare non è la qualità media delle cose (pubblico, privato, etica, etnica, pathos eccetera), sono gli abissi e le vette - queste ultime spessissimo oscurate dalle prime. Una varianza troppo alta, per i miei gusti.
- ppork | Jun 2, 2009 Report abuse
- Condor57 | Jun 2, 2009 Report abuse
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@AnnaM.: i completely disagree with you...
Non credo possano essere definite effimere (al massimo si può discutere sulle loro applicazioni successive) le leggi su:
1) il divorzio;
2) l'aborto;
3) lo statuto dei lavoratori;
4) il nuovo diritto di famiglia
5) l'abolizione del delitto d'onore;
6) la legge Basaglia sui manicomi;
7) le 150 ore.
Inoltre, il '68 ha prodotto un movimento culturale che ha portato l'Italia ai vertici mondiali (dal cinema alla letteratura, dalla pittura alla musica); ha trasformato un paese a cultura ridotta in un paese a cultura diffusa. Ha generato il femminismo, che - con tutti i suoi limiti e storture - ha portato le donne fuori dalle cucine. Oggi è facile non sapere o non ricordare che questo Paese era composto da mariti figlidiputtana e da mogli massaie a tempo pieno!Poi, se vuoi, si può analizzare perché nonostante quel grandissimo fermento sia uscita fuori l'Italia di oggi (tra i danni, ovviamente c'è la deriva terroristica) ma definire il '68 effimero mi sembra non avere ben chiaro cosa sia stato.
Magari averlo oggi un movimento totale di quella portata! - Condor57 | Jun 2, 2009 Report abuse
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Totalmente d'accordo con condor . Io amo quegli anni perchè ammiro la coscienza politica , la volontà di partecipare , la creatività , l'impegno e mettiamoci anche una certa dose di ingenuità , forse , che oggi son più difficili da trovare . Secondo me c'è da imparare da quella generazione e come ha ben elencato Fabio molti dei diritti civili che oggi ci sembrano scontati sono stati conquistati allora .
Personalmente mi fan più paura gli effetti degli anni 80 e 90 :) - Fiore | Jun 2, 2009 Report abuse
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@Condor bleah a chi?! Io ho sono ancora molto ma molto più vicina ai 30 che ai 40, thx :P
Edito: m'ero dimenticata di Hanta e ormai l'ho ufficialmente preso di mira... :P
Credo sia nettamente più facile gestire qualunque cosa, scuole problematiche incluse, in un paese che ha una densità di popolazione pari a 21,9 ab/km2 rispetto alla nostra di 199 ab/km2... - Nanopausa | Jun 2, 2009 Report abuse
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Ora io non voglio "criminalizzare" il 68.
Se è vero che molti "rivoluzionari", come pronosticato da Ionesco, ci sono molti 68ttini che hanno continuato un percorso coerente ai propri ideali e valori.
E' un dato però oggettivo che l'oggi non presenta un bel panorama.....e su questo i sessantottini, direttamente o indirettamente, hanno delle colpe.
Non so se, come Fiore, debbo avere più paura di ciò che sarà e che faranno gli ottantini (ai quali appartengo) e i novantini ....ma certo è che gli italiani, quando si raggiunge il fondo, sono sempre bravi a scavare. - Hanta | Jun 2, 2009 Report abuse
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Hanta, scusa, ho editato mentre tu scrivevi quest'ultimo post. :(
- Nanopausa | Jun 2, 2009 Report abuse
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Giusto Fiore, è la scontatezza che ha portato ad accantonare la lotta.
Oggi sembra che il diritto allo studio, alla casa e al lavoro non siano più oggetto di dibattito.
Be', fino a quegli anni nulla era garantito. Abbiamo preso tante mazzate (anche fisicamente) ma qualcosa cambiò: l'aumento dell'utenza dell'istruzione, la costruzione delle case popolari, le lotte per il salario e per la tutela dei lavoratori. Anche la 626 è una "figlia" del '68.certo, mi piacerebbe che i giovani tornassero a battersi per queste cose (e non lo dico da antiberlusconiano) piuttosto che per un posto al GF, ma qualcuno dovrebbe spiegar loro che non è garantito che avranno domani un lavoro e una casa
- Condor57 | Jun 2, 2009 Report abuse
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scusa Hanta, quali sarebbero le colpe dei 68ini?
(e anche qui ci sarebbe da definire bene le categorie; io ho fatto politica attiva dal 1970 al '78: i miei figli sono un parto del sessantotto?)Pensi che - per fare degli esempi - i genitori di taricone abbiano fatto il 68? O Babbo e mamma Letizia erano nel movimento studentesco prima o in quello pacifista poi?
- Condor57 | Jun 2, 2009 Report abuse
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@ Nanop: proverò a perdonarti nulla....ma non assicuro nulla!
@Condor: facendo parte dei ggiovani ti assicuro che quelli che hanno come obiettivo un posto al GF sono una minoranza risibile.
La maggior parte dei ggiovani, persa fra stage, co.co.pro. e lavori interinali, ha ben chiaro che il domani riserva meno certezze di quello avuto dei propri genitori e che, se il lavoro stabile è un miraggio, la casa di proprietà è una chimera. - Hanta | Jun 2, 2009 Report abuse
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Sono stata una settantina attiva e partecipativa. Ho un curriculum completo anche di manifestazioni e scontri, in cui le ho solo prese, lo giuro! Mi sono sempre impegnata, anche quando i temi sono diventati altri. Che posso dire? non siamo tutti uguali e siamo evoluti con diverse concezioni di quanto avevamo vissuto, compreso il rifiuto o l'abnegazione. Ho sempre avuto il sospetto, però, che la storia (vedi vita, sofferenza e sviluppo degli uomini) l'abbiano fatta, oltre a noi, quelli che hanno gestito i grandi poteri. Per questo adesso faccio la volontaria per una ONG e sostengo le altre ogni volta che posso.
Come faccio a rinnegare la mia giovinezza e le mie passioni? certamente avrò sbagliato, anzi, ne sono sicura alla luce di alcuni fatti familiari. Ma ho anche riflettuto e sono cambiata. Forse la cosa giusta è darsi queste possibilità. - patriziabrr | Jun 2, 2009 Report abuse
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Innanzitutto modifico il mio post (stavolta non è colpa del mio italiano quanto del computer che ha voglia di festeggiare)
"Ora io non voglio "criminalizzare" il 68.
Se è vero che molti "rivoluzionari", come pronosticato da Ionesco, sono diventati Notai, ci sono molti 68ttini che hanno continuato un percorso coerente ai propri ideali e valori.@ Condor.
Molti membri dell'attuale classe dirigente non erano sessantottini?
D'Alema ? Fini ? Chicco Testa ? Rossella?
Forse non hanno fatto "danni" ma sicuramente non hanno fatto nulla per migliorare la società nella quale viviamo.
Diritti dei lavoratori, divorzio, aborto....quanto si deve effettivamente al movimento del 68 e non ad una "fisiologica" evoluzione della società ?
- Hanta | Jun 2, 2009 Report abuse
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@Hanta:
1) No, Giuseppe, quelli che tu citi erano già negli apparati di partito all'epoca, nulla a che vedere con il movimento. D'Alema,negli anni '70, era il capo della FGCI, quanto di più lontano e contrapposto ci fosse agli studenti in piazza. Il PCI è diventato "mamma" dei rebeldes dopo la fine dello spontaneismo violento dell'autonomia; coloro che non condividevano le scelte della lotta armata o comunque dello scontro a tutti i costi, tornarono a guardare alla casa madre come a un punto di riferimento in campo istituzionale. È così che si arriva a un Partito Comunista che, nel 1977 prima e nel 1984 poi, insidia il primato storico della DC.2) I diritti te li conquisti, nessuno te li regala: non esiste evoluzione fisiologica dello status di un individuo o di una struttura sociale. L'unico effetto esterno può essere il domino, per cui un tipo di comportamento si propaga da un paese all'altro.
3) Le cifre dei reality (aspiranti partecipanti e spettatori) purtroppo non sono affatto risibili: a Torino per le selezioni 2009/2010 si sono presentati ben 50 mila candidati!
4) Stagisti, interinali, cocopro, precari: ma questa gente quanto è incazzata? Qunato si organizza per andare contro questo tipo di situazione? Se quei coglioni (scusate il francesismo) degli epigoni brigatisti non avessero ucciso Biagi, sarebbe doveroso muoversi per abolire la legge sul lavoro più carogna che sia mai stata scritta dopo l'abolizione della schiavitù. E invece niente, pure la Pasionaria dell'Alitalia risolve tutto andando al GF...
- Condor57 | Jun 2, 2009 Report abuse
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@ Condor.
Rispondo ai punti 2), 3) e 4).2)
I diritti civili esistono anche nei paesi che non hanno conosciuto fenomeni come il 68 francese e italiano.
3)
Sui 50.000 partecipanti quanti studiano e lavorano e, anche per provarci, si infilano ai provini? Solo una parte veramente minima ha come unico obiettivo quello di sgambettare chiappe all'aria nella casa del GF.4)
Più che incazzata è frustrata.
Quanto si organizza per andare contro questo tipo di situazione?
Per nulla.
L'individualismo la fa da padrone.
Si guarda al proprio orto e non oltre. - Hanta | Jun 2, 2009 Report abuse
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Non saprei. Io appartengo alla generazione a cavallo; quella dove gli ideali erano un qualcosa per cui combattere, ma per cui ci è stato insegnato che c’erano già degli eroi e noi non avremmo mai potuto eguagliarli. È la generazione in cui tendenzialmente (e lo sottolineo, perché le generalizzazioni sono come un parlare per concetti astratti), alle donne è stato proposto un modello assolutamente manicheo: o donna in carriera, che rifiuta e rigetta ogni sorta di femminilità, o madre di famiglia, senz’altro scopo nella vita che non quello di “femmina” nel senso più (ahimè) sociologico del termine. E guardo i maschietti della mia generazione (decade 69-79) in cui tanti, forse non la maggioranza ma comunque tanti, hanno arricchito la pagina dei manuali di medicina alla voce allergie (e il riferimento è alla semplice parola “responsabilità”). Siamo – forse – una generazione lontana da se stessa. Ma quello che vedo con i ragazzi un po’ più piccolini di me, quelli che ogni giorno mi passano davanti per lavoro, è che nessuno gli ha insegnato a credere nel proprio cervello, a farlo funzionare. E qui emergono due categorie: quella dei finti furbi, che cercano la scorciatoia; e quella di coloro che si sentono stupidi e perciò gettano la spugna prima di averci provato. Provato a fare che? Semplicemente a formulare un’idea, un pensiero, un qualcosa che manifesti la loro unicità. La mia è senz’altro un’esperienza parziale e forse non rappresentativa, ma è l’esperienza di qualcosa che esiste. Non c’è più un’idea in cui credere, ma questo non perché non ci siano più le idee. È che non ci credono, non credono di avere un cervello e un cuore e il coraggio per sentirle, e portarle avanti. Perchè quello che ti insegnano, sin dalla culla, è che - se non c'è un immediato tornaconto personale - non ne vale la pena. È questo che davvero mi fa paura: l’italianissimo “ma chi te lo fa fà?”. Scusate lo sfogo… Io nei giovani ci credo, ma vorrei che anche loro credessero un po' di più in se stessi!
- Eliduck | Jun 2, 2009 Report abuse
- Eliduck | Jun 2, 2009 Report abuse
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Discussione magnifica.
Per ora vi dico solo questo perché la carne al fuoco è talmente tanta che banalizzare con due battute tutti gli aspetti coinvolti sarebbe un crimine.
Intanto, grazie ad Alias per aver aperto questo 3d. - Giusi Meister | Jun 2, 2009 Report abuse
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@ Eliduck.
Condivido il passo sul "Ma chi te lo fa fà?" e aggiungo che oggi un qualsiasi sforzo richiede non solo un risultato immediato, ma anche "privato" nel senso che se ciò che faccio non porta beneficio (anche?) a me non vale la pena impegnarsi. - Hanta | Jun 2, 2009 Report abuse
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lo sviluppo di una discussione come questa su Anobii, in mancanza dei "quote" è complessa!
Ci provo:
AnnaM dice: Il '68 non fu un movimento, bensì un fallimento... E' per questo che non solo non è arrivato a realizzare trasformazioni durature ma solo cambiamenti effimeri
Infatti ho risposto sui cambiamenti effimeri, citando una serie di leggi che effimere non erano.AnnaM dice: E proprio la legge Basaglia (ma in realtà non fu di Basaglia, che era, per inciso, un imcompetente) ne è un esempio lampante.
Basaglia molto onestamente sosteneva che "...oltre alla malattia, esiste il malato, con il suo corpo e la sua storia" e non si può ignorarle. Era in primis un grande medico, con un forte senso dell'etica professionale e profonde conoscenze farmacologiche.
La sua ricerca sull'uso degli psicofarmaci e della terapia psicologica di supporto in sostituzione di letti di detenzione e elettroshock è stata accettata come protocollo in tutto il mondo occidentale (mentre proprio nell'area marxista del mondo, da cui lui, secondo i suoi detrattori, avrebbe attinto una "psichiatria onnubilata ideologicamente", le tecniche utilizzate erano quelle che c'erano in Europa pre-Basaglia).
La legge 180 del 1978 è il risvolto legislativo della sua ricerca (e trovo difficile individuare un'altra ricerca così innovativa in Italia e riconosciuta tale in tutto il mondo). Legge che sostituisce alla custodia carceraria dei malati di menteuna rete di servizi. Laddove la legge è stata applicata sul serio - Trieste in particolare - funziona. Laddove invece i malati sono stati scaricati nelle strade con un sacchetto di plastica in mano, non può certo funzionarie. La detenzione dei malati di mente o di chiunque sia in qualche modo "diverso" (ma poi diverso da cosa?) ha caratterizato - e caratterizza - i regimi totalitari. Averla bandita dai Paesi democratici è stato un enorme passo avanti.
Certo se poi avessimo le stesse strutture sociali di Svezia o Norvegia .....AnnaM dice è fondamentale che certi diritti vengano ratificati su carta perchè significa giungere a riconoscerne la fondamentale importanza ma poi bisogna evitare che questa carta, queste leggi, vengano furbescamente disattese, diventino lettera morta
Cioè, idee buone in teoria, fallite nella prassi ... ma poi aggiunge Non basta la prassi ... Ci vuole anche la teoria.In conclusione, la responsabilità (per scelta, per negligenza, per dolo) di non trasformare una buona teoria in una buona legge, o nel disattendere l'applicazione di una buona legge, a tutti può essere addebitata tranne che ai "movimentisti", che noi in parlamento non ci siamo mai arrivati.
Hanta dice L'individualismo la fa da padrone
Questo, IMHO, smentisce tutto l'assioma di partenza del topic, perché l'individualismo è un ideologia, non è un "nullismo". Si può essere d'accordo o meno con quella posizione ma esiste e per questo va presa in consiedrazione.Eliduck dice E qui emergono due categorie: quella dei finti furbi, che cercano la scorciatoia; e quella di coloro che si sentono stupidi e perciò gettano la spugna prima di averci provato.
La classe dirigente di un Paese è espressione del popolo di quel Paese! I finti furbi hanno ben capito che quelli che si sentono stupidi lasciano vuoti enormi e li hanno colmati. E in questo senso diffondono cultura. L'Italia è il territorio di caccia dei furbi e dei finti furbi.
da qui, torno, conseguemente, a quanto dicevo prima: una scarsa o errata o assente applicazione delle leggi, rende tutto possibile e impossibile contemporaneamente. Anche su Anobii si è discusso della tutela del congiuntivo... a volte abbiamo molto tempo libero da impegnare evidentemente ... io vorrei che si discutesse dell'abolizione del condizionale!!! Sa, non si potrebbe, ma... Il giorno in cui arriveremo a una convivenza basata su "si può e si fa" vs. "non si può e non si fa" vivremo in una società civile. - Condor57 | Jun 2, 2009 Report abuse
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ultima chiosa... scusate la lunghezza
Hanta dice "se ciò che faccio non porta beneficio (anche?) a me non vale la pena impegnarsi"
Per quel poco che ti conosco, credo di poter dire che questo non sia il tuo pensiero
Ma alla fine, a uno/a che pensa questo, la mia risposta diventa volgare... - Condor57 | Jun 2, 2009 Report abuse
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@ Condor.
Confermo che non è il mio pensiero ma era un discorso impersonale. - Hanta | Jun 2, 2009 Report abuse
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francamente sono rimasta anche io stupefatta dall'affermazione di incompetenza riguardo a franco basaglia. forse gli incompetenti siamo noi, a meno che annamatte non sia uno psichiatra (cosa che ignoro), e bisognerebbe giudicare con un po' più di cautela.
a questo proposito mi sembra molto interessante questa intervista a peppe dell'acqua
http://www.personaedanno.it/cms/data/articoli/010085.as…
inoltre mi sento solamente di aggiungere che i giovani di oggi più che i figli dei sessantottini sono i nipoti, a meno che tra i giovani non si includano anche i bamboccioni dai trent'anni in su: definiamoli 'sti giovani, di che età stiamo parlando? :-)
visto che lo fanno tutti aggiungo una canzone a tema anche io!
- Piperitapitta | Jun 2, 2009 Report abuse
- Condor57 | Jun 2, 2009 Report abuse
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quindi:
tra 0 e 15 neonati
tra 15 e 35 giovani
tra 35 e oltre vecchi?mi sembrano un po' troppo ampie queste categorie! :-)))
- Piperitapitta | Jun 2, 2009 Report abuse
- Condor57 | Jun 2, 2009 Report abuse
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vs.
@annamatte. vs. mi è davvero fastidioso, come tante altre mode, altro che congiuntivo e condizionale.
Però sul Sessantotto annamatte forse dice la cosa fondamentale. E cioè che fu un movimento o una sorta di movimento con delle aspirazioni notevoli e che qua e là raggiunse dei risultati. Ma fu anche un fallimento perché privo di preparazione teorica e quindi incapace di resistere alla (ri)normalizzazione.
Anagraficamente sono presessantotto. Ma siccome ho sempre fatto tutto con beata lentezza, mi sono laureato nel 1970, Lettere, La Sapienza.
E quindi il Sessantotto l'ho vissuto in pieno, capendo e non capendo, partecipando, impegnandomi come gli altri, all'occasione, in perentorie fughe, un gran bell'allenamento fisico. Conosco ancora qualche collega di quei tempi: siamo del tutto soddisfatti di noi e, forse non a caso, in molti ce l'abbiamo fatta.
Io la vedo così: quei giovani furono coraggiosi e si misero in gioco. Il movimento o quella sorta di movimento rese coscienti molti delle potenzialità che possedevano e li spronò a fare emergere quelle potenzialità, cosa che avvenne anche a me.
Poi va anche detto che la mancanza della precedente preparazione teorica del fenomeno detto Sessantotto favorì tra l'altro la sua successiva degenerazione negli anni di piombo. Insomma i discorsi possono essere più di uno. Ma rifiuto (anche) l'interpretazione che vede nei disorientati giovani d'oggi i degni eredi biologici, prima che culturali, degli allora sessantottini. No, no. Il degrado giovanile di oggi è "di massa". Il Sessantotto fu squisitamente élitario, quasi sempre molto coscientemente.
Beh, questa è una testimonianza. Dopo la quale torno nella mia tana. - pertinace | Jun 3, 2009 Report abuse
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sulla facilità (relativa) di gestire scuole e servizi in condizioni di bassa densità insediativa (cfr. Nanopausa)... ho personalmente argomenti a favore e contro...
a favore c'è Napoli - è tecnicamente folle sperare di gestire servizi pubblici con tante persone in così poco spazio (ma la domanda a questo punto risale a monte: chi ha permesso questo scempio abitativo?)
contro (parzialmente) c'è la valdichiana (sempre Italia è, però la densità abitativa e il paesaggio sono certamente diversi), in cui diversi servizi pubblici sono di qualità non eccelsa (soprattutto in rapporto al PIL pro capite), in ragione di scelte miopi a livello nazionale, ma anche locale.
ciò detto, mi taccio, e torno a giocare a pa-palla... :P
- ppork | Jun 3, 2009 Report abuse
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Sto ancora riflettendo su tutto ciò che avete detto, per cui le mie considerazioni saranno assolutamente approssimative, ma siete così tanto densi che viene davvero voglia di esprimere il proprio punto di vista.
Inizio dicendo -per chi non mi conosce di persona- che io dovrei ancora rientrare tra i giovani, almeno anagraficamente avendo meno di 35 anni. Purtroppo, o per fortuna, non credo di farne parte psicologicamente.
Personalmente, però, non contrappongo alla gioventù la vecchiaia, bensì, la maturità.
Non ho mai avuto una visione della gioventù tutta rosa e fiori, ammantata da quell'iconografico alone di leggera spensieratezza che generalmente accompagna le descrizioni di quell'età. L'adolescenza è così, ma la gioventù è -dovrebbe essere- ben altro.
Non confondiamole. E non dobbiamo confonderle perchè oggi più che al giovanilismo si tende ad 'adolescenzalizzazione', ed è assolutamente trasversale e inter-generazionale, con tutto ciò che ne consegue.
La gioventù, infatti, dovrebbe essere quella fase intermedia in cui la persona comincia ad assumere la forma che le è propria, a maturare interiormente come il frutto di cui parla Emily Dickinson ('un maturare più comune-un processo nel riccio della castagna').
I giovani, dunque, dovrebbero essere quei ricci che contengono la castagna; i giovani dovrebbero essere involucri non già vuoti ma colmi di un frutto che si rivelerà nel suo pieno valore dopo, nella maturità, perché chi ha radici profonde le avrà sempre. Non ci si rincoglionisce di certo a cinquant'anni.
Chi era un riccio vuoto, senza castagna, sarà un albero secco dopo.Ma arriviamo al punto. Innanzitutto, mi spiace Condor, ma come vedi, ho usato una forma dubitativa - il dovrebbe- abbastanza spesso.
Lo uso da giovane che tanto giovane non si sente. Sarà che sono stata cresciuta da persone mature, sarà che non ho avuto tutto quel benessere che porta al 'nullismo'
(che non è affatto sinonimo di 'nichilismo' sebbene così sia indicato dallo Zingarelli e affini), ma il mio di riccio me lo sono costruito con tanta pazienza, usando anche il silenzio.
Perchè la maturazione richiede un pò di oscurità per riuscire bene.Questa epoca è un pò troppo sfavillante, e la luce per farla brillare è quella falsa e asettica del neon: è una luce falsa. Per questo i giovani non maturano.
Mio nonno diceva sempre 'le pere si maturano al buio e sotto la paglia'. Vero. Ma il contadino la paglia ce la metteva, e aspettava che arrivasse il tempo giusto.
Adesso, i giovani-adolescenti dentro, tempo e voglia non ne hanno più.
Questa è una società che non ha tempo e che non ha pazienza. Ma che cosa costruisci se non ti prendi tempo per conoscere, per capire, e per agire di conseguenza?.
Che azioni produci se non c'è pensiero?.Allora: i genitori di questi giovani-adolescenti dentro, forse, non gli hanno spianato un pò troppo la strada? Li hanno coccolati un pò troppo? Gli hanno troppo riempito le tasche? Hanno forse mancato di fargli capire che se ti vuoi mangiare le pere devi:
1)raccoglierle;
2)metterle in un posto al buio e all'asciutto;
3)ricoprire con la paglia che hai pazientemente tagliato e preparato prima?Le pere non nascono già confezionate al super.
Non lo hanno fatto perchè alla faccia dell'ipocrita esaltazione dei valori del passato, alla gente di faticare per avere ciò che ha non va più. Etica del lavoro? What's??
Anzi, un passo indietro: ho detto etica?.
Quale etica?.Oggi i buoni frutti dell'agricoltura biologica vanno bene finché li raccolgono gli altri, ché la terra è bassa e la zappa pesa.
E' evidente che non sto spronando ad un oleografico ritorno alla società contadina (affetta da ignoranza, e da tante brutalità e abrutimenti noti a tutti) ma ad un senso di responsabilità vero, quello sì.
Come? Personalmente credo che i propri valori e la propria personalità si formino nella primissima infanzia e si completino poi nell'adolescenza, non so, dunque, come gente sprovvista degli elementi essenziali per una esistenza sana riesca a recuperare il tempo perduto, dati i cattivi maestri.
Tuttavia, io sono un'ottimista, alle volte persino scioccamente e oltre ogni evidenza. Ma se non sei un pò positiva, oggi come oggi, ti rimane solo la pigrizia morale o il prozac (e l'una non esclude l'altro) che per me non vanno granché bene.
Ecco, dicevo, io sono ottimista. Immagino che quando il portafoglio di mammà e papà sarà meno gonfio i giovani-adolescenti riusciranno a rimboccarsi le maniche. Si faranno qualche sano pianto, strepiteranno, si strapperanno le extensions e la nail art e cominceranno a capire qualcosina di più del mondo che li circonda.
E' un ottimismo piccolo il mio, ma i calci nel sedere hanno sempre fatto bene.
Le generazioni che ne hanno presi, che si sono trovate prive dei diritti fondamentali se li sono guadagnati e/o riconquistati.Vedrete che a raschiare il fondo del barile qualche cosa succederà. Certo, sarà dura, anche per chi, adolescente dentro a 30 anni non lo è.
Del resto, contrariamente a come si crede oggi, nessuno è indipendente da un altro, in nessuna società, e quello che fa cadere te, trascina giù anche me. Ma, ripeto, magari a sbucciarsi le ginocchia si impara a saper cadere dopo. E a rialzarsi. - Giusi Meister | Jun 3, 2009 Report abuse
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ma vi rendete conto di quanto avete scritto durante il ponte del 2 giugno?
... e state pure a critica' i ggggiovani ...
:-P - Okness | Jun 3, 2009 Report abuse
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Uhm, l'ho già scritto in altra occasione, ma... uno non può assentarsi un pochino che gli compare una discussione così sotto il naso? E allora, vi beccate qualche risposta a caso!
Il '68: io ho avuto molti professori di quegli anni, sia al liceo che all'università, e ce ne fosse stato uno buono. Mi rendo conto che tante conquiste vengono da quegli anni, ma non mi pare che (in media) la cultura sia tra queste...
Le classi di età: non credo molto a questo tipo di classificazione, ma mi rendo conto che è comoda. Mi serve ad esempio per dire che gli adolescenti — questa, sì, una categoria ben determinata — devono affrontare una realtà complessa, una crisi di valori senza uguali, e un'incertezza nel futuro senza precedenti. Hanno tutta la mia solidarietà. Ciononostante, ne ho conosciuti alcuni dotati di grande spessore.
Chiudo, per mancanza di tempo, con uno dei proverbi preferiti tra quelli di mia nonna materna: mondo è stato e mondo è. I genitori dei sessantottini non capivano i figli e ne erano spaventati, lo stesso accadeva vent'anni fa, e continua ad accadere. Certe cose sembrano non cambiare mai.
[Io credo cambino, ma non nel modo in cui a noi sembra.]
- OneiroDancer | Jun 3, 2009 Report abuse
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P.S. Non so perché, mi è venuta in mente questa canzone, che a me piace tanto:
- OneiroDancer | Jun 3, 2009 Report abuse
- alloctona | Jun 3, 2009 Report abuse
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@alloctona, tu almeno l'hai vissuto spensieratamente (il ponte), io l'ho scoperto durante! :-)
- Piperitapitta | Jun 3, 2009 Report abuse
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per riallacciarmi al detto della nonna di oneiro (mondo è stato e mondo è), mi piace riportare quanto scritto in una mailing list di cui faccio parte, nella quale stiamo affrontando un argomento in qualche modo correlato a questo e cioè secondo alcuni, di quanto sarebbe più giusto o più bello (io dissento profondamente!) diventare genitori a sessant'anni, nella piena maturità (e anche su questo ci sarebbe da discutere abbondantemente!).
angelo dice:
Le generazioni che vengono sono come astronavi che salpano per nuovi mondi: o ci sali sopra senza tanti discorsi e distinguo e
affronti l'avventura o rimani ad avvvizzire nel mondo ormai passato. - Piperitapitta | Jun 3, 2009 Report abuse
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@piperitapitta: sono d'accordo con te. Sarebbe bello essere "saggi" al momento di avere bimbi, ma:
1) la saggezza te la insegnano i figli nel corso del tempo;
2) essere genitori "giovani" consente di seguire più da vicino i pargoli, avere - se possibile - le energie giuste per corrergli dietro e, soprattutto, evita un gap generazionale troppo grande. - edi | Jun 3, 2009 Report abuse
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@50Cents: le cose cambiano! Come ho già detto, i 18enni del '68 (e degli anni subito successivi) furono i primi a mettere in discussione l'istituzione famiglia, affermando un proprio ruolo attivo e "dismantlante" (scusate, non mi viene in italiano) della famiglia stessa; i 40enni di oggi inseguono e imitano i loro figli.
Giusto l'esempio di Anna sul cellulare: aggiungerei che oggi tra padre e figlio c'è la rincorsa a chi conquista per primo l'ultimo modello.@pndlnd: sono d'accordo al 90% su quello che dici. Ho dei dubbi (non delle certezze) sulla caratterizzazione del '68; IMHO vanno distinte due fasi:
la prima è esageratamente teorica, tutti ci fondiamo su libri che mediamente non riusciamo neanche a capire (a 14 anni passare da topolino a "prezzo salario & profitto" è una cazzata) e pensiamo che il nostro bagaglio culturale sia sufficiente a cambiare il mondo. In questo periodo, l'intellighentia diventa componente motrice del fenomeno (per fare giusto un nome, parliamo di Umberto Eco) e porta la teoria in cima all'attività;
la seconda è quella della conversione - fenomeno unico al mondo e che per questo ci differenzia dall'esperienza francese dello stesso periodo - tra movimento operaio e movimento studentesco. La percezione dei problemi diventa reale e realistica; purtroppo è proprio in questo che troveranno radici le formazioni armate (l'operaismo di reggio Emilia con l'intellettualismo di Trento)@Giusi: ok!!!
@Allo: il prossimo meeting lo facciamo a Villa arzilla!
- Condor57 | Jun 3, 2009 Report abuse
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(mi infilo di soppiatto nella discussione per quotare @condor, soprattutto perché ho una posizione ambigua in materia.
da un lato mi sento "ggiovane" e credo proprio di appartenere alla generazione citata da @eliduck, le cui parole condivido in pieno. E' difficile, per noi, conciliare la necessaria votazione alla carriera (perché altrimenti non si vede il becco di un quattrino) e gli sforzi necessari per raggiungere una certa sicurezza familiare. L'incertezza e la mancanza di "responsabilizzazione" è il frutto di una vita comoda e "appoggiata" sui genitori, ma anche dell'estrema nebulosità del nostro avvenire.
dall'altro lato, mi sento terribilmente vecchia quando sull'autobus che mi porta a casa incrocio, ahimé molto spesso, torme di sedicenni spennati e malvestiti il cui gioco preferito è terrorizzare gli anziani, insultare i passanti, disprezzare le più elementari regole di educazione...
- edi | Jun 3, 2009 Report abuse
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il post di Edi è complementare a quanto si diceva l'altra al legigamo sulle Benevole.
La situazione oggi è tale per cui, a prescindere dall'età, cerchiamo di costruire delle zone franche in cui sia possibile dare spazio a cose terribilmente eversive come la lettura.E la nota fondamentale, secondo me, è appunto come l'età e quindi la generazioni non incida più di tanto in questo.
In sintesi, se i giovani di oggi ad alcuni non piacciono è, in linea di massima, perché non piace l'attuale sistema sociale nel suo complesso.
@pndlnd, scusa per il "vs", non pensavo potesse dar fastidio
- Condor57 | Jun 3, 2009 Report abuse
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Urca... avete preso seriamente in considerazione che c'era troppa gente per le strade per avventurarsi in una breve vacanza!
Argomento interessante e fitto di argomentazioni, mi astengo solo perchè faccio parte di quella generazione snobbata e dimenticata che non ha tempo di pensare sempre alle altre di generazioni e non ha pietà per questi giovani.
Però vi leggo... :D - Grisù | Jun 3, 2009 Report abuse
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Scusate, ma non riesco a intervenire. Ogni volta che ci provo, m'incarto in certi pipponi impubblicabili e illeggibili che mi ci addormento sopra da sola. Però leggo, ascolto e medito. E magari capiterà che ne parliamo a voce - nel meeting a Villa Arzilla, perché no. Io sono prenotata lì da un pezzo.
- Lucy van Pelt | Jun 3, 2009 Report abuse
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@ condor, non si poteva dirlo meglio: i gggiovani fanno schifo perché sono specchio di una realtà che, per molti versi, ha perduto i punti di riferimento, e non dico i minima moralia, ma la bussola del vivere civile. E soprattutto le sue regole.
quindi, l'operazione di "sparare addosso alla gioventù bruciata" di qualsiasi generazione, di solito, è un atteggiamento che trovo fastidioso; e, soprattutto, un facile espediente per nascondere dietro un dito le (non esclusive) responsabilità degli adulti nell'educare i figli, e del complessivo vivere sociale.
so bene anche che questo intervento suona sgradevolissimo e retorico, ma magari sto invecchiando :D
- edi | Jun 3, 2009 Report abuse
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Insisto sul fatto che già Platone contestava la famiglia e lo stesso ha fatto tutto il comunismo utopico dei secoli a lui successivi.
Poi anche il Sessantotto ha contestato la famiglia, ma in questo non è stato particolarmente originale. Comunque, per coerenza io continuo a contestarla ancora oggi come uno degli istituti più perniciosi e lesivi della dignità e libertà individuali.@condor
Sul vs. c'è stato un mio equivoco che non sto a spiegare, non ce l'avevo con te, però continuo a detestare il vs. come tante altre mode esterofile@oneiro
Se avevi insegnanti non buoni, potevi ccontestarli sul piano culturale. È precisamente una delle cose che fecero i sessantottini nei confronti dei loro prof. universitari. Poi, lo ribadisco, i sessantottini, quelli veri, siccome erano ottimi studenti hanno avuto un'ottima riuscita. Cioè, per dirne una, sono per esempio sì diventati prof., ma ordinari universitari, non insegnanti liceali, quelli veri.p.s. Sul Sessantotto chiudo qui, tenendomi le mie sperimentate verità. Sennò si divagherebbe più o meno all'infinito.
- pertinace | Jun 3, 2009 Report abuse
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Affittasi prezzi modici ad ex giovani sessantottini confortevoli arzilli villini nei pressi di nota "stazione per la cura del fegato".
Citofonare HRP, escluso mattine.
:o)
- ppork | Jun 3, 2009 Report abuse
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Condivido l'intervento di LvP: troppi 'spiegoni' vengono da scrivere sul '68 e compagnia bella (Capanna, dove sei?). Tuttavia, l'apertura del 3d di Alias si domandava come si esprimeranno i ragazzi di domani visto che quelli di oggi lo fanno come il video da lui postato.
L'unica riflessione generale che mi viene è che i giovani di ieri (me incluso) erano timidamente e rispettosamente ignoranti, quelli di oggi sono sfacciatamente ignoranti, quelli di domani saranno sconsolatamente ignoranti.
Se fossi un genitore, infatti, sarei preoccupato seriamente sul tipo di futuro che starei lasciando. - Cattiverio | Jun 3, 2009 Report abuse
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@Condor, certo che cose cambiano; a volte però solo in apparenza, i cambiamenti sostanziali sono lenti e graduali. I cambiamenti più efficaci sono quelli che smantellano una facciata, come il divorzio; i più difficili sono quelli che pretendono di cambiare la mentalità.
@pndlnd: mi piace la precisazione i sessantottini, quelli veri. Immagino fossero una sparuta minoranza; è la fine che ha fatto la stragrande maggioranza, che mi preoccupa.
Non capisco tra l'altro il paragone tra la contestazione individuale che uno studente può portare a un professore, e la contestazione di massa di tutti (o quasi) gli studenti nei confronti del sistema universitario, e quindi dei professori...
- OneiroDancer | Jun 3, 2009 Report abuse
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@Cattiverio: l'ignoranza, di cui in passato tante persone sono state vittime e nella quale tanti invece oggi si crogiolano, non è un gran problema: al giorno d'oggi siamo tutti ignoranti, in misura più o meno ampia. Più preoccupanti sono, per non usare termini vilipesi come "valori" o "etica", la mancanza di educazione e di interessi culturali, l'egoismo, l'apatia, l'acriticità con cui si accolgono i modelli provenienti dai media... problemi che affliggono non solo gli adolescenti, ma anche, in misura variabile, trentenni e quarantenni. E ho l'impressione che il divario con la minoranza che usa il cuore e la testa stia crescendo...
- OneiroDancer | Jun 3, 2009 Report abuse
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Nota a margine per sdrammatizzare una situazione che un pò difficile lo è (e lo avete evidenziato in modo assolutamente splendido tutti!^_^)
A Villa Arzilla mi offro io come kuoken spignattatricen!;) Amatriciana e piatti della cucina romana se gradite, risolleverà gli animi...e un pò pure il colesterolo, ma vabbè!:-p
ps siamo meglio di quei pipponi di aria fritta con contorno di acqua calda ripassata in padella di 'porta a porta'!!!!;D
- Giusi Meister | Jun 3, 2009 Report abuse
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Comunque, che ci sia da discutere dei ggiovani è indiscutibile, ma il video può essere comunque fuorviante. Credo e spero che sia una sparuta minoranza ad esprimersi e, soprattutto, a pensare così, e che vi sia una selezione, esplicita o implicita, di chi compare nel programma....
- OneiroDancer | Jun 3, 2009 Report abuse
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bel 'filo' complesso di pensieri e opinioni
da una che giovane non è, secondo le griglie d'età su postate ;-)
Potrei solo aggiungere quello che noto io: poca partecipazione al sociale, (quella che alcuni chiamano cittadinanza attiva, che magari è anche uscire sul pianerottolo se si sente qualcuno chiedere aiuto)se non per minoranze di impegnati laici e non.
La vita è politica, nel saper scegliere(cosa sentita forse di più negli anni del '68) ed anche è senso di appartenenza ad un gruppo per il quale si lavora e dal quale si è sostenuti. Invece individualismo esasperato(poi disturbi di personalità), modelli di riferimento sballati, assunzioni di responsabilità assenti, esser lasciati soli durante la crescita(e io nella mia carriera di insegnante ne ho visti bimbi sotto psicofarmaci..) miriadi di giovani cocainomani alcolisti e/o annoiati di vita ricca di gadget e non di sentimento.
La cura è dentro noi, nella crescita individuale che si fà però anche nella socializzazione nel gruppo, nei tempi di attesa, nelle sfide, e anche arrendendosi, nel non mollare mai... - silevainvolo | Jun 3, 2009 Report abuse
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Quoto LVP, cioè: difficile scrivere qualcosa che non travalichi immediatamente nel "pippone" impubblicabile (e soprattutto illeggibile). Però ci provo lo stesso....
Da padre di due figlie, una adolescente, l'altra quasi, non passa giorno che non m'interroghi su quale sarà il futuro delle mie ragazze, e se abbiamo fatto veramente tutto quello che potevamo, perchè certi valori passassero.
La risposta è ovviamente no, perchè tanto c'è ancora da fare, e loro devono ancora crescere parecchio, e maturare, e sperimentare...
C'è la speranza che certi messaggi, certi comportamenti, certi esempi, si sedimentino in loro.. e riemergano al momento giusto... perchè a me, alla loro età, o quasi, a casa mancava l'aria... epperò certi valori, certe passioni, certe regole... alla fine mi sono fortunatamente rimaste.
Scusate l'eventuale retorica e/o ripetizioni di concetti forse già espressi (il 3d è veramente imponente), ma il futuro dei giovani, avendo due giovanissime donne che mi stanno crescendo dentro casa, è un argomento a cui sono bastante sensibile...
- Ennepi62 | Jun 3, 2009 Report abuse
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mah....ho letto, velocemente, annuendo con la testa spesso e dissentendo altrettanto spesso...solo che, discorsi ed argomentazioni simili le ho già sentite, quando ero adolescente/giovane io...come mai?
Nel leggervi mi è venuta in mente una delle mie citazioni preferite: "fa molto più rumore un albero che cade che una foresta che cresce".
Io con i giovani ci vivo, ci lavoro, me li ritrovo accanto in tante battaglie...com'è che non lo vedo questo nullismo, questa mancanza d'ideali, questa aggressività di cui voi parlate? Cioè...è vero che esiste...ma esisteva anche alla mia epoca, esisteva anche prima di me...è sempre esistita solo che adesso è sotto i riflettori come non mai, ci si fanno convegni, interrogazioni parlamentari, ci si ragiona sul web e sembra molto più dilagante di quando ero adolescente io....
Sono gli strumenti, gli approcci ad essere diversi...Giusi, Edi...non siete eccezioni.
Mi sentivo anche io un eccezione alla vostra età, ed in parte lo sono stata ma da adulta ho ritrovato persone che hanno raggiunto le stesse mie consapevolezze con percorsi completamente diversi...allora? I giovani sono provocanti, sia nel bene che nel male...forse non sono abbastanza adulta ma a me la provocazione piace sempre, è il germoglio che spacca il guscio della terra per far uscire la pianta. Non lo fa mai con dolcezza. - Dafne | Jun 4, 2009 Report abuse
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Stampata tutta la discussione: troppo interessante per lasciarla ad una lettura veloce e distratta che comunque non mi esime dall' elogiare e ammirare Condor e dal concordare con Annamatte su Dafne.
- yorick | Jun 4, 2009 Report abuse
- Condor57 | Jun 4, 2009 Report abuse
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Ammirazione a Condor, sempre e comunque!^_^
N.b. ho omesso 'zio'!;D
- Giusi Meister | Jun 4, 2009 Report abuse
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grazie Giusina, stasera mi ricorderò di te nelle mie preghiere ... nell'ipotesi dovessi ricordarmi di dirle ...
- Condor57 | Jun 5, 2009 Report abuse
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@Condoruzzo (non-zio): Mah...se devi fare le cose falle bene. Due preghierine fanno tanto Lucia Mondella...se permetti proporrei un altarino con orchidee fresche e stille di latte e miele. Se serve posso offrire alla causa una mia foto scattata da jean baptiste mondino...
^_____=
- Giusi Meister | Jun 5, 2009 Report abuse
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Ma che bravi, complimenti!
Davvero gran bella discussione.
In privato qualcuno mi chiedeva te la stai a gode', eh?
Dovrei seguire l'esempio di @yorick: stampare e rileggere con calma, anzi sono sicuro che lo faccio.Abbiamo accertato che i giovani non muoiono mai, così come la tendenza a fare i “grandi” verso di loro. Che si è giovani fino ai 35 (ancora due mesi, poi passo dall'altra parte). Che il sessantotto è più popolare di quanto pensassi, anche se è un periodo controverso e criticabile da molti punti di vista (e infatti). Che non tutti amano Basaglia (@Annamate mi dispiace, a da ex studente di psicologia ed ex volontario al Santa Maria della Pietà non posso che essere tra i suoi sostenitori). Che bisogna distinguere tra nullismo e nichilismo. E che i “giovani”, fondamentalmente, non esistono.
É un concetto troppo astratto, una categoria troppo ampia, una moltitudine troppo eterogenea per poter dare un senso universale a questa parola. Quando incrocio la comitiva del muretto (sotto casa mia) sento solo rotti, parolacce, bestemmie e peti; senza fare facili moralismi, mi chiedo se non abbiamo serie difficoltà ad esprimersi a parole. C'è stato Thomas Mann che a 26 anni ha scritto i Buddenbrook, tanto per dire. Secondo Padoa-Schioppa ci sono i bamboccioni che vanno mandati fuori casa, ma si dimentica forse di quei ricercatori pagati 800 euro al mese, quando sono pagati, e del prezzo degli affitti. Ci sono tante realtà, come ci sono giovani di 40 anni e vecchi di 20. É una discussione potenzialmente infinita...Bisogna ammettere una cosa però: nel dubbio ti amo è una frase geniale!
A proposito: grazie a @ppork per il meraviglioso aforisma di Altan.
Chiudo anch'io con un contributo musicale.http://www.youtube.com/watch?v=iCfViBQtnKI
Qui dentro c'è un pezzetto della mia gioventù.
- Alias | Jun 7, 2009 Report abuse
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eh no claudio, questo è un pezzetto della mia gioventù, ed era già un po' passata (la canzone, mica la mia gioventù!) :-)
perché a vent'anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell'età
- Piperitapitta | Jun 7, 2009 Report abuse
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oppure allora si era solo noi non c' entra o meno quella gioventù
di discussioni, caroselli, eroi quel ch'è rimasto dimmelo un po' tu - Alias | Jun 7, 2009 Report abuse
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a regà, nun state a rompe che qui l'unico che ha fatto in tempo a mette l'eskimo so' stato io!!!!
- Condor57 | Jun 7, 2009 Report abuse
- Piperitapitta | Jun 7, 2009 Report abuse
- patriziabrr | Jun 7, 2009 Report abuse
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@Condor57
ma dai, siamo coetanei e io l'eskimo non ho fatto proprio in tempo a metterlo, secondo me solo per qualche anno di scarto, a meno che non lo mettevi con i pantaloni corti
;-) - Okness | Jun 7, 2009 Report abuse
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beh, dipende dagli ambienti che uno frequentava, i miei amici dell'epoca degli scout, quando io avevo 16/17 anni, l'eskimo lo portavano eccome :-)
- Piperitapitta | Jun 7, 2009 Report abuse
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Calma un momento ragioniamo (citazione da ? - vediamo chi la sa)
@Pipe1: stanarmi da cosa? credo che un po' tutti qui sappiano la mia età (è nel nick), come la penso su certe cose e che esperienze politiche ho fatto (l'ultima volta è uscito fuori al legigamo su littell..)
@Pipe2: scout??? Il condor è stato capobranco, maestro dei novizi e capoclan. In che gruppo eri?
@Okness: alla sapienza, nel '77, era pieno di eskimo!!! (e non solo...)
- Condor57 | Jun 8, 2009 Report abuse
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@condor1: era una battuta :-)
@condor2: roma 70 sant'agnese, reparto e clan
roma 63 santa maria goretti, noviziato, tu? :-) - Piperitapitta | Jun 8, 2009 Report abuse
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facìllimo, Condorello: andare al minuto 3:05 (circa) del seguente filmato
http://www.youtube.com/watch?v=Nw3BrtWfMAY
- Il Citazionista
:0)
- ppork | Jun 8, 2009 Report abuse
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@ppork: complimenti lei vince uno zucchino d'oro!
@pipe: Roma 133, fino al 1982, prima a Coromoto e poi a San Pancrazio;
a Roma 2 c'era la dinastia dei Forleo, giusto? - Condor57 | Jun 8, 2009 Report abuse
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non ne sono sicura, potrebbe anche essere stato il roma primo...
- Piperitapitta | Jun 8, 2009 Report abuse
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Condorello, precisamente, in che guisa vorresti tu consegnarmi lo zucchino anzidetto?
^_^''''''
- ppork | Jun 8, 2009 Report abuse
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La tua è un'illogica allegria!
:D
- Alias | Jun 8, 2009 Report abuse
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@Pitta: Roma 1 è a san Bellarmino (piazza ungheria)
il gruppo dei forleo era all'aventinoperò tutti i gruppi hanno cambiato sede e spesso anche numero, per cui non ci capisco più niente
- Condor57 | Jun 8, 2009 Report abuse
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@condor, roma 1 era sant'eugenio prima e san lorenzo in lucina poi, san bellarmino in questo momento mi sfugge, forse roma 3, ma se i forleo erano dell'aventino allora non c'è discussione :-)
- Piperitapitta | Jun 8, 2009 Report abuse
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vedo dal sito della parrocchia che adesso sono roma primo: devono aver fatto un bel minestrone in questi ultimi vent'anni! :-)
- Piperitapitta | Jun 8, 2009 Report abuse
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se pensi che il mio grupppo neanche lo trovo più, eppure mia nipote è scolta lì
- Condor57 | Jun 8, 2009 Report abuse
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Riprendo la discussione per segnalare un libro uscito da pochi giorni.
Leggendo la quarta, sembra interessante, scritto con una certa dose di umorismo e, sopratutto, non restringe la materia al solo nucleo familiare ma la estende all'analisi di un sistema sociale.
"...Ma se questa imbecillità non fosse congenita, si chiede Piero Paolicchi, bensì il frutto di un’oculata strategia studiata apposta per crescere sudditi ottusi anziché cittadini dotati di spirito critico? Immagina allora cosa succederebbe se un coraggioso gruppo di genitori tentasse finalmente un’azione eversiva per smantellare questo sistema (dis)educativo, riprendendo da capo le fila del pensiero e dell’esperienza pedagogica.
Tra l'altro si parlava anche non molto tempo fa con alcuni anobiani-genitori ;) del rapporto tra educazione e carattere, questione sicuramente inesauribile. - Zira | Jun 17, 2009 Report abuse
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Grazie Zira, molto interessante. Vedrò di procurarmelo, o almeno di sfogliarlo in libreria per vedere meglio di che cosa si tratta.
- Lucy van Pelt | Jun 17, 2009 Report abuse
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@ Condor e Piper.
Da ex scout vi farà piacere sapere che vicino casa mia hanno cambiato la toponomastica ribattezzando "Largo di S. Ippolito" in "Largo dello scoutismo" (lì di fronte c'è la sede di un gruppo di scout) - Hanta | Jun 18, 2009 Report abuse
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@hanta, quelli di viale delle province?
@annamatte, lavoravi? :-) - Piperitapitta | Jun 18, 2009 Report abuse
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Ieri mattina ho accompagnato Cecilia all'aeroporto. Appuntamento con due amiche e rispettivi genitori.
Amsterdam, Bruges, Parigi e Barcellona.
18 anni. C'è una cosa più bella?
Erano belle. - The Grand Wazoo | Jun 19, 2009 Report abuse
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@ Piperitapitta: Si
@ TGW "C'è una cosa più bella?"....la mia fantasia non riesce a creare qualcosa di meglio! - Hanta | Jun 19, 2009 Report abuse
