Fotografia e arte - dimostrare che la fotografia non è in crisi a causa del digitale
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Ciao a tutti,
ieri con grande mio piacere ho iniziato a leggere il libro di Valentina Cusano, dove tenta di dimostrare che la fotografia non è in crisi a causa del digitale e confermare che la fotografia hai tempi della sua scoperta non è stato la crisi dell'arte.Ho la fortuna di conoscere Valentina di persona e di seguire alcune lezioni dei corsi e dei workshop che sta realizzando nell'associazione di cui faccio parte.
Non sapevo che avesse scritto un libro e già dalle prime pagine, dove racconta la storia della fotografia, mi sta appassionando tantissimo.
Lo consiglio a tutti gli appassionati di fotografia, ma soprattutto per chi non riesce ancora ad avvicinarsi alla fotografia digitale, comprensibile per alcuni aspetti, ma non capibile per altri, ovviamente a mio parere.
Vi lascio il link del libro
http://www.anobii.com/books/Fotografia_e_arte/978884912…Ma qui parte anche la discussione, meglio il digitale o la pellicola?? quali sono per voi i pro e i contro dell'uno e dell'altra???
Cosa preferite???
- Gioiabella (Federica) | Jun 8, 2009 Report abuse
- Cinzia Zerbini | Jun 8, 2009 Report abuse
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A riguardo su Flickr c'è solo da sbizzarrirsi!
E anche non a riguardo.
Per me pari sono: è questione di abitudine e di affetto.
Io sono (diventata) fanatica della fotografia in genere. Se voglio dedicarmi con cura al campo delle ipotesi, allo studio, a certi rumori, pesi e gesti legati alla mia storica Canon T60 analogica tutta bella manuale, esco con quella. Costi permettendo e solo esclusivamente bn.
Tutte le altre volte (cioè sempre) esco con la Canon S5IS compatta che fa finta di essere reflex. Scatto in tranquillità e allora lì mi sbizzarrisco sulle cose più strane o estreme, nei limiti della macchina. La frustrazione di buttar via tutto è assicurata ed è identica; ma almeno non ho speso un capitale.A volte esco con tutte e due.
(Ma solo se devono far la pipì insieme...)Non sono esperta e non so riconoscere ad occhio nudo una stampa da pellicola e una da digitale. E soprattutto è l'ultima cosa che guardo in una foto!
- Maidiremai | Jun 9, 2009 Report abuse
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Io godevo quando dovevo caricare con la manovella. Non sapevo cosa sarebbe scaturito dai miei scatti. Dovevo attendere un paio di giorni e l'attesa alle volte era sfibrante. Adesso clicco, vedo, scarto, ritocco. Sono al passo con i tempi. Il digitale mi para il sedere! Lunga vita al digitale! Ma ciò che conta è che dietro a quel dito che fa scattare l'otturatore, ci sia chi ama la fotografia.
- Sherpa4 | Jun 9, 2009 Report abuse
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La digitale in questo momento per me è solo il mezzo per spendere un po' meno soldi sullo sviluppo, ma dopo aver iniziato a scattare a raffica e buttare poi via le foto, ho ricominicato ad apprezzare anche lo scatto già ben costruito, senza troppi intramezzi.
E' una sfida provare a fare 36 scatti ben fatti.
Come sto anche riapprezzando la stampa della foto. Vederla al pc e tenerla in mnao è tutta un'altra cosa, ma qui non centra il discroso digitale o no.Io non ho più preso in mano un'analogica da tantissimo tempo, ma come dice sherpa fondamentale è chi c'è dietro alla macchina fotografica e che riesca a cogliere gli attimi e fermare il tempo :-))
- Gioiabella (Federica) | Jun 9, 2009 Report abuse
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Sherpa ha detto una cosa saggia che condivido da sempre litigando prima 830 anni fa!) riguardo "Nikon, Leica o Canon?", poi "Analogico o digitale?" e ora di nuovo (applicato sul digitale) "Nikon, Leica o Canon?". Se le foto non richiedono particolari soluzioni tecniche o requisiti di qualità (se serve la qualità del grande formato è inutile proporre come alternativa una Polaroid), le foto le fa chi è dietro la macchina fotografica e ferma l'attimo o ci propone la sua visione della realtà e le sue fantasie creative.
Tutto il resto sono pippe mentali.
Aggiungo che non è cambiato un micron del mio modo di fotografare se non una maggiore praticità operativa, la possibilità di scattare e scartare di più spendendo di meno e la fine del terrore di veder tornare i miei negativi graffiati dai fotolaboratori (a volte anche persi). - Barba | Jun 9, 2009 Report abuse
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@barba - in fondo su qualcosa bisogna sempre confrontarsi e discutere :-))
Canone?? Nikon?? Leica?? Ognuna ha i suoi lati positivi e negativi, oguna ha la sua caratterizzazione in base alla foto.
L'altro giorno per esempio si stava facendo un confronto sulla stessa foto tra Canon e Nikon (avevamo in atto il workshop sul reportage matrimoniale) e si è notato come Canon sia più precisa nei contorni della pelle e bruci meno con una foto di luce. Tutto questo detto da una Nikonista convinta :-))Ovviamente e comunque tutto digitale :-)))
- Gioiabella (Federica) | Jun 9, 2009 Report abuse
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Io ho una reflex Nikon a pellicola che adoro perchè è un regalo a cui sono molto affezionata ed è una bella macchina, quindi la terrò ed userò sempre.
E' innegabile che il digitale abbia dei vantaggi. Per me il primo è il risparmio economico di non dover sviluppare tutte le foto del rullino senza sapere come sono venute. Poi c'è la maneggevolezza, in genere le digitali sono + piccole e poi l'immediatezza di poter vedere il risultato.
Poi di poter correggere la foto e farla diventare, volendo, una creazione artistica... - PIPPICALZELUNGHE | Jun 9, 2009 Report abuse
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Ho iniziato da giovane a ricaricare i rullini da bobine di pellicola comprata all'ingrosso; a sviluppare il bianco e nero in improvvisate camere oscure realizzate con teli neri alla finestra e sulla porta. Ho iniziato provando i diversi tipi di acido per lo sviluppo della pellicola e poi finalmente la stampa, un traffico incredibile! Poi ho smesso perchè non potevo avere un posto dedicato come camera oscura ed ogni volta occupavo il bagno di casa con enormi proteste. Mi sono dedicato alle DIAS, ne ho tantissime (di qualche tempo fa la notizia che hanno smesso la costruzione dei proiettori delle Dias devo tenermi caro il mio vecchio proiettore). Poi per un periodo di tempo ho smesso di fotografare, anche se conservo la mia vecchia Canon "AE1 Programm". Ho ripreso a fotografare da non molto tempo con il digitale, al quale secondo me ero preparato avendo trafficato molto con le Dias che in qualche modo assomiglia molto, nel senso della visione delle foto, stampa a parte.
Con il digitale mi trovo benissimo!
Non rimpiango minimamente la pellicola! Concordo con quanto avete detto che comunque la foto, a parte i mezzi è l'occhio del fotografo che fa la differenza. Certo, in alcuni casi le macchinette migliori salvano qualche foto che altrimenti andrebbero buttate, però per la maggior parte dei casi è l'occhio con tutto quello che c'è collegato dietro che scatta la foto.
Per ridere un po' quando qualche amica (voi donne siete difficilissime da ritrarre) recalcitra un po' dico loro di non preoccuparsi tanto con la macchinetta digitale ancora non ho capito dove si deve mettere il rullino!! Grosse risate, si rilassano ed io le fotografo!!
Ho sempre la macchinetta con me che tiro fuori in tutte le circostanze, ormai quando mi vedono senza gli amici si preoccupano!! Scatto centinaia di foto al mese, di queste solo di alcune sono soddisfatto. Devo avviarmi anch'io a decidermi a stampare le più belle, sono d'accorddo che vederle stampate è tutta un'altra cosa!
Non mi sono deciso a comprare una reflex digitale perchè mi impedirebbe di averla sempre con me visto l'ingombro (il desiderio comunque c'è), per adesso mi accontento della mia Panasonic DMCTZ4.Ciao.
berardo
- Bera05 | Jun 9, 2009 Report abuse
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Piccolo inciso per Bera.
Io ho la Panasonic DMCTZ5, quindi siamo quasi colleghi...
Fa tutto lei, adesso le sto facendo fare un corso per eseguire i comandi a voce.
Ti farò sapere casomai volessi aggiornare il modello. - Sherpa4 | Jun 9, 2009 Report abuse
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D I G I T A L E !
La praticità del digitale è impagabile, anche se si è persa un po' quella "piacevole ansia" che come qualcuno ricordava, passava da quando consegnavi il rullino a quando ritiravi le stampe, e li partivano le delusioni o le emozioni.
Per me vai col digitale ;-) - Gian Paolo (Lavori in Corso) | Jun 9, 2009 Report abuse
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sapete cosa mi fa rimanere un po' sbigottita a volte?? sapere che ci sono persone che non sanno cos'è un rullino. però se vado a paragonare ad altre cose, c'è chi non sa cosa fosse il dos del pc oppure immaginare una vita senza cellulare, oppure sapere che una volta la televisione era solo b/n ecc ecc. Di esempi ce ne sono un'inifintà
Il progresso è fantastico per tutto questo.
- Gioiabella (Federica) | Jun 9, 2009 Report abuse
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@ Gioiabella: C'è chi non sa cosa fosse un rullino come molti adolescenti non osano immaginare un ciclomotore con le marce. Ci sono le cose che nascono, quelle che muoiono e quelle che si evolvono. La fotografia è, almeno per ora, una di queste e, fin quando saranno degli esseri umani a premere il pulsante di scatto, andrà tutto bene a prescindere dal supporto. Quello che mi preoccupa di più è il passo successivo, cioè la creazione di immagini (come sta avvenendo anche nel cinema) solo nei computer. Il fotografo diventa un utilizzatore di software che crea le sue immagini senza muoversi dalla sua scrivania (e magari è anche un lavoro di gruppo). Quel giorno potremo parlare davvero di fine della fotografia perché avremo smesso di scrivere con la luce e saremo solo dei "produttori di immagini".
Per altre cose mi sta bene il progresso e penso ai rullini ed alle nottate passate in camera oscura con tenerezza, ma nello stesso modo di come penso ad una vecchia auto - anche di lusso - senza servofreno, servosterzo, aria condizionata e dal consumo improponibile.
Una carezza sui sedili in pelle, un attimo di tenerezza nel sentire il borbottio del motore, il piacere di cambiare le marce facendo la doppietta, ci faccio un giretto in città e poi torno molto contento a guidare di nuovo la mia auto di una decina di anni fa (neanche recentissima, quindi) con l'aria condizionata e tutto il resto. - Barba | Jun 9, 2009 Report abuse
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@ barba - sono i nostri ricordi, ciò che abbiamo vissuto e nessuno ce li può togliere.
Concordo con te sul discroso delle immagini, ma la sensazione che mi è nata leggendoti è di dire subito: "quella non è fotografia", ma eventualmente un'altra forma di arte.
E' sempre comunque creata da un uomo, è sempre composta dalla fantasia di un uomo, ma non mi viene da paragonare alla fotografia e così leggendoti, non mi sento impaurita da questa nuova forma.E' vero ci sono film talmente realistici digitali che potrebbero anche superare la realtà, ma mai potranno superare la presenza di un uomo e della sua spontaneità.
Se ci pensi all'inizio la fotografia era stata criticata pensando che avrebbe soppiantato la pittura, ma così non è stato, anzi molti ritrattisti utilizzavano poi la fotografia per non torturare i propri modelli in pose di ore e ore, usando così un mezzo nuovo e comodo.
La pittura esiste ancora e non crolla e non è assolutamente paragonabile alla fotografia, sono due forme d'arte completamente diverse.
E così anche la creazione compiuterizzata.
Quello che vedenono i nostri occhi, la fotografia lo può immortalare una creazione al pc no.Grazie di avermi fatto pensare a questa cosa.
- Gioiabella (Federica) | Jun 9, 2009 Report abuse
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La pittura non è mai stata davvero in competizione con la fotografia: i pittori che la vedevano come tale, erano solo quelli che riproducevano la realtà nel modo più fedele possibile e quindi avevano paura della facilità con cui la fotografia faceva la stessa cosa. Si ha sempre paura quando una macchina può fare qualcosa prima e meglio di un essere umano (lasciamo perdere che ci sia un uomo ad azionarla: oggi sappiamo che il fotografo non è un pigiabottoni ma un valore aggiunto).
Però alcune professioni sono scomparse per colpa del digitale e sono rimaste solo se a elevatissimi livelli economici (non dico "di talento" perché spesso fama e soldi non vanno a braccetto con la bravura).
Forse la fotografia e il cinema non scompariranno, ma non ci scommetterei e comunque sono sicuro che non avverrà nell'arco della mia vita: il sullodato "elemento umano" e la realtà stanno venendo sostituiti sempre di più da elementi virtuali. Non posso fare a meno di pensare ad un racconto di Asimov nel quale i protagonisti cenavano insieme ma a distanza attraverso i computer, a Matrix ed a tanti altri racconti di fantascienza che stanno diventando il vero futuro: non passiamo i weekend sulla luna né abbiamo conosciuto civiltà extraterrestri, ma problematiche alla Blade Runner si stanno iniziando a porre. Avrei molto da aggiungere, ma nelle finestrelle di aNobii proprio non mi riesce... :-( - Barba | Jun 10, 2009 Report abuse
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Ho seguito le vostre discussioni e mi sono piaciute, adesso ho esigenza di esprimere la mia opinione.
1) Riguardo al confronto rullino e foto digitale, penso che qualcuno di voi faccia foto, come dice barba "per produrre delle immagini", se si esigono documenti, qualsiasi foto va bene, se si esige una prestazione artistica serve la pellicola. Ci sono già digitali che eguagliano la risoluzione della pellicola, ma costano ancora troppo.
2) Per il digitale sono d'accordo con Gioiabella, Barba e Pippicalzelunghe.
3) In quanto al confronto Fotografia-Arte. La fotografia ha portato un cambiamento nell'arte in quanto non ci si orienta più sui ritratti ma su soggetti di carattere sociale.
Gli impressionisti devono alla fotografia l'evoluzione della loro arte , il movimento, il vento,le ombre, altri pittori hanno imparato il movimento dei cavalli in corsa dalle foto.
Il merito della fotografia è d'aver reso l'arte rivolta più a soggetti interiori più difficilmente rappresentabili.Per questo c'è stata tanta arte astratta.
4) L'arte non morirà mai-Barba e Gioiabella dite bene ci saranno altre forme d'arte, gli uomini hanno come dote naturale, bisogno d'arte per rinnovare l'estetica, l'architettura, il modo di vivere, il mondo in cui vivono, diversamente morirebbero di noia e d'esaurimento nervoso.Vi immaginate un mondo tutto grigio e sempre uguale?. - Amalficeleste | Jun 10, 2009 Report abuse
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Si, l'arte troverà sempre un modo per esprimersi.
Interessanti le tue osservazioni su arte e fotografia. - PIPPICALZELUNGHE | Jun 11, 2009 Report abuse
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Grazie Celeste del tuo intervento sull'arte e di come c'è stato l'interscambio tra arte e fotografia con le nuove scoperte per gli artisti.
Per quanto riguarda la pellicola, mi è davvero difficile ricordare il suo effetto, come ricordo invece le tante dia che ho fatto insieme a mio marito e l'effetto straordinario di poterle vedere su un telo in grande.
Ormai anche questo in parte surclassato con i videoproiettori attaccati al pc.Sicuramente le nuove invenzioni hanno portato tante comodità e nuove idee per migliorare e ingegnarsi.
In effetti verissimo quello che dice Celeste, gli uomini sono sempre alla scoperta di nuove forme d'arte e viaggiano a pari passo con l'evoluzione.Importante è che ci sia sempre un uomo dietro a tutto questo, anche se chissà dove arriveremo, forse davvero non saremo più qui per saperlo, ma se si osserva l'ultimo ventennio, non sono così tanto sicura nemmeno di questo.
Scusate le mie divagazioni :-))
- Gioiabella (Federica) | Jun 11, 2009 Report abuse
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Io amo molto osservare la pittura per "vedere" la luce da dove arriva, piuttosto che l'armonia dei colori, o l'assolutezza dell'immagine. Per me la fotografia ha molto da imparare dall'arte pittorica, e tra loro c'è sinergia, ma su piani diversi!
Per quanto riguarda la foto analogica, beh faceva molto più riflettere lo scatto, mentre con la digitale si sprecano tante occasioni con lo "scatto selvaggio", e, comunque, la praticità della compatta o della bridge rispetto alla reflex è indubbia, anche se non c'è paragone, a scapito della qualità: l'idea della foto può essere buona, ma la resa si sente nella forza e nel dettaglio dell'immagine....Se poi si passa alla reflex digitale, beh, la differenza in peso e praticità di trasporto è ridotta ai minimi termini, quindi....
Una sola cosa rimpiango, che ormai photoshop è un pò come la chirurgia plastica...non c'è quasi più nulla di genuino, anche se tutto risulta perfetto ;-) - Claire | Jun 11, 2009 Report abuse
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Discussione molto coinvolgente, tante sono le cose dette che mi sono pure dimenticato come e' iniziata e come ha preso vigore. Bene, vi confesso che sono ancora, in fotografia, un analogico, sì compro ancora i rullini e li sviluppo pure, "una vitaccia", utilizzo due reflex analogiche, una minox, una Holga e ultimamente mi sono preso una biottica Rolleiflex, che casino ha il mirino a pozzetto con l'immagine ribaltata, fino ad ora ho fatto solo un rullino. Sono andato spesso contro corrente, pratico, per il poco tempo libero che ho, il tiro con l'arco, ho inziato nell'era di Rambo quando si vedeva al cinema tirare con l'arco ad un elicottero, lui aveva quello con tutte le carrucole, io istintivamente sono approdato all'arco nudo, senza mirino, solo arco corda e freccia. Non ho niente nei confronti di chi tira con l'arco con le carrucole, e nemmeno nei confronti di chi usa macchine fotografiche digitali. Sono strumenti che servono a fermare un istante servono a far scaturire sensazioni ed emozioni. Entrambe le scelte hanno i loro aspetti positivi e negativi o apprezzabili, si l'analogico e' dispendioso in fondi e tempo lo ammetto. Il digitale puo' prendere la mano, anzi lo scatto e forse puo' rivelarsi un po' dispersivo. Un obiettivo che ho da tempo, mi sembra che qualcuno lo acennasse, imporsi di ricavare 36 immagini buone, bhe non ci sono ancora riuscito, ma credo sia un bel compito, chissa'. Dimenticavo ho anche una piccola compatta digitale che mi e' recentemente stata regalata.
Ciao
enrico (ventrix
- Enrbarbieri | Jun 11, 2009 Report abuse
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Ciao Enrico,
accidenti una macchina fotografica a pozzetto, non mi ricordavo più che esistessero (scherzo!!).
Penso che sia una bellissima cosa l'emozione di queste macchine, ma credo che sia solo per grandi appasionati, che desiderano davvero fare lo scatto giusto.
Ero io che parlavo dei 36 scatti, purtroppo oggi è davvero difficile farne, direi quasi impossibile.
In associazione avevamo pensato di provare a fare un'uscita fotografica con gli associati prefiggendoci solo questi scatti e null'altro e vederne subito i risultati.
Si riflette molto di più sull'immagine, si cerca di costruirla già subito.
Con photoshop sicuramente si può tagliare, ma io devo già vederla nel mirino l'immaigne per me giusta e se riuscissi anche con l'illuminazione giusta per me, ma in fondo quella la si potrebbe correggere anche in stampa.L'idea è partita leggendo i vari regolamenti dei concorsi fotografici, dove si chiedono foto non lavorate, ma al massimo ammettono solo quelle modifiche possibili in via di sviluppo, credo che sia giusto.
Photoshop per me, ovviamente, deve rimanere solo un programma di sviluppo.
Mi sento un po' stretta nella mia visione sicuramente e me ne sto accorgendo ora che sto facendo un corso di photoshop. L'idea di poter cancellare o cambiare la mia immagine mi fa innervosire e come dice Claire, non si vede più la sua genuinità, almeno per chi fa come me fotografia amatoriale.
Poi per i professionisti che devono campare sulle immagini che fanno, photoshop è la benedizione, visto che prima dovevano modificare i negativi per vendere il loro lavoro perfetto.
Vi lascio il link di una foto che mi hanno fatto con una piccola scatola fai da te, foto stenopeica, sono rimasta impressionata (non poteva essere diversamente visto che c'era il rullino ihihihi)
- Gioiabella (Federica) | Jun 12, 2009 Report abuse
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@ Gioiabella: Hai scritto "Si riflette molto di più sull'immagine, si cerca di costruirla già subito." ed è vero, ma è anche discutibile.
Mi spiego meglio (ma quanto odio farlo in queste finestrelle!). Quando si scattava con la pellicola c'era l'abitudine alla foto perfetta (inquadratura, esposizione e dominanti cromatiche) solo da parte di chi scattava in diapositiva. Chi scattava con pellicole negative era molto più tollerante, per non parlare di chi scattava col 6x6 che si permetteva approssimazioni mostruose tanto poi correggeva di tutto e di più o faceva le varianti di taglio orizzontale e verticale. Quindi l'abitudine allo scatto perfetto perché non si poteva più modificare dopo averlo effettuato, era solo di chi usava il piccolo formato con le dia (per proiettarle. Se doveva stamparle già le cose erano diverse). Gli altri, soprattutto i bianconeristi, hanno sempre fornito un risultato finale (la stampa) spesso nettamente diverso da quanto contenuto nel negativo senza tagli o manipolazioni (fare bruciature o mascherature è, in un certo senso, una manipolazione). Lo stesso Ansel Adams faceva cose turche per ottenere le stampe finali come desiderava. Non è manipolazione, ovviamente, ma interpretazione e nessuno ha mai criticato i salti mortali o le correzioni anche abbondanti che si facevano in CO.
Grazie all'abitudine alle dia 35mm, io continuo a eseguire scatti "perfetti" (le virgolette sono d'obbligo) anche in digitale e il concetto di base deve essere che è la visione iniziale a dover essere perfetta non uno scattare tanto e quasi a caso perché, grazie a Photoshop, si tirerà senz'altro fuori qualcosa di decente.
Se si prende l'abitudine a guardare bene anche le foto digitali verranno bene sin dall'inizio. E' una questione di approccio. La sostanza resta la stessa e la "buona fotografia" se ne frega se dietro l'obiettivo c'è una pellicola o un sensore: il problema è solo per chi inizia a fotografare oggi con una compattina digitale autotutto che non impara a "vedere prima" ma a "vedere dopo".P.S. Salutami Paola quando la senti o la rivedi... ti dirà lei da quanti secoli ci conosciamo! ;-)
@ Celeste: Ottimo intervento che sottoscrivo in tutto tranne che su questo: "se si esigono documenti, qualsiasi foto va bene, se si esige una prestazione artistica serve la pellicola. Ci sono già digitali che eguagliano la risoluzione della pellicola, ma costano ancora troppo."
Non mi sentirei di fare distinzioni tra foto artistiche e documenti, ma non mi sentirei di fare divisioni e classificazioni di alcun tipo.
Mantenendoci sul tecnico, gli ingegneri della fotografia avevano stabilito la soglia di pareggio tra pellicola 35mm e digitale intorno ai 15-18Mpx, ma sono calcoli teorici fatti da persone che, a quanto pare, non fotografano. Non discuto la teoria ed i calcoli, ma ho sempre badato alla pratica ed a ciò che vedono i miei occhi.
Chiunque può provare a scattare una diapositiva con la migliore reflex e la migliore ottica al mondo, farne la scansione con uno scanner professionale e metterla a confronto con una identica immagine scattata da una reflex digitale di fascia media da 8Mpx e verificare come l'immagine digitale sia notevolmente più pulita e definita.
Basta farlo e non servono parole.
Con una reflex digitale APSc da 12-14Mpx ho messo in pensione l'Hasselblad e con una reflex digitale fullframe, anche delle più economiche, supero la qualità della mia gloriosa ed eccellente Pentax 6x7 (discorso di qualità ottica a parte).
Le immagini parlano da sole al di là dei calcoli.
Non posseggo una Canon 1Ds (né mai la comprerò) per cui non ho potuto fare confronti col banco ottico 4x5" col quale ancora continuo ad avere la massima qualità possibile all'interno del mio corredo senza dover arrivare, almeno per ora, all'acquisto di un dorso digitale. - Barba | Jun 12, 2009 Report abuse
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Mi piace proprio come sta andando avanti questa dicussione, sto imparando tantissime cose :-) Grazie davvero.
A parte questa premessa di pensieri ..... Barba è da tanto che non la vedo accidenti, spero di portarla in associazione quanto prima per la foto stenopeica. Persona carinissima con un approccio sempre di un dolcezza incredibile.
Sicuramente appena la vedo glielo dirò che la saluti e mi farò raccontare :-))Per il resto concordo su molto, sopratutto "Se si prende l'abitudine a guardare bene anche le foto digitali verranno bene sin dall'inizio", il confronto è importantissimo, vedere foto anche di altri anche non corrette, fa portare il prorpio sguardo a cosa si sarebbe fatto, si comunica e si dicuste se è giusto.
Giusto ieri sera, stavo vedendo delle foto con una ragazza che fa il corso con me di photoshop. ha fatto una foto molto bella, un bellissimo contrasto, ma il soggetto era centrato. Abbiamo palrato discusso, provato a tagliare e insieme siamo arirvati ad un ottimo risultato.
Questo modo di lavorare porta ad imparare a vedere l'immagine in un altro modo, ma anche con il pensiero dell'altra persona e capire così come ragionano gli altri per provare a far diventare proprio il loro pensiero.
Come il solito giro un po' con le parole e spero di essere riuscita a farmi capire :-)
- Gioiabella (Federica) | Jun 12, 2009 Report abuse
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@GIOIABELLA meno male che c'è internet a colmare parte della mia ignoranza, mi riferisco allo "stenopeichecaz" ma in poche parole è come accendere un fuoco con i bastoncini, passami il paragone ma non vedo altri scopi, anche perché vedendo la tua foto sul link il risultato, a parte il gradevole soggetto non mi dice più di tanto.
Comunque mi è servito a conoscere un nuovo argomento.
Condivido l'idea di tagliare le immagini o correggere leggermente luminosità, contrasti ecc.. ma non stravolgere la fotografia perchè si perde il gusto del "fatto a mano".@RESTO DEL GRUPPO
mi sto facendo una cultura storico-fotografica senza comperare un libro
grazie ;-)P.S. mi scuso per le modalità di espressione , ma fanno parte del mio "essere".
- Gian Paolo (Lavori in Corso) | Jun 12, 2009 Report abuse
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Mi associo a Gioiabella. Anch'io sto imparando visto che ho un approccio alla fotografia che si limita ad apprezzare l'immagine e le emozioni che essa può trasmettere, senza avere gli strumenti necessari per poter entrare nel dettaglio tecnico.
Ho photoshop caricato sul pc ma oltre ad aprirlo non so fare altre operazioni. Mi limito quindi a tagliare o correggere eventualmente le mie foto, con gli strumenti che mi concede picnic di Flikr.
Una cosa però cerco sempre di osservare prima di scattare, ed è l'inquadratura. Cerco sempre di fare in modo che il risultato finale corrisponda a ciò che ho "visto".
Mi riservo di approfondire tecnicamente questa passione, ma continuo a rimandare nel tempo forse per pigrizia.
Nel frattempo leggo e fotografo le parole di chi ne sà.
E.... chissà... - Sherpa4 | Jun 12, 2009 Report abuse
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@GP:
Per quanto mi riguarda, non devi preoccuparti.
Certe espressioni fanno bene al dialogo.
Pensa che io avrei voluto terminare il mio post con: Viva la f..otografia, ma non l'ho fatto temendo di venire equivocato.
Un saluto a tutti... - Sherpa4 | Jun 12, 2009 Report abuse
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ahahaha sherpa ..... accidenti e noi femminucce che dobbiamo dire??? viva il c...... non mi vieneeeeeee ... azz meglio non andare avanti .... non posso dire nemmeno flash...... con c non c'è nulla ... potrei dire . r...ullino .... e che vuole dire???? ok ok meglio smettere di dire ......
oddio sto straparlando, ho un sonno pazzesco e sono peggio che ubriaca .....
ecco ... evvia il c.....ontrasto .... (pessima eheheh)
ma dove sta andando sta discussione????
@GP... In effetti la bellezza della foto stenopeica (devo sempre copiare e incollare sta parola ihihi) è tutto il contesto.
- la scatola - lo scotch per coprile il buchino --- la pellicola - lo sviluppo della piastra immediata - la posa di un minuto immobile - ecc ecc. Poi ovvio che l'effetto è particolare - Gioiabella (Federica) | Jun 12, 2009 Report abuse
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Per ulteriori notizie sulla fotografia stenopeica vi rimando al lavoro fotografico e filmico di Paolo Gioli.
Bis gleich.
_BEPPENSKIj;-)
P.S. Prossimamente mi piacerebbe aprire un thread sulla storia della fotografia a puntate.
Se vi garba... - Beppenskij;-) | Jun 12, 2009 Report abuse
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@Gioiabella: potresti dire...w il c...anocchiale ottico oppure w il c...ybachrome perfetto!
Che buzzurelloni che siamo...eh eh! ;-)
_BEPPENSKIj;-) e la f...otografia sociale
- Beppenskij;-) | Jun 12, 2009 Report abuse
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@ beppe - idea perfetta, siamo sempre qui per imparare e se si ama la fotografia anche la sua sotria va conosciuta. quindi ok per la storia a puntate.
ehm ... è tutta la pausa che cerco di trovare qualcosa con c...... :-))
eccolooooooo ....
w il c....lick :-)))))))ok con questo ho chiuso ..... ehm
- Gioiabella (Federica) | Jun 12, 2009 Report abuse
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Vi ringrazio per avere ben accolto il mio intervento, avrei qualcosa da dire ad ogni vostro intervento perché ognuno di voi con le proprie risposte mi fa venir voglia di parlare per ore.
Tengo a precisare che un scatto ben misurato fin dall'inizio è molto razionale e indubbiamente porterà a risultati, tecnicamente più apprezzabili, ma ciò che immortala un'idea geniale in un buon scatto è qualcosa che senti, ami e poi scatti e non pensi se sarà sbagliato oppure no ma cerchi di cogliere o d'esprimere quel qualcosa che ti freme dentro.Quelle foto così perfette di uccelli in volo o di occhi di mosche o di pistilli di fiori, sono bellissime perché sono fatte bene, ma quale valore vi trasmettono?
Ditemelo voi? - Amalficeleste | Jun 13, 2009 Report abuse
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Scattare bene sin dall'inizio non significa che si tratti di uno scatto freddo, razionale e/o non geniale. Questa volta, Amalficeleste, dissento con la tua affermazione "uno scatto ben misurato fin dall'inizio è molto razionale e indubbiamente porterà a risultati, tecnicamente più apprezzabili, ma ciò che immortala un'idea geniale in un buon scatto è qualcosa che senti, ami e poi scatti e non pensi se sarà sbagliato oppure no ma cerchi di cogliere o d'esprimere quel qualcosa che ti freme dentro", ma, probabilmente, pensiamo ad immagini ben diverse (prova a vedere le immagini naturalistiche - sì, anche di fiori! - di Vitantonio Dell'Orto e poi ne riparliamo).
Si deve scattare bene ed intuire le foto sin dall'inizio, imparare a trasmettere le proprie sensazioni o cogliere l'attimo in un istante, con istinto e passione e la tecnica acquisita e dimenticata, ma lo si deve fare bene. Fotografare bene è come fare l'amore: si deve fare bene d'istinto, esprimendo quello che si ha dentro senza razionalizzare. E non sono consentiti errori né repliche.
Si scatta e basta, come si fa l'amore e basta, e si scatta prima ancora di capire cosa abbia attratto la nostra attenzione e perché.
Le foto per i cataloghi sono un'altra cosa, ma la (quasi) perfezione è richiesta anche nelle foto colte al volo: è una questione di linguaggio altrimenti non si comunica e le emozioni restano solo negli occhi di chi ha visto la scena. - Barba | Jun 13, 2009 Report abuse
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Carissimi Barba ed Amalficeleste secondo me avete ragione tutti e due! Dipende dal momento, dalla circostanza. Mi spiego!
Qualche giorno fa mentre stavo uscendo dal balcone di casa ho notato sul terrazzo della casa davanti due piccioni che si stavano sbaciucchiando (se volete vi mando la foto), per tentare di immortalare l'immagine velocemente ho cercato di inquadrare e scattare, senza stare a badare a tante cose, la foto non è perfetta tecnicamente ma molto suggestiva (secondo me). Invece rivedendo le foto che ho scattato a Roma(con l'occhio di Barba) in posto con case molto belle e mi sono reso conto che se fossi stato più attento e meticoloso, ed avessi perso un po' più a cercare l'inquadratura migliore il risultato sarebbe stato migliore! Non so se mi sono spiegato!
Un carissimo saluto.Ciao.
berardo
- Bera05 | Jun 13, 2009 Report abuse
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Berardo, senza volerlo hai ribadito quanto da me precedentemente espresso: per immortalare l'immagine velocemente non hai badato a tante cose. Quello che intendevo è che alla fine non si deve più badare a tante cose perché occhio, mano, cuore e tecnica devono essere un tutt'uno che funziona inconsciamente. Quando guidi l'auto non ti fermi a pensare ad ogni curva e ad ogni cambio di marcia: imposti la traiettoria, ascolti i giri del motore, metti la marcia più adatta, stai attento alle altre auto e ad eventuali pedoni. Magari fai tutto questo ascoltando la musica e/o parlando con un'altra persona. Non avresti mai detto "E' uscita una bicicletta da una viuzza laterale e l'ho falciata perché stavo impostando una curva molto suggestiva e veloce".
Credo che guidare richieda altrettanti calcoli mentali istantanei e simultanei come fotografare in condizioni non del tutto tranquille, solo che quando si sbaglia a guidare si provoca un'incidente mentre non muore nessuno per una foto sbagliata e le si dà meno peso.
Scrivevano riguardo Weegee, il famoso fotoreporter americano degli anni ruggenti, "Dotato di un innato senso della composizione, Wegee riusciva a cogliere la verità dei fatti nella loro sconcertante semplicità: le sue immagini vanno dritte al sodo, non lasciano spazio all’immaginazione, colpiscono come un pugno nello stomaco. Sembrano talvolta fotogrammi di un film, ma nessuna di esse è costruita".
Per qualcuno il senso della composizione è innato, per altri basta l'allenamento: tutto si può imparare. Non si diventerà fotografi da Formula 1 (non tutti siamo portati in egual misura), ma si deve almeno guidare bene in città e sulle statali a velocità superiori ai 10Km/h! ;-) - Barba | Jun 13, 2009 Report abuse
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Barba e Berardo ora ci siamo spiegati e debbo dire che siamo dello stesso parere.Però voglio ugualmente raccontarvi una specie di favola che mi è veramente successa, sperando che interessi anche a voi. Durante uno dei miei viaggi ho incontrato una persona anziana che aveva viaggiato il mondo intero, col marito, scattando migliaia di foto.Quando il marito è morto, ha radunato tutte le foto e ne ha fatto
un esame scartando quelle che non avevano più valore, aveva stracciato tutte le foto di paesaggi, opere d'arte, fiori ed aveva conservato solo le immagini di figure umane e sapete perché : i mezzi tecnici per fotografare erano cambiati le vecchie foto erano sorpassate e senza valore, ma le immagini che aveva conservato, nonostante la tecnica sorpassata, conservavano ugualmente un valore umano e documentavano un'evoluzione - Amalficeleste | Jun 13, 2009 Report abuse
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La selezione della signora anziana è più che normale: se le vecchie foto non sono la testimonianza di noi, dei nostri cari o delle nostre cose (anche la casa, l'auto, la moto, l'animale domestico...), della nostra vita o del paesaggio che ci circonda, perdono buona parte del fascino e dello scopo a meno che non siano foto artistiche o particolarmente bene realizzate (le foto dei fiori di Weston si guardano ancora con piacere, quelle scattate da mio padre no). C'è, come dici tu, l'evoluzione, o meglio, c'è la Storia: nella foto mal scattata ad un geranio non ce n'è.
- Barba | Jun 13, 2009 Report abuse
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Ritornando al tema iniziale.
Chi afferma che la fotografia è in crisi a causa del digitale? Quali argomenti adduce?
Non si parlava e non si facevano tante fotografie dagli anni 60 e 70 quando i nostri genitori di dotavano di un bel corredo per fare in gran parte dei casi foto orribili :-)
Anche allora si facevano brutte foto in quantità complici sviluppo in casa e diapositive.@Amalfialceste. E' evidente che la signora non era una fotografa e avrebbe fatto bene a fare quella selezione insieme al marito.
Se ne sarebbero avvantaggiati gli amici a cui quelle foto "superflue" saranno state propinate per decenni :-)Mi sfugge completamente il concetto di "tecnica sorpassa": cosa intendi?
@tutti. Si parla sempre delle belle foto, ma si trascura il fatto che un buon fotografo è quello che non prova nemmeno a fare certi scatti e che è molto selettivo con quelle che fa. Che fa proprio gli insegnamenti di Calvino sul togliere.
- Gialluca Greco | Jun 14, 2009 Report abuse
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E' un tema trito e ritrito.
Quando fu inventata la fotografia, mise in crisi i ritrattisti e quelli che campavano di "silhouettes", molto in voga ai tempi.Perchè oggi il digitale dovrebbe mettere in crisi la fotografia?
Ci stiamo dimenticando l'etimologia della parola: "disegnare con la luce". Questa cosa si può fare bene sia con una digitale da 20 megapixel quanto con una macchina a foro stenopeico.Inoltre il digitale ha eliminato prodotti chimici molto inquinanti, ci ha liberato dalla schiavitù delle 36 pose, ci permette di avere subito un'anteprima dello scatto.
Purtroppo alla diffusione del digitale si è accompagnato un senso di "facilità" nel realizzare e trattare un'immagine che è falso e fuorviante.
Una volta, dopo la prima compattina, se si era veramente appassionati, si passava alla reflex manuale e bisognava impadronirsi della tecnica. Oggi ci si compra un modello "che riconosce il sorriso", senza più curarsi di capire come funzionano le accoppiate tempo-diaframma o senza chiedersi cosa sia la profondità di campo.
Questo purtroppo succede anche tra "professionisti" della comunicazione e poi i nodi devo sbrogliarli io...@Gialluca Greco: il professionista scatta centinaia di foto per sceglierne 5. E' selettivo, ma DOPO...
E comunque dipende dal tipo di fotografo. Il reporter o lo sportivo fanno un lavoro ben diverso dal ritrattista o da chi fa architettura d'interni. - normo lo zero | Jun 16, 2009 Report abuse
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@Gialluca Greco proverò di risponderti più chiaramente possibile e in modo conciso, perché credo d'essere stata fraintesa. Riguardo all'anziana signora non ti dico alcunché in quanto nel discorso generale è marginale, voleva il mio essere un discorso esplicativo e non un fatto individuale.
Sulla tecnica sorpassata ti risponderò quando mi dirai perché valuti le foto dei nostri genitori orribili.
Alla terza domanda, collettiva ha già risposto
@normo lo zero, io la penso esattamente come lui.
Per ritornare all'argomento iniziale di questa discussione, su cui non mi sono ancora espressa a sufficienza dico: trovo che attualmente le immagini, con l'avvento del digitale sono aumentate talmente da creare un'inflazione nell'estetica fotografica.
Trovare un'immagine che si possa dire: "E'nuova,Non ho mai visto uno scatto da tale angolatura o non ho mai visto tale interpretazione della realtà" è veramente arduo, perché ritengo che la fotografia, come l'arte, non debba esattamente trasmettere delle immagini tali e quali l'originale, ma debba aggiungere dei valori che non si vedono subito a occhio nudo e che lascino
spazio all'interpretazione individuale.
Io penso che la fotografia e l'arte potranno significare qualcosa in più se s'integreranno l'un l'altra.
Faccio un esempio: Al Lingotto alcuni anni fa l'artista fotografa Daniela Monaci ha creato un'installazione video chiamata Vertigine, dove si coinvolge lo spettatore non solo con lo sguardo ma anche col corpo. Una proiezione di fronde, alberi mossi dal vento occupava la superficie del pavimento, chi si trovava a camminarvi su di esso aveva la sensazione d'instabilità e smarrimento.Premetto che l'esempio è stato fatto indipendentemente dal soggetto, ma si riferisce al 'interpretazione dell'arte e fotografia. Se qualcuno vuole iniziare a provare penso possa essere interessante. - Amalficeleste | Jun 17, 2009 Report abuse
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@NormoLoZero.
Se sia selettivo solo Dopo, ho qualche dubbio.
In certe mostre capita di vedere interi rullini dei Grandi, e anche per lo scatto peggiore rinuncerei alla falange del mio indice destro :-)
Comunque, l'importante è selezionare, tanto e soprattutto prima di "ammorbare" gli altri :-)@Amalfiaceste.
Perchè mio padre, come molti altri padri, semplicemente faceva foto brutte, banali a cui sono molto affezionato, ovviamente, ma oggettivamente sono delle foto orribili.
Io le guardo con nostalgia e commozione ma mi metto anche nei panni degli ospiti a cui venivano propinati quegli album di fotografie non ancora redente dal tempo.@Tutti. Su un effetto negativo del digitale.
Mi capita di vedere bellissime foto fatte da amici, spesso caricate on line. Anche le migliori perdono qualcosa quando vedo la sequenza di scatti da cui sono tratte.
Mentre nelle sequenze di scatti con rullino, le differenze fra l'uno e l'altro sono minime. Con il digitale le cose cambiano. Si fanno pochi scatti per ogni posa, sapendo di poter intervenire pesantemente in post produzione.
A voi capita lo stesso? - Gialluca Greco | Jun 20, 2009 Report abuse
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@Gialluca
a me il digitale fa effetto contrario.Quando usavo la pellicola dei miei genitori evitavo di fare foto considerando il costo dello sviluppo.
Grazie al digitale sono migliorato anche perche' mi sono sentito libero di riempire una scheda di memoria se volevo. E con l'esercizio tutti migliorano.
Io alla fine non vedo differenze fra scatti digitali o analogici. E' semmai negli automatismi presenti nella macchina che uno potrebbe trovare differenze ma un fotografo e' forse piu' bravo di un altro solo perche' non ha usato l'autofocus? Per me una foto e' valida quando comunica qualcosa e il lato tecnico passa in secondo piano.
Il fatto di avere un formato digitale e che poi alcuni usino gli strumenti di editing (photoshop) in modo "becero" e' un altro discorso.
Ma l'editing si poteva fare e si e' fatto anche sull'analogico.
Ho sempre considerato il 99% delle foto di viaggi dei parenti/amici inguardabili. Ma si parla spesso di foto dove i suddetti sono sovrapposti a varie scene di citta' e paesaggi.
Foto catturate al volo senza pensare a composizione, luci... sono ricordi, sono foto e non sono Foto. Lo sa chi le scatta, lo sa chi le guarda. In viaggio si tende a farne una marea e quindi in questo mare vengono magari diluiti gli scatti buoni dettati dall'intuito (quando non c'e' una minima preparazione fotografica). Anche perche' diciamo che il digitale ha massificato questa forma d'arte. Quello di cui parliamo infatti per me non e' tanto il divario analogico/digitale quanto il fatto che chiunque puo' scattare una foto e metterla online. Prima le "ciofeche" ;) rimanevano nei cassetti. Ora no :)Scusate il post chilometrico!
- Txkun | Jun 20, 2009 Report abuse
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Non ce l'ho con Photoshop, solo vorrei non avere le prove che è stato usato, vorrei continuare ad autoingannarmi per godermi meglio quella foto. :-)
- Gialluca Greco | Jun 20, 2009 Report abuse
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@Gialluca: ci sono dei Grandi che scattano 36 fotogrammi dello stesso soggetto nella stessa posa e poi ne scelgono solo una. E' chiaro che hanno preventivamente selezionato punto di vista, ottica, luce, ecc.. E' anche il loro mestiere, però.
@Tutti: mi sembra di capire che stiamo escludendo dal discorso la fotografia professionale (quella su committenza o che ha uno scopo ben preciso - sport, moda) per concentrarci su quella "espressiva".
Su questo sono d'accordo con Txkun: gli amatori "molesti" esisteranno anche quando inventeranno la fotografia 3D stile Blade Runner. Quello che manca a queste persone è la capacità di astrarre le proprie emozioni legate all'immagine rispetto all'immagine stessa. Per te ha un gran significato, a me non comunica nulla. Alla fine è questa la differenza tra uno scatto mediocre e la foto che ci provoca emozione ad una mostra.
Anche i canoni, dopo 150 anni, sono stati stravolti più volte: oggi una foto mossa, se voluta, non è più considerata un errore e sono abbastanza sicuro che Cartier Bresson oggi userebbe perfino un telefonino.
Photoshop: è uno strumento esattamente come lo è la fotocamera. Confermo che l'editing si faceva (l'ho fatto) anche sull'analogico e infatti le tecniche sono le stesse di una volta ma in versione digitale. E c'è l'undo... ;)
Sta all'abilità e allo scopo. Se lo si usa per "taroccare" una fotonotizia, non posso che essere contrario; se è usato per cancellare le smagliature di una modella, beh, è lavoro...; se è usato creativamente, è una nuova forma di espressione, e che si "veda" o no dipende solo da come si vuole comunicare.Io non posso più stampare in casa: ho preso uno scanner e uso Photoshop come camera oscura digitale.
La difficoltà ora è che è fin troppo facile produrre infinite versioni, mentre prima il costo dei materiali forzava una versione definitiva. - normo lo zero | Jun 22, 2009 Report abuse
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Photoshop mi sembra uno strumento miracoloso, se si desidera migliorare o storpiare le proprie foto è una scelta personale e legittima.
In quanto alla mostra dei suddetti esemplari migliorati o no, ritengo sia un fatto produttivo per il miglioramento dell'abilità fotografica individuale anche se si è creata un'inflazione d'immagini e di conseguenza maggiori difficoltà nel creare un esemplare artistico.
Per tranquillizzare @ Gialluca : Legalmente, nel caso di contestazione giudiziaria, sono valide solo le foto con pellicola e negativo.
Riguardo agli scatti del passato faccio sempre riferimento alla risposta di @Gialluca, quelle che erano foto di grandi artisti come Ansel Adam,Cartier Bresson, Newton ecc. rimangono sempre delle meravigliose foto perché sono artistiche e fatte da professionisti, quelle dei nostri genitori,che disponevano di mezzi tecnici più modesti, rispecchiano l'inesperienza, la moda dell'epoca.Dico che sono scatti sorpassati perché i colori sono sbiaditi, oppure i paesaggi ripresi troppo da lontano, non tutti avevano il teleobiettivo,o ingialliti, anche se lo scatto è fatto bene.
Riguardo alle foto di viaggio, si deve scindere tra foto e foto. Le foto di viaggio sono documenti, si esibiscono per portare a conoscenza soggetti che abbiamo visto e che desiderano far conoscere a chi è interessato, chi non è interessato può farne a meno , ma ciò non toglie che non abbiano il loro valore. - Amalficeleste | Jun 23, 2009 Report abuse
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Accidenti stare dietro a tutti è difficile, per ora riprendo delle frasi.
@Gialluca: concordo con Txkun su quanto riguarda la quantità di scatti, una volta si valuta molto di più lo scatto per i costi eccessivi di sviluppo e stampa e non sapevi ovviamente come sarebbero venute fuori, magari anche buttando via un rullino intero di un viaggio che non avresti mai più rifatto, oppure non aver agganciato il rullino bene, con lo stesso risultato ovviamente.
Il digitale sicuramente ha eliminato le spese di sviluppo, ma ovviamente non di stampa, anche se in questo caso i prezzi nei negozi sono stati decisamente abbassati.
Sinceramente all'inizio della digitale non stampavo più nulla, ma oggi con 13,00 euro puoi stampare fino a 150 foto 10x15, perchè non spenderli??
Per quanto rigurada gli scatti, ho iniziato a pensarli molto di più, per raggiungere meglio il mio obbiettivo e non amo scattarea raffica sempre che non sia l'occasione particolare.
Invece per photoshop ero molto contraria all'inizio, non capivo l'utilità se non per modificare, luminosità e contrasto (cose che si potevano fare anche con l'analogico), poi mi sono resa conto che tutto quello che è possibile fare con il programma, sopratutto usando certi filtri, è come si usassero i vecchi filtri davanti all'obbiettivo analogico, unica cosa che qui puoi deciderlo dopo.
In più chi sviluppava il b/n ne faceva di tutti i colori (:-)) ) forse ancora peggio che con photoshop.
Magari rimango impressionata a vedere come vengono usati certi comandi che fanno diventare una donna in sovrappeso una bellissima modella, ma li non si può parlare di fotografia, ma di grafica, che esisteva già anche prima dell'analogico.
Quindi in effetti tutta questa differenza non la vedo.Siamo arrivati a migliorare la situazione.
In fondo analogico o digitale, importante è chi c'è dietro alla macchina fotografica ed essere abbastanza umili a capire che una foto se è una "ciofeca" (come dice Txkun) deve rimanere nel pc nella cartella cestino :-))@normo lo zero: parli di emozioni nella fotografia che a volte non si riesce a vedere, sono più che d'accordo: a volte non ci rende conto che chi vede una fotografia non sa assolutamente il contesto in cui la si fa, sempre che non riesci a imprimerla nell'immagine. Fotografare le emozioni o far in modo che la foto ti emoziona è difficilissimo in effetti.
Ho avuto la riprova proprio durante un progetto che ho sviluppato insieme ad alcune mie amiche appassionate di fotografia, è stata una cosa difficilissima, la riprova l'avremo questo sabato perchè esporremo il nostro progetto, ma ho davvero paura delle reazioni delle persone, speriamo tutte di riuscire a trasmettere qualcosa con le foto scelte. Ma sinceramente sono molto dubbiosa :-). Vedremo - Gioiabella (Federica) | Jun 23, 2009 Report abuse
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@tutte. Scusate. Solo i miei genitori erano negati per la fotografia pur avendo corredi degni di nota. Mentre con delle toycamera, delle polaroid e dei telefonini si fanno foto meravigliose. Loro hanno ammorbato amici e parenti, non con foto tecnicamente discutibili o oggi antiquate, ma semplicemente brutte. Io le ho viste e voi no! :-)
La distinzione tra dilettanti e professionisti mi pare irrilevante se non per il fatto che sui secondi c'è maggiore concordanza di giudizio, sono conosciuti da tutti e spesso se ne conosce il modo di lavorare.
@Gioiabella. Hai inaugurato questa discussione parlando del libro di un'amica che si propone di difendere la fotografia digitale dall'accusa di aver messo in crisi la fotografia.
Ripeto: chi lo afferma? con quali argomenti?
grazie - Gialluca Greco | Jun 24, 2009 Report abuse
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@Gialluca permetti che ti faccia una domanda:Tra artista e dilettante tu fai la differenza?
- Amalficeleste | Jun 24, 2009 Report abuse
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Se si parla di qualità, non è detto che ci sia differenza di qualità tra fotoamatori e professionisti e non è scontato a favore di chi. Essere "professionista" significa semplicemente "fare la professione", quindi vendere le proprie foto e campare con la fotografia, cosa che un fotoamatore non è costretto a fare e questo gli lascia maggiori possibilità. Amare la fotografia, il talento e l'abilità sono una cosa, avere la Partita IVA ne è un'altra e qualunque incapace può richiederla e può fare il fotografo anziché il ciabattino. Lasciando da parte gli artisti di conclamata fama e i bravi professionisti, la professione viene spesso esercitata da persone che non sanno fotografare e non hanno talento, ma questo vale in tantissimi altri settori.
L'arte, la passione e la qualità, fortunatamente, non hanno ancora bisogno dei pezzi di carta rilasciati da qualche ufficio per essere espletate. - Barba | Jun 24, 2009 Report abuse
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Intendo precisare che io valuto l'arte una vocazione, in quanto la pratica di qualsiasi attività artistica senza vocazione è impossibile che possa sussistere.
Con riferimento alla professionalità intendo l'uso di mezzi all'avanguardia, come voi tutti sapete, e l'uso di tali mezzi con la più alta competenza.
Non intendo assolutamente riferirmi alla professionalità come lavoro quotidiano.
Noto che non è facile in questo campo esprimersi senza essere fraintesi e che non è mai sufficiente specificata la propria opinione o compresa. - Amalficeleste | Jun 25, 2009 Report abuse
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@amalfialceste.
Non faccio nessuna differenza. Valuto il risultato con tutti i limiti del caso. Come molti, se vedo un water in un museo sarò propenso a credere che sia un'opera d'arte, anche se forse non lo é :-) - Gialluca Greco | Jun 28, 2009 Report abuse
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Amalficeleste: la differenza tra i nostri genitori e Robert Capa non sta nell'attrezzatura. Capa usava delle normali reflex 35mm perchè comode sui campi di battaglia.
La differenza sta nel fatto che Capa si è trovato nei posti giusti, aveva una buona dose di "vocazione", altrettanto di sangue freddo, una famiglia ricca (è vero) che gli ha permesso di fare il fotoreporter e non l'impiegato. Ha avuto la grande idea (insieme ad altri) di fondare un'agenzia di fotografi, cosa straordinaria per i tempi. E' anche saltato su una mina in Corea, i nostri genitori no. Non si considerava un artista ma un fotoreporter. Oggi continuerebbe ad usare un rullino da 36 pose o una scheda da 16Gb?In casa ho le foto scattate dai miei genitori perchè hanno un valore sentimentale, non ho la riproduzione della morte del miliziano (che non rappresenta la realtà dei fatti!).
Io faccio differenza, a... differenza di Gialluca.
Tra l'espressività e l'arte c'è differenza. La prima ha valore solo se contestualizzata, la seconda ha valore universale. La prima può riuscire per caso, la seconda no. O crediamo ancora all'Artista illuminato dal cielo, che non ha studiato, non ha passato infinite ore ad esercitarsi e a cercare un "percorso artistico"? Quanti Antonio Ligabue sono esistiti al mondo?
E non raccontiamoci balle: tutti i fotografi che ammiriamo erano o sono dei professionisti. Non c'è eccezione. Confondere, pensando alla figura del fotografo romantico (mai esistito!), è fuorviante. Sono consapevole da due decenni di non essere un artista. Questo non vuol dire che non abbia il diritto di scattare e sottoporre ad altri.Per tornare in tema, che è: "Fotografia e arte - dimostrare che la fotografia non è in crisi a causa del digitale".
Svolgimento: non è successo niente quando si è passati dai dagherrotipi alla carta bitumata; l'invenzione del formato 35m non ha messo in crisi la fotografia, anzi; il video non l'ha nemmeno impensierita. Perchè dovrebbe essere il digitale a decretarne la fine? E quale fine, visto che attrezzure e tecniche sono praticamente le stesse?La questione è altrove. Abbiamo superato l'"era della riproducibilità tecnica" di Benjamin, siamo nell'era digitale. Qual è la differenza tra un file e la sua copia?
- normo lo zero | Jun 30, 2009 Report abuse
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@ Gianluca: Hai scritto "Come molti, se vedo un water in un museo sarò propenso a credere che sia un'opera d'arte, anche se forse non lo é". Io invece credo che qualcuno stia cercando di prendermi per i fondelli. L'arte contemporanea, quella "concettuale", è provocazione e l'oggetto diventa opera d'arte solo in quanto qualcuno ha deciso che lo sia, ma ciò non toglie che un water o una sedia in un museo (come nel famoso film con Alberto Sordi) restino water e sedia. Le parole ed il contesto possono nobilitarli e i furbi ci costruiscono sopra dei business, ma restano water e sedie. Per me l'arte è qualcosa di più, molto di più.
@ Normo: Ottimo intervento e sottoscrivo "La questione è altrove. Abbiamo superato l'"era della riproducibilità tecnica" di Benjamin, siamo nell'era digitale. Qual è la differenza tra un file e la sua copia?". La questione è aperta persino sulle opere d'ingegno create sulle opere dell'ingegno altrui (per intenderci, io mi frego una tua foto, la manipolo con Photoshop e diventa una MIA foto. Per ora hanno inventato il termine "coautore" e la questione legale è aperta, ma per me resta alla base che qualcuno si sia "fregata" una mia foto senza alzare il culo dalla scrivania. Chiedimi il permesso, pagamela o rendimi partecipe agli utili e possiamo diventare "coautori").
- Barba | Jun 30, 2009 Report abuse
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@normo lo zero
"Tra l'espressività e l'arte c'è differenza. La prima ha valore solo se contestualizzata, la seconda ha valore universale. La prima può riuscire per caso, la seconda no."Come fai a parlare di valori universali?
Chi giudica questa differenza di cui parli e' un uomo come tutti e fa i suoi giudizi con canoni estetici che possono essere sbagliati o semplicemente cambiare nel tempo.
Van Gogh in vita sua ha venduto un quadro, gli Impressionisti erano considerati imbrattatele e ce ne saranno centinaia di altri esempi di questo tipo.
Chiaro che non mischio tutto in un calderone amorfo. C'e' arte e Arte e foto e Foto. Pero' sono sempre restio a creare un muro rigido fra le due categorie."E non raccontiamoci balle: tutti i fotografi che ammiriamo erano o sono dei professionisti"
Cosa intendi per professionista? Solo che fa della fotografia il suo lavoro? Non e' un percorso naturale e auspicabile per una persona che eccelle in un tipo di espressione?
Una foto di un professionista e' per forza artisticamente valida? Direi proprio di no, visto che quando fai della fotografia un lavoro scatterai, fra le altre cose, quello che e' necessario scattare. Quindi anche foto usa e getta per siti web (tanto per fare un esempio).Concordo sul discorso: "Fotografia e arte - dimostrare che la fotografia non è in crisi a causa del digitale".
- Txkun | Jun 30, 2009 Report abuse
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@normo lo zero,
rivedendo il tuo post e quello a cui hai risposto, vedo che c'era una definizione di professionalita' di Amalficeleste."Con riferimento alla professionalità intendo l'uso di mezzi all'avanguardia, come voi tutti sapete, e l'uso di tali mezzi con la più alta competenza. Non intendo assolutamente riferirmi alla professionalità come lavoro quotidiano."
Intendevi questa stessa definizione nel tuo post?
Secondo me la competenza (quindi tecnica) e l'attrezzatura (quindi soldi) da soli non bastano. Il quid che manca, puo' portare chiunque a realizzare una Foto. E' poi da vedere se quel qualcuno e' o sara' in grado di dimostrare capacita' da professionista sapendo mantenere costante e alta la qualita' delle proprie foto. - Txkun | Jun 30, 2009 Report abuse
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Non sono d'accordo. Forse Amalficeleste intendeva usare quella parola dandole un significato diverso, ma per me è indubbio che un* "professionista" sia un* che di fotografia ci vive. Non significa che sia per forza un* artista. Al contrario io ho un'attrezzatura all'avanguardia e conosco la tecnica ma non sono e non mi considero un professionista (nè un artista).
Ci sono rinomati professionisti che eseguono solo lo scatto, lasciando tutte le altre incombenze agli assistenti. Quindi secondo me la definizione non calza.
Però la posso accettare come battuta ("Allora sei un professionista!!!") :)Quando ho scritto che tutti i grandi fotografi sono ANCHE dei professionisti, volevo dire che non ce n'è uno che non viva di fotografia.
Newton lavorava su commissione di riviste (Vogue, Vanity Fair...); La Chapelle riesce a fare ciò che fa grazie a lavori commerciali e i lavori artistici gli servono come richiamo per altri lavori commerciali. Capa faceva il reporter e non ci pensava neanche a produrre scatti artistici tra le pallottole vaganti in Normandia. Gli interessava il fatto di poter documentare un avvenimento e vendere quelle foto. Anche la Gioconda e la Cappella Sistina sono state fatte su commissione.
Gli avanguardisti dell'800-'900 saranno stati artisti "puri" ma non riesco a trovare un altro esempio simile in tutta la storia dell'arte.
Saranno anche stati considerati degli imbrattatele ai loro tempi, ma oggi sono universalmente considerati degli artisti. A Parigi come a Roma, a Tokyo come a Buenos Aires.Il quid di cui parla Txkun è il nodo della questione. Ma non è nella tecnica che sta il segreto, piuttosto nel riuscire a trasmettere le proprie idee e stati d'animo, riuscire a comunicare (qualcosa di nuovo o in un modo nuovo). Quando il messaggio arriva a tutti, allora credo si possa parlare di arte. Intendo questo per "messaggio universale".
Il cesso messo nella sala di un museo da una persona che ha fatto un percorso artistico può definirsi arte, lo stesso cesso messo da me in Piazza del Duomo a Milano può voler significare solo che per me il mondo è un cesso... Paragoni estremi, lo so.
Non voglio dire che il cesso d'artista sia arte solo perchè un artista l'ha messo in un museo e io l'ho messo in piazza. L'artista ci ha messo un'intenzione artistica e il mondo l'ha riconosciuto come tale.
Posso scattare una foto, impaginarla, stamparla come un piccolo volantino e appenderla in giro per la città; sto facendo arte? Forse sto facendo comunicazione. La pubblicità è un'arte? Non direi proprio, manca l'intenzione. Poi non è detto che l'unico artista sia quello riconosciuto a livello mondiale. Può esserci un artista sulle montagne del Montenegro che conoscono solo lì e altrove no.
Quindi non vedo la mia definizione di arte come un muro rigido, anzi, credo sia una definizione molto "elastica". - normo lo zero | Jul 1, 2009 Report abuse
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@Gialluca: Ti trovo sfiduciato nei confronti dell'arte, ma se ho capito bene ti piacerebbe riuscire a convincerti che c'è di meglio.
Io non voglio e non posso insegnarti alcunché, ma posso dirti come ho fatto io ad imparare qualcosa di sufficiente per me.
Il mio primo libro di storia dell'arte è stato "La storia dell'arte raccontata da E.Gombric".E' un libro per tutti, facile da interpretare e per iniziare, poi ne sono seguiti altri. - Amalficeleste | Jul 2, 2009 Report abuse
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Permettetemi di discutere, anche se fuori tema, sul gesto di Duchamp di mostrare l'orinatoio e altri oggetti del genere. E' un gesto che va capito collocandolo nel suo contesto culturale e storico.Esibire l'orinatoio è stato un gesto di protesta nel tentativo di dimostrare che l'arte non è legata alla bella immagine, alla perfezione tecnica ma ad una convenzione, ad una manifestazione d'intenzioni.Quello che è interessante non è l'opera in se stessa, ma il cambiamento che questo gesto umoristico e ironico ha portato nella concezione artistica dei futuri pittori e scultori che ancora oggi, dopo 90 anni lo imitano e che fa parlare ancora voi. Vi pare che Duchamp sia riuscito nell'intento?
Che a me o a Voi non sia piaciuto è un'altra faccenda, @Barba non venirmi a dire che ti senti preso per i fondelli, perché se l'idea lanciata dall'artista non viene accettata dagli amatori, che sono gli abitanti del mondo intero, l'idea non ha seguito. Siamo tutti che accettiamo la nuova idea o più precisamente estetica, caso mai in ritardo,ma non è prerogativa solo dell'artista.
@Normo lo zero dici bene non è solo l'attrezzatura che fa la differenza, ma la vocazione e quando serve anche l'attrezzatura.Non vedo la differenza tra espressività e arte,se non è espressiva l'arte non è espressivo niente.Sono del tuo parere, niente riesce per caso. I fotografi che ammiriamo sono, a mio parere:Artisti,professionisti, inteso come alta esperienza e capacità,Professionisti per necessità vitali.
Credo che sarebbe bene rileggere "L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica" di W.Benjamin, perché a me sembra che siamo al top della riproducibilità.Non confondiamo il pensiero con la tecnologia.
@Txkun sono d'accordo conte. - Amalficeleste | Jul 3, 2009 Report abuse
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@Amalfi.
Io non sono affatto sfiduciato nei confronti dell'arte. Anzi ne vedo tantissima, proprio fuori dai luoghi deputati. Non ho bisogno di vederla dentro un museo per riconoscerla :-)Ecco, direi che forse ne vedo troppa. Giro per Flickr e vedo fotografia bellissime. Fatte sia da autori sia da sconosciuti che magari ne azzeccano una tra tante mediocri.
Il digitale non ha fatto altro che realizzare compiutamente quello che Benjamin prefigurava in "l'opera d'arte nell'epoca...". Benjamin non si interroga sulla possibilità di fare delle copie, che sono sempre state possibli. Si interroga sugli effetti sull'arte e nella sua ricezione che ha il fatto che le copie dell'opera, grazie alla tecnologia, allora la fotografia in bianco e nero, sono possibili in grandi quantità ed accessibili.
Se, e sottolineo se, il digitale ha superato il problema lo ha fatto non tanto diffondendo copie, ma mettendo tutti nella possibilità di produrre arte e diffonderle senza limiti.
Ecco, a ferirmi è il fatto che ce n'è TROPPA :-)@ALL. Forse Amalfi, intendeva il professionista come colui che sente il proprio lavoro come una missione, una vocazione.
- Gialluca Greco | Jul 3, 2009 Report abuse
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"Credo che sarebbe bene rileggere "L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica" di W.Benjamin, perché a me sembra che siamo al top della riproducibilità.Non confondiamo il pensiero con la tecnologia."
"La questione è altrove. Abbiamo superato l'"era della riproducibilità tecnica" di Benjamin, siamo nell'era digitale. Qual è la differenza tra un file e la sua copia?"
Non vedo contraddizione fra le due frasi, anzi.
Il digitale rende però indistinguibile l'originale dalla copia, mentre prima c'era bisogno un negativo. Quindi, a parte le questioni legate alla proprietà intellettuale e quelle legali (oggi è molto più facile "taroccare" in maniera invisibile), vi viene in mente qualche altra implicazione? A me no, ma potrei ricredermi.Ciò che a mio parere manca è una corretta educazione alla lettura e all'uso del linguaggio delle immagini, oggi che questo linguaggio domina la società. Eppure questa educazione non viene impartita prima del liceo. Forse fa comodo: in caso contrario i "trucchi" della pubblicità e della comunicazione commerciale verrebbero svelati a chiunque. Ve l'immaginate se tutti fossero consapevoli che alla modella sono state fatte sparire le imperfezioni grazie all'uso delle luci e del ritocco? Che il cioccolato che cola sul gelato è vernice? Che il vapore della pastasciutta al sugo è fumo di sigaretta?
Siamo abituati a non pensare che un'immagine è un rettangolo ritagliato dalla realtà. Siamo considerati "consumatori" anche nella fruizione dei messaggi per immagini.@Gialluca. Secondo me non basta una buona foto per essere artisti. Una buona foto può riuscire a tutti.
Io sono un tecnico di postproduzione video. Devo avere una buona preparazione tecnica (teorica e pratica) e una buona dose di creatività, ma queste insieme non fanno di me un artista, anche se nel mondo anglosassone sarei definito un "digital artist", semplicemente perché lavoro con una penna elettronica in mano.
Flickr e i blogs per me non sono altro che la versione digitale del "caro diario" o dell'album delle fotografie; solo che oggi non sono segreti ma pubblici. Avere un blog fa di me uno scrittore come avere un account su deviantart.com fa di me un artista? - normo lo zero | Jul 3, 2009 Report abuse
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Nessuna contraddizione fra le due frasi, salvo il fatto che Amalfi dimostra di aver letto quel saggio, l'autore della seconda citazione si è solo fatto traviare dal titolo.
Se leggessi "L'opera d'arte..." ti verrebbero in mente molte altre implicazioni.
E chi ha mai parlato di artista. Rimane il fatto che una foto può essere bella, può essere un'opera d'arte senza che l'autore sia un'artista.
E comunque, nemmeno pubblicare da Rizzoli o Mondadori fa di te uno scrittore.
Ci siamo liberati dal mito dell'artista illuminato, forse dovremmo liberarci dal mito più grande dell'artista come individuo.
L'arte esiste anche senza artisti. - Gialluca Greco | Jul 5, 2009 Report abuse
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@Gialluca, mi fa piacere d'essermi sbagliata nel valutare la tua sfiducia artistica.Se tu andassi al Museo potresti meglio apprezzare, quando passeggi per la tua città, l'estetica che ti circonda, perché tutto ciò che ci attornia e ci piace è stato creato da qualcuno che ha interpretato le nostre esigenze e cioè un artista. Non alludo alla moda, all'abbigliamento attuale che è al servizio dell'industria, anche se nel passato ci sono stati infiniti esempi che seguivano le proposte artistiche.
Mi trovo d'accordo su tutte le altre tue risposte, si discute, si contesta, ma in definitiva siamo tutti scontenti dell'inflazione d'immagini.
E' un vecchio problema, se ne parlava già 20 anni fa oggi è diventato palese anche alle persone meno interessate; ciò di cui mi rammarico maggiormente e che nessuno è stato capace di creare qualcosa di meglio per uscire da questa condizione.
@Normo lo zero, sono convinta che lo studio dell'arte migliori la società, ma non è sufficiente, occorre anche un'evoluzione sociale che nel passato forse era possibile attualmente le ultime generazioni non hanno amore a forme espressive che non vengono proposte: dalla televisione, dal cinema, in parole povere sono condizionati dalla pubblicità e la pubblicità raramente reclamizza la Venere di Milo.
Tu ci sveli i trucchi che ci danno un'emozione piacevole, non farlo rovini tutto, è un'illusione che io accetto volentieri perché produce con la finzione una piacevole sensazione, perché non usufruirne?.
Vi ringrazio d'avermi dato l'occasione di queste belle discussioni, io parto, vado a fare le mie esperienze fotografiche e se possibile anche conoscere qualcosa che non ho già visto o immaginato.
Spero di ritrovarvi a Settembre, a tutti Buone Vacanze. - Amalficeleste | Jul 7, 2009 Report abuse
