Domanda
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Qualche domanda per pura curiosità:
Cosa vi ha attratto verso Camelot? Quando avete cominciato ad appassionarvi alla storia di Artù e quanto della storia originale sapete?
Per quel che mi riguarda non saprei dirlo con esattezza. Ho sempre avuto questo pallino e non so se sia nato da qualche storia letta da piccolo o da qualche film. So solo che la prima volta che vidi Excalibur di Boorman rimasi folgorato, come se già sapessi qualcosa. Non so neppure chi da piccolo mi abbia inculcato questa passione, ma chiunque l'abbia fatto, glie ne sarò eternamente grato. Poi ... poi è uscito King Arthur ... il film e credevo che finalmente qualcuno ne avesse narrato la vera storia, ma mi sbagliavo ancora una volta. Lucius Artorius Castus non è vissuto nel V o VI sec. d. c., come ci hanno fatto intendere nel film, ma nel II e la sua vita e le sue battaglie sembrano essere state estrapolate dalle stesse pagine di Goffredo,(n.B: i romani abbantonarono la Britannia nel 410 d.c.) ma sto divagando. Allora, come vi è nata la passione e chi pensate egli fosse in realtà? - Pierluigi | Oct 13, 2007 Report abuse
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Domande veramente interessanti.
Sinceramente, non so come sia nata in me la passione del mito arturiano… sicuramente non mi è stato inculcato da genitori o parenti, visto che sono l’unico al quale interessa l’argomento. Ricordo però che quando ero piccolo in TV, trasmettevano un cartone animato su Artù e sui suoi cavalieri. Tra i vari film che sono stati girati sull’argomento, ho visto anch’io il film “Excalibur” di Boorman (tra l’altro molto casualmente mi ci sono imbattuto un sabato o domenica pomeriggio di qualche mese fa), che mi è stato detto essere il film che più si avvicina alla storia “reale”, ma ho altresì visto “Il primo cavaliere” con Sean Connery, “King Arthur” da te già citato e in ultimo “L’ultima legione”. Quest’ultimo, potenzialmente poteva essere un bel film, se avesse seguito la storia narrata nel libro di Valerio Massimo Manfredi, invece, così come è stato fatto, a mio avviso è veramente brutto.
Tornando alle domande di Pierluigi, posso dire che ciò che mi ha attratto verso Camelot, è stato il mito, il fascino del mistero, ed i principi di cavalleria. Della storia originale, non so molto, però in questo periodo, sono alla ricerca di qualche saggio storico che possa colmare questa mia lacuna.
Chi penso che fosse? Non so, però mi piacerebbe che fosse quel gran personaggio, le cui gesta sono pervenute fino a noi.
Spero di avere saziato almeno in parte la tua curiosità.
Ciao - GELO77 | Oct 13, 2007 Report abuse
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Fin da piccola, mi hanno sempre appassionata le storie epiche e mitologiche, avevo per esempio le riduzioni per bambini dell'Iliade e dell'Odissea. Non ricordo quando ho conosciuto la storia di re Artù (La Spada nella Roccia di Walt Disney non fa testo qui! :o)), ma ne rimasi subito affascinata, per tante ragioni: il saggio re, i cavalieri puri d'animo che vanno alla ricerca del Graal, il filone magico con Merlino e Morgana, quello tragico con il tradimento di Ginevra e quello di Mordred...
Non ho un'idea precisa di chi potesse essere veramente Artù: l'idea del capotribù di epoca tardo imperiale è la più credibile, ma male si adatta all'immagine medievale tradizionale che ho di lui. Mi piace pensare, in stile Marion Zimmer Bradley, che viva ancora ad Avalon, un posto tra sogno e realtà... - Elisa TS | Oct 13, 2007 Report abuse
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Da piccolissima ho scoperto Camelot ma non saprei dire bene come.
Poi da ragazza ho letto i libri della Bradley a proposito di Avalon ma non mi hanno molto convinta, mi sono rifatta con i miei studi universitari facendo in modo di leggere la Storia di re Artù e dei suoi cavalieri di Malory, la Morte d'Arthur, Sir Gawain and the Green Knight e altre vari brani sparsi senza contare le varie altre opere a sfondo bretone come la mia amatissima Lady of Shalott di Tennyson.
I film sul ciclo bretone non mi sono mai piaciuti gran che temo. - zia fed zeppelin | Oct 13, 2007 Report abuse
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Mi ha sempre interessato molto, ho una grande passione per la letteratura cavalleresca e il medioevo in generale... ma la passione ha raggiunto l'apice grazie alla saga di Cornwell, forse perchè l'ho letta da piccola e mi ha colpito tantissimo, anche a livello di "affetto" verso i personaggi.
- Laura - Morgana | Oct 14, 2007 Report abuse
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Ho sempre acuto la passione per il fantasy e le storie di maghi e chi più famoso tra i maghi (druido veramente) di Merlino! Così mi son appassionata al personaggio e poi al ciclo in generale. Da quando sono all'università poi il mio interesse sta sempre più andando verso i libri "seri" sul ciclo bretone (Malory, Cretien de troyes) ed infatti ho letto "La storia dei re di Britannia" si Goffredo di Mounmounth (anche se ilò fantasy continua a piacermi da matti, diciamo che l'inyeresse si sta sempre + estendendo a romanzi storici e cavallereschi).
- Ninive Shyal | Oct 14, 2007 Report abuse
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La prima volta che mi sono avvicinata ad Artù e a Camelot è stato da bambina, quando trasmettevano il già citato cartone animato "La spada di King Arthur" (che ho recuperato tutto, naturalmente :D), e con il disneyano "La spada nella roccia".
Poi, crescendo la passione per i libri, è cresciuta anche la curiosità e la voglia di scoprire tutto il possibile su questa figura leggendaria. Ho letto sia i "classici" Goffredo di Monmouth (il suo libro ce l'ho in inglese, lo comprai alla libreria sotto i resti del castello di Tintagel), Nennio, Gilda e Malory che i romanzi gallesi del Mabinogion, dove Artù compare per la prima volta. Meno Chretien de Troyes, che nelle sue opere metteva un po' in ombra la figura di Artù che è quella che più mi affascina per concentrarsi sulle varie tresche all'interno della corte. Poi le "Nebbie di Avalon" della Bradley, e recentemente la serie di Whyte.
Ho anche parecchi saggi, mi piace leggere le varie teorie e conoscere i luoghi della leggenda, identificati dalle scoperte fatte nel corso degli anni.
Chi è stato il vero Artù? Mah, ci sono alcuni studiosi che sostengono che la sua leggenda sia dovuta alle gesta di due distinti capi vissuti ad un paio di secoli di differenza che avevano lo stesso nome, altri che fosse un capo particolarmente potente da essere considerato dai suoi un "re".
A me, come ha detto già Elisa, piace pensare che sia ad Avalon, a riposare, nell'attesa che l'Inghilterra abbia bisogno del suo ritorno. - Emanuela | Oct 16, 2007 Report abuse
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Ci sono ottime possibilità che la leggenda abbia radici in un prefetto dell'ala equestre romana di stanza sul vallo nel II sec. d.c.. Ho conosciuto la Dott.ssa Linda Malcor che ha potuto studiare l'epigrafe tombale dell'ufficiale su cui è riportato il cursus honorum. Beh, alcune delle battaglie combattute in Britannia combaciano perfettamente con quelle descritte da Goffredo. Tra il 182 ed il 184 i caledoni oltrepassano il vallo di Adriano e giungono fino a York, nello stesso tempo da ovest, pirati irlandesi sferrano un nuovo attacco atto probabilmente a ricongiungersi con le truppe caledoni. In Goffreddo i Sassoni attaccano da nord oltrepassando il vallo e contemporaneamente da ovest esattamente negli stessi luoghi della precedente invasione.
In più Nennio parlava di Artù come dux bellorum e non ha mai specificato l'identità del nemico. L'ufficiale ottenne il grado di dux proprio dopo aver respinto i caledoni nella primavera del 185, mentre nella stessa estate è inviato nella "piccola Bretagna" per sedare una rivolta di soldati romani -( Goffredo parla anche di una trasferta sul continente per combattere contro Roma che aveva preteso un tributo.)
Come la penso io? Che vi siano stati due Artù e che la leggenda ne abbia unito le gesta in un'unica storia meravigliosa. - Pierluigi | Oct 17, 2007 Report abuse
- Llamrei | Nov 2, 2008 Report abuse
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Pierluigi: ho letto molto bene e con molto interesse il tuo punto di vista. Ora voglio provocarti dicendo: se la figura di Artù avesse invece un aspetto del tutto politico e fosse stato "creato" per poter ricreare la figura di Carlo Magno in Britannia?
- Llamrei | Nov 6, 2008 Report abuse
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Ho trovato anch'io una certa analogia tra le due figure, un caro amico addirittura ha associato la figura di Artù trovando molti punti di corrispondenza con Alessandro Magno ...Quel che mi lascia più sconcertato è la somiglianza che si ha tra i cavalieri che lo circondano con Paladini e templari ... Comunque oltre Nennio che effettivamente scrive la sua storia nel X sec. ( anche se probabilmente ispirandosi ad un testo più antico così come il testo di Goffredo di Monmouth), ci sono riferimenti risalenti al V - VI sec. e nella tradizione orale gallese ancora più antica. Senza scendere nei particolari, non sono io la persona più adatta e ripeterei solo quel che ho letto, quasi ogni imperatore o re del basso o alto medioevo ha vantato una discendenza arturiana, quindi potrebbe anche essere che i bardi o trovatori che seguivano la corte di Carlo Magno ne abbiano impostato la figura indiscutibilmente illuminata sullo sfondo di una tradizione orale che vedeva in Artù il Re per eccellenza, ma dubito che Carlo Magno e leggendaria spada compresa, corrispondano all'Artù che conosciamo o pensiamo di conoscere. In più i racconti francesi di Chrétien de Troyes tendonono a smitizzarne la figura rendendolo goffo e decisamente poco regale. Non so, tutto potrebbe essere ... ma che sia stato un condottiero romano vissuto nel II sec. d.c. o un eroe britanno del V - VI sec. d.c. che ha comunque tenuto in scacco i sassoni per circa 50 anni, o l'unione di questi due personaggi dal nome simile in una sola figura, non penso ci sarà mai dato saperlo, a meno che non si trovi un testo rivelatorio che potrebbe essere conservato, secondo me, solo negli archivi vaticani, tra i rapporti inviati dai vari "manti neri" presenti nel IV, V, VI secolo sul territorio. E se Artù fosse stato un seguace di Pelagio o degli antichi dei? La chiesa del tempo o quella successiva, potrebbe averlo oscurato anche per questo. Le supposizioni sono infinite e credo che se continuo a seguire a ruota libera il corso dei pensieri, rischio di perdermi in un oceano di congetture e parole che non porterebbero comunque a niente ... ;-)
- Pierluigi | Nov 6, 2008 Report abuse
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Io ho iniziato da piccina con La Spada nella Roccia, il mio primo cartone animato in vhs. Per un po' non mi sono appassionata a re Artù ma mi sono indirizzata sul fantasy.
Ogni tanto compravo qualche libro dedicato al ciclo bretone (Jack Whyte e Bernard Cornwell) ma ero solo una modesta un'appassionata. Almeno fino a che, leggendo Bernard Cornwell ho incontrato Mordred.
So che in quella saga è terribile ma il personaggio mi affascinava e mi incuriosiva anche perché ero riuscita a vedere in una libreria un intero libro dedicato a lui (Nancy Springer). Così ho letto quel libro, che non mi è nemmeno piaciuto particolarmente, ma ormai la frittata era fatta.
Ho cercato tutto ciò che ho trovato, da film a libri, e mi sono iscritta subito a livejournal per poter partecipare alle community inglesi. Tra fanfictions e altro sono diventata una vera e propria fan.
Ora colleziono libri inglesi sulle leggende perché ormai non trovo più nulla di nuovo che mi ispiri in italiano, e mi dedicato a brevi storielle sui miei personaggi preferiti (compresi i gallesi di Culhwich and Olwen) e siti (o simili) sulle leggende e su Mordred. - Lucre | Oct 15, 2009 Report abuse
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Mi ha sempre affascinato questa saga, ovviamente cominciando con i cartoni di Merlino & C., ma sono rimasta confusa facendo visita a San Galgano.
Vi ho trovato la famosa spada, e la leggenda continua...
- tappeleppe | Oct 16, 2009 Report abuse
