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Gruppo: "L'uomo senza qualità"
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Dal1 al 6-09: tutto “una specie di introduzione”(da pag 6 a 86)
-Dal 7 al 13-09: da parag. 20”Contatto con la realtà….” A parag. 41 “rachel e Diotima” incluso ;
-Dal 14 al 20-09: da parag.42 “La solenne seduta” a paragr.61 “L’ideale dei tre trattati” incluso;
-Dal 21 al 27-09: da paragr. 62 “Bonadea ha una visione”a paragr.78 “La metamorfosdi di Diotima” incluso;
-Dal 28-09 al 4-10: dal paragr 79 “Soliman innamorato” a parag 92 “Dalle norme di vita…..”incluso;
-Dal 5 al 11-10: dal paragr. 93 “Anche con l’aiuto della cultura…..” al paragr. 105 “Gli innamorati sublimi….” Incluso,
-Dal 12 al 18 -10: dal paragr 106 L’uomo moderno crede…..” al paragr.115 “La punta del tuo seno…..” incluso;
dal 19 al 25-10: dal paragr. 116”I due alberi della vita…..” al paragr 123 “ L’inversione di rotta” fine parte seconda;
-Dal 26 -10 al 1-11: Parte terza, dal paragr.1 “La sorella dimenticata” a paragr.10 “ulteriore decorso…..”;
-Dal2 al 8-11: dal paragr. 11” Dialoghi sacri…”al paragr. 18 “ Le difficoltà….” Incluso;19
-Dal 9 al 15-11: dal paragr“Verso Moosbrugger” al paragr 25 “I fratelli siamesi” incluso;
-Dal 16 al 22-11: dal paragrf. 26 “Primavera nell’orto” al paragr. 34 “Si delinea un grande avvenimento” incluso;
-Dal 23 al 29-11: dal paragrf. 35”Sviluppo di un grande avvenimento……” al paragr. 44 “Una importante spiegazione” incluso;
-Dal 30-11 al 6-12: dal paragr. 45 “incomincia una serie di strane…..” al paragr. *54 “Descrizione ingenua di come….”incluso;
-Dal 7 AL 13-12: da paragr.*55 “ Sentire e comportarsi…..” al paragr. 48 “Animi tesi alla grandezza….” (fino pag 1412);
-Dal 14 al 20-12: da paragr. 49 “IL generale Stumm…..” a paragr. “Clarisse Roma e isola”(fino a pag 1506) ;
-Dal 21 al 27-12: da paragr. “Clarissa .Isola” (pag 1507) a paragr. “Luogo indefinito” ( fino pag 1605) ;
-DAL22 -12 al 3-01 : da paragr. “ *O*” ( pag 1606) a parag” * S5+e+2*” (fino a pag. 1702);
-Dal 4 al 10-01: fino alla fine del libro.Che la "sfida" abbia inzio.......
buona lettura
:))))))) - Lisa | Aug 30, 2009 Report abuse
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ho riaperto il computer dopo un mese...
sono molto interessata a questa lettura collettiva. purtroppo non ho il libro quindi cercherò di procurarmelo prima possibile. - Cricri | Aug 30, 2009 Report abuse
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Fino a qualche settimana fa pensavo di partecipare a questo gruppo.
Non fosse che un'altra lettura mi reclama prepotentemente a sé... e a certi richiami proprio non so resistere.
Mi trovo così a rinviare l'incontro con Musil.
Tuttavia se, per quando avrò terminato l'altra lettura, non sarete irraggiungibili mi aggregherò a voi!
Nel frattempo vi auguro buonissima lettura.
A presto!! - Geppy | Aug 30, 2009 Report abuse
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Ciao Lisa, appena rientrata dalle vacanze anche io, confermo la partecipazione qui perché l'altro post è chiuso.
Mi copio la suddivisione e... buona lettura a tutti ! - Piccola Miss | Aug 31, 2009 Report abuse
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Geppy non abbandonarci!!!!
Sono contenta che cricri si è aggiunta: non c'è un tempo massimo, almeno credo visto che non sono io ad avere iniziato la discussione!
E come dicevano le altre:
Buona Lettura a tutti!!!! - Laurataramelli | Aug 31, 2009 Report abuse
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no non c'è nessun tempo, ho chiuso l'altra discussione proprio sottolinenado che chi vuole può iscriversi, tranquillamente anche qui.
Oltremodo non so se vi siete accorte ma ho fatto confusione in quanto convinta che domani fosse il primo settembre e invece è ancora il 31 agosto....! uff che sbadata...
:) - Lisa | Aug 31, 2009 Report abuse
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Ho il libro in mano, ma devo aspettare mezzanotte? ciao e buona lettura a tutti!
- amy3000 | Sep 1, 2009 Report abuse
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Ragazzi sono le nove e sono appena arrivato a lavoro, il primo bianco mattoncino tra le mani...
io ho attrraversato lo start e cominciato la mia maratona di questa specie di introduzione
e voi? - Il verme Disicio | Sep 1, 2009 Report abuse
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@Il verme Disicio
haaaaaaaaa allora confermi.....!
?????????
Buona lettura e vi ricordo che siete liberi di scrivere le vostre impressioni quando volete, l'importante è indicare in grassetto le pagine alle quali vi riferite nel vostro commento, così chi ancora non ha letto quelle pagine, evita anticipazioni....!
buona lettura - Lisa | Sep 1, 2009 Report abuse
- Unanessunacentomila | Sep 1, 2009 Report abuse
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@unanessunacentomila:
scrivi così:
<B> parole da scrivere in grassetto </B>
cioè metti il testo fra quei due tag lì. Le lettere vanno in minuscolo , le ho messe in maiuscolo perchè altrimenti non le avresti viste.
Per il corsivo è uguale solo che devi usare la "i"
(b=bold; i=italic)@ tutti:
Recuperato il libro in biblioteca, questa sera inizio anch'io.. buona lettura! - Giulia | Sep 1, 2009 Report abuse
- Il verme Disicio | Sep 1, 2009 Report abuse
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Io ho iniziato ieri sera, le prime impressioni sono molto favorevoli, ma il viaggio sarà lungo e quindi... speriamo bene!
Buona lettura a tutti! - swirlingclouds | Sep 1, 2009 Report abuse
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Ho cominciato a leggere l'introduzione, ma poi ho deciso di saltellare tra le pagine. Preferisco leggere prima il libro e poi mi erudirò ;)
- la vecchia strega | Sep 1, 2009 Report abuse
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@il verme Disicio
No non era categorica la conferma, ma dal momento che sono trascorsi due mesi circa dalla porposta, serviva giusto per farci una idea definitva sui partecipanti effettivi....!Credo che anche io salterò l'introduzione, in genere la leggo sempre alla fine del libro....!
- Lisa | Sep 1, 2009 Report abuse
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@atutticolorochenonleggonolinto
non va bene, non va bene :P
questo libro senza qualità
ma con molta pesantezza
e caratteri che avviano alla miopia va letto tutto !!!
quindi leggete leggete
ma solo le pagine dell'intro...
non saltate subito a pagina 88
anche perché era quello che stavo per fare io ieri quando mi sono accorto dell'intro :p
uff uff
i doveri dell'onestà - Il verme Disicio | Sep 2, 2009 Report abuse
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IlvermeDisicio, quelli che hanno detto che avrebbero saltato l'introduzione si riferivano certamente alla nota introduttiva all'edizione che hanno, non certamente al primo capitolo del libro, intitolato "Una specie di introduzione” .. :)!
- Cristina | Sep 2, 2009 Report abuse
- Lisa | Sep 2, 2009 Report abuse
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Confermo: ho saltato la nota introduttiva, ma sto leggendo "una specie di introduzione".
:)))
- la vecchia strega | Sep 2, 2009 Report abuse
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"Chi è Ulrich"(1)
Ho letto i primi sei capitoli della prima parte intitolata “Una specie di introduzione”. Al punto in cui comincia la nostra storia, Ulrich è un giovane uomo di trentadue anni e vive a Vienna. E’ intelligente, ma non è quello che si definisce un “omologato”. L’originalità delle sue considerazioni sorprendono positivamente il lettore, ma non altrettanto l’ambiente che lo circonda, fin dai tempi della scuola, quando afferma che “Dio preferisce parlare del mondo da lui creato servendosi del congiuntivo potenziale, perché Dio fa il mondo e intanto pensa che potrebbe benissimo farlo diverso”. L’uomo senza qualità ha un’amante, una cabarettista di nome Leona che, pure, di qualità, non pare averne molte, se non una certa giunonica bellezza.
Mi ha ricordato vagamente Swann: un uomo intelligente, senza un particolare talento, alla ricerca di una vocazione. Un po’ più prosaicamente, mi ha fatto pensare a quelli che anche oggi definiamo “ intelligenze sprecate”, perché non hanno, e non sembrano nemmeno cercarlo, un posto ben definito nella società, ma della cui esistenza noi tutti beneficiamo, perché sono i soli capaci di offrirci una visione disinteressata del mondo in cui viviamo.(1) E' il titolo del post, non del capitolo vero
- Cristina | Sep 2, 2009 Report abuse
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*** This comment contains spoilers! ***
oggi mi sento stancooo.
@Cristina
flegga l'avviso di spoiler...
cosi chi ancora non ha letto e non sa nulla di Ulrich può preservarsi il piacere della scoperta.Devo dire che anche a me ricorda qualcuno.
per certi versi Ettore Majorana per altri Gozzano.P.S. grazie per la risp. infatti pensavo che saltassero una specie di introduzione.
- Il verme Disicio | Sep 2, 2009 Report abuse
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Chiedo scusa, la prossima volta metterò il numero di pagine lette in grassetto in alto .. come suggerito da Lisa..
- Cristina | Sep 2, 2009 Report abuse
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*** This comment contains spoilers! ***
@Cristina:
Ho letto quanto te e il personaggio di Ulrich sembra il fratello di tanti altri personaggi coevi.
Questi uomini senza qualità della letteratura novecentesca hanno "un'aria di famiglia" molto wittgensteiniana. - la vecchia strega | Sep 2, 2009 Report abuse
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A proposito di "aria di famiglia", quando in un libro si dice che un tale personaggio assomiglia ad un altro la cosa mi incuriosisce visivamente. Lo scrittore dice che Leona ricorda un po' la duchessa dell'"Ekkehard" di Scheffel. Io non conosco questa storia e mi chiedevo se qualcuno di voi ne aveva mai sentito parlare.
- Cristina | Sep 2, 2009 Report abuse
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@Cristina:
non ti so rispondere, purtroppo, se non googlando un po':http://www.hls-dhs-dss.ch/textes/i/I12584.php
@Tutti:
Che ne pensate del paragrafo 8 La Cacania?
Mi sembra un ritratto agghiacciante sull'Austria felix. - la vecchia strega | Sep 3, 2009 Report abuse
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*** This comment contains spoilers! ***
Devo ammettere che ieri sera, leggendo il paragrafo sulla Cacania, ero incerta se sorridere o inorridire!
Sembrano scritte pochi anni fa le righe iniziali che parlano della città super-americana, sempre di corsa e senza respiro, dove la gente riesce appena a scambiare in fretta due parole....
E poi mille altri spunti ironici, quelli sul Parlamento, per esempio, sull'alternanza tra assolutismo e democrazia, o sul fatto che in Cacania un genio era sempre scambiato per un babbeo, mai però, come succedeva altrove, un babbeo per un genio. - swirlingclouds | Sep 3, 2009 Report abuse
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Grazie, Lavecchiastrega. Non sono ancora arrivata al paragrafo 8, sto ancora leggendo il paragrafo 7, che potremmo intitolare: "Bonadea" (da pag. 23 a pag. 30)
E’ la nuova amante di Ulrich, conosciuta in circostanze un po’ insolite: aggredito da tre malviventi, viene lasciato sulla strada mezzo tramortito e viene soccorso da una bella signora sulla trentina, che lo accompagna a casa. Dopo qualche giorno, con la scusa caritatevole di informarsi sulla sua salute, la donna, che si chiama Bonadea, gli fa visita, divenendo la sua amante. Alla mancanza di un talento si accompagna sempre una sorta di pigrizia e con simili circostanze, nelle quali si trova un’amante in modo così fortuito e poco impegnativo, l’uomo senza qualità, io credo, ci vada a nozze. Curioso - e forse non casuale - il nome della soccorritrice Bonadea è quello di una dea romana, il cui culto era legato alle guarigioni.
- Cristina | Sep 3, 2009 Report abuse
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Io l'incipit lo trovo fenomenale. (E' uno dei motivi che mi aveva spinto ad iniziare il libro alcuni anni fa..)
E' una promessa di ironica intelligenza rispetto a quello che verra' dopo. - Unanessunacentomila | Sep 3, 2009 Report abuse
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La ricerca di una vocazione (da pag. 30 a pag. 36)
Ho letto velocemente a colazione il paragrafo della Cacania e quello successivo, per rispondere alla discussione proposta sopra. Mi sembra che in questo contesto, la Cacania sia il mondo politico-sociale da cui proviene lusq, che si trova in quel momento dell’esistenza in cui si cerca la propria strada nella vita. La Cacania è l’impero austro-ungarico, dove non c’era libertà di scelta, ognuno rimaneva rigidamente nella posizione sociale in cui era nato, ma ognuno sapeva esattamente cosa era. Il futuro si presenta pieno di possibilità, quelle possibilità a cui inevitabilmente porta il progresso, ma pieno di paure, soprattutto quella di essere dominati non dal potere di un uomo, ma da un oggetto: il successo.
Insomma, il nostro Ulrich è nella esatta situazione in cui, ad un certo punto della vita, ci troviamo quasi tutti: non vogliamo seguire le orme dei genitori, vogliamo cercare una strada che sia solo nostra, ma il futuro ci spaventa ed è pieno di ostacoli che, a volte, sono anche soltanto scuse per ritardare il momento della scelta. - Cristina | Sep 3, 2009 Report abuse
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se il gdl è ancora aperto vorrei provare anch'io a partecipare. E' uno dei miei libri "mollati" qlc anno fa, magari stavolta ce la faccio..
p.s. grazie a Amy3000 x l'invito! - bubujo | Sep 3, 2009 Report abuse
- Cristina | Sep 3, 2009 Report abuse
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@bubujo
si puoi iscriverti...! E a nome del gruppo ti dò il benvenuto. :)
@ a tutti
Bello mi piace tanto come state portando avanti la discussione, è una bella premessa che mi fa venire voglia di mettermi sotto e recuperare in fretta, sono ferma al paragrafo sei quindi non posso leggere i vostri ultimi commenti. Presto arrivo.....! - Lisa | Sep 3, 2009 Report abuse
- Lisa | Sep 3, 2009 Report abuse
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Ciao Lisa ^_^! La lettura di questo libro è appassionante: si ha forte e sempre la sensazione di trovarsi di fronte ad un capolavoro. Ma è densissima. Io, poi, ho fatto la scelta di leggerlo insieme ad altre due letture di gruppo di classici o "mattonazzi" come li chiamano in questo forum :).. Naturalmente, continuo e arriverò con voi fino alla fine .. Questa è solo una breve nota per condividere anche le impressioni sulle difficoltà ...
- Cristina | Sep 3, 2009 Report abuse
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Sicuramente più giovane di me, nel paragrafo sulla Ricerca di una vocazione ti sei identificata, in un certo senso, con Ulrich.
Io più vecchia di te, ho invece letto la crisi della coscienza, della razionalità, dell'Io di inizio Novecento, crisi che ci ha condotto alle due guerre mondiali.
Musil è un interprete magistrale di questa crisi! - la vecchia strega | Sep 3, 2009 Report abuse
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Lavecchiastrega, ho controllato: sei più giovane tu:)! Io sono solo meno profonda .. non arrivo a fare un'analisi storica così precisa, come quella che fai tu sulla crisi della coscienza nel Novecento. . Quindi, grazie di questo contributo, su cui riflettere.
- Cristina | Sep 3, 2009 Report abuse
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@swirlinglouds
commento paragr.7-8 pag23-35
condivido le tue impressioni in merito al paragr.7. Mentre leggevo pensavo appunto quanto Musil, in queste pagine, sia stato un vero e proprio precursore, ha delineato un quadro sociale quanto mai veritiero, e nel quale noi stessi siamo immersi...!
Mi ha colpito oltremodoquesta frase:
... Ci si rade, si mangia e si ama, si leggono libri, si esercita la propria professione, come se le quattro pareti stessero ferme, e l'inquietante è che le quattro pareti viaggiano senza che ce ne accorgiamo, e proiettano innanzi le loro rotaie come lunghi fili adunchi e brancolanti, senza che noi sappiamo verso quale meta.... poco più avanti,riprende ....Ma sebbene noi siamo sottomessi e rassegnati ci domina sempre più l'impressione sgradevole di avere già oltrepassato la meta o di aver imboccato la linea sbagliata.
Mi è capitato tante volte di vivere questa sensazione di camminare mentre tutto intorno a me corre; di imboccare strade sbagliate e non saper se andare avanti o tornare indietro.
A questa riflessione inoltre si ricollega una analoga, del paragrafo precedente (il 7°) in cui , MUsil sottolinea anche lo spirito di contraddizione sulla quale si fondano le società odierne, per cui:si edificano chiese, e contro la chiesa atenei,trasformano conventi in caserme ma dotano le caserme di un cappellano militare......
Quanto mai attuale non credete? - Lisa | Sep 3, 2009 Report abuse
- swirlingclouds | Sep 4, 2009 Report abuse
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@swirlingclouds: anche io, leggendolo ieri seraa, avevo le tue cnsiderazioni in testa - fino a che non sono crollata dal sonno!
A proposito di personaggi che mi ricordano Ulrich, devo dire che per il momento quello che mi viene più alla mente è l'io narrante della Recherche di Proust. - Laurataramelli | Sep 4, 2009 Report abuse
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Questi ultimi paragrafi mi hanno ricordato anche "Oblomov"di Gončarov, che ho letto recentemente. In particolare: "
"In dieci luoghi in un giorno solo, disgraziato! - pensò Oblomov. - Ed è vita questa? - e scrollò forte le spalle - Dov'è più l'uomo qui? In quante particelle si spezzetta e si perde?".
e all'amico Stolz: " Dove va tutta questa gente, perché corre, dove corre?" - Cristina | Sep 4, 2009 Report abuse
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*** This comment contains spoilers! ***
Ho letto tutta "Una specie di introduzione", di seguito riporto alcuni estratti che mi hanno particolarmente colpita (sono tutti segnalati quindi non c'è pericolo che qualcuno inavvertitamente legga ciò che non vorrebbe..).
Par. 1 Dal quale, eccezionalmente, non si ricava nulla
"Sarebbe interessante sapere perchè davanti a un naso rosso ci si contenta di constatare approssimativamente che è rosso, e non si indaga mai di quale rosso si tratti, quantunque lo si possa esprimere esattamente fino al micromillimetro mediante la lunghezza d'onda; mentre in questioni assai più complesse, come quella della città in cui si vive, si vorrebbe sempre sapere precisamente qual è questa città. E ciò distrae l'attenzione dalle cose essenziali"
Eccezionale. Mi par quasi una giustificazione di quanto è scritto in seguito. Non so se sia colpa della mia attenzione che vacilla durante la lettura, ma quello che mi ha colpito di questa introduzione è il fatto che in tante pagine di narrazione "dilatata" (non la definisco lenta perchè mi parrebbe di muovere una critica in senso negativo utilizzato quel termine) le descrizioni del "mondo visibile" sono ridotte all'osso (questo "naso rosso" è l'unica annotazione colorata che ricordo di aver trovato, se si esclude il grigio/nero delle strade e della città) oppure vengono espresse in modo del tutto anticonvenzionale (basti pensare alla lunga perifrasi che apre l'opera, in cui l'autore utilizza una ventina di righe di parole per dire che il tutto si svolge in una "bella giornata").
Par. 11 Il tentativo più importante
Noi abbiamo conquistato la realtà e perduto il sogno. Non stiamo più sdraiati sotto un albero a contemplare il cielo attraverso le dita dei piedi, ma lavoriamo e fatichiamo; d'altronde non si piò starsene trasognati a stomaco vuoto, se si vuol essere gente di polso: bisogna muoversi e mangiare bistecche. E' precisamente come se la vecchia inetta umanità si fosse addormentata su un formicaio; e la nuova svegliandosi s'è trovata le formiche nel sangue, sicchè da allora è costretta a compiere i moti più violenti senza potersi liberare da quella sordida smania di animalesca laboriosità..."
E il libro è stato pubblicato negli anni trenta. Cosa scriverebbe Musil ai giorni nostri?!
Par. 15 Rivoluzione intellettuale
"Del resto per una quantità di ragioni nessun periodo del passato ci è tanto ignoto quanto i tre, quattro o cinque decenni che dividono i nostri vent'anni dai vent'anni di nostro padre"
Che ne pensate?Ciao!
- Giulia | Sep 4, 2009 Report abuse
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*** This comment contains spoilers! ***
@Cristina: ti sbagli, non sono più profonda, evidentemente tu hai la "capa più fresca" di me!
:)))@Giulia:
del primo paragrafo sono stata colpita proprio dalla perifrasi descrittiva della bella giornata!
del 15 paragrafo avevo sottolineato mentalmente quelle frasi.@tutti
E poi, non so se capita solo a me, rimango affascinata da alcuni passaggi, li rileggo cercando di assaporarli, cerco di registrarli nella memoria, mentre fuggono via.
Durante la lettura dovrei avere sempre con me una matita per sottolinearli ( ma non lo faccio perchè mi dispiace "imbrattare" il libro).
La sensazione generale è che Musil sia effettivamente un grande e che ogni cosa che narra, descrive o racconta, ogni idea che ci voglia comunicare sia il frutto di una Mente potente!Ho finito oggi il paragrafo 17 "Influsso di un uomo senza qualità su un uomo con qualità".
L'autore fa definire l'uomo senza qualità da Walter, anche lui uomo in crisi e coscienza critica.
E' un uomo senza qualità!
- E che cos'è? - chiese Clarisse sorridendo.
- Niente. Niente, per l'appunto!.Sarà dura seguire e leggere con attenzione questa opera, ma sicuramente non sarà tempo perso!
- la vecchia strega | Sep 4, 2009 Report abuse
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@la vecchia strega: anch'io sono affascinata da alcuni paragrafi e sono talmente tanti che dovrei riscrivere intere pagine!
Io ho iniziato la lettura con un certo timore reverenziale, ma mi sto accorgendo che ogni pagina è ricca di spunti e di riflessioni!
ma questa mi ha colpito: pag. 25 (ed. einaudi) "... la più profonda associazione dell'uomo con i suoi simili è la dissociazione"
Terribile. - amy3000 | Sep 4, 2009 Report abuse
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sicuramente un romanzo denso denso, per questo va "assaporato lentamente", io forse un po troppo sono ancora al paragrafo 8, ma voi, da quanto ho capito, avete quasi tutti terminato la parte, prima del tempo....! :( Haaaaaa ma allora vi gusta eh?
- Lisa | Sep 4, 2009 Report abuse
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Anch'io non sono molto avanti .. sono solo al paragrafo 13 .. lo trovo un po' difficile :(..
Le qualità non applicabili (da pag. 37 a pag. 49)
Continua la ricerca di Ulrich per trovare un lavoro in cui esprimere la sua intelligenza. Intanto si apprende che Bonadea non è il vero nome della sua nuova amante (una donna sposata con figli), ma il soprannome con cui la chiama Ulrich, proprio in riferimento alla dea romana. Musil descrive con molta ironia questo tipo di legame, in modo dissacratorio, in confronto a quello più aulico con cui si parla dei sentimenti: una specie di malattia – forse ninfomania – della donna, un tipo di disturbo per cui gli uomini sono soliti trattare da “cretine” le donne che ne sono affette. Anche di Leona, l’amante cabarettista, aveva descritto in modo altrettanto grottesco la frigidità.
Interessante il discorso sulla scienza, che egli amava in modo più umano che scientifico. La conclusione che trae dai suoi primi tentativi di diventare un uomo notevole è “che egli vedeva in sé tutte le qualità che il suo tempo apprezzava di più, ma aveva perduto la possibilità di applicarle” - Cristina | Sep 4, 2009 Report abuse
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ho iniziato ieri sera, spero nel w-e di allinearmi al programma di lettura, vedo che siete tutti più avanti quindi non rischio di anticiparvi nulla...
volevo chiedervi cosa ne pensate del par. 4 ossia della differenza tra il senso di realtà e il senso di possibilità, soprattutto la metafora del pescare, devo ammettere che lì mi sono un po' persa.. : "a questa eccezionale indifferenza per la vita abboccante all'esca si contrappone per lui il pericolo di compiere azioni assolutamente atrabiliari", beh ora cerco il sginificato di atrabiliari almeno quello dovrei capirlo
vorrei usare il grassetto o il corsivo ma non so come si fa a digitare quelle parentesi strane... - bubujo | Sep 4, 2009 Report abuse
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Per ora sono solo al paragrafo 8 La Cacania.
Davvero un libro notevole, lucido e graffiante nell'analisi, dilatato ma denso allo stesso tempo.
Anche a me capita di ritornare su certe frasi, e sto sottolineando parecchio (a matita!). - Nocciola | Sep 4, 2009 Report abuse
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Bubujo, per risponderti .. devo rileggere il par. 4 che hai citato.. E' un'opera talmente vasta, che è impossibile ricordare tutto..
Sul grassetto e corsivo: (tu metti le lettere b e i minuscole, io le metto maiuscole altrimenti non si vedrebbero)
<B>parola</B> per il grassetto
<I>parola</I> per il corsivo - Cristina | Sep 4, 2009 Report abuse
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partita ierisera! certo non è la lettura che più si adatta al mio livello di funzionamento cerebrale del dopocena...
- Cricri | Sep 4, 2009 Report abuse
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commento paragrafi dal9al 14
Sono questi tutti paragrafi incentrati in qualche modo a delineare la figura del protagonista, con il suo pensiero volubile, che si riflette nell'incapacità di prendere decisioni defintive, che lo portano a cambiare, a tentare di trovare la sua strada nella vita, fino alla decisone di Prendersi un anno di vacanza dalla vita per cercare un uso appropriato delle sue capacitàMa sono anche paragrafi che in qualche modo vogliono appunto introdurci al mondo che lo circonda. NUovamente, infatti, ritroviamo riflessioni dell'autore sul mondo in cambiamento dove la scienza, prende sempre più il sopravvento rispetto ai sentimenti, e dove l'anima è stata rovinata dalla matematica, e che la matematica è l'origine di un perfido raziocinio che fa, si, dell'uomo, il padrone del mondo, ma lo schiavo della macchina ecco qui la grande contraddizione dovuta allo sviluppo teconologico che ha condotto l'uomo sempre più ad un forte grado di alienazione. Tema questo, come ben sppiamo ancora molto attuale (purtroppo).
Ma no basta.
Ecco allora Musil affinare sempre più le descrizioni, quindi come sottolineava già Cristina, un capito lo viene riservato all'approfondimento di una creatura quanto mai instabile come Bonadea, e una altro (il 15°), dedicato a nuovi personaggi quelle dei suoi amici,Walter e Clarissa, altre figure direi alquanto inquietanti, riflesso nuovamente di un mondo che cambia. Così Walter, come afferma lo stesso Ulrich, non è altro che il riflesso speculare della sua personalità, e niente è più vero, se pensiamo a come viene descritta la sua vita, tanti tentaivi per trovare la sua strada, fino a rinchiudersi nella sua casa isolata.Intravedo in questi personaggi un sottile filo che in qualche modo li unisce sotto un unico destino, essi sembrano incarnare appunto lo spirito di contraddizione e di inquietudine riflesso dei valori stessi sui quali si fonda, la società, l'epoca nella quale essi stessi vivono. Ulrich, incapace di trovare una sua strada, Bonadea che ama/odia il marito, il suo songno risiede nei valori familiari, ma cerca costantemente nuovi amanti, Clarisse,che si rifuta la marito ogni volta che suona Wagner8perchè detesta questo autore), e non ultimo Walter, anima complessa turbata che come l'amico trasforma la sua vita in una catena di sconvolgenti esperienze dalle quali procedeva la lotta eroica di un'anima che opponeva resistenza a tutte le mediocrità, perfettamente inconsapevole di favorire in tal modo la propria.
MI rimane da comprendere se veramente, tali personaggi sono realmente riflesso di un'epoca che cambia oppure viceversa?????
Vado a rilfettere ciao ciao - Lisa | Sep 4, 2009 Report abuse
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@Lisa:
E' il classico interrogativo se questa è una crisi della letteratura che del proprio tempo descrive solo il negativo e non sa più indicare le magnifiche sorti e progressive all'umanità o è una letteratura della crisi che rispecchia esattamente il proprio tempo.
Credo che la seconda risposta sia quella più esatta.
Altri autori (Svevo, Pirandello, Kafka, Joyce, Mann, Proust, tanto per riferirmi ai maggiori) sono stati esponenti di questa letteratura della crisi. - la vecchia strega | Sep 4, 2009 Report abuse
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Ho cominciato anch'io il capitolo 14, sugli amici di gioventù Clarisse e Walter, ma prima di proseguire volevo cercare di ripondere alla domanda di Bubujo sul capitolo 4, che è davvero di difficile interpretazione. Prima di tutto, serve a spiegare come uno, che non applica il senso della realtà nemmeno a se stesso, non vedendo la realizzazione di certe sue qualità, possa un giorno arrivare a pensare di non averle. La contrapposizione mi sembra essere tra quelli che hanno il senso della realtà e, di conseguenza, di tutte le possibilità che la realtà può suscitare, perché queste arrivano per determinazione, e quelli che non hanno il senso della realtà, che alcuni chiamano persone che hanno il senso della possibilità, ma di fatto sono la parte debole, fragile, idealisti in senso negativo ed è meglio definirli come quelli che non hanno il senso della realtà. Chi suscita la possibilità e la attua, è colui che non dà più importanza ad una cosa reale rispetto ad una possibile, ma parte dalla realtà per far nascere una possibilità. L'uomo senza qualità, pensa invece che una cosa reale sia più importante di una cosa possibile, in questo modo non ha il senso della realtà, il cui presupposto è invece quello di suscitare la possibilità.
Il termine invece "atrabiliare", deve essere una fantasia del traduttore, perché non mi sembra abbia senso in questo contesto. - Cristina | Sep 4, 2009 Report abuse
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Se la stupidità non assomigliasse all’intelligenza (da pag. 46 a pag. 86)
Clarisse è una giovane donna di venticinque anni, che ha sposato Walter, l’amico di Ulrich, tre anni fa. E’ intelligente, ma essendo ambiziosa e intuendo che il marito, oltre all’intelligenza, ha anche talento, preferisce puntare su di lui: per lei, quello che conta è il successo. Walter è più innamorato della moglie, al punto che di lei ama anche quello che odia e per niente al mondo la vorrebbe diversa. Ulrich ne è geloso, ma non si capisce bene se di lei o dell’amico. In questi capitoli, che concludono la nostra prima tappa di lettura, si discute molto della intelligenza o qualità o talento che non solo il singolo uomo può avere, ma anche la collettività, il tempo in cui si vive. A questo proposito, mi ha colpito la definizione che dà del suo tempo. Dopo un paio di decenni di vitalità che hanno chiuso il secolo precedente, quello attuale, in cui vive Ulrich, sembra addormentato, preso da una sorta di pigrizia e anche di stupidità, che uccidono il genio. Dice, però, che “Non l’intendeva affatto in un senso offensivo. Infatti se di dentro la stupidità non somigliasse straordinariamente all’intelligenza, se di fuori non si potesse scambiare per progresso, genio, speranza, perfezionamento, nessuno vorrebbe essere stupido e la stupidità non esisterebbe. O almeno sarebbe molto facile combatterla.”
Penso che questo tipo di ragionamento sia condivisibile e adattabile a tutti i tempi, anche il nostro: se facessimo lo sforzo di ascoltare con attenzione le ragioni dell’altro, sono certa che sarebbe facile scoprire in tutti un po’ di intelligenza e, mettendo insieme tutte queste intelligenze individuali, costruire un’intelligenza collettiva e condivisa. Invece, combattiamo stupidità e intelligenza insieme, perché non le sappiamo distinguere e, in questo modo, togliamo al nostro tempo ogni vitalità: perché credo che se anche esistesse il genio di un individuo, troveremmo il modo di sopprimerlo, senza però riuscire a trovare la strada per costruirne uno collettivo.
Tornando però al nostro libro, lo scrittore parla più che altro di intelligenza individuale, la qualità che fa emergere l'individuo (o lo stato) e lo mette al di sopra degli altri e non al servizio, come dovrebbe essere un'intelligenza che si propone di conservare l'umanità e non di distruggerla. - Cristina | Sep 6, 2009 Report abuse
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Prime impressioni: una lettura difficile.
Sono certa che anche per questo libro accadrà, come dice un aNobiiano che guida un gdl parallelo, che, perseverando nella lettura, la montagna diventerà una collina e la collina una pianura, che ci permetterà di assaporare in pieno questo capolavoro. Ma la prima tappa di lettura è stata per me piuttosto difficile e credo che il motivo principale sia che non sono più abituata alle letture impegnative. All'inizio, mi sforzavo di capire ogni singola frase, come si fa di solito quando si legge in una lingua straniera, che non si conosce ancora bene e, così facendo, mi perdevo nella complessità del particolare, senza riuscire a cogliere il senso più generale del discorso. Poi, ho cambiato modo di lettura, cercando un'idea guida da seguire in quel poco che leggevo ogni giorno: ma, in questo modo, perdevo concetti importanti, che poi venivano ripresi più avanti e questo mi costringeva a rileggere il capitolo. Penso che, almeno per me, sia adesso piuttosto importante non pretendere di capire tutto e, eventualmente, pensare ad una seconda lettura più avanti, ma proseguire cercando di mantenere un ritmo abbastanza costante di lettura.
E voi come siete messi? Siete riusciti tutti a procurarvi il libro? State ancora leggendo? - Cristina | Sep 6, 2009 Report abuse
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@Cristina:
Dici bene quando affermi di proseguire mantenendo un ritmo di lettura costante.
La complessità di Musil non ci consente di soffermarci ad ogni frase, potremmo venir "uccisi" da questa immane fatica.
Dopo aver terminato la lettura stabilita mi sono data ad altri titoli e ora sono pronta a riprendere dal paragrafo 20. - la vecchia strega | Sep 6, 2009 Report abuse
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io sono rimasta un pochino indietro, ma prenderò in considerazione i consigli elargiti da Cristina, in quanto come lei mi soffermo troppo con la voglia di capire tutto. Inoltre non ho, come credo molti di voi, la mente totalmente libera, per dedicarmi completamente a questo libro(lavoro, casa ect ect...). Quindi andare lentamente avanti, ragionare e riflettere ma proseguire....!
Tutti gli altri, a che punto sono?
Abbiamo già i primi abbandoni????? Noooooooo!!!!!!!!
buona domenica a tutti/e - Lisa | Sep 6, 2009 Report abuse
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E' vero Lisa, ci sono libri che si possono leggere mentre si fa il ragù .. o nella pausa caffè al lavoro .. questo proprio no: richiede un tempo e una concentrazione difficili da trovare nella vita di ogni giorno. Nella mia vita super caotica, mi piacerebbe riuscire a introdurre una qualche disciplina per dedicarmi alla lettura con una maggiore attenzione. Ho già fatto tanti tentativi, come mettere la sveglia alle 5 di mattino, come dicono che fanno "gli eruditi", ma già la seconda volta .. la mia tutt'altro che ferrea volontà crolla miseramente ..:(
Buona domenica a tutto il gruppo, anche da parte mia ^_^!
- Cristina | Sep 6, 2009 Report abuse
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Bene , la I tappa è andata! come già ho detto mi sono avvicinata a questo libro sapendo già che non era una passeggiata, per questo mi è piaciuta l'idea del gdl e questa suddivisione mi sembra accettabile per il momento!
Dopo Moosbrugger vediamo cosa viene dopo... - amy3000 | Sep 6, 2009 Report abuse
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Concordo perfettamente con Cristina quando dice che la montagna, a poco a poco, si trasformerà in pianura.
Il libro è denso, e come dice lvs, non ci si può soffermare ad ogni frase.
Io personalmente evidenzio una serie di "picchi", chiamiamoli così, che nella parte relativa alla prima settimana per me sono da considerarsi:
- il cap. 8 La Cacania, come già in altri post è stato discusso;
- il cap. 15 Rivoluzione intellettuale, che mi pare faccia una serie di considerazioni sul XIX e sul XX secolo di assoluta importanza, e sulle quali mi riprometto di tornare a riflettere;
il cap.18 Moosbrugger, una sorta di parabola che non mi pare fine a se stessa, se non altro per la frase se l'umanità fosse capace di fare un sogno collettivo, sognerebbe Moosbrugger.
C'è da rimuginare parecchio; il libro mi affascina molto e ho evidenziato varie parti. Se il lavoro me lo consentirà, le trascriverò come note a margine per ritrovarle più facilmente.
Buona domenica a tutti :) - swirlingclouds | Sep 6, 2009 Report abuse
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finito anch'io la prima "porzione". E' un concentrato di filosofia che non fa mai male ;) e non è per niente male.
Per il resto avete già detto tutto e in maniera molto più approfondita di quanto potrei mai fare. La parte migliore è stata Moosbrugger anche per me XD - willer86 | Sep 6, 2009 Report abuse
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@swirlin
Io sto adottando un metodo diverso, in pratica ho aperto un word su questo libro e attraverso il copia e incolla sto trasportando tutti i nostri interventi divisi in capitoli, così se un giorno vorrò rileggere il libro, o mettiamo caso un figlio dovrà/vorrà affrontare la lettura di musil, avrò come punto di riferimento direttamente questa discussione.....!
Beh, penso che sia un metodo come un altro, l'ho già adottato per un altro gruppo di lettura e non è poi così male.....!
:) - Lisa | Sep 6, 2009 Report abuse
- swirlingclouds | Sep 7, 2009 Report abuse
- amy3000 | Sep 7, 2009 Report abuse
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anch'io ho finito ieri sera..
ringrazi0 inanzitutto Cristina per la cortesia e precisione nel rispondermi, mi ha fatto venir voglia di rileggere quella parte ed in effetti azioni atrabiliari in quel contesto non lo capisco granchè, anche se potrebbe alludere ad un'altra caratteristica dell'uomo che ha il senso della possibilità ossia il rischio di farsi travolgere dalle emozioni interne anche violente (atrabiliari per irascibili) rimanendo indifferente agli accadimenti fuori da se' ossia alle possibilità collegate alla realtà.
A questo aspetto mi pare molto più vicino Walter rispetto ad Ulrich, cmq. tra i due è una bella gara.. e per ora rimane ancora molto da leggere per capire chi è l'uomo senza qualità di Musil.
Ho notato anch'io che la lettura a volte è difficile per il suo avvicinarsi quasi a concetti filosofici, mentre in altre parti è molto più scorrevole perchè cambia l'oggetto della narrazione, una storia, un dialogo o la descrizione di un paese : Moosbrugger, il dialogo finale tra Walter e la moglie e la Cacania sono tutte parti dove la lettura mi è volata..
Concordo cmq. con tutti voi sul metodo di lettura, d'altra parte non è un trattato di filosofia e va letto per quello che è, un romanzo, dove pure possono trovar posto concetti filosofici che mi pare Musil inserisca però con successive approssimazioni anche per non togliere vigore e suspence alla narrazione.
La finale lettera del padre apre adesso un nuovo interrogativo: come reagirà Ulrich? - bubujo | Sep 7, 2009 Report abuse
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Tutti i personaggi collegati ad Ulrich e alla sua storia - il padre, Clarisse, Walter e persino Moosbrugger- mi sembra che costituiscano la percezione oggettiva dell'uomo: gli spettatori che giudicano l'uomo Ulrich. Lo scrittore, invece, è l'uomo che giudica se stesso, è Ulrich, è la percezione soggettiva. La narrazione, il ponte che collega le due percezioni o che cerca comunque di farlo. Mi sembra di ricordare fosse anche l'intento della Recherche: collegare la vita interiore dell'uomo con il mondo che lo circonda. Io penso che un'opera così immensa segua un percorso dinamico fino alla fine, ma non è detto che sia lineare: cioè non è detto che tutto sia già pensato nelle prime pagine o che segua, con coerenza, un filo logico dall'inizio alla fine. Potrebbero esserci dei cambiamenti, anzi spero che ci saranno.. perché quello che si apprezza molto in un libro è, più di tutto, la sorpresa ..
- Cristina | Sep 7, 2009 Report abuse
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Per condividere, vi posto questa recensione spassosissima, trovata in un gruppo che si dedica a scovare recensioni impossibili di anobiani...
L'Uomo senza qualità
Campione indiscusso nella categoria "Libri Più Difficili e Pallosi della Storia della Letteratura Mitteleuropea". Due tomi, e se il primo è difficile (io gliel'ho fatta, ma ero giovane e non avevo una ceppa d'altro da fare), il secondo è pressochè insormontabile (si narra che Fiona Musil, madre di Robert, lo apostrofasse dicendogli "e che due immense palle, figlio mio", e lo cacciasse dalla cucina tirandogli dietro uno knodel). E infatti se leggete i commenti degli altri li trovate tutti circospetti a dire che è un libro "interessantissimo" che gli ha cambiato la vita, etc., ma nessuno che si azzardi a raccontare di che si tratta davvero, perchè in pochissimi siete davvero arrivati oltre pagina 200, razza di buciardi che non siete altro, e soprattutto in pochissimi ci siete arrivati in stato non catatonico. Fate come vi pare, ma la vita è una, ed è breve.
In effetti andando a leggersi le recensioni di questo libro su anobii (ma questa non c'è mi sa che è inventata...) tanti parlano di quanto fantastico è l'incipit e che libro fondamentale sia.. molti altri ammettono più modestamente di non averlo finito..
.. noi ci stiamo provando e chissa che non si riesca a smentire questo anonimo recensore! - bubujo | Sep 7, 2009 Report abuse
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In modo ironico e dissacrante, penso che questa recensione dica delle cose vere. LUSQ è uno dei libri più celebri, insieme alla Recherche, oggi meno letti, perché è una lettura difficile e impegnativa. Sarà anche molto difficile riuscire a portarci tutti fino alla fine .. Se guardate la discussione sulla lettura di gruppo della Recherche, ad un certo punto si è fermata, perché tutti hanno lasciato. Sul fatto di riuscire a commentare, poi, anche per quello di Proust, è difficilissimo, ma non perché uno non provi nemmeno a leggere, ma perché gli spunti sono tantissimi ed è facilissimo perdersi nella complessità di questi pensieri così profondi. Quelli più avvantaggiati, sono quelli che, come me, non hanno nessuna competenza di letteratura e non fanno parte del corpo accademico, come studenti e insegnanti, e possono osare di più :).. Questo sarebbe possibile farlo fin dai tempi della scuola, se la nostra fosse una scuola che cerca di tirare fuori quello che è dentro ad ognuno, invece di buttare dentro delle nozioni o cose che hanno detto altri.
Tornando al libro che stiamo leggendo, il mio suggerimento sarebbe quello, prima di tutto, di leggerlo, senza preoccuparsi troppo se non si riesce a scrivere un commento, ma di mantenere sempre un collegamento con gli altri che leggono, scrivendo anche semplicemente fino a dove si è arrivati: dopo un po' si arriva al punto che il commento esce spontaneamente da solo, non ci si deve mai demoralizzare per il fatto di non avere niente da dire .. Se poi la discussione diventasse un giorno animata e vivace, coinvolgendo tutti, allora saranno quelli che di solito commentano di più a tirarsi un pochino indietro .. - Cristina | Sep 7, 2009 Report abuse
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@Cristina:
Sei una vera risorsa del gruppo!
Non c'è che straquotarti per quello che affermi! - la vecchia strega | Sep 7, 2009 Report abuse
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@bubujo
avevo letto anche io la recensione su questo libro, riportata in quella discussione, ma dato si, che, su un altrogruppo è nata in merito un'altra discussione assai vivace sulla legalità di questo tipo di interventi ho preferito evitare....!
Comunque temo che qualcuno tra noi si sia già tirato indietro, non ho mai visto nenache un piccolo intervento. Allora mi ricollego ai saggi consigli di Cristina. Anzi aggiungo una mia piccola esperienza personale, in questa settimana è capitato una volta che mi sembrava di non aver niente da commentare, sui paragrafi letti, ma poi è bastato leggere intereventi vostri e mi è venuto spontaneo rispondere e quindi senza volerlo commentare ugualmente. Inoltre trovo che il gruppo di lettura sia utile per libri così difficili, proprio perchè dove mi sembra di non dover dire niente , dove non capisco , c'è qualcuno che può aiutarmi con i suoi personali interventi alla comprensione, per questo ho fiducia e speranza di poter terminare piano piano il libro, in quanto in questo modo mi sento supportata.
Non a caso ci definiamo gruppo....! - Lisa | Sep 7, 2009 Report abuse
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io ammetto di aver mollato la recherche XD
cmq qua ce la metterò tutta. - willer86 | Sep 7, 2009 Report abuse
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A me la recensione riportata da Bubujo ha fatto ridere :)).. E cose di questo tipo aiutano anche a non prendere sempre tutto eccessivamente sul serio .. ci deve sempre essere anche il piacere del gioco e dello scherzo. Mi ha un po' ricordato il commento di Fantozzi alla visione del film "La corazzata Potëmkin" ^_^'
- Cristina | Sep 7, 2009 Report abuse
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si condivido almeno per questa recensione volutamente ironica da parte di chi l'ha scritta, ma nell'altro gruppo non la pensano esattamente così....!
- Lisa | Sep 7, 2009 Report abuse
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Ho concluso questa prima tappa grazie alla pausa di fine settimana (nei giorni lavorativi, riesco solo a leggerne qualche pagina alla sera).
Devo dire che non mi riesce facile commentare, proprio perché è un libro denso e pieno di divagazioni (ho trovato molto interessante il paragrafo su Moosbrugger per le considerazioni sui giornali e sulla curiosità morbosa dei lettori che si scandalizzano ma poi sguazzano nei dettagli scabrosi).
Il gruppo mi aiuta perché i commenti e le osservazioni mi fanno cogliere aspetti che magari alla prima lettura non avevo notato; e poi sapere che non sono sola a leggere questo "mattonazzo" è una grande consolazione! - Nocciola | Sep 7, 2009 Report abuse
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troppo carino il post di bubujo, è vero serve sempre un pò di ironia!
e quindi via continuiamo con il mattonazzo... - amy3000 | Sep 8, 2009 Report abuse
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Stimolata dalla curiosità di questo post sui commenti stravaganti, mi sono iscritta a questo forum, in cui si discute sul comportamento più corretto da tenere su aNobii. Trovo questo tipo di discussione piuttosto interessante, perché in ogni comunità credo che occorra trovare un modo condiviso di relazione .. Per quanto mi riguarda, essendo piuttosto nuova su aNobii, credo di avere ancora tanto da imparare .. Come, ad esempio, non andare fuori tema come ho appena fatto :)))!
- Cristina | Sep 8, 2009 Report abuse
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@Cristina: di che forum si tratta? Anch'io a volte non so bene come comportarmi, non vorrei risultare invadente o altro...
Tornando a Musil, ieri sera ho cominciato la lettura dal cap. 20 in poi, non voglio anticiparvi nulla, ma a un certo punto c'è un'uscita di Ulrich durante il colloquio con il conte Stalburg che mi ha molto sorpreso. Tutto il loro incontro ed i retro pensieri di Ulrich in quella situazione li ho trovati godibilissimi.
Insomma anche la trama mi pare si stia espandendo in maniera interessante: sono a pag. 110 in piena "elite salottiera"... - bubujo | Sep 8, 2009 Report abuse
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Mi sembrava di averlo scoperto, guardando tra i tuoi gruppi per cercare dove avevi trovato quella recensione .. Comunque è questo http://www.anobii.com/groups/01f22ae8c47e899441/
Il capitolo 20 lo comincio stasera .. - Cristina | Sep 8, 2009 Report abuse
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sono d'accordo con bubujo: anche io ieri sera leggevo l'incontro tra Ulrich e il conte e mi sembrava quasi un dialogo tra sordi, anche con un pò di nonsense di sottofondo. Cosa che del resto capita un pò a tutti se ci si trova davanti a personaggi che sono - o si credono - così importanti da parlare senza ascolare in ritorno!
Io modestamente la Ricerca l'ho finita, piano piano, ma alla fine mi aveva così preso che il ritmo è pure aumentato.
Spero di ripetere l'esperienza, anche se un pò mi preoccupate! Ma almeno questa volta c'è lo stimolo del gruppo. - Laurataramelli | Sep 8, 2009 Report abuse
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*** This comment contains spoilers! ***
OT
ah si.. netiquette, speravo potesse aiutarmi ad usare un linguaggio condiviso nelle discussioni per esempio adesso sono fuori tema quindi ho inserito l'abbreviazione di Off Topic.
Torno a LUSQ per anticiparvi un personaggione che alla fine della settimana scorsa si era appena affacciato: Diotima, cui Musil dedica 11 pagine davvero notevoli.. ambiziosa e sognatrice come una Madame Bovary, questa donna gestisce il suo salotto con calcolata astuzia, ben consapevole dei suoi limiti intellettuali ma, meno consapevole, dell'abisso sociale e dello snobismo conservatore che la separa dall'unico ceto che conta nel paese di Cacania: la nobilità.
Molto sottile l'osservazione che Musil fa a proposito del Conte Leinsdorf che favorisce le ambizioni della suddetta:
Essa ignorava che Sua Signoria lo faceva anche perché gli sembrava poco dignitoso aprire il proprio palazzo a certe innovazioni delle quali è difficile conservare il controllo ..Torno alla lettura!
- bubujo | Sep 8, 2009 Report abuse
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Purtroppo non ho ancora potuto iniziare la lettura: spero di poter cominciare a breve e di recuperare le tappe!
;)
- Josephina | Sep 9, 2009 Report abuse
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Io invece l'ho iniziata la lettura... ma sono già rimasta indietro! :(
In ogni caso le mie prime impressioni sono molto positive... sì, ci sono molte digressioni a tratti faticose, ma stimolanti.
Sono molto incuriosita... - Buddyna | Sep 9, 2009 Report abuse
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commento da pag 117 a pag 138
...Se infatti nel corso del tempo le idee comuni e impersonali si rafforzano da sè e quelle eccezionali si perdono così che quasi ognuno, con la precisione di un congegno meccanico, diventa sempre più mediocre, questo spiega perchè, nonostante le mille possibilità che ci sarebbero offerte, l'uomo comune è appunto un uomo comune"Questa frase mi sembra racchiudere una sorta di "elogio alla mediocrità" che alla fine coinvolge un pò tutti i personaggi che fino ad ora abbiamo incontrato durante la lettura. Sembra che tutti siano accomunati dalla voglia di affrancarsi dalle vecchie stringhe culturali, "dai calcoli, dal materialismo, dal vuoto raziocinio dell'uomo civile moderno", ma in realtà come dimostra bene un personaggio come Diotima, incapaci di farlo in quanto, sempre più adeguati a quella ideologia, dimostrando di non essere in grado di elaborarne un'altra veramente valida, solida, "eccezionale" appunto, come dice Musil...!
Il sentimento intimo, legava gli esseri sopprimendo lo spazio, così come in sogno due esseri possono passare l'uno attraverso l'altro senza mescolarsi, e trasformava tutti i loro rapporti
Bah questa frase l'ho riportata semplicemente perchè mi ha colpita, tutto qui!!!!!! - Lisa | Sep 10, 2009 Report abuse
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@Buddyna@Josephina
Con calma piano piano riuscirete a recuperare, non siamo poi così avanti. Basta superare lo scoglio inziale, tutto procede un pochino più scorrevole. Almeno questa è la mia sensazione, forse perchè si entra nel vivo della storia, e poi mi piace come Musil si sofferma nella caratterizzazione dei personaggi....!
Inoltre abbiamo deciso che se man mano molta gente rimane indietro allora cambieremo il calendario per adeguarci alle nuove esigenze.
Benvenute :) - Lisa | Sep 10, 2009 Report abuse
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Io sto cercando di capire in cosa consiste l'Azione Parallela. Anche sul personaggio di Diotima, nutro qualche perplessità. Non riesco a mettere bene a fuoco il senso dell'ironia di Musil, meglio non so mai fino a che punto fa un discorso serio o un discorso ironico.. Il problema è che non so niente di Musil e del periodo letterario: in genere questo tipo di ignoranza rende il testo più interessante, perché tiene viva l'attesa, ma non aiuta la comprensione e può portare anche un po' fuori strada ..
- Cristina | Sep 10, 2009 Report abuse
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@Cristina
Anche io ho lo stesso problema, in quanto quel poco che ho studiato su questo autore, risale agli anni universitari e come tale, in gran parte dimenticato. Però non so per quale motivo preciso(seguo spesso il mio istinto), ho deciso che leggerò su Musil solo dopo aver terminato il libro, giusto per avere un quadro completo di tutto il contesto culturale intorno al quale ruota quest'opera. Quel poco che dovevo sapere me l'ha ricordato saggiamente La vecchia strega che ringrazio....! - Lisa | Sep 10, 2009 Report abuse
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Anche Calvino dice di fare così come fai tu .. di leggere il meno possibile su un libro e su un autore, affinché il libro riesca sempre a sorprenderci.
- Cristina | Sep 10, 2009 Report abuse
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@Lisa
la prima frase che hai riportato aveva colpito molto anche me durante la lettura.. non so se è una verità assoluta ma certo non si può negare che non tutti realizzano le potenzialità che hanno in sè, spesso pur essendo dotati per conformismo verso la società.
Quest'idea della società fatta di individui medi ciascuno con una propria funzione utile a raggiungere un certo grado di civilità e organizzazione mi pare di trovarla spesso nelle pagine di Musil..
per esempio è l'idea del conte Leinsdorf, e in un altro passo Musil mi pare paragonasse la riuscita di un'epoca pure in assenza di individui geniali a certe comunità di animali (insetti) dove ognuno ha un proprio ruolo preciso nell'organizzazione...
potrebbe essere una metafora dell'industrializzazione oppure della monarchia, in ogni caso ci sono un sacco di spunti interessanti.
Vorrei fare una domanda sulle vostre impressioni per confrontarmi: a voi Ulrich sembra davvero un uomo senza qualità? Si forse è un po' prematuro, ma io più vado avanti più mi convinco del contrario.. - bubujo | Sep 10, 2009 Report abuse
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Ulrich è l'uomo intelligente, con grandi qualità, che non sfrutta e, in un'età in cui, come dice il padre, avrebbe già dovuto trovare la sua strada, non ha ancora realizzato le sue potenzialità.. Sulle qualità di Ulrich io non avrei dubbi: la domanda che, invece, mi faccio è se lo scrittore pensa che la mancanza di qualità sia una percezione di Ulrich, che non ha stima di sé, perché non si sente realizzato o un giudizio della società contemporanea, che non prende in considerazione gli individui che non hanno una posizione di potere o di rilievo al suo interno .. Quello che mi sembra di aver notato è che tutti i personaggi che fanno da contorno hanno ancor meno qualità di Ulrich .. Il problema della mediocrità, oggi, non è più dibattuto .. Ma penso sia importante, perché cambia e ogni secolo ne dà una sua interpretazione, molto diversa. Credo che oggi venga, più o meno consapevolmente, apprezzata: la guerra, le battaglie sociali degli anni 70 e 80 hanno prodotto una grande stanchezza, molte persone hanno raggiunto un certo benessere e vogliono riposare, non sono interessate ad essere dei geni, perché è una strada faticosa, ma solo persone normali. Se qualcuno desidera il successo, preferisce la strada più veloce, che costa meno fatica, per cui anche questo successo rende quell'uomo inevitabilmente un mediocre.
- Cristina | Sep 10, 2009 Report abuse
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*** This comment contains spoilers! ***
@Cristina
molto interessante quello che scrivi..
in effetti Ulrich mi pare proprio un tipo che non cerca una strada facile e per quello forse nella sua esperienza passata ha abbandonato tutte le strade intraprese (militare, matematico etc.), ora si dedica a questa azione parallela sentendosi come un tappo di sughero posato lì dalla corrente, ma il suo pensiero va a più a Moosbrugger che all'imperatore da celebrare..
ne parla con il conte Stalburg rendendosi conto dell'inopportunità dell'argomento e poi con Bonadea facendole notare che mentre giudica insescusabile l'azione del condannato giustifica le proprie di fedifraga.
Ulrich è un bel rompicapo... - bubujo | Sep 10, 2009 Report abuse
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Ecco: Moosbrugger. Un altro rompicapo. Hai un'idea del perché di questo personaggio, cosa rappresenta per Ulrich e perché intercede per lui? Sono molto incerta se valutarlo sotto l'aspetto della morale, della filosofia, della giustizia o della politica.. Sento che è, naturalmente, in qualche modo importante, per capire il nostro personaggio .. ma non ne sono ancora venuta a capo ..
- Cristina | Sep 10, 2009 Report abuse
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OT
@Cristina
ti ho vicinizzato..
@Lisa
ho lasciato un messaggio in bacheca a verme diviscio... dice che si dedicherà a LUSQ nel week end perché in questi giorni ha troppi impegni lavorativi...
cmq anche a me mancano quasi 50 pagine per arrivare alla "tappa" e in questi giorni non so se troverò il tempo, quindi confido anch'io nel week end... - bubujo | Sep 10, 2009 Report abuse
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Grazie, ricambio ^_^ Il tuo occhio vigile mi ricorderà di stare in pari :-)!
- Cristina | Sep 10, 2009 Report abuse
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grazie io non l'ho fatto perchè temo di diventare invadente.....!
Oggi purtoppo non sono riuscita a leggere molto in quanto i vicini di casa stanno facendo lavori e quindi trapani, martelli seghe a tutto andare non mi permettono di concentrami, peccato perchè in questi giorni sto leggendo delle pagine davvero interessanti.....!
UFF UFF - Lisa | Sep 10, 2009 Report abuse
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mi sento già in ansia perchè non leggo ancora un rigo della seconda tappa! non mi posso permettere di rimanere indietro...
- amy3000 | Sep 11, 2009 Report abuse
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@Cristina
Ulrich è l'uomo intelligente, con grandi qualità, che non sfrutta e, in un'età in cui, come dice il padre, avrebbe già dovuto trovare la sua strada, non ha ancora realizzato le sue potenzialità.. Sulle qualità di Ulrich io non avrei dubbi: la domanda che, invece, mi faccio è se lo scrittore pensa che la mancanza di qualità sia una percezione di Ulrich....
Condivido pienamente le tue impressioni su questo personaggio, anche io comincio man man a rivalutarlo, perchè in realtà stiamo scoprendo in lui qualcosa che va ben oltre la semplice, mancanza di qualità e come te anche io comincio a domandarmi, dove l'autore voglia farci arrivare, con le sue riflessioni.....?!?!
Ma non si può rispondere immediatamente non abbiamo ancora abbastanza elementi per una comprensione totale di un personaggio che si sta rivelando ai nostri occhi quanto mai complesso, anzi devo dire che la mia sensazione è che più vado avanti con la lettura e più sorgono dubbi. Ogni volta che credo di aver trovato una risposta, in realtà non è altro che una nuova domanda. Anche a voi succede la stessa cosa? - Lisa | Sep 11, 2009 Report abuse
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devo ancora iniziare la tranche settimanale perché in questi giorni ho avuto ospiti a casa che hanno assorbito tutto il mio tempo... conto su oggi e domani per riacciuffarvi!! :)
- swirlingclouds | Sep 11, 2009 Report abuse
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Volevo chiedere al gruppo di pronunciarsi sul metodo di discussione. E' la mia prima esperienza di lettura di gruppo, in contemporanea con altre che ho scelto proprio perché permettevano di scrivere commenti anche in lettura e non solo il fine settimana. Mi sono però accorta che questo metodo, per questo tipo di lettura così impegnativo, potrebbe creare problemi a qualcuno (anche di ansia, come dice Amy), perché non è che si possa leggere una pagina e basta, come si fa per altri libri, e scrivere un commento. Per me va bene continuare così, ma se la maggioranza (finora abbastanza silenziosa) sentisse il bisogno di cambiare metodo e se Lisa, come ideatrice, fosse d'accordo, penso che si potrebbe anche cambiare metodo, concentrandoci sulla lettura dal lunedì al venerdì e riservando i commenti con calma per il fine settimana ..
- Cristina | Sep 11, 2009 Report abuse
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Nei pochi gruppi di lettura cui ho partecipato finora si è commentato nei weekend, restando piuttosto silenti durante la settimana se non per code di discussioni riguardanti la tranche precedente.
E' vero che LUSQ è una lettura impegnativa e difficile da gestire - io per esempio sono leggermente in ansia per tutte le pagine che dovrò leggere per mantenermi in tabella di marcia; sulla domanda posta da Cristina a proposito del metodo, io sono disponibile sia a mantenere questo che a limitare i commenti nel fine settimana. Mi adeguo senza problemi alle decisioni della maggioranza! - swirlingclouds | Sep 11, 2009 Report abuse
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Riporto qui la lista dei partecipanti, così facciamo anche un rapido sondaggio per verificare se ci siamo ancora tutti. Di fianco metto Si per quelli che sono d'accordo per continuare con questo metodo e No per quelli che preferiscono cambiare:
1)Laurataramelli
2)Lisa
3)Wiler86
4)Lavecchiastrega
5)Marcopolo
6)Cristina (Si)
7)Unanessunacentomila
8)Buddyna
9)Emi
10)Gala
11)Giulia
12) swirlingclouds (Si)
13)Amy3000
14)Cricri - Cristina | Sep 11, 2009 Report abuse
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Mi accodo a swirlingclouds: mi adeguo a quello che decide la maggioranza. Agli altri gruppi a cui ho partecipato anche io aspettavo la "data di scadenza" (neanche fosse un formaggio!) e per questo mano a mano che mi veniva in mente qualche cosa me lo appuntavo da una parte per poi metterlo in un unico commento tutto insieme. Se però vogliamo continuare che ognuno mette giù quello che pensa durante la lettura mi va benissimo uguale!
- Laurataramelli | Sep 11, 2009 Report abuse
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Grazie Laurataramelli, in un gruppo anche il confronto sul metodo ed una sua eventuale flessibilità per adeguarsi il più possibile alle esigenze di tutti è importante ..
- Cristina | Sep 11, 2009 Report abuse
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Non ho ancora iniziato i compiti per la settimana, causa impegni pressanti, ma spero di recuperare.
Il metodo di discussione adottato finora mi pare che sia buono perchè flessibile e perchè in un certo senso dà più ritmo. Tuttavia se la maggioranza ritiene di cambiarlo, accetterò il cambiamento di passo e mi adeguerò senza problemi.
:-) - la vecchia strega | Sep 11, 2009 Report abuse
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io sono favorevole a mantenere questo metodo in quanto, proprio a causa di una lettura densa mi trovo bene a scrivere di getto le mie impressioni, se dovvessi appuntarle per poi scrivere alla fine della settimana (quando il formaggio è scaduto :), mi perderei le sensazioni inziali. Comunque anche io mi rimetto alla maggioranza.
Inoltre anche io avevo rinnovato appello per capire quanti siamo rimasti effettivamente a proseguire questa lettura....!Giusto per farci un'idea più precisa, anche pèr comprendere meglio come procedere, dal momento che vedo molti di voi indietro(chi per un motivo chi per un altro), in tal caso si può decidere anche di bloccarci con la lettura per una settimana e riprendere quando tutti gli effettivi partecipanti sono tornati in paro, o quasi.
Quindi rinnovo appello dei partecipanti e prego indicare a che punto preciso sono nella lettura. Io sono a paragrafo 38 pag 157 quindi in linea con il calendario.
AVANTI IL PROSSIMO - Lisa | Sep 11, 2009 Report abuse
- Cristina | Sep 11, 2009 Report abuse
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Una grande cugina (dal capitolo 20 al capitolo 30)
Su indicazione del padre, Ulrich entra in rapporti con una cugina, che aveva sposato un importante funzionario del Ministero degli Esteri e prende così contatti con un progetto chiamato Azione Parallela, di cui non si capiscono però ancora bene le finalità: sembra quasi che la mancanza di qualità sia una caratteristica non soltanto dell’uomo, ma anche dei suoi progetti. Il vero nome della cugina è Ermelinda, ma Ulrich la chiama Diotima, in onore alla creazione letteraria di Platone, maestra dell’eros. Il matrimonio tra Ermelinda e il capodivisione naufraga abbastanza presto come rapporto fisico e questo spinge la donna a seguire un ideale più platonico di amore e di bellezza, che la porta a fondare un salotto intellettuale e aristocratico, sempre però secondo concetti personalissimi e, oserei dire, opportunistici di intellettualità e di aristocrazia. In questo libro entrano, ogni tanto, nella vicenda, alcuni elementi classicheggianti, come il palazzotto, Bonadea, Diotima: vago accenno forse al mondo delle idee come parte lontana dalla realtà e dalla sua concretezza.
- Cristina | Sep 11, 2009 Report abuse
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Cristina non ti preuccupare per la mia ansia, mi verrebbe anche con l'altro metodo di discussione!
A parte gli scherzi con questo metodo non mi sto trovando male. Per me si potrebbe continuare così, ovviamente mi adeguo alla maggioranza, sono democratica..
ciao a tutti amy - amy3000 | Sep 12, 2009 Report abuse
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Allora va bene :-) proseguiamo .. con qualche informazione dal web sulla *Azione Parallela*
L'Azione Parallela è la progettata campagna di festeggiamenti per il 70° anniversario dell'ascesa al trono del Kaiser Francesco Giuseppe, anniversario che cadrà il 2 dicembre 1918. (E' detta 'parallela' perché dovrà svolgersi contemporaneamente ai festeggiamenti per i 30 anni di regno dell'imperatore Guglielmo II di Germania). Il Comitato sarà composto da aristocratici, alti dignitari, filosofi, scienziati, capitani d'industria, e dovrà vagliare tutte le proposte in merito alle iniziative da adottare per celebrare degnamente il grande evento.
- Cristina | Sep 12, 2009 Report abuse
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Ho trovato anche qualche informazione sul nome di Cacania, che nella lingua originale è Kakanien e le due K stanno per kaiserlich und königlich, cioè imperiale e reale; ma il significato scherzoso del nome è dato da kaka, la parola con cui i bambini in Germania chiamano le feci. Questo accentua l'ironia con cui lo scrittore descrive questo paese, che sarebbe l'impero austro ungarico la cui fine è imminente.
- Cristina | Sep 12, 2009 Report abuse
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Scusate, ho fatto un errore di traduzione: "kaka è la parola infantile in tedesco di .."
- Cristina | Sep 12, 2009 Report abuse
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Per la Cacania si genera un analogo gioco di parole come per il Ministero della Cultura Popolare, il Minculpop, cosiddetto dagli Italiani del Ventennio.
E' strano come delle parole, apparentemente neutre, si carichino di effetti semantici così derisorî.
Sono arrivata alle pagine in cui viene descritta Diotima e il suo mondo e ho ritrovato le vostre riflessioni.
Ce la farò a terminare entro domani!
Spero... - la vecchia strega | Sep 12, 2009 Report abuse
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Penso che per quanto riguarda Cacania l'effetto fosse voluto. Anch'io conto di finire domani i capitoli che mi mancano..A presto e buona serata a tutti ^_^!
- Cristina | Sep 13, 2009 Report abuse
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Io vi ho quasi raggiunti con una full immersion... mi mancano due capitoli e ho completato la tranche.
A domani, e a tutti buon sabato sera! :) - swirlingclouds | Sep 13, 2009 Report abuse
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Il fallimento dell'azione (dal capitolo 31 al capitolo 35)
Nei capitoli che ho letto questa mattina, si intuisce un po' meglio quello che lo scrittore vuole dire con la vicenda di Moosbrugger. L'idea di giustizia, che abbiamo tutti, condannerebbe certamente uno che ha ucciso un innocente. Ma se consideriamo che la conseguenza della nostra condanna implica un'azione così orribile come mettere materialmente il cappio al collo di una persona e tutto il resto, si capisce bene come allora la volontà, cioè il passaggio dall'idea all'azione, possa vacillare. In questi capitoli, ci sono altri episodi che descrivono la mancanza di collegamento tra l'idea e l'azione. Uno è quello dell'abbandono di Bonadea: il loro amore è un'idea, ma nel momento in cui si concretizza, l'idea perde peso e sfuma. Un altro passaggio abbastanza importante, per chiarire la personalità di Ulrich, è quando descrive il passaggio dalla giovinezza, con le sue idee confuse, ma idee, alla maturità, troppo repentino per pensare che le vicende in cui si viene invischiati, come dalla carta moschicida, possano essere la realizzazione delle idee della giovinezza e non invece un insieme di casualità che poco o niente hanno a che fare con esse.
- Cristina | Sep 13, 2009 Report abuse
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Mi sembra di capire che uno dei grossi cardini su cui poggia la parte che abbiamo letto questa settimana sia l’Azione Parallela, ma devo ammettere che quello che più mi ha colpito sono certe riflessioni, condensate in capitoli particolari, e la galleria di personaggi che si va facendo via via più definita, più chiara ed evidente nelle sue caratteristiche.
Ad esempio, il capitolo 25, “Le sofferenze di un’anima coniugata”, in cui molto apprendiamo su Diotima e sul suo matrimonio con il capodivisione Tuzzi.
Continua a incuriosirmi il ruolo di Moosbrugger, che in certi passaggi mi pare si possa quasi identificare – in alcuni aspetti – con Ulrich; mi ha colpito la frase alla fine del capitolo 30 “Ulrich ode le voci”: A me sembra – conclude il presidente accentuando le parole – che lei trovi sempre il modo di scaricar le colpe sugli altri!
Anche Clarisse e il suo rapporto col marito Walter mi sembrano ben messi a fuoco dall’autore, un rapporto completamente diverso da quello tra Diotima e Tuzzi. Un rapporto forse più tempestoso, ma sicuramente più moderno ed attuale.
Nel complesso due cose di quest’opera continuano a colpirmi: la sua modernità di tematiche e riflessioni, e la sua profondità. Sono davvero rari i capitoli in cui c’è poco da evidenziare, sottolineare, ragionare. - swirlingclouds | Sep 13, 2009 Report abuse
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Anche io volevo cercare informazioni sull'Azione parallela perchè non avevo ben capito a cosa si riferisse! Grazie quindi per la delucidazione.
La cacania invece era spiegata in una nota a piè di pagina della mia edizione; da voi no?
Oltretutto ho visto che nella mia edizione “Bonadea ha una visione” è in effetti il paragrafo 63. Qualcuno mi sa dire cosa viene prima? - Laurataramelli | Sep 13, 2009 Report abuse
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@laurataramelli
anche io ho notato ieri sera che il capitolo "Bonadea ha una visione" è in realtà il 63.
Nella mia edizione Einaudi il 62 si intitola "Anche la terra, ma specialmente Ulrich, s'inchina all'utopia del saggismo".
Penso si sia trattato solo di un errore di digitazione della cifra durante la stesura del segnalibro. - swirlingclouds | Sep 13, 2009 Report abuse
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Confermo. "Bonadea ha una visione" nell'edizione Einaudi è il capitolo 63.
- Cristina | Sep 13, 2009 Report abuse
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anche a me risulta così, forse ho sbagliato a riportare il titolo mentre lavoravo alla divisione. Comunque per sicurezza, indipendentemente dai titoli, seguiamo sempre il numero paragrafo, non si sa mai che mi sia confusa anche più in là.....!
Siete riusciti tutti a mettervi in paro, o quasi?
A me mancano poche pagine e temo di doverle terminare domani, oggi finalmente ho sitemato tutta la mia nuova libreria. Ieeeeeeee...!!!!!!!!!!!!
Ehm scusate l'entusiasmo fuori luogo, ma non ne potevo più di vedere libri incolonnati a terra dietro le porte.....!
ciao e buona domenica - Lisa | Sep 13, 2009 Report abuse
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Riuscire ad avere una libreria ordinata è il sogno di tutti, ma praticamente impossibile. Anch'io sono molto contenta quando metto in ordine i libri e magari butto via qualcosa che non mi interessa più! Una felicità però che dura poco, perché dopo pochi mesi sono nella situazione di prima..
- Cristina | Sep 13, 2009 Report abuse
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Sono arrivata al capitolo 41, come da programma. In quest'ultima parte, dal capitolo 36 al capitolo 41, ho trovato molto divertente il fatto che nemmeno il conte Leinsdorf, principale promotore dell'Azione Parallela, sapesse bene in che cosa sarebbe consistita, però trovava che non fosse poca cosa che l'unica certezza fosse una lista di nomi che avevano dato la loro disponibilità. Sosteneva, infatti, che prima si dovettero inventare il coltello e la forchetta, e poi l'umanità imparò a mangiare correttamente.
Un punto abbastanza interessante, per capire la personalità di Ulrich, è quando il nostro protagonista sente che nella sua vita le cose si erano svolte come se fossero tutte legate l'una all'altra e non a lui.
Mi è piaciuto, poi, quando Clarisse spiega il sentimento che la lega a Ulrich: dice che non è amore, ma "si sentiva accesa da lui come una lampada".
Infine il personaggio di Rachel mi sembra abbia un suo significato: forse il popolo, pronto a venerare il primo che capita, senza fare troppi ragionamenti. - Cristina | Sep 14, 2009 Report abuse
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Continuo a pensare come voi che ogni capitolo meriterebbe un commento! mi soffermo sul cap. 40:
che cos'è lo spirito del mondo?
se si riuscisse a conoscere qualcosa di più la parola spirito resterebbe di un silenzio angoscioso.Cristina anch'io trovo divertente la descrizione dell'Azione Parallela: nessuno sa cosa sia!
- amy3000 | Sep 14, 2009 Report abuse
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Finito la seconda tappa.
Trovo interessante il passaggio da descrizioni molto interiori, intime, personali, agli scenari sociali, "di classe".
Mi sono piaciute le considerazioni sulla disumanità (in qualche modo "ovvia") dei funzionari di polizia. - Nocciola | Sep 14, 2009 Report abuse
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A me di questa seconda tappa è piacita la descrizione della vita di Rachel e del suo rapporto con la padrona: in tutto questo parlare di progetti roboanti una piccola figura come quella della cameriera ebrea è piaciuta moltissimo.
Sarò un pò brechtiana, ma mi piacciono le figure "collaterali" che alla fine sono quelle che fanno la storia ... - Laurataramelli | Sep 14, 2009 Report abuse
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Alcune riflessioni sui primi quarantun capitoli.
Alla fine di queste due prime tappe di lettura, che comprendono quarantun capitoli, abbiamo ormai capito tutti che il nostro protagonista ha delle qualità, ma non riesce a realizzarle. E’ stato detto che questo è il romanzo della mancanza di volontà. Se per mancanza di volontà si intende non riuscire ad andare oltre la rappresentazione delle idee e concretizzarle è vero, ma se si intende la pigrizia, tipo quella di un altro personaggio letterario come Oblomov, penso che Ulrich sia diverso, perché almeno lui fa dei tentativi, almeno per quanto riguarda questa parte. Alcuni di noi hanno vissuto abbastanza tempo nel secolo scorso per assistere al progressivo crollo delle idee, cioè delle ideologie, e questo perché, come sappiamo, la grossa novità del novecento è stata che, per la prima volta, una guerra, quella mondiale, è finita senza vinti né vincitori. Dopo l’ultimo atto, il crollo del muro di Berlino, nessuno però è riuscito a mettere a fuoco un sistema alternativo e, nell’attesa, anche le nostre idee rimangono tutte campate in aria, senza trovare una loro realizzazione pratica. L'unica azione possibile contro il male che affligge la società, sembra essere quella suggerita da Camus in "La peste": cercare di non essere contagiati.
- Cristina | Sep 14, 2009 Report abuse
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finito anch'io grazie al week end..
Non so se ho oltrepassato la tappa, ma il modo rocambolesco in cui Ulrich viene portato al cospetto del Conte Leinsdorf per divenire il segretario dell'azione parallela, con disappunto di Diotima che ha messo gli occhi sul magnate ebreo - prussiano (di cui non ricordo il nome..) mi sembra un'altra prova della sotterranea vena ironica di Musil.
Per non parlare dell'epiteto imperatore della pace scelto per celebrare Francesco Giuseppe, quando a breve scoppierà la prima guerra mondiale.
Ha davvero tante chiavi di lettura questo libro! - bubujo | Sep 14, 2009 Report abuse
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Eh, si sembra proprio che questo epiteto di Francesco Giuseppe porterà male .. al mondo e al successo dell'Azione Parallela ..
Sulla camerierina ebrea, invece, nutro qualche perplessità, come figura in qualche modo "attiva" nella storia .. ma andiamo avanti e vedremo .. - Cristina | Sep 14, 2009 Report abuse
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In un Gruppo Parallelo (scrivo apposta con le lettere maiuscole, per richiamare l'Azione Parallela del nostro libro :-)!) .. uno che mi sembra abbastanza esperto di dinamiche di gruppo, suggerisce un metodo di commento che mi sembra abbastanza buono: inserire il proprio commento senza leggere quello degli altri, da cui si potrebbe venire disincentivati a dire la propria opinione, facendo quindi perdere al gruppo la ricchezza della novità di ciascuno; poi di leggere, in un secondo momento, tutta la discussione e fare un secondo intervento, che risponda a quello degli altri.
- Cristina | Sep 14, 2009 Report abuse
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Mi sembra che la discussione prosegua bene anche in questo modo, a me personalmente non dispiace e mi aiuta a comprendere meglio i passaggi. Ma essendo in un paese democratico, mi rimetto al parere di tutti i partecipanti...!
- Lisa | Sep 15, 2009 Report abuse
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Direi che su questo punto, però, non occorre decidere niente, ognuno fa quello che vuole: era solo un indicazione, da tenere presente per quelli che magari non trovano niente da dire, perché hanno l'impressione che sia già stato detto tutto. Ma il bello di queste discussioni è la libertà di partecipare come ognuno vuole e si sente. Oggi non ho letto nulla, perché sono andata un po' avanti con un altro libro. Nei prossimi giorni comincerò la terza tappa di lettura e vediamo quali sorprese ci riserva. A presto!
- Cristina | Sep 15, 2009 Report abuse
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purtroppo, come immaginavo, il lavoro non mi sta lasciando un momento libero per l'attività nel reading group, e sarà così almeno fino alla fine di novembre. :-(
in compenso, poiché passo molto tempo in treno, aereo e hotel varii, sto leggendo molto più velocemente del previsto, e sono intorno a pag. 500 del primo volume!
anche se non posso commentare in maniera dettagliata, non vedevo l'ora di aprire anobii per dire semplicemente che sto trovando questo libro divertentissimo! non so voi, ma io non vedo l'ora di avere un attimo per leggerlo, ho la sensazione ogni volta che mi sia concesso il privilegio di indossare gli occhiali magici di una persona di straordinario acume, e di guardarvi la vita attraverso.
e mi chiedo, come sempre davanti ai grandi libri: «ma come ho fatto finora a vivere senza aver letto "l'uomo senza qualità??» - gala | Sep 15, 2009 Report abuse
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Io al contrario sono già indietro di una ventina di pagine.. spero di riuscire a mettermi alla pari questa settimana! grazie per i commenti (che continuo a leggere, anche se non rispondo) e buon proseguimento..!
- Giulia | Sep 15, 2009 Report abuse
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Io al contrario sono già indietro di una ventina di pagine.. spero di riuscire a mettermi alla pari questa settimana! grazie per i commenti (che continuo a leggere, anche se non rispondo) e buon proseguimento..!
- Giulia | Sep 15, 2009 Report abuse
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Gala, complimenti per essere riuscita a leggere così tanto e poi in treno. Io non riuscirei, per me è un libro un po' difficile e ho bisogno di concentrazione.
Giulia, non preoccuparti: l'importante è continuare a leggere .. poi, come ha detto Lisa, se ci saranno altre persone rimaste indietro, penso che non sarà un problema fare una sosta. - Cristina | Sep 15, 2009 Report abuse
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Devo fare un'altra piccola correzione ad un post precedente, dove avevo detto che il vero nome di Diotima era Ermelinda. In realtà anche questo era un nomignolo, il vero nome era Hermine, come la madre dello scrittore.
- Cristina | Sep 15, 2009 Report abuse
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Ho notato anch eio i 1000 nomi di Diotima; personalità composita ...
- Laurataramelli | Sep 15, 2009 Report abuse
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Una discussione a parte meriterebbe anche l'eros: se avete notato, viene sempre sublimato in qualcosa d'altro: come la musica, per Clarisse e Walter, un progetto politico per Diotima .. e privato anch'esso dell'azione. Anche della prima amante Leona, si descrive, in modo un po' grottesco, la pigrizia fisica del suo corpo nel rispondere agli impulsi amorosi.
- Cristina | Sep 15, 2009 Report abuse
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Bubujo, un po' di ragione però a chiamare Francesco Giuseppe imperatore di pace, quelli dell'Azione Parallela ce l'avevano. E' stato, come sappiamo, quello che, firmando l'atto di guerra alla Serbia, ha dato il via alla guerra mondiale: in realtà, Francesco Giuseppe era piuttosto restio a firmare l'atto di guerra, ma non ebbe scelta, a causa delle forti pressioni dell'esercito e della diplomazia, che sostenevano la necessità dell'intervento.
Il vecchio imperatore firmò, ammonendo i presenti con la celebre frase:
« La guerra ! Lor signori non sanno cos'è la guerra ! Io lo so ... da Solferino. »
e lasciò la conduzione del conflitto ai militari, rifiutandosi di intervenire nella decisione delle strategie belliche.
Anche la sua idea di pace, dunque, non riuscì a realizzarsi e nella data prevista per i festeggiamenti era già morto e la guerra già scoppiata da un bel pezzo. - Cristina | Sep 15, 2009 Report abuse
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@cristina
grazie per l'inquadramento storico quanto mai accurato e, nel mio caso, utile visto che in effetti ho ricordi scolastici abbastanza vaghi..
quindi l'imperatore morì prima dell'anniversario fatidico?
Tutto questo animarsi dell'azione parallela così cauta, così previdente dall'essere partita anni prima dell'evento non centrò l'obiettivo per premorienza del "bersaglio"... non lo trovate assurdo? - bubujo | Sep 15, 2009 Report abuse
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Francesco Giuseppe non compì 70 anni di regno, perché morì 2 anni prima. Considerato che la nostra vicenda si svolge nella Vienna del 1913 e i 70 di regno sarebbero stati festeggiati cinque anni dopo .. mi sembra che questo progetto non fosse molto lungimirante .. visto che a quel tempo l'imperatore aveva più di 80 anni. Credo che tutto questo serva per rendere ancora più ridicolo e votato al fallimento il progetto ..
- Cristina | Sep 15, 2009 Report abuse
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Credo anche io che Musil abbia voluto giocare con questo e l'immagine di Gala è veramente calzante il privilegio di indossare gli occhiali magici di una persona di straordinario acume, e di guardarvi la vita attraverso.
- la vecchia strega | Sep 15, 2009 Report abuse
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C'è un altro particolare che mi era sfuggito, ma che definisce abbastanza bene almeno le intenzioni di questo progetto: l'Austria nel 1918 avrà avuto praticamente 70 anni di pace continua, per cui questa Azione Parallela è progettata per essere una Friedensaktion (Azione di Pace). In questo conteggio non vengono evidentemente prese in considerazione le imprese militari dell'esercito austriaco all'estero, ma solo la situazione interna.
Volevo anche condividere con voi una seconda impressione che mi ha fatto questo romanzo: all'inizio, mi sembrava una storia molto lontana ed estranea, ma man mano che ci si addentra, con una maggior precisione, nella vita dei personaggi e nei particolari della vicenda, sento che lo scrittore ci rende agevole entrare nella dimensione del suo racconto. - Cristina | Sep 15, 2009 Report abuse
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due frasi mi hanno particolarmente colpita:
pargr 46:
"Un mezzo, che uccide l'anima, ma poi ne fa tante piccole scatole di conserva per il pubblico consumo, è sempre quello di mescolarla con la ragione, con le convinzioni e con l'azione pratica.....Allora....se lo tormentano crisi di fede come accade talvolta in gioventù, passa tosto alle persecuzioni degli infedeli; se è l'amore che lo tortura, lo trasforma in un matrimonio. Vale a dire riempie i molti momenti della sua giornata....non con la condizione ideale ma con l'attività necessaria per la sua condizione ideale, cioè con i molti mezzi ostacoli e incidenti, che gli danno certissima garanzia di non conseguirlo mai"
Cosa ne pensate voi? concordate? Io ci devo ragionare, qualcosa mi sfugge....!
pargr 48
"Infatti anche la bellezza di una persona non consiste in un qualcosa di singolo e di dimostrabile, ma in quel magico insieme che si giova persino di piccole bruttezze...."; "le azioni sono in grado di nobilitare tutto ciò che essa fa...Dunque la piccola gente può ben essere fatta delle proprie virtù e difetti, ma è il grande uomo che conferisce alle proprie qualità il loro alto grado"Andando avanti nella lettura devo dire che un aspetto a cui mi sto molto legando è la minuziosa descrizione che Musil fa di molti personaggi che man mano incontriamo nella lettura. Siano essi importanti o meno, ma a tutti dedica grande attenzione, ci fa soffermare nella loro vita privata, gli piace farci entrare negli aspetti più intimi di ognuno. Insomma questo romanzo si sta rivelando come un grande macrocosmo che contiene in se tanti piccoli microcosmi intersecantesi l'uno con l'atro. Meraviglioso.....!
- Lisa | Sep 17, 2009 Report abuse
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Con la prima fase che hai citato, direi che siamo ancora nella dimensione del platonismo, secondo cui solo l'anima, il mondo delle idee, ha importanza e tutto il resto è materia, che imprigiona l'anima, l'ostacola e da cui ci si deve, in qualche modo, liberare. Una posizione, questa, che conduce all'individualismo o al misticismo. Si dice che poi, successivamente, nel novecento, dopo tutta la grande sofferenza causata dalla pandemia influenzale detta "spagnola", che uccise cinquanta milioni di persone tra il 1918 e il 1919, le simpatie per il platonismo si affievolirono: ci si vergognò quasi di stare costantemente ripiegati su se stessi e su questa operazione di catarsi dalle insidie della materia e della azione.
- Cristina | Sep 17, 2009 Report abuse
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@Cristina grazie....
Certo però, fa un pò sorridere questa idea di una elevazione dell'anima contro tutto ciò che è materiale, applicata ad aristocratici che poi si crogiolano nel lusso, e curano molto se stessi, come più volte l'autore ci ha fatto notare. Ma di questo non mi stupisco poi più di tanto se penso comunque che simili dottrrine(platonismo e sopratutto il neoplatonismo), nacquero e si diffusero propio tra le corti, come testimoniano scritti e opere d'arte del tardo Rinascimento.Insomma ironico e paradossale insieme, e Musil ci ha dimostrato già la sua vena ironica, al punto tale che spesso faccio difficoltà a interpretare certi passaggi, proprio per le loro molteplici chiavi di lettura.....!
- Lisa | Sep 17, 2009 Report abuse
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Ci sono le cosiddette correnti di pensiero, dalle quali siamo influenzati, ma poi c'è la via personale che ognuno sceglie per condurre la propria vita: basta guardare in quanti modi diversi tra loro viene vissuta anche la fede.
Questo libro è molto interessante perché - e non credo di anticipare niente, perché le vicende editoriali sono ben note - ha tante possibili conclusioni: quella che era in testa allo scrittore e non sapremo mai, quella che ha voluto la moglie, con l'aggiunta dei manoscritti e, infine, quella che daremo noi, perché, come credo di aver già detto qui, è giusto quello che dice Borges che, alla fine, il libro è anche del lettore. Leggendo, io ho già cominciato a pensare a questo .. - Cristina | Sep 17, 2009 Report abuse
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E che ne dite della gelosia? Il comportamento del sovrintendente Tuzzi, per quanto sublimato, mi ha fatto veramente sorridere!
- Laurataramelli | Sep 17, 2009 Report abuse
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Paragrafo 54
Non so voi ma ho trovato questo paragrafo veramente interessante in quanto dal colloquio tra Ulrich, Walter e Clarissa, sembra emergere proprio quello che è lo spirito del tempo....! Un'epoca, come dice il nostro stesso protagonista, di transizione,di contraddizione tra materialismo e la vittoria dell'anima. Colloquio che si conclude con una frase quanto mai esemplificativa:
"E allora -ribattè Walter con acredine- dovremmo rinuciare a cercare un senso nella vita?
Ulrich domandò perchè mai gli occorresse un senso. Secondo lui poteva andare anche così.
E poi mi ha colpito notevolmente il passaggio immediatamente successivo, nel quale Ulrich espone la "teoria del tirare a campare" che non so ma sembra quasi la teoria che il protagonista applica su se stesso. Egli sostiene che:"quello che occorre nella vita è la persuasione che le nostre faccende van meglio di quelle del vicino......Voglio dire....tutto ciò che da ad un uomo la sicurezza di non essere assolutamente niente di straordinario, ma che nel suo modo di non essere niente di straordinario, egli può essere difficilmente uguagliato!Bello anche il paragrafo dedicato alla figura di Soliman, che credo non vada sottovalutata, in quanto sbirciando più in là nei paragrafi, ho visto compare altre volte.
- Lisa | Sep 18, 2009 Report abuse
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Arnheim un uomo di grande formato (dal capitolo 42 al capitolo 56)
I capitoli che abbiamo letto questa settimana sono dominati dalla personalità di Arnheim, un prussiano, molto versatile, i cui interessi spaziano dall’arte alla filosofia, dalla scienza alla morale, dalla religione alla politica e a tutto o quasi lo scibile umano. E’ divertente perché lo scrittore nota che mentre in altri questa versatilità porterebbe alla mancanza di praticità, Arnheim era invece anche un uomo pragmatico in quanto una volta all’anno si ritirava in campagna a scrivere dei saggi. Come se questa fosse una chissà quale utile attività:-) Arnheim ha molto successo con le due donne Diotima e Rachel e nel gruppo dell’Azione Parallela e questo suscita l’invidia e la gelosia di Ulrich e del capodivisione Tuzzi, che decide di prendere informazioni su di lui al fine di scoprirne le debolezze. Mi ha fatto ridere quando si dice che Tuzzi aveva letto solo la Bibbia, Omero e Rosegger e se ne gloriava perché così evitava la dispersione. Godibili sono anche gli episodi che raccontano l’idillio nascente tra Arnheim e Diotima e tra Rachel e Soliman. Quello, poi, della notte, in cui il capodivisione si sveglia e si accorge che la moglie ha pianto e sospetta che questo abbia in qualche modo a che fare con Arnheim, ma poi si riaddormenta di colpo, è spassosissimo.
- Cristina | Sep 20, 2009 Report abuse
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Quello che Lisa dice della teoria del tirare a campare di Ulrich, mi ha fatto venire in mente che anche le asserzioni di Arnheim sono piuttosto banali ed è davvero sproporzionata la risonanza che hanno sul suo pubblico :-)!
- Cristina | Sep 20, 2009 Report abuse
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Cerco di recuperare le pagine arretrate ... pant ... pant!
;(
- la vecchia strega | Sep 20, 2009 Report abuse
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allora a che punto siete. A me, mancano 10 pagine al completamento di questa fase, tutti voi invece?
Possiamo proseguire o fermarci una settimana?
ciao e buona domenica...... - Lisa | Sep 20, 2009 Report abuse
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Io sono più o meno al tuo livello, Lisa. Un paio di paragrafi e finisco la tranche settimanale, quindi per me si può continuare.
Buona domenica a tutti! - swirlingclouds | Sep 20, 2009 Report abuse
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Mi mancano cinque capitoli, ma li posso aggiungere a quelli della settimana che viene. Il problema è che i capitoli da leggere in una settimana, per un libro così, sono troppi, ma se non li leggiamo non lo finiamo più.
- Cristina | Sep 21, 2009 Report abuse
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Anche a me mancano ancora pochi capitoli per finire.
In questi capitoli spicca la figura di Arnheim, mi ha colpito nel parag. 48:
"... Non si ha fiducia in un medico ammalato, ma quel che ha da dire uno che ha saputo provvedere molto bene a se stesso deve contenere una certa dose di verità. Questo era il primo motivo della sua fama".
Lo trovo attualissimo... - amy3000 | Sep 21, 2009 Report abuse
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E' vero. Non ci comportiamo così anche noi oggi, dando più fiducia a chi ci sembra aver provveduto bene a se stesso? Chi vorrebbe un medico scalcinato o un avvocato con le toppe ai pantaloni? Diremmo che non è stato abbastanza bravo, fino a quel punto, da meritare la fiducia dei suoi clienti. Anche in politica, se ci pensiamo bene,occorrono molti soldi per una campagna elettorale e chi non ha saputo farseli, ha ben poche probabilità di essere eletto solo per le sue capacità.
- Cristina | Sep 21, 2009 Report abuse
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Sono indietro di una settimana ma non demordo...! Spero di raggiungervi entro la fine di questa settimana... :)
- Buddyna | Sep 21, 2009 Report abuse
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Sono più o meno in paro, quindi decidete voi.
Di questa ultima parte mi ha fatto sorridere - sarà la mia qualità di dipendente pubblica? - la burocrazia. Anche per il gruppo si cominciano a scrivere lettere con riferimenti a vecchi protocolli!!!
Non cambia mai nulla? - Laurataramelli | Sep 21, 2009 Report abuse
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Io sono stata colpita dalla stessa cosa che ha colpito Laura, la burocrazia immutabile nonostante tempi e luoghi diversi.
Ad esempio, nel paragrafo 56 la bellissima espressione:
provvisoriamente definitiva,
che mi fa venire in mente tanti eclatanti casi accaduti nel mio settore, che è quello della scuola... ma sono certa che ce ne siano un po' dovunque! - swirlingclouds | Sep 21, 2009 Report abuse
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A proposito di burocrazia ho letto da qualche parte - non ricordo dove - che anche il caso di Moosbrugger viene riportato per dimostrare l'inconsistenza della giustizia come sistema. Certo che dopo un po' viene da chiedersi se c'è qualcosa di buono da qualche parte e dove per Musil.
- Cristina | Sep 21, 2009 Report abuse
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beh se parliamo di immutabilità tra ieri e oggi, che ne dite dell'uso delle conoscenze per avere un lavoro, per arrivare....??????
Anche all'epoca era una consuetudine, a quanto pare, molto in voga....!
Ma guarda un pò............... - Lisa | Sep 21, 2009 Report abuse
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Penso che sia per questo che le ideologie vanno in crisi. Cambiano perché sono un sistema di idee strutturato, ma l'uomo è sempre lo stesso. Per questo che più che invocare il predominio di un'ideologia o l'altra, l'uomo dovrebbe migliorare se stesso, ma nel rapporto verso l'altro uomo: mettere al centro l'uomo e non le idee.
- Cristina | Sep 21, 2009 Report abuse
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E si che siamo in Austria, che abbiamo sempre reputato il Canone dell'efficenza!
Lo sapete che ha detto una delle dirigenti dell'ente locale per cui lavoro proprio sabato sera, in occasione di una mostra all'aperto? A chi le domandava se si dovesse chiedere un'autorizzazione ala Soprintendenza rispondeva: tu dì che è TEMPORANEO; non c'è nulla di più definitivo del TEMPORANEO qui da noi!
Lo giuro, sue stesse parole!!!! - Laurataramelli | Sep 21, 2009 Report abuse
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Deve aver letto Musil. Anche noi alla fine parleremo così .. Io ho già fatto mio il concetto di tirare a campare ;-)!
- Cristina | Sep 21, 2009 Report abuse
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Ah Ah! Non credo proprio, non tu che pochi post fa hai affermato:
«mettere al centro l'uomo e non le idee. »
Mi sono un po' liberata e spero di riuscire a raggiungervi!
- la vecchia strega | Sep 21, 2009 Report abuse
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La vecchia strega, nel post di prima riportavo quello che mi è stato insegnato .. non era farina del mio sacco ;-)! Comunque lo condivido e spero che prima di chiudere gli occhi, nei cinque minuti famosi, in cui si vede passare tutta la vita, possa un giorno dire di aver messo sempre al centro l'uomo e non le idee di un pincopallino qualsiasi.. Comunque sono anche curiosa di vedere cosa propone Musil e soprattutto se propone qualcosa o lascia tutto in aria. Chi vivrà vedrà. Cioè chi leggerà vedrà ;-)!
- Cristina | Sep 21, 2009 Report abuse
- Il verme Disicio | Sep 22, 2009 Report abuse
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No, anzi .. pensiamo invece che in questo gruppo ci vorrebbe anche qualche uomo .. con qualità o senza non importa ;-) Forse è un po' presto, ma poi ognuno potrebbe anche scegliere il personaggio che sente più vicino. Tu chi vorresti essere? Quello che finora riscuote più successo è Moosbrugger..
- Cristina | Sep 22, 2009 Report abuse
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.....e io che malignamente già mi stavo vantando del fatto che le donne sono ancora in gara, mentre i maschietti con galanteria, si sono ritirati....!NO?!?!?
:)))))))) - Lisa | Sep 22, 2009 Report abuse
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bhe io sono Ulrico...
chi volete che sia?come? come? si non vedo uomini nei post, ma se non sbaglio non ero l'unico maschietto del gruppo...
cmq sono sempre indietro un po' per il lavoro un po' per svogliatezza...
ancora non mi prende la curiosità di andare avanti e non ho molte impressioni...ops... il boss chino la testa e torno ai programmi...
- Il verme Disicio | Sep 23, 2009 Report abuse
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"Un uomo senza impressioni" :-)! L'altro uomo era Willer che però mi sembra impegnato con "I demoni".. tanto che ci è passato davanti negli hot topics dove abbiamo regnato con LUSQ per un paio di settimane :-(
- Cristina | Sep 23, 2009 Report abuse
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commento paragrafo 63
Un paragrafo che oserei definire tra l'ironico e il melodrammatico, una lotta aperta tra, Bonadea che cerca in tutti i modi, di sedurre Ulrich fino direi quasi all'indecenza, e Ulrich che al contrario cerca di contrastare le avances spudoratedella "donna"(virgolette d0bbligo), attraverso arzigogolamenti intellettuali. Comunque mi ha colpito, sempre per la sua estrema attualità un passaggio nel quale Ulrich riferendosi a Moosbrugger afferma:Lo stato tira fuori quattrini per un mucchio di sciocchezze, ma non può mai spendere un soldo per risolvere i più importanti problemi morali. E' nella sua natura, perchè lo Stato è l'essere più stupido e maligno che esista.....
Probabilmente sarebbe più importante ammazzare parecchi responsabili, che salvare un irresponsabile dall'essere ammazzato.....(infatti poco più avanti Ulrich afferma)....l'uomo responsabile può sempre agire anche diversamente, ma l'irresponsabile, mai! - Lisa | Sep 23, 2009 Report abuse
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Riprendo stasera questa lettura, perché questa settimana ho dovuto finire due delle tre letture di gruppo ancora in corso; la prossima, finirò anche la terza e poi mi dedicherò anima e corpo a Musil! A presto per qualche commento ^_^!
- Cristina | Sep 25, 2009 Report abuse
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io anche vado lentamente avanti, ma vado e tutti gli altri? dove siete? abbandonato? .......
:( - Lisa | Sep 25, 2009 Report abuse
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Per quelli che hanno bisogno di un po' di incoraggiamento, taglio cucio incollo (e me ne vanto :)!):
Il 12 giugno 1951 Roberto Bazlen – consulente editoriale di alcune tra le principali case editrici italiane, lettore raffinatissimo, profondo conoscitore della letteratura tedesca, scopritore di Italo Svevo, amico di Montale e di Adriano Olivetti tra gli altri – scrive a Luciano Foà, allora dirigente della casa editrice Einaudi, consigliando, e allo stesso tempo sconsigliando, la pubblicazione del romanzo di Robert Musil "L’uomo senza qualità":
"[...] Dopodiché ti succede che attraverso questi interminabili dialoghi, saggi, trattati, feuilletons, – e dopo di esserti abbondantemente irritato e annoiato – ti si formi lentamente un mondo vivissimo, le persone (delle quali credevi di conoscere principalmente i pensieri astratti, ecc.) assumono lentamente una densità ed una plastica da grandissimi personaggi da romanzo, che l’azione, della quale non ti sei accorto, fila che è un gusto, e che non ti sei annoiato, ma che ti sei divertito, che hai compartecipato, che per due mesi sei vissuto in parte di quel mondo, e che ti sei innamorato di Agathe, sorella dell’uomo senza qualità".
- Cristina | Sep 25, 2009 Report abuse
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beh la consolazione è poter affermare che "non siamo gli unici" a provare questa sorta di noia, che talvolta ti "attanaglia" mentre leggi, ma tante volte invece provo grande interesse. L'unica cosa nella quale discordiamo da questa affermazione è che noi ci metteremo un pò di più che due mesi....!
:)))) - Lisa | Sep 26, 2009 Report abuse
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sono leggermente in ritardo causa impegni scolastici pressanti della settimana... ma ci sono, e continuo a leggere :)
- swirlingclouds | Sep 26, 2009 Report abuse
- la vecchia strega | Sep 26, 2009 Report abuse
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Uno strano triangolo (dal capitolo 62 al capitolo 69)
In questa parte, si continua a parlare dei diversi punti di vista rispetto al pensiero ed alla realtà. Però, a differenza della parte iniziale, la narrazione entra un po’ più nel profondo dei sentimenti e delle relazioni che legano queste persone. Ulrich prova invidia per Arnheim, perché a differenza di lui gode di prestigio sociale e di un particolare carisma che esercita su Diotima.
Dal canto suo, Arnheim sembra essere geloso di Ulrich, forse per la sua giovinezza e prestanza fisica. Per Diotima, invece, Ulrich ha sentimenti un po’ ambigui: prova attrazione per la sua bellezza, ma in certe circostanze addirittura repulsione. E Diotima? In un certo senso, si sente meglio quando si trova con Ulrich, che prende in giro le sue idee di bellezza, e lei può manifestare liberamente la sua indignazione: la compagnia di Arnheim è invece molto più faticosa. Ulrich non ha molto stima di Diotima, pensa che sarebbe perfetta nella sua carnalità e basta, senza fare sfoggio di quella che lei pensa essere la sua intelligenza, che consiste solo nel confrontare quello che le si dice con il sapere comune.In questi capitoli, gli alti ideali vengono un po' in secondo piano rispetto ai sentimenti dei personaggi e lo scrittore sembra rilevare questa attitudine, abbastanza frequente nell'uomo, che un momento prima sembrava dedicarsi anima e corpo alla storia e a tutta l'umanità, un secondo dopo, solo per un piccolo moto dell'anima, torna ad occuparsi soprattutto di se stesso.
- Cristina | Sep 27, 2009 Report abuse
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io ci sono, ma commentare è un casino per gli impegni che ho :(
cmq mi sta piacendo! - willer86 | Sep 27, 2009 Report abuse
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La densità delle cose (Dal capitolo 70 al capitolo 78)
Questa seconda parte, della quarta tappa settimanale della nostra lettura, si apre con il capitolo 70, in cui Clarisse racconta ad Ulrich una storia legata alla sua giovinezza e a suo padre. Non si capisce bene fino a che punto questa sia un storia inventata o ampliata dal suo inconscio o funzionale per ottenere quello che vuole chiedere. Mi sembra, tuttavia, che serva per aprire uno spiraglio sulla morale: è morale quello che facciamo o quello che desideriamo? Nell’ambito della morale conta il pensiero o l’azione?
Nel capitolo 71, che racconta i preparativi per una riunione del comitato in casa di Diotima, c’è una considerazione abbastanza interessante sulla definizione di una cosa, in cui si dice che sono la misura e l’intensità a definirla: per esempio tra una moderata ed una eccessiva quantità d’acqua c’è la differenza tra il bere e l’affogare. E aggiunge che nemmeno il genio si sottrae a questa regola. A questo punto, fa una distinzione tra il genio del letterato e dello storico e quello dell’industria e della scienza. Dice che mentre tutti ricordano Napoleone e Lutero allo stesso modo in cui ricordano Tiziano e Michelangelo, quasi nessuno si ricorda chi ad esempio ha fatto all’umanità lo straordinario dono della narcosi. Mentre però nel primo caso il genio sembra essersi fermato ad un solo individuo, nella scienza quella scoperta è stata affidata ad un altro perché la continuasse e la sviluppasse nel progresso: in questo senso, nel primo caso, una volta scomparsa la persona si ha la sensazione che quella grandezza appartenga soltanto al passato. - Cristina | Sep 27, 2009 Report abuse
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Alcune considerazioni su questa lettura di gruppo.
Arrivati a questo punto, penso ci siano abbastanza elementi per fare alcune considerazioni. "L'uomo senza qualità" di Musil è senza dubbio un libro interessante, ma a mio avviso difficile da leggere, difficile da commentare, quasi impossibile da discutere .. A meno che le cose non cambino improvvisamente e tutti quelli che hanno aderito alla lettura non intervengano suscitando una bella e animata discussione in questo gruppo, penso che non mi rimanga altro che prendere atto di tutte queste difficoltà e abbandonare questo libro per altre letture più facili da discutere in gruppo.
- Cristina | Sep 27, 2009 Report abuse
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@Cristina:
la mia difficoltà è leggerlo contemporaneamente ad altre letture.
Dovrei dedicarmi esclusivamente a LUSQ e non me la sento. Ho bisogno di spaziare nei generi, pur non abbandonando la lettura dell'opera di Musil.
Non rispettando i tempi decisi dal gruppo, non commento più perché sarebbe rallentare chi invece è riuscito a rispettare la tabella di marcia.
Tutto qui. - la vecchia strega | Sep 27, 2009 Report abuse
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Cristina ha perfettamente ragione quando dice che LUSQ è un libro difficile da leggere e commentare. Non che non ci siano gli spunti, ovviamente, forse è l'esatto contrario: sono tali e tanti e così profondi che viene complicato - esprimo una mia difficoltà, ovviamente - metterli giù in poche frasi. Personalmente sto sottolineando alcuni periodi o anche a volte solo semplici espressioni che mi colpiscono.
Trovo anche che la forma sia particolarmente complessa da approcciare; a volte sembra che i pensieri girino su se stessi talmente tanto da farmi perdere l'orientamento. E' come mettere troppo a fuoco un binocolo ed avere la sensazione di non capire più cosa si stia guardando. Allora devo fare un passo indietro, fermarmi e riflettere.
Questo mi impone un ritmo più lento (oltre al fatto che LUSQ non è il libretto che puoi tirar fuori in bus mentre fai 10 minuti di tragitto o alla sera tardi quando sei stanca morta) e non riesco a seguire come vorrei i tempi stabiliti inizialmente nel gruppo.
Anche quando avrei intervalli di tempo più consistenti, non sempre riesco a concentrarmi lungamente su questo libro; fermarmi ogni tanto mi aiuta a raccogliere le idee.
Se poi ci mettiamo magari qualche intoppo - tipo settimane lavorative più concitate - è fatta.
Ma per il resto intendo fermamente continuare a leggere, e mi piacerebbe farlo in gruppo. - swirlingclouds | Sep 27, 2009 Report abuse
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Anche io vorrei continuare nella lettura, però non posso dare torto a Cristina. Solo attraverso la discussione attiva si può andare avanti, così sembra che ognuno sti facendo un monologo ed è poco costruttivo, secondo me, per la comprensione di un libro così impegnativo.
Non capisco, quindi quale sono le vostre intenzioni? Abbandonare? fatemi sapere così mi regolo anche io come procedere e se procedere, mi dispiace molto ma avevo preso in considerazione anche questa eventualità....!
Attendo risposte, buona domenica.....!
:) - Lisa | Sep 27, 2009 Report abuse
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La vecchia strega, mi sembra di capire che la tua sia più o meno la situazione di quasi tutti e, come abbiamo sempre detto, ognuno fa quello che riesce e che può e la cosa più importante è leggere. Ma sono io che non riesco a leggere un libro così difficile, senza confrontarmi con altre persone: vorrei sottolineare che è un problema mio, che altri possono non sentire prendendo dalla proposta iniziale di lettura solo l'idea di un libro a cui, altrimenti, non si sarebbero avvicinati. Come dice Musil, solo una minima parte delle idee si sviluppano in azione, lasciando tutto il resto incompiuto :-)!
- Cristina | Sep 27, 2009 Report abuse
- Lisa | Sep 27, 2009 Report abuse
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Vorrei fare una proposta concreta perché ognuno possa valutare meglio la sua disponibilità a partecipare a questo tipo di lettura di gruppo. Naturalmente è solo una proposta e poi Lisa può anche decidere che le va bene tenere aperto il gruppo e lasciare a tutti la possibilità di partecipare come vogliono e se vogliono.
Considerando la complessità e la vastità della materia, quelli che partecipano attivamente dovrebbero essere almeno otto e, a turni di uno alla volta, impegnarsi a fare un post di riassunto di quanto si è letto, alla fine della settimana di lettura e un elenco di temi di discussione ricavati dalla lettura di quei capitoli, sui quali poi il gruppo si confronterà durante la settimana.
Come vedete è molto impegnativo. Per l'altra lettura che ho fatto in gruppo, Odissea, non è stato necessario organizzare nulla, perché ci sono state abbastanza persone che hanno offerto spontaneamente il loro contributo. Con questa, penso sia necessario organizzare meglio la lettura e la disponibilità. Può essere che tutti confermino di essere nella situazione di Gala, Lavecchiastrega, Willer e altri che si sono pronunciati su questo punto, non c'è niente di male, ma è meglio saperlo.
- Cristina | Sep 27, 2009 Report abuse
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Il libro mi piace tantissimo, purtroppo proseguo a rilento perchè ho pochissimo tempo e molti impegni, quindi vi ho persi di vista.. vado avanti, comunque!
- Giulia | Sep 27, 2009 Report abuse
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Cristina, non sono io a decidere per tutti. Posso dire solo la mia, ossia che la tua idea non è male, ma credo difficilmente attuabile, in quanto come abbiamo visto ognuno ha i suoi tempi, non stiamo andando avanti insieme, inoltre credo che proprio per un libro già impegnativo come questo affidare ad ognuno di noi un compito del genere, renderebbe le cose più difficili. Come tu stessa hai affermato per Odissea non c'è stato problema, in fondo anche questo non è certo un testo facile....! Sostengo da sempre che la lettura debba essere un atto più libero possibile, porre vincoli, secondo il mio modesto parere, sarebbe gravare di più sulle difficoltà già riscontrate. Però nonostante tutto, non nego che la tua proposta mi incurisisce, da parte mia si potrebbe fare un tentativo, però tutte dobbiamo essere d'accordo.....!
Ho notato che oramai molte sono indietro, con la lettura, anche a me confesso mancano una trentina di pagine di questa settimana(ma da parte mia, posso recuperare), quindi se volete possiamo fermarci per la prossima settimana, dare il tempo necessario, di recuperare qualche pagina.....!
Fatemi sapere se siete d'accordo.... - Lisa | Sep 27, 2009 Report abuse
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Si, hai ragione ma ho fatto questa proposta in modo un po' provocatorio, per dire che se si vuole leggere insieme questo libro, ci vuole un po' di disponibilità.
Comunque sentiamo anche il parere degli altri .. e poi decidiamo serenamente, perché la lettura insieme deve essere prima di tutto un piacere. - Cristina | Sep 27, 2009 Report abuse
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@Cristina
in merito al tuo commento del paragrafo 71
io, l'ho interpetat acosì:
Innanzitutto ho avuto la sensazione che Musil con la scusa del romanzo, in realtà si riferisca anche a persone reali che fanno parte del suo mondo, quasi come se, attraverso questo capitolo lanciasse un monito di fronte a intellettuali e uomini di scienza appartenenti alla sua stessa società. Inoltre ciò che ho intuito attraverso la distinzione che tu stessa hai sottolineato, è che l'autore prima spieghi la differenza e le conseguenze che comporta essere uomini d'azione, rispetto a uomini di pensiero, per poi, denunciare, nel romanzo quanto nella realtà, l'incapacità dei geni attuali, di essere "geni integrali" infatti il capitolo termina con l'osservazione da parte di Diotima, un pò sfiduciata dalla piega che sta prendendo la riunione, che:In verità ella -si chiese, meditando su quella profezia - non è il solito pessimismo che assale ogni volta gli uomini, dell'azione quando vengono a contatto con gli uomini della parola?
Insomma è come se Musil fosse sostenitore della teoria per cui a grandi pensieri debbano seguire le azioni e viceversa, solo così il genio integrale potrà essere ricordato nel futuro per le sue "azioni/ morali".
- Lisa | Sep 28, 2009 Report abuse
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Si, io ne avevo fatto un'interpretazione forse un po' troppo personale, che mi piacerebbe molto si realizzasse nella nostra società ed è quella di rinunciare un po' alla gloria delle celebrazioni, che come dice lo scrittore sono prive di sentimento, e orientarci invece sulla continuità di quelle azioni che ci sembrano buone, scomparendo e perdendo visibilità, rispetto ad altri che le continueranno. Come sempre mi lascio trascinare dai miei sogni ^_^!
- Cristina | Sep 28, 2009 Report abuse
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Personalmente sono per una lettura/commento più libera: un pò come abbiamo fatto fino adesso; ognuno scrive quello che si sente quando si sente.
Il testo è sicuramente complesso, e non sempre si trova qualcosa su cui soffermarsi. Ditemi voi - Laurataramelli | Sep 28, 2009 Report abuse
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forse quello è il sogno, condiviso da molti anche da me, anche se per come stanno le cose oggi preferisco definirlo come "utopia"....!
;-) - Lisa | Sep 28, 2009 Report abuse
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Siamo sempre un pò utopistici, almeno questo è il mio augurio ...
- Laurataramelli | Sep 28, 2009 Report abuse
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si e sopratutto di sognare, finchè si hanno sogni c'è anche la speranza e la voglia di lottare per realizzarli....
- Lisa | Sep 28, 2009 Report abuse
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commento a paragrafo 77
E’ veramente un capitolo interessante, in quanto pone una riflessione sulla condizione della letteratura e di come possa essere strumentalizzata dalle esigenze e richieste del pubblico al punto tale che, Musil ad un certo punto immagina che se anche Platone si presentasse nella redazione di un giornale dimostrando, a distanza di 2000 anni di essere ancora lui e volesse porre in atto una dei suoi progetti letterari, rimasti incompiuti:il redattore- capo lo inviterebbe tutta’al più a scrivere sull’argomento qualche bell’articolo per la pagina letteraria della domenica(ma una cosetta agile e svelta, niente pesantezze di stile, bisogna andare incontro ai gusti dei lettori)….
Così già più di un secolo fa non si poteva che prendere inesorabilmente atto che:
“La grandiosa potenza” di Shakespeare, “l’universalità” di Goethe, “la profondità psicologica” di Dostoevskij, e tutte le altre immagini che una lunga evoluzione letteraria s’è lasciata dietro, ingombrano centinaia di cervelli di quelli che scrivono, e per via di questo ingorgo costoro proclamano oggi la profondità di uno stratega del tennis e la sublimità di un poeta alla moda
Beh! Che ne dite non è tremendamente attuale questa problematica? Neanche a farlo apposta proprio oggi ho acquistato un libricino che in maniera ironica affronta lo stesso tema, e che non ha caso sta cominciando a dare risposta ad una mia osservazione degli ultimi tempi.
Ho notato infatti che ultimamente anche i libri stanno entrando a pieno titolo nel circuito della pubblicità “tradizionale”. Così vediamo pubblicizzati testi non più solo attraverso i canoni fino ad ora prediletti e circoscritti, ma anche con cartelloni pubblicitari, affissi nella metro, o addirittura, anche tramite pubblicità trasmessa dalle nostre maggiori rete televisive. Insomma l’avete notato anche voi come il libro e la sua reclamizzazione stia sconfinando, invadendo mezzi non suoi, o è una mia impressione, in quanto sempre esistito e forse io stessa non ci avevo mai posto adeguata attenzione? E soprattutto, mi chiedo quanto tutto ciò possa influenzare (come notava Musil), la letteratura, più di quanto già non accade? - Lisa | Sep 28, 2009 Report abuse
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Commento paragrafo 80
Beh qui si manifesta pienamente, il tono tra l’ironico e sarcastico di Musil, nel descrivere un personaggio come il Generale Stumm, che sembra avere un’aria piuttosto da bamboccio che da vero e proprio uomo militare, tanto che alla guida di un esercito “tra lui è un poppante non ci sarebbe grande differenza”. L’unico conforto di quest’uomo è la collezione di coltelli, perché questa può permettersi. Un generale che ha poca simpatia delle donne quanto per i cavalli, in quanto le sue gambe tozze lo facevano sentire a disagio sulla groppa di un animale così imponente. Nella sua insicurezza non riesce a rapportarsi con l’altro sesso, se non attraverso i ritagli di foto(altra collezione, nella quale si rifugia). Ad un uomo di tali fattezze, presentatosi, come sorta di spia alla riunione organizzata da Diotima, non gli rimane che:Cercare una posizione decorativa a ridosso di una parete….
- Lisa | Sep 30, 2009 Report abuse
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Vi chiedo scusa ma questa settimana sono riuscita a leggere veramente poco a causa di impegni familiari e di lavoro... cerco di raggiungervi al più presto.
- swirlingclouds | Oct 3, 2009 Report abuse
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Per quello che può interessare (cioè pressoché zero), per una serie di motivi ho cominciato la lettura con quasi un mese di ritardo.
E per ovvie ragioni sto leggendo i vostri interventi mano a mano che progredisco nella lettura.
Questo sfasamento non è poi così male, anche se certo non posso inserirmi nella discussione a scoppio ritardato.
Ma da buon maratoneta proseguo (con molto piacere) nella impegnativa lettura, sperando che prima o poi una settimana a letto con la suina (intesa come influenza) mi consenta di raggiungervi o almeno avvicinarvi. - Marcopolo | Oct 3, 2009 Report abuse
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beh io posso lasciare la discussione aperta, mai silenzi prolungati e la scarsa partecipazione, mi inducono a pensare, che l'avventura sia terminata....!( a meno che non succeda un miracolo?????!!!!!!!)
Per quanto mi riguarda proseguirò, da sola sperando di portare a termine il libro....!
ciao a tutti/e
:) - Lisa | Oct 3, 2009 Report abuse
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Ma no Lisa; in qualche modo portiamola avanti!
Per esempio di questa settimana mi è rimasto impresso, forse a causa del mio lavoro, sia la proliferazioni di associazioni che propongono tutto e il contrario di tutto - ancora adesso non avete idea della gente che gira con le idea più strane! - e soprattutto la discussione sulla validità delle opere d'arte se rapportae alla sofferenza anche di un singolo.
In questo periodo di grossa crisi, dove ci sono migliaia di persone che hanno perso il lavoro, io mi chiedo se valga la pena spendere anche poco denaro pubblico per sponsorizzare artisti - giovani o pseudo tali - che espongono opere quantomeno discutibili. Non so, ma forse sarebbe più opportuno un sostegno allìoccupazione; non sò ... - Laurataramelli | Oct 4, 2009 Report abuse
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Penso che dobbiamo tutti delle scuse a Lisa, che ha proposto questo libro. Una lettura di gruppo ha successo se quelli che si iscrivono si impegnano a leggere il libro, secondo il calendario proposto e a partecipare attivamente alla discussione di gruppo. Ci sono fattori non prevedibili, al momento dell'adesione: ad esempio il fatto che il libro possa non piacere. Ma altri, come il tempo che si intende dedicare alla lettura di questo libro, sono invece facilmente ipotizzabili, perché se facciamo parte di questo social network, è chiaro che siamo lettori abituali e sappiamo molto bene quante pagine possiamo leggere ogni giorno. Un'esperienza negativa come questa è molto avvilente per chi organizza un gruppo e di questo bisognerebbe tenerne più conto.
- Cristina | Oct 4, 2009 Report abuse
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@cristina
grazie per l'appoggio, naturalmente non c'è bisogno di nessuna scusa. Ma condivido pienamente tutto quello che hai scritto.
grazie ancora - Lisa | Oct 4, 2009 Report abuse
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Non c'è che aggiungere le scuse a Lisa da parte mia.
Non ho considerato la ripresa del lavoro e non ho "previsto" alcune complicazioni familiari impreviste!
:(Sto leggendo, ma non riesco a tenere il passo :(
- la vecchia strega | Oct 4, 2009 Report abuse
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vi prego niente scuse, credetemi.....!
:)
buona domenica a tutti/e - Lisa | Oct 4, 2009 Report abuse
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Esattamente come lvs, anche io ho avuto imprevisti familiari questa settimana (e mi sa che non è ancora finita...), come avevo scritto giorno 3 scusandomi per non essere riuscita a mantenere il passo.
Mi dispiace, Lisa :)buona domenica a tutti
- swirlingclouds | Oct 4, 2009 Report abuse
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Ciao a tutti (o siamo tutte donne?). Non so esprimere la mia tristezza per non stare riuscendo a seguire le attività del gruppo. Le vostre osservazioni, che leggo tutte insieme le rare volte che riesco ad aprire aNobii, sono estremamente acute e aiutano non poco nell'interpretazione di alcuni passi del libro.
Devo dire che una cosa che mi sta piacendo molto, in questo libro, è la raffigurazione della donna. I personaggi femminili sono tutti, chi più o chi meno, presentati in maniera tale che saltino all'occhio immediatamente le loro contraddizioni e le incoerenze tra i pensieri (sempre velati di una vanità femminile nella quale, ahimé, mi riconosco) e il confronto reale con gli altri. Anche per i personaggi maschili questo procedimento è adottato, ovviamente, ma in relazione alle donne lo trovo più significativo, poiché si tratta di un'epoca in cui si iniziavano a rivendicare diritti e doveri, e in cui alcune donne - poche e tutte di estrazione sociale media e alta - iniziavano timidamente ad assumere ruoli in società.
Questo non vuol dire, sia beninteso, che Musil sia un misogino o un maschilista. Al contrario, con questo mettere a nudo alla stessa maniera il cuore degli uomini e quello delle donne opera, secondo me, a un'effettiva parificazione dei sessi.E con questa parvenza di commento, che non soddisfa neanche in minima parte la mia voglia di parlare di questo libro (lavoro in un ambiente "umanistico", circondata da gente che si occupa di letteratura, eppure è incredibile quanto sia difficile trovare qualcuno che lo abbia letto e che abbia il desiderio di confrontarne le opinioni in merito! sarà solo per motivi di mole, o c'è anche il problema della pubblicità negativa che riceve solitamente? effettivamente prima di leggerlo ne avevo sentito parlare - per lo più da gente che non lo aveva letto - come "pesante", "noioso" e "triste"... mah!), vi saluto, vi auguro un buon proseguimento e mi eclisso di nuovo nel lavoro.
- gala | Oct 4, 2009 Report abuse
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@gala
grazie per il tuo contributo veramente prezioso.
Io come accennato, sto continuando la lettura di questo testo, che amo definire "romanzo filosofico". E mi sono accorta che l'aspetto più intrigante, risiede proprio nel vasto mondo dei personaggi che Musil ci introduce e che piano piano approfondisce, in ogni capitolo. Credo a questo punto che lo scopo dello scrittore sia proprio quello di far emergere una società, un periodo storico, non tanto attraverso una storia in sè, ma tramite l'approfondita conoscenza dei personaggi che ruotano intorno ad una vicenda( secondaria). Ne emergerà così alla fine una società, specchio del mondo con le sue mille sfaccettature, quelle stesse che ora per riflesso emergono dai protagonisti che stiamo conoscendo e che si rivelano a noi in maniera quanto mai inaspettata.....!
Eccco così che "l'uomo senza qualità" si rivela come una storia fatta di tante storie, che interferiscono l'una con l'altra si allontanano per poi riavvicinarsi, si incrociano e ripartono per vie diverse; in questo affastellarsi risiede, per me il piacere di leggere un libro simile...!
grazie ancora - Lisa | Oct 4, 2009 Report abuse
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Accidenti, che tempismo!
Arrivo io e il gruppo rischia di dissolversi...
Come menagramo non me la cavo certo male.
Io comunque vado avanti.
Al momento sono arrivato al paragrafo 35 ("Il direttore Leo Fischel ecc ecc"). - Marcopolo | Oct 5, 2009 Report abuse
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io purtroppo ho avuto qualche problema personale e sono rimasto scollegato per una settimana..
sono arrivato a pag. 380 circa con qualche incursione più avanti perchè a volte ammetto che andare con ordine, soprattutto quando Musil parte con lunghe digressioni sociofilosofiche, mi stanca un po'.
Mi sembra di intuire che ci sia aria di crisi e mi dispiace perchè l'indubbia difficoltà insita nella lettura di questo straordinario tomo poteva essere mitigata dallo sprone di un gruppo come questo.
Mi auguro quindi che non chiuda!
ciao a tutti.. - bubujo | Oct 5, 2009 Report abuse
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Bubujo, i gruppi di lettura non si chiudono mai e questo resterà sempre aperto a tutti quelli che vorranno intervenire. Quello che è andato in crisi è l'impegno da parte di alcuni partecipanti (io e Lisa) a mantenere viva questa discussione: io per le ragioni che ho spiegato e Lisa di conseguenza, perché non può discutere da sola. Rimane quindi la possibilità per tutti di leggere liberamente, senza seguire un calendario e di inserire un commento quando vogliono senza seguire un filo di discussione. Non era l'intenzione originaria, ma è pur sempre qualcosa e meglio di niente :-)
Qualcuno, poi, alla fine potrebbe anche cercare di tirare le somme, con una sintesi che restituisca alla discussione un suo filo logico (Al lunedì, sono in genere più propositiva, che distruttiva ;)!) - Cristina | Oct 5, 2009 Report abuse
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Riprendendo il discorso sulla femminilità di questo romanzo, iniziato da Gala, mi sento di dire quello che già era stato detto, in altra discussione, sulla Recherche, che "L'uomo senza qualità", al di là del titolo, sembra essere effettivamente un romanzo "al femminile", dove le donne hanno tutte un ruolo molto importante e diverso tra loro e questo, da quello che ho letto nella lettera di Roberto Bazlen a Einaudi, fino alla fine, con il personaggio di Agathe, sorella dell'uomo senza qualità.
- Cristina | Oct 5, 2009 Report abuse
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Una domanda che percorre tutto il romanzo mi sembra essere questa: può l’uomo, con la sua azione, contribuire a fare la storia? Ascoltando ieri un discorso su “Guerra e Pace”, il commentatore diceva che Tostoj vuole dire, alla fine, che l’uomo può compiere un'azione efficace solo nella pace, ma non in guerra, dove tutto sfugge al controllo dell’uomo. Mi è piaciuta questa considerazione e se dovessi dare una riposta personale a Musil su questa domanda, risponderei così, in contrasto con i “profeti di sventura” anche del nostro secolo, che, in tempo di pace, dicono che nulla può fare l’uomo comune, perché chi decide è sempre il potere, per cui si vivrebbe sempre sotto lo stesso determinismo che regola la guerra.
- Cristina | Oct 5, 2009 Report abuse
- Cristina | Oct 5, 2009 Report abuse
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@Cara Crsitna alla tua affermazione:
"....perché chi decide è sempre il potere, per cui si vivrebbe sempre sotto lo stesso determinismo che regola la guerra."Musil ti risponde:
<<i discorsi di gente altolocata,dalla vasta sfera di attività, sono di solito più inconsistenti dei nostri....( per cui aggiunge Musil)i doveri, quelli della nazione, della pace, dell'umanità della virtù e simili, sono carichi della più scadente flora mentale. Sarebbe un mondo veramente strampalato; ma se si ammette che la trattazione di un tema può essere tanto più insignificante, quanto è più importante il tema stesso, alora è il mondo dell'ordine">>
:) - Lisa | Oct 5, 2009 Report abuse
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Carina questa idea di ripondermi con le parole di Musil:-)!
Dovrei pensarci su .. Così, istintivamente, mi fa venire in mente un'associazione che si fa ai nostri giorni: la "semplificazione", come parola d'ordine della destra (quindi la gente altolocata e d'azione) e la "complessità", parola d'ordine della sinistra (gli intellettuali e idealisti). Ne consegue che problemi complessi (immigrazione) vengono risolti dalla destra in modo semplificato, cioè male. Problemi semplici da risolvere (conflitto d'interessi) vengono affrontati dalla sinistra in modo complesso e così restano irrisolti. - Cristina | Oct 5, 2009 Report abuse
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....e questa è la società nella quale ci ritroviamo a vivere,
la stessa società contraddittoria che più volte Musil stesso non elemosina, di farci vedere sotto le sfaccettature più varie, rappresentate dai personaggi elevati ad emblema.....! - Lisa | Oct 5, 2009 Report abuse
- la vecchia strega | Oct 5, 2009 Report abuse
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Nel video che qualcuno ieri ha postato, in un'altra discussione, sull'accordo aNobii-IBS, il presentatore parlava del mondo dei libri e di aNobii come il *mondo del libero pensiero*. In effetti, penso che discussioni come queste ci permettano davvero di pensare liberamente e di fare un ragionamento che, fuori di qui, non si riesce più a fare, perché troppo coinvolti dalle condizioni di disagio, che vorremmo superare o, al contrario, di benessere, che vorremmo mantenere, in cui viviamo. Il libro ci consente il distacco necessario per rifletterci su: prima di tutto, perché parliamo del già accaduto e così molto difficilmente ci investono quelle emozioni che spesso ostacolano un corretto ragionamento.
- Cristina | Oct 5, 2009 Report abuse
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Come dice Lisa è un romanzo filosofico: ogni capitolo si sofferma su aspetti così diversi di storia, di filosofia, di psicologia.
Per la parte di questa settimana mi è rimasto impresso il generale Stumm e aggiungo a quello che ha detto Lisa una sorta di tenerezza quando si rende conto di amare Diotima!
@Cristina e Lisa: sarà proprio per il tipo di lettura, ma partecipare a questo gdl, è diverso dagli altri; mi spiego meglio, negli altri gruppi si rimandano le osservazioni a fine lettura settimanale e in genere funziona. Ma con Musil è un'altra storia: la ricchezza dei contenuti, l'abbondanza dei personaggi , spingono a commentare man mano i vari capitoli: ma ci sono persone, che , come me d'altra parte, non possono scrivere tutti i giorni e così si limitano a leggere i commenti. Questo non significa che abbiamo abbandonato: io sono già alla nuova parte e precisamente al cap. 97! - amy3000 | Oct 6, 2009 Report abuse
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Amy3000, hai ragione. Il mondo virtuale può produrre due patologie: la risposta compulsiva e l'ansia per i tempi di attesa. Io sono affetta da entrambe :-)! In un blog, al di fuori di aNobii, che ha una sua utilità sociale, me ne sono andata e tornata già diverse volte.
Tornando al nostro romanzo, sarebbe bello, magari più avanti, approfondire il mondo affettivo dei nostri protagonisti. - Cristina | Oct 6, 2009 Report abuse
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Anche io sono d'accordo con Amy3000. Effettivamente questo è un libro diverso dagli altri (non so voi, ma io lo sto amando moltissimo, ho la sensazione che a lettura ultimata non sarò più la stessa, penso che sia il classico per definizione, il classico come lo intendeva Calvino!!), e di conseguenza anche la discussione all'interno del gdl si svolge in modo diversamente uniforme. Purtroppo io sono tra quelli che devono scusarsi con tutti e in particolare con Lisa e Cristina, così partecipi e generose in termini di tempo e impegno: non sto riuscendo a formulare i commenti nei tempi adeguati e sto praticamente leggendo solo per me. Però appena ho un attimo di tempo mi precipito a leggere le vostre impressioni, che mai come per questo libro sono preziose, trattandosi di un libro che in fondo parla di tutti e con tutti.
A Cristina in particolare vorrei dire che condivido su tutta la linea la sua lettura di "Guerra e pace". Una volta mi trovavo in un gruppo di studio dei cosidetti "gender studies", di quelli, per intenderci, nei quali si vedono oggetti fallici e complessi di Edipo ovunque, e si parte sempre e comunque dalla premessa che i "maschi" sono brutti e cattivi (non me ne vogliano eventuali gender scholars in ascolto, ma io proprio non mi raccapezzo in questo modo di concepire la letteratura). In quella circostanza, ho cercato di salvare i pochi neuroni attivi che mi restano richiamando alla memoria esempi di letteratura in cui la donna fosse al centro, fosse realmente protagonista. E mi è venuta in mente proprio quella scena di "Guerra e pace" in cui, alla notizia dello scoppio della guerra, gli uomini (attivi) esultano e si lanciano in abbracci e festeggiamenti mentre le donne (passive) si guardano con preoccupazione e si dicono che gli uomini non capiscono, che la guerra per sua natura non porta niente di buono. Mi sembra che sia uno dei più grandi omaggi all'intelligenza femminile che si sia mai visto in un'opera letteraria.
Forse è un off topic, nel caso scusatemi.
Per tornare al nostro libro, non posso non dire una cosa: ADORO Soliman e Rachel! Nessuno è d'accordo con me? :-) - gala | Oct 6, 2009 Report abuse
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Gala, parliamo pure liberamente, senza porci il problema dell'off-topic, una volta tanto :-)!
A proposito di Rachel: non mi risulta sia mai stato realizzato un film su "L'uomo senza qualità", ma Rachel la visualizzo come Emmanuelle Béart, nel bellissimo film "8 donne e un mistero" di François Ozon, dove interpreta il ruolo di una cameriera (un po' insolita). - Cristina | Oct 6, 2009 Report abuse
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Anche ame Rachel piace moltissimo; è una figura che spero riuscirò a vedere anche più avanti.
Amy: brava!!! - Laurataramelli | Oct 6, 2009 Report abuse
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uè.... chiudo il p.c per 4 ore(sono andata a vedere i miei genitori a scuola di ballo, che belli che sono), e qui vi trovo in piena attività. Grazie mille, io direi di proseguire in questo modo, ossia non dico di scrivere commenti con riferimenti testuali, precisi, va bene anche solo evidenziare le vostre impressioni principali. Insomma tutto quello che vi passa per la testa, è sempre costruttivo, credetemi......!
buona serata a tutti/e
- Lisa | Oct 6, 2009 Report abuse
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@cristina: non conoscevo il film, ho cercato il trailer e mi ha incuriosita! Cercherò di trovarlo!
Un film tratto da Musil: temo una realizzazione difficile! - amy3000 | Oct 6, 2009 Report abuse
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Libri e cinema sono due forme d'arte diverse, ma molto collegate come espressione di un mondo interiore dell'artista.
Ieri sera ho letto l'introduzione del romanzo dell'edizione Einaudi e viene evidenziato un passaggio del capitolo 40, che mi sembra di aver trascurato nei commenti ed è invece importante per capire il pensiero che Musil intende sviluppare in questo libro. Più tardi lo riprenderò .. adesso mi aspetta il lavoro :-( Una buona giornata a tutti ^_^! - Cristina | Oct 6, 2009 Report abuse
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Apro dunque la libertà di commento, senza necessariamente seguire una successione progressiva, tornando al capitolo 40, che meriterebbe una rilettura, ma, in particolare, una frase mi è sembrata molto interessante:
“Lo spirito […] segretamente odia a morte tutto ciò che si dà l’aria di essere stabilito per sempre, i grandi ideali, le leggi …”
Mi sembra che qui lo scrittore anticipi la grande crisi di tutte le ideologie nel novecento, crisi che ha visto il suo epilogo con la caduta del muro di Berlino nel ’89. Ma allora, se non esistono realtà precostituite, dove troviamo il fondamento della nostra morale? Ogni mattina, quando mi alzo, non posso rimettere tutto in discussione: ho bisogno che almeno una parte della mia realtà sia precostituita. Ad esempio: la legge. Non uccidere: mi sembra un’importante realtà precostituita, valida sempre. Ma sono proprio sicura? Se ci penso bene non lo è. E così, anche per il nostro Ulrich, che ormai abbiamo capito è lo scrittore stesso, dice che nel caso di Moosbrugger la legge non vale, va discussa di nuovo, su quella precisa realtà: realtà non precostituita, ma dinamica.
Dove possiamo trovare, allora, ciò che lega la nostra anima al mondo esterno, che altro non è che la morale, che deve per forza essere comune e condivisibile, perché l'uomo non vive separato dagli altri uomini? Accontentiamoci per ora di vedere dove la trova Ulrich, nello svolgimento del nostro romanzo. - Cristina | Oct 6, 2009 Report abuse
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Sulla crisi dello spirito Musil dedica anche tutto il pargarafo 88 dove afferma che “secondo la legge di conservazione della materia spirituale”, lo spirito tende a legarsi alle cose grandi, ma questo legame cela dietro di sé un grande pericolo, per il quale, preso atto dell’attuale banalizzazione di molti dei grandi valor,i anche lo spirito ad essi legati rischierà di decadere. Inoltre MUsil pone una riflessione quanto mai attuale. Infatti sostiene che in questo mondo contraddittorio non è facile neanche stabilire, quali siano realmente i grandi valori, tranne quelli universalmente riconosciuti, come: tenere per la prima volta in braccio il proprio figlio, l’amore, il bene.....!
Per spiegare i suoi dubbi , indovinate quale esempio riporta? I libri, sostenendo che tanti libri hanno tirature elevate, ma non per questo ottengono poi il massimo rispetto, mentre ci sono libri che pur non avendo avuto molta fortuna, celano in se contenuti più importanti e profondi(meditiamo lettori, meditiamo…!)
Ritornando a Moosbrugger, bellissimo il capitolo (87) a lui interamente dedicato, in cui Musil sembra essersi incarnato in uno psicologo, in quanto per la prima volta sembra farci entrare nella testa di questo personaggio, per carpirne direttamente i pensieri, e per un attimo noi viviamo e vediamo il mondo con gli occhi di Moosburgger, quanto mai inquietante….! - Lisa | Oct 6, 2009 Report abuse
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Musil sostiene che in questo mondo contraddittorio non è facile stabilire quali siano i grandi valori. Io penso che solo chi vive nello spirito ha il discernimento per stabilirlo. E naturalmente vive nello spirito chi nella sua vita non insegue gli idoli: l'avidità, il successo, la ricchezza, l'interesse.
Dei personaggi incontrati finora, non mi sembra di aver ravvisato qualcuno con queste caratteristiche. Grande speranza e attesa per la sorella dell'uomo senza qualità. Chissà.
Interessante, anche se è stata smentita, l'interpretazione di due inglesi che vedono nel romanzo una trasformazione del personaggio Ulrich-Musil, che inizialmente si identificherebbe con Moonsbrugger e alla fine con Agathe. Ma come ho detto non è risultata verosimile. - Cristina | Oct 6, 2009 Report abuse
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Per tornare al discorso di ieri sullo spirito, comprendiamo, arrivati a questo punto del romanzo, che cos’è che non può funzionare nella vita dei personaggi che ruotano intorno all’Azione Parallela e perché Musil li tratta con tanta ironia. Cercano tutti di conciliare aspetti inconciliabili tra di loro: anima e affari, arte e successo e così via. Musil non sarebbe certo d’accordo con quei nostri contemporanei che pure ritengono conciliabili, ad esempio, gli affari con l’amore per la polis ;-)!
La sua ironia è più lieve nei confronti dei personaggi come Tuzzi, che non cercano di conciliare niente, ma restano legati all’ovvio, senza nessuna ambizione dello spirito. Non risparmia, invece, Ulrich e di conseguenza nemmeno se stesso. E’ stato detto che “l’uomo senza qualità” non ha qualità, perché lui stesso pensa di non averla. In questo senso, il romanzo è anche un percorso della coscienza di sé. - Cristina | Oct 7, 2009 Report abuse
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secondo me invece Ulrich è ben consapevole delle sue qualità, come è altrettanto consapevole di essere circondato da uomini immersi in un'epoca dove invece le qualità mancano, in quanto epoca di contraddizioni e di transizione. Lui stesso infatti(non mi ricordo in quale capitolo), affermava di vivere in uno stato di Passività attiva, ossia uno stato simile a quello di un carcerato che aspetta il momento giusto per evadere. Secondo il mio modesto parere, Ulrich è quindi ben consapevole delle sue potenzialità, dei suoi valori, aspetta solo il momento adatto per farle emergere, ma la società nella quale è immerso, non è luogo consono, atto a ricevere ciò che ha da offrire....!
- Lisa | Oct 7, 2009 Report abuse
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Confesso che ci ho messo anche del mio ;-)! Ci sono persone che hanno una precisa vocazione, perché hanno un talento, una qualità e sanno esattamente cosa vogliono fare nella vita. Ci sono, invece, persone (come me) che non hanno una vocazione, perché non hanno un talento vero e proprio (almeno uno che riconoscano di avere) e continuano ad esplorare il mondo, alla ricerca di una "motivazione", per fare qualcosa che edifichi quel legame tra anima e mondo esterno, necessario per vivere una vita che abbia un senso. Penso, dunque, che anche il nostro Ulrich, non avendo una precisa "attitudine" o "vocazione" (quindi qualità) abbia trovato una "motivazione" nella Azione Parallela. Ma basterà la motivazione a dare un senso alla sua vita?
- Cristina | Oct 7, 2009 Report abuse
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[O.T]@Cristina
<<Ci sono, invece, persone (come me) che non hanno una vocazione, perché non hanno un talento vero e proprio (almeno uno che riconoscano di avere) e continuano ad esplorare il mondo, alla ricerca di una "motivazione", per fare qualcosa che edifichi quel legame tra anima e mondo esterno, necessario per vivere una vita che abbia un senso.>>
Se ti può consolare allora siamo in due, forse anche per questo sono sempre stata attratta da questo romanzo, ingenuamente mi aspetto delle risposte....!!!!???? Però ricorda una cosa, forse non abbiamo una vocazione precisa, non abbiamo un talento che dia senso alla nostra vita esterna, ma nessuno(o quasi) è senza qualità,di quelle che risiedono nel più profondo dell'anima. Non ti conosco, ma, da quel poco che ho potuto carpire, credo che in questo senso tu abbia molte qualità....!Già riconoscere i propri limiti(io ho fatto una fatica immensa), implica, per me avere delle qualità rispetto a chi si crede onnipotente.....! - Lisa | Oct 7, 2009 Report abuse
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[OT] Per Lisa :-)!
Poi, per fortuna ho trovato la mia strada ^_^! Un po' tardi, ma meglio che mai ..Chiuso [OT]
Una discussione piuttosto interessante sarebbe quella a cui accenni, dicendo che ti aspetti delle risposte da questo libro. Qualcuno, non ricordo chi, più sopra, diceva che il libro dà occhiali diversi per vedere il mondo. Penso che nel cammino individuale di ognuno, soprattutto quello spirituale, che prima o poi ognuno sente il bisogno di intraprendere, quello che si trova, e in questo i libri ci aiutano molto, è proprio un modo diverso di vedere il mondo: occhi che finalmente sono capaci di vedere .. - Cristina | Oct 7, 2009 Report abuse
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in realtà io so quale è la mia strada, in parte anche io l'ho realizzata, ma altri progetti temo rimarranno solo un sogno.....!
Bellissima la tua affermazione sui libri come "modo diverso per vedere il mondo", è la setssa risposta che ho dato a chi mi "accusava" , attraverso la mia assidua lettura, di evadere il mondo. Sono convinta che leggere ci dia una possibilità di capire ciò che ci circonda in maniera più ampia e più profonda, non certo mezzo di evasione(certo dipende anche dalle letture, ogni tanto qualcosa di più leggero che ti permetta di svagare la mente ci sta, e in questo non c'è comunque nulla di male)....!
Scusate i fuori tema vi rientro, chiedendovi aiuto per un capitolo tanto bello quanto a me incomprensibile. Paragrafo 97 su Clarisse, insomma senza giraci tanto intorno, è così erotica l'interpretazione, o io ho travistao il tutto?????? - Lisa | Oct 7, 2009 Report abuse
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Salve a tutti, da una lettura veloce dei vostri post, credo sia emerso generalmente che dietro e a due lettrici "di qualità", quali Cristina e Lisa, ci siano molti lettori "senza qualità" come il sottoscritto che malgrado stiano leggendo parallelamente al gruppo, preferiscono non entrare nella discussione perchè, essendo troppo indietro, non vogliono tirar fuori discorsi magari già trattati. Io per esempio devo iniziare il cap 42"La solenne seduta", e se mi faccio vivo solo adesso è perchè ho letto più sopra che siamo liberi di commentare (liberamente!). Non scendendo troppo nello specifico, sempre per il discorso di non ripetere cose magari già dette, posso dire che il libro fin' ora non mi ha affatto deluso, e se non delude per circa 200 pagine, be' voglio augurarmi che non lo faccia per altre 200 almeno. pi per il resto si vedrà, poi per quanto riguarda la materia narrativa trattata fin'ora, be' credo che carne al fuoco ce ne sia tanta, tuttavia, a mio avviso, ho come l'impressioni che il Musil crei delle situazioni, dei caratteri, dei punti di gravitazione, che poi nella sostanza, lui stesso tende a smontare successivamente. Dico questo perchè fin dall'inizio, da quando parla dei sui mestieri anteriori e ai suoi vari tentativi vi diventare un uomo di qualità, a quando parla delle sue amanti da Leona a Bonadea, al titolo stesso del capitolo"Le stesse cose ritornano", ecco, credo sia tutto un susseguirsi di eventi che crescano, si infittiscano per poi scemare lentamente o in altri casi, invece, in maniera repentina. I riferimenti a Nietzsche, che come sappiamo non si faceva certo scrupoli nel distruggere quello che fino a quel momento si dava per buono. Ora, non so a questo punto del libro, mi sembra ancora presto per farsene un'idea precisa, cosa che mi auguro di scoprire non prima delle poche pagine anteriori alla fine del libro (che per altro non c'è! Sicchè...),quali siano le cose veramente importanti per lui. Io metterei in discussione la stessa azione parallela che mi sembra un enorme concentrato di "accumulo di centralità", passatemi il termine, che molto probabilmente andrà a finire come i vecchi mestieri di Ulrich, e mi concentrerei sulle cose che veramente mi hanno colpito e che sento scaturite dalle viscere dell'autore come quando a pag 122 afferma: "Non c'è nulla di più difficile in letteratura che descrivere un uomo che pensa..." Già, il titolo stesso del paragrafo dal quale è tratto, appunto il "28. Un capitolo che può esser saltato da chi non tiene in gran concetto la meditazione"... Ecco, s'è parlato trasversalmente di "romanzo filosofico", oltre tutto quello che un romanzo di tale portata può ulteriormente essere, allora è qui, è in questi punti che va letto attentamente Musil, e dove si inravedono le fila dell'enorme trama che sottende a questo capolavoro, io le ricercherei da quelle parti o tra le note che Walter e Clarisse sono intenti a sonare come in questo passo:"Il pianoforte martellava lucenti teste di note in una parte d'aria." Continua...ah comunque sono un maschietto io, vista la prevalenza di teste femminili in questo gruppo...
- Giuseppe Carbè | Oct 8, 2009 Report abuse
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Evviva! Giuseppe sei il benvenuto ^_^
Il tuo commento mi piace, perché parla delle emozioni che ti ha suscitato la lettura. Io temo di averla affrontata forse in modo un po' troppo logico e razionale. Me ne sono accorta leggendo il capitolo 97 per rispondere a Lisa. Prima, ho certato di capirlo seguendo questo percorso erotico sessuale di Clarisse. Ma poi, subito dopo, ho pensato che vuole darci un'emozione più addominale che di testa. La povera Clarisse ha degli sprazzi di pazzia e le sue sensazioni sono confuse al punto che non si sa più quanto siano reali o di fantasia, come nell'episodio in cui racconta ad Ulrich del padre. - Cristina | Oct 8, 2009 Report abuse
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Benvenuto Giuseppe anche da parte mia......!
Complimenti per il commento....!
:) - Lisa | Oct 8, 2009 Report abuse
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Scusate, ma nella fretta di chiudere il post ho dimenticato di inserire da dove avevo preso il riferimento. Lo faccio adesso "par 38. Clarisse e i suoi dèmoni." Inoltre, per continuare il discorso che stavo facendo ieri, volevo sottolineare il fatto che il Nostro, nella vita era anche, oltre che un fine scrittore, uno scienziato e psicologo, quindi in questo romanzo, anche se lui delinea perfettamente quelle che sono le tendenze e lo spirito del suo tempo, nei fatti e descrivendone minuziosamente la realtà e gli intrighi a esso connesso, la vera rivelazione dello spaccato sociale in cui vive e più in generale dei moti dello spirito umano, va ricercata proprio tra i caratteri e quello scendere lentamente (come un secchio calato a coglier dell'acqua in un pozzo!) nel profondo dell'anima dei suoi personaggi principali. Un altro esmpio: 25."le sofferenze di un'anima coniugata"
"Nel suo soffrire, leggeva molto, e scoprì di aver smarrito una cosa del cui possesso non era mai stata ben consapevole: un'anima."
Lo ripeto io sono solo arrivato al par. 42 "La solenne seduta", spero in questo finesett di forzare un po' i tempi anche se non sogno di raggiungervi, comunque credo che questo testo vada affrontato senza fretta e, se non centellinato perchè altrimenti non se ne uscirebbe più, almeno assorbito con attenzione... io me lo sto godendo malgrado il poco tempo a disposizione.
Ancora una buona lettura e a presto! - Giuseppe Carbè | Oct 8, 2009 Report abuse
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...la vera rivelazione dello spaccato sociale in cui vive e più in generale dei moti dello spirito umano, va ricercata proprio tra i caratteri e quello scendere lentamente (come un secchio calato a coglier dell'acqua in un pozzo!) nel profondo dell'anima dei suoi personaggi principali.
Hai reso perfettamente l'idea che più volte ho espresso, ossia che l'aspetto più interessante di questo testo sta proprio nello scoprire i vari personaggi che ruotano itorno a Ulrich. Innegabile è la capcità di Musil nel farci entrare piano piano nell'animo di ognuno di essi. Penso che alla fine ciò che prenderà forma non sarà altro che il riflesso di una società complessa...!In merito come affermavo qualche commento fa singolare quanto bello, il paragrafo 87.....!Anche se non puoi raggiungerci, i tuoi interventi sono sempre ben accetti, in fondo come tu stesso affermavi, di certo non è un libro da leggere velocemente rischieresti di perderti pargrafi davvero belli come (almeno per me) il 70, che ci riguarda da vicino in quanto lettori ma anche alcuni dei paragrafi successivi.....!
buona lettura - Lisa | Oct 8, 2009 Report abuse
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Cito dal parag. 97:
"l'idea meravigliosa che la donna deve accogliere dentro di sè l'uomo tanto come madre che come amante la intenerì e la turbò!"
Da una prima lettura mi sembrava che emergesse uno "spirito" misogino, poi ad una rilettura ho notato anche qualcosa di poetico e non di mera rassegnazione! - amy3000 | Oct 8, 2009 Report abuse
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@Amy3000
ho appena finito di leggere anche io il passaggio da te citato, e concordo, ma rimane comunque un paragrafo da me poco compreso,chi vuole darmi delucidazioni....?Interessante anche il paragrafo 99 dove emerge un nuovo personaggio, quello della zia Jane. Descritta come una donna un pò strana che vive fuori dalle regole, sempre vestita allo stesso modo, con i denti neri perchè fuma il sigaro e sposata in gioventù, contro il parere dei suoi genitori, con un fotgrafo da strapazzo, gran bevitore....! Chissà se Musil tornerà in seguito a parlare di questa figura quanto mai fuori dal comune, ma per questo interessante....!Non a caso inserita in un paragrafo dove si discute della mezza intelligenza e dell'altra mezza "non mai esatta e giusta di quella mezza intelligenza", che indica la stupidità, due aspetti che a quanto afferma l'autore ognuno di noi ha, ma alla fine sembra che la parte del nostro cervello che contiene la stupidità sia più proficua in quanto " possiede la vera forza inesauribile di rinnovamento, e una grande fertilità", rispetto al lato intelligente....!
- Lisa | Oct 8, 2009 Report abuse
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@Lisa:
Questa riflessione di Musil che hai riportato è attualissima! - la vecchia strega | Oct 9, 2009 Report abuse
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Anche a me la zia Julia è piaciuta moltissimo.
Ma dei paragrafi di questa settimana mi ha entusiasmato il 100 quello sulla biblioteca e sul bibliotecario che non aveva letto nulla di quello che aveva. Che meraviglia una biblioteca di quella portata e che supplizio di tantalo non leggere nulla!!!! - Laurataramelli | Oct 9, 2009 Report abuse
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Il personaggio di zia Julia è grottescamente simpatico. Molto ironica la frase: "Perché la vita, quand'è grandiosa, non si può ancora pretendere che sia benigna", romantica consolazione dei nostri fallimenti e sofferenze, ma sappiamo molto bene che non esiste un nesso.
- Cristina | Oct 9, 2009 Report abuse
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Naturalmente, intendevo zia Jane. Niente a che vedere con il personaggio di Vargas ;-)!
- Cristina | Oct 9, 2009 Report abuse
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Tra i paragrafi in lettura questa settimana sono stata colpita dal 102. Guerra e amore in casa Fischel, soprattutto dal punto in cui la discussione si sviluppa attorno al progresso.
Hans Sepp (lo studente innamorato di Gerda ammesso in casa come precettore in quanto troppo povero per aspirare a diventarne fidanzato) dice "Del resto nessuno al giorno d'oggi può riuscire a creare qualcosa di grande!" e Ulrich ribatte chiedendogli se proprio non avesse nessuna fiducia nel progresso.
Si dipana da qui un interessante confronto secondo cui il progresso è ciò che risulta dagli sforzi comuni di tutti, e si può dire a priori che il vero progresso sarà sempre appunto quello che nessuno voleva.
E' interessante quello che dice Ulrich: Ogni progresso è anche un regresso. V'è progresso sempre unicamente in un certo senso. E poiché la nostra vita nell'insieme non ha senso, così nell'insieme non ha neanche progresso.
Aggiunge ancora Ulrich, alcune righe più in basso, che lo sbaglio sta nel fatto che il progresso vuol sempre fa piazza pulita del vecchio significato, ma che i tempi passati devono aver avuto qualcosa di buono, da cui bisognerebbe trarre vantaggio.
Cosa ne pensate? - swirlingclouds | Oct 10, 2009 Report abuse
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Anche a me piace vedere il progresso come un movimento bifronte. A ogni cosa che si aggunge se ne parde un'altra. Ovvio poi che alle nuove conquiste non riusciamo più a rinunciare.
Tornando a uno degli esempi del paragrafo: certo ci si mette meno ad attraversare l'oceano, ma l viaggio perde la sua caratteristica principe di "cosa in itinere" e assume quella di "spostamento da un posto all'altro".
Si risparmia tempo, ma poi? - Laurataramelli | Oct 10, 2009 Report abuse
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@Laura: bellissimo il capitolo sulla biblioteca: e con quale candore il bibliotecario afferma di non aver letto nulla!
- amy3000 | Oct 10, 2009 Report abuse
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Sull'idea del progresso io trovo la lettura di Musil molto lucida ed equilibrata.
Con le sue descrizioni delle strade, dei palazzi e delle opere di Vienna, da un lato, e della vita e dei codici cristallizzati da secoli delle classe alte e delle istituzioni dall'altro sembra voler rimarcare continuamente il carattere di "antichità" della cultura europea, la sua memoria monumentale in netto contrasto con il movimento delle menti che si illudono di potersi lasciare tutto alle spalle mentre rincorrono un progresso indiscriminato.
Coglie in modo molto brillante i rischi che si corrono quando si tenta di sovrapporre il nuovo al vecchio senza tener conto di quello che è stato, che in fondo è tutto quello che realmente appartiene a un popolo e a un Paese.
Ed è ironico (e penso che lo sia volutamente) che questo ragionamento preceda una guerra che avrebbe spazzato via tutto lasciando solo la memoria.Anche a me il capitolo della biblioteca è piaciuto moltissimo! Effettivamente per tutti noi che siamo un po' dei "bookworms" non può che essere uno dei più interessanti.
È un modo estremamente efficace di far luce sull'errore in cui tutti incappiamo quando confondiamo l'affidatario di un ruolo o di un luogo con il contenuto del suo lavoro o di quel luogo.
Io, poi, mi sono immedesimata molto, perché frequento ogni giorno la biblioteca di Studi Asiatici del mio dipartimento, e lì i bibliotecari, che devono gestire traffici di libri antichi e moderni in giapponese, cinese, arabo, sanscrito, pali, tibetano, persiano etc etc li considerano solo numeri perché non sono neanche in grado di leggerne il titolo. Deve essere alienante... (chiusa digressione)Poi devo dire che di questo libro le uniche parti che trovo di lettura un po' faticosa sono quelle su Walter e Clarisse. Forse perché, sebbene Walter mi piaccia molto, trovo sua moglie insopportabile! Ma anche questo, in fondo, è dovuto alla bravura di Musil nel disegnare i suoi personaggi: se anche uno solo di essi ci lasciasse indifferente significherebbe che non lo ha descritto bene, e invece (almeno per me) sono tutti sistemati in qualche luogo del mio condominio ideale di simpatie e antipatie.
Forse era questo che intendeva Čechov quando scriveva che niente in un romanzo è lasciato al caso... Musil ai miei occhi è sempre più LO scrittore, e mi chiedo costantemente perché ho lasciato passare così tanto tempo prima di leggerlo. Però è anche vero che forse se fossi stata più giovane non lo avrei apprezzato così tanto.Buona domenica a tutti!
- gala | Oct 11, 2009 Report abuse
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Siccome sono irrimediabilmente indietro (ho appena finito il par. 55 - Soliman e Arnheim), ho pensato che un modo per non sentirmi troppo solo può essere quello di riportare alcuni 'pezzi' che mi sono rimasti particolarmente impressi o semplicemente molto piaciuti e che ho sottolineato mentalmente per riproporli qui.
Mi rendo conto che è un metodo molto frammentario e disorganico, per cui se la cosa disturba, ditemelo.
In generale devo dire che una delle qualità di Musil che apprezzo di più sia la sua straordinaria capacità di abbinare, anche in uno stesso periodo, una profondità di analisi fuori dal comune con un'ironia a volte così sottile che si fa fatica a cogliere.
(par. 40-Un uomo con tutte le qualità, ma gli altri sono indifferenti. ...)
"...ma proprio forse nel fatto che tutte le cose di cui si nega l'esistenza - tutte le cose senza colore, senza odore, senza peso e senza morale, come l'acqua, l'aria, lo spazio, il denaro o il passare del tempo - sono in verità le più importanti, sta forse una tal quale sinistra misteriosità della vita" - Marcopolo | Oct 11, 2009 Report abuse
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@Marcopolo
tranquillo, abbiamo stabilito che qualunque impressione suscita la lettura del libro, se vi va la potete condividere in quanlunque momento, in questa discussione.....! E poi non è male ogni tanto tornare indietro ai capitoli precedenti che comunque sono collegati tra loro anche con quelli che attualmente stiamo leggendo.
Inoltre condivido con te l'osservazione sulle capacità analitiche/introspettive di Musil nonchè la sottile ironia che a volte veramente si fa difficoltà a cogliere. E' davvero uno scrittore a dir poco "esemplare"....!
:) - Lisa | Oct 12, 2009 Report abuse
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Comincio a provare una forte simpatia per la storia d’amore, semi-seria, tra Rachel e Soliman. In merito, mi è piaciuto molto il paragrafo 104 in cui si narra la piccola avventura che Soliman fa vivere alla cameriera, portandola nella camera del suo padrone Arnheim, con l’intenzione di rubare tutti i suoi averi e fuggire con lei, troppo comico il pezzo in cui Soliman tenta nervosamente di aprire un baule(credo), del padrone:
Intanto Soliman cicalava ininterrottamente, tutta la riserva di cammelli, principi, misteriosi corrieri e sospetti su Arnheim venne sciorinata…….
Nonché la descrizione del bacio di Rachel prima di andare via:
Ma prima ch’egli potesse opporsi Rachel diede un bacio di addio. Le labbra non le tremavano come al solito, ma s’attaccarono al frutto succoso della bocca di lui, e intanto ella rovesciava all’indietro la testa di Soliman, più basso di statura, e lo tenne così fin quasi a soffocarlo. Soliman si dibatteva e quando fu lasciato libero gli pareva che un ragazzo più forte l’avesse immerso sott’acqua……
- Lisa | Oct 13, 2009 Report abuse
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Giusto Lisa, ma anche per gli innamorati sublimi non si risparmia ironia:
sceglieranno il "tran-tran" dell'adulterio o lo sconquasso di un divorzio? - amy3000 | Oct 13, 2009 Report abuse
- Laurataramelli | Oct 13, 2009 Report abuse
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Ma bene! Qui, siamo già al gossip :-))?
Scherzo, naturalmente. Sono un po' indietro, ma conto di raggiungervi presto. - Cristina | Oct 13, 2009 Report abuse
- Laurataramelli | Oct 13, 2009 Report abuse
- amy3000 | Oct 14, 2009 Report abuse
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Potremmo scrivere il prosieguo di "L'uomo senza qualità" del 2000. Sarebbe interessante approfondire il significato di "qualità" confrontandolo nelle due epoche. Chi è oggi l'uomo senza qualità? L'uomo intelligente che non trova un nesso tra la sua anima e il mondo esterno, la società di oggi? E' lo stesso del Novecento? Quali sono oggi le qualità che permettono all'uomo una piena realizzazione personale, che non è naturalmente il successo, ma la realizzazione di sé e del senso della vita?
- Cristina | Oct 14, 2009 Report abuse
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Io ci starei se solo qui dal lavoro il proxy mi facesse accedere facilemente...
sono indietrissimo molto molto indietro...
causa studio-lavoro...Le qualita del duemila:
soldi;
potere;
bellezza;
ovvero Silvio Berlusconi.
Scherzo il NanoBastardo e la suo crocchia di amici non hanno qualità... ma non per fanno parte del libro...Io credo che le qualità del novecento le qualità del 2000 sono differenti, ma le qualità mancate siano le stesse solo che come al solito di base ci vogliono i soldi.
- Il verme Disicio | Oct 14, 2009 Report abuse
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Mi chiedo sempre perché non pensare invece in modo più realizzante alla nostra vita, senza dare sempre la colpa della nostra mancata realizzazione a qualcun altro. E se pensiamo alle qualità del 2000, perché non pensare invece che sono importanti la solidarietà, la giustizia, la pace e lavorare per realizzare queste e nello stesso tempo noi stessi. Quindi direi che "qualità" dell'uomo per me è oggi la "qualità" che ognuno di noi riesce a mettere nella propria vita, dandole un senso, ma nella quotidianità e subito, pur senza rinunciare a costruire qualcosa che dia valore anche ad un futuro.
- Cristina | Oct 14, 2009 Report abuse
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Sono finalmente arrivata al capitolo 100, in cui il generale Stumm entra nella biblioteca nazionale, alla ricerca di una grande idea. Dovendo specificare quale argomento cerca, per orientarsi, chiede un libro sull’Avveramento dell’essenziale. Come se fosse semplice:-)! Una bella fatica trovare l’essenziale e la sua realizzazione nel mondo dell’idee: le idee producono altre idee e confondono ancora di più gli uomini come il generale Stumm, che hanno fatto dell’ordine militare una categoria dello spirito. Il bibliotecario non gli è di nessun aiuto, perché non ha mai letto uno di quei libri, ha imparato solo a parlarne, avendo ascoltato altri che ne parlavano, e anche questi non si sa fino a che punto li avessero letti. Chissà perché, mi ha fatto pensare ad alcuni insegnanti che conosco: parlano continuamente di libri, che non hanno mai letto, con gli studenti e con tutti. Anche i bibliotecari, che conosco io, citano in continuazione titoli, ma poi, quando mi capita di leggere quello stesso libro, di cui mi avevano parlato, scopro che loro non l’hanno mai letto.
Interessante la riflessione del generale Stumm sull’ordine come concetto di morte: tutti questi libri così rigidamente catalogati al punto che non servono più la funzione per la quale sono stati scritti, che era quella di leggerli, ma solo quella di stare in una biblioteca, come si sta in un cimitero, finiscono per essere una metafora di tutta l’umanità, quando la si vuole in un ordine perfetto e, in qualche modo, questo ordine si trasforma in un bisogno di morte. - Cristina | Oct 14, 2009 Report abuse
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Mi viene un po' da ridere, perché questa discussione di gruppo è quanto di più disordinato mi sia mai capitato di vedere, ma è bella proprio per questo, perché è spontanea e genuina ed ognuno si può sentire libero di aggiungere qualcosa alla discussione in piena libertà. Ho fatto questa considerazione, perché mi accingo a leggere i capitoli sul progresso, per i quali swirlingclouds ha posto una domanda al gruppo, che ricordavo, ma ho naturalmente fatto un po' fatica a trovare, in mezzo a tutti gli altri interventi.
- Cristina | Oct 14, 2009 Report abuse
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in fondo ci siamo adeguati alle esigenze richieste da un libro come questo.....! Forse, con un modo così strambo di procedere, abbiamo creato un equilibrio di gruppo, tutto nostro (almeno lo spero), e se quest'ultimo per quanto strano possa essere, ci farà arrivare alla fine, con la sensazione di essere più ricchi dentro, allora ben venga.....!
☺ - Lisa | Oct 14, 2009 Report abuse
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In questo romanzo, sono ravvisabili molte influenze del pensiero del Novecento. Il concetto di ordine, come desiderio di morte, del generale Stumm, mi ha ricordato il pensiero di Martin Buber che, nella sua opera più importante (Ich und Du) parla di un duplice rapporto dell’Io con il mondo: il rapporto Io-Esso, che equivale al rapporto con un oggetto, che non cambia mai, come forma e posizione, pertanto si può considerare senza vita e un rapporto, invece Io-Tu, che corrisponde ad una relazione dinamica, che cambia, con un Tu, che ci viene incontro e questa è la vera relazione, il rapporto vero, dialogico, che l’Io deve avere con il mondo esterno.
- Cristina | Oct 14, 2009 Report abuse
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Cristina, in merito alle tue domande e dubbi espressi poco più su:
Quali sono oggi le qualità che permettono all'uomo una piena realizzazione personale, che non è naturalmente il successo, ma la realizzazione di sé e del senso della vita? ....
beh neanche a farlo apposta trovo quanto mai attinenti le osservazioni del paragrafo 106
In questo paragrafo dedicato ad Arnheim e ai suoi pensieri, ciò che mi ha colpito notevolmente è il pessimismo di fondo che aleggia in tutto il suo pensiero, che non ultimo sembra essere il riflesso di tutto il pensiero stesso di un’epoca…..!Emerge così la convinzione che il danaro, la morale e la logica la facciano da padrona e di conseguenza si arriva ad affermazioni secondo le quali, l’anima nel momento in cui possiede una morale, si trasforma in qualcosa di logico. L’anima cioè, se veramente libera rimane tale, ma se accostata alla morale si trasforma in qualcosa di prettamente razionale. Arnheim ad un tratto arriva a pensare che nel mondo attuale, anche la religione , per avere successo dovrebbe asservirsi al denaro e alla logica.
Si arriva così ad estremizzazioni, tali che portano questo personaggio(ma mi chiedo quanto, anche Musil credesse nelle cose da lui stesso scritte), ad affermare che : l’uomo che vuole veramente costruire qualcosa di solido, può farlo se se accetta il compromesso di utilizzare le qualità e le passioni più basse, perché solo ciò “che è indissolubilmente legato all’egoismo ha consistenza” mentre le intenzioni più nobili, sono viste come le più infide, contraddittorie e fuggevoli come il vento. - Lisa | Oct 14, 2009 Report abuse
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Non ho ancora letto questo capitolo. Ma vedo già una certa somiglianza tra il pensiero di Arnheim e quello della CEI :-)
Io seguo invece una logica esistenziale, che però in questa discussione sarebbe troppo OT e per questo rimando ad altra occasione. - Cristina | Oct 14, 2009 Report abuse
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non so cosa intendi di preciso per "Logica esistenziale", ma non credo che stiamo trascurando questo lato, di esistenzialismo e materialismo, tratta essenzialmente questo libro e su questo si incentrano le discussioni(tranne qalche vispa teresa che ogni tanto ci mette il chiacchiericcio, gossip e pettegolezzi vari)^^',ste ragazze di oggi...! :)
Quindi se puoi cerca di chiarire cosa intendi, probabilmente non ho compreso bene.
Scusa se non ti rispondo subito ma ora devo andare a lalvorare quindi leggerò le discussioni domani mattina
Buona serata a tutti/E - Lisa | Oct 14, 2009 Report abuse
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@Lisa: la discussine è un pò pesantina e mi si carica con difficoltà; ne apriamo una seconda?
- Laurataramelli | Oct 15, 2009 Report abuse
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Ormai ho scritto il post e per questa volta metto solo un avvertimento. Poi, per il futuro, prometto che non divagherò più: una seconda discussione non avrei il tempo di seguirla :-)
Attenzione rischio off topic se non li amate non leggete.
Nel capitolo 106 Paul Arnheim, rimasto da solo, ragiona sulla possibile conciliazione di due aspetti di fatto inconciliabili: l’anima e gli affari. L’esistenzialismo, di cui parlavo sopra, che rappresenta una "svolta" in senso nettamente spiritualistico del pensiero, si afferma storicamente dopo la prima guerra mondiale, più tardi rispetto alla vicenda del romanzo, ma fa sentire tutta la sua influenza in Europa negli anni in cui Musil scrive.
L’esistenzialismo non dice esattamente che questi due aspetti sono inconciliabili, ma dice che non sono strettamente collegati da un rapporto di causa effetto. Per spiegare, riprendo la teoria di Frankl degli assi ortogonali. Dice che l’uomo vive una dimensione di homo sapiens o homo abilis, che è quella dell’uomo che ha successo negli affari, o del playboy che ha successo con le donne, rappresentata da un asse orizzontale ai cui poli estremi stanno “successo” e “insuccesso”. Poi c’è la dimensione dell’homo patiens, che è rappresentata da un asse verticale ai cui estremi stanno la “disperazione”, (la mancanza di senso, che porta alla depressione o al suicidio) in basso e la “realizzazione” (realizzazione di sé e del significato della vita) in alto. Se si tiene presente questo, si può capire bene come si possa avere successo negli affari, ma nello stesso tempo disperazione e mancanza di senso, e realizzazione di sé, nonostante il naufragio. Un esempio attuale della mentalità di Paul Arnheim è, a mio avviso, ma senza spirito di polemica, perché è solo un opinione personalissima, la CEI, i vescovi italiani: sono un comitato potente dal punto di vista politico, ricco (è quello che gestisce tra l’altro il fondo dell’otto per mille) e cerca di portare avanti il vangelo. C’è invece un gruppo di donne consacrate cattoliche in un posto sperduto della giungla malese che lavorano in un piccolo ospedale e vivono in povertà senza convincere nessuno dei loro convincimenti, ma per i poveri di quel villaggio sono il vangelo stesso. Chi dei due ha realizzato di più il messaggio cristiano che è di povertà, misericordia e mitezza e insieme il senso della sua esistenza?
Chi dei due ha invece successo, come potere e denaro, ma nello stesso tempo svuotato di senso il significato della propria esistenza, che sarebbe dovuta essere testimonianza di debolezza “umana” e mitezza? - Cristina | Oct 15, 2009 Report abuse
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@Laurataramelli. Forse ti riferivi al problema tecnico che aprendo la discussione non ti appare subito l'ultimo messaggio? Se è questo, devi eliminare i cookie in "Strumenti" ..
- Cristina | Oct 15, 2009 Report abuse
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No. Intendevo che prima di riuscire a caricare tutta la discussione ci mette ormai parecchio: a scendere e a salire per leggere i messaggi sopra il comando risponde con una lentezza esasperante. Cookies non ne vedo (e da strumenti non mi dice nulla su di loro; al massimo mi chiede di non autorizzare i pop up, cosa che già ho fatto!).
- Laurataramelli | Oct 15, 2009 Report abuse
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io ho eliminato i cookies ed ho ottenuto l'effetto contrario, cioè non mi da più l'aggiornamento su ultimi messaggio uh che bbellezzzzaaa.....! Comunque la discussione è diventata lunga quindi ne apro una nuova più agevole per tutti, vista la lunghezza del libro, toccherà farlo prima o poi. Allora ci vediamo di là......!
:)
- Lisa | Oct 15, 2009 Report abuse
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allora inserisco qui l'indirizzo che rimanda direttamente al seguito della discussione:
http://www.anobii.com/forum_thread?topicId=61936#new_th…
ciao - Lisa | Nov 2, 2009 Report abuse
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