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II giorno più lungo in

A UN CERBIATTO SOMIGLIA IL MIO AMORE

pag. 677

Era uscito da lì e aveva fissato l'acqua blu e i giardini verdi di Ismaylia. Poco lontano un convoglio infinito di jeep militari stava attraversando il canale su un ponte di barche. Un flusso immenso di uomini e veicoli si riversava in un punto molto vicino all'avamposto senza nemmeno perdere tempo a conquistarlo. Ilan aveva pensato al film Il giorno più lungo, che aveva visto due volte con Avram. Aveva avuto la sensazione che le diverse parti della realtà che conosceva non potessero ormai più ricomporsi e aveva semplicemente cessato di stupirsi.
Le granate cadevano, le reti di acciaio che ingabbiavano i massi delle trincee cominciavano a sgretolarsi. Frammenti di roccia volavano intorno a lui. Il rivestimento di protezione dell'avamposto si andava sfaldando, l'aria era satura di sabbia, fuliggine e polvere. Ilan non riusciva a girare lo sguardo verso sud, verso l'avamposto Magma, eppure intuiva che del fumo si levava da lì, dal luogo in cui si trovava Avram. Lo intravedeva con la coda dell'occhio. Si lambiccava il cervello alla ricerca di un modo per costringere il comandante a mandare dei soldati a trarre in salvo Avram, ma sapeva che non c'era speranza. Il comandante non avrebbe inviato nessuno in una missione suicida come quella. Ilan aveva brancolato verso il bunker del comando. Aveva gli occhi rossi e lacrimosi, respirava a fatica.

http://it.wikipedia.org/wiki/Il_giorno_più_lungo

arcobaleno | Sep 12, 2009 Report abuse

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