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Riccardo Bellofiore @ Convegno CGIL Reggio Emilia (13.05.2009)

<Dalla marea che un popolo ha sommerso,
e me con esso, ancora
levo la testa? Ancora
ascolto? Ancora non e' tutto perso? > U. Saba

voci nella dead zone?

grazie distopia!

daimhin | Sep 14, 2009 Report abuse

no asp quale "dead zone" è la CGIL.

[d157opia] | Oct 5, 2009 Report abuse

la dead zone non è la CGIL, almeno spero di no, ma il gruppo "noi leggiamo etc..." :((
sembra che non importi proprio a nessuno

daimhin | Oct 31, 2009 Report abuse

Basta il primo filmato per capire "l'alto livello scientifico" raggiunto dai sinistri incuneatisi nella CGIL.
Bellofiore ripete a pappagallo la tesi secondo cui questa sarebbe "una crisi finanziaria scoppiata nel 2009 poi tramutasi in bancaria e infine riversatasi in crisi dell'economia reale; una crisi attesa dal 2008 (sic!)".
Non so se provare pena o schifo per cotanta scienza. Mi accontento di deriderlo, conscio del fatto che il riso è una delle massine violenza che l'uomo sappia mettere in campo.
Qualche dritta per i sinistri che appoggiano queste scemenze:
1) La crisi data dalla metà degli anni '60 (negli USA, che essendo allora il centro del capitalismo, possono essere presi come punto di riferimento) per poi coinvolgere gli stati dell'Europa dell'Ovest + il Giappone già agli inizi degli anni '70 (per chi non riesce a capire che una crisi può durare 30 anni non so che farci, si "faccia"), questo spiega l'accanimento del capitale internazionale contro le conquiste dei lavoratori (riflusso del Maggio francese, riflusso del 69 operaio italiano ...).
2) Con gli anni 70 si assiste ad una grandissima ondata di ristrutturazioni (centralizzazioni mostruose ...) per recuperare margini di profitto grazie al vecchio trucco del capitale che risponde da sempre alla caduta del tasso di profitto con un aumento della sua massa; per far questo si adotta universalmente (progressivamente) il modello neocorporativo giapponese (con sindacati partecipi della produzione), reso vincente dalla contemporanea entrata in funzione della duplice flessibilità di forza-lavoro (il salario fisso è meno della metà rispetto alla parte variabile dipendente dalla produttività) e macchine (automazione del controllo con informatica e telematica).
3) Grazie a questa ripresina si assiste ad una piccola estate di San Martino agli inizi degli anni '80; tuttavia non si possono fare miracoli quando la crisi è da sovrapproduzione (altro che finanziaria, e poi finanziaria vuol dire il capitale finanziario di Lenin non la finanza!), perciò si segue il consiglio di Henrick Grossamann (quando l'esportazione di capitale in eccesso verso l'esterno è impossibile per la mancata valorizzazione, allora si esporta all'interno tramite creazione di capitale fittizio, con conseguenti bolle speculative).
4) Negli anni '90 si assiste alla penetrazione del capitale nei paesi dell'ex realsocialismo e grazie a ciò si ha ancora un piccolo sviluppo estensivo del capitalismo con recupero di margini di profitto, tuttavia il pesante debito accumulato nel decennio precedente è un macigno troppo grande, perciò la crisi torna prepotente.
5) Il resto è storia di oggi.

Bellofriore come Keynes: un infiltrato.

Delaserna | Nov 20, 2009 Report abuse

Incommentabile sfoggio di ignoranza. Lo scopo della conferenza qui suggerita era evidentemente diverso da quello di far sfoggio di due o tre concetti imparati a memoria su qualche pubblicazione di seconda mano. Motivo per cui Bellofiore, che sa benissimo qual'è stato l'andamento del tasso di profitto negli USA dagli anni sessanta per il semplice motivo che è una delle persone che l'hanno studiato ed evidenziato permettendo a te, oggi di dire certe cose (male), ha usato altri termini e altri ragionamenti dai tuoi, per dire altre cose, diverse dalle tue.

Tra l'altro lol, il tuo aborto di ragionamento economico è la quintessenza dello stagnazionismo, ma poi te la prendi con Keynes. Il fatto è che non sai di cosa stai parlando. Sei il tipico mediocre massimalista che non capisce mai niente oltre quel che gli serve per inneggiare alla rivoluzione. Per fortuna sei l'ombra del passato. Torna a vendere il giornale davanti ai licei.

[d157opia] | Nov 23, 2009 Report abuse

Poi che significa "Keynes infiltrato". Keynes è sempre stato fieramente e apertamente liberal e anticomunista, non ha mai pensato di "infiltrarsi" in nessun posto.

Chiudiamola qua: c'è bisogno di sentire riassunti approssimativi ma seri come quello di Bellofiore, sopratutto perchè sono orientati alla stragrande maggioranza delle persone che vuole sentire delle ricostruzioni delle crisi che sappiano analizzare criticamente ciò che è accaduto e metterlo in prospettiva storica (cosa che peraltro viene fatta ad un certo punto, basta non aver la presunzione di fermarsi all'introduzione).

Ciò di cui invece nessuno ha bisogno è uno sproloquio di termini complicati già di per sè, mischiati e stravolti dalla foga pasticciona di un tifoso della rivoluzione. Sul gruppo "debating marxism" ci sono una buona dozzina di interventi postati con ottimo materiale per affrontare la questione della crisi in una prospettiva più strettamente marxista, che non è assolutamente detto debba essere l'unica e la migliore a priori nè men che meno che sia comprensibile al meglio se non si legge niente altro. Chi vuole può tranquillamente bypassare Delaserna e andarsi a sentire direttamente alla fonte chi parla di ste cose non per sentito dire e con un po' meno spocchia e superficialità.

Qui si proponeva un semplice intervento di un valido economista italiano, uno dei pochi che allo stesso tempo coniuga una prospettiva di sinistra ed una professionalità invidiabile nel campo economico, utile a farsi una prima idea generica e per questo accessibile. Chi sa di cosa si sta parlando troverà altrove le sue fonti e capirà. Chi crede di sapere invece, probabilmente ha già mostrato fin troppo bene la goffaggine della sua reazione.

[d157opia] | Nov 23, 2009 Report abuse

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