L'eleganza del?
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Sono nuova del gruppo ma vorrei già provare a dialogare con voi portandovi un parere su un libro che sto finendo di leggere in questi giorni.
La domanda: è più bello un libro ben scritto, elogio delle proprie capacità di linguaggio; oppure è più bello un libro semplice ma pieno di emozioni?
Indubbiamente "L'eleganza del riccio" è un bel lavoro anche se non ho potuto non registrare la voglia spasmodica di dimostrare che si può ancora scrivere aulico... che si può ancora mostrare un'ottima capacità di scrittura con tanto di riferimenti ad opere d'arte non sempre conosciute dai più. Inizialmente ho avuto qualche difficoltà ad entrare nell'ottica del lavoro (premiato da molti), anche se poi mi sono abituata e ho accettato l'idea.
Personalmente amo di più quei libri che, pur essendo scritti in modo apparentemente poco curato e forbito, riesce a far provare emozioni forti e immaginare scene, personaggi, sapori e odori del mondo in cui la storia si consuma.
Ecco era solo l'inizio... per conoscervi e farmi conoscere. - Valentinadonatiello | Sep 20, 2009 Report abuse
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Chiedo scusa in anticipo (già sento il piovere di pietre su di me, con buona pace di Robecchi) ma ritengo L'eleganza del riccio uno dei libri più antipatici che abbia letto negli ultimi dieci anni, spiacente ma non l'ho apprezzato così pieno della classica spocchia francese...non l'ho proprio digerito, tant'è vero che per la prima volta nella mi vita l'ho riclicato come regalo a una persona che credeva fosse bello. E' stato solo una mera operazione commerciale...
- Gio | Sep 20, 2009 Report abuse
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Ciao Valentina!
La seconda che hai detto :-) e concordo con Gio su "L'eleganza del riccio", l'ho trovato ahimè tristemente vuoto e odioso... - Tamsen | Sep 20, 2009 Report abuse
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@Tamsen: grazie grazie grazie, come già scritto lo scorso anno mi hanno quando ho espresso questa opinione mi hanno guardata tutti malissimo, come se avessi bestemmiato! Per fortuna mi accorgo di non essere l'unica ad avere questa opinione sul libro (libro? bohhhh)
- Gio | Sep 20, 2009 Report abuse
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Gio, Tamsen vi sostengo anch'io. Non sono proprio riuscita a trovare la vena poetica di questo libro. Le due protagoniste non le ho proprio digerite, per motivi diversi. L'unico simpatico è il giapponese ma se ne poteva fare a meno.
@Valentina: benvenuta nel gruppo!
- Miss Mapyal | Sep 20, 2009 Report abuse
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Mi aggiungo anch'io, ciao Valentina!
Ho dato tre stelle "al riccio", e nel commento ho espresso la mia opinione a questo libro così osannato.
Non mi ha entusiasmata più di tanto, l'ho trovato a tratti pesante e noioso,ecco qua. - viky | Sep 20, 2009 Report abuse
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Sarà che in Paloma mi sono rivista quando avevo più o meno la stessa età-certo,non da un punto di vista così eccelso culturalmente,ma nelle osservazioni "adulte",nella non voglia di vivere costretta nelle regole,nel contestare l'ordine familiare-A me è piaciuto e mi ha commossa.Il decidere quando e come terminare la propria vita,anche se non ho assolutamente spinte suicide,nè le avevo da bambina,è un pensiero che mi accompagna da sempre.
- Elishebaez | Sep 20, 2009 Report abuse
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"L'eleganza del riccio" mi ha emozionato, mi ha molto coinvolto. E' uno dei libri che mi è piaciuto di più.
- Robymarchegiano | Sep 20, 2009 Report abuse
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"Se c'è una cosa che non tollero assolutamente è che la gente trasformi la propria impotenza o alienazione in un credo."
"La nostra capacità di manipolare noi stessi perchè lo zoccolo delle nostre credenze non vacilli neanche un po' è un fenomeno affascinante."
E' vero, è ricco dell'odiosa "spocchia francese", è vero, i protagonisti possono facilmente risultare antipatici, ma non è possibile rimanere impassibili di fronte alle grandi verità di cui si fregia. Fortunatamente siamo ben lontani dalla banalità e dalla superficialità dei romanzi moderni.
Muriel Barbery dice la verità sugli uomini, ecco forse perchè a molti non piace.
E' comprensibile che la distruzione dello stereotipo ("La nostra capacità di manipolare noi stessi perchè lo zoccolo delle nostre credenze non vacilli neanche un po'..."), che la distruzione delle nostre più comuni credenze (credenze da borghesucci) possa provocare un sentimento di disprezzo.Ovviamente non tutti quelli che dicono "non mi piace" sono mossi dallo stesso sentimento di cui parlo, a molti può anche non piacere solo per lo stile usato o per altro, non generalizzo.
A me è piaciuto, non fosse altro per il forte messaggio che ha voluto evidenziare.
Benvenuta... ma sono nuovo anche io da queste parti :)
- thephilosopher | Sep 20, 2009 Report abuse
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@theophilosopher: scusami però rispetto ad altri romanzi, saggi ecc. francesi questo è quasi a livello di un Harmony...Ammetto che molto possa dipendere anche dallo stato d'animo soggettivo del momento in cui uno lo legge, però...dai ammettilo che è una sveltina commerciale....
- Gio | Sep 20, 2009 Report abuse
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Sinceramente non lo trovo molto originale... vi ricordate Verga? il ciclo dei vinti? Insomma cosa c'è di diverso? Renèe è solo una donna povera che al momento di una possibile scalata sociale, muore in un modo banale.
Personalmente ho iniziato a sognare solo sulle parole "possiamo essere amici e anche tutto quello che vogliamo"... lì almeno l'autrice mi ha fatto immaginare un finale un pò meno prevedibile.
Lo stile usato è troppo, troppo elevato rispetto ai personaggi... rispetto all'età di Paloma (che per quanto possa leggere è cmq una ragazzina di 12 anni) e rispetto a Renèe (che per quanto possa essere un'erudita autoditatta ha un sapere troppo approfondito e preciso per essere una persona che è sempre vissuta senza nessuna guida culturale).
Insomma, resto del parere che questa opera sia solo un'elogio a se stessa da parte dell'autrice... una sorta di prova del proprio sapere. Io l'ho letto perchè mi aspettavo ben altro e poi sono rimasta davvero molto delusa. Ammetto di aver continuato la lettura solo perchè non amo lasciare i libri a metà... però più volte sono stata tentata ad accontarlo.
Si, è probabile che in tutto quel ghirigoro letterario qualcosa di importante ci sia... ma sono le solite cose scontate che ci portiamo avanti fin dai romanzi del Novecento (apoteosi dei romanzi psicologici che personalmente amo tanto): il fatto di vedere e non osservare che ci porta poi a non riconoscere chi ci sta intorno quando essi cambiano aspetto, il fatto di aspettarsi da ogni classe sociale un certo atteggiamento nei confronti della vita invece che un altro, e via dicendo.
Posso notare come non sia l'unica a pensare che questo romanzo non valga poi tutta la pubblicità che gli è stata fatta. Però... de gustibus - Valentinadonatiello | Sep 20, 2009 Report abuse
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Sì, è vero. E' scritto molto bene ma a me è scivolato addosso. Se non l'avessi letto la mia vita non sarebbe stata peggiore e credo che per l'autore di un libro che vale non ci sia offesa peggiore. Mero virtuosismo snob intorno ad un personaggio, inoltre, poco credibile: una portiera che cerca di omologarsi ad uno standard più basso di quello che le apparterebbe. Mah!
- zazza | Sep 20, 2009 Report abuse
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@Gio: scusa, da quando gli harmony parlano di idealismo, di fenomenologia e di stereotipi? O_O
Vado a comprare subito un harmony dal giornalaio...
Intendiamoci, non ho detto che è un libro perfetto, ho evidenziato ciò che più, secondo me, lo valorizza.
- thephilosopher | Sep 20, 2009 Report abuse
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piacevole ma sopravvalutato. per nulla originale, un po' verboso. e la ragazzina so-tutto-io era davvero antipatica!
- la ragazza verde pantone | Sep 21, 2009 Report abuse
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@thephilosopher: il mio riferimento agli Harmony era chiaramente metaforico, a Calasso ho scritto la stessa cosa quando ha pubblicato "La lettera d'amore", il succo del discorso era incentrato sul fatto che si trattasse di un'operazione puramente commerciale..questo è innegabile...
- Gio | Sep 21, 2009 Report abuse
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Ciao Valentina, anche io sono arrivata da poco e devo ancora capire bene come funziona. Tralascerò le risposte che mi hanno preceduto perchè mi pare che siano state espresse solo opinioni sul libro della Muriel e non sul quesito da te posto, che è molto interessante. E' vero a volte si leggono libri scritti in modo semplice, a volte pure troppo, ma che toccano le corde dell'anima. Per vari motivi, perchè si è vissuta una situazione simile, perchè ci si trova in un momento della vita in cui quello è il libro che ci vuole per andare avanti, o indietro! Però a me non basta. Cioè mi spiego meglio.
Ogni tanto ho bisogno della parola scritta con stile, della sintassi preziosa e allora mi rileggo un classico o un grande autore contemporaneo. Che dire "L'eleganza del riccio" ha mostrato che si può ancora scrivere in un certo modo e trovare dei lettori preparati e critici. Per la cronaca l'ho trovato splendido, e mi sono riconosciuta molto nelle protagoniste, ma capisco che a molti non piacciano. Anche io non piaccio a molti! - Daisy Dery | Sep 21, 2009 Report abuse
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@Gio: Sono nuovo in aNobii e leggendo i vari commenti, soprattutto i tuoi, mi sono reso conto che probabilmente dovrò sforzarmi per rivedere i criteri con i quali giudico i libri dato che non credo di essere in grado di capire quando un libro è una chiara operazione commerciale. Realmente, il mio è un limite che definirei bizzarro. Dunque mi fido di quello che dici.
L'appena percettibile fastidio che provavo mentre lo leggevo era legato ad altro, non
ai signori del marketing. Me ingenuo.Comunque, Daisy Dery ha ragione, qui, apparte lei, nessuno ha relmente risposto alla domanda iniziale.
- thephilosopher | Sep 21, 2009 Report abuse
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@thephilosopher:anche per me vale il tuo discorso del rivedere i criteri di giudizio da quando si fa parte di questo gruppo.Mi è capitato quasi subito dopo avere iniziato a leggere le varie discussioni.Un po' mi trovo condizionata,adesso,se leggo un libro mal giudicato e lo trovo bello o viceversa.Ma questo non deve cambiare i gusti personali,casomai dare nuove chiavi di lettura.
- Elishebaez | Sep 21, 2009 Report abuse
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*è più bello un libro ben scritto, elogio delle proprie capacità di linguaggio; oppure è più bello un libro semplice ma pieno di emozioni?
"Ah saperlo!"
Perchè non si possono avere entrambi? Siate realisti, chiedete l'impossibile.
Solitamente le persone ben formate e con già un carattere cercano il bello in un libro ben scritto.
Delle emozioni da poco (i c.d. libri semplici contengono per definizione solo emozioni da poco) non sanno che farsene, o gliele si fornisce di qualità, emozioni esteticamente e logicamente ineccepibili, oppure avendo già le loro, non ne cercano altrove di livello deteriore.
L'idea della adulta multiscente in incognito che dialoga con la disadatta perculando i sozzi e ipocriti borghesi è un clichè assai abusato.
Aiuta il disadatto a pensare che è colpa del mondo se è disadatto, non sua.
Coccolando il suo alibi non gli si fa del bene.Propagandando poi l'idea perdente che il lettore è sempre un po' sfigato, (fratellanza fra disadatti) non è di certo un libro che mi abbia spinto all'approfondimento.
Basta pensare che la regola usuale nel mondo è fatta di persone che palesano anzi magnificano ed esaltano ogni proprio pregio, fino addirittura a inventarselo, sono le magagne che ci lasciano indovinare, che l'idea della signora con la cultura di Umberto Eco ma che si limita a fare la portinaia, (quando nelle università non è infrequente trovare portinai cui manovre di corridoio hanno loro garantito una cattedra) proietta il testo direttamente nel genere fantascientifico o fantasociologico ovvero nel sarebbe bello che.
Frase che si accompagna spesso a "C'era una volta, in una città francese un palazzo con una portinaia..."
- Procyon Lotor | Sep 21, 2009 Report abuse
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A me piacciono i libri che mi spingono a pensare o sognare. Dell`eleganza del riccio mi hanno attirata molto questi intrecci di rapporti "alternativi" che fanno un po` parte della mia vita..come dire.. essere coetanei o essere sulla stessa "scala sociale" non e` una garanzia di comprensione reciproca, e fuori da questi standard si possono aprire infiniti mondi. Tra l`altro i personaggi sono cosi` diversi tra loro che si compensano benissimo a mia opinione. Poi dico, ognuno prende da un libro cio` che gli "serve" credo..della serie ognuno vede solo quello che vuole vedere e io, ho trattenuto questo. e` normale che ci siano opinioni del tutto opposte, e` giusto cosi`, non credo esistano libri belli o brutti, esistono lettori belli o brutti, credo. ;)
- Cicci on the road | Sep 21, 2009 Report abuse
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Ma solo io ho intravisto in questo libro il modello della favola (anche carina peraltro e con un finale che non la rendesse talmente riconoscibile da sembrare parodistica)? Onestamente chiedere ai protagonisti spessore o credibilità psicologica mi sembrerebbe come chiederlo a Pelle d'asino o al Gatto con gli Stivali (che non mi sono venuti in mente per caso).
Qualche volta si legge con piacere anche una favola, sapendo ovviamente che Cenerentola e il Principe azzurro non siamo noi e non li incontreremo sul pianerottolo :) - capobanda | Sep 21, 2009 Report abuse
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l'eleganza del riccio è uno dei libri più sopravvalutati del mondo, con personaggi improbabili e uno più antipatico dell'altro, scritto da un'autrice che per tutta la stesura deve avere avuto l'aria di una che fa "ooops, un cavallo mi ha cagato nella borsetta...".
ciò detto, secondo me è possibile confezionare l'aria fritta con una bella scrittura, ma al di là dello sfoggio stilistico cosa rimane?
a me personalmente, quando leggo libri così viene il nervoso.
come dice procyon, sono realista e voglio l'impossibile: libri ben scritti e in grado di emozionarmi. ne ho trovati parecchi, segno che non è poi così complicato. - flaminia | Sep 21, 2009 Report abuse
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@Procyon Lotor: voglio conservare ancora un po' di ingenuità sotto quella coltre di nichilismo che mi sta soffocando. Voglio credere che ci sia ancora qualcuno che, nonostante ricopra un ruolo sociale "basso", sia abbastanza colto da permettersi di perculare chi desidera. Da ciò, a onor del vero, che sia abusato o meno il clichè della borghesia finalmente punita dal socialmente debole, sento un'immanente voglia di salvare questo libro dal genere fantascientifico che citi. Ed in ogni caso stiamo parlando di scrittura, la quale, inevitabilmente, viene generata dalla fantasia.
Contrariamente allo stereotipo che citi la cultura per passione genera colti, la cultura per imposizione genera disadatti. Dunque è ancora possibile incontrare una portinaia colta, almeno in Francia.
Per quanto riguarda invece la natura eccessivamente egocentrica e eccessivamente individualista dell'essere umano moderno mi trovi pienamente d'accordo.
- thephilosopher | Sep 21, 2009 Report abuse
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@capobanda: se desidero leggere favole (che comunque come già scritto da Bettelheim magistralmente hanno un significato pregnante)..leggo favole. Se leggo un romanzo che si spaccia per medio/alta letteratura, leggo un'infinità di altri autori...es. Atwood, Proulx, DeLillo, Franzen, McEwan, ecc......
@flaminia: oh finalmente una che capisce quando una scemenza è tale!!!!Dio mio che sollievo, iniziavo a credere di essere una ghettizzata del ghetto.... - Gio | Sep 21, 2009 Report abuse
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*ingenuità sotto quella coltre di nichilismo
Aaaarrrghhhhh. L'ingenuità non è l'argine al nichilismo nè il suo contrario. L'ingenuità è un attributo cognitivo, il nichilismo invece è socio culturale! Perbacco hai un nick che celebra il pensiero, non ti puoi permettere bischerate simili!!!!!
*basso/perculare
Raro, e in via di ulteriori rarefazione. Una persona con un buon livello culturale, tale da offrire corazza e spada alle pretese altrui, ascende fatalmente verso più appropriate posizioni, non necessariamente altoborghesi ma certamente ben lungi dalla puzza di cavolo delle portinerie e dalla pulizia delle scale.
A meno che non sia un ingegnere ucraina che fa la badante. In quel caso è realistico, ma è solo colpa di un disastro nazionale e di un mercato del lavoro spaventosamente inefficiente. La signora preferirebbe essere a migliorare la produttività di una linea di produzione di trattori, non a casa dei Rossi a occuparsi del nonno, stai sicuro.
che la cultura sia un cibo e non una fleboclisi è chiaro, molto meno chiara è la nozione sentimentalista di fantasia, quale si ritrova in te.
Fantasia è il punto di partenza per una esposizione strutturata. Un coacervo di note, listate di fantasia non è Bach e nemmeno i Ramones visto che pure il punk ha stile e sintassi e grammatica sue proprie. Un insieme di ingredienti estemporanei bolliti e fritti a temperature arbitrarie non è cucina. Un insieme di frizioni e toccamenti eterogenei non è sesso. La fantasia è il magazzino degli ingredienti, non le regole della preparazione.
Pòffàre!
* non credo di essere in grado di capire quando un libro è una chiara operazione commerciale
Non è grave. Esistono operazioni commerciali su libri ottimi. Devi semplicemente uscire dal wishful thinking. Tranquillo che non diventerai nichilista per questo.
- Procyon Lotor | Sep 21, 2009 Report abuse
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Cara @Gio, temo che nella maggior parte dei casi non sia un libro a 'spacciarsi' per qualche cosa, ma sia il mondo dell'editoria e della critica a definirne con metodi talvolta evidenti, più spesso occulti, l'appartenenza ai generi e alle 'altezze e bassezze' della letteratura (ivi compresi alcuni libri degli autori da te citati). Io, come lettore 'amateur', mi riservo sempre il diritto di collocare un libro nell'ambito che IO ritengo gli sia confacente, in questo caso in quello delle favole dei Fratelli Grimm (e non in quello di Perrault, tanto per restare sul buon Bettelheim..). Il che, in questo caso, scarica su di me la scomoda posizione di 'più ghettizzata del ghetto', visto che sono l'unica a pensarla così :)
- capobanda | Sep 21, 2009 Report abuse
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Ciao... anch' io sono nuova!!... cmq secondo me è più bello un libro semplice ma pieno di emozioni!!... Sono belli anche i libri ben scritti però possono diventare un pò noiosi..:)
- -Mary- | Sep 21, 2009 Report abuse
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1993? Stavo per inferocirmi, poi ho visto che hai dato 4 stelle a London e pure alla Austen, se quelli sono i tuoi "libri semplici che danno emozioni", stai li che vai bene così. :)
- Procyon Lotor | Sep 21, 2009 Report abuse
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"Raro, e in via di ulteriori rarefazione. Una persona con un buon livello culturale, tale da offrire corazza e spada alle pretese altrui, ascende fatalmente verso più appropriate posizioni, non necessariamente altoborghesi ma certamente ben lungi dalla puzza di cavolo delle portinerie e dalla pulizia delle scale. "
Il determinismo che usi nel descrivere i meccanismi che presumibilmente sono alla base della condizione sociale degli individui mi pare che stia scadendo nel qualunquismo: presuppone un mondo meritocratico che, soprattutto in Italia, è pura fantascienza.
Il tuo pensiero sta alla base di ogni pregiudizio.
Non nascondo pertanto che questa conversazione e questo tuo modus pensandi mi sta irritando, non fosse altro perchè vivo tutti i giorni una realtà lavorativa in cui le "le portinaie" o gli "operai" sono laureati e/o molto più colti di chi nell'organigramma ricopre ruoli più prestigiosi.
Pertanto termino qui la discussione.Aggiungo solo che a me sembra che tu abbia molti punti in comune con la bambina del libro in questione.
- thephilosopher | Sep 21, 2009 Report abuse
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@Capobanda: fondiamo un esclusivissimo microgruppo di ghettizzate nel ghetto! Anch'io ho letto il libro in questione come una piacevole favoletta, proprio come "La regina della casa" di S.Kinsella. Forse gli ho dato pure due o tre stelle, guarda.
@Procyon: Le magnifiche sorti e progressive delle persone dotate di cultura non le darei proprio così scontate.
- Mav | Sep 21, 2009 Report abuse
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@Capobanda: io non ritengo che ci sia alta o bassa letteratura determinata da case editrici e/o da critici, ho semplicemente scritto la mia opinione su quel libro che a mio parere a parte il titolo furbetto e intrigante, non mi ha suscitato grandi emozioni ma solo una viva antipatia verso i protagonisti. Forse sono prevenuta perchè una mia zia ha fatto per molti anni la portinaia in un condominio simile a Milano, dove tra l'altro una delle inquiline era la figlia del prof. Pocar, il maggior esperto di Thomas Mann e traduttore dello stesso per Mondadori...però continuo a ritenerlo una mera speculazione commerciale...
- Gio | Sep 22, 2009 Report abuse
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* sono laureati e/o molto più colti di chi nell'organigramma ricopre ruoli più prestigiosi.
Capisco.
"cultura" non è solo ciò che si legge nei libri, come credono... le portinaie. - Procyon Lotor | Sep 23, 2009 Report abuse
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hahahahahahahah
Procyon, tu devi essere uno di quelli che attaccano in maniera aggressiva - perché aggressivo lo sei e lo sai bene - la realtà oggettiva con una logica tutta personale. Anche di fronte alla realtà devi avere l'ultima parola. Tu farai morire la morte quando ti verrà a trovare. Bravo!
Tu metti in dubbio tutto ciò che reputi sia al di sotto delle tue scarpe, ma quello che hanno messo al di sopra della tua testa è da sventolare con sottomissione.
Sicuramente ricopri un ruolo importante nell'organigramma... perché la cultura non è solo ciò che si legge nei libri ma è anche saper mettere da parte la dignità di fronte al più potente, vero Procyon?Volevo smettere ma mi sto divertendo troppo.
Procyon, visto che sai tutto ti chiedo, che faccio, me vado?
- thephilosopher | Sep 23, 2009 Report abuse
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A me è piaciuto, il che significa che sono rimasta appagata dalla sua lettura rilassante e commovente. Ho capito che il riccio è veramente elegante, è un piccolo animale indifeso, malgrado la natura lo abbia munito di aculei non riesce lo stesso a difendersi...purtroppo si è aperta la stagione della caccia e dalle mie parti se ne fanno fuori tanti...
- gracy | Sep 23, 2009 Report abuse
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*perché la cultura non è solo ciò che si legge nei libri ma è anche saper mettere da parte la dignità di fronte al più potente, vero Procyon?
Direi che se per vincere una discussione devi arrivare a mettere in dubbio la mia dignità:
- sei terribilmente a corto d'argomenti
- abiti molto molto molto lontanoNon andartene, non ho ancora finito le noccioline.
- Procyon Lotor | Sep 23, 2009 Report abuse
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io continuo a ridere Procyon, quello era un concetto, ma era prima di tutto una domanda (lo vedi il punto interrogativo?) alla quale potevi rispondere in maniera negativa... ma non lo hai fatto...
Io non ho bisogno di vincere nulla, sei tu che vedi tutto come una sfida nella tua vita, sei tu l'aggressivo e l'aggressore, sei tu che hai cominciato... or dunque ci andiamo a prendere un caffè insieme?
O preferisci una camomilla?Procyon Procyon, qui papà ha tanti problemi, e grossi: non sei che la nocciolina stessa che vorresti tirare, non sei che una già vecchia distrazione.
Ciao Procyon.
- thephilosopher | Sep 23, 2009 Report abuse
- flaminia | Sep 23, 2009 Report abuse
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:-D mi hai fatto ridere di gusto!
@Mav
mi piace l'idea del ghettuccio! prendiamo solo quelli che leggono le favole e che pensano che Il Gattopardo di Visconti e Lolita di Kubrick non siano capolavori ;-)
- capobanda | Sep 23, 2009 Report abuse
- flaminia | Sep 23, 2009 Report abuse
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@capobanda, sei pazza? Shhh... metti che a thephilosopher e a Procyon Lotor per caso siano piaciuti, mi fanno a pezzi davvero, altro che il riccio!
- Mav | Sep 24, 2009 Report abuse
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@tutti : qualsiasi ghetto va bene, anche quello in cui si parla solo di Kinsella, l'importante è che non ci sia quel simpaticone, bonaccione, bonario, umanista di Procyon.
Se è così, mi invitate? :)
- thephilosopher | Sep 24, 2009 Report abuse
- capobanda | Sep 24, 2009 Report abuse
- thephilosopher | Sep 24, 2009 Report abuse
