gruppo di lettura: "L'uomo senza qualità" 2
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Allora, qui si continua la discussione sul testo di Musil.....!
Buona lettura
:) - Lisa | Oct 15, 2009 Report abuse
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Eccomi! Vista la nuova discussione e grazie: molto più agevole.
- Laurataramelli | Oct 15, 2009 Report abuse
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Però secondo me Musil si rivolterà nella tomba quando vedrà L'uomo senza qualità-2...
- Marcopolo | Oct 15, 2009 Report abuse
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e pensare che volevo scrivere "2, la vendetta", poi mi sono trattenuta....!
Dai su, immersi nella pesantezza di questo libro, ci vuole un pò di spirito ironico, su su su....!
:) - Lisa | Oct 15, 2009 Report abuse
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Paragrafo109
Ritorna Bonadea con la sua doppia vita, di brava moglie e amante frustrata…..!Figura femminea che incarna in sé questa doppia contraddizione a partire (come più volte osservato), dal suo stesso nome, Bonadea= la buona Dea, dea della castità….! Donna felice e infelice al contempo, non a caso proprio qui ritroviamo La teoria della felicità personale , essenzialmente si ribadisce il concetto che se da un lato, anche un povero che vive di stenti può essere felice quanto un ricco, appunto in funzione della felicità come stato d’animo personale, è pur vero che siamo comunque condizionati dalla società nella quale viviamo. Ci ricorda così Musil che :
Nessuno vive soltanto l’equilibrio proprio, bensì ciascuno si appoggia su quello degli strati che lo circondano, e così entra in gioco, nella piccola fabbrica di gioia della persona, un intricatissimo credito morale, di cui bisognerà riparlare, perché appartiene al bilancio spirituale della collettività non meno che a quello del singolo
@Cristina, in risposta alla tua osservazione ultima., il mio parere è questo:
Che appunto appurato che la felicità è comunque un sentimento del tutto personale, per cui le cose che possono rendere felice me, non sono le stesse condivise da altri, spiega come mai tante suore missionarie si sentano appagate nell’aiutare gli altri, immergendosi direttamente nel mondo dei più bisognosi. Per altri dunque la felicità corrisponde alla ricchezza al benessere materiale. Ma è anche vero che molte suore e preti, fanno un grande lavoro anche rimanendo in società occidentali sicuramente più evolute, ma altrettanto bisognose di aiuto, forse più spirituale, ma altrettanto importante come l’aiuto materiale.
Con questo non voglio dire che appoggio completamente l’operato della Chiesa, per certi aspetti corrotta come il resto della società. Basti pensare ai divieti che si vogliono imporre alle scoperte scientifiche, alcune delle quali veramente importanti per la nostra vita, o , non meno grave, alla pedofilia diffusa in questo ambiente, per dirne una tra le più importanti e recenti, e che la Chiesa stessa tende vergognosamente a sotterrare…..! Ma non dimentichiamoci, che per chi crede, importante è la diffusione della parola di Cristo, quindi non biasimo chi comunque porta avanti la Sua parola. In fondo se ci pensi chi si assume questo compito non è sicuramente invadente, come altre forme di religione e quindi chi vuole accetta il verbo, chi lo rifiuta semplicemente non si reca nei luoghi di culto…..!
Insomma per quanto mi rigurada,(ma è parere del tutto personale, naturalmente),ammiro in ugual modo le missionarie quanto coloro che decidono di rimanere e aiutare noi uomini occidentali, l'importante è per me che dietro queste scelte ci sia una certa "purezza d'animo", e non certo il profitto personale, che se ne può trarre.....!
:) - Lisa | Oct 15, 2009 Report abuse
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Scusate, ma io veramente scrivevo post solo per il piacere del tutto infantile di far rimanere questa discussione negli hot topics :-)!
Senza questa "nobile" motivazione, non penso riuscirò di nuovo a trovare l'ispirazione! Scherzo naturalmente ;-) - Cristina | Oct 15, 2009 Report abuse
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Scusatemi se riporto il link alla discussione chiusa da Lisa.
Lo faccio per poter recuperare agevolmente alcuni argomenti mentre leggo come una lumachina, evitando la dispersione nel mare di thread.
Forse qualcun altro sarà nelle mie stesse condizioni ... spero ...forse ... la vecchia strega, facendosi piccina piccina, tentava di passare inosservata per evitare le sgridate di Lisa e Cristina
:) - la vecchia strega | Oct 15, 2009 Report abuse
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Ottimo, serve anche a noi. Io quando scrivo ho bisogno di controllare quello che ho scritto prima, per non ripetermi o almeno ripetere consapevolmente. Pensate che l'altro giorno ho riposto in mp ad uno su una questione sollevata da un altro. Che svanita ^_^!!!
- Cristina | Oct 15, 2009 Report abuse
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Cristina che vorresti dire che ho scritto tutto quella lunga opinione solo per mantenere in alto la nostra discussione. Sgrunt , sgridata Cristina
sgrunt sgridata alla vecchia strega
sgrunt sgridata lisa
ehm basta mi faccio prendere sempre la mano.
^^' - Lisa | Oct 15, 2009 Report abuse
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Commento paragrafo 110
Ho trovato questo paragrafo, nuovamente dedicato a Moosbrugger, veramente superbo. Di nuovo Musil ci dimostra la sua grande capacità di introspezione psicologica. Riporto alcune frasi che mi hanno colpito notevolmente e che rendono bene l’idea della maestria di questo autore nel cercare di comunicare la mentalità contorta di un personaggio come Mosbrugger appunto:
Quando egli rifletteva su quella vita, parlava interiormente adagio adagio con se stesso, mettendo lo stesso accento sulle sillabe secondarie come sulle principali; era un canto della vita ben diverso da quello che si ode tutti i giorni
Non solo ma Musl, attraverso poche righe ci trasmette il senso di “soffocamento” dovuto alla privazione forzata, che può provare un qualunque carcerato:Quattro pareti e una porta di ferro non son niente di speciale se si può entrare e uscire. Un’inferriata alla finestra non ha molta importanza, e che la branda e il tavolo siano fissati al muro va benissimo. Ma nel momento in cui non si può più fare di tutto questo ciò che si vuole, incomincia qualcosa di perfettamente assurdo. Quegli oggetti fabbricati dall’uomo, servi, schiavi di cui non si conosce nemmeno l’aspetto, diventano insolenti. Ti comandano, alto là!
Mosbrugger, dunque si abbandona alla riflessione sulla sua attuale condizione, consapevole che il mondo continua a girare instancabilmente anche senza di lui, consapevole che in molti, fuori da lì ignorano la sua esistenza, mentre altri al contrario stanno decidendo del suo futuro. Ma tutti comunque accomunati dal non sapere che:
La verità insomma non è un cristallo che si può mettere in tasca, bensì un liquido sconfinato in cui ci si casca dentro - Lisa | Oct 18, 2009 Report abuse
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Nel capitolo 109, commentato anche da Lisa, si fa un confronto tra l’equilibrio morale di Bonadea e quello della Cacania: un paragone davvero insolito. Bonadea cerca subito un equilibrio tra le due dimensioni morali dell’uomo, quella del successo e quella della felicità (concetto caro agli esistenzialisti) in una doppia vita: ma non lo risolve, perché l’amante la trascura ed il marito incomincia a sospettare. Abbastanza interessante la teoria sulla causa più recondita delle rivoluzioni, che starebbe non nello svantaggio accumulato, ma nel logoramento della coesione che manteneva la serenità artificiale delle anime. E quando si logora, viene a meno, ad esempio, la fiducia in un uomo che a quattr’occhi non avrebbe fatto male ad una mosca, ma poi sotto l'immagine di un Gesù Crocifisso, in un’aula di tribunale, condanna a morte un uomo.
- Cristina | Oct 19, 2009 Report abuse
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@cristina: anche io sono rimasta colpita dall'immagine di Gesù Crocifisso!
Aggiungo, ma è del tutto OT, le parole di questa bellissima canzone di De Andrè
"a chi alla sbarra in piedi mi diceva "Vostro Onore" e di affidarli al boia fu un piacere del tutto mio, prima di genuflettermi nell'ora dell'addio, non conoscendo affatto la statura di Dio. " - amy3000 | Oct 19, 2009 Report abuse
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Anch'io anch'io ho pensato alla canzone di De André :-)))!!!!
- Cristina | Oct 19, 2009 Report abuse
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Un po' di musica ..
http://www.youtube.com/watch?v=7zHHoKM1JeQ - Cristina | Oct 19, 2009 Report abuse
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Diciamo pure che a De Andrè i giudici non piacevano un gran che! Sempre dallo stesso album, il medico che "Un giudice un giudice con la faccia da uomo, mi spedì a sfogliare tramonti in prigione"!
- Laurataramelli | Oct 19, 2009 Report abuse
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Faber credeva nella mancanza di colpa nell'uomo. Un atteggiamento simile lo ha Ulrich nei confronti di Moosbrugger. Ma dove si vede che questo atteggiamento è autentico è solo nell'esperienza: il cantante si rifiutò di denunciare quelli che lo avevano rapito e li perdonò. L'uomo, in generale, è invece sempre pronto a perdonare o a giustificare il male che viene fatto agli altri, ma non quello fatto a lui stesso.
- Cristina | Oct 19, 2009 Report abuse
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Sono d'accordo con te Cristina; per dirla sempre con le parole delle sue canzoni: "ma inumano è pur sempre l'amore di chi rantola senza rancore"
Io non so se ci riuscirei. Infatti l'atteggiamento di Ulrich nei confronti di Moosbrugger, per tornare al nostro testo, mi ha sempre lasciato perplessa.
Non mi reputo una giustizialista, ma l'assoluta mancanza di colpa nell'uomo mi spaventa: il principio di responsabilità è, secondo me, alla base delle convivenza civile .... - Laurataramelli | Oct 19, 2009 Report abuse
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Si, bisogna giudicare cercando di farlo con giustizia. Non va bene la condanna: cioè pensare che l'uomo non può cambiare, negandogli ogni possibilità di rendenzione (come con la condanna a morte).
- Cristina | Oct 19, 2009 Report abuse
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condivido pienamente. Ho sempre considerato la condanna a morte come un "omicidio legalizzato", nesuno di noi può avere un tale potere, per giudicare se un uomo è degno o meno di vivere.....!
:( - Lisa | Oct 19, 2009 Report abuse
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La condanna a morte è la vendetta di stato: inammissibile anche - se non solo - perchè del tutto inutile. Lo argomentava già Tommaso Moro nel 600.
Fondametnali quelle opere- -principalmente americane, o meglio statunitensi - sia di letteratura ma anche cinematografiche, in cui si discute della condanna a morte di un Colpevole: facile dire di essere contrari quando si parla di errori giudiziari ( e solo queli dovrebbero convincere ad abolirla una volta per tutte), ma se si ha davanti uno stupratore assassino magari di minori le cose si complicano.
Ma rientriamo in carreggiata ... - Laurataramelli | Oct 19, 2009 Report abuse
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La rivoluzione morale del cristianesimo sta proprio qui: amare tutti e soprattutto i nemici, perché gli altri è facile. Dal punto di vista più laico e antropologico, significa che nell'assassino più crudele, nel pedofilo, nel terrorista, c'è sempre una parte del suo cuore che rimane un mistero, per cui non va mai preclusa pregiudizialmente la sua salvezza. Se viene a meno questa fiducia seppur minima nell'uomo, è la barbarie e quelli che si perdono, perdendo la loro umanità, siamo noi. Tutto questo, naturalmente, IMHO ;-)!
- Cristina | Oct 19, 2009 Report abuse
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Sto continuando la lettura e così sono passata da: una certa attrazione erotica che mi sembra stia rafforzandosi tra Ulrich e Diotima[paragr. 114], mentre Bonadea sempre più gelosa e volenterosa nel riconquistare Ulrich si ritrova[paragr. 115] a sfoderare tutte le sue arti teatrali, mal riuscite per giunta. La sua fissazione si sta trasformando sempre più in ossessione(arrivando per giunta all’imitazione stessa di Diotima), fino a rischiare di farsi apertamente scoprire anche dal marito. Infine assistiamo alla prima crisi dell’Azione parallela[parra 116] mentre per la prima volta(se non erro), si accenna alla possibilità che Tuzzi tanto stupido non è e pur sospettando qualche tresca tra sua moglie Diotima e Arnheim, si auto convince che in realtà Arnheim stesso, su invito del re sia entrato come pacifista nell’azione, e questo fatto per lui spiega perché Diotima, appunto donna di grande sensibilità segua così da vicino Arnheim stesso….!
Beh Se Tuzzi avesse seguito i discorsi tra Diotima e Ulrich di due paragrafi prima, si sarebbe reso conto appunto, del “grande animo” che contraddistingue la moglie…….!
:) - Lisa | Oct 22, 2009 Report abuse
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Sto leggendo il capitolo 114, in cui Diotima e Arnheim si recano alla Biblioteca Reale, per trovare informazioni su un famoso avvenimento dell’epoca, che aveva unito nell’entusiasmo tutti gli austriaci. All’uscita, incontrano il generale che sta entrando e Arnheim, sorpreso di trovarlo in quel “tempio dello spirito”, si complimenta con lui, perché dice: ”Ormai ci sono soltanto scrittori, e pochissime persone che leggono”. Questa frase è diventata celebre per definire la cultura letteraria nel novecento e Calvino ed Eco l’hanno ripresa più volte. Nel duemila, con la grande diffusione di internet, è probabile che tra gli intellettuali si faccia ancora questa considerazione, a mio avviso, però, il fatto che tutti scrivano è invece un bene: in fondo anche noi in questi blog scriviamo, cercando di esprimere quello che pensiamo di avere capito. Il problema, invece, è se davvero sono pochi quelli che leggono. Questo concetto si può mutuare in un altro e dire che oggi sono molti quelli che parlano, ma pochi quelli che sanno ascoltare; e anche qui parlare, soprattutto se si ha qualcosa da dire, non è per se stesso un male, ma certamente bisogna anche saper ascoltare.
- Cristina | Oct 23, 2009 Report abuse
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Anche io avevo sottolineato "mentalmente" quella frase; forse ho un debole per i libri...
- Laurataramelli | Oct 23, 2009 Report abuse
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Paragrafo 120
paragrafo importante, in quanto segna un cambiamento che avviene in Ulrich, Di fronte alla sommossa di alcuni cittadini, che si sentono minacciati dalle iniziative poco comprensibili Dell’ Azione parallela, Ulrich ad un tratto prende atto che non può più adattarsi a questo tipo di vita condotta finora e che l’estraniarsi da essa con la famosa “vacanza dalla vita” , non è un buon modo di ribellarsi. Sente invece, in pochi istanti, l’esigenza, per così dire di cambiare rotta, e :“che non gli sarebbero toccate vicende generali e teoriche, come quelle di cui era già stanco, me che avrebbe intrapreso azioni personali e attive partecipandovi con il sangue….!
Leggere il paragrafo successivo, incentrato su un colloquio tra Arnahim e Ulrich, è stato avvincente, ma ha suscitato in me un moto di rabbia. Capisco che siamo in altri tempi, ma in altri contesti si sarebbero già presi a pugni. Qui invece i dialoghi la fanno da padrone, mai un’azione fuori luogo. Si passa da un estremo ad un altro o si parla o si ammazza. Un bella scazzottata ogni tanto ci starebbe proprio bene….!?!?!
- Lisa | Oct 25, 2009 Report abuse
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Certamente Lisa!
Dopo la lettura del parag. 119 sono giunta alla conclusione che Ulrich doveva essere proprio un bel tipo, praticamente riesce a conquistare tutte le donne che incontra!! - amy3000 | Oct 26, 2009 Report abuse
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sai l'ho pensato pure io, ogni donna (quasi)cede volentieri alle sue grazie, mah.....!
Il fascino del mandrillo?!?!?
:) - Lisa | Oct 26, 2009 Report abuse
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Anche io mi chiedevo checi trovano le donne in quest'uomo senza qualità! Forse qualcuna nascosta ....
- Laurataramelli | Oct 26, 2009 Report abuse
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Arrivata a buon punto con la lettura di questo romanzo, ho incominciato a leggere anche altre recensioni più autorevoli e vi ho trovato confermate molte opinioni espresse anche dai lettori di questo gruppo. In particolare, ho letto questa esortazione che penso anche voi condividiate:
“Consiglio a chi si avvicina a questo ponderoso lavoro di non arrendersi davanti alla mancanza di azione o alla laboriosità introspettiva: "L'uomo senza qualità" è un romanzo che veramente arricchisce chi lo legge, e non solo culturalmente, ma soprattutto dal punto di vista della comprensione umana e della sensibilità personale".
Io penso che la "qualità" più importante alla quale possiamo aspirare sia proprio la "comprensione umana". Istintivamente, siamo invece portati prima a giudicare, mentre sarebbe molto più importante cercare di "comprendere". E se un romanzo riesce ad arricchirci in questo senso, penso che facciamo molto bene a leggerlo, ma soprattutto a consigliarlo, dando anche un valore alle nostre impressioni. - Cristina | Oct 26, 2009 Report abuse
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Leggendo il capitolo 120, trovo una frase molto interessante: “Non si sa bene come avvenga quel mutamento che in certe circostanze trasforma gli uomini coscienti in una massa consenziente, capace di qualunque eccesso nel bene come nel male, e incapace di ragionare, anche quando gli uomini di cui è formata non han coltivato nulla nella vita quanto la misura e la ponderatezza”. E più avanti: “Ciò che si vuol chiamare anarchia o misantropia, quel sentimento in mille modi giustificato, non si sviluppava, non si manifestava in nessun modo concreto, era lì semplicemente, e Ulrich si ricordava di averlo avuto accanto tutta la vita, ma di rado così forte”.
Queste due considerazioni mi hanno fatto riflettere, perché nella prima ci trovo quell’atteggiamento così comune, ma anche tanto sbagliato nell’uomo, che è il “conformismo”, che consiste nel fare quello che fanno gli altri. Il secondo atteggiamento sbagliatissimo, che qui non viene considerato, sarebbe il "totalitarismo", cioè fare qualcosa solo perché qualcuno se lo aspetta da noi. Ma qual è l’atteggiamento giusto dell’uomo nella società? L’anarchia è la terza possibilità ed è il presupposto necessario per far nascere il proprio ragionamento e mantenere una coscienza critica. - Cristina | Oct 27, 2009 Report abuse
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“Consiglio a chi si avvicina a questo ponderoso lavoro di non arrendersi davanti alla mancanza di azione o alla laboriosità introspettiva: "L'uomo senza qualità" è un romanzo che veramente arricchisce chi lo legge, e non solo culturalmente, ma soprattutto dal punto di vista della comprensione umana e della sensibilità personale".
Niente di più vero, quando scherzosamente affermavo che ogni tanto una "bella scazzottata" ci starebbe bene, intendevo proprio questo, cioè la quasi totale mancanza d'azione, tutto passa e filtra in ragionamenti filosofici. Sono sempre più convinta che un testo simile riletto anche 5-6 volte, non si presterebbe mai ad una interpretazione esaustiva dei suoi contenuti.....! - Lisa | Oct 27, 2009 Report abuse
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Commento paragrafi 1-2 seconda parte
In questi due capitoli, mi è sembrato quasi di cominciare un nuovo romanzo. Muore il padre e Urich, intraprende il viaggio di ritorno verso casa, che si trasforma in un viaggio a ritroso nell’infanzia, suggellata dall’incontro con la sorella che poco conosce. Ulrich in questi paragrafi sembra emergere come una persona del tutto nuova, ispira quasi tenerezza, bellissimo ed emozionante l’incontro con la sorella, suggellata da quei “pigiami” a righe che entrambi indossano, accomunati entrambi dal sentimento di amore-odio nei confronti di un padre/padrone. Da subito si crea tra loro quell’intesa che fin da piccoli non c’era mai stata, perché costretti a vivere distanti. Agathe sembra quanto mai una donna enigmatica e figura affascinante, che almeno per ora si sta rivelando inaspettatamente, come la prima donna in grado di tenere veramente testa ad Ulrich. Ma staremo a vedere il seguito…..! - Lisa | Oct 29, 2009 Report abuse
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Anche a me sta piacendo molto la parte del funerale del padre. Finalmente si vede Ulrich in veste più familiare, e umanan. Riesce anche a riprendere lo studio. Meglio che rimanesse lì piuttosto che nella bolgia viennese ...
- Laurataramelli | Oct 29, 2009 Report abuse
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Interessante l'incontro con la sorella Agathe. Lei sposata per la II volta non ama questo marito e vuole lasciarlo; Ulrich prende in considerazione le ragioni della sorella, anche se si ha l'impressione che sia combattuto per una sorta di senso di appartenenza maschile , notato quando paragona l'uomo ad un cacciatore e le femmine viste come selvaggina...
- amy3000 | Oct 29, 2009 Report abuse
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Sono arrivata anch’io all’incontro tra i due fratelli, che, nella edizione Einaudi Tascabili, in due volumi, che ho io, avviene ai capitoli 1 e 2 della Parte terza, intitolata ”Verso il Regno Millenario”.
Si intuisce subito che sarà un incontro importante e decisivo per la crescita interiore di Ulrich. Questo ritorno a casa, per la morte del padre, mi sembra una specie di in te ipsum redi, ("rientra in te stesso: è nel profondo dell'uomo che risiede la verità" – diceva S. Agostino).
E’ molto curioso l’incontro tra i due fratelli che indossano lo stesso pigiama da casa. E’ un abito insolito, simile ad un costume di Pierrot: non riesco davvero ad immaginarlo.
Una buona domenica a tutto il gruppo e anche a chi ci segue silenziosamente, con questa immagine:
http://terradiconfine.files.wordpress.com/2008/06/img26… - Cristina | Nov 1, 2009 Report abuse
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Grazie Cristina, meravilgiosa immagine....! Io continuo ora la lettura e se poi dovrò fare commenti, li scriverò successivamente. Buona domenica a tutti
- Lisa | Nov 1, 2009 Report abuse
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In effetti devo dire che anche nel rapporto con la sorella Ulrich mi lascia perplessa: lei ha un problema reale - vuole lasciare il marito - e gli chiede un appoggio effettivo; quello che lui sa risponderle è sempre e solo in via teorica, con massime filosofiche e frasi abbastanza fatte. Insomma, fossi stata la sorella, l'avrei già mandato a quel paese da un pezzo!
- Laurataramelli | Nov 1, 2009 Report abuse
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in realtà nell'atteggiamento di Ulrich io ci vedo come un uomo spiazzato, che non sa, per la prima volta, come debba comportarsi nei riguradi della sorella.....!
In pochi giorni, dal suo rientro a casa, la sua vita interiore è stata completamente sconvolta, ribaltata, e per la prima volta è stato costretto a mettere in discussione la sua vita e le sue credenze......! - Lisa | Nov 2, 2009 Report abuse
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Leggendo questi capitoli sulla morte del padre ho pensato a questi versi di De Andrè (lo so, sono noiosa, ma mi piace così tanto!)
quando a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Sottofondo musicale
http://www.youtube.com/watch?v=jyL5pCtPr8w - amy3000 | Nov 2, 2009 Report abuse
- Laurataramelli | Nov 2, 2009 Report abuse
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E’ sempre molto bello quando un libro evoca in noi l’associazione ad un ricordo o ad una forma di arte diversa.
Qualcuno di voi ha parlato di una certa difficoltà nel decifrare l’atteggiamento di Ulrich o di qualche altro personaggio. La stessa perplessità la troviamo in Ulrich di fronte alla sorella: dice che ha un viso indecifrabile.
Se ci pensiamo bene, il conoscere in anticipo le idee o il comportamento delle persone, ci dà indubbiamente più sicurezza, ma ci toglie quello che, a mio avviso, è la bellezza di un vero incontro con l’altro, che può manifestarsi solo nella sorpresa della novità che l’altro porta nella nostra vita, che non può mai essere statica e tracciata una volta per tutte; fermo restando, naturalmente, la nostra capacità di saper discernere il bene dal male: esperienza, quest’ultima del male, che si può anche attraversare, senza restarne impigliati.P.S. Lisa, per favore, ti dispiace mettere il link a questa seconda discussione nella prima, che è più facile da trovare? Grazie.
- Cristina | Nov 2, 2009 Report abuse
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per non sapere nè leggere e ne scrivere inserisco anche qui l'indirizzo alla precedente discussione e viceversa:
http://www.anobii.com/forum_thread?topicId=57217#forum_… - Lisa | Nov 2, 2009 Report abuse
- Cristina | Nov 2, 2009 Report abuse
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Pag 835”Siamo malcontenti della nostra posizione; pensiamo senza posa a cambiarla e facciamo un proposito dopo l’altro senza mai attuarlo; finalmente ci rinuziamo: e a un tratto ecco che ci siamo voltati…!
Quanto mai vero, almeno per me. Tante volte ci manca la determinazione, vorremo cambiare qualcosa nella nostra vita, ma tra tanti propositi, rimaniamo sempre lì, ad un punto fermo, e viviamo come eterni insoddisfatti…..!
Pag 841 ….I nostri desideri malvagi sono la parte ombreggiata della vita che realmente conduciamo e che la vita che realmente conduciamo è la parte ombreggiata dei nostri desideri buoni…..!
Paragrafo 10 comincio a provare un senso di inquietudine, in quanto sembra che Agathe stia convincendo se stessa e il fratello ad uccidere suo marito Hagauer . Non so ma ho l’impressione di cominciare a capire l’importanza data nei paragrafi precedenti ad un personaggio come Mosbrugger….! Ci sarà un collegamento? Finalmente, passo al nuovo volume, vuol dire che stiamo a metà dell’impresa……!
- Lisa | Nov 3, 2009 Report abuse
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Finalmente sono riuscita a ritornare più o meno in pari con il programma di lettura, ieri sera ho finito il paragrafo 11 e quindi il primo volume.
Mi è sembrato che la morte del padre di Ulrich e il ritorno di questi alla sua città natale, ma soprattutto l'incontro con la sorella, siano state una specie di spartiacque che ha (momentaneamente immagino) separato una parte dove la facevano da padrone le elucubrazioni squisitamente politiche (anche se inframmezzate da sprazzi come quelli con Clarisse e Bonadea, per esempio) da una parte più personale, più umana e privata se così posso dire.
E devo dire che questo tipo di tematiche le apprezzo maggiormente, cosa ne pensate voi?
Avete visto come me questo stacco, questa cesura o è solo impressione mia?
Buona lettura a tutte! - swirlingclouds | Nov 4, 2009 Report abuse
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Per continuare a mettere una colonna sonora alla lettura, leggendo il capitolo delle ultime sere passate insieme da Ulriche la sorella e in particolar modo a quello che pensa la sorella di come vedeva le cose "da giovane", che ne dite di Guccini? Perche "a vent'anni si è stupidi d'avvero, quante balle si ha in testa a quell'età"!
http://www.youtube.com/watch?v=iCfViBQtnKI
E anche io, come swirlingclouds apprezzo, e ho notato la cesura - Laurataramelli | Nov 4, 2009 Report abuse
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Laurataramelli, grazie per la musica sempre molto apprezzata. Il ritorno di Ulrich ad una dimensione personale è la scoperta che bisogna sempre partire da se stessi e dal proprio mondo interiore per raggiungere il mondo. La politica, come ideologia precostituita e imposta, non funziona. Come non funziona la religione e qualunque altra forma di verità imposta come assoluta. Il passaggio è molto importante: Ulrich, dapprima, cerca il fondamento della morale nella "motivazione politica"; ma poi la troverà dentro di sé, o almeno spero, perché al momento si intuisce soltanto.
- Cristina | Nov 4, 2009 Report abuse
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vi do ragione, sicuramente c'è una sorta di cesura tra i capitoli affrontati prima, rispetto a quelli che inizino con la morte del padre e l'incontro con la sorella. Molto belli e coinvolgenti, peccato però che già nei primi capitoli del nuovo libro, almeno io ho trovato di nuovo ,difficoltà, dovute alle tematiche esistenziali afforntate in chiave strettamente filosofica, che mi hanno fatto rallentare la lettura di molto.....! Speriamo torni ad essere un o scorrevole.....! e Voi?
:) - Lisa | Nov 4, 2009 Report abuse
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@Laura: che bella scelta da sottofondo!! Indimenticabile Guccini, mi porta indietro...
@swirlingclouds : notata anch'io una certa cesura e ho trovato questi capitoli più scorrevoli e semplici se così si può dire. - amy3000 | Nov 5, 2009 Report abuse
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Per quanto riguarda le difficoltà a cui accennava Lisa, io, come ho già avuto occasione di dire, ho trovato questo testo difficile fin dall’inizio e adesso, come del resto era prevedibile, le difficoltà non possono che essere diminuite, essendomi ormai abituata ai personaggi e al loro modo di ragionare. Ho letto il capitolo dodici della parte terza, che, nella edizione Einaudi, è all’inizio del secondo volume.
Ulrich e Agathe hanno intrapreso un cammino spirituale, senza credere aprioristicamente in Dio o in altra verità assoluta. Io penso che sia giusto, perché molto difficilmente la verità precostituita e offerta da qualcun altro o, peggio, imposta istituzionalmente, può costituire il fondamento di un percorso spirituale. Agathe dice, giustamente, che la religione che le avevano insegnato le suore era come una conserva in scatola. Anche Ulrich dice che la religione non può essere meno fresca di un’ora. Come sosteneva Jung, la religione che offre la chiesa è un’esperienza di seconda mano, quindi un surrogato. La ricerca spirituale parte dalla intuizione dell’uomo di una realtà che non finisce con l’uomo, ma deve necessariamente partire da noi stessi e di questo dobbiamo fare esperienza personale, non basta che ci venga detto da qualcun altro. - Cristina | Nov 5, 2009 Report abuse
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Vorrei anche proporre di chiarire insieme eventuali punti critici del romanzo. Se qualcuno trova un passaggio di difficile comprensione e lo vuole sottoporre al gruppo, potremmo cercare di condividerne la possibile interpretazione.
- Cristina | Nov 5, 2009 Report abuse
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@cristina: vero, la religione è un fatto personale, ma siamo ancora lontani anni luce per accettarlo!
Dal cap. 14: ho notato morbosità che non mi sarei aspettata in Clarisse. - amy3000 | Nov 6, 2009 Report abuse
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“Clarisse, anche in amore […] non dalla sensualità ma esclusivamente dall’ambizione ella si sentiva innalzata. Egli ricordò com’era stata terribilmente viva, due o tre volte, fra le sue braccia, quand’egli si occupava ancora di opere d’arte; ma per le vie più dirette non aveva mai saputo riscaldarla. “Forse tutti gli uomini sono efficacemente esaltati dall’ambizione?” egli si chiese dubitoso.”
Non so nemmeno io come decifrare l’episodio di voyeurismo del capitolo quattordici, che coinvolge non solo Clarisse, ma anche altri. E’ d’altra parte molto comprensibile che questo romanzo che affronta le correnti più importanti del pensiero del novecento tratti anche la dimensione psichica e sessuale dell’uomo. Certo lo fa non senza imbarazzo, con paura e reticenza. Nei pensieri di Walter, che ho riportato, c’è lo stupore di fronte al mondo misterioso della moglie, un mondo, che è quello dei desideri e della interiorità di cui si dice spaventato, al punto che dice di preferire la razionalità di Ulrich, ai pensieri della moglie. Ma la ragione soltanto non aiuta l’uomo a guardarsi dentro, a guardare alle proprie pulsioni, che pure sono molto importanti. Potrebbe essere l’inizio, nel romanzo, di un percorso anche in questo senso, di consapevolezza dell’uomo di essere un insieme di pensiero, intuizione, ma anche biologico e sessuale.
- Cristina | Nov 8, 2009 Report abuse
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Commento paragrafo18
Sicuramente un capitolo interessante che un pochino mi ha spiazzato, perché anche se può sembra quasi arrivare a confermare concetti blasfemi in realtà sembrano quanto mai avvicinarsi alla verità
Con la scusa di dover scrivere una lettera alla sorella Ulrich si sofferma a pensare sulla questione morale su ciò che è bene e ciò che so può annoverare nel male, su quello che è giusto e sbagliato…..!
Conclusione alla quale perviene è che:
-Le persone che agiscono secondo morale risultano spesso molto più aride di chi agisce nel male, le quali azioni sono spesso dettate dalla fantasia e dalla passione
-Di morale oggigiorno oramai ce n’è poca e sembra che, paradossalmente più l’uomo cerchi di agire secondo legge morale, quindi nel bene e più (involontariamente) alimenti il male.
-Ulrich si rende conto ache alla sua epoca oramai la virtù è malata, corrotta più che mai e quindi anche le azioni morali sono finalizzate, non tanto al bene altrui, ma a limitare le azioni immorali.
Naturalmente queste affermazioni sono molto estremizzate, però a mio malincuore credo abbiano un fondo di verità…..! - Lisa | Nov 11, 2009 Report abuse
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ehm, scusate per come ho scritto il precedente commento, ma andavo di fretta, scrivevo e parlavo al tel. e non avevo tempo di rilleggerlo. D'altronde, se non mi appuntavo l'idea, mi sarebbe poi sfuggita....!
Chiedo scusa, na vergognaaaaaaaa........!!!!!!!
:) - Lisa | Nov 11, 2009 Report abuse
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Ti capisco, perché ho appena fatto la stessa cosa, scrivendo un post per un altro gruppo. Un vero peccato che non si possano correggere i post, trascorso un breve intervallo di tempo .. troppo breve per i ripensamenti e le correzioni :-(
- Cristina | Nov 11, 2009 Report abuse
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beh, spero che almeno un pò, si capisca il senso....!
me misera..... :( - Lisa | Nov 11, 2009 Report abuse
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A me piace sempre più la figura della sorella Agata. Che bella la scena dove si "guarda" sul serio, allo specchio e dentro. Non so se alla fine riuscirà a fare chiarezza su di sè, ma lo sforzo è notevole ...
- Laurataramelli | Nov 11, 2009 Report abuse
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Mi sembra un argomento interessante. Io, però, non ci sono ancora arrivata. Posso solo risponderti sul primo punto, in linea generale, che penso si riferisca alle persone che agiscono secondo la morale imposta, dalla legge ad esempio, e allora sì sono aride, come tutte quelle che agiscono per conformismo o totalitarismo. Ma se uno agisce secondo la morale che nasce spontaneamente, come prodotto dello spirito, è chiaro che questa è una posizione che il male lo attraversa, lo comprende e lo supera, quindi va oltre, anche come fantasia e passione, a quella di chi si ferma solo al male.
- Cristina | Nov 11, 2009 Report abuse
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Il mio ultimo post doveva essere una risposta a quello di Lisa.. Vedo però che è uscito prima quello di Laurataramelli e così forse non si capisce bene a quale argomento mi riferisco.. E per rispondere, invece, a quello di Laura :-) .. anch'io trovo interessante il personaggio di Agathe.
E .. per fortuna che siamo in pochi a commentare ^_^! - Cristina | Nov 11, 2009 Report abuse
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Anche a me piace molto Agathe.
Perchè per fortuna che siamo pochi? - amy3000 | Nov 12, 2009 Report abuse
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Era riferito al fatto che ho scritto un post di risposta e se ne è inserito un altro, creando un po' di confusione. Era un commento ironico, perché di solito questo succede quando sono in tanti a commentare ..
- Cristina | Nov 12, 2009 Report abuse
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Concordo sul personaggio di Agathe, tant'è che da quando è apparsa "sulla scena" il libro mi sembra abbia ripreso quota, per così dire; non c'è sempre e solo Azione Parallela con le sue elucubrazioni ma problematiche diverse, femminili in un modo che non è né quello di Diotima né quello di Bonadea.
A proposito di questa, ho trovato estremamente interessante il paragrafo 23 in cui si parla dei rapporti uomo-donna, e lo si fa in un modo che mi pare veramente progressista se riferito al periodo di Musil. Che ne dite? - swirlingclouds | Nov 12, 2009 Report abuse
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Anche a me Agathe sembra un pò "di rottura" rispetto a tutte le figure femminili che finon adesso l'autore ci ha proposto - francamente non ne apprezzo una.
Mi sembra una donna molto "emancipata" e avanti. - Laurataramelli | Nov 12, 2009 Report abuse
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Nel capitolo 23, a cui accennava Swirlingclouds, in un colloquio tra Bonadea e Ulrich, si parla della possibilità che anche la sessualità abbia una dimensione più elevata e spirituale e possa essere persino considerata una scienza, oggetto del sapere, prima che del comportamento. Con la consueta ironia, si accenna al fatto che erano già usciti dei libri che si ponevano il problema se si poteva essere sposati e anche felici. Ci si chiedeva se ci poteva essere un metodo da insegnare. Purtroppo non credo e infatti, questo problema, molto sentito anche ai giorni nostri, non l’ha mai risolto nessuno. Si può arrivare ad una intuizione che c’è anche questa dimensione profonda nell'uomo, e che è presente in misura uguale nella donna, ma se ci possa essere anche un agire da insegnare, che abbia come obiettivo il raggiungimento dell’estasi sessuale, rimane tuttora un gran mistero.
- Cristina | Nov 12, 2009 Report abuse
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@swirlingclouds: veramente stupefacente l'analisi dei rapporti uomo-donna; l'analisi di Bonadea è spregiudicata e all'avanguardia.
- amy3000 | Nov 14, 2009 Report abuse
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commento Paragr24 e 25
Beh come per altri paragrafi precedenti, trovo meravigliosi questi dedicati ad Ulrich e Agathe, bellissimo il rapporto che si sta instaurando tra loro, talmente bello che tante volte mi fa venire il dubbio, che tra loro ci sia un’attrazione che va ben oltre il semplice rapporto tra sorella e fratello, ma forse sarebbe troppo riduttivo e semplice leggerla in questa chiave. Comunque questi sono veramente due capitoli coinvolgenti, perché di nuovo emerge un Ulrich talmente diverso da come oramai siamo abituati a vederlo. Tenero e quasi impacciato dalla presenza della sorella, che ora si è trasferita da lui, e bella è la frase finale del paragrafo 24 , quando Ulrich intento a chiudere il vestito della sorella, di fronte alla pelle fresca tornita delle spalle(beata lei), afferma:
Adesso ho capito che sei tu:sei il mio amor proprio! ….un vero amor proprio come lo posseggono gli altri, mi è sempre mancato in un certo senso. E adesso mi pare evidente che, per errore o per destino, era personificato in te!
Mi ha colpito anche la frase (che da il titolo del paragrafo successivo), quando, nonostante la diversa età e sesso, si dichiarano fratelli siamesi, perché in quel momento percepiscono all’unisono di essere finalmente due metà riunite, quel pigiama del loro primo incontro, ne è una prova inconfutabile…..! - Lisa | Nov 16, 2009 Report abuse
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I riferimenti incestuosi sono lievi, ma abbastanza evidenti, nella relazione Ulrich e Agathe. Danno lievemente fastidio alla nostra sensibilità, ma allo stesso modo in cui può dare fastidio la fisicità, pur presente, nel misticismo di alcune sante. Può anche essere un voler andare oltre la ristrettezza di certe categorie mentali: licenza di santi e di scrittori.
- Cristina | Nov 16, 2009 Report abuse
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Io sono stata molto colpita da questi due paragrafi, esattamente come è capitato a Lisa. Ho trovato molto bella e toccante la relazione fratello-sorella, così profonda da farli sentire in certi momenti le due metà della stessa mela. Sì, ci sono senz'altro sfumature incestuose, o almeno si è portati a leggerle così, ma io ne voglio cogliere la parte migliore.
Ribadisco che Agathe è un personaggio che mi piace parecchio. - swirlingclouds | Nov 16, 2009 Report abuse
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Anche a me questa parte del rapporto tra Agathe e Ulrich sta piacendo molto; una relazione così è una fortuna che non capita tutti i giorni; dopo quel matrimonio poi ...
La nota incestuosa è sicuramente presente, ma credo che alle volte sia proprio così tra fratello e sorella ... - Laurataramelli | Nov 17, 2009 Report abuse
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@ Cristina
sicuramente a noi oggi risulta strano, ma all'epoca sembrava quasi rientrare nella normalità tale amore. Più di una volta nel testo , qualche personaggio ha fatto riferimento a questa possiblità tra Ulrich e Agathe(mi ricordo Clarisse quando lo va a trovare), ma mai si è paralato di scandalo....!Commento paragr.26
Questo paragrafo mi risulta al quanto illuminante, perchè tramite la sua lettura, mi sembra di essere riuscita finalmente a fare breccia nella mente contorta di Clarisse. Con questo non voglio dire che ho compreso bene una personalità strana e alquanto esaltata, come quella incarnata da questa donna che solo attraverso la lettura di questa pagine, mi risulta ora, come personaggio insoddisfatto che cerca qualcosa, ma non sa bene neanche lei che cosa e come trovarla. Insoddisfatta della vita e di se stessa, inquietante al punto tale da mettere inquietudine anche alle persone che la circondano, come il suo maestro costretto a fuggire da lei.
Nel rapporto con il marito, Walter, è come se le forze si fossero ribaltate, lui a sua volta tormentato, è un uomo essenzialmente incapace fin ad ora di reagire alle stravaganze offerte in spettacolo dalla moglie, mentre lei lo domina, ma vorrebbe essere dominata.
L’unica certezza della quale in queste pagine prendono atto, è la loro infelicità….! - Lisa | Nov 18, 2009 Report abuse
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Collegandomi alla chiusura del post di Lisa, sull'infelicità di questa coppia, ho trovato commovente quando Walter pensa che Clarisse gli fa preferire l'infelicità con lei alla felicità con qualunque altra donna. Non è questa la forza misteriosa e segreta dell'amore?
Questo capitolo 26 è molto interessante. Pensavo che il personaggio di Clarisse fosse destinato a passare in secondo piano, superato dalla personalità di Agathe, ed invece qui, viene ulteriormente approfondito, al punto che, penso, manterrà una sua funzione fino alla fine. Mi sembra che, in qualche modo, serva a controllare l’eccesso di razionalità, a cui tendono sia Walter che Ulrich. Torna, anche in questo capitolo, il tema della mancanza di volontà, che sembra essere il tema dominante del romanzo, nonché quello del secolo, in cui questa vicenda si svolge. La risposta alla mancanza di volontà, Clarisse la trova nella “mania”. Arriva a pensare che “un’idea fissa” sia un dono della sorte. Uscendo di casa, non si sapeva più se andare a destra o a sinistra: per chi ha un’idea fissa, invece, tutta la vita sarebbe organizzata come in una cucina moderna, nella quale non occorre nemmeno muoversi, basta stare al centro e, da lì, manovrare tutto. Quindi, per Clarisse, “una fissazione” è una volontà forte. Mi sembra interessante anche il punto in cui Clarisse ammette di non abbandonarsi mai al piacere sessuale con Walter, affinché tutto non si disperda nel momento di un solo atto, ma di provare l’estasi, che le sue amiche riducono ad un amplesso, al di fuori di quella situazione. Insomma, anche quando parla dei segni, Clarisse individua una realtà che va oltre l’uomo, mentre persone come il Maestro ritengono che questo voler spiegare sempre tutto dell’uomo non faccia cambiare il mondo, che è, invece, una realtà senza fine. - Cristina | Nov 25, 2009 Report abuse
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dal parag. 38 mi ha colpita questa frase:
" Se io potesi disporre della stampa, della radio, dell'industria cinematografica, e magari di altri due o tre mezzi cultura, m'impegnerei... a trasformare in un paio d'anni gli uomini in cannibali."
Mi sembra così attuale ... - amy3000 | Nov 25, 2009 Report abuse
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E' vero. Si è parlato molto nel novecento del "quarto potere" della stampa (e dei media in generale). In questo senso, penso che adesso internet offra la possibilità di interagire, di rispondere a questo potere, un grande passo verso una comunicazione che non deve mai essere unilaterale.
- Cristina | Nov 25, 2009 Report abuse
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Anche io avevo notato proprio quella frase Amy.
Invece volevo sottolineare come Clarisse considerasse le altre donne: durante la visita in manicomio, parlando di Moosbrugger, sembrava di sentire parlare gli avvocati di quel famoso processo per stupro che ando in onda in Italia negli anni 60 se non sbaglio, dove la vittima, con la minigonna, se l'era cercata!!! - Laurataramelli | Nov 25, 2009 Report abuse
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Al personaggio di Clarisse è ispirato "L' anello di Clarisse" di Claudio Magris.
Nell'attesa di leggerlo, riporto un commento (non molto chiaro) che ho trovato on-line:
”Il centro del libro è il motivo nietzscheano della vita che non dimora più nella totalità, la crisi del pensiero e dell'arte che non possono o non vogliono offrire un'immagine unitaria del mondo. Di qui il titolo: "L'anello di Clarisse", ispirato da "L'uomo senza qualità", "Il grande romanzo musiliano che si propone di rappresentare l'intera realtà nel suo mutevole divenire ed è perciò destinato a rimanere un frammento perennemente incompiuto, non ha un centro né una fine, così come non ha un centro l'anello che Clarisse, il personaggio femminile ricalcato sul modello di Nietzsche, si sfila dal dito". Il saggio percorre i grandi capitoli della storia letteraria europea, da Goethe a Rilke, da Jacobsen a Svevo, sino alla letteratura contemporanea.”
- Cristina | Nov 25, 2009 Report abuse
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@cristina: non direi poco chiaro, è del tutto oscuro!!
@laura: ricordo quel processo, ma non è che siamo andati molto avanti nei processi per stupro... - amy3000 | Nov 26, 2009 Report abuse
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Non bisogna capire tutto, basta qualche intuizione :-)! Vi dico la mia (imho). Il concetto di "anello" mi sembra importante per capire che non c'è una fine al percorso verso la verità, ma - come dice il Maestro in "L'uomo senza qualità", nel discorso riportato nel mio penultimo post - il mondo è invece una realtà senza fine. Ne consegue che la verità non va spiegata, ma cercata. Nessuna verità assoluta, predeterminata una volta per tutte, che possa essere circoscritta dall'uomo. Quindi per Musil: realtà nel suo mutevole divenire. E il fatto che il romanzo non abbia una fine, forse, non è nemmeno tanto casuale.
- Cristina | Nov 26, 2009 Report abuse
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anello, come simbolo che richiama l'Auroboros(credo), ossia il serpente che si mangia la coda, simbolo dell'infinito di ciò che come nell'anello non possiamo distinguere tra dove sia l'inzio e la fine. Se ci pensiamo bene, in fondo più volte abbiamo sottolineato che la realtà così come viene mostrata in questo pseudo- romanzo, è una realtà mutevole dalle mille sfaccettature...! Non a caso sui miei appunti ho scritto che questo libro lo considero un'opera aperta, intesa come testo che potremmo leggere milioni di volte e sempre sarà soggetto a nuove interpretazioni, mai uguali a se stesse.....! Almeno io ho questa sensazione.....!
:) - Lisa | Nov 26, 2009 Report abuse
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Sto leggendo due libri con i gruppi di lettura (l'altro è "Le origini del totalitarismo"), che portano alle stesse considerazioni. Curiosa questa cosa. Ma forse nemmeno tanto. Gli scrittori o i filosofi hanno delle intuizioni più lucide delle nostre. Noi invece, per leggere la storia, prendiamo sempre in considerazione i politici, che di lucido hanno solo la visione del loro interesse e di quello che procura loro consenso.
- Cristina | Nov 27, 2009 Report abuse
- amy3000 | Nov 29, 2009 Report abuse
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Il capitolo ventisette della terza parte, intitolato “Agathe è scoperta dal generale Stumm e introdotta in società”, è divertente perché per ogni personaggio si scoprono le debolezze e non c’è niente di più piacevole per il lettore di vedere crollare la perfezione, perché di questa, anziché rallegrarcene, ne proviamo sempre più facilmente invidia. Ulrich, che finora non è mai stato opportunista se non per compiacere il padre, ora che il padre è morto e avrebbe un buon pretesto per non frequentare più la società della cugina, incomincia, invece, a frequentarla più assiduamente, per trovare un nuovo marito alla sorella. Il generale Stumm, in visita alla casa di Ulrich, alla scoperta della sorella, di cui ignorava e tuttora dubita l’esistenza, cade in confusione: un uomo di potere assalito da una debolezza così sentimentale e romantica.
Diotima, nell’apprendere di questa cugina misteriosa, si lascia prendere dal panico, per timore che non sia all’altezza e le faccia fare brutta figura, ma poi, quando scopre che suscita invece ammirazione, ne approfitta a suo vantaggio.
Devo dire che il tono è un po’ cambiato e assume la leggerezza e l’evanescenza del gossip. Mi sarei aspettata, dalle premesse, una parte più profonda e spirituale. - Cristina | Nov 30, 2009 Report abuse
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Oggi sono in vena di pettegolezzi anch’io e me ne vergogno. Penso che siamo tutti d’accordo nel definire odiosi quei disturbatori che si infiltrano nelle discussioni di anobii per provocare. Questa, però, su “L’uomo senza qualità” mi ha proprio fatto ridere. In una discussione, i partecipanti erano invitati a dire quale romanzo per loro era stato completamente inutile e da buttare e uno ha risposto “L’uomo senza qualità” di Musil e “Ulisse” di Joyce, senza produrre nessuna motivazione. Questo ha scatenato una risposta molto accesa di uno che ha detto che dovrebbe esserci un Gran Comitato di Lettura (vado un po’ a memoria) con funzioni giuridiche. All’uscita delle librerie, dovrebbe esserci, accanto al detector antifurto, un altro, che segnala lettori che hanno acquistato libri, come “L’uomo senza qualità” e “Ulisse”. Il comitato li deve seguire a casa e controllare per un po’ in ogni minuto della giornata; poi, finito il libro, tornare per controllare come sono cambiati e se danno un giudizio come quello di questo lettore, dargli una pena di 15 anni di reclusione!!!!
- Cristina | Nov 30, 2009 Report abuse
- Laurataramelli | Nov 30, 2009 Report abuse
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Per prima cosa mai vergognarsi di questo gossip su anobi! Penso anzi che sia estremamente utile e serva a dare un clima di leggerezza alla discussione!
15 anni di reclusione però mi sembrano eccessivi... è vero che non è proponibile bocciare 2 testi come l'uomo senza qualità e Ulisse senza spiegazione alcuna ,finiremmo in una discussione senza fine per cercare di individuare che cosa si intenda per opera d'arte e come definire (sempre che sia possibile) il bello in assoluto...
la mia opinione è che i gusti sono e rimangono personali...
ma al di là della battuta è certo che su anobi si trova di tutto: in un gruppo sono stata quasi insultata dopo che avevo scritto che mi era piaciuto moltissimo Uomini che odiano le donne, di Larsson. Ho lasciato correre e non ho risposto niente !
Per finire: questa parte che riguarda è molto scorrevole e non mi dispiace! - amy3000 | Nov 30, 2009 Report abuse
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@Cristina
Ho letto anche io quella discussione partita in verità da un'altra dove anche tu hai partecipato sui "disturbatori" in anobii. sicuramente quel personaggio non merita commenti, però bisogna dire che in merito a questa osservazione, è stato veramente arguto. E spesso devo dire che lo è nonostante tutto.....!MA a che punto siete arrivate? IO sto leggendo il paragrafo 38 e voi?
- Lisa | Nov 30, 2009 Report abuse
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Io ammetto di essere andata un po' avanti rispetto al programma di lettura, dato che sono reduce dall'influenza e quindi sono stata costretta a casa per un po' di giorni, con i libri come graditi compagni delle mie ore. Mi trovo al paragrafo 55.
Sono d'accordo con Amy3000, la parte è più discorsiva e anche per me più gradevole, solo che adesso penso che tutti questi abbozzi e frammenti (ho visto che più avanti ci sono tre capitoli 49 uno di seguito all'altro, quindi immagino siano varie versioni dello stesso) mi porterà a confondermi un po'.
Colgo l'occasione anche per riferirmi a un post di Lisa di qualche giorno fa (ero troppo cotta per stare al pc!); anche secondo me LUSQ è veramente un libro che cambia ad ogni volta che lo si rilegge, o forse più esattamente fornisce sempre nuovi spunti, sempre diversi, come uno di quei caleidoscopi di una volta (ne avevo uno da bambina!). Ricordo di aver letto Musil all'università, ma ne serbo un ricordo completamente diverso. Al di là del tempo che tutto scolora, penso che i 20 e più anni intercorsi tra la lettura e la rilettura abbiano cambiato profondamente il mio modo di vedere le cose e i miei interessi.
Chiudo riferendomi alle polemiche sorte qua e là su anobii; personalmente cerco di tenermene alla larga - a meno di non esservi tirata dentro per i capelli - e apprezzo i sempre garbati interventi di Cristina, animati da tanta pazienza e molto humour, che io non sarei capace di eguagliare nel modo più assoluto :)
Devo però notare che la dilagante tendenza a litigare ed usare toni accesi anche in discussioni che potrebbero essere affrontate in ben altre maniere, attecchisce anche in anobii, e me ne dispiace. Segno dei tempi, probabilmente, non so. - swirlingclouds | Nov 30, 2009 Report abuse
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Io sono un po' indietro, e precisamente al capitolo 27. Spero di recuperare in settimana.
Per quanto riguarda i gusti diversi, bisogna rispettare quelli di tutti, ma cercare di non essere superficiali e almeno argomentare un po' la preferenza.
Più in generale, nella convivenza, si devono reprimere le reazioni istintive. E così quando qualcuno esprime, in modo anche violento, quello che ognuno di noi pensa, ma non può dire, scatta un applauso interiore. C'è un vecchio film di Fantozzi, dove commenta, urlando, un noiosissimo film di Ejzenštejn, che è un capolavoro, ma insomma non sempre uno è in vena di apprezzare questo tipo di cinema ;-)! Ed il suo urlo viene considerato liberatorio, soprattutto da quelli che fingevano di essere intellettuali, ma si divertivano molto di più a vedere la partita. Insomma, il rischio è un po' questo anche per noi: va bene leggere, ma la lettura deve essere prima di tutto un piacere e soprattutto dobbiamo leggere di tutto, anche gli harmony, se ci piacciono, l'importante è conservare una "coscienza critica". - Cristina | Nov 30, 2009 Report abuse
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concordo con entrambe in pieno......!
Tornando a noi ho terminato ora il capitolo 44(anche io mi trovo indietro), due passaggi ho trovato molto interessanti, perchè come sempre li trovo di un'attualità notevole:
1)L'uomo crede nelle idee, non perchè a volte sono vere, ma perchè ha bisogno di credere. Perch deve tenere in ordine i propri affetti. Perchè deve turare con un'illusione il buco nei muri della sua vita, attraverso il quale i suoi sentimenti si disperderebbero se no ai quattro venti.
2) Non v'è profonda felicità senza morale profonda. Non v'è morale che si possa dedurre da qualcosa di saldo. Non v'è felicità che non posi su una convinzione. Neanche gli animali vivono senza morale. MA l'uomo oggi non sa più qual'è - Lisa | Dec 1, 2009 Report abuse
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Amy sono come al solito d'accordo con te: qui su anobii alle volte c'è un pò di "spocchia": ognuno si faccia le letture sue, se piacciono a lui, chi può giudicare. E poi Larson è un mito per Dorfles, che il MIO miti!
Anche io trovo questa parte più scorrevole, ma devo anticipare che la mia edizione - così vecchia che non ha neanche l'ISBN a questo punto si differenzia da quella presa in considerazione per la suddivisione: arriva al par 52 e poi ha tutta una serie di frammenti non organizzati.
Cercherò quindi di seguirvi un pò così ... - Laurataramelli | Dec 1, 2009 Report abuse
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@Laurataramelli
se non erro ad un certo punto nella suddivisione, non ho più seguito i numeri dei paragrafi, ma i titoli, proprio perchè sapevo di questo problema....!
Quindi anche così non ti ritrovi?
:( - Lisa | Dec 1, 2009 Report abuse
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io devo cominciare il parag. 45, puntuale con la suddivisione!!
Laura , e siamo in 2 ad avere Dorfles come mito! - amy3000 | Dec 1, 2009 Report abuse
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Torno adesso dalla libreria, dove ho preso visione de "Il tarlo della lettura". Devo dire che ne è venuto fuori un libro molto carino e sento un po' l'orgoglio di appartenenza :-) Tra i nomi noti dei recensori ho visto quello di Swirlingclouds ! Complimentissimi!!!
Edit: E a chi non piace Dorfles? - Cristina | Dec 1, 2009 Report abuse
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@Cristina
grazie, sei gentilissima :)
Io non l'ho ancora visto, so che il commento è quello a Kitchen, non uno dei miei preferiti in verità, ma pazienza!
Tu ci sei?
@tutte (siamo tutte ragazze, mi pare!)
Chi altra è stata "prescelta" per caso?
Complimenti a tutte comunque, per tutte le belle cose scritte qua e nelle librerie :)ps: Dorfles forever!
- swirlingclouds | Dec 1, 2009 Report abuse
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No, io non ci sono. Hanno scelto i cento commenti più votati dei primi cento libri in classifica. Comunque una bella idea per dare visibilità e prova che c'è anche gente che legge studia e discute; a sentire i media sembra che la società sia fatta solo da persone sciocche vuote e superficiali.
Lisa, non vedo l'ora di arrivare dove sei arrivata tu. Mi interessa molto il discorso sulla morale. - Cristina | Dec 1, 2009 Report abuse
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OT, ancora sul "tarlo"
Infatti io ci sono solo per caso, perché Kitchen era casualmente una rilettura causata da un piccolo dibattito pro o contro Yoshimoto :D
Di solito i miei libri non fanno parte della classifica top 100, tranne rari casi. Ancora mi domando come sia potuto succedere per Kitchen, in effetti. Ma dato che hai sfogliato il libro, Cristina, posso chiederti se è vero che esiste una sezione di libri scelti dai curatori non in base alle classifiche di vendita ma in base a scelte ben precise? Mi pare che Blimunda disse che avrebbero fatto così nel topic famoso sulla liberatoria./OT
Per ricollegarmi a quello di cui parla Lisa e cioè il capitolo 44, dove campeggia la figura di Lindner, mi piacerebbe sapere cosa pensate di questo personaggio. Che effetto vi fa? A me un po' disturbante, lo confesso...
Ma so di essere un po' più avanti rispetto al programma, quindi aspetterò docilmente :)) - swirlingclouds | Dec 1, 2009 Report abuse
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Ma il parag. 44 non doveva essere finito ieri? boh comunque Lindner anche a me disturba: mi sembra uno sciocco moralista, preuccupato delle convenzioni sociali dominanti. La sua altezzosità però si affievolisce man mano di fronte alla bellezza di Agathè: che uomo ridicolo!
@cristina e swirlingclouds: non riesco a seguire la vostra discussione... confesso che però mi avete messo curiosità! - amy3000 | Dec 1, 2009 Report abuse
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Sul fatto che doveva essere finito ieri .. ahimè, Amy3000, non tutti riusciamo a seguire il calendario .. così c'è, inevitabilmente, un po' di sfasamento.
Sul libro di aNobii, ho dato solo un'occhiata veloce e non ho approfondito i criteri. Ho però visto che oltre alla recensione, ci sono anche indicati altri libri presenti nella libreria di chi ha fatto il commento.. Ne leggerò un altro po' la prossima volta che andrò in libreria, e può anche darsi che finisca per comprarlo, come ricordo di questa esperienza con un social network, più significativa di quello che avrei immaginato, se ne fossi rimasta fuori, con i pregiudizi che avevo prima verso questa forma di comunicazione. - Cristina | Dec 1, 2009 Report abuse
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Anche io lo trovo poco piacevole... per come parla di morale e guarda le tette di Agathe!
- Laurataramelli | Dec 1, 2009 Report abuse
