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Esposizione libri

Una domanda per i librai: Chi, come e perché decide il modo di esporre i libri in una libreria?
Capisco che ci sia una zona con le novità, così gli ultimi libri di successo (e quindi più richiesti) siano più facilmente visti e reperibili; idem per i tascabili, così chi vuole spendere poco va direttamente dove può risparmiare.
Ma per il resto, come viene organizzata la libreria? Infatti, se è facile mettere i dizionari o i libri di pittura in un loro proprio spazio, come si decide se un libro di narrativa va messo insieme ad altri oppure va messo in un particolare raggruppamento (es. romanzi storici); ed inoltre questi raggruppamenti per genere letterario, sono fissi (cioè c'è una catalogazione comunemente riconosciuta) oppure ogni libreria decide in base al tipo di clienti che ha?
C'è invece chi i libri li divide per Editore, ma a chi è utile ciò? Se cerco un autore me lo devo cercare negli scaffali di tutti gli editori, se non voglio disturbare il libraio?

Tex | Oct 20, 2009 Report abuse

Oh cielo, credo che i criteri di classificazione dei libri siano croce e delizia - soprattutto croce - di ogni libraio!
Nella libreria dove lavoro io (credo la più grande almeno come metratura del ticino) la saggistica è suddivisa in reparti e sottoreparti abbastanza rigorosi - almeno nelle intenzioni, altro è la pratica - mentre la narrativa è molto meno suddivisa. Abbiamo i gialli, i rosa, ma poi il resto è tutto assieme, cartonati (non dico rilegati altrimenti laGinestra mi bacchetta) e tascabili. Io avrei almeno separato gli autori italiani, come fanno in un'altra sede della nostra libreria, ma non ne faccio un dramma.
Creare troppi reparti in narrativa mi sembra un po' rischioso: Philippa Gregory è romanzo rosa o romanzo storico? E Mason & Dixon di Pynchon è fiction o biografia?
Se non ricordo male la Civetta di Pavia suddivideva la letteratura per editore, ma mi pare una scelta sensata solo se si punta sull'estetica dell'esposizione. Non ho invece mai visto una libreria che non tenesse da parte Adelphi e Sellerio, ma sono poche le case editrici che hanno una linea editoriale coerente che renda plausibile la loro separazione.
La relazione tra clientela ed assortimento è biunivoca, l'una influenza l'altro e viceversa, e rimanere fissi sull'idea iniziale di ampiezza e profondità dell'assortimento è un errore che prima o poi si paga. Lo so, sarebbe bello poter selezionare solo i reparti che ci interessano e scartare tutta la fuffa, ma a meno di non essere la moglie di un neurochirurgo che apre una libreria perché si annoia, il bestsellerone lo dobbiamo tenere in vetrina, e non possiamo farci mancare un bell'assortimento di strazianti storie vere o l'ennesima saga-fotocopia di vampiri.

Se passasse di qua anche qualche lettore-cliente non sarebbe male sentire anche la loro opinione - o le loro critiche!

tesla | Oct 22, 2009 Report abuse

Grazie per la risposta, mi sembra più che chiara; vediamo se c'è qualche esperienza diversa o più o meno i criteri adottati dalla tua libreria sono comuni alla maggior parte delle altre.

Tex | Oct 22, 2009 Report abuse

Nel 90% delle piccole librerie la sistemazione è dettata dal capopopolo titolare, con buona pace della razionalità, ovviamente questi sventurati libri girano da uno scaffale all'altro senza sosta e senza senso, senza senso soprattutto per i clienti :)

Adso Corso | Oct 22, 2009 Report abuse

Come capopopolo titolare di un piccola libreria dò ragione in parte a Adso Corso,
La sistemazione e' dettata dal sottoscritto. con buona pace della razionalità,della serie se non lo chiedi a me è poco provabile che lo trovi e il senso per chi non è me stesso è certamente incomprensibile,ma non girano da uno scaffale all'altro perchè se non non riuscirei a trovarli nemmeno io e così dovrei dire ciao ciao ai soldini per unir il pranzo con la cena o come cavolo si dice :)

Biune che odia le fascette dei libri | Oct 23, 2009 Report abuse

Mi sembra logico che il problema, in una piccola libreria, sia diverso; infatti anche io, se entro in una piccola libreria, in genere, dopo aver dato una sbirciata alla vetrina, vado direttamente al banco e chiedo al libraio.
Il problema delle esposizioni è più in quelle grandi, dove spesso entri tanto per fare un giro, senza avere necessariamente l'intenzione di comprare.
Però poi ti soffermi di più dove pensi che stiano i generi che più ti possono interessare al momento.

Tex | Oct 23, 2009 Report abuse

La sett scorsa sono entrato in una libreria coop dentro un mall, piccola per il centro di Milano ma enorme per una cittadina di provincia.

Giuro che il criterio espositivo classificatorio mi è rimasto ignoto. Non era per genere, nè per autore nè per casa editrice nè per argomento, suggestione (tranne uno scaffaletto poesia) colore sapore peso lettera testamento.

Tolto l'ovvio cumulo dei besseller e delle uscite strombazzate all'ingresso, l'unico criterio pareva quello di far impazzire il cliente portandolo a ricorrere alle commesse, non esperte ma almeno volonterosissime e gentili.

Sono uscito da lì nervoso e frustrato.

Procyon Lotor | Oct 29, 2009 Report abuse

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