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Perché 1984?

1984 non è filosofia. E' un fatto, e non si discute. E' indubbio che sia un libro che fa riflettere, ma allora potremmo considerare filosofia anche Coelho, Hesse, e qualsiasi romanzo abbia la pretesa di porre dei problemi, in modo più o meno riuscito ed accettabile.
Non contesto la bellezza dell'opera di Orwell, che ha avuto il potere di farmi passare più di una notte insonne, ma non mi piace questa catalogazione.

Azalais | May 31, 2007 Report abuse

Invece io penso che 1984 non faccia semplicemente "riflettere", ma avanzi delle tesi e sia riuscito ad interpretare filosoficamente la realtà. Per me, 1984 è un vero e proprio paradigma.

Il Socing, il Grande Fratello, lo psicoreato e la psicopolizia, la neolingua etc. Sono metafore che rappresentano il nostro mondo molto meglio di certi "trattati" filosofici.

Poi, non saprei...la divisione tra opera letteraria e opera filosofica, in certi (rari) casi, è davvero sottile.

Vogliamo prendere un altro esempio? "Eumeswil" di Ernst Junger. E' un romanzo, pure molto bello, ma è anche una delle opere filosofiche più dense che abbia letto. Tanto che il Prof. Raciti di Filosofia Teoretica a Catania lo mise in programma. E difatti ho inserito anche quello :-)

Tuttavia hai ragione, è solo una mia opinione. E 1984 ed Eumeswil non sono "oggettivamente" delle opere filosofiche.

Ma mi viene da piangere a toglierle :-(

Che faccio? :-)

Giofilo | May 31, 2007 Report abuse

direi che siamo entrati a piedi uniti in una delle discussioni più interessanti sulla filosofia: dove comincia la filosofia?
Sono d'accordo con entrambi i commenti nel senso che 1984 non è un'opera filosofica, è un romanzo di un "visionario" che ha meravigliosamente descritto in anticipo qualcosa che in parte stiamo vivendo noi oggi (in parte?).
Da quel romanzo , può partire l'analisi filosofica.... ma la vera domanda: è mai cominciata quest'analisi?

Paolo | May 31, 2007 Report abuse

bho
secondo me dovreste leggervi i saggi giornalistici di orwell.

se vogliamo considerare le analisi sulla società a lui contemporanea come perte della filosofia, una possibile risposta alla domanda "dove stiamo andando?", credo i possa dire che orwell era sia scrittore che filosofo, dopo che giornalista..

Lorenzo | May 31, 2007 Report abuse

Il bello (e forse anche il brutto) della filosofia che è una di quelle cose (come l'arte ad esempio) che non riesci mai a capire dove cominciano e dove finiscono.

La filosofia mi sembra incoercibilmente trasversale a tutte le cose dell'uomo, quindi io dico ok a 1984 e a qualunque altra cosa.

Filter | May 31, 2007 Report abuse

È 'filosofo' chiunque abbia una precisa ed articolata idea di sé, del mondo e dei suoi rapporti con esso. D'altra parte, se penso alla 'filosofia' come specifica branca del sapere, mi vengono subito in mente nomi come Platone, Kant, Nietzsche. Wilde, che ha disseminato grandi intuizioni in romanzi, saggi, lettere, non lo definirei mai un 'filosofo', eppure lo era, definirei tale invece Bataille, che ha 'incrociato' la filosofia con l'antropologia, la psicologia e la critica letteraria. Insomma, per me vale la mia prima definizione, ma in situazioni 'classificatorie', come questa, solo per evitare confusione, mi limiterei ai 'filosofi di professione'. Il problema è : chi sono? Forse coloro che scrivono libri in cui non c'è racconto, ma solo pura speculazione.

Daidalos | May 31, 2007 Report abuse

Mi dispiace ma sono d'accordo con Azalais: se cominciamo a mettere in lista qualunque libro “riflessivo” o che l'azzecchi (metaforicamente o no) con previsioni di fanta(scienza, politica, sociale), non la finiamo più.

Oblomov | May 31, 2007 Report abuse

Semplicemente trovo pericoloso, e svilente, pensare che filosofia sia un determinato tipo di contenuto e non un metodo. Platone parla di anima, la Chiesa parla di anima, Coelho parla di anima, ma non si tratta della stessa cosa.

Comunque, osservando meglio l'elenco dei libri, trovo che 1984 sia il problema minore.

Se non incominciamo a prenderci sul serio noi, nessuno lo farà. E saremo sempre appartenenti a quella categoria di gente che troppo persa nel guardare le stelle non si accorge di non aver più la terra sotto i piedi e di stare precipitando nel pozzo.

Azalais | May 31, 2007 Report abuse

Pensandoci e ripensandoci ho dato anch'io ragione ad Azalais.

Ho tolto 1984...che, come dice ancora Azalais, è davvero il male minore! Davvero, sembra che qui "tutto fa brodo"!

Ho cancellato questi libri:
- Guida galattica degli autostoppisti (fantascienza)
- L'immagine infedele (saggio di fotografia e comunicazione)
- Lila (romanzo).
- Essere John McEnroe (romanzo).
- Eumeswil (romanzo).

Sono indeciso su questi libri, perché non li conosco (qualcuno mi aiuti!):
- Il monte analogo.
- La camera chiara.
- Lo specchio delle anime semplici.

Chiunque dovesse vedere un libro che non c'azzecca con la Filosofia. Lo segnal qui o altrove, come ha fatto Oblomov.

...Che casino...

Ora apro un nuovo topic dove cercare di dare delle "regole"...ma aiutatemi :-)

Giofilo | May 31, 2007 Report abuse

La camera chiara di Barthes è un saggio in cui lo studioso francese disserta sulle modalità della percezione sensoriale umana di un'immagine delineando i tratti del sé verso l'oggetto percepito.
Se poi la filosofia è solo quella che sta nei libri di storia della filosofia dei licei allora si può togliere. Per me Barthes resta un titolo fondamentale.

Paolo | Jun 1, 2007 Report abuse

Per quanto riguarda lo Lo specchio delle anime semplici...
l'affrancamento dell'anima, che si ottiene annientandosi in Dio attraverso l'amore, arrivando perfino a trasformarsi in Dio.. può essere considerato afflato anche in minima parte filosofico?
Lo Specchio è uno dei testi fondamentali dell'ermeneutica. Roberto Caracci e Luisa Muraro ne hanno fatto la base della loro dissertazione ed insegnamento.
Può bastare?

Gianluca | Jun 1, 2007 Report abuse

Io, pur non considerando affatto 1984 un libro filosofico (se non in senso lato), non vedo comunque la necessità di eliminarlo a priori. Sarà il tempo a dire se sarà utile ad una discussione fra i membri del gruppo o meno, dopodiché nel caso si rivelasse inutile, finirà in un angolo nascosto a ricoprirsi di polvere, fino a quando qualcuno non riterrà necessario riprenderlo in mano.
Un libro, per quanto piccolo, è sempre meglio averlo accanto che lasciarlo fuori dalla porta.

Piega27 | Jun 4, 2007 Report abuse

Mi permetto di dire la mia sulla filosofia. La concepisco in tutta la sua "politicità", fedele come sono agli insegnamenti del compianto Prof. Pasquale Salvucci.
Ho avuto modo di approfondire la questione della filosofia e del suo ruolo nel mondo attuale nel libro "Nichilismo. Eterna lotta fra ragione e arbitrio", editore L'Orecchio di Van Gogh. La "politicità" della filosofia, dunque, come propone il libro, quale speranza salvifica per riaffermare i valori della ragione e per indicare una via d'uscita dal nichilismo.
Vi ringrazio per l'opportunità.

Info | Jun 14, 2007 Report abuse

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