Sozaboy di Ken Saro Wiwa

DISCUSSIONE | 4 Interventi | Creata da Giusi Meister |
Ultimo aggiornamento: 11 luglio 2016 | Iniziata: 30 aprile 2010
Giusi MeisterGiusi Meister ha scritto: Io ho appena terminato lo splendido 'Sozaboy' di Ken Saro Wiwa.
C'è qualcuno qui che vuole parlare del libro e del suo autore?
Vi lascio con un magnifico tributo musicale a questo autore da parte de 'Il teatro degli orrori' :'a sangue freddo'.

Questa è la mia recensione. Un saluto a tutti:)

Le parole al potere

Non mi stupisce che Saviano abbia parlato tanto e bene di questo libro di Ken Saro Wiwa.
Io, come molti altri su Anobii, del resto, l'ho scoperto anche grazie a lui, e questo fa comprendere bene quali e quanti limiti trovi una certa letteratura in Italia. Mi dico sempre che quella africana meriterebbe altri spazi e altri modi per farsi conoscere e apprezzare, ma tant'è, sembra quasi impossibile.

Bene, io penso che basterebbe già solo la pagina 75 di questo libro per renderlo degno di attenzione e apprezzamento: '' L'uomo con la bella camicia si alza. Un gran bell'inglese davvero. Paroloni e paroloni. Grammatica. 'Fantastico. Opprimente. Generalmente. In particolare e in generale'. Accidenti, Dio non ti incazzare, ma non si ferma mica qui. La grande grammatica continua: 'Odioso.Distruzione. Combattimento'. Ho capito quelle parole, 'Per l'avvenire. Mobilitazione generale. Tutti i cittadini. Robusti. Entrare nell'esercito. Sua Eccellenza. I poteri che ci sono conferiti. Volontari. Coscrizione'. Paroloni e paroloni. Un sacco di grammatica''.

Ecco. E' tutto qui 'Sozaboy', in questa volontà di Saro Wiwa di smontare i meccanismi del potere, dell'ignoranza, e del relativo asservimento del corpo e dell'anima dell'uomo.
La struttura del romanzo è efficacissima, fateci caso: progressiva. Una costruzione lenta e implacabile, come un gioco di Lego. Solo che 'Sozaboy' non è un gioco, e che i pezzi non sono affatto colorati, ma marciti dalla morte.
Ken Saro Wiwa costruisce il romanzo strutturalmente perfetto perchè ci porta per mano attraverso un mondo, e aggiunge gli elementi in modo che l'occhio non l'avverta, ma la testa sì. E così, come un ago sottile, il lettore attraversa la vita di Mene, ragazzino ignorante e innocente che parla solo uno stentato rotten english. Una vita tenera segnata dall'inganno e dall'illusione. Osservate i canti dell'esercito; affilate lo sguardo sul primo incontro di questo ragazzo con il suo fucile e poi...arrivate fino al Nemico. Perchè voi non scoprirete MAI -come Mene, del resto- chi esso realmente sia. Qui non c'è un Nemico. Ogni cosa è nemico. Ogni uomo è nemico. In una realtà in cui tutti i meccanismi del diritto saltano non c'è vita vera, perchè l'agenda la dettano solo l'oppressione e la violenza. Entrambe geometriche e metodicamente affilate.

Nulla vi dico della fine, ma riflettete sul fatto che la medesima sorte tocco' ai reduci del Vietnam. Capirete così che questa di 'Sozaboy' è la possibile storia di ogni luogo. E che la letteratura della grande Africa merita molto di piu' dello spazio risibile riservatogli sporadicamente.
Nota a margine: ascoltate questo splendio tributo musicale a Ken Saro Wiwa da parte del gruppo 'Il teatro degli orrori'.

http://www.youtube.com/watch?v=sIn3Z54fi5Q

'QUANTO E' GRANDE IL CUORE DI KEN SARO WIWA? FORSE L'AFRICA INTERA!'
Attenzione: Per partecipare devi prima iscriverti al gruppo. Per iscriverti clicca qui.
ho conosciuto Ken Saro Wiwa proprio grazie a quella canzone e l'anno scorso ho seguito una breve conferenza della figlia di Ken. Libro estremamente interessante, più che godibile, e fondamentale per la letteratura nigeriana.

Ho trovato fantastico l'evidente tributo (non voglio dire plagio) di Kourouma con il suo Allah non è mica obbligato; una sorta di Sozaboy con un ragazzino per protagonista che è più realista dello svampito personaggio di Wiwa (ed è tutta qui la sostanziale differenza fra i due libri).
KillDevilHill1 anno fa
KillDevilHill
L'ho letto anche io non molto tempo fa, ho anche avuto l'occasione di sentire parlare Santarone (ha curato il libro) al master che ho concluso a dicembre.
Un gran bel libro, pieno di significato
E brava Giusi ...ottima recensione. Perfettamente d'accordo su tutto, specialmente sull'atteggiamento che viene adottato in questo paese nei confronti della letteratura africana.
Io ho appena terminato lo splendido 'Sozaboy' di Ken Saro Wiwa.
C'è qualcuno qui che vuole parlare del libro e del suo autore?
Vi lascio con un magnifico tributo musicale a questo autore da parte de 'Il teatro degli orrori' :'a sangue freddo'.

Questa è la mia recensione. Un saluto a tutti:)

Le parole al potere

Non mi stupisce che Saviano abbia parlato tanto e bene di questo libro di Ken Saro Wiwa.
Io, come molti altri su Anobii, del resto, l'ho scoperto anche grazie a lui, e questo fa comprendere bene quali e quanti limiti trovi una certa letteratura in Italia. Mi dico sempre che quella africana meriterebbe altri spazi e altri modi per farsi conoscere e apprezzare, ma tant'è, sembra quasi impossibile.

Bene, io penso che basterebbe già solo la pagina 75 di questo libro per renderlo degno di attenzione e apprezzamento: '' L'uomo con la bella camicia si alza. Un gran bell'inglese davvero. Paroloni e paroloni. Grammatica. 'Fantastico. Opprimente. Generalmente. In particolare e in generale'. Accidenti, Dio non ti incazzare, ma non si ferma mica qui. La grande grammatica continua: 'Odioso.Distruzione. Combattimento'. Ho capito quelle parole, 'Per l'avvenire. Mobilitazione generale. Tutti i cittadini. Robusti. Entrare nell'esercito. Sua Eccellenza. I poteri che ci sono conferiti. Volontari. Coscrizione'. Paroloni e paroloni. Un sacco di grammatica''.

Ecco. E' tutto qui 'Sozaboy', in questa volontà di Saro Wiwa di smontare i meccanismi del potere, dell'ignoranza, e del relativo asservimento del corpo e dell'anima dell'uomo.
La struttura del romanzo è efficacissima, fateci caso: progressiva. Una costruzione lenta e implacabile, come un gioco di Lego. Solo che 'Sozaboy' non è un gioco, e che i pezzi non sono affatto colorati, ma marciti dalla morte.
Ken Saro Wiwa costruisce il romanzo strutturalmente perfetto perchè ci porta per mano attraverso un mondo, e aggiunge gli elementi in modo che l'occhio non l'avverta, ma la testa sì. E così, come un ago sottile, il lettore attraversa la vita di Mene, ragazzino ignorante e innocente che parla solo uno stentato rotten english. Una vita tenera segnata dall'inganno e dall'illusione. Osservate i canti dell'esercito; affilate lo sguardo sul primo incontro di questo ragazzo con il suo fucile e poi...arrivate fino al Nemico. Perchè voi non scoprirete MAI -come Mene, del resto- chi esso realmente sia. Qui non c'è un Nemico. Ogni cosa è nemico. Ogni uomo è nemico. In una realtà in cui tutti i meccanismi del diritto saltano non c'è vita vera, perchè l'agenda la dettano solo l'oppressione e la violenza. Entrambe geometriche e metodicamente affilate.

Nulla vi dico della fine, ma riflettete sul fatto che la medesima sorte tocco' ai reduci del Vietnam. Capirete così che questa di 'Sozaboy' è la possibile storia di ogni luogo. E che la letteratura della grande Africa merita molto di piu' dello spazio risibile riservatogli sporadicamente.
Nota a margine: ascoltate questo splendio tributo musicale a Ken Saro Wiwa da parte del gruppo 'Il teatro degli orrori'.

http://www.youtube.com/watch?v=sIn3Z54fi5Q

'QUANTO E' GRANDE IL CUORE DI KEN SARO WIWA? FORSE L'AFRICA INTERA!'
Giusi Meister8 anni fa
Giusi Meister